Sbloccato impallamento

Ho dovuto cancellare la cache di Chrome, ovvero cookies, cronologia e compagnia bella. Poi mi sono ricordato che probabilmente mi era già successo in passato ed avevo fatto la stessa cosa, ma non è che posso ricordarmi tutto… L’editor a blocchi non ha colpe, poverino (o almeno credo), se non quella di rendere la vita difficile a chi è abituato con il vecchio editor e non ha nessuna voglia di cambiare. Scrivo questo solo perché, se in futuro dovessi ancora fare post di impallamenti, saprete cosa rispondermi… 🙂 Buona serata!

Ma anche a voi si impalla il reader di WordPress?

Da qualche giorno il reader di WordPress non mi fa vedere più niente, sembra che abbia perso tutti i siti che seguivo… dal telefonino invece funziona.

Succede anche a voi una cosa del genere? Che rottura! Anche perché mi pare brutto continuare a scrivere senza poter leggere quello che scrivete voi…

Cronachette della fase tre (4-6 luglio)

Il mio stomaco lentamente sta tornando alla normalità, intanto prosegue la penitenza a base di acqua e pasta o riso in bianco, e tutt’al più una mela come sfizio; ieri sera ho dovuto saltare lo spritz e questo mi è molto dispiaciuto, i miei due congiunti non si sono fatti scrupoli e si sono fatti fuori anche il mio, buon pro gli faccia!

Mi sono fatto prescrivere gli esami del sangue (ora è molto comodo, la ricetta arriva via mail; prima la dottoressa mi faceva un sacco di storie adesso invece la fa subito, tutto pur di non vedere i pazienti…) e speravo di poterli fare prima della visita macché, primo giorno utile con appuntamento il 24 luglio. Pazienza, resisterò anche se potrei andare in un laboratorio privato dove i prezzi tra l’altro sono più bassi di quelli degli esami con il ticket, e questo è un altro bel mistero italiano ovvero non è affatto un mistero, è fatto proprio apposta per spingere gli utenti a rivolgersi ai privati. Ma è proprio indispensabile allevare e ingrassare tutti questi parassiti?

Ieri all’Esselunga dove mi ero recato per comprare il giornale (secondo me dovrebbe essere vietato vendere libri e giornali nei supermercati, senza contare l’assurdità del dover entrare nel supermercato in questi tempi di distanziamento per acquistare un giornale ed i danni a librerie ed edicole…) ho trovato finalmente l’alcool! Alla bellezza di 3,18 euro al litro, una speculazione ignobile a mio parere. Proprio ieri l’Istat ha certificato un aumento generalizzato dei prezzi (ce ne eravamo accorti) tra cui l’aumento dei pedaggi autostradali. Qui rivolgo una domanda all’amico Giuseppe Conte: ma scusate, state discutendo (anche troppo, sarebbe ora di stringere e decidere qualcosa) dei provvedimenti per la ripresa, e permettete che i pedaggi autostradali aumentino, per far ingrassare ancora i concessionari? Con i disastri tra l’altro che qualcuno di questi ha combinato con le manutenzioni mai fatte? E con quello che sta succedendo in questi giorni in Liguria, bloccata dai lavori fatti partire tutti insieme da Società Autostrade (una chiara rappresaglia per le minacce di revoca della concessione)?

Oggi è morto Ennio Morricone, era del ’28 come mio padre. Ha scritto delle colonne sonore indimenticabili, le mie preferite sono quelle di Mission e di Giù la testa ma come dimenticare Per un pugno di dollari? Si era rotto il femore e gli è stato fatale, siamo fragili anche quando siamo grandi…  Nel suo piccolo è morta un’altra piccola celebrità, si chiavama Aldo Capoferri ed era conosciuto come “l’uomo ghepardo” perché andava sempre in giro vestito da capo a piedi con vestiti maculati, dal cappello all’ombrellino: un eccentrico che non faceva male ad una mosca, a suo modo un pezzo di folclore locale. Anche lui aveva 91 anni…

