Nostradamus mi fa una pippa!

Amiche e amici, che vi dicevo? In fondo al mio penultimo post, Pallacanestro, pronosticavo per l’imminente Eurovision Song Contest, insomma quello che una volta era l’Eurofestival a cui invece ora partecipano cani e porci, la vittoria di una band il cui nome inizia con K e finisce con H con il presidente del proprio paese che gira per tutte le televisioni sfoggiando una maglietta verde. L’altra sera (giuro, l’ho visto su blob) era in collegamento con Bruno Vespa e si sono salutati cordialmente con grandi sorrisi parlando di spaghetti e pietanze varie. Io l’ho trovato di un’oscenità rivoltante, sarà che sono fatto male.

Comunque alla fine ho avuto o no ragione, chi ha vinto? La canzone, pietosa, ieri me la sono sciroppata quattro volte tornando a casa dal mare dove sono andato, lo dico chiaramente, alla faccia loro, perché se hanno intenzione di coinvolgerci in una guerra mondiale e atomica io almeno fin qua me la sarò goduta, loro non so. Alla terza volta ho cominciato a capire che c’era qualcosa di strano (un rap con parole inintelleggibili su una nenia balcanica) finché finalmente i dj hanno detto che era la canzone vincitrice dell’Eurostrazio, stravotata dalle giurie popolari dell’Europa e della galassia intera. Questo giusto per far capire che quando si fa decidere il popolo non è detto che non faccia cazzate, anzi. Sfido una persona qualunque a dire se ricorda una delle canzoni vincitrici di quella bojata che è diventato l’Eurofestival ( a parte i Maneskin, che come si possano considerare rappresentanti della canzone italiana non lo so) una volta alla radio: io ricordo solo la vittoria della donna barbuta di qualche anno fa, Conchita, che non per niente ho preso a prestito come madre del piccolo Chico nella telenovela inserita nel penultimo episodio di Olena: ma la canzone quella proprio no…

Poiché chi vince il festival comunque ha l’onore e l’onere di ospitare l’edizione successiva, il presidente in maglietta verde ha dato appuntamento a tutti a Mariupol; tutti si sono affrettati a toccarsi gli zebedei; non ho capito se è invitato anche Bruno Vespa.

Visto che questa profezia mi è riuscita mi esibirò allora in un’altra quartina (o quartino, che anche quello mi è congeniale, specie se rosso e un po’ frizzantino), vedete se riuscite a decifrarla:  Tronfie da nord si scontrano rombanti / sparate da milionari in calzoncini, palle rotolanti / sulle rovine della città operosa. / Il premio rimarrà a San Siro, è già qualcosa.

E poi non dite che non l’avevo detto!

Torna a casa, Chico è in pensiero!

Il  mio 25 aprile

Amiche e amici, da reduce e resistente quale sono mi sembra naturale lasciare delle tracce su come ho festeggiato questa giornata di festa (“Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre resistenza”, gridava un bel gruppo di ragazzi e ragazze che sfilava gioiosamente). Ma per non tediarvi butterò là solo qualche titolo, qualche impressione, qualche foto.

  • Milàn l’è un gran Milàn

In più di due anni è solo la terza volta che torno a Milano, dove prima del pandemonio mi recavo giornalmente: le prime due per bisbocciare con antichi compagni di merende, e questa per manifestare per la pace. Ah, dimenticavo le tre volte che sono andato a teatro, ma quelle non le considero nemmeno: il bus scarica il gruppone di pensionati con cui mi sono imbucato a pochi metri dal teatro, mangiamo velocemente, guardiamo lo spettacolo (spesso dormiamo) e ripartiamo. I banani di piazza del Duomo, di cui vi ho parlato qua, sono ormai rigogliosi.

  • Misteri di Trenord

Ho fatto i biglietti online; non so perché ma bisogna indicare l’orario in cui si intende viaggiare, ed hanno la validità di 3 ore a partire da quella che si è indicata. Le donne a 60 anni godono di uno sconto (anziani, o senior che è meno offensivo). Per scontare mia moglie, che tra l’altro non ne voleva sapere, mi sono sbagliato ed ho comprato il doppio dei biglietti. Così per risparmiare due euro ne ho spesi quindici in più: un affarone!  Su suggerimento del customer care ho fatto richiesta di rimborso: non ci spero molto, ma tentare era doveroso. Mia moglie veramente ha detto: ti sta bene. Ingrata.

  • Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano

Ogni volta che partecipiamo alla festa per l’anniversario della Liberazione (a occhio e croce da più di trenta anni) cerchiamo di abbinare l’utile col dilettevole: il piano prevedeva la visita ad una mostra al Palazzo Reale a cui far seguire il pranzo, in modo da essere in forze per affrontare il corteo. L’ideale di donna del Cinquecento veneziano con quelle curve accoglienti mi soddisfa, penso che mi sarei trovato bene. La mostra è stata interessante ma secondo me sconta il periodo incerto e non poteva essere grandiosa come altre del passato (ricordo Caravaggio, Antonello da Messina…); nel cortile un allestimento, libri che vanno a seppellire i carri-armati. Ma tra i governanti del mondo non sembra sia rimasta molta gente che legge libri.

