Buon Natale! (Cronachette della quarta ondata)

Niente paura, amiche e amici, non ho ancora perso la cognizione del tempo anche se ne avrei tutti i motivi, è solo che mi stanno arrivando ora tutte le lettere delle associazioni più disparate che di solito riempiono le cassette delle lettere prima di Natale: Lega del filo d’oro, Antoniano, Save the Children, Greenpeace, Emergency, Padre Pio… l’ultima arrivata conteneva una graziosa scatoletta di pastelli a cera, se penso che hanno il mio nominativo perché ho donato 1 (uno) euro in occasione di un acquisto online pagato con Paypal, mi sa che hanno già speso più di quanto ricevuto, vedrò di rimediare in qualche modo. Ho un sacco di lettere e bigliettini di auguri, ma non so da quanti anni ormai non spedisco più una lettera di auguri per Natale…  il Covid temo stia dando la spallata finale alle Poste, che già avevano chiuso uffici postali e ridotto le consegne a uno-due giorni la settimana. Per dire, sono abbonato ad una rivista mensile, e a volte mi arriva quando in edicola è uscita quella del mese dopo. Per fortuna parla di storia, che da un mese all’altro non è che cambi molto.

Cambiano di parecchio invece i prezzi dei generi alimentari ed altro, e non da un mese all’altro ma da una settimana se non da un giorno all’altro. Le mascherine FFP2, obbligatorie per i mezzi pubblici e gli uffici, quindici giorni fa le trovavo a 50 centesimi alla Coop, oggi erano a 1,80! Quando il prezzo calmierato dovrebbe essere 0,75. Io mi chiedo, ma sommessamente, prima di stabilire degli obblighi non si dovrebbe fare in modo che nessuno ci possa speculare sopra e soprattutto che quello che si obbliga ad indossare sia disponibile? Una mascherina si dovrebbe portare al massimo 8 ore: ma a quei prezzi pensate che chi già fatica a tirare a fine mese la cambi? Possibile che tra tutti gli scienziatoni che fiancheggiano i migliori non ce ne sia uno che alzi il ditino per protestare?

Intanto la Gran Bretagna, che più  o meno ha la nostra situazione di contagi e morti, ha deciso di rimuovere quasi tutte le limitazioni. Hanno deciso che con questo virus bisogna convivere, e non è ora che lo facciamo anche noi, invece di continuare a dare la colpa ai no-vax? Io continuo ad avere notizie di gente che ha fatto le tre vaccinazioni ed è positivo, anche questa settimana uno dei coristi è a casa; è ormai assodato, mi pare, che questi cosiddetti vaccini non fermano i contagi. E se la smettessimo di fare tamponi, o quantomeno li facessimo solo a chi ha qualche sintomo? E’ un po’ quello che sta chiedendo qualche presidente di regione, ed io sono abbastanza d’accordo. In provincia di Como attualmente sono in quarantena 13.000 alunni, almeno a leggere il giornale locale di oggi, con quasi 700 classi coinvolte, ma ha senso?

Mentre sto scrivendo sussulto dalle risate perché sto sentendo alla radio una intervista a Iva Zanicchi, 82 anni, prossima concorrente a Sanremo, tirata in ballo da giornali autorevoli come Chi (o Chi l’ha visto?) perchè l’aquila di Ligonchio avrebbe dichiarato che ogni tanto, pur alla sua veneranda età, ci da che ci da con il marito. Innanzitutto c’è da dire che è stata lungimirante, avendo preso un marito più giovane di dieci anni, e quindi merita grande rispetto, ammirazione e perfino un po’ di invidia! Io probabilmente fra vent’anni non ricorderò nemmeno come si fa, e a questo punto cambio la mia candidata: Iva for President! Per me Iva Zanicchi a questo punto è già la trionfatrice del prossimo festival di Sanremo.

Stamattina per tornare dalla coop a casa, di solito cinque minuti di auto, ci ho messo quasi mezz’ora: continua il delirio di traffico, quanto ci costerà tutto questo in termini di inquinamento e consumo di carburante… qui tra l’altro si sta discutendo sull’opportunità di realizzare una terza linea del termovalorizzatore, le associazioni ambientaliste sono assolutamente contrarie perché oltre le preoccupazioni solite si tratterebbe di bruciare fanghi, umidi per loro natura e quindi non ci sarebbe nemmeno un apprezzabile riscontro economico. Io non sono contrario in assoluto agli inceneritori, la monnezza che uno produce da qualche parte bisogna metterla e se se ne può ricavare acqua calda per il riscaldamento, come da noi, ben venga (quante caldaie si risparmiano?) però questa dei fanghi non convince neanche a me… mi informerò meglio per capire, vi terrò aggiornati perché non si sa mai che capiti anche da voi!

Non deluderò chi da un blog enciclopedico come questo si aspetta previsioni sul nuovo presidente della Repubblica e sull’esito della situazione ucraina: sul primo è ormai certo che comunque vada non sarà Draghi, e già mi pare una buona cosa, e sul secondo dopo l’apertura della lettera consegnata a mano dai diplomatici americani ai russi (anche da quelle parti le poste non funzionano troppo bene) sulla quale fonti ben informate riportano ci fosse scritto solo “Bum!” tutto può essere.

