Cronachette dell’anno nuovo (15)

In questi giorni ho ripensato alle lezioni di disegno delle medie, materia nella quale ero e sono rimasto un somaro (non certo l’unica), durante le quali la professoressa si sforzava di insegnarci a mescolare i colori primari per ottenere quelli secondari: con il blu ed il giallo si ottiene il verde, con rosso e giallo l’arancione, che colore bisognerà aggiungere per ottenere l’arancione rafforzato?

No, perché da ieri è proprio questo il colore che caratterizza queste parti, diciamo un arancio tendente al marrone: così ha stabilito un editto del presidente della Regione, appena il giorno dopo che dal giallo eravamo passati all’arancione, e pensare che quello era lo stesso che richiedeva a gran voce certezze sulle tempistiche dal governo nazionale (precedente). Gli effetti pratici sono che rimarranno chiuse tutte le scuole, tranne le materne; martedì mattina ho incontrato sulle scale una condomina, madre di due figli piccoli, che si chiedeva come fosse possibile, e a chi diavolo avrebbe potuto lasciare i figli dato che è sola e deve andare a lavorare. Anche perché i migliori si sono dimenticati di rifinanziare il congedo parentale, ma la compunta Gelmini ha assicurato che lo faranno con il prossimo decreto ristori: intanto, che ci si arrangi.

Anche Bertolaso, il jolly che ogni tanto salta fuori da qualche manica (destra), ci ha tenuto a dire la sua e cioè che l’Italia sta marciando a grandi balzi verso la zona rossa. Potrebbe anche essere vero, ma questi non erano gli stessi che strillavano contro allarmismi e addirittura clima di terrore?

Una buona notizia però c’è, e devo ringraziare una volta tanto Salvini e Berlusconi che stanno premendo per seguire le orme di San Marino e acquistare il vaccino russo Sputnik V, dato che gli altri ce li danno con il contagocce. Non se ne hanno abbastanza notizie? Non è testato adeguatamente? Ma perché, gli altri lo sono? E comunque, chi se ne frega! Datemi lo Sputnik, mi offro volontario! Che potrà succedermi, al limite finalmente imparerò il russo…

Sono cambiati i vertici della Protezione Civile ed il Commissario straordinario: buon lavoro ai nuovi, e ringraziamenti a chi ha dovuto affrontare un anno difficilissimo, commettendo magari qualche errore, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra: ci siamo dimenticati di quando non si trovava una mascherina nemmeno a pagarla a peso d’oro, e quando negli ospedali mancavano i respiratori polmonari e la gente (tra cui un mio amico) si ingegnava a stampare in 3D bocchettoni doppi per collegare due pazienti ad una macchina? E le diatribe per imporre il prezzo calmierato di 50 centesimi sulle mascherine, con i farmacisti sulle barricate? Se almeno questo è stato superato qualche merito agli uscenti bisognerà riconoscerglielo, io credo.

E’ iniziato il festival di Sanremo, la 71° edizione, presentata da Amadeus con Fiorello battitore libero (divertentissima la pubblicità), edizione senza pubblico e senza aficionados per le strade ad aspettare le “star”… lo so, per qualcuno è un rito stantìo da abolire, ma è pur sempre un pezzo di costume di questo paese; finora della gara ho sentito poco, distratto da altre occupazioni, ma ho visto gli ospiti, Laura Pausini che ha cantato “Io sì”, brano scritto per il recente film di Sofia Loren, La vita davanti a sé  (che ho visto su Netflix, e l’attrice è stata bravissima), i Volo che hanno cantato un brano di Ennio Morricone, con l’orchestra diretta dal figlio del grande compositore con uno stile tutto suo, ed infine Elodie che ha proposto un medley di pezzi sanremesi famosi e, oltre ad avere una bella voce, è anche un bel vedere. Ho visto anche Ibrahimovic, che ha recitato sé stesso. Che ci volete fare, sono decisamente nazionalpopolare, così tanto che mi piacerebbe vincesse Orietta Berti, che si ripresenta in gara dopo quasi trent’anni, Oriettona della quale è uscita da qualche mese la biografia, che mi stuzzica e incuriosisce: Tra bandiere rosse e acquasantiere, deve essere proprio una bella storia.

