Ex-voto

Il mondo si è rovesciato, c’è poco da fare. Una volta si votava di più al Nord che al Sud, ma in compenso si facevano più figli al Sud che al Nord. Ora è il contrario! Allora o tutti quelli del Sud si sono spostati al Nord e viceversa, o qualcosa non gira per il verso giusto.
Non mi applicherò per questa volta all’analisi dei motivi del crollo del tasso di natalità in meridione, anche se sospetto il riscaldamento globale: non per niente “Antò, fa caldo!” era il motivo addotto da una giovane moglie per negarsi alle affettuose attenzioni del consorte in una pubblicità di un noto thè freddo di qualche anno fa . Antò, e insisti un poco, e che diamine!

Mi concentrerò invece sulla disaffezione al voto, e da fine politologo quale mi picco di essere ho analizzato i motivi per cui oltre la metà dei miei concittadini aventi diritto non si è recata alle urne per esprimere una  preferenza purchessia sul sindaco che li dovrà amministrare, salvo incidenti di percorso, per i prossimi cinque anni.

Per fare questo ho effettuato un personalissimo sondaggio che ha coinvolto un panel significativo di cazzoni persone autorevolissime, dalle quali ho estratto le seguenti motivazioni che dovrebbero far riflettere chi è preposto (e predisposto) a farlo:

  • C’era il sole e sono andato al mare

Questo consiglierebbe di svolgere le elezioni solo in giorni di pioggia; tuttavia in precedenti consultazioni le stesse persone hanno risposto: “pioveva e non avevo l’ombrello”; quindi bisogna optare per giornate coperte ma non piovose.
Bisogna considerare anche che in fior di referendum siamo stati tutti invitati ad andare al mare, quindi può darsi che invita oggi invita domani poi la gente al mare ci va davvero.

  • Tanto sono tutti uguali

Questa affermazione non è facilmente confutabile, in fondo apparteniamo tutti al genere umano o così dovrebbe essere, e da quando si è affermato il pensiero unico le differenze programmatiche talvolta non sono proprio così evidenti e nette. Tanti ad esempio hanno avuto l’impressione che il candidato sindaco del centrosinistra avrebbe potuto candidarsi benissimo col centrodestra, viceversa a dire la verità un po’ meno.

  • E’ tutto un magna magna

Evoluzione del ragionamento precedente, l’opinione prevalente è che maggioranza e opposizione quando c’è da sedersi a tavola non si tirino indietro, però bisognerebbe anche guardare alle dimensioni: mettere a rimborso spese il pranzo di nozze della figlia o i vasetti di Nutella quantitativamente, se non qualitativamente, non è  la stessa cosa.

  • Tanto non cambia niente

La disillusione dovuta alla scoperta che la bacchetta magica che è stata consegnata ai sindaci grazie al sistema elettorale maggioritario in realtà era scarica, perché se ai Comuni si tolgono sempre più risorse e si aumentano gli oneri, tipo i minori non accompagnati, nemmeno Mandrake benché aiutato da Luthor riuscirebbe a combinare qualcosa, spinge effettivamente a dubitare che cambiamenti significativi siano possibili.

  • Dovevo preparare il barbecue

Questo è indubbiamente un motivo più che valido, tuttavia poiché i seggi erano aperti fino alle 23 si poteva fare uno sforzo; per il futuro per invogliare questi buongustai si potrebbe far votare anche al lunedì mattina, come si faceva una volta prima che si dicesse che votare due giorni costava troppo?

  • Ah, perché, era questa domenica? Pensavo fosse la prossima

Bisogna fare qualcosa per questa gente distratta. Effettivamente ho notato che la pubblicità elettorale è stata meno invasiva del solito, meno volantini, santini, manifesti; gazebo si ma non aggressivi, quasi aspettavano che si andasse da loro più che cercare di catturare persone; si sono forse privilegiati i social ma si sa come sono fatti i social, nessuno legge oltre la seconda riga di un post e se non c’è una foto che attira si salta anche la prima riga.

  • Non me ne frega un c.xxo

Ed è meglio così! Chi ragiona in tal modo è altamente democratico e si rimette al volere della maggioranza. Proporrei di sgravarlo dal pensiero periodico di decidere su chi apporre una crocetta, privandolo del diritto di voto anche per il futuro.

Che insegnamento possiamo trarre da questo studio, stringato ma rigoroso?

Qualcuno sostiene che, quando i votanti sono pochi, si è in una democrazia matura.
Io non dico che si debba tornare ai tempi in cui per votare si tornava nei paesi di origine con viaggi memorabili, come il Pasquale Ametrano di Verdone, ma penso che se c’è tanta gente così inerte da non avere nemmeno la voglia di andare a scrivere un insulto sulla scheda elettorale siamo già ad uno stadio successivo alla maturità; che a forza di farci pensare che la politica è sporca, le circoscrizioni non servono, le province togliamole, i senatori non eleggiamoli, i partiti devono essere liquidi, i manovratori non vanno disturbati, stiamo rotolando su una brutta china.

Per fortuna al momento qua fa caldo: facciamoci un thè freddo, se non altro.