Amiche e amici, prima di salutare permettetemi di salutare l’amica blogger che al supermercato ha riempito un carrello di prodotti non di prima necessità, tra cui l’Idrolitina e le mutande Pompea,  e l’ha lasciato lì nel bel mezzo della corsia, con tanto di cartello di protesta contro le ventilate ulteriori misure restrittive del governo: mitica! Tra l’altro ti ringrazio perché non sapevo che l’Idrolitina ancora esistesse. A presto!

Future profughe

Rosy for President! (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici,

il sole splende ed il futuro è radioso. Cominciano oggi le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica, la scelta è sulle spalle di statisti del calibro di Salvini, Meloni, Renzi, Letta e Di Maio; Berlusconi se ne è tirato fuori e subito dopo si è fatto ricoverare, accompagnato dalla badante, per un controllo al San Raffaele, sorpreso egli stesso dall’aver preso una decisione così sensata.  Spero nell’intervento dello Spirito Santo che illumini i cosiddetti grandi elettori; io continuo a sostenere che Rosy Bindi sarebbe una grande presidentessa, proprio per questo si vedranno bene dall’eleggerla. Va fatto tutto con grande cautela perché ogni movimento brusco può far cadere il governo, e questo nessuno lo vuole dato che ci sono da gestire e distribuire i soldi del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza). Secondo me è ora che quest’accozzaglia immonda si tolga di mezzo e si ritorni ad una normale dialettica democratica, o almeno così la si chiamava una volta: si vota, si decide chi governa e chi sta all’opposizione. Certo, bisognerebbe anche capire che differenza c’è tra gli uni e gli altri, e non è che sia proprio facile di questi tempi dato che sulla ciccia, ovvero sulle questioni dirimenti, non è che ci siano grandi differenze: l’economia, il ruolo del pubblico, la politica estera… perché distinguersi sullo ius soli a me pare una presa in giro, non so a voi.

Ieri ho fatto una lunga passeggiata in compagnia di amici, qua intorno, per i sentieri della Spina Verde; eravamo in quattordici, un mezzo assembramento. Praticamente ogni famiglia ha passato dei giorni in isolamento a causa di figli/fidanzati dei figli/parenti/colleghi, senza nessuna conseguenza rilevante, al massimo qualche lineetta di febbre. Ormai la gente comincia ad essere insofferente, in parecchi se dovesse ripresentarsi qualche lieve sintomo come febbricciola o raffreddore non andranno nemmeno a fare il tampone per non rimanere poi bloccati in casa nonostante la pluri-vaccinazione.

La settimana passata mi ha fatto riflettere ancora di più su quanto certe misure, osannate e perfino benedette, non tengano conto dei più deboli: ho fatto praticamente da baby sitter ai figli della vicina, a casa in Dad (didattica a distanza), perché lei deve andare a lavorare, essendo separata e con due lavori precari da portare avanti per sbarcare il lunario, ed ha ovviamente paura che se rimane a casa la licenzino; e poco prima aveva dovuto far vaccinare il più grande, appena compiuti dodici anni, perché altrimenti non avrebbe potuto prendere il bus per andare a scuola… eh già, lei non ha l’auto per accompagnare i pargoletti, ma chissà se i migliori lo sanno, e se lo sanno quanto gli frega.  Poi come ciliegina sulla torta l’annuncio che i pensionati non vaccinati non potranno più ritirare la pensione, provvedimento odioso perché qui davvero si sta raschiando il fondo del barile dell’umanità (il leghista Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, si è detto contrario a “scelte che appaiono come un accanimento” ed ha invitato ad usare “buonsenso”: se lo dice lui…) .

Cerco di distrarmi scribacchiando, leggiucchiando e canticchiando; mi tocca sostituire la nostra direttrice che deve assistere la figlia, malata purtroppo di melanoma; la giovane stava facendo delle cure sperimentali che sembravano dare qualche risultato, o almeno qualche speranza, poi è stata vaccinata e dal giorno dopo ha iniziato ad avere la febbre, e le analisi fatte in gran numero hanno mostrato che la medicina non sta facendo effetto. Nessuno dimostrerà mai che c’è stato un rapporto di causa-effetto, ma io penso che sarebbe stato meglio evitare di iniettarle un preparato che interferisce col sistema immunitario, già provato di suo.