I colleghi di Roma mi hanno detto che sta girando la voce di un rientro in ufficio, scaglionato a partire dal primo maggio. Fosse vero! Ci sono molti a cui il telelavoro piace ma come sapete non sono tra questi. Sono abbastanza convinto che, nonostante adesso faccia comodo spingerlo, alla lunga verrà ridimensionato per motivi sia di produttività che soprattutto di consumi. Pensiamo a tutta l’economia che gira intorno ai pendolari di una città come Milano…

Comunque staremo a vedere, amiche e amici; la primavera è alle porte, e con essa può darsi che riusciremo a tornare a visitare qualche museo, che anche il cervello bisogna rimetterlo in moto. A presto!

E rifacciamo ‘sto tampone

Amiche e amici, sono in coda in attesa di fare il terzo tampone. Sono arrivato in anticipo e sono stato fregato: i prelievi riprendono alle 12:30, e io sono qui dalle 11:10… l’appuntamento lo avevo alle 12:33 (precisissimi questi di ATS Insubria) ma sono partito prima perché per il primo tampone avevo fatto più o meno un’ora di fila; invece oggi nessuno, e questo doveva insospettirmi. Il punto di prelievo è transennato e ho solo due auto davanti… un ragazzo, forse uno degli infermieri, ci dice che stamattina hanno fatto i prelievi ma è arrivato il Laboratorio (saranno quelli di Napoli) a prendere le provette e quindi si sono dovuti fermare. Che jella! Si dovrebbe rimanere con i motori spenti ma fuori ci sono sei gradi e dopo un po’ fa freddo, così ogni tanto il motore lo accendo, ci mancherebbe solo di raffreddarsi. Per fortuna, memore degli insegnamenti della mamma, ho fatto la pipì prima di uscire… spero almeno che stavolta sia quella buona e venga negativo ‘sto maledetto.

Anche perché pare che da domenica la Lombardia tornerà ad essere gialla: a me sembra follia, ma se sarò pieno di anticorpi potrò tuffarmi impavido nella folla ed attivare il Cashback. A proposito sono riuscito a registrarmi, tutto abbastanza facile. Ieri in una intervista al TG uno ha risposto al giornalista che gli chiedeva se si fosse registrato: di questi tempi, se qualcuno ti dà indietro un po’ di soldi, non è male…

In Gran Bretagna hanno iniziato a vaccinare le persone, ci sono stati un paio di casi di reazioni allergiche ma lievi; del resto stanno sperimentando dal vivo, qualcosa bisogna aspettarsi… la Regina ha detto che si vaccinerà ma in privato, senza riflettori: secondo me la furbona aspetterà di vedere prima che succede, e chi può biasimarla?

Adesso vi lascio che mi si stanno gelando le dita: speriamo che si congeli anche il virus…

Sbloccato impallamento

Ho dovuto cancellare la cache di Chrome, ovvero cookies, cronologia e compagnia bella. Poi mi sono ricordato che probabilmente mi era già successo in passato ed avevo fatto la stessa cosa, ma non è che posso ricordarmi tutto… L’editor a blocchi non ha colpe, poverino (o almeno credo), se non quella di rendere la vita difficile a chi è abituato con il vecchio editor e non ha nessuna voglia di cambiare. Scrivo questo solo perché, se in futuro dovessi ancora fare post di impallamenti, saprete cosa rispondermi… 🙂 Buona serata!