  • Ma non c’era la crisi?

Per pranzo puntavamo alla Antica Focacceria San Francesco, piatti siciliani: purtroppo era piena, ed abbiamo dovuto ripiegare in un bar delle vicinanze. Che delusione! Uno spritz annacquato ed una pizza con ingredienti messi sopra a caso. Unica soddisfazione, nel tavolo di fronte due turiste (Russe? Ucraine? Comunque dell’est)  che evidentemente avevano molto più caldo di noi.

  • Il corteo

La partenza era prevista per le 14:30 dai giardini di Porta Venezia; raggiungendo il nostro gruppo abbiamo notato, in testa al corteo, le bandiere dell’Ucraina con qualche bandiera americana, che mi hanno creato perplessità; poi la sera ho saputo, dalla blogger Cambio d’Aria, che c’erano anche bandiere della Nato: evidentemente i radicali e Calenda non hanno trovato di meglio per far parlare di loro. Ci sono state contestazioni, come quasi tutti gli anni: ricordo la volta che la sindaca Moratti sfilò spingendo suo padre in carrozzella, trovai davvero stupidi quelli che la fischiarono, anche se il motivo era che era esponente di un partito che i post-fascisti li aveva sdoganati. Sono molto più solidale con chi quest’anno ha fischiato chi è d’accordo con l’aumento delle spese militari e l’invio di armi! Comunque c’era tantissima gente, siamo riusciti ad entrare in piazza solo alle 16:30, proprio in tempo per sentire il discorso del segretario della Cgil Maurizio Landini e di seguito la chiusura del presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo (entrambi attaccati furiosamente nei giorni precedenti per la loro contrarietà all’invio di armi: ormai chi non è allineato è considerato un nemico… addirittura per l’Anpi hanno coniato la disgustosa: Associazione Nazionale Putiniani d’Italia).

  • Rito?

Mentre in altre occasioni avevo il dubbio di stare partecipando ad un rito consolatorio, questa volta mi è sembrato invece di far parte di un popolo vivo; sarà stato che il giorno prima c’era stata la Marcia della Pace Perugia-Assisi, ma questa mi è sembrata la naturale continuazione: la mia impressione è che la stragrande maggioranza dei partecipanti, al di là della solidarietà con la povera gente ucraina, non credesse affatto che mandando più armi la guerra finirà prima e che fosse anzi preoccupata per l’allargamento con prospettive terribili; smarrita ed indignata per l’inazione dei governi che, appiattiti sulle direttive Usa e Nato, non si adoperano per cercare davvero la pace. Popolo vivo, insomma, ma rappresentato davvero male.

E finalmente siamo tornati a casa… a sera non mi sentivo più i piedi, e mi sono addormentato tutto storto sul divano, e così mi sono fatto venire pure il torcicollo. Cosa non si fa per la libertà!

Amiche e amici, ci avviciniamo al primo maggio, bei tempi quando si andava per prati a mangiare fave e pecorino.  Io lo farei anche, ma poi chi mi rialza? A presto!

What a great idea!

Amiche e amici, stavo sprofondando nella depressione più profonda quando il pirotecnico premier inglese ha lanciato l’ideona: deportare gli immigrati clandestini in Ruanda! Al modico costo di 120 milioni di sterline si toglie dai piedi una decina di migliaia di richiedenti asilo, che dice gli costano sui 5 milioni al giorno in alberghi e gozzoviglie come mangiare e bere. Il Ruanda, la cui accoglienza è proverbiale nell’universo creato, è ben lieto di ricevere gli ospiti forzati, e sostiene che userà i soldi ricevuti per far star meglio sia autoctoni che immigrati. Che afflato umanitario e altruistico! Gli altri paesi si stanno mordendo i gomiti, perché non ci hanno pensato prima? Anche se, a rifletterci, non è poi tanto diverso da quanto facciamo noi con la Libia, con la differenza che la Libia è più vicina e gli immigrati vengono fermati prima di partire. Forse a questi poveretti converrebbe essere mandati in Ruanda, piuttosto che nelle galere, pardon, nei centri di detenzione libici.

La guerra in Ucraina va avanti; ha voglia il Papa a sgolarsi che non è con le armi che si arriva alla pace, ma figurarsi se tra questi cristianoni che governano, sempre pronti a battersi il petto a favore di telecamera, ci sia qualcuno che gli dia retta. Qualche timido belato di protesta contro le decisioni americane di fomentare ancora di più la guerra inizia a levarsi, dalla Francia soprattutto (anche perché ci sono le elezioni), ma non certo dalle nostre parti. Anzi, noi per sostituire il gas russo stiamo prendendo accordi persino con Al-Sisi, insomma per Giulio Regeni i migliori non chiedono più la verità, ma il gas. Pecunia non olet, diceva quel tale. Nel frattempo sempre i migliori, dopo due anni di Covid (che non è ancora finito, e sta ancora facendo ogni giorno solo in Italia più morti della guerra) non hanno trovato di meglio che ridurre, in percentuale sul bilancio, le spese sanitarie. Ma ci sono o ci fanno? Mentre addirittura il concorso per medici di famiglia qua in zona è andato deserto, per mancanza di candidati. Con questi difensori della salute è meglio cercare di non ammalarsi…