La patrona della nostra parrocchia è Santa Brigida di Irlanda; la sua vita, come quella di altri santi medievali vissuti poco dopo la caduta dell’Impero Romano ed a cavallo tra paganesimo e cristianesimo, è a metà tra mito e storia; la sua biografia è stata scritta quasi due secoli dopo la sua morte, ed è più un’agiografia che una fonte storica. Tuttavia la santa è venerata in Irlanda come seconda patrona, dopo San Patrizio, ed i monaci irlandesi venuti in Italia come pellegrini o missionari (affascinante il cammino di questi freschi evangelizzati diventati evangelizzatori) ne hanno diffuso il culto in diverse parti d’Italia. La ricorrenza sarebbe il primo febbraio ma noi la festeggeremo il 6, domenica: verranno vendute birra e navicelle (delle specie di maritozzi, tradizionali) e allestite delle bancarelle. I compagni di passeggiata di ieri, quasi tutti autoctoni, mi hanno raccontato storie mitologiche di grandi feste, di quando loro erano bambini o ragazzetti: roba di 40-50 anni fa, perché io abito qui ormai da 35 anni e di feste così proprio non ne ricordo. Anzi, quello che si percepisce ogni giorno è un continuo declino: una volta chiuse le scuole (accorpate) i negozietti hanno cominciato a chiudere, soccombendo all’attacco dei supermercati; infine il colpo di grazia è stato dato dallo spostamento dell’ospedale e dalla chiusura dell’ultimo asilo. Ora resiste qualche associazione; i bar sono stati presi quasi tutti da cinesi; gli unici negozietti aperti sono quelli dei turchi. Mantenere un coro in queste condizioni, per quanto scalcinato, è perfino un lusso…

Ma, come dicevo, il sole splende e dunque godiamocelo; mettiamoci l’anima in pace, un altro presidente come Pertini non ce l’avremo più, e ci va già bene che il ministero degli esteri inglese non metta in giro la voce che Putin stia complottando per far eleggere un presidente filo-russo…

A presto, amiche e amici!

Io la voterei, mi da fiducia

Tre stelle per Olena – 25

«Signor Farouk mi faccia capire, come pensava di cavarsela? Il programma sarebbe andato in onda anche nel suo paese, sicuramente qualcuno l’avrebbe riconosciuta, oltre suo cugino»
Il maresciallo Montesi, fatto portare lo chef marocchino in una saletta adiacente la sala da ballo, slaccia i bottoni della giacca dello smoking con un sospiro di sollievo.
«Senta, non mi faccia perdere tempo. Mia moglie è di là che mi aspetta per una mazurca, e non vorrei farla innervosire. Lei non sa di cosa è capace mia moglie quando si arrabbia, dico bene capitano?» chiede alludendo a passate vicende ad Olena, che assiste all’interrogatorio in piedi, appoggiata alla porta a braccia conserte.
«Confessi, si sentirà meglio. Turchese l’avrebbe smascherata in diretta, lei avrebbe perso tutto e probabilmente i colleghi marocchini avrebbero iniziato a indagare sulla sparizione del vero Ahmed. L’ha ucciso veramente lei? Ma questo cambia poco, in effetti» riflette tra sé e sé Montesi, prima di continuare:
«Senta, facciamo così: lei confessa, la mettiamo in prigione qua da noi, vedrà che tra rito ridotto, buona condotta e sconti di pena, si troverà presto fuori. Poi sicuramente potrà continuare a esercitarsi con la cucina, i suoi compagni saranno di sicuro contenti. O magari preferisce marcire nelle galere marocchine? Mi sembra una buona proposta, lo ammetta» conclude Montesi, mettendo davanti al cuoco un foglio da firmare.
«Io non ho ammazzato nessuno, come glielo devo dire?» protesta con veemenza Marrakech, cercando di alzarsi in piedi, bloccato prontamente da Colasanti e Piccioni. «E poi come avrei fatto ad avvelenare Turchese, me lo dice? Quello stupido non ha voluto assaggiare i miei casonsèi al cous-cous, si è messo in bocca quel maledetto raviolo della cinese, chiedetelo a lei quello che ci ha messo dentro! Io non avrei mai potuto fare del male ad Alessandro!» urla Farouk, prima di appoggiare i gomiti sulla scrivania, prendersi la testa tra le mani e scoppiare a piangere.
Montesi si raddrizza sulla sedia e lancia ad Olena uno sguardo interrogativo, ricambiato. Anche Colasanti e Piccioni si guardano perplessi, stringendo le spalle.
«Alessandro?» chiede infine il maresciallo al marocchino, inclinando il busto verso di lui.
Farouk rialza la testa di scatto, si soffia il naso con il fazzoletto che Montesi gli porge, si raddrizza sulla sedia e fa una confessione, ma diversa da quella che si aspettavano i presenti.
«Alessandro, sì, Alessandro! Noi ci amavamo!» proclama, prima di rimettersi a piangere.