Cronachette della fase tre (4-6 luglio)

Il mio stomaco lentamente sta tornando alla normalità, intanto prosegue la penitenza a base di acqua e pasta o riso in bianco, e tutt’al più una mela come sfizio; ieri sera ho dovuto saltare lo spritz e questo mi è molto dispiaciuto, i miei due congiunti non si sono fatti scrupoli e si sono fatti fuori anche il mio, buon pro gli faccia!

Mi sono fatto prescrivere gli esami del sangue (ora è molto comodo, la ricetta arriva via mail; prima la dottoressa mi faceva un sacco di storie adesso invece la fa subito, tutto pur di non vedere i pazienti…) e speravo di poterli fare prima della visita macché, primo giorno utile con appuntamento il 24 luglio. Pazienza, resisterò anche se potrei andare in un laboratorio privato dove i prezzi tra l’altro sono più bassi di quelli degli esami con il ticket, e questo è un altro bel mistero italiano ovvero non è affatto un mistero, è fatto proprio apposta per spingere gli utenti a rivolgersi ai privati. Ma è proprio indispensabile allevare e ingrassare tutti questi parassiti?

Ieri all’Esselunga dove mi ero recato per comprare il giornale (secondo me dovrebbe essere vietato vendere libri e giornali nei supermercati, senza contare l’assurdità del dover entrare nel supermercato in questi tempi di distanziamento per acquistare un giornale ed i danni a librerie ed edicole…) ho trovato finalmente l’alcool! Alla bellezza di 3,18 euro al litro, una speculazione ignobile a mio parere. Proprio ieri l’Istat ha certificato un aumento generalizzato dei prezzi (ce ne eravamo accorti) tra cui l’aumento dei pedaggi autostradali. Qui rivolgo una domanda all’amico Giuseppe Conte: ma scusate, state discutendo (anche troppo, sarebbe ora di stringere e decidere qualcosa) dei provvedimenti per la ripresa, e permettete che i pedaggi autostradali aumentino, per far ingrassare ancora i concessionari? Con i disastri tra l’altro che qualcuno di questi ha combinato con le manutenzioni mai fatte? E con quello che sta succedendo in questi giorni in Liguria, bloccata dai lavori fatti partire tutti insieme da Società Autostrade (una chiara rappresaglia per le minacce di revoca della concessione)?

Oggi è morto Ennio Morricone, era del ’28 come mio padre. Ha scritto delle colonne sonore indimenticabili, le mie preferite sono quelle di Mission e di Giù la testa ma come dimenticare Per un pugno di dollari? Si era rotto il femore e gli è stato fatale, siamo fragili anche quando siamo grandi…  Nel suo piccolo è morta un’altra piccola celebrità, si chiavama Aldo Capoferri ed era conosciuto come “l’uomo ghepardo” perché andava sempre in giro vestito da capo a piedi con vestiti maculati, dal cappello all’ombrellino: un eccentrico che non faceva male ad una mosca, a suo modo un pezzo di folclore locale. Anche lui aveva 91 anni…

Le cronache locali riportano anche che nel weekend c’è stato l’assalto alle spiaggette sul lago, e nemmeno le pattuglie di vigili ed esercito sono bastate a dissuadere i bagnanti. Nel contempo nel vicino Ticino i contagi sono aumentati e ti credo, questi svizzeri hanno fatto finta di niente come se il virus si fermasse da solo a Chiasso, ed ora ovviamente si teme che i frontalieri che giornalmente fanno la spola lo riportino qua… tra parentesi: ancora oggi in Italia abbiamo 200 contagi giornalieri e ieri una decina di morti: com’è che c’è gente così tranquilla, basta l’estate a spiegarlo o la natura cialtrona dopo il periodo dell’andrà tutto bene e dell’inno nazionale (cantato male) riaffiora prepotentemente? C’è anche qualche criminale, come quell’imprenditore del vicentino che pur sapendo di essere positivo se ne è andato in giro ad impestare gente, e gli va bene che non siamo più all’epoca di Renzo e Lucia quando agli untori facevano fare la fine che meritavano…

