Vacanze a Malta

Le cronache di questi giorni ci hanno fatto conoscere le ambasce di quei ragazzi che, in vacanza studio a Malta, sono dovuti rimanere in quarantena perché qualcuno del gruppo era stato trovato positivo al Covid. A me è sembrato più che normale, invece la tv ci propinava un bollettino quotidiano che manco il colon del Papa, quasi che i ragazzi risultassero dispersi nel Centrafrica o fossero prigionieri dei Talebani; addirittura da un paesino qua vicino un tizio si è mobilitato per far recapitare a destinazione dei reclusi, da un suo conoscente sull’isola, una colazione siciliana con tanto di granita (“io a Malta ci sono stato tanti anni, conosco bene la cucina di quegli alberghi”, ha detto. Una bella pubblicità, non c’è che dire).  

Non è che voglia fare il moralista, ma con tutta la buona volontà non riesco a empatizzare con quei ragazzi, ne coi loro genitori; e tantomeno con quei  300 che sono andati in vacanza studio (di che?) a Dubai, bloccati anche loro e men che meno con quelli che stanno per partire per la Grecia, a festeggiare la raggiunta maturità (su cui ho parecchi dubbi). Voglio dire, siete andati con la situazione che conoscete bene, poi almeno non lamentatevi; che volete, che mandiamo le portaerei a salvarvi?

Le mie vacanze, quando frequentavo le superiori e quindi un secolo fa, le passavo aiutando mio padre, fabbro, a bottega. Senza ammazzarmi di lavoro, per carità, anche perché mio padre sapeva bene cosa potevo fare e cosa no (avevo ed ho le mani delicate, ma lui era molto più fiducioso di me sulle mie capacità: io le cose che mi faceva fare lui non credo le avrei fatte fare a mio figlio che anzi ho protetto pure troppo, ma lui aveva fatto la guerra e io no). Scartavetravo, verniciavo (c’era una antiquaria che era contentissima quando sistemavo le testiere di letti antichi che portava, perché non lesinavo sulla porporina), tagliavo i pezzi per le ringhiere, lo accompagnavo nelle sue avventure più straordinarie, come calarsi nei pozzi per sistemare le pompe o issarsi sui tetti ad aggiustare grondaie, lo aiutavo a fare i conti, sorvegliavo gli operai, che erano poco più grandi di me di età. Ed i miei amici non è che partissero per Malta… i figli di contadini avevano da fare nei campi e con le stalle, quelli di altri artigiani andavano anche loro ad aiutare, gli unici che rimanevano senza far niente erano i figli di impiegati, se non trovavano qualche lavoretto da fare. Non ci mancava non andare in vacanza, i nostri genitori non le avevano mai fatte, e poi la vacanza era non andare a scuola e trovarci per interminabili partite a pallone, e magari la sera una birretta al bar (Peroni, al massimo Nastro Azzurro…).

Era un altro mondo, certamente, e sono anche storie che ho già raccontato. Per non parlare dei miei compagni che hanno dovuto lasciare la scuola dopo le medie per andare a lavorare, perché la famiglia non poteva mantenerli agli studi. Ma da quando è diventato indispensabile andare in vacanza? Come è stato possibile che in così (relativamente) poco tempo siamo diventati un popolo fiacco, viziato, frignone, e però pretenzioso, arrogante, ignorante? Com’è possibile che mandiamo i figli a studiare a Malta o Dubai per farli diventare dei perfetti idioti, ma che sanno l’inglese?

Ma che diavolo ci è successo?

Cronachette dallo zoccolo duro (3)

Amiche e amici, o forse dovrei chiamarvi solo lettori come ha fatto una compagnia aerea tedesca che in omaggio alle diversità di genere ha eliminato il “signore e signori” di benvenuto sostituendolo con il neutro “passeggeri”, ieri ho avuto una sgradita sorpresa, coda della breve vacanza di cui vi ho parlato. Mi è arrivata infatti dai Vigili del Comune di Piombino una bella multa per eccesso di velocità, andavo a ben 66 km/m su una strada provinciale con limite a 50, strada dritta su cui probabilmente per rispettare i limiti avrei dovuto frenare e sulla quale non ho notato assolutamente la presenza di autovelox. 175 euro e 3 punti in meno sulla patente; dei punti me ne frego, come diceva quel tale, ma dei  175 euro sì perché ci avrei fatto un altro giorno (almeno) di vacanza.

I miei mi hanno preso abbastanza in giro perché è la terza volta che prendo una multa per eccesso di velocità, tutte sotto i 70 km/h, a me che i miei amici dicono che ho la quinta arrugginita perché difficilmente riesco a ingranarla. Soprattutto mia moglie mi ha canzonato perché quando vado a fare spesa il giovedì alla Coop mi preparo studiando il volantino e scegliendo tra le offerte: sai quante offerte devo prendere per recuperare i soldi della multa? Per limitare i danni allora ho deciso di pagare entro i cinque giorni dalla notifica, risparmiando il 30% (123€). C’è un bel sistema che si chiama CBILL per cui, senza spostarsi di casa, utilizzando  l’home banking della propria banca si dovrebbe poter pagare inserendo solo i due codicini comunicati nella lettera: si dovrebbe, dico, perché io ho provato e riprovato con la mia e non ci sono riuscito. Allora ho chiamato l’assistenza, mi ha risposto un gentile operatore con accento senese, che dopo qualche tentativo infruttuoso si è rivolto ad un livello superiore, e dopo qualche altro tentativo la risposta è stata: “L’assistenza di secondo livello dice che è tutto a posto e deve controllare bene i dati che sta inserendo, e nel caso prenda una lente di ingrandimento”. Confesso di non avere più 10 decimi come una volta e per lavorare al computer uso gli occhiali, tuttavia la lente di ingrandimento ancora non mi serve: ho chiesto allora chi gli avesse dato questo bel suggerimento, sicuramente un programmatore, e se gli sembrava una risposta da dare ad un cliente. Ha biascicato qualche scusa consigliandomi di recarmi di persona alla banca, al ché ho consigliato a lui e all’assistenza di secondo livello di andare a quel paese.

