Se l’ Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi?

E’ questo il quesito che arrovella gli italiani, più ancora che la guerra in Libia, gli omicidi in Iraq o gli aerei abbattuti in Iran: fanno bene o fanno male il principe Harry e la moglie Meghan a rinunciare alle prerogative reali?

Forte della competenza acquisita nelle frequenti letture dei Grand Hotel di mia suocera ho provato a realizzare un personale sondaggio, dato che il campione a tavola mi sembrava estremamente rappresentativo della popolazione sia per età che per sesso che per titolo di studio e distribuzione geografica. La discussione purtroppo ha preso pieghe imprevedibili che riporto succintamente:

  1. Fanno bene! Sai che palle stare tutto il giorno con la Regina
  2. Fanno male! Rinunciano ad un bel po’ di privilegi (questo punto in realtà è stato abbastanza contestato)
  3. Non me ne può fregare di meno (con una frangia estrema di : non me ne frega una mazza)
  4. Qualcuno vuole un altro pezzo di pizza?
  5. Se hanno deciso così avranno trovato chi gli dà un sacco di soldi
  6. Si però ai soldi della Regina mica ci hanno rinunciato
  7. Possibile che dobbiamo parlare di queste minchiate?
  8. E di che vuoi parlare allora?
  9. Bè, per esempio dell’Australia che va a fuoco
  10. Vedi al punto 3
  11. Poverini i koala
  12. Eh, tu pensi ai koala. E le persone?
  13. Ma i koala sono teneri
  14. I koala sono stupidi
  15. E le persone?
  16. Vedi al punto 4
  17. Tanto la Regina li seppellirà tutti, guarda Carlo
  18. Carlo chi?
  19. Tuo nonno
  20. Io ho ancora fame. C’è avanzato un po’ di panettone?

Chi vuole può partecipare al sondaggio, indicando uno dei punti dell’elenco; chi invece vuole impiegare il tempo in maniera più proficua può esercitarsi nella lettura del titolo ad alta voce.

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Ottimismo, per carità!

“Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita!” proclamava Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore nonché pittore, in una nota réclame per una catena di elettrodomestici; e ne aveva ben donde, dall’alto della sua lunga vita che l’aveva visto attraversare la seconda guerra mondiale ed essere sopravvissuto all’internamento in Germania nel ‘44.

A proposito di Tonino Guerra, nel mio giretto in Russia mi sorprese molto (ma per mia ignoranza) trovare a Suzdal, nel bel monastero dalle mura rosse che ospita tra l’altro un museo che ricorda gli italiani che vennero lì internati dopo la battaglia del Don, una stanza dedicata proprio al nostro Guerra, che all’Unione Sovietica e a quel luogo fu molto legato, venendone peraltro molto apprezzato come cineasta.

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Mi sembra che l’atmosfera sia un po’ troppo cupa, e non si tratta solo di smog o della nebbia che è ricomparsa dopo non so quanto tempo: venti di guerra, incendi devastanti, scioglimento di ghiacciai, frane ed alluvioni; movimenti millenaristi che proclamano la prossima fine del mondo brandendo non i cilici ma gli smartphone ultimo modello: che se non saremo sepolti dalle plastiche ci estingueremo per il riscaldamento globale, e se ci salveremo dall’innalzamento dei mari periremo per qualche altra catastrofe provocata da noi stessi.

Nel posto dove lavoro sono state bandite le bottiglie di plastica e la plastica monouso. Per carità, bravi bene bis: ma l’ecologia dovrebbe essere integrale, se uno toglie le bottigliette e contemporaneamente esubera migliaia di persone faccio fatica a credere che sia davvero convinto di quel che fa.

Al momento sulla terra siamo in 7,7 miliardi, in aumento irrefrenabile dato che alcune previsioni stimano che nel 2050 saremo 10 miliardi (e sfoggio subito ottimismo contandomi tra quelli) : chissà, forse qualche evoluzionista potrebbe interpretarla come una riproduzione frenetica in vista di un taglio sostanzioso, una spending review, una messa in esubero di una buona fetta del genere umano; e forse una sfoltita non sarebbe negativa tutto sommato, a non essere dalla parte degli sfoltiti.