L’ex ministro degli Interni ha dichiarato che la Cina ha contagiato il resto del mondo per colonizzarlo economicamente. A parte che non mi sembra che la Cina avesse bisogno del virus dato che già stava colonizzando tutto, per colonizzare bisogna trovare chi è disposto a farsi colonizzare, e se noi vendiamo tutto il vendibile applaudendo pure agli “investitori esteri” che poi fanno e disfano a loro piacere, vedi Whirlpool, vedi Ilva, vedi Roberto Cavalli ma vedine decine e centinaia di altri, la colpa è dei cinesi? La colpa è dei cinesi se da decenni non c’è uno straccio di politica industriale, la colpa è dei cinesi se tra caduta del muro e degli ideali, globalizzazione e berlusconismo (anche senza berlusconi) questo paese si è ridotto, con rispetto parlando, ad un mercato di vacche e baldracche?

Mi rileggo velocemente e penso: ma sono proprio io a parlare o è il mio stomaco indolenzito e incattivito? Di solito sono più soave, leggero, dovrò stare attento o oltre allo stomaco anche il fegato comincerà a lamentarsi… Amiche e amici, bisognerebbe cominciare a pensare a qualcosa di più allegro, più stimolante, come le ferie e il bonus vacanze, o magari le ferie con il bonus vacanze, meccanismo inventato da qualche azzeccagarbugli in vena di furfanterie, se conoscete qualcuno che ha capito come funziona fatemelo sapere…

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Ciao, ni’.

È andato, senza storie, senza lamenti, come è sempre vissuto. Ne ha passate tante che oggi si fa fatica a crederci, adesso la commozione non me lo permette ma dovrò metterle in fila, una dietro l’altra… ciao babbo, ciao Nino.

Ciao, nì

Cronachette della fase tre (17 giugno)

Sembra non voglia più smettere di piovere; non bastasse, da tre giorni verso sera si scatena un temporale con grandinata, ieri mia moglie era fuori in macchina ed ero molto preoccupato. Lei dice per la macchina, ma non è (del tutto) vero. Stamattina per la prima volta dall’inizio di questa storia non sono riuscito a fare la passeggiata fino all’edicola, pioveva troppo; allora ho preso l’occasione ed ho fatto il cavaliere, ho accompagnato in auto mia moglie al lavoro e poi sono andato a prendere il giornale. L’amico Giuseppe se la prende comoda, un pendolare gli tiene il posto permettendogli di andare a fare colazione; questo pendolare, un mio amico di origine abruzzese, lavora al Comune di Milano ma non può fare lo smart working e nel periodo del lockdown, dato che è anche volontario della Croce Azzurra, ha scelto di prendersi una stanza a Milano piuttosto che tornare a casa e rischiare di contagiare gli anziani genitori. Probabilmente, essendo juventino e berlusconiano, sono stati i genitori a chiedergli cortesemente di starsene lontano invece di averlo tra le balle tutto il giorno, ma questa è solo una mia illazione.

Segnali di normalità: l’altro giorno in Italia c’è stato il primo morto in un incidente con il monopattino; era un sessantenne, ci sono rimasto male perché non pensavo che qualcuno della mia età potesse scegliere questo mezzo di locomozione. A mio avviso è molto pericoloso, adatto forse per strade senza buche, e molto rischioso nel traffico. Occorrerà infilare qualche norma ad hoc nel codice stradale, penso. L’altra notizia invece è che operaio scendendo dal tetto su cui stava lavorando è caduto e si è infilzato su un paletto della vicina recinzione, morto sul colpo. Perché queste notizie allegre, direte? Solo perché in questo periodo sembrava che si dovesse morire solo di Covid, e invece no, purtroppo si muore di tutto e non è che scampati dal virus non ci possa cadere un vaso in testa. Questo per essere ottimisti, del resto anche Lazzaro dopo essere resuscitato di qualcosa è poi morto, è la vita.