L’altra sera all’Eredità hanno fatto domanda, sulla ricerca di non so che Istituto che ha studiato quale attività da fare prima di andare a letto impedisse di russare (a proposito: si può ancora dire russare? Non bisognerà dire ucrainare? E l’insalata russa è ancora russa?) e la sorprendente risposta è stata: cantare. Cioè, secondo questi ricercatori, che avranno passato giorni se non mesi e forse anni a studiare il fenomeno, se si canta prima di coricarsi non si russa perché si liberano le vie aeree. Mia moglie smentisce categoricamente questa ricerca e anzi sostiene che dopo che torno dalle prove del coro russo (o ucraino) come un mantice. Non posso smentirla perché a meno che la sua sia pura invidia del fatto che dormo come un angioletto ogni tanto sento qualche gomitata a tradimento che mi sveglia. La nonviolenta! Siamo anche andati alla marcia per la Pace, quindici giorni fa, e probabilmente andremo anche alla prossima Perugia-Assisi, non so che effetto sortirà ma se non altro servirà a smaltire le mangiate pasquali. Mi accusano di essere cinico, a me pare di essere tristemente realista, e spero naturalmente di sbagliarmi.

 Mio figlio dice che dobbiamo smetterla di pensare sempre alle cose brutte, e per dimostrare il suo ottimismo sta cercando una casa per andarsene finalmente a vivere da solo. Io alla sua età l’avevo già fatto da dieci anni e mi ero pure sposato, forse erano altri tempi. Comunque abbiamo iniziato a vedere delle case, anche perché ai “ragazzi” sotto ai 36 anni vengono fatte delle buone offerte per quanto riguarda i mutui, i tassi sono abbastanza favorevoli e una parte del prestito (o anche tutto, per i redditi Isee sotto i 40.000 euro) è garantito dallo Stato. Finora quello che ho registrato è: i bilocali costano un occhio della testa e sono perlopiù dei loculi; gli affari si fanno con le case vecchie, ma i costi di gestione poi sono alle stelle; gli affitti costano più dei mutui. In più la guerra e l’insicurezza sta spingendo chi ha due soldi da parte a buttarli come sempre sul mattone, per cui si sta creando una vera e propria bolla. Tra l’altro, non pensavo che ci fossero così tante immobiliari, sono tantissime. Alla fine sto meditando se lasciargli la nostra di casa, e andarcene via noi, magari al mare, non sarebbe una buona idea?

Amiche e amici, con questa vi saluto e auguro a tutti una serena Pasqua; tra i miei propositi, tra una cantata e una russata, ci sono quelli di spegnere la TV, mangiare e bere in compagnia, fare qualche passeggiata ed imbiancare il bagno ma quest’ultimo difficilmente lo realizzerò.

Fate l’amore, e non la guerra!

Le uniche bombe che ci piacciono

Odette è morta

Ieri sera al teatro Sociale di Como la compagnia del Balletto Classico Ucraino avrebbe dovuto rappresentare il celeberrimo “Il lago dei cigni”, capolavoro di Piotr Ilic Ciajkovskij, un’opera rappresentata in tutto il mondo da tutte le compagnie del mondo. Per un profano come me, dire ballo vuol dire Lago dei Cigni (o al massimo, Lo Schiaccianoci, sempre di Ciajkovskij) ma c’è un problema: Ciakovskij, morto nel 1893, era russo. Per la verità anche gli ucraini in maggior parte erano russi, ma questo è un dettaglio.

Gli artisti quindi hanno deciso di non rappresentare l’opera ma di eseguire Giselle, bel balletto per carità, tra l’altro pezzo forte di Carla Fracci. Sarebbe stato meglio un balletto di un autore ucraino, chissà come mai non ci hanno pensato.

La giustificazione della manager ucraina è stata la seguente (la riporto pari pari dal giornale locale):

«La situazione che si è creata è, per noi, molto dolorosa. Siamo stati costretti, nostro malgrado, a non rappresentare, nel vostro Teatro Sociale, “Il lago dei cigni” di Čajkovskij, sostituendolo con “Giselle”. Noi diciamo sempre che la danza non ha confini e che l’arte e la cultura non c’entrano con la guerra, ma in questo caso, benché possa sembrare assurdo, purtroppo c’entrano, eccome».

Poiché tra gli organizzatori della manifestazione c’era la Caritas chiedo a loro se questo sia il modo di favorire la pace, strumentalizzando perfino gli artisti e l’arte che dovrebbero invece essere ponti per la pace. Se questo è il modo di seguire le indicazioni di Papa Francesco! Sono comunque sollevato perché ero stato invitato ma per fortuna avevo altri impegni, altrimenti mi sarei alzato e avrei chiesto il rimborso del biglietto.

Oggi sentivo alla radio che il ministro degli esteri ucraino a Bruxelles ha chiesto alla UE, chiamandoli(ci) alleati, solo tre cose: armi, armi, armi. Perché è così che si arriverà prima alla pace.