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Certo il nostro osservatorio è ben più comodo di chi si trovasse, per dire, in Libia, Siria, Iraq, Yemen, o anche in Congo, in Nigeria, etc. etc. Ma ce lo meritiamo, siamo virtuosi: se non altro, con i pochi figli che facciamo non possiamo certo sentirci responsabili dell’incremento demografico.

L’umore naturalmente tende ad essere condizionato dalle vicende che accadono intorno e da come vengono raccontate: se tutte le sere che Dio manda in terra si sentono gli stessi quattro fannulloni ripetere in televisione che il governo ci porta sul baratro, le tasse aumentano ed il lavoro diminuisce, la criminalità dilaga e i barbari sono alle porte uno non è che sia portato a sprizzare gioia; piuttosto a spegnere la Tv o addirittura a romperla che sarebbe meglio.

Per fortuna ci pensano i cinesi a sollevarci l’umore! Ringraziamo quindi il maestro Muhai Tang, un uomo un mito, che ha perso i pantaloni mentre dirigeva un concerto sul palco del Teatro Dal Verme, a Milano: bastava un paio di bretelle per evitarlo, ma lui è stato troppo ottimista!

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Affidiamo Venezia agli olandesi!

L’Olanda, o per meglio dire i Paesi Bassi, ha più di un terzo del proprio territorio sotto il livello del mare (e non di poco: di metri e metri) e quindi si può ben dire che gli olandesi siano all’avanguardia nei sistemi di sicurezza, altrimenti sarebbero sommersi da un bel po’.

Solo la diga ‘Afsluitdijk’ è lunga 32 chilometri, quando per chiudere l’intera laguna veneta ne basterebbero una ventina; certo noi siamo più fantasiosi e abbiamo pensato di sfruttare le dighe naturali già presenti, ovvero l’Isola di Pellestrina, l’Isola di Lido e la penisola di Cavallino, chiudendo solo le imboccature: la Bocca di porto di Chioggia, la Bocca di porto di Malamocco, e la Bocca di porto di Lido.

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Il tutto con delle paratie mobili, che dovrebbero attivarsi solo in caso di acqua alta eccezionale; sul concetto di eccezionale sarà bene mettersi d’accordo al più presto, perché ormai l’eccezionalità sta diventando la norma.

Come è noto, più le cose sono complicate più sono delicate e costose, e più è difficile gestirle; e il famoso Mose (che qualche delinquente pensava di replicare sul lago di Como, progetto fortunatamente sventato _ per ora _ da un pensionato uscito per “pisciare” il cane) per ora, dopo aver divorato 5,3 miliardi di euro (di cui una buona fetta è stata davvero mangiata, come nelle nostre migliori tradizioni) non è ancora finito, e quello che più preoccupa è che non si sa se mai funzionerà.

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Poiché cincischiando cincischiando finirà che Venezia la faremo affondare, e dato che Venezia è ormai una Disneyland mondiale, propongo di fare con la laguna quello che vorrei fare con l’Amazzonia di Bolsonaro: internazionalizzarla, e farla gestire a chi è più capace di noi e, soprattutto, mangia di meno.

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Tutta colpa di don Matteo!

Bisogna essere onesti, amici, e riconoscere che se gli umbri alle elezioni regionali di domenica scorsa hanno votato in massa per Salvini, la colpa è di don Matteo.

Dal lontano 7 gennaio 2000, data in cui andò in onda la prima puntata della prima serie (attualmente si sta girando la dodicesima!), i bravi e simpatici Terence Hill e Nino Frassica hanno dovuto risolvere un’infinità di casi di omicidi, violenze, furti ed imbrogli, dando la netta sensazione che Gubbio e Spoleto, le due cittadine dove la serie è ambientata, siano la riedizione moderna di Sodoma e Gomorra e che la criminalità vi regni sovrana: come si fa allora a non dar ragione ai miti umbri se qualcuno fa la voce grossa e dice: e mo’ basta?
Se alle elezioni regionali del 2000 l’allora Lega Nord racimolò l’inezia di 1.227 voti (lo 0,25%!), perlopiù di buontemponi, ed oggi ne prende 154.413 (il 36,95%) di qualcuno la colpa dovrà pur essere.