Contemporaneamente la mia assicurazione mi ha inviato l’avviso per il rinnovo della polizza infortuni, ed ho notato che rispetto all’anno scorso è aumentata di 3 euro e cinquanta. Siccome sui massimi sistemi sono conciliante ma sulle quisquilie sono tignoso, ho chiamato l’impiegata ed ho chiesto ragioni: hanno aggiunto qualche tutela, aumentato qualche massimale? Niente di tutto ciò, l’unica cosa che è aumentata è la mia età: siccome il rischio è calcolato in base all’età, ogni tanto lo ricalcolano e cambia il prezzo (mai al ribasso, ovviamente). Insomma, e che caspita! Quello mi consiglia di prendere la lente di ingrandimento, quest’altra mi aumenta l’assicurazione, per non parlare di quelli che come ultrasessantenne mi stanno braccando per farmi vaccinare. Pare che qualche medico di base qua abbia iniziato a telefonare ai propri pazienti, io aspetto paziente la mia. Dell’offertona Johnson&Johnson ho già parlato l’altra volta; a Milano la Moratti sta mandando in giro dei bus per le vaccinazioni itineranti, mi aspetto da un momento all’altro di ritrovarmelo sotto casa. Ogni volta che squilla il telefono con prefisso 02 temo sia la Moratti, quando invece c’è il prefisso 06 ho paura che mi chiami la Gelmini dal Ministero, per fortuna sono solo gestori telefonici/elettrici/del gas.

Macron in Francia ha annunciato l’estensione del green pass per frequentare luoghi a rischio assembramento: senza carta verde niente cinema, teatri, ristoranti, bar, alberghi, treni, aerei. Quindi non è sufficiente distanziamento, sanificazione, mascherine, temperatura corporea: no, ci vorrà il lasciapassare vaccinale. Fabbriche e chiese non mi pare siano nel mirino, quindi senza green pass si potrà lavorare e pregare ma non divertirsi; al supermercato si potrà andare? A questa sorta di stato etico si sta orientando anche qualche macronista di casa nostra infiltrato tra i Migliori: Renzi ad esempio è d’accordo e questo mi rafforza nella convinzione che sia una boiata. Del resto gli europei sono finiti e qualche supercazzola nuova bisogna inventarla, dato che il ddl Zan sta tirando le cuoia: nei pochi giorni da quando questo governo così attento alla salute dei propri sudditi  cittadini ha tolto il blocco dei licenziamenti i padroni (e diciamola questa parola ottocentesca), perso ogni ritegno, ne stanno approfittando  per licenziare senza pudore via whatsapp o mail. Ma loro sono vaccinati, possono.

Amiche e amici, godiamo finché si può: stasera spiedini messicani, e che ci provino a venirmi a chiedere il green pass…

Cronachette dallo zoccolo duro (2)

Campioni d’Europa! Gli inglesi con la sportività che li contraddistingue hanno tributato applausi ai vincitori. Ah, no, scusate, quelli erano scozzesi , gallesi e irlandesi, che gioivano come e più di noi. Che libidine, amiche e amici! Battere gli inglesi, qualunque sia l’ambito, ha sempre un gusto particolare, figurarsi a calcio, loro che si reputano i maestri, e nel loro stadio. I reali erano un po’ abbacchiati, Mattarella era euforico (anche se non si vedeva). Persino una suora danese che conosco bene, in servizio a Londra, sentitasi  giustamente defraudata dal rigore concesso in semifinale contro la sua squadra tifava per noi. Veramente ho temuto in qualche evento avverso perché nel pomeriggio, di ritorno da una passeggiata nel bosco poco distante, c’era già chi si allenava nel carosello automobilistico, costringendomi a fare scongiuri ed in mancanza di ferri di cavallo toccare poco elegantemente  le parti basse. Tra parentesi, a passeggiare c’era pochissima gente, probabilmente si stavano preparando tutti per la partita…

La festa è comunque finita, ed ora ricominciano gli allarmi e le lacrime di coccodrillo: avete voluto festeggiare? Vedrete adesso i contagi dove arriveranno! E giù fustigare e minacciare castighi divini. E se invece non succedesse proprio niente, tranne l’aumento che ci sarebbe stato naturalmente grazie alla ripresa (quasi) normale delle attività? Confido nell’influenza benefica dell’estate.

Intanto continua la campagna di convincimento dei riottosi ultrasessantenni:  offertona, fino a fine luglio ci si può vaccinare senza prenotazione e con Johnson&Johnson, ovvero con una sola dose! Ostinati, se non vi sta bene nemmeno questo andate al diavolo! E infatti qualcuno comincia a parlare di far pagare le cure a chi si ammala senza essersi vaccinato. Secondo questi signori il fatto che uno abbia magari pagato le tasse proprio per godere della sanità quando ne ha bisogno è un particolare secondario. A me pare una china pericolosa, perché lanci la prima pietra chi non ha almeno un comportamento a rischio. Quindi se uno fuma e gli viene un tumore non lo curiamo? Se è sovrappeso e gli viene il diabete? Se va a giocare a calcetto senza essere allenato e gli viene un infarto lo lasciamo lì per terra? Per fortuna almeno il Papa difende la sanità pubblica e gratuita, l’avrà detto a nuora perché suocera (i ciellini) intendano?

Anche mia suocera adesso mi raccomanda di vaccinarmi. Hai voglia a dirle che io il Covid l’ho già avuto e gli anticorpi ce li ho. E poi da che pulpito, che per convincere lei le sue figlie hanno sudato sette camicie.

Sabato sera abbiamo mangiato nel giardino di due amici una pizza in compagnia, con altri amici, un accenno di normalità. Uno è direttore in una tessitura che fatica a trovare operai specializzati, ed è costretto a fregarli ai concorrenti; se per anni però il personale si è preso da agenzie interinali come ci si può poi lamentare che non si trovano operai specializzati? Quelli bisogna formarli, non nascono mica “imparati”. … Altro segno di normalità gli eventi che si stanno preparando sul lago, anche eventi Fai. Normale anche che in una delle piazze più frequentate della movida la sera al mattino ci sia una discarica di bicchieri, lattine e bottiglie? Certo che la storia è buffa, una volta chiamavamo gli inglesi con disprezzo “il popolo dei cinque pasti”, per stigmatizzarne la mollezza, ora siamo diventati noi il popolo degli spritz e delle apericene.