La gallina Kocca ed il pappagallo economista Spread passeggiano vicino al piccolo stagno della villa, dove tra ninfee e lenticchie d’acqua spiccano i fiori bianchi della rara Hydrocharis morsus-ranae. Protetti dalla siepe di bambù i due parlottano fittamente.
«Santo cielo Kocca, non sarà mica la fine del mondo! Tu vai là e gli dici “mi hai stufato”, o “non ti amo più” se vuoi essere più diplomatica, non devi dare nessuna spiegazione! Sei una gallina libera ed emancipata, o no? Sei grande e vaccinata, hai tutto il diritto di fare le tue scelte!»
«Tu non capisci…» risponde la gallina scandinava, con un tremito nella voce.
« Ma cosa c’è da capire? Quello è un buzzurro, un troglodita, e ti tratta come un oggetto, una sua proprietà. Devi liberarti da questa schiavitù! Allora non dici la verità quando dici che ami me!»
«No! Cioè sì, io dico la verità! E’ che quando sto con te amo te, e quando sto con lui amo lui, è difficile scegliere»
«Fedifraga! Anzi, zoccola! E me lo dici pure, quindi mi metti le corna col tuo ex!»
«Non è così! Io non metto le corna a nessuno, o metto le corna a tutti e due, insomma è difficile da spiegare! Non è colpa mia se non siamo animali monogami, è la natura che ci ha fatto così!»
«Ma che natura e natura! Tu vuoi tenere il piede in due scarpe, altroché!»
«Non è vero! Ma senti, Spreddino…» insinua suadente la pennuta, avvicinandosi al pappagallo «Perché non ve la risolvete tra di voi? Fate voi, per me quello che deciderete va bene… come dite voi istruiti, trovate un gentlemen’s agreement…»
«Che cosa? Un gentlemen’s agreement con quel selvaggio? Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? E che gli dico: “Senta signor Flettàx, facciamo così: nei giorni pari avrò io il piacere di accompagnarmi alla signorina, invece nei giorni dispari il piacere sarà suo”? No cara mia, qui uno dei due è decisamente di troppo. E se tu non sai decidere mi toccherà toglierlo di torno, farlo sparire!» gracchia l’Ara Macao arrabbiato.
«E come? Quello mena!» chiede Kocca, con un fremito di eccitazione.
«Se quello mena io non accosto!¹» proclama Spread, con il petto in fuori e le penne arruffate. Poi, tutto imbaldanzito, salta in groppa alla gallina.

¹ Massima tratta dal linguaggio delle bocce in uso in alcune regioni italiane, dove menare sta per centrare con violenza la boccia dell’avversario ed accostare avvicinare la propria al pallino.

Ordine! (Cronachette della quarta ondata)

L’altro giorno ho avuto modo di constatare, come tutti gli anni, che quello che per uno è ordine per l’altro può essere disordine: dovete infatti sapere che ho l’abitudine, all’inizio del nuovo anno, di registrare in un piccolo data base i libri che ho acquistato o mi sono stati regalati durante l’anno passato: è una mia piccola mania, abbastanza innocua, che coltivo da una parte forse per vanità, per contare il numero di libri della biblioteca, e d’altro canto per tenere un minimo di traccia di quanta cartaccia, come la chiamava mia nonna e non del tutto a sproposito, entra in casa. Devo dire che negli ultimi anni la quantità si è ridotta di parecchio, da un lato perché riesco a leggere molto meno (io;  mia moglie invece mantiene sempre buone medie, mentre mio figlio fa storia a parte perché i libri se li legge sul computer, non so come faccia) e dall’altro perché lo spazio è quello che è, la libreria è piena zeppa ed ogni volta che compare un volume nuovo non si sa dove infilarlo. Mi faccio un foglio di carta dove elenco titolo e autore, e poi quando devo registrarli li vado a cercare nella libreria, o meglio nelle librerie perché anche i mobili della camera da letto ormai trabordano, per prendere l’edizione, la data, l’autore, le pagine e il prezzo. Lo so, pare esagerato, ci sono sicuramente migliaia di modi per farlo meglio, ma a volte procedo come un cavallo con il paraocchi: imparata quella strada seguo quella, chi me lo fa fare di cambiarla? Il mio ordine sarebbe abbastanza logico, almeno secondo me: per argomento, ovvero storia, politica, religione, romanzi, teatro, musica etc. dividendo poi ad esempio i romanzi, dove ce ne sono molti, in gialli, narrativa straniera, narrativa italiana… Mia moglie invece ha un altro criterio: per altezza. Ovvero, se secondo lei i libri visivamente non stanno bene li mescola finché non riesce ad ottenere l’effetto che più soddisfa il suo gusto estetico.  Pertanto quando io vado a ricercare che so, il giallo di Indridason preso a gennaio, magari lo trovo dietro La Storia di Elsa Morante, o la Metafisica di Aristotele che peraltro non ho mai aperto però ha una bella copertina.

A proposito, oggi ho preso il Corriere della Sera (che non leggo mai e forse non lo farò nemmeno oggi) esclusivamente perché c’era il libro in regalo, La vita quotidiana dei romani al tempo di Gian Lorenzo Bernini. Probabilmente resterà qualche settimana sul tavolino del soggiorno e poi finirà da qualche parte, attualmente nella coda di lettura è al decimo posto superato perfino da Alice nel Paese delle Meraviglie, mi sa che non ci riuscirò nemmeno quando andrò in pensione. Perché l’hai preso, allora, vi chiederete? Mi sono giustificato con la curiosità, ma forse è solo smania di possesso, chi lo sa.