Ieri il telegiornale ha passato la notizia che New York mette al bando il foie gras, a causa delle condizioni in cui vengono allevate le oche (per fargli venire il fegato grasso bisogna ingozzarle come oche, appunto). Non male in un paese dove, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2018 il consumatore medio statunitense avrebbe mangiato 222,2 chili di carne rossa e pollame a testa. L’ipocrisia regna sovrana dall’altra parte dell’Oceano, ma almeno le oche ringraziano.

Ed allora diciamocelo: tutto il miele sparso a piene mani, le pecorelle del signore redente alla fine di ogni puntata, i buoni sentimenti, non saranno stati controproducenti? Le marce per la pace, le bandiere arcobaleno, i richiami al santo di Assisi, non sono semplicemente uno sciacquare i panni in Arno (o in questo caso nel Tevere, o nel Nera) se sono fini a se stessi e se non seguono un’idea ed una prassi politica di giustizia sociale?

A proposito di giustizia sociale, in tempi di estrema e crescente disuguaglianza c’è ancora chi ciancia di flat tax, e purtroppo c’è ancora chi ci crede. La redistribuzione si fa togliendo i soldi a chi ne ha troppi, con una tassazione progressiva, e non riducendo le tasse ai ricchi (che hanno tutto l’interesse, infatti, a diffondere la favoletta). Fa specie che la Lega, che si dice popolare, sostenga questa storiella, ma è lo svelamento di chi veramente c’è dietro, altro che lotta ai poteri forti….

Fanno tenerezza i cinquestelle, che riescono a perder voti in favore di Salvini sia quando sono alleati che quando sono avversari: destino naturale per una forza che ha fatto le sue fortune sull’alterità (noi onesti contro tutti) e quando deve “sporcarsi le mani” è sempre soggetta ad attacchi di tradimento degli ideali di purezza; e non basta dirsi ne di destra ne di sinistra, quando alla fine i propri elettori votano a destra, eccome.

Il signor Stoltenberg, segretario norvegese della Nato e cioè di un organismo che a mio modesto parere dopo la caduta del muro non avrebbe più avuto motivo di esistere, ha affermato che “Kiev è già membro Nato de facto”. Questo potrebbe voler dire, in un prossimo futuro, supportare l’Ucraina in qualche guerra contro la Russia: non mi pare che questa mossa all’Europa possa giovare molto, considerando che stiamo ancora raccogliendo i cocci dell’allargamento ad est dell’Unione Europea. Non sarebbe ora di chiedere ai cittadini europei cosa ne pensano di questa faccenda?….

Comunque l’anno prossimo ci sarà un’altra bella tornata di elezioni regionali, tra cui quelle dell’Emilia-Romagna assurta ormai a Fortezza Stalingrado, ma lì la colpa si sa già a chi darla: a Peppone e don Camillo…

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pezzo di capezzone!

«James, caro, che ne pensi dell’abito del nuovo ministro dell’agricoltura?» chiede Gilda, sdraiata nella sua chaise longue Frau.
«Un abito in organza e chiffon con piccole balze, in un bel blu, perfetto per la sua silhouette – approva il maggiordomo -. Abbinato magistralmente a delle slingback nere. Accessori in tinta con il piccolo torchon che incornicia lo scollo dell’abito. Sono sicuro che anche Girifalchi approverebbe».
«Sono contenta ti sia piaciuto, temevo lo ritenessi troppo sobrio» dichiara Gilda, sollevata.
«Assolutamente, signora, la vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: la signora si sentiva entusiasta ed ha fatto benissimo a presentarsi in blu elettrica a balze. Sincera come una vera donna sa essere». conclude James, con un lieve inchino.
«Ma poi James, diciamocelo pure: a qualcuno è mai venuto in mente di criticare come veste un ministro uomo? A parte che sono tutti ingessati come manichini, poveretti. Che stupidaggine è questa?»
«Effettivamente, signora, il  commento non è stato dei più pertinenti. Un ministro si giudica dai suoi atti, non dai vestiti che indossa. Un gentiluomo  chiederebbe scusa e si presenterebbe con un mazzo di fiori»
«Hai detto bene, James, un gentiluomo… ma un capezzone?»