A proposito di discarica in un paese qua vicino hanno riempito un campo (si parla di seimila viaggi di camion e non so quante tonnellate di materiale) di terra contaminata non so di cosa, con la complicità del contadino. Vicino è coltivato il foraggio per le bestie che poi finiscono sulla nostra tavola, e magari anche di quelli che hanno portato lì la monnezza, e dei loro figli. Che dire, prosit.

Domenica, durante l’omelia, ci ha salutato un prete filippino che lascia la parrocchia, e mi ha sorpreso riportando una frase di Hélder Câmara, uno dei padri della Teologia della Liberazione: «Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista». Fa riflettere, no? Ma non preoccupiamoci amici, ai poveri ci pensa il G20, con la tassazione delle multinazionali.  A proposito: se i razzi che portano gli stramiliardari nello spazio esplodessero o magari non riuscissero a tornare indietro, qualcuno piangerebbe? Io no di certo. Sarà che sono uno zoccolo duro…

Sono passati venti anni dalla guerra di Bush&Blair all’Iraq (più vari complici, tra cui noi) e dieci anni dalla guerra di Sarkozy&Nato (con noi spettatori paganti, nel senso che ne stiamo pagando le conseguenze più grandi) a Gheddafi. Il mondo è migliore? Non mi pare. Tra l’altro tenete d’occhio Cuba, perché Biden ne sta preparando qualcuna delle solite.

Adesso, amiche e amici, vado a gustarmi la coppa. Quella di maiale, eh! A presto…

Cronachette dallo zoccolo duro (1)

Amiche e amici, dopo una breve vacanza ritemprante eccomi ritornato e, contrariamente a quanto mi ero ripromesso, apro una nuova rubrichetta di cui sicuramente (non) sentivate la mancanza. In verità devo ringraziare la ministra senza portafoglio agli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, che mi ha tirato in ballo: infatti, nonostante la campagna vaccinale prosegua senza sosta, tanto che i numeri dei decessi sono esattamente uguali se non leggermente peggiori a quelli dell’anno scorso quando i vaccini non c’erano, manca il guizzo, il colpo di reni che chiuderebbe finalmente la partita. Come mai, ci si chiede, sarà forse per i pasticci comunicativi, Astrazeneca sì/no, prima ai vecchi poi ai giovani poi ancora ai vecchi, sarà perché gli approvvigionamenti scarseggiano, perlomeno nella eccellente Lombardia, e quindi si sono dovute frenare le prime somministrazioni per garantire i richiami, sarà per la campagna forsennata del liberi tutti? Niente di tutto questo: la colpa, i responsabili, sono stati individuati in quei quasi due milioni e mezzo di ultrasessantenni (o per la precisione dai 60 ai sessantanove anni, lo zoccolo duro appunto l’ha chiamato la ministra) che pervicacemente si stanno rifiutando di farsi vaccinare. Renitenti alla leva, disobbedienti incivili, menefreghisti, egoisti, insensibili alla chiamata della Patria (proprio ieri Biden ha detto che la cosa più patriottica che può fare un americano oggi è farsi vaccinare; la seconda è consumare come se non ci fosse un domani, aggiungo io, e un domani non ci sarà veramente se continuano così, già si sono ritrovati con temperature vicine o sopra i cinquanta gradi, ma prendere coscienza che in gran parte di questi cambiamenti è proprio colpa loro non se ne parla). E se questi arzilli sessantenni fossero invece dei resistenti, o semplicemente avessero degli anticorpi temprati all’acciaio? Comunque, la ministra non si sa a che titolo ha detto che andremo convinti. Lì per lì mi è sembrato un messaggio vagamente mafioso ma poi mi sono rasserenato, saranno coinvolti i medici di base e i farmacisti. Se la mia dottoressa dovesse chiamarmi a casa le userei lo stesso trattamento che mi riserva lei: non risponderei, oppure le direi di richiamare più tardi, quando ovviamente non ci sarò, oppure di prendere appuntamento con la mia segretaria. Tra l’altro ha cambiato studio a fine giugno e nemmeno l’ha comunicato agli assistiti, figurarsi. Dei medici di base poi in Lombardia almeno c’è grande penuria: quelli andati in pensione si fa fatica a rimpiazzarli, grazie alle politiche delle amministrazioni di centrodestra (nelle quali si sono distinti i ciellini, a partire da Formigoni) che si sono susseguite e hanno puntato tutto sulle privatizzazioni. Così tra qualche anno (ma anche adesso) avremo un’assistenza come in Nigeria: se lo puoi pagare ti prendi un dottore, altrimenti ti attacchi.

Se poi volevate rendermi minimamente bendisposto potevate fare a meno di togliere il cashback a due giorni dal rinnovo, come ladri nella notte: oh, certo, con quei soldi si faranno tante cose più necessarie, già me le vedo. Intanto i primi effetti dello sblocco dei licenziamenti già si vedono: dopo soli due giorni la Giannetti ruote di Ceriano Laghetto ha licenziato 153 operai, che fino alla settimana prima facevano gli straordinari.

Però non si dica che sono uno che impone le proprie scelte alla sua famiglia: mia moglie ha già fatto entrambe le dosi, e domenica si è vaccinato anche mio figlio. Devo dire che sono stato un po’ in apprensione, specialmente perché è stato dentro il centro vaccinale più  di un’ora e cominciavo a pensar male: tutto bene, solo dolore al braccio, continuo però ad avere notizie di amici e conoscenti con conseguenze certo non gravi ma sicuramente fastidiose, come mal di testa, nausea, stanchezza, a volte protratte anche per una settimana.  

Qualche centinaio di operatori sanitari ha fatto ricorso contro la decisione del precedente governo di rendere obbligatoria per loro la vaccinazione (unici in Europa, sembra) pena il demansionamento o addirittura il licenziamento. A suo tempo mi permisi di esprimere qualche dubbio, e secondo me alla fine questi avranno ragione e giustamente dovranno essere anche risarciti: del resto proprio ieri in Tv un esperto (ma quanti ce ne sono? E il bello è che dicono tutto e il contrario di tutto, come e peggio dei politici: come si fa a fidarsi?) diceva che il vaccino non evita di contagiarsi e di trasmettere il contagio, ma salva solo dalle complicazioni gravi: quindi, dico io, il fatto che un medico contagi un ammalato non dipende dal fatto che si sia vaccinato o meno, cosa che protegge solo lui, ma dal fatto che in quell’ospedale si rispettino tutti i protocolli di isolamento, disinfezione, sanificazione…

In questi giorni impazza l’Europeo di calcio, ma ne parlerò a bocce ferme: auguri intanto all’Italia, arrivata in semifinale con merito, il gioco di passaggini a me personalmente non piace, giochiamo praticamente senza centravanti, conosco meno della metà dei giocatori ma si è andati avanti, bravi.