Ieri sera ho chiamato come al solito a casa, ha risposto la signora che assiste qualche ora i miei, quando non ci sono i miei fratelli (santi); mio padre mi ha salutato, forse scambiandomi per il dottore, dicendo che non lo facevano mangiare, che tenerezza. Chissà che mi inventerò io, se arriverò alla sua età. Ma vale la pena poi arrivarci?

A proposito di pendolari, l’altra sera un ragazzo nigeriano, un rider, uno di quelli che porta a casa la roba da mangiare schizzando in bicicletta di qua e di là, non ha potuto prendere il treno di ritorno da Milano a Como perché Trenord, avendo ravvisato un incremento del numero di questi ragazzi, ha ritenuto di limitare le biciclette che possono salire. Stiamo parlando di mezzanotte, l’ultimo treno utile, il ragazzo ha dato in escandescenze, è stato portato in questura e ne è uscito con qualche contusione. Riflettiamo sul fatto che mentre tutti erano chiusi in casa e questi continuavano a portare da mangiare erano degli eroi; che il numero è cresciuto perché tantissima gente è in casa a lavorare in smart working e non ha tempo e voglia per cucinare (prendete me: prima uscivo dall’ufficio e tutto quello che dovevo fare era andare in mensa e scegliere tra tre primi, tre secondi eccetera: adesso per lo più insalata e affettato…) e che tantissimi arrivano dai paesi o dalle città limitrofe, che devono fare? Devono mangiare anche loro, o no? E’ stato proposto di lasciare le biciclette in deposito. Si, bella idea, chi lo paga? Questi guadagnano due lire e devono pagare il deposito? Senza contare che la bicicletta magari gli serve a tornare a casa, una volta arrivati in stazione… insomma, è un po’ come il monopattino: a problemi nuovi ci vogliono soluzioni nuove…

Perbacco, mi sono accorto di non aver parlato di Stati Generali: ma non saranno anche questi Stati Generali? O tutti dovranno incatenarsi davanti a Villa Pamphili per farsi ascoltare?

Facciamo così: diamoci appuntamento a domani e dedichiamoci a risolvere i problemi del paese, o addirittura del pianeta. Che ne dite, amiche e amici, si può fare? A domani, allora.

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus ( C )

Martedì 2 giugno

Ed eccomi giunto, come promesso, alla fine di questo piccolo diario di vita quotidiana al tempo del coronavirus, un impegno quotidiano portato avanti per cento giorni consecutivi, iniziato all’indomani di quello che oggi sembra un giorno lontanissimo, quel 21 febbraio in cui a fronte dei primi contagi il governo stabilì di dichiarare Codogno ed altri comuni “zona rossa”. Siamo passati dallo stupore, dall’incredulità, ad una sensazione quasi di esagerazione, ad uno smarrimento, uno sgomento, confusi da messaggi e valutazioni scientifiche e politiche contraddittori, e poi l’ansia, la paura, l’angoscia man mano che i morti aumentavano e gli ospedali erano vicini al tracollo; il dispiacere, il dolore della separazione netta e improvvisa da familiari, parenti, amici; la pena, la pietà, per i ricoverati soli, i morti senza funerale; la gratitudine verso medici, infermieri, volontari che si sono spesi senza risparmio pagando prezzi altissimi; la riconoscenza verso gli aiuti internazionali, arrivati da paesi a cui non esitiamo a imporre embarghi; l’indignazione, la rabbia di fronte agli errori, le inadempienze, alle dichiarazioni opportunistiche, alle polemiche sterili e stupide; agli esorcismi magari confusionari, ma molto italiani, dei canti alle finestre, delle bandiere…