Certo non è come la smania di possesso dei 3-4 più ricchi del mondo che in questo periodo di pandemia si sono arricchiti di oltre 80 miliardi di dollari, mentre milioni di persone cadevano in miseria (solo in Italia 400.000 famiglie entrate nella soglia di povertà, e c’è qualcuno che ha il coraggio di essere contro il reddito di cittadinanza). Ma non sarebbe il caso di toglierglieli, un bel po’ di soldi, invece di farli ingrassare sempre più? Certo che togliere i soldi a chi ne ha non sembra proprio l’orizzonte di questo governo, anzi. La riforma fiscale invece darà un po’ più di soldi a chi ne ha già, mi pare giusto. I poveri sono abituati a fare senza, ma gli altri sono in difficoltà se gli si abbassa il tenore di vita, e che siamo matti?

Ci pensate che tra qualche giorno avremo un nuovo Presidente della Repubblica? Salvini ha detto che farà una proposta convincente. Mi ricorda quella del Padrino, una proposta che non si può rifiutare. Ricordate alle ultime presidenziali, quando i cinquestelle avevano fatto il sondaggio sulla loro piattaforma Rousseau, le Quirinarie? Pare passato un secolo. Nel frattempo è sparita Rousseau e sono spariti pure i cinquestelle, passati in poco tempo da movimento rivoluzionario a partito governativo-moderato, loro che dovevano aprire il palazzo come una scatoletta di tonno. Si sono fatti inscatolare loro, invece.

Chiudo con la Serbia, sugli scudi in questi giorni grazie alla vicenda (montata ad arte) di Djokovic: pare che chiederanno di entrare nell’Unione Europea, e molto probabilmente l’ingresso verrà agevolato perché da quelle parti ci sono dei giacimenti di Litio su sui si stanno rivolgendo le mire di diversi gruppi, ed il traffico con un paese UE sarebbe molto più facile. Se ci sarà qualche resistenza verrà accusata di essere antidemocratica, potete contarci. Quanto poi possa essere democratica una decisione presa da un parlamento votato da meno del 50% degli elettori, con una maggioranza che non basterebbe nemmeno in una riunione di condominio per decidere se rifare le facciate del palazzo, qualcuno dovrebbe spiegarlo. A Roma comunque hanno eletto il sostituto di Gualtieri l’11,3% degli aventi diritto, quindi è meglio che ce ne stiamo zitti…

 Amiche e amici, saluto una cara blogger che si è beccata il Covid pur avendo fatto tutte e tre le dosi prescritte : daje! Già siamo rimasti in pochi, torna presto!

Io comunque la farei entrare

Personaggi in cerca di green pass

«James, lo vedi? Che sta facendo?»
E’ una Gilda preoccupata quella che, da una finestra della torretta nell’ala est della villa, con una mano posta a visiera per proteggere gli occhi dai riflessi del sole, sollevata sulle punte dei piedi alle spalle del fido maggiordomo, orienta lo sguardo nella stessa direzione in cui questi, con l’aiuto di un binocolo Bushnell Legend, scruta la cima della collinetta posta al centro del parco di Villa Rana dove un uomo, in apparente stato confusionale, cammina avanti e indietro scuotendo la testa.
James, in tuta mimetica impreziosita da una pochette in seta stampata a motivi marinari, risponde senza togliere gli occhi dall’obiettivo.
«Il signore sembra decisamente inquieto. O almeno inquietante, perlomeno quanto il suo abbigliamento, se posso permettermi» dichiara con un brivido di raccapriccio il maestro di stile.
«Ma come si è vestito? Sembra uno spaventapasseri in pensione! O Ligabue, e non il cantante. Che diavolo si è messo ai piedi, le scarpe di Pippo¹?»
«Sembrano _ Dio lo perdoni _ babbucce imbottite da casa. L’accostamento con cappello di paglia, camicia da boscaiolo a quadrettoni e tuta felpata è decisamente singolare, per non dire eccentrico»
«Qui sta succedendo qualcosa di strano, James. Ma che cos’è quel foglio che tiene in mano e continua a sventolare urlando? Vedi un po’ se riesci a leggere quello che c’è scritto. Non sarà mica “Il mattino ha l’oro in bocca²”? Perchè se è così mi sa che ci toccherà cercare un altro autore, questo è bello che andato»
«Sembra… sì, ecco, lo vedo, è un certificato vaccinale. Dal labiale sembrerebbe che il signore non abbia apprezzato il contenuto dell’ultimo decreto promulgato dal governo»
«Andiamo bene, adesso si mette pure a criticare il governo. Non si sarà montato la testa? Insomma, per quattro fregnacce che scrive. Senza contare che, se non ci fossimo noi, lui di suo non avrebbe nemmeno un’idea e se ne starebbe tutto il giorno davanti alla tele a guardare serie poliziesche scandinave. Finlandesi, islandesi, norvegesi, svedesi, basta che finiscano in “esi”, non so che ci trovi, alla lunga sono tutte uguali: omicidi efferati, neve, criminali fuori di testa, boschi, poliziotti fuori di testa, ghiaccio… Ma comunque, che ci hanno infilato in questo decreto? Hanno diminuito le tasse ai ricchi e le hanno alzate ai poveri? E sai che novità, ancora se la prende? Ma insomma, perché non si concentra sulle cose serie, se non si sbriga a scrivere qualcosa qui va tutto in malora! L’Australia ha anche deciso di rimandarci indietro i koala, insieme a quel tennista serbo³, e chi li mantiene? E lui pensa al decreto!» sbotta la Calva Tettuta, indignata.