L’altro tormentone sono le notizie sulla salute del Papa. Io ammiro, stimo e sono devoto di Papa Francesco,  ma sinceramente questo indugiare sulle condizioni del suo colon mi sembra assurdo, irrispettoso direi, e non credo che Lui ne sia così contento. I cristiani gli dimostrerebbero più vicinanza ascoltando quello che dice, specialmente quando parla di mercato che uccide e economia dello scarto, e pregando un po’ di più, non aspettando il bollettino medico del Gemelli…

Intanto è morta Raffaella Carrà. In punta di piedi, senza clamori, non ha fatto trapelare nulla della sua malattia, ha lasciato la scena con grande eleganza e classe. Mi è dispiaciuto molto, come se fosse mancata una di famiglia e un poco lo era: mia zia Emanuelita infatti ai tempi di “Pronto Raffaella” ha chiamato più volte per cercare di indovinare quanti fagioli ci fossero in quel vaso, e per un paese dove si conoscono tutti era stato un momento di gran fama. Mia zia ormai sta più di là che di qua, chissà se si ricorda ancora quelle telefonate; tra poco la raggiungerai, zì, e così finalmente saprai quanti fagioli c’erano.

Amiche e amici, vi lascio perché anche se non ne ho molta voglia devo anche lavorare; la prossima volta vi racconterò della vacanzina, sempre che la Gelmini me lo permetta. A presto!

Cronachette dal paese dei migliori (16)

Amiche e amici, grazie ai migliori siamo entrati in estate e possiamo gioirne. Tra poco riavremo anche la libertà di respiro e di sorriso, di che possiamo lamentarci? Torniamo alla normalità, insomma: pochi vecchi come me ricordano che la stessa cosa era successa anche l’anno scorso, ma quest’anno sarà senz’altro meglio.  

Impazzano gli europei di calcio, ne approfitto per fare un appello ai giocatori: per favore, non cantate! Siete imbarazzanti. L’Inno di Mameli storpiato in quel modo non se po’ sentì. Tenete il tempo, almeno! Correte in campo, non durante l’inno. Avrei poi una domanda da rivolgere a Paola Ferrari, la presentatrice: ha denunciato il suo chirurgo plastico? Se i calciatori non si possono sentire lei non si può vedere, è fissa, parla ma la bocca non si muove ed in più le mandibole sono asimmetriche. Perché l’hai fatto, Paola, perché?  A me piacevi nature, anche con quell’accenno di peluria sul labbro superiore, adesso purtroppo piallato. Che sbaglio!

Qui nei dintorni l’altra sera una intera famigliola di cinghiali è stata investita (madre e dieci cuccioli): purtroppo stavano attraversando una strada buia, come purtroppo capita sempre più spesso, e i guidatori non hanno potuto far niente per evitarli, ed è andata bene che almeno loro non si siano fatti male. Questi animali erano già in crescita esponenziale ma la pandemia ha favorito ancora il loro incremento e, anche se sembra cinico, bisognerà procedere con abbattimenti cospicui. Salsicce e ragù per tutti!

Ben diverso e più tragico l’investimento dell’altro giorno di un sindacalista, Adil Belakhdim si chiamava, da parte di un camionista che ha forzato il blocco dei dimostranti. Ha ucciso un uomo, lasciati orfani due ragazzi per guadagnare qualche ora di consegne; siamo tornati all’ottocento amici cari, al cottimo, alle squadracce contro gli scioperanti: e peggio verrà, temo, perché la globalizzazione impone la lotta di poveri contro poveri per far ingrassare sempre di più i già ricchi, e la politica è sostanzialmente la custode di questo status quo.  

Il Migliore dei Migliori ha detto che farà la vaccinazione eterologa perché con la prima dose gli anticorpi generati con l’Astrazeneca erano stati molto bassi e quindi gli è stato consegnato di fare Pfizer: io non farò ne omologa ne eterologa, i miei anticorpi (ricontrollati) sono già alti e me li tengo così. Due sole riflessioni: perché il controllo degli anticorpi non è stato fatto a tutti, e perché è stato delegato ai privati, facendogli guadagnare un fracasso di soldi? Per il mio controllo ho speso la prima volta 32€ (perché dovevano vedere se avevo già fatto il Covid, quando sapevo benissimo di averlo fatto e avevo anche gli esisti dei tamponi) e la seconda 19€. Ma cosa vuoi, dirà qualcuno, perché non ti sei vaccinato così la piantavi di rompere le scatole? Ma perché mai dovrei vaccinarmi se il mio corpo ci ha pensato da solo a proteggermi? Il vaccino non serve a creare anticorpi?

Infine un pensiero agli amici del Botswana, dove è stato trovato il terzo diamante più grande al mondo, da ben 1098 carati: la miniera è controllata per metà dello stato e per metà dai De Beers, sarebbe interessante che qualcuno ci tenesse informati su quanto del ricavo andrà a beneficio della popolazione di quel paese africano, o se alla fine le spese se le terrà lo Stato ed i guadagni i privati, magari ungendo qualche cacicco… a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende, diceva uno che la sapeva lunga in certe faccende.

Amiche e amici, credo sia arrivato il momento di chiudere anche questa rubrica: fa caldo e c’è bisogno di leggerezza, ravanare sui migliori non porta a niente, faccio una certa fatica a concentrarmi e bisogna che riservi quel poco di cervello che mi rimane per il lavoro, se non altro per giustificare quello che mi faccio pagare; riposo è ciò che chiede il mio corpo ed è meglio  che tiri i remi in barca prima di spiaggiarmi come una balena che ha perso l’orientamento.