Ho attraversato questo periodo da privilegiato, me ne rendo conto e quasi me ne vergogno: in una casa confortevole, con una famiglia unita, senza perdere un giorno di lavoro; ho cercato di mantenere i contatti con gli affetti, gli amici, i parenti, con il telefono, con le videochiamate, anche ritornando sul social che detesto pur di far sentire in qualche modo la vicinanza; non mi sono lasciato andare, ho mantenuto orari normali anche se non ce n’era bisogno, ed un ritmo che dava un ordine, un senso, alle giornate; mi sono ritrovato dentro nuovi riti, la spesa, la pizza, lo spritz, il film, con curiosità, con semplicità. Abbiamo parlato, tanto; ho letto pochi libri, ma ho cercato di mantenermi al corrente di quello che succedeva per il mondo, specialmente in quegli angoli che in TV non vanno mai, e tanto meno in questo periodo dove le notizie riguardavano al 90% contagi e morti.   

Ho imparato parole nuove, lockdown, droplets, chiedendomi perché mai in questo sventolìo di tricolori dobbiamo essere così anglofoni, mi sono adattato a lavorare da casa, in smart working o piuttosto in telelavoro perché non sono proprio smart; ho visto paesi quasi irriderci come ” i soliti italiani” per poi cadere in incubi ancora più grandi del nostro; ho visto con tenerezza gli arcobaleni dipinti dai bambini, “andrà tutto bene”, ma con lo scetticismo dell’esperienza penso che non andrà tutto bene se ritorneremo alla normalità di “prima” e non cercheremo una nuova normalità, più giusta, più equa, più solidale. Una normalità dove si pensi prima di tutto a chi sta peggio, dove il lavoro per tutti ritorni ad essere un obiettivo primario, dove questo paese possa finalmente sentirsi unito senza regionalismi, egoismi, pulsioni separatiste dei ricchi ai danni dei poveri.       

Un paese migliore in un mondo migliore; un paese dove la maggiore aspirazione non sia quella di andare a raggiungere le seconde case, o andare in vacanza in Grecia; un paese dove si riscoprano i grandi ideali, il bene comune, dove chi più ha più contribuisca; un paese che smetta di finanziare chi porta le società all’estero, chi delocalizza, chi sfrutta; che valorizzi l’agricoltura non la finanza, che la smetta di proporsi come Disneyland del mondo, un paese di Arlecchini e Pulcinella, ma riscopra la vocazione manifatturiera almeno nei settori strategici. Questa mi piacerebbe fosse la nuova “normalità”, quella vecchia non mi interessa, è come la ripresa del campionato di calcio: sinceramente, chi se ne frega?

Ringrazio la pattuglia di lettrici e lettori davvero affezionati che hanno seguito e sostenuto questi piccoli scritti, abbiamo intavolato belle discussioni che mi mancheranno; qualcuno ha molto apprezzato le foto finali, effettivamente sempre di buona qualità, concordo con lui; non sparisco ovviamente, anche perché le cronache quotidiane danno tanti di quegli spunti che stare zitti è quasi impossibile.

Osserviamo attentamente quello che accadrà da domani, nella fase tre; speriamo che una valanga di parole non ci sommerga, il medico che dichiara che il virus non c’è più, la PM che esterna sulle responsabilità governative… sarà un fiorire di “io l’avevo detto” e “io avrei fatto così o cosà”, già se ne vedono i prodromi, a partire da oggi, festa della Repubblica, dove dei patrioti all’amatriciana si fanno le loro manifestazioni invece di festeggiare la Repubblica tutta.