Io comincio a sentire parecchia insofferenza tra amici e conoscenti verso questo atteggiamento, al di là della umana pietà verso la gente che soffre. Non si coglie una vera volontà di fare la pace, ma anzi quella di portare le cose all’estremo, verso la catastrofe finale. Il TG è ormai diventato Tele-Kiev, non si riesce più a guardare ed anche qui ormai si genera ripulsa. Vogliono abituarci alla guerra mondiale?

Io credo che cominci a diventare urgente, se davvero si vuol continuare a mandare armi, studiare il diritto di guerra (anche la guerra ha delle regole, anche se pare strano: ad esempio quando vedete un palazzo sventrato viene naturale pensare alla crudeltà ma bisogna chiedersi se ci fossero dentro dei militari che sparavano, ad esempio, o peggio dei civili_ dico peggio perché i civili combattenti hanno meno tutele dei militari, e per avere un trattamento almeno simile a quello dei militari in caso di cattura devono rispettare delle regole precise, non importa se si difendano o attacchino; insomma non si può pigliare il fucile e sparare dalla finestra a casaccio, bisogna essere riconoscibili e inquadrati in qualche formazione_ ; bisogna chiedersi se quelli che sparavano dal palazzo hanno fatto prima allontanare i civili che ci abitavano o li hanno usati come scudi _ anche questo sarebbe un crimine di guerra_ preciso che sono solo esempi, senza nessun riferimento all’attualità di cui NON sappiamo niente perché le informazioni arrivano solo da una parte) perché fino ad un certo punto mandare armi è ammesso, e solo certi tipi: ma manda e rimanda, è un attimo che ci si trova una bomba atomica nel giardino.

E intanto il mago Rothbart se la ride…

S come Sorro

Amiche e amici, finalmente dopo tre mesi di siccità è arrivata un po’ di pioggia! Tutto merito dei migliori, sono finiti i tempi oscuri in cui la plebe malmostosa masticava tra i denti ”piove, governo ladro”, ora ci si genuflette all’unanimità ringraziando con un sentito “piove, governo Draghi”.

A voler essere pignoli da queste parti ogni volta che arriva il luna park inizia a piovere; e anche quest’anno, puntualissimo, appena i giostrai hanno piazzato i loro camion, roulotte e montato i giochi, Giove pluvio li ha accolti con l’acqua benaugurante. Dopo due anni di astinenza quest’anno la grande piazza d’armi che li ospita, a pochi passi da dove abito, si è riempita all’inverosimile: spero davvero che riescano a guadagnare qualcosa, purtroppo io non avendo più bambini piccoli o nipotini potrò contribuire poco. Però con la generosità che mi contraddistingue ho proposto di ospitare due o tre profughe ma devo dire che non tutta la famiglia ha risposto positivamente, sospettando secondi fini che hanno seriamente ferito il mio animo sensibile.

A proposito di Draghi, l’altro giorno si è recato a Napoli dove ha scoperto la questione meridionale ed ha promesso di metterci mano; una emorroissa gli ha toccato il sacro manto ed è stata risanata; naturalmente ha assistito ad un concerto in favore degli ucraini; è stato duramente contestato dai disoccupati che gli chiedevano conto dell’aumento delle spese militari e del taglio ventilato o addirittura dell’abolizione del reddito di cittadinanza, ma di questo sui TG nazionali non è passato niente, e poi il regime sarebbe in Russia.

Ha anche chiamato Putin per informarlo che la richiesta del pagamento in rubli del gas che ci viene copiosamente fornito viola i contratti in essere; pare che Putin dopo aver chiesto alla centralinista “Draghi chi?” lo abbia rassicurato sull’andamento della guerra e di non preoccuparsi, che a pagare e morire c’è sempre tempo; e sulle insistenze del nostro premier abbia infine risposto “se non ti sta bene fammi causa”. Il ministro dell’energia dice che non dobbiamo preoccuparci perché siamo in grado di sostituire in breve tempo gli approvvigionamenti. Prepariamo i cappotti…

Siamo fuori dall’emergenza Covid, ma del resto come profetizzava Checco Zalone a Sanremo ormai i virologi non li calcolava più nessuno: non è che sia proprio sparito il virus ma finalmente si è smesso di parlarne. Da ieri docenti non vaccinati sono potuti tornare a scuola ma non si sa bene a fare che, dato che non possono insegnare: ditemi voi se non è una stupidaggine grossa come una casa. Siamo un paese che ha impedito di lavorare a delle persone sane e le ha messe ai margini della società, ma il dittatore è Putin…