Ma non scappo, eh? Se me le tirano fuori dalla penna…

Cronachette dal paese dei migliori (15)

Ed eccoci tornati in zona bianca: gioia, gaudio, gaiezza, giubilo, goduria, godimento, gozzoviglia!  Queste le nostre G7, sigla usurpata dai Migliori dei Migliori che si sono riuniti per discutere e secondo loro decidere i destini del mondo prossimo venturo. Ormai questi signori, tra cui noi sia chiaro, rappresentano solo il 40% del Pil mondiale ed il 10% della popolazione ma pensano ancora di dettare legge a tutti: un piccolo Club l’ha definito la Cina, con non poche ragioni. Una minoranza ricca e ben armata, quello sì: infatti oggi si sono trasferiti armi e bagagli nel quartier generale della Nato, e speriamo non si inventino qualche guerricciola che quando c’è da ingrassare i fatturati fa sempre bene.

E’ scoppiato il caldo, due miei amici sono andati al mare in Liguria dove si sono visti chiedere 50 euro per ombrellone e due sdraio: alla faccia! Dovrei programmare le ferie ma non ho idee ne voglia; tra l’altro nella settimana passata ho dovuto sottomettermi ad un esamino fastidioso e sto attendendo l’esito, cosa che non mi ispira ulteriormente. Domenica per sfuggire alla folla ed al caldo mi sono rifugiato nei boschi circostanti in cerca di ombra, in coppia con mio figlio di cui sono diventato il coach: infatti si è finalmente messo in testa di dimagrire ed abbiamo riesumato una dieta che aveva fatto una decina di anni fa, molto equilibrata, che aveva avuto un ottimo risultato ma che è stata poi vanificata da svariati stravizi alimentari ed ha subito il colpo di grazia nell’anno pandemico. Per dimagrire come tutti sanno (a meno di avere problemi di metabolismo, tiroide, psicologici insomma roba seria che va trattata seriamente) la regola principe è: mangiare di meno e fare più movimento. Stiamo lavorando su entrambi i fronti e in un mesetto una decina di chili si sono persi ma c’è ancora parecchio da fare. Naturalmente non è che mentre lui si fa le insalatone noi possiamo mangiare lasagne, per il suo morale, quindi in pratica sto facendo dieta anch’io e devo dire che sono molto vicino al peso forma. Cioè, il peso va bene, la forma un po’ meno perché bisogna stare attenti a non infrollirsi che si devono perdere grassi, non muscoli… (che è poi quello che è successo a me con il Covid, ma in genere a tutti quelli che stanno male). Dopo questi accenni di dietetica for dummies dirò che ieri sera però sono andato a mangiare il primo gelato della stagione, in una gelateria di San Fermo della Battaglia in cui ci siamo recati a piedi, e che vi raccomando caldamente se doveste passare da quelle parti. La riconoscerete facilmente perché è l’unica e perché fuori c’è sempre coda di gente che aspetta. La zuppa inglese purtroppo ieri sera non c’era, mannaggia.

Intanto sono iniziati gli europei di calcio, ho visto la partita inaugurale degli azzurri che hanno vinto meritatamente, anche se il gioco di decine di tocchetti a me non piace.  Tra l’altro il pubblico turco fischiava ogni nostro passaggio, e si giocava a Roma, figurarsi se si fosse stati ad Istanbul; io squalificherei la squadra finché i tifosi non imparano l’educazione, ma capisco che se la regola dovesse valere per tutti sarebbero ben poche le squadre a giocare. Sabato sera si è sfiorato il dramma quando un giocatore danese, Ericssen, che gioca nell’Inter, ha avuto un arresto cardiaco ed è stato salvato per il rotto della cuffia. Temo che la sua carriera sia finita, peccato perché era un giocatore che mi piaceva; spero che facciano tutte le verifiche del caso, confesso che lì per lì il primo pensiero che ho avuto è stato: non avrà mica fatto il vaccino?

Perché nella mente c’era la vicenda della ragazza di Genova morta di trombosi a pochi giorni dall’essersi vaccinata con Astrazeneca. Io credo che chi ha permesso che ai ragazzi fosse somministrato un vaccino che era stato consigliato solo per gli over 60 debba rispondere delle proprie azioni in tribunale, a cominciare dal ministro e continuando con il generale e con le regioni, che se ne sono sbattute delle raccomandazioni dei vari comitati tecnico-scientifici anzi hanno indetto persino i Vaccination day, invogliandoli con il miraggio di poter tornare a fare quello che facevano prima… Non è accettabile rischiare di far morire i giovani per salvare i vecchi, che razza di costo-beneficio è questo? Se i vecchi sono a rischio che si vaccinino loro, basta con questa retorica guerresca che considera i morti come spiacevoli effetti collaterali, non è normale che un ragazzo muoia di vaccino quando se anche si fosse preso il Covid al massimo avrebbe avuto un’influenza un po’ più forte!

Concludo con una nota più leggera: l’altra sera credo si sia varcata un’altra frontiera della pubblicità serale, dopo il sanguinamento gengivale, il prurito vaginale, la flatulenza e il gonfiore intestinale, i problemi di prostata (e giustamente mio figlio dice: ma se la guardano solo i vecchi cos’è che devono trasmettere?) è comparso un ometto dispiaciuto per la sua compagna di non poter offrire la durata di attenzioni  a cui l’aveva abituata, ma per fortuna aveva trovato un rimedio straordinario che aveva rialzato di molto la sua curva di prestazioni. Cavolo mi sono detto, finora queste réclame arrivavano solo via mail, se adesso vengono sdoganate in prima serata sarà un’alluvione! Che bel mondo amici, e soprattutto amiche!

Se avesse anche la zuppa inglese sarebbe perfetta.

Cronachette dal paese dei migliori (14)

Amiche e amici, grida di giubilo dei baristi e ristoratori hanno accolto le aperture di questa settimana, accompagnate da lamenti per la penuria di cuochi, aiuto cuochi, camerieri, assistenti di sala: e si scopre che la gente, stufa di farsi sfruttare per stipendi da fame, ha cambiato mestiere o è andata a lavorare dove offrono di più: avete voluto la globalizzazione, amici? E mo’ beccatevela. Il quotidiano di Confindustria, il Sole 24 ore, ha commissionato una ricerca per capire come mai negli ultimi otto anni c’è stato un 40% in più di ragazzi che sono andati a lavorare all’estero, in tutti i settori: e ci voleva uno studio? E si sono chiesti anche come mai gli spagnoli o i francesi o i tedeschi non vengono qua a lavorare: ma ci siete o ci fate? Se me lo chiedevate vi rispondevo io gratis: pagate di più la gente e vedrete che non se ne va in giro per il mondo!