«E’ proprio quello il problema, chi “ci” mantiene?»

James e Gilda si voltano verso la centenaria che, salite silenziosamente le scale della torre, è apparsa alle loro spalle e che, con voce rauca e sorriso beffardo, ha posto il curioso dilemma.
«Buongiorno, nonna Pina» saluta Gilda «Mi ha fatto prendere un colpo, sbucare fuori così all’improvviso. Ma che vuol dire, chi ci mantiene? E’ lui che ha il dovere di mantenerci!»
«E’ ben per questo che è arrabbiato! Quei dementi del governo hanno deciso di istituire il green pass anche per i personaggi. Le storie devono essere piene solo di vaccinati! E non di qualsiasi vaccino, ma solo di quelli che dicono loro, tra l’altro.»
«E va bene, che sarà mai, che ci vaccini e la faccia finita. Una punturina ciascuno e via, the show must go on, the cat is on the table, e si riparte. Io non ho nessun problema, per la scienza e la panza questo e altro!»
«Per te non ci sarà nessun problema, ma per lei…?»
E nonna Pina indica la bionda statuaria in uniforme dell’Armata Rossa che avanza lentamente nella stanza con a tracolla il fido fucile di precisione SVD Dragunov. Olena, perché di lei si tratta, fissa i presenti con sguardo glaciale e dichiara:

«Io vaccinata con Sputnik V. Chi dice non valido?»

Gli occhi dei presenti si appuntano su James, il più informato sui fatti, che lancia uno sguardo di cupidigia verso l’orologio Poljot Ocean che la russa indossa al polso.
«Ehm, dunque… l’EMA, l’agenzia europea del farmaco, l’AIFA, agenzia italiana, il Comitato tecnico scientifico, il ministero della Salute con tutto il governo…»
Olena, avvicinatasi alla finestra, guarda la collina dove il suo Autore, stracciato il green pass in mille pezzi, si è steso sull’erba con le mani intrecciate dietro la nuca osservando le forme delle nuvole, e l’angolo destro delle labbra le si increspa in una specie di sorriso. Poi, lentamente, imbraccia il fucile, lo appoggia alla spalla destra e prende la mira.

¹ L’amico di Topolino.
² Cit. di “Shining”, capolavoro di Stanley Kubrick del 1980 interpretato da un immenso Jack Nicholson.
³ Novak Djokovic è uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, vincitore (finora) di 20 Slam. Il governo australiano gli ha revocato il visto per giocare gli Open d’Australia e lo ha tenuto in stato di fermo non perché malato, ma perché non si è voluto vaccinare ritenendolo quindi un pericolo per la salute pubblica. Sbatti il mostro in prima pagina, si diceva una volta.

Delirio! (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici, il governo dei migliori ha varato l’ennesimo decreto legge con il quale ha reso obbligatoria la vaccinazione per gli over 50 pena una multa una tantum di 100 euro e l’impossibilità di lavorare e prendere mezzi pubblici, giacché il tampone non basta più. Mi chiedo allora a cosa serva a questo punto il tampone e come mai, dopo aver spinto la gente a tamponarsi a più non posso ora se ne neghi la validità: lo si vada a dire alle centinaia di persone che in questi giorni affollano farmacie e centri vaccinali, che tanto vale che se ne stiano a casa! Fino a ieri nella piazza del mio quartiere, già trafficata perché crocevia di tre diverse strade di afflusso verso la città, c’era il delirio: macchine in fila per andare a farsi il tampone al drive-through situato nel vecchio ospedale che bloccavano completamente la viabilità, residenti che smadonnavano perché non riuscivano a entrare nelle proprie case, vigili che mulinavano le palette senza sosta ma con scarsi esiti. Finalmente, dopo dieci giorni di paralisi, la Asl ha deciso di riaprire il centro dove ero stato io l’anno scorso, quando ho avuto il Covid, posto nel vecchio manicomio: almeno se delirio deve essere, che avvenga nel luogo più idoneo.

Ogni sera il TG apre con il solito titolone: nuovo record di contagi! Con presentatore gongolante, come se fosse una gara di velocità. A parte che per raffrontare i numeri la scala deve essere uguale, altrimenti  è ovvio che se l’anno scorso di tamponi se ne facevano 200.000 ed ora se ne fanno un milione e 200.000 i contagi saranno di più, non ci dicono niente sulla composizione, l’età, gli esiti, solo che crescono i ricoveri e i decessi e che la maggior parte non sono vaccinati. Non per minimizzare, ma anche quando c’era l’influenza i ricoveri crescevano di più in inverno, o no? Possibile che siamo tra i paesi più vaccinati al mondo e stiamo ancora al caro amico, a sentire questi cronisti? Non viene il dubbio, a questi professoroni, che stiamo sbagliando qualcosa o quantomeno qualcosa non lo stiamo capendo?   