Le cronache locali riportano anche che nel weekend c’è stato l’assalto alle spiaggette sul lago, e nemmeno le pattuglie di vigili ed esercito sono bastate a dissuadere i bagnanti. Nel contempo nel vicino Ticino i contagi sono aumentati e ti credo, questi svizzeri hanno fatto finta di niente come se il virus si fermasse da solo a Chiasso, ed ora ovviamente si teme che i frontalieri che giornalmente fanno la spola lo riportino qua… tra parentesi: ancora oggi in Italia abbiamo 200 contagi giornalieri e ieri una decina di morti: com’è che c’è gente così tranquilla, basta l’estate a spiegarlo o la natura cialtrona dopo il periodo dell’andrà tutto bene e dell’inno nazionale (cantato male) riaffiora prepotentemente? C’è anche qualche criminale, come quell’imprenditore del vicentino che pur sapendo di essere positivo se ne è andato in giro ad impestare gente, e gli va bene che non siamo più all’epoca di Renzo e Lucia quando agli untori facevano fare la fine che meritavano…

L’ex ministro degli Interni ha dichiarato che la Cina ha contagiato il resto del mondo per colonizzarlo economicamente. A parte che non mi sembra che la Cina avesse bisogno del virus dato che già stava colonizzando tutto, per colonizzare bisogna trovare chi è disposto a farsi colonizzare, e se noi vendiamo tutto il vendibile applaudendo pure agli “investitori esteri” che poi fanno e disfano a loro piacere, vedi Whirlpool, vedi Ilva, vedi Roberto Cavalli ma vedine decine e centinaia di altri, la colpa è dei cinesi? La colpa è dei cinesi se da decenni non c’è uno straccio di politica industriale, la colpa è dei cinesi se tra caduta del muro e degli ideali, globalizzazione e berlusconismo (anche senza berlusconi) questo paese si è ridotto, con rispetto parlando, ad un mercato di vacche e baldracche?

Mi rileggo velocemente e penso: ma sono proprio io a parlare o è il mio stomaco indolenzito e incattivito? Di solito sono più soave, leggero, dovrò stare attento o oltre allo stomaco anche il fegato comincerà a lamentarsi… Amiche e amici, bisognerebbe cominciare a pensare a qualcosa di più allegro, più stimolante, come le ferie e il bonus vacanze, o magari le ferie con il bonus vacanze, meccanismo inventato da qualche azzeccagarbugli in vena di furfanterie, se conoscete qualcuno che ha capito come funziona fatemelo sapere…

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Ciao, ni’.

È andato, senza storie, senza lamenti, come è sempre vissuto. Ne ha passate tante che oggi si fa fatica a crederci, adesso la commozione non me lo permette ma dovrò metterle in fila, una dietro l’altra… ciao babbo, ciao Nino.

Ciao, nì

Cronachette della fase tre (17 giugno)

Sembra non voglia più smettere di piovere; non bastasse, da tre giorni verso sera si scatena un temporale con grandinata, ieri mia moglie era fuori in macchina ed ero molto preoccupato. Lei dice per la macchina, ma non è (del tutto) vero. Stamattina per la prima volta dall’inizio di questa storia non sono riuscito a fare la passeggiata fino all’edicola, pioveva troppo; allora ho preso l’occasione ed ho fatto il cavaliere, ho accompagnato in auto mia moglie al lavoro e poi sono andato a prendere il giornale. L’amico Giuseppe se la prende comoda, un pendolare gli tiene il posto permettendogli di andare a fare colazione; questo pendolare, un mio amico di origine abruzzese, lavora al Comune di Milano ma non può fare lo smart working e nel periodo del lockdown, dato che è anche volontario della Croce Azzurra, ha scelto di prendersi una stanza a Milano piuttosto che tornare a casa e rischiare di contagiare gli anziani genitori. Probabilmente, essendo juventino e berlusconiano, sono stati i genitori a chiedergli cortesemente di starsene lontano invece di averlo tra le balle tutto il giorno, ma questa è solo una mia illazione.

Segnali di normalità: l’altro giorno in Italia c’è stato il primo morto in un incidente con il monopattino; era un sessantenne, ci sono rimasto male perché non pensavo che qualcuno della mia età potesse scegliere questo mezzo di locomozione. A mio avviso è molto pericoloso, adatto forse per strade senza buche, e molto rischioso nel traffico. Occorrerà infilare qualche norma ad hoc nel codice stradale, penso. L’altra notizia invece è che operaio scendendo dal tetto su cui stava lavorando è caduto e si è infilzato su un paletto della vicina recinzione, morto sul colpo. Perché queste notizie allegre, direte? Solo perché in questo periodo sembrava che si dovesse morire solo di Covid, e invece no, purtroppo si muore di tutto e non è che scampati dal virus non ci possa cadere un vaso in testa. Questo per essere ottimisti, del resto anche Lazzaro dopo essere resuscitato di qualcosa è poi morto, è la vita.

Ieri sera ho chiamato come al solito a casa, ha risposto la signora che assiste qualche ora i miei, quando non ci sono i miei fratelli (santi); mio padre mi ha salutato, forse scambiandomi per il dottore, dicendo che non lo facevano mangiare, che tenerezza. Chissà che mi inventerò io, se arriverò alla sua età. Ma vale la pena poi arrivarci?

A proposito di pendolari, l’altra sera un ragazzo nigeriano, un rider, uno di quelli che porta a casa la roba da mangiare schizzando in bicicletta di qua e di là, non ha potuto prendere il treno di ritorno da Milano a Como perché Trenord, avendo ravvisato un incremento del numero di questi ragazzi, ha ritenuto di limitare le biciclette che possono salire. Stiamo parlando di mezzanotte, l’ultimo treno utile, il ragazzo ha dato in escandescenze, è stato portato in questura e ne è uscito con qualche contusione. Riflettiamo sul fatto che mentre tutti erano chiusi in casa e questi continuavano a portare da mangiare erano degli eroi; che il numero è cresciuto perché tantissima gente è in casa a lavorare in smart working e non ha tempo e voglia per cucinare (prendete me: prima uscivo dall’ufficio e tutto quello che dovevo fare era andare in mensa e scegliere tra tre primi, tre secondi eccetera: adesso per lo più insalata e affettato…) e che tantissimi arrivano dai paesi o dalle città limitrofe, che devono fare? Devono mangiare anche loro, o no? E’ stato proposto di lasciare le biciclette in deposito. Si, bella idea, chi lo paga? Questi guadagnano due lire e devono pagare il deposito? Senza contare che la bicicletta magari gli serve a tornare a casa, una volta arrivati in stazione… insomma, è un po’ come il monopattino: a problemi nuovi ci vogliono soluzioni nuove…

Perbacco, mi sono accorto di non aver parlato di Stati Generali: ma non saranno anche questi Stati Generali? O tutti dovranno incatenarsi davanti a Villa Pamphili per farsi ascoltare?

Facciamo così: diamoci appuntamento a domani e dedichiamoci a risolvere i problemi del paese, o addirittura del pianeta. Che ne dite, amiche e amici, si può fare? A domani, allora.

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus ( C )

Martedì 2 giugno

Ed eccomi giunto, come promesso, alla fine di questo piccolo diario di vita quotidiana al tempo del coronavirus, un impegno quotidiano portato avanti per cento giorni consecutivi, iniziato all’indomani di quello che oggi sembra un giorno lontanissimo, quel 21 febbraio in cui a fronte dei primi contagi il governo stabilì di dichiarare Codogno ed altri comuni “zona rossa”. Siamo passati dallo stupore, dall’incredulità, ad una sensazione quasi di esagerazione, ad uno smarrimento, uno sgomento, confusi da messaggi e valutazioni scientifiche e politiche contraddittori, e poi l’ansia, la paura, l’angoscia man mano che i morti aumentavano e gli ospedali erano vicini al tracollo; il dispiacere, il dolore della separazione netta e improvvisa da familiari, parenti, amici; la pena, la pietà, per i ricoverati soli, i morti senza funerale; la gratitudine verso medici, infermieri, volontari che si sono spesi senza risparmio pagando prezzi altissimi; la riconoscenza verso gli aiuti internazionali, arrivati da paesi a cui non esitiamo a imporre embarghi; l’indignazione, la rabbia di fronte agli errori, le inadempienze, alle dichiarazioni opportunistiche, alle polemiche sterili e stupide; agli esorcismi magari confusionari, ma molto italiani, dei canti alle finestre, delle bandiere…

Ho attraversato questo periodo da privilegiato, me ne rendo conto e quasi me ne vergogno: in una casa confortevole, con una famiglia unita, senza perdere un giorno di lavoro; ho cercato di mantenere i contatti con gli affetti, gli amici, i parenti, con il telefono, con le videochiamate, anche ritornando sul social che detesto pur di far sentire in qualche modo la vicinanza; non mi sono lasciato andare, ho mantenuto orari normali anche se non ce n’era bisogno, ed un ritmo che dava un ordine, un senso, alle giornate; mi sono ritrovato dentro nuovi riti, la spesa, la pizza, lo spritz, il film, con curiosità, con semplicità. Abbiamo parlato, tanto; ho letto pochi libri, ma ho cercato di mantenermi al corrente di quello che succedeva per il mondo, specialmente in quegli angoli che in TV non vanno mai, e tanto meno in questo periodo dove le notizie riguardavano al 90% contagi e morti.   

Ho imparato parole nuove, lockdown, droplets, chiedendomi perché mai in questo sventolìo di tricolori dobbiamo essere così anglofoni, mi sono adattato a lavorare da casa, in smart working o piuttosto in telelavoro perché non sono proprio smart; ho visto paesi quasi irriderci come ” i soliti italiani” per poi cadere in incubi ancora più grandi del nostro; ho visto con tenerezza gli arcobaleni dipinti dai bambini, “andrà tutto bene”, ma con lo scetticismo dell’esperienza penso che non andrà tutto bene se ritorneremo alla normalità di “prima” e non cercheremo una nuova normalità, più giusta, più equa, più solidale. Una normalità dove si pensi prima di tutto a chi sta peggio, dove il lavoro per tutti ritorni ad essere un obiettivo primario, dove questo paese possa finalmente sentirsi unito senza regionalismi, egoismi, pulsioni separatiste dei ricchi ai danni dei poveri.       

Un paese migliore in un mondo migliore; un paese dove la maggiore aspirazione non sia quella di andare a raggiungere le seconde case, o andare in vacanza in Grecia; un paese dove si riscoprano i grandi ideali, il bene comune, dove chi più ha più contribuisca; un paese che smetta di finanziare chi porta le società all’estero, chi delocalizza, chi sfrutta; che valorizzi l’agricoltura non la finanza, che la smetta di proporsi come Disneyland del mondo, un paese di Arlecchini e Pulcinella, ma riscopra la vocazione manifatturiera almeno nei settori strategici. Questa mi piacerebbe fosse la nuova “normalità”, quella vecchia non mi interessa, è come la ripresa del campionato di calcio: sinceramente, chi se ne frega?

Ringrazio la pattuglia di lettrici e lettori davvero affezionati che hanno seguito e sostenuto questi piccoli scritti, abbiamo intavolato belle discussioni che mi mancheranno; qualcuno ha molto apprezzato le foto finali, effettivamente sempre di buona qualità, concordo con lui; non sparisco ovviamente, anche perché le cronache quotidiane danno tanti di quegli spunti che stare zitti è quasi impossibile.

Osserviamo attentamente quello che accadrà da domani, nella fase tre; speriamo che una valanga di parole non ci sommerga, il medico che dichiara che il virus non c’è più, la PM che esterna sulle responsabilità governative… sarà un fiorire di “io l’avevo detto” e “io avrei fatto così o cosà”, già se ne vedono i prodromi, a partire da oggi, festa della Repubblica, dove dei patrioti all’amatriciana si fanno le loro manifestazioni invece di festeggiare la Repubblica tutta.

Sono contento di aver passato questo tempo con voi, amiche e amici; da queste parti passano solo persone intelligenti (non perché necessariamente la pensino come me, anzi) e questo mi inorgoglisce, oltre i miei meriti. Continuate a seguirmi come io farò con voi, eh? Ci conto…

Buona Festa della Repubblica,

vs. aff.mo GioMag

Dona Flor, amica d’infanzia di Nonna Pina, vi saluta

Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXIV)

Mercoledì 18 marzo

Stamattina alle 7 nel tragitto da casa all’edicola ho incrociato tre persone ed abbiamo fatto lo slalom tra i marciapiedi per evitarci. Esco con la mascherina, ovviamente; l’edicolante Giuseppe indossa anche lui una mascherina ma di quelle leggerissime, monouso, e mi ha detto che oggi è l’ultima… oddio, per i pochi clienti che ha non ne avrà molti da infettare. La farmacia del quartiere avrebbe dovuto ricevere una fornitura, mi ero prenotato per averne un paio (una per la suocera anziana) ma non sono stato ancora chiamato, o non sono arrivate o le hanno già finite. Del resto la priorità è la fornitura ai sanitari, e ci mancherebbe altro… gli ospedali lombardi sono ormai al collasso; non capisco perché invece di andare a pensare il mega reparto in Fiera non si sia pensato di usare gli ospedali chiusi per farne di nuovi al tempo di Re Formigoni, tipo quello vicino a casa mia che aveva un reparto di oncologia ristrutturato da pochissimo ed ora chiuso… leggo del sindaco di Vasto (Abruzzo) che si è rifiutato di accogliere contagiati da fuori nell’ospedale del paese; se dovessero fare tutti così che facciamo, ognuno si tiene i suoi? E quando i posti di Vasto non basteranno più per i suoi concittadini (non glielo auguro, sia chiaro) i malati dove se li mette, sindaco, a casa sua?

Le nuove direttive sugli spostamenti prevedono che chi è soggetto a isolamento o quarantena e si sposta venga denunciato per attentato alla salute pubblica (12 anni di reclusione la pena prevista): vedremo se così gli entra in testa…

Qualche buontempone ha parlato di chiusura del Parlamento. Cari onorevoli, cercate di essere dignitosi per favore e pensate a quello che fate. C’è gente che ancora va tutti i giorni in fabbrica, negli uffici, chi assicura i trasporti, per non parlare degli ospedali, i supermercati, le poste… e VOI vorreste rimanere a casa? Prendete le misure che vanno prese ma non fateci assistere per favore a questa stupidaggine che saprebbe tanto di vigliaccheria. Ma come, qui c’è gente che sta a casa ed ha perso il lavoro, che si sta sacrificando e voi vorreste scappare? Spero che se non l’orgoglio almeno la decenza vi impedisca di farlo, sarebbe gravissimo. E l’opposizione dovrebbe rendersi conto che le polemiche di questi giorni sono davvero insopportabili, specie se partono da chi non più tardi qualche giorno fa se ne era andato a sciare in montagna per dimostrare che il governo esagerava e bisognava far ripartire l’economia… il Governo ha stanziato 25 miliardi per sostenere l’economia, ed ovviamente per loro è troppo poco, e come temevo hanno già cominciato a strillare sulla diminuzione delle tasse… ma cari signori cercate di essere seri, i soldi dove li andiamo a prendere poi, ce li mettete voi? Che tra l’altro i 49 milioni della Lega ci avrebbero fatto comodo adesso, sai quante mascherine ci si compravano? Cominciate a cacciar fuori quelli, che poi parliamo del resto…

Ma non voglio arrabbiarmi; nel lavoro da casa c’è almeno qualcosa di apprezzabile: posso tenere la radio accesa quanto voglio (Radio Italia anni 60…), posso alzarmi ed uscire sul balcone dove il termometro sulla parete esposta al sole segna 33 gradi… i vasi sono tutti pieni di boccioli, tra una settimana sarà tutto in fiore, una meraviglia, la natura se ne frega della nostra quarantena…

Sento una mia amica pendolare che purtroppo è ancora costretta a prendere il treno: all’inizio si stava benissimo ma poi le corse sono state ridotte e quindi lo spazio vitale si è ristretto; la sanificazione generale non si è ancora vista. La nostra direttrice del coro lavora in Posta, e anche lì dopo i decessi dei postini nella bergamasca non si sta tranquilli… c’è gente assurda che nonostante gli avvisi di restare a casa va a pagare il bollettino per il Messaggero di Sant’Antonio! Ma dico io, con tutta la venerazione per Sant’Antonio, ma che succederà mai al santo di Padova se pagate il mese prossimo? Un mio amico a cui la ditta ha temporaneamente chiuso sta usando il suo tempo molto proficuamente: prima ha imbiancato l’imbiancabile, poi ha fatto manutenzione alle biciclette e moto di famiglia ed oggi passa al giardino: e poi?

Ryanair ha scritto dicendo che mi offrono di spostare il volo che avevo prenotato ad altre date, senza penali. Va bene un’altra data, ma quando? Settembre andrà bene? Ci penserò.

In Usa ci sono già 55.000 contagiati. Trump fino ad oggi ha fatto finta di niente, adesso con la sanità pubblica che si ritrovano da quelle parti moriranno come mosche. Che devo dire, mi fanno pena perché alla fine la maggior parte sarà povera gente, ma finché non si incazzano e la smettono di eleggere miliardari pazzi ed a credere che se uno è povero è per il castigo di Dio, ci si può fare ben poco. Per dire, Joe Biden, candidato democratico, ha risposto al suo competitor Bernie Sanders che propugna una estensione del sistema sanitario pubblico dicendo che il servizio sanitario pubblico non ha salvato l’Italia dal contagio. Sì, caro amico, ma se non avessimo avuto il servizio sanitario pubblico lo sai come saremmo messi adesso? Con democratici come questo vincerà Trump per altri trent’anni…

Infine, riprendendo la rubrica di ieri, sono costretto a specificare che no, kiwi e arancio non ammazzano il virus: contengono vitamina C che fa comunque bene, specie d’inverno; prendere la mattina un bicchiere di acqua calda con del limone spremuto disinfetta e aiuta ad andare in bagno ma al virus gli fa una pippa; infine gira una mail attribuita ad un ortopedico del Galeazzi (ma santo Dio, ma io dico a chi mette in giro queste cose, ma non vi vergognate?) che naturalmente ha smentito e denunciato chi ha usato il suo nome, che in sostanza dice che certe medicine favoriscono il virus e di non prenderle. Amici, cerchiamo di fare uno sforzo anche noi però: secondo voi un ortopedico che cura le ossa che cacchio c’entra con queste cose? Se fosse vero non sarebbe già stato il Ministero della Sanità a dirlo? Cerchiamo di essere seri anche noi: le medicine si prendono se servono e devono darle i dottori, hanno studiato apposta! Se prendete quello che cacchio vi pare poi non lamentatevi se state male, ma mica per il virus eh? Capisco che in un paese dove fino a ieri c’erano migliaia di immunologi che si rifiutavano di vaccinare i figli la medicina fai da te sia molto sviluppata, ma datevi una regolata! (tra l’altro vorrò vedere quando ci sarà il vaccino quanti salteranno su a dire di non vaccinare i bambini perché altrimenti diventeranno autistici…)

Cari amici, oggi volevo essere un po’ più leggero ma è andata così: adesso vado sul balcone dieci minuti a respirare un po’ d’aria buona, e ci sentiamo domani!

p.s.
mentre chiudo sento alla radio che all’ospedale Cardarelli di Napoli 250 medici si sono messi in malattia, ma mica per il contagio. Non tengono non dico al loro onore, ma nemmeno al discredito che gettano sulla categoria di cui indegnamente fanno parte. Hanno giurato su Ippocrate o Ippocrasso? In tempo di guerra sarebbero considerati disertori e fucilati… comunque basta precettarli e farli andare a prendere dai carabinieri, poi finita l’emergenza per quelli trovati sani e quelli che gli hanno ha firmato il certificato di malattia la radiazione. C’è tanta di quella terra ancora da zappare… quando ce vò ce vò, amici cari.

Dallas Mavericks v Miami Heat - Game Two

Il cero di Rocco

Che bei tempi, amici! Avrete senz’altro sentito della provocazione lanciata dalla brava attrice Gwyneth Paltrow, che ha lanciato sul mercato una candela che a sentire lei ha lo stesso odore della sua vagina.

Riporto dal sito dell’autorevole settimanale Amica:
La candela di Gwyneth Paltrow ha un profumo inaspettato. Sensuale, caldo e intrigante. Gli ingredienti che secondo l’attrice, messi insieme, evocherebbero l’odore della sua vagina, sono il bergamotto, il geranio, il cedro (per cominciare). Un cuore di rosa di Damasco e un finale di semi di ambretta.
La candela è stata realizzata in edizione limitata. Il costo è di 75 dollari.

Non sono abbastanza esperto di candele, nonostante la frequentazione assidua delle celebrazioni domenicali, per distinguere un odore di bergamotto da uno di mandarino; tra l’altro qualche anno fa mi è capitato un incidente sul lavoro, ovvero qualche zelante donna delle pulizie aveva abbondato con l’ammoniaca che mi aveva causato, a causa della necessaria ma prolungata sosta in bagno, una perdita di sensibilità ai recettori olfattivi che solo a distanza di tempo ho ritrovato, e solo parzialmente.

Non potrei quindi assolutamente svolgere il mestiere di “naso”, ovvero colui che nei laboratori di profumeria distingue gli aromi e giudica le mescolanze; mi piacerebbe però conoscere il naso che ha stabilito quale dovesse essere il miscuglio di odori che replicasse la suddetta fragranza, ed in che ora della giornata. Questa storia del naso tra l’altro mi ha sempre fatto un po’ ridere, pensando a quello del racconto di Gogol che se ne va in giro da solo per San Pietroburgo, e non vorrei che ora nasi curiosi si aggirassero per le vie delle città sniffando e odorando afrori intriganti, come golosi cani da tartufo.

Nonostante la simpatia per l’attrice non credo che comprerò la sua candela (anche perché sembra che sia andata esaurita in brevissimo tempo), in casa mi danno fastidio persino gli incensi figurarsi le candele; se però il nostro bravo Rocco dovesse lanciare un cero all’odore di patatina gli troverei senz’altro un posto nell’altarino di famiglia, tra la foto di Mourinho e quella di Montalbano.

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Se l’ Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi?

E’ questo il quesito che arrovella gli italiani, più ancora che la guerra in Libia, gli omicidi in Iraq o gli aerei abbattuti in Iran: fanno bene o fanno male il principe Harry e la moglie Meghan a rinunciare alle prerogative reali?

Forte della competenza acquisita nelle frequenti letture dei Grand Hotel di mia suocera ho provato a realizzare un personale sondaggio, dato che il campione a tavola mi sembrava estremamente rappresentativo della popolazione sia per età che per sesso che per titolo di studio e distribuzione geografica. La discussione purtroppo ha preso pieghe imprevedibili che riporto succintamente:

  1. Fanno bene! Sai che palle stare tutto il giorno con la Regina
  2. Fanno male! Rinunciano ad un bel po’ di privilegi (questo punto in realtà è stato abbastanza contestato)
  3. Non me ne può fregare di meno (con una frangia estrema di : non me ne frega una mazza)
  4. Qualcuno vuole un altro pezzo di pizza?
  5. Se hanno deciso così avranno trovato chi gli dà un sacco di soldi
  6. Si però ai soldi della Regina mica ci hanno rinunciato
  7. Possibile che dobbiamo parlare di queste minchiate?
  8. E di che vuoi parlare allora?
  9. Bè, per esempio dell’Australia che va a fuoco
  10. Vedi al punto 3
  11. Poverini i koala
  12. Eh, tu pensi ai koala. E le persone?
  13. Ma i koala sono teneri
  14. I koala sono stupidi
  15. E le persone?
  16. Vedi al punto 4
  17. Tanto la Regina li seppellirà tutti, guarda Carlo
  18. Carlo chi?
  19. Tuo nonno
  20. Io ho ancora fame. C’è avanzato un po’ di panettone?

Chi vuole può partecipare al sondaggio, indicando uno dei punti dell’elenco; chi invece vuole impiegare il tempo in maniera più proficua può esercitarsi nella lettura del titolo ad alta voce.

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