A proposito di dittatori, la mediazione tra Russia e Ucraina è stata affidata a Erdogan, che saggiamente si è rifiutato di aderire alle sanzioni (“se bruciamo tutti i ponti poi chi ci sarà a parlare di pace?” _ ha detto ragionevolmente_). Quindi l’occidente si è messo ancora una volta nelle mani del sultano, che giustamente a suo tempo chiederà il conto. Lo stesso occidente, tra cui noi, che continua a mandare armi (l’avvinazzato premier inglese l’altro giorno ha detto che 35 paesi stanno mandando armi in Ucraina: armi che non si sa nemmeno che fine facciano, l’altro giorno è stato abbattuto un elicottero ucraino con un razzo Stinger americano…)  Che questo sia un modo di volere la pace mi riesce abbastanza difficile da credere. Si assiste ad una corsa agli armamenti, addirittura la Germania annuncia un programma di 100 miliardi di euro (quando il budget della Russia è di 70 miliardi): dovremmo preoccuparci del riarmo dei tedeschi, da quelle parti non è mai venuto niente di buono. L’altro giorno L’Avvenire (forse l’unico giornale che si possa ancora leggere di questi tempi) in un articolo diceva che l’Europa già ora spende 300 miliardi di euro l’anno per la difesa (esclusa la UK, più del quadruplo di quanto spende la Russia… per non parlare degli Usa, che di miliardi ne spendono 700 e Biden ha proposto di portarli addirittura a 800 (proposta che verrà sicuramente accolta, mentre di allargare l’assistenza medica non se ne parla: questo è il faro di civiltà che ci guida).

La Germania ha deciso di mettere fuori legge la Z, che è la lettera dipinta sui carrarmati russi. Sarà vietato anche trasmettere i film di Zorro? Pare poi che in solidarietà con gli ucraini i bambini veneti non verranno più chiamati putèi, ma zelèi.

Ma finiamo con cose belle: lo scorso weekend ci sono state le aperture FAI di primavera, ho visto dei bellissimi posti e ve ne racconterò a parte. Suggerisco solo di tenere d’occhio Asso, dove una associazione locale propone delle belle mangiate nella piazza del mercato (polenta e salamelle, polenza e zola, rustisciada con polenta…).

Stasera sarò a Milano, al teatro Strehler, a vedere Il Purgatorio: vi racconterò anche di questo, sempre che riesca a rimanere sveglio tutto il tempo.

A presto!

Adottiamo una gallina ovaiola!

Amiche e amici, oggi affronterò un problema drammatico, che richiede risposte urgenti e risolutive. I media oscurano la notizia perché finanziati dalle lobby dell’uovo, ma le cifre parlano chiaro: in Italia vivono ben 39 milioni di galline ovaiole, delle quali solo il 10% allevate all’aperto, il resto negli allevamenti industriali dove vengono talvolta tenute in condizioni degradanti, delle vere e proprie prigioni per polli. Per fortuna una direttiva UE impone la chiusura delle gabbie entro il 2027: che fine faranno tutte quelle galline? Se si lasciassero libere morirebbero in poco tempo, non essendo abituate a procacciarsi il necessario per vivere, ed ecco allora l’ideona: perché non adottare una o più galline ovaiole? Riempiamo giardini e cortili condominiali, ma perché no anche balconi, con questi simpatici ed utili animaletti, a torto ritenuti poco intelligenti.

Mia suocera, di origine contadina, a testimonianza della falsità delle dicerie che girano su queste pennute racconta che sua madre aveva insegnato alle sue galline a salire una scala a pioli per andare a dormire sui rami di un albero, in modo da non cadere vittime di predatori  a quattro ma più spesso a due zampe. Che arguzia!

A proposito di polli, ricordo che mio figlio quando era piccolo chiamava il mio paese natale “il paese dei polli duri” perché mia madre si riforniva di polli ruspanti da fare arrosto, e la differenza con quelli frolli di supermercato a cui era abituato era notevole. Purtroppo ormai anche dalle mie parti si fa fatica a trovare dei buoni polli…

Chi possiede un cane (e ormai in Italia sono tantissimi, ci sono più cani che bambini, e si nota dalla quantità di cacca sui marciapiedi) lo sa: se un cane mostra i denti non bisogna andare a dargli fastidio. Mio fratello aveva un dobermann, buonissimo diceva lui, però a mio figlio mostrava i denti, e quando c’eravamo noi lo facevamo rinchiudere (il cane): e abbiamo fatto bene, perché dopo poco tempo l’ha dovuto abbattere perché stava impazzendo, come spesso accade a quel tipo di cani.

Oggi il presidente ucraino parlerà in videoconferenza al parlamento italiano. Cosa vuole, cosa spera quel guitto da noi? Che dichiariamo guerra alla Russia? Mi ricorda quelle teppe che a scuola spintonavano il bambino più grosso, e poi quando questo stufo si ribellava e gli rifilava uno sganassone andavano a piangere dalla maestra. A questo punto il suo popolo, che dice tanto di amare, l’ha portato lui e il suo predecessore, con anni di provocazioni: e i suoi compari sono stati la Nato, gli Usa e la UE, con l’Onu a dir poco distratta, tutti impegnati nei loro giochetti geopolitici assurdi. Ora chiede un incontro con Putin, ma per discutere di che? E’ ovvio che se incontro ci sarà dovrà essere preparato dalle diplomazie, se ancora ci sono, che dovranno definire l’accordo che dovrà essere solo firmato dai due presidenti, chiunque essi siano a quel punto. Intanto la gente muore e scappa, come in tutte le guerre, ma onestamente dare la colpa tutta ad una parte mi sembra quantomeno parziale.