Poi mi viene da chiedere perché, se la situazione è sull’orlo della catastrofe come ce la dipingono, si insista per far tornare a scuola i ragazzini, o per far giocare le squadre di calcio: ma moriva qualcuno se se ne stavano a casa ancora quindici giorni? Mi sento di dar ragione al governatore della Campania, una volta tanto. Perciò assisteremo a questa spirale, dato che per i trasporti non è stato fatto niente (da due anni!) e le scuole sono normalmente in difficoltà: ritorno a scuola, aumento dei contagi, aumento delle quarantene: è questo che si vuole? Ormai c’è da aspettarsi di tutto.

Ci fanno anche vedere infermieri costretti nuovamente (o forse non hanno mai smesso) a duri turni di lavoro: ma questi che sono tanto preoccupati della tenuta del sistema sanitario, che hanno fatto? Negli ultimi venti anni almeno si sono dati tutti da fare per smantellarlo, specialmente qui in Lombardia; non sono stati capaci in due anni di potenziare le strutture che ci sono, anzi hanno pure licenziato il personale assunto a tempo determinato; nella città dove abito poi c’è l’annoso problema della concorrenza della Svizzera, che paga di più medici e infermieri (o meglio: li paga il giusto) e quindi questo causa un drenaggio di risorse. Se davvero tenevate tanto al sistema sanitario potevate fare qualcosa prima, invece di mascherare tutte le magagne non risolte dietro ai no-vax…

Che poi, ma non ci ritornerò più perché ormai anche in casa mi hanno proibito di parlarne e finiamo per litigare, a parte quelli dichiaratamente fuori di testa o i fascisti che mestano nel torbido, ma aveva tanto torto chi diceva e dice che questi, e sottolineo questi, vaccini non risolvono il problema? Cioè, non so se a qualcuno sano di mente possa sembrare normale un vaccino da ripetere ogni tre mesi, al di là di quello che c’è dentro e degli effetti a lungo termine che può avere. Almeno che non lo si chiami vaccino…

A proposito: 1.200.000 tamponi per una media di 15 euro l’uno sono 18 milioni di euro al giorno che stiamo sborsando; le farmacie e i laboratori stanno ingrassando a dismisura, per non parlare dei tamponi fai-da-te dove vige l’anarchia più assoluta, i prezzi sono a totale discrezione e ho sentito dei prezzi che vanno dai 3 euro fino ai 18 per un test monodose.

Io li ho trovati all’Esselunga a 4,90 quando la farmacia vicino casa li vende a 12; li ho presi perché mia cognata da un paio di giorni ha la febbre e proprio oggi farà il tampone (prima non è stato possibile), dopodiché saprà se è positiva e dovrà mettersi in quarantena. A rigore, dato che abbiamo mangiato insieme all’Epifania e quindi il contatto è stato piuttosto stretto, dovremmo metterci in quarantena anche noi ma solo per cinque giorni, con le nuove norme (dato che tutti siamo vaccinati, mia moglie addirittura con la terza dose); per me il disturbo sarebbe minimo dato che in quarantena ci sto praticamente già, dovrei saltare solo le prove del coro e non sarebbe un gran sacrificio.

A proposito di delirio, un uomo qua ha infilzato la sua compagna con una katana, e quando l’hanno fermato ha dichiarato di non sapere perché: ma lei almeno lo saprà?

Dichiaro qui che del tennista Djokovic non mi interessa niente e penso che il caso sia stato montato per gettare l’osso alla massa babbea: ma sì, indigniamoci perché le leggi non sono uguali per tutti, il tennista che fino a ieri era un eroe, figurarsi era stato anche a Sanremo, aveva palleggiato con le due ragazzine che giocavano da un terrazzo all’altro durante il lockdown, adesso è diventato furbo cattivo cacca pupù: ma quelli che portano le fabbriche all’estero, i soldi alle Cayman, quelli che inquinano e ammazzano la gente, su quelli i TG non hanno niente da dire? E la plebe li osanna, invece.

Oppure su Assange, che sta per essere estradato e di fatto condannato a morte per aver rivelato delle porcate, i giornalisti hanno qualcosa da dire? Molto meglio il dissidente russo… tra l’altro tenete d’occhio le provocazioni che stanno avvenendo in Ucraina e Kazachstan, perché questi amici miei sono matti e sono capaci di portarci alla guerra. Come si può pensare che la Russia sia disposta a tollerare di avere missili puntati a due passi da casa? E’ da malati, e se la stessa cosa la facessero a noi?