 

 

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Qualche anno fa, d’estate, con la famiglia facemmo un salto in Olanda, passando prima da Colonia e da Bruxelles. A Rotterdam, appena arrivati, ci recammo in un ufficio turistico vicino alla stazione ferroviaria con l’intenzione di prenotare i biglietti per il traghetto che portava a Kinderdijk, dove c’è il complesso degli storici mulini a vento, ben diciannove, patrimonio dell’umanità.
Sfoggiando il mio migliore inglese, chiesi al perplesso impiegato: “Excuse me, may I buy the ticket for the bottle¹?”
Mio figlio intanto dietro sghignazzava, e questo avrebbe dovuto insospettirmi. Ma io, non cogliendo i segnali, insistetti: “The battle! The battle to Kinderkijk!” meravigliandomi di quanto poco gli olandesi conoscessero l’inglese.

Una scena analoga si era già verificata a Londra, quando in un Mc Donald’s mi ostinavo a chiedere una birra, ed il ragazzo dei panini mi guardava con gli occhi sgranati: a beer, a biir, a biar, ecomecazzosidicebirra, a’ birra! Vaffanculo, una coca cola! (il fatto è che in Inghilterra da quanto ho poi capito la birra nei Mc Donald’s non la vendono: hai voglia a sfiatarmi). Il tutto ovviamente con mio figlio sempre sghignazzante, e mia moglie che scuoteva la testa.

Ma tornando a Rotterdam, ad un certo punto l’impiegato mosso a compassione mi mise davanti i biglietti per i mulini, dicendo “I presume the boat to Kinderdijk, sir?” e fu solo l’abbronzatura a nascondere parte del rossore che mi imporporò il volto mentre la mia autostima scendeva pericolosamente di livello.
Alla fine comunque tutto è bene quel che finisce bene, prendemmo quel battello e ci toccò sorbirci anche uno spettacolino folcloristico dove due attori recitavano la storia dell’Olanda in olandese: non mi azzardai a chiedere niente, limitandomi di quando in quando ad annuire gravemente.

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Quest’episodio mi è venuto in mente in questi giorni, in cui si fa un gran parlare di minibot, ma io credo si tratti solo di un grosso equivoco: non volevano dire minibot ma minibottle, minibottle!

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Questa foto non c’entra niente con il post ma anche l’occhio vuole la sua parte

¹ Mi vergogno un po’ a mettere questa nota: bottle=bottiglia – battle=battaglia – boat=barca

La bellezza salverà il mondo?

L’Italia, questo meraviglioso paese in cui abbiamo la fortuna di vivere, ha ben 55 siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità (di cui 7 in comproprietà con la Svizzera o comunque presenti in Italia come San Marino e Città del Vaticano) su un totale di 1092.
Una nazione di 60 milioni di abitanti (appena lo 0,85% della popolazione mondiale) detiene il 5% del patrimonio dell’umanità: non è un miracolo questo?

Meno male che c’è l’Italia! Ma perfino l’Idiota di Dostoevkij, osservando le vicende del nostro paese, sarebbe dubbioso della sua stessa affermazione. Una vena di follia aleggia nell’aria: una volta c’era chi si credeva Napoleone mettendosi uno scolapasta in testa oggi invece c’è chi, brandendo un rosario, si crede di essere il Papa; la plebe acclama chi strilla di più, è l’eterno “salvate Barabba” invece di Gesù; nel paese dei balocchi la ministra dell’Istruzione dichiara di non leggere un libro da tre anni; la presidente della regione Umbria si dimette e poi vota contro le proprie dimissioni; chi salva vite è accusato di ogni nefandezza mentre a chi quotidianamente le toglie, a quelli che spargono guerre per il mondo, lecchiamo il didietro in continuazione. La disuguaglianza cresce continuamente e si parla non di aumentare ma di togliere le tasse a chi più ha, tanto poi c’è sempre qualcuno su cui aizzare il popolino: gli immigrati, i rom…

E la bellezza dovrebbe salvarci?

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Emergenza canapè!

In attesa della prossima emergenza caldo, il nostro ministro dell’Interno ha dichiarato guerra ai canapè!
Basta con questi antichi sofà, per di più di origine francese, che tanto male hanno fatto e continuano a fare alla gioventù italiana.
Per evitare dubbi saranno vietati anche i canapè di antipasti, una vera piaga sociale, che verranno eliminati da tutti i buffet, specie se apparecchiati in locali pubblici.

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Apposite squadre anti-canapè, guidate sembra dal questore di Macerata, sono state sguinzagliate in giro per l’Italia ed i trasgressori severamente puniti. Alcuni mobilifici che ancora si ostinavano a produrre canapè sono stati chiusi, così come i negozi di arredamento che li vendevano.