Ma in un paese di padroni abituati alla botte piena e alla moglie ubriaca il discorso non fa breccia, continuate così allora però almeno non rompete le scatole. Volete sapere quanto la Svizzera paga per ogni figlio a carico fino alla maggiore età? 200 euro al mese. E volete sapere quanto prende mia nipote, andata a fare la receptionist in un albergo di Lugano, dopo aver fatto uno stage in una notissima casa editoriale a 220€ al mese per 15 ore al giorno di lavoro, e dopo un’altro stage (non sia mai che vengano assunti ‘sti ragazzi) a 600€ al mese e cara grazia? 3.200€ al mese. E poi non se ne devono andare? Ma che se ne vadano tutti, e ci lascino qui da soli, vecchi egoisti e avidi.

L’altra sera da Alberto Angela, prima di addormentarmi, ho captato una proiezione della popolazione italiana alla fine di questo secolo: 28-30 milioni, la metà di quello che siamo ormai da una trentina d’anni. Prendiamo il dato pure con le pinze ma cosa possiamo aspettarci se il tasso di natalità è ormai a livello di quello dei panda? E c’è chi ha il coraggio di essere pure contro al reddito di cittadinanza, che darebbe un minimo di respiro, non dico che ci si possa scialare: insomma, il lavoro per tutti non c’è, il salario è quello che è, che deve fare la gente, andare tutti a rubare? O magari vi aspettate che dopo averci rotto l’anima perché avevamo il tasso di laureati più basso d’Europa, questi vengano a fare i camerieri e per di più per due soldi?

Le vaccinazioni proseguono indefessamente, addirittura aperte ai ragazzi dai dodici anni: ma non si era parlato di costi-benefici? Ma quanti dodicenni si sono ammalati gravemente? Stiamo coscientemente mettendo a rischio i ragazzi per salvare ancora una volta i vecchi (che tra l’altro dovrebbero essere già tutti vaccinati) ma che razza di egoismo è? Certo, una parte di quei ragazzi è entusiasta, con la puntura vede l’occasione di poter tornare a fare quello che si faceva prima, ma gli effetti a lungo termine non si conoscono ancora e se si vanno a vedere i veri dati degli eventi avversi (che eufemismo), gravi o fatali, io se fossi nei loro genitori non sarei molto tranquillo. Perché dovrei mettere un figlio a rischio di sviluppare una miocardite quando quello che gli può succedere al massimo con il Covid è un’influenza più forte? Già non sono tranquillo con il mio di figlio, che di anni ne ha 28… e nemmeno per me sono tranquillo: l’ho già detto ma io prima di vaccinarmi rifarò il controllo degli anticorpi (nel primo li avevo altissimi!) perché nessuno ha ancora spiegato esaustivamente perché mai uno che è guarito debba vaccinarsi, e anzi tanti di quelli che hanno avuto reazioni forti erano proprio tra quelli che il Covid l’avevano fatto, magari a loro insaputa.

Però voglio spezzare una lancia a favore del vaccino: un mio conoscente ha rilevato un effetto Viagra, confermato anche dalla sua simpatica signora che lo classifica però sotto gli eventi avversi. Non ci si contenta mai!

Amiche e amici non voglio rubarvi altro tempo: la prossima volta niente vaccinazioni, prometto!

Tutti a vaccinarsi!

Cronachette dal paese dei migliori (11)

La scorsa domenica ho deciso di godere della libertà che il governo dei Migliori ci ha graziosamente accordato e così ho dato forfait al coro parrocchiale e aderito all’invito di una coppia di amici per andare a visitare l’Oasi Zegna, vicino Biella. Una delle coriste alla mia comunicazione tardiva e laconica ha risposto che pregherà per me: male non fa, anche se forse è un tantino prematuro.

L’Oasi Zegna prende il nome da Ermenegildo Zegna, che in quei luoghi impiantò all’inizio del secolo scorso il lanificio che fece la sua fortuna; un mecenate di altri tempi che decise di collegare i paesini sparsi per i crinali con una bellissima strada panoramica, diede impulso al turismo facendo costruire una funivia (tragico che mentre tornavamo a casa alla radio passava la notizia del disastro del Mottarone) e fece sistemare boschi, sentieri e belvedere per renderli fruibili ai posteri e dare ricchezza ai locali. Anni fa avevo una giacca Zegna che adoravo ed ho indossato fino allo sfinimento, ma questa è un’altra storia. Comunque sull’Oasi Zegna troverete tutte le informazioni sul web, quello che voglio riportare invece è stata la mia esperienza con la prima domenica di (quasi) liberi tutti. Tanta gente, direi rispettosa delle regole; mattinata di sole incerto, perciò siamo andati per prima cosa a visitare il giardino dei rododendri: purtroppo la fioritura è in ritardo, abbiamo potuto ammirare solo parzialmente i colori reclamizzati. Comunque camminando e ammirando si era fatta una certa e siamo andati alla ricerca di un posto dove mangiare. All’ufficio turistico (gentilissimi) ci avevano detto che non c’erano problemi e così speravamo ma non avevamo fatto i conti con la quantità di persone che si è messa in moto e col fatto che la capienza dei ristoranti è dimezzata, potendo servire solo all’aperto. Non avete prenotato? Ahi ahi, fino alle 14:30 tutto pieno… questo è stato il refrain che ci ha accompagnato; io avrei anche rinunciato a mangiare ma i nostri amici si erano fissati con un birrificio che avevamo visto all’inizio: così ci siamo seduti veramente alle 14:30 e abbiamo ordinato un tagliere di salumi e formaggi, per fare in fretta. Non l’avessimo mai fatto! Il tagliere si è materializzato alle 15:30 e dopo diverse sollecitazioni; mi sono offerto persino di andare personalmente ad affettare il salame che sono abbastanza esperto, ma niente. Qui apro e chiuso una parentesi: amici ristoratori, vi siete lamentati giustamente (forse) della sorte iniqua e ria, e quando c’è da lavorare fate aspettare un’ora per un tagliere? La prossima volta mi porterò i panini… insomma, siamo ripartiti alle 16:30. A quel punto era inutile continuare per l’Oasi, sarà per un’altra volta (con panini); ci siamo invece diretti a Ricetto di Candelo, poco lontano, un borghetto medievale ben conservato e benissimo tenuto: in origine dei magazzini fortificati, ora ospita artisti, botteghe di artigianato e ci si svolgono eventi. Tra l’altro se l’avessimo saputo prima saremmo venuti qua a mangiare, i locali sembrano non mancare.