Sono contento di aver passato questo tempo con voi, amiche e amici; da queste parti passano solo persone intelligenti (non perché necessariamente la pensino come me, anzi) e questo mi inorgoglisce, oltre i miei meriti. Continuate a seguirmi come io farò con voi, eh? Ci conto…

Buona Festa della Repubblica,

vs. aff.mo GioMag

Dona Flor, amica d’infanzia di Nonna Pina, vi saluta

Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXIV)

Mercoledì 18 marzo

Stamattina alle 7 nel tragitto da casa all’edicola ho incrociato tre persone ed abbiamo fatto lo slalom tra i marciapiedi per evitarci. Esco con la mascherina, ovviamente; l’edicolante Giuseppe indossa anche lui una mascherina ma di quelle leggerissime, monouso, e mi ha detto che oggi è l’ultima… oddio, per i pochi clienti che ha non ne avrà molti da infettare. La farmacia del quartiere avrebbe dovuto ricevere una fornitura, mi ero prenotato per averne un paio (una per la suocera anziana) ma non sono stato ancora chiamato, o non sono arrivate o le hanno già finite. Del resto la priorità è la fornitura ai sanitari, e ci mancherebbe altro… gli ospedali lombardi sono ormai al collasso; non capisco perché invece di andare a pensare il mega reparto in Fiera non si sia pensato di usare gli ospedali chiusi per farne di nuovi al tempo di Re Formigoni, tipo quello vicino a casa mia che aveva un reparto di oncologia ristrutturato da pochissimo ed ora chiuso… leggo del sindaco di Vasto (Abruzzo) che si è rifiutato di accogliere contagiati da fuori nell’ospedale del paese; se dovessero fare tutti così che facciamo, ognuno si tiene i suoi? E quando i posti di Vasto non basteranno più per i suoi concittadini (non glielo auguro, sia chiaro) i malati dove se li mette, sindaco, a casa sua?

Le nuove direttive sugli spostamenti prevedono che chi è soggetto a isolamento o quarantena e si sposta venga denunciato per attentato alla salute pubblica (12 anni di reclusione la pena prevista): vedremo se così gli entra in testa…

Qualche buontempone ha parlato di chiusura del Parlamento. Cari onorevoli, cercate di essere dignitosi per favore e pensate a quello che fate. C’è gente che ancora va tutti i giorni in fabbrica, negli uffici, chi assicura i trasporti, per non parlare degli ospedali, i supermercati, le poste… e VOI vorreste rimanere a casa? Prendete le misure che vanno prese ma non fateci assistere per favore a questa stupidaggine che saprebbe tanto di vigliaccheria. Ma come, qui c’è gente che sta a casa ed ha perso il lavoro, che si sta sacrificando e voi vorreste scappare? Spero che se non l’orgoglio almeno la decenza vi impedisca di farlo, sarebbe gravissimo. E l’opposizione dovrebbe rendersi conto che le polemiche di questi giorni sono davvero insopportabili, specie se partono da chi non più tardi qualche giorno fa se ne era andato a sciare in montagna per dimostrare che il governo esagerava e bisognava far ripartire l’economia… il Governo ha stanziato 25 miliardi per sostenere l’economia, ed ovviamente per loro è troppo poco, e come temevo hanno già cominciato a strillare sulla diminuzione delle tasse… ma cari signori cercate di essere seri, i soldi dove li andiamo a prendere poi, ce li mettete voi? Che tra l’altro i 49 milioni della Lega ci avrebbero fatto comodo adesso, sai quante mascherine ci si compravano? Cominciate a cacciar fuori quelli, che poi parliamo del resto…

Ma non voglio arrabbiarmi; nel lavoro da casa c’è almeno qualcosa di apprezzabile: posso tenere la radio accesa quanto voglio (Radio Italia anni 60…), posso alzarmi ed uscire sul balcone dove il termometro sulla parete esposta al sole segna 33 gradi… i vasi sono tutti pieni di boccioli, tra una settimana sarà tutto in fiore, una meraviglia, la natura se ne frega della nostra quarantena…

Sento una mia amica pendolare che purtroppo è ancora costretta a prendere il treno: all’inizio si stava benissimo ma poi le corse sono state ridotte e quindi lo spazio vitale si è ristretto; la sanificazione generale non si è ancora vista. La nostra direttrice del coro lavora in Posta, e anche lì dopo i decessi dei postini nella bergamasca non si sta tranquilli… c’è gente assurda che nonostante gli avvisi di restare a casa va a pagare il bollettino per il Messaggero di Sant’Antonio! Ma dico io, con tutta la venerazione per Sant’Antonio, ma che succederà mai al santo di Padova se pagate il mese prossimo? Un mio amico a cui la ditta ha temporaneamente chiuso sta usando il suo tempo molto proficuamente: prima ha imbiancato l’imbiancabile, poi ha fatto manutenzione alle biciclette e moto di famiglia ed oggi passa al giardino: e poi?