Come patetico mi sembra Biden (aridatece Trump…) quando dà del criminale di guerra al presidente russo: loro che da vent’anni perseguitano Julian Assange proprio perché con wikileaks aveva fatto emergere i crimini di guerra perpetrati in Afghanistan e in Iraq e lo spionaggio fatto contro i loro stessi alleati; e lo accusa di stare per usare l’arma chimica, loro che in Ucraina avevano impiantato laboratori proprio per lo sviluppo di armi chimiche e batteriologiche, dunque le conoscono bene… come dice il proverbio: chi prima la sente dal culo gli pende o per restare in tema, la gallina che canta ha fatto l’uovo.

La nostra “informazione” stigmatizza la crudele repressione dei dissidenti (in Russia). Ma scusate, in quale paese in guerra si tollerano dissenzienti? In Ucraina, tanto per dire, sono stati messi fuori legge i partiti “filorussi”, ovvero tutti i partiti di opposizione. Ci indigniamo per gli arresti in Russia, ma quando qua veniva bastonata la gente solo perché non voleva vaccinarsi abbiamo detto bah? La polizia ha bastonato persino gli studenti che protestavano per l’alternativa scuola –lavoro che ha causato la morte di un loro compagno, ma di che parliamo? Gli operai vengono bastonati in continuazione, e manifestano solo per i loro diritti. Di Genova ci siamo già dimenticati?

Il mio pesce rosso quando tornavo a casa mi riconosceva e saltava nella sua bolla per salutarmi: ma ormai la gente non ha più nemmeno la memoria di un pesce rosso, la storia non esiste più, esiste solo la melma maleodorante che gli viene propinata dai social e dai media a reti unificate. E allora sapete che vi dico: ve la meritereste una bella guerra nucleare. Io ho più di sessant’anni, per me, oramai… quello che dovevo fare l’ho fatto. Ah, ricordatevi di chiudere le finestre.

A presto, forse…

Anche se come bomba preferirei questa

Aria da neve

Stamattina, mentre andavo dal mio amico edicolante, sono stato sorpreso da qualche rado e pigro fiocchetto di neve. Il prezzo del gas è alle stelle e si è rifatto freddo: e ti pareva! Domenica l’organista, che ha una macchina a gas, mi ha detto che il prezzo in poco tempo è triplicato, raggiungendo quello della benzina; cosa confermata da mio fratello che da una vita viaggia con auto a metano, e fino a ieri ha risparmiato alla grande: ma ora a Civitanova Marche un distributore lo vende a 3,49 al metro cubo (record assoluto!); i concessionari sono tempestati da gente che vuole utilitarie a benzina, ma non si trovano più ed i prezzi comunque sono lievitati, altro che bonus. Ed inoltre per chi vuol ridare indietro l’auto a metano la valutazione è ridicola. Io me n’ero accorto dalla bolletta arrivata a mia suocera per i mesi di dicembre e gennaio: 961 euro invece dei soliti 600… mi ero allarmato, pensavo ad una perdita e mi sono fatto dare tutte le bollette dell’ultimo anno per controllarle, ci ho messo un bel po’ a capire quanto è il costo del gas, fanno di tutto per rendere la lettura difficile, ma alla fine ho capito che il consumo era rimasto uguale, ma il prezzo del gas è salito di più del 35%! E questo non è niente, la guerra non c’era ancora. Mio fratello mi ha anche detto che un suo amico, che ha una ditta artigiana di mobili, ha dovuto invitare gli operai a vestirsi pesante perché o spegne il riscaldamento o chiude la fabbrica. Il mio condominio è riscaldato dall’acqua calda che arriva dal termovalorizzatore; si risparmia un po’ ma non moltissimo, infatti il costo è indicizzato ai combustibili fossili (non è assurdo?) e quindi anche per noi ci sarà un bell’aumento, ma me ne accorgerò solo quando faremo l’assemblea di condominio, al prossimo Natale. A questo punto ho invitato i congiunti a smetterla di riciclare compulsivamente: bruciare perbacco, bruciare bisogna! Divideremo plastica e carta quando farà caldo, ma ora servono per scaldarsi.

Mia moglie, spaventata dai venti di guerra, mi ha scavalcato a sinistra nell’andare in cerca di sconti, ed ora ho la dispensa piena di pasta, fagioli, pelati e tonno: non starà pensando di manifestare fattivamente solidarietà ospitando una o due famiglie di profughi? Niente in contrario, per carità, ma non vorrei dover nascondere le mie copie di Delitto e Castigo o dei Fratelli Karamazov per non urtare qualche sensibilità. La scorta è grazie al fatto che in zona ha aperto un nuovo supermercato (l’ennesimo) e quindi gli altri hanno fatto a gara a proporre sconti. E così giriamo come pecoroni, la transumanza dei consumatori…