Al ritorno coda in autostrada: quanto mi mancavano! Aggravate, secondo me, dal fatto che in auto non si può viaggiare in quattro se non si è conviventi: infatti noi siamo dovuti andare con due auto, raddoppiando spese e inquinamento: ha senso ciò? Non credo, forse i Migliori dovevano pensarci, invece hanno pensato bene di togliere il blocco ai licenziamenti dal primo luglio, all’inizio dell’estate: con che coraggio lo sanno solo loro. E c’è chi si balocca con la legge Zan…  

Dopo questa bella giornata sono arrivato a casa distrutto, non sono più abituato a stare in macchina tanto tempo e non mi piace nemmeno tanto guidare; datemi il mio divano, un libro e viaggio benissimo anche senza muovermi. Ermenegildo, saresti stato contento di tutto questo? Dubito. Se trovo un’offerta però un’altra giacca la comprerò, se dura come l’altra mi arriva minimo fino alla pensione… a presto, amiche e amici!

Cronachette dal paese dei migliori (10)

Stamattina sono andato a fare due cose per prepararmi a quella che spero sarà a breve la mia attività principale, ovvero quella di pensionato. Campa cavallo direte, e purtroppo avete ragione, comunque sono andato a far la spesa  e poi alla posta. Mi sono presentato  davanti alla Coop alle 7:55, quindi sono entrato per primo: che emozione! Hanno messo un disinfettante nuovo, questo invece di rilasciare un gel spruzza un liquido. Non ero ispirato ed ho comprato poco, come sapete peraltro non posso allargarmi più di tanto a causa della mia comprovata incapacità nello scegliere. Segnalo che a maggio ci saranno i rinnovi degli organi collegiali ed i soci sono invitati a votare: ad ognuno che lo farà una bottiglia d’olio, che può decidere di devolvere a chi ne ha bisogno. Probabilmente lo farò, ma deciderò sul momento.

Lunedì si è vaccinata mia moglie. Avevo criticato Bertolaso per la scelta dell’hub, allestito nella prestigiosa Villa Erba a Cernobbio (privata, ma il proprietario l’ha ceduta gratuitamente, a parte le spese) ma devo ricredermi: posto davvero ben scelto, spazi ampi, organizzazione perfetta, molti volontari. Preso dall’entusiasmo volevo farmi vaccinare anch’io come caregiver di mia moglie, ma la gentile e carina dottoressa mi ha dissuaso. Le hanno inoculato lo Pfizer: proprio la mattina avevo letto che ci sono stati più morti con questo che con l’Astrazeneca, ma l’ho tenuto nascosto alla consorte. Mi chiedo come mai si sia sempre parlato della pericolosità dell’Astrazeneca: quindi è vero che si tratta solo di soldi e politica? Questo spiegherebbe anche perché lo Sputnik non vogliano prenderlo. Il richiamo le è stato fissato per il 16 giugno, quindi oltre i 21 giorni raccomandati, però almeno si potranno fare le ferie (se le faremo) con un po’ più di tranquillità.

Ho fatto stampare Olena à Paris, dopo averlo rivisto e corretto; la copertina l’ha realizzata mio figlio e promette molto di più di quello che effettivamente il libro contiene; appena arrivato l’ho sfogliato con emozione e mi sono accorto subito che uno dei protagonisti all’inizio si chiamava suor Miranda e strada facendo è diventata suor Matilda. Mannaggia! Anche perché nell’entusiamo (ancora) avevo spedito il manoscritto ad un editore, e anche se ho poche speranze che lo legga mi dispiacebbe passare per pressapochista. Casinista sì, quello lo accetto.

Mio fratello di Udine, uno dei più grossi fan di Olena (metà della mia famiglia la ama, l’altra metà non capisce come possa perdere tempo a scrivere certe stupidaggini) lo voleva leggere assolutamente e glielo ho dovuto spedire, ecco perché sono andato alle poste. Lo sapevate che a spedire i libri si paga abbastanza poco? (plichi di stampa, si chiamano) Io non lo sapevo e l’ho scoperto piacevolmente. Roba da mettersi a far concorrenza a Amazon! Comunque alle poste sembra che la pandemia abbia fatto bene, ricordo delle file interminabili, invece oggi in dieci minuti ho fatto. Davanti a me una mia vicina ottuagenaria chiedeva dei suoi buoni del Tesoro: però, non l’avrei detto!

Il mondo va avanti malamente: in India ancora morti a migliaia per la pandemia; in Afghanistan qualcuno (l’Isis?) ha fatto scoppiare una bomba davanti ad una scuola femminile, uccidendo 70 ragazzine; in Madagascar la siccità sta causando denutrizione e morti; in Russia un ragazzo che si credeva Dio (o forse si credeva di stare in America) è entrato in una scuola ed ha ha ammazzato nove persone; di quello che sta succedendo in Israele faccio fatica persino a parlare, ovviamente se si critica il governo israeliano si passa per antisemiti: tutto nasce dalla decisione di non so che tribunale di espropriare i palestinesinesi dalle abitazioni in un quartiere storico di Gerusalemme, provocazione che ha portato ovviamente a proteste e scontri sulla spianata delle moschee, con decine di feriti (in stragrande maggioranza palestinesi); la comunità internazionale ha “condannato le violenze” come se uno non avesse il diritto di protestare se gli sfilano la casa da sotto il sedere; dopodiché si è passati al lancio di razzi da parte di Hamas dalla striscia di Gaza verso Israele, a cui Israele ha risposto con bombardamenti indiscriminati e uccisioni mirate. Credo che tutti sappiano che Gaza di fatto è una prigione a cielo aperto e la sproporzione di armi è stratosferica: fatto sta che finora ci sono 6 morti israeliani e 67 palestinesi, in una percentuale che ricorda pagine nere della storia del secolo scorso.