Ryanair ha scritto dicendo che mi offrono di spostare il volo che avevo prenotato ad altre date, senza penali. Va bene un’altra data, ma quando? Settembre andrà bene? Ci penserò.

In Usa ci sono già 55.000 contagiati. Trump fino ad oggi ha fatto finta di niente, adesso con la sanità pubblica che si ritrovano da quelle parti moriranno come mosche. Che devo dire, mi fanno pena perché alla fine la maggior parte sarà povera gente, ma finché non si incazzano e la smettono di eleggere miliardari pazzi ed a credere che se uno è povero è per il castigo di Dio, ci si può fare ben poco. Per dire, Joe Biden, candidato democratico, ha risposto al suo competitor Bernie Sanders che propugna una estensione del sistema sanitario pubblico dicendo che il servizio sanitario pubblico non ha salvato l’Italia dal contagio. Sì, caro amico, ma se non avessimo avuto il servizio sanitario pubblico lo sai come saremmo messi adesso? Con democratici come questo vincerà Trump per altri trent’anni…

Infine, riprendendo la rubrica di ieri, sono costretto a specificare che no, kiwi e arancio non ammazzano il virus: contengono vitamina C che fa comunque bene, specie d’inverno; prendere la mattina un bicchiere di acqua calda con del limone spremuto disinfetta e aiuta ad andare in bagno ma al virus gli fa una pippa; infine gira una mail attribuita ad un ortopedico del Galeazzi (ma santo Dio, ma io dico a chi mette in giro queste cose, ma non vi vergognate?) che naturalmente ha smentito e denunciato chi ha usato il suo nome, che in sostanza dice che certe medicine favoriscono il virus e di non prenderle. Amici, cerchiamo di fare uno sforzo anche noi però: secondo voi un ortopedico che cura le ossa che cacchio c’entra con queste cose? Se fosse vero non sarebbe già stato il Ministero della Sanità a dirlo? Cerchiamo di essere seri anche noi: le medicine si prendono se servono e devono darle i dottori, hanno studiato apposta! Se prendete quello che cacchio vi pare poi non lamentatevi se state male, ma mica per il virus eh? Capisco che in un paese dove fino a ieri c’erano migliaia di immunologi che si rifiutavano di vaccinare i figli la medicina fai da te sia molto sviluppata, ma datevi una regolata! (tra l’altro vorrò vedere quando ci sarà il vaccino quanti salteranno su a dire di non vaccinare i bambini perché altrimenti diventeranno autistici…)

Cari amici, oggi volevo essere un po’ più leggero ma è andata così: adesso vado sul balcone dieci minuti a respirare un po’ d’aria buona, e ci sentiamo domani!

p.s.
mentre chiudo sento alla radio che all’ospedale Cardarelli di Napoli 250 medici si sono messi in malattia, ma mica per il contagio. Non tengono non dico al loro onore, ma nemmeno al discredito che gettano sulla categoria di cui indegnamente fanno parte. Hanno giurato su Ippocrate o Ippocrasso? In tempo di guerra sarebbero considerati disertori e fucilati… comunque basta precettarli e farli andare a prendere dai carabinieri, poi finita l’emergenza per quelli trovati sani e quelli che gli hanno ha firmato il certificato di malattia la radiazione. C’è tanta di quella terra ancora da zappare… quando ce vò ce vò, amici cari.

Dallas Mavericks v Miami Heat - Game Two