A proposito di condominio, siamo in ballo per cercare di ristrutturare l’edificio usufruendo del superbonus 110%. Sapete come la penso sui bonus, questo in particolare che doveva rilanciare l’edilizia ha creato una serie di speculazioni e truffe, ed il costo è duplicato se non triplicato, e prima che aumentassero le materie prime; comunque amici ad un certo punto ci siamo detti: e che siamo, i più fessi? E così ci proviamo. Non sembra una cosa facile comunque, gli appartamenti dovrebbero essere tutti a posto con il catasto, non aver fatto modifiche, ma non mi pare sia il caso nostro. In astratto però mi chiedo, dato che alla fine questi bonus li dà sì lo Stato ma i soldi non è che li crea per magia, li prende dalle tasse: ma è giusto che anche chi non ha casa paghi questa roba? Che poi la logica sarebbe quella del risparmio energetico per consumare meno e quindi inquinare meno: ma se ora si parla di riaprire le centrali a carbone, quanti cappotti bisogna fare alle case per andare in pari?

Ma magari, la butto là, pensare di smetterla di produrre bitcoin, non sarebbe già un bel risparmio? Leggevo che il consumo annuo di energia elettrica (in crescita) per produrli è pari a quello delle intere Filippine: ma non è una cosa folle?

Lo so che vi starete chiedendo come mai non parlo della guerra. La parrocchia di cui faccio parte sta organizzando una raccolta di medicinali e generi di prima necessità e partiranno dei pulmini per la Polonia; la Caritas veramente aveva detto di raccogliere soldi perché se tutti vanno là si accresce solo la confusione, ma il nostro parroco la pensa diversamente. Comunque può darsi che i pulmini tornino carichi di profughi: e se avesse ragione mia moglie a fare scorte di viveri?

Oggi sarebbe anche la festa della donna, auguri a tutte voi care amiche: per me è la vigilia dell’anniversario della segregazione lavorativa che dura ormai da due anni: c’è chi sta peggio, non lo nego, ma anche meglio. A presto!

L’Autore si dissocia da sé stesso

The End (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici, improvvisamente com’è venuta, dopo due anni giorno più giorno meno, la pandemia se ne è andata: non perché non ci siano più morti o ricoveri, ma solo perché è sparita dai giornali e dai TG. Era ora! Peccato che per essere accantonata sia stata necessaria una emergenza ancora più grande, perlomeno localmente, la guerra in Ucraina; e molto probabilmente, quando sarà finita questa, per sostituirla ci sarà bisogno almeno di un’invasione aliena.

La benzina (ma la guerra non c’entra, era aumentata già da prima) supera ormai stabilmente i 2 euro al litro; il nostro parlamento ha deciso che, per far fronte alla probabile anzi certa penuria di gas (e del resto se gli abbiamo bloccato i sistemi di pagamenti perché i russi dovrebbero darci il gas?) sarà possibile riaprire le centrali a carbone chiuse ed estrarre più gas. Stamattina, andando a far spesa e guardando la fila quotidiana di macchine in direzione centro città, direzione per fortuna contraria alla mia, mi sono sorpreso a dar ragione a Mussolini quando doveva riconoscere, dopo la quasi disfatta in Grecia,  che gli italiani nella prima guerra mondiale erano migliori, dato lo slancio con cui tanti si erano offerti volontari; ed ora in piccolo ripenso a come noi affrontammo quelle giornate di austerity nel ’73, quando gli arabi non ci davano più il petrolio: domeniche senza auto, spostamenti solo se necessari, che bellezza! E quindi posso tranquillamente affermare che gli italiani di 50 anni fa erano ben migliori di quelli di adesso, non disposti a lasciare la macchina nemmeno per fare 100 metri ma disposti a tutto pur di mantenere il proprio “stile di vita” consumista, chi se ne frega dell’ambiente, chi se ne frega se i prezzi vanno alle stelle, chi se ne frega se Greta piange.

Stamattina ho saputo di una donna, disoccupata, che non riuscendo ad aprire il conto corrente perché non è vaccinata e gli è impedito di accedere alla banca per le firme necessarie, non può riscuotere l’importo della disoccupazione. Ed ho anche pensato che gli ucraini, per i quali a parole sono tutti disposti ad immolarsi, fino a ieri dato che i vaccinati sono solo il 37% non li avremmo nemmeno fatti salire sui bus, per non parlare di lavorare. E pensare che da giugno i migliori hanno dichiarato guerra ad una parte della popolazione italiana, quando la vaccinazione da noi era già all’80%…  

Il migliore dei migliori ha però dichiarato che dal 31 marzo l’emergenza Covid finirà. Finiranno le restrizioni, finirà l’uso scriteriato e discriminante del green pass? Questo non si sa ancora. A me il green pass scade il 10 marzo, il 12 marzo dovrei andare a vedere Il berretto a Sonagli al Piccolo Teatro di Milano: fare la terza dose adesso mi pare assurdo, penso che salterò. Del resto sabato scorso ero stato a vedere “Heichmann” con Paolo Pierobon e Ottavia Piccolo, bravissimi attori ma che vi devo dire, sarà stato l’argomento saranno state le luci sarà stata la mascherina che faceva mancare il fiato (tra l’altro a teatro la capienza ammessa è del 100%, quindi si sta appiccicati come nell’era pre-Covid) mi sono addormentato più volte, e mi sono sorpreso ad un certo punto a parteggiare per Heichmann ed auspicare la soluzione finale per la rappresentazione ed i suoi interpreti.