Per finire in leggerezza amiche e amici, riporto una lettera ricevuta via mail da una gentile signorina (o signorino? Non è chiarissimo):

“Hey Mi chiamo Nigora. In realta non so davvero come iniziare, quindi per favore porta insieme a me per favore . Vivo in Repubblica del Kazakistan & ora sono trenta anni al momento. non sono mai stato sposato cosi come mai non avuto bambini. io sono solo un casual, amante del divertimento persona . Mi piace risatina e avere un po ‘ divertimento vita a breve mai. Ma Sono molto istruito, buono e incredibilmente casa guidato. Mi preferisco leggere molto, nuotare, outdoor, cucinare a casa, viaggiare in giro, fare interno decor per my own famiglia.

I am women with a decent credenze una ragazza con un molto buono personalita e onesto spirito.

 io sono cercando di ottenere un sincero legame , la relazione amorosa a lungo termine che porta a un matrimonio , io non effettivamente mente eta , personalmente, individualita e assolutamente la cosa preoccupazioni quasi piu.

Dovrei saperne di piu semplicemente chiedi . sicuramente ho bisogno di conoscere te e la tua stile di vita , vado a elettrizzato di ricevere un messaggio proveniente da te molto presto.

 Molte grazie,Nigora”

Grazie a te, cara Nigora, quasi quasi ti infilo in un episodio di Olena!

Questa non è Nigora, non illudetevi.

Cronachette dal paese dei migliori (9)

Weekend di quasi liberi tutti, amiche e amici, ieri sulle strade del lago venivano segnalati sette chilometri di coda: bentornati ai vecchi tempi! Sabato abbiamo fatto un giretto in città con una coppia di amici, andata e ritorno a piedi (da casa mia circa sette chilometri, la sera ero abbastanza provato); sensi unici pedonali, che quando l’ho raccontato a mia sorella al paese è scoppiata a ridere, anche se forse non è una novità assoluta: ricordo male o anche a Venezia ci sono delle calle a senso unico?

Segnalo che i fiori sulle donne hanno sempre il loro fascino: al mattino avevo preso dei fiori per mia moglie per conto di mio figlio che non aveva tempo () e sono poi passato in farmacia; la farmacista è rimasta un po’ delusa che l’omaggio non fosse per lei, ma quando le ho detto che era per la mamma (non ho specificato di chi) mi ha dato del tenero e gentile. E lo sono, eccome se lo sono! Al pomeriggio invece mia moglie e la sua amica sono volute passare al mercato coperto, dove c’è una fioreria storica gestita da persone gentilissime, con prezzi molto onesti. I mazzi ovviamente sono rimasti in mano a me ed al mio amico; camminando abbiamo superato una bella donna di colore, molto alta, che ha fatto i complimenti ai fiori e mi ha chiesto se fossero per lei. Mia moglie, qualche passo indietro, vedendomi abbastanza in imbarazzo sghignazzava; la donna noncurante ha continuato a fare degli apprezzamenti passando all’abbigliamento, e quando l’amica di mia moglie arrivata in soccorso ha fatto notare che anche le mie scarpe erano molto belle e giovanili, da sgarzellino, la donna ha concordato ed ho temuto che me le volesse sfilare dai piedi, cosa che dopo i chilometri fatti non le avrebbe fatto buon pro. Insomma, se volete conquistare niente di meglio che un buon vecchio mazzo di fiori! O un cagnolino, anche quello fa effetto.

A proposito di cagnolino, domenica dopo la messa sono andato a comprare il giornale all’Esselunga (trovo assurdo che per comprare il giornale si debba entrare nel supermercato, ma le edicole nel mio quartiere sono scomparse) ed ho assistito ad una scenetta molto divertente, ovvero vicino all’uomo che prende la temperatura c’era legato un cagnolino, uno di quelli assurdi da compagnia che violentano le Pigotte, e la proprietaria, un travestito brasiliano (non chiedetemi come faccio a saperlo) lo salutava da lontano, causandone un abbaiare fastidioso e provocando sguardi di astio dell’omino del termometro. Che teneri!

Per domenica ero stato invitato, per la mia fama consolidata di scrittore, a scrivere una lettera alla mamma che è stata allegata al foglietto degli avvisi settimanali; era dai tempi delle elementari che non lo facevo e devo dire che me la sono cavata abbastanza bene (fidatevi sulla parola, non la pubblicherò), ho ricevuto molti complimenti e qualcuna mi ha detto che l’ho fatta piangere. O piangere o ridere, con le donne non ci sono le mezze misure.

Le vaccinazioni procedono abbastanza bene, si sono aperte le prenotazioni per i cinquantenni, domani toccherà a mia moglie; c’è l’allarme per le RSA, hanno dei buchi di bilancio paurosi e qualcuna ha annunciato la chiusura: e grazie al cavolo, la metà dei vecchietti li avete ammazzati, e adesso chi si fida a mandarvi i propri cari? Mettendoli tra l’altro in prigione, dato che non si possono nemmeno andare a trovare (ora però pare che si potrà). Ma, se ci pensiamo, la proliferazione di queste strutture, per la maggior parte private, questi parcheggi in attesa della morte, non è indice della miseria morale della nostra società?

Chiudo con due notiziole leggere: la prima è che l’Unione Europea sta autorizzando la produzione del vino a basso contenuto alcoolico, anche Dop e Igp. Perché, mi chiedo? Ad annacquare il vino non bastano gli osti dei Castelli Romani? E poi, se uno vuole allungare il vino, non può farlo da solo, tra l’altro scegliendo anche che acqua metterci? E se uno non vuole l’alcool, perché non si beve la Coca Cola? Mistero.

Come invece spero che la scoperta al Circeo dei resti dei nove uomini di Neanderthal permetta di far luce su uno dei più impenetrabili misteri della preistoria, a cui come ricorderete si sono dedicati per anni dei ricercatori dell’Università di Oxford: il pene dell’uomo di Neanderthal aveva l’osso o no?

Amiche e amici, state tranquilli, i sacerdoti del mercato tra cui il nostro Migliore dei Migliori stanno discutendo delle iniquità del mercato: siamo a posto, siamo a cavallo, infatti strada facendo si sono persi anche la deroga (non sia mai l’abrogazione) dei brevetti sui vaccini. L’importante non sono i brevetti, ma la produzione dei vaccini ha detto Ursula. Se poi spiega anche come fanno i poveri a produrre i vaccini se devono pagare il brevetto, ci farebbe un favore. Forse è vero che serve il vino senz’acqua, ma a loro però.