(142 – continua)

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29 pensieri su “Ex-voto

  1. disapparteniamo al Paese, eppure ci siamo dentro fino all’orlo del bicchiere…
    vada per il tè, ma per me caldo anche d’estate o dopo la refrigerata apparente si piglia a sudare di più, pure i liquidi che nun ce stanno XD

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    • Siamo un po’ dissociati, forse schizofrenici… Amore-Odio ci legano a questo paese, o forse la sindrome di Stoccolma? Dunque tu sei della scuola che il caldo si combatte col caldo? Temeraria, io non ce la faccio… buona notte Dora!

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  2. E’per tutti i motivi elencati nella tua ricerca, che da sempre ho dubitato che si fosse sulla buona strada per riaffermare una democrazia matura. In pratica è come se fosse già così vecchia e decrepita da puzzare come una carogna, dalla quale tenersene alla larga. Ignorando l’assunto che: più ci se ne sta alla larga e meno si conta; meno si conta e più ammontano i disastri da rifondere… Sai una cosa? Sono convinto che tutti sarebbero più contenti, politici, elettori e dirigenti oltre che imprenditori, se si potesse tornare come ai primi anni del regno. Quando a votare erano soltanto poche migliaia di persone. Ecco, credo che su questo ci sia una forte convergenza trasversale…….
    Un caro saluto

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    • Sicuramente chi pensa di protestare non andando a votare ha capito poco… pur con tutti i limiti il sistema e’ quello, e finche’ scegliere e’ consentito e’ meglio farlo… a costo di sbagliare e di arrabbiarsi poi con se stessi, oltre che con quelli a cui si e’ dato fiducia… si forse un sistema diverso non sarebbe sgradito a chi si contende il potere. Anche farci votare il meno possibile sembra che non sia sgradito… ma forse hanno ragione, quando votiamo prendiamo di quelle cantonate! 🙂 ti auguro una buona notte, tisana o the’?

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  3. votare per il sindaco è uno dei voti più significativi, almeno in un paesetto come il mio. Ho perso la voglia di votare per il Governo.
    Sinceramente… li capisco quelli che ti hanno risposto così. Quando guardo ai candidati mi viene una tristezza…
    Però a me non toccava, quindi non mi sono dovuta preoccupare. E veramente non ho nemmeno capito come è andata nella mia città… (che è la mia città, ma io risiedo in altro comune)

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    • In teoria votare alle amministrative dovrebbe essere più “facile”, i candidati dovrebbero conoscersi o quantomeno è più facile capire cosa propongono. Per questo il fatto che sia andata a votare nemmeno la metà mi preoccupa, vuol dire proprio che hanno perso la fiducia in tutto, oppure è subentrato un totale menefreghismo…

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          • quando è possibile capire chi sia il meno peggio!
            Quando ho dovuto votare per il capo dipartimento (e si sono tutti premurati di spingerci a votare)… era davvero difficile: o il mio attuale Capo dei Capi o … sempre lui.
            Per il Magnifico non sono nemmeno andata: tanto era evidente che vinceva quello.
            Ho una vita piena di voti e pagelle!

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              • Eh sì che si vota: il Rettore ed i capi dipartimento, i rappresentanti sindacali, i rappresentanti in dipartimento ed anche in giunta, i preposti alla sicurezza….
                Il voto del personale tecnico amministrativo però ha un peso minore rispetto a quello dei docenti. Infatti l’attuale Rettore ha fatto la campagna elettorale quasi esclusivamente rivolta ai professori.
                Poi ha messo una piccola pezza. Io avrei votato il suo avversario, un ingegnere che diceva cose bellissime…
                Le corruzioni non si sbandierano, suvvia!

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  4. Alla prima risposta vorrei anche aggiungere che, poi, in caso di pioggia il risultato delle votazioni potrebbe essere alterato: insomma, si sa che “piove, governo ladro”.

    Suggerisco di votare in giorni di sereno un po’ nuvolo un po’ ventoso che è meglio la giacchettina.

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    • Esatto! Oppure si potrebbe protrarre l’elezione per un mesetto, così uno va quando si sente comodo, dopo aver fatto la spesa, prima del calcetto… la verità e’ che ogni giorno fanno in modo di schifare sempre di più la gente, e’ un esperimento antropologico: prendi i voucher, 4 milioni e mezzo di firme, li aboliscono per evitare il referendum, e poi li reinseriscono (aggiungendoli alla manovrina economica su cui viene posta la fiducia). Allora o si prendono i bastoni (auspicabile) o si fa come Ametrano:” Sapete che ve tiche! Sapete che ve tiche! Annatevela a pija’ tutti in tu culu. Buongiorno.” Siamo al livello di sopportazione di Ametrano, non so il prossimo livello dell’esperimento cosa prevede…

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  5. E se il problema fosse che i seggi sono nelle scuole? Magari si potrebbero spostare tutti i seggi al mare, che lì le cabine sono già pronte! Oppure metterli su quei bei prati alpini allestiti con i tavoli e le griglie per il barbecue! Così Pasquale Ametrano abbinerebbe al viaggio una bella vacanzina!

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