Il TG ha messo l’elmetto, e tutte le sere parla solamente di Ucraina. Da parte mia spero solo, per gli ucraini, che la guerra finisca presto; la UE che di solito non riesce a mettersi d’accordo nemmeno per stabilire quanto latte debba contenere una tavoletta di cioccolato, ha stabilito di inviare mezzo miliardo di euro di aiuti militari. A me sembra difficile che si possa ottenere la pace inviando armi; mai come in questo momento ci si rende conto dei nani che reggono la politica europea, a partire dalla osannata Ursula Border Line, come la chiama mia suocera; sui nostri stendiamo un pietoso velo, a cominciare da Draghi che dimostra ogni giorno di più la sua inadeguatezza su argomenti che non siano economici. Torni a fare il banchiere… per non parlare del ministro degli Esperi per caso, Di Maio, che è uno di quelli, come li chiamava mio nonno, che non sa ne parlare ne star zitto. Aridatece Andreotti!

Amiche e amici, dichiaro che con questo pezzo le cronachette della quarta ondata sono esaurite; martedì abbiamo iniziato il corso di balli folcloristici baltici con gli anziani (l’età media comunque è sui cinquanta) con un’istruttrice molto simpatica e brava; da dieci giorni sono impegnato nella preparazione dei canti per il funerale della figlia della mia amica, di cui vi avevo parlato, morta a 36 anni per un melanoma aggressivo. Come capirete il morale non è al top; del resto siamo in quaresima, non per niente. A presto!

Si offre come negoziatrice

Ci voleva Lui! (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici, il periodo convulso non mi permette di essere presente come vorrei; il lavoro, avvicinandosi ormai il secondo anno di reclusione, diventa sempre più pesante da sopportare ed a stento la primavera incipiente riesce a sollevarmi il morale. Le avventure di Olena languono, anche perché la sera invece di mettermi a scrivere mi stravacco sul divano a guardare serie poliziesche scandinave, ma in mancanza di meglio anche Makari o L’amica geniale vanno bene. Tutto purché non ci sia da pensare!

Non sono comunque l’unico, mi pare di notare, che stia cedendo: tanti blogger hanno abbassato la saracinesca, forse perché alla fine gli argomenti sui quali si riciccia sono sempre gli stessi ed alla fine uno, diciamocelo francamente, si rompe le balle.

Mia madre e mia sorella come dicevo sono tornate negative, senza alcuna conseguenza; in compenso la regina d’Inghilterra è positiva, anche se in forma leggerissima (qualcuno credeva di togliersela di torno così? Illusi, quella seppellirà tutti!). Si era diffusa la notizia che la curassero con la famosa Ivermectina, al che mi sono chiesto, parafrasando quello che si diceva quando si veniva chiamati al servizio militare( “chi non è buono per il Re non è buono per la Regina”): perché quello che è buono per la regina non può essere buono anche per me? Ma la notizia è stata smentita, i dottoroni dicono che la medicina è buona sì, ma per sverminare gli animali, e anche se la Regina è decisamente un purosangue su di lei non avrebbe effetto alcuno.  Comunque la Gran Bretagna si appresta ad eliminare quasi tutte le restrizioni, noi siamo ancora al caro amico; a giudicare dalla gente che c’era in giro domenica sul lago mi pare che non se ne possa più di bavagli, divieti e tessere.  Adelante, con juicio, ma adelante, per la miseria!

La benzina è arrivata a 2 euro al litro: ricordo quando era ancora sotto le mille lire, e si temeva che raggiungesse la fatidica soglia come i penitenti attendevano la fine del mondo: mille e non più mille! Ora siamo arrivati oltre le quattromila, ma il valore reale degli stipendi negli ultimi anni invece di aumentare è diminuito. Che strano fenomeno, mentre invece quelli che sono aumentati sono i miliardari.

E passiamo al piatto del giorno: guerra! Purtroppo le diplomazie mondiali non hanno coinvolto l’unica persona che avrebbe potuto convincere Putin a non spianare l’Ucraina: lui, l’unico, immarcescibile, il quasi presidente della Repubblica Silvio Berlusconi! Quanti bei ricordi avrebbero condiviso insieme. E sicuramente, da uomini di mondo, avrebbero trovato un punto d’intesa. Cosa può avere Putin in comune con il triste Biden, a parte qualche migliaio di bombe atomiche? O con, Dio ce ne scampi, Macron, il geniale inventore del green pass? Ora si sente parlare di sanzioni (richieste a gran voce dai paesi dell’est, e mi chiedo per quale motivo dovremmo dar retta a questi signori quando loro ogni volta che gli si chiede qualcosa, ad esempio sull’immigrazione, si rifiutano persino di parlarne) che andrebbero più che a danno della Russia a danno nostro e a vantaggio dell’America, che ci vuol costringere a comprare il