Se qualche maligno pensa che questa cortina “fumogena” o supercazzola serva a distogliere l’attenzione dei gonzi dall’inchiesta anticorruzione con cui in Lombardia, Regno Padano, si sta ancora una volta scoperchiando un verminaio di affari e corruzione, oppure che serva a far dimenticare un certo sottosegretario dimesso “per opportunità”, ebbene questa persona non si rende conto della pericolosità del canapè e dell’influenza malefica sulle menti dei giovani virgulti: guai a lui!

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Qualche anno fa a Christiania, Copenaghen, ho comprato a mia moglie un cappello realizzato con la canapa. Sarà legale (il cappello, dico)?

p.s.
suggerisco questo breve ma interessante articolo:
http://www.versilcanapa.it/canapa-una-storia-italiana/

Fotografato il buco nero!

La scienza esulta: Einstein non era un pirla!
Gli scienziati sono riusciti a riprendere le immagini del centro della galassia M87 posta a ben 55 milioni di anni luce dalla terra: evviva!

Speriamo ora che, magari con un cannocchiale anche meno potente, si riesca a far finalmente luci sui buchi neri della nostra storia recente, anche se per questo temo che ci voglia un genio ben più grande di Einstein.

A proposito, non è curioso che andiamo a scoprire buchi neri nell’universo e invece a uno che i buchi neri di questo pianeta li aveva pubblicati gli è toccato stare segregato 7 anni in un buco di ambasciata dell’Ecuador ed essere infine imprigionato per conto terzi dai brexitari?

Dopo questa scoperta comunque niente sarà più come prima, e lo stesso concetto di buco nero come l’avevamo immaginato nella nostra adolescenza viene rivoluzionato. Che te possino, Einstein!

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Mimì e Cocò

Finalmente la Seleçao brasiliana ha trovato i degni eredi del trio delle meraviglie Didì, Vavà e Pelè: i formidabili Mimì e Cocò sono pronti a scendere in campo e far rivivere i sogni dei tifosi verdeoro.

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Segnati dall’ondata di suicidi avvenuta in seguito all’umiliazione subita nei mondiali del 2014, dove la squadra di casa venne brutalizzata dagli spietati germanici, sono stati sguinzagliati per tutto il mondo degli osservatori per segnalare i migliori talenti in circolazione: altro che il sopravvalutato Neymar, altro che l’evanescente Coutinho!

Qui si sta parlando di giocatori di classe limpidissima, una spanna sopra i Kakà e Dudù ai quali l’anziano ex-presidente di una delle due squadre di calcio milanesi, quella con la maglietta più brutta, soleva inculcare i rudimenti dell’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

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Il festoso popolo brasiliano dunque potrà tornare tranquillo a ballare la samba e passeggiare per la spiaggia di Copacabana, abbandonando le tristezze della bossa nova e della deforestazione dell’Amazzonia, degli omicidi di attivisti politici e sindacali, di rappresentanti degli indios e di propugnatori delle libertà civili: grazie a Mimì e Cocò si alzerà il velo sulla propaganda disfattista, Marielle Franco non è stata uccisa ma è morta di freddo, come del resto Gesù, e la foresta pluviale amazzonica non è una meraviglia ecologica ma solo un enorme rottura di coglioni.

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La prima partita della nazionale rinnovata dovrebbe essere giocata contro il combattivo Venezuela, sulla carta il risultato è scontato in quanto il divario tecnico è notevole ma nel calcio non si sa mai, la palla è rotonda ed a volte rimbalza addosso a chi la tira: non è sicuro ad esempio se sabotare le reti delle porte possa minare il morale dei giocatori venezuelani o piuttosto spingerli a giocare con più determinazione.

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Nell’attesa, che sta diventando spasmodica, le scuole di ballo stanno preparando per il prossimo Carnevale nuove coreografie, ispirate ai due palleggiatori; via al trenino con il duo delle meraviglie:
A-E-I-O-U-ipselon,
A-E-I-O-U-ipselon,
Fio Maravilha, nós gostamos de você
Fio Maravilha, faz mais um pra a gente ver!¹

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¹ Quando suonavo ai veglioni questa non mancava mai… che bei tempi ragazzi.