Ma sto andando oltre e rischio di perdere la leggerezza, non era questa la mia intenzione: mi sa che hanno ragione i miei, devo proprio smettere di parlare di certe cose, finisco anch’io per delirare… a presto! (se non mi ricoverano prima)

Felice perché tamponata

Cattivi auspici (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici, non vorrei sembrare menagramo ma l’anno è iniziato sotto un presagio funesto: allo scoccare della mezzanotte, attesa con una piccolissima brigata a casa mia (dovevamo essere una dozzina ma alla fine eravamo solo in sette, e nemmeno magnifici ), attesa allietata dall’ascolto di stagionati protagonisti della musica leggera presentati dall’onnipresente Amadeus come Orietta Berti, Raf, Massimo Ranieri, Donatella Rettore, Nek, Cristiano Malgioglio, Alba Parietti, Loredana Berté, con un giovane Achille Lauro che sembrava chiedersi che accidenti stava facendo su quel palco, al dieci nove otto sette sei cinque quattro tre due uno la bottiglia non si è aperta. Eppure mi ero anche munito di tovagliolo, nel caso che le dita fossero sudate ma niente, il tappo si è incastrato e non andava né su né giù. Un irrefrenabile accesso di riso nervoso mi ha colpito e solo l’intervento di mio cognato quando ormai eravamo abbondantemente entrati nel nuovo anno ci ha permesso di brindare con il Prosecco Rosé che avevo preparato per l’evento, mentre mia moglie scuoteva la testa e mio figlio e gli amici e parenti si scompisciavano di risate.

Gli antichi àuguri, avvezzi a vaticinare scrutando il volo degli uccelli, quale auspicio avrebbero tratto da questo segno? Per non parlare degli aruspici alle prese non le interiora delle bestie sacrificate. A proposito di bestie sacrificate, in casa mia l’unica bestia sacrificata è stato il maiale: salumi e affettati per antipasto (tra cui ha svettato per bontà il ciauscolo che mi sono fatto mandare dall’amico macellaio-sassofonista Walter e dalla sua gentile consorte Carla) e cotechino, come tradizione, alla fine. Veramente la tradizione vorrebbe che cotechino e lenticchie vengano mangiate a mezzanotte ma noi ci siamo portati avanti ed accompagnato il brindisi con un classico panettone.  La mia cerchia di parenti, amici e conoscenti preferisce il panettone al pandoro, a meno che quest’ultimo sia accompagnato da una crema al cioccolato o al mascarpone: lo dico solo a beneficio dell’industria dolciaria, amici pasticcieri, meno pandori e più panettoni. Il costo di un panettone artigianale è esorbitante anche se giusto, a meno di 26-28 euro al chilo non si trova: io a dire la verità mi accontento anche di molto meno, un Motta o un Balocco vanno più che bene; registro che quest’anno le offerte nei supermercati sono state molto minori di quelle degli anni scorsi. E’ un preludio dell’aumento dei prezzi che ci aspetta e che è stato ampiamente ventilato, giusto per abituarci all’idea?

Dopo mezzanotte è comparso Edoardo Vianello con i Watussi. O è stata una mia allucinazione?

Alla fine della Messa di Capodanno, una signora anziana mi si è avvicinata  e con fare vagamente cospirativo mi ha detto: “Signor Gio’ devo farle proprio i complimenti”. Lì per lì pensavo si riferisse alla performance canora, non si sa mai con questi anziani, magari aveva regolato male l’apparecchio dell’Amplifon, invece continua e mi dice: “Quel salame era buonissimo, a me di solito il salame fa bruciore però me ne mangio lo stesso tre o quattro fette, sa com’è sono golosa, invece quello è andato giù come l’olio, grazie!”. Solo quando uno dei nuovi coristi le si è avvicinato e l’ha chiamata mamma ho capito che stava parlando del ciauscolo che avevo dato al figlio: l’anno prossimo mi sa che dovrò fare un’ordinazione più consistente! Tra l’altro, dato che il ragazzo lavora a Villa d’Este, potrei tentare di farne arrivare lì una fornitura, con un piccolo ricarico del 1.000%; però ho paura che se poi lo scoprono i danarosi ospiti russi ne facciano incetta e non ne rimanga più per noi, un po’ come il tonno con i giapponesi, che a noi hanno lasciato solo il pinna gialla e il pinna rossa se lo tengono per il loro sushi.

Questa settimana avremmo dovuto ricominciare con i balli tradizionali, stavolta toccava ai balli baltici, un nome un programma; il Comune però ha deciso di chiudere i Centri Civici per evitare i contagi, e quindi dovremo aspettare la fine dell’emergenza. Mi chiedo sempre di più a che serva plurivaccinarsi, a che serva tamponarsi se oltre che lavorare non si può fare, e perché tutto questo allarme per una variante che è un raffreddore o poco più:  a proposito, quante sono le lettere greche, siamo a buon punto? Riescono a finire le scorte di vaccini prima di arrivare all’Omega? Intanto siamo in zona gialla; non cambia assolutamente niente rispetto a prima, in più c’è solo l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto tranne se si fa attività sportiva. Ieri ho fatto attività sportiva camminando fino a Cernobbio, dove ho incontrato due degli invitati al Cenone che mi hanno chiesto se ero finalmente riuscito ad aprire la bottiglia.

Amiche e amici, visto che impazza il toto Presidente della Repubblica ho una candidatura da proporre anch’io, no, non Nonna Pina ne Olena, questa se non altro per questioni di passaporto. Rosy Bindi sarebbe un’ottima presidentessa, forse la migliore di sempre, altro che Draghi o Gentiloni o l’altro, quello che comincia con B…   

Sostenitrici di Rosy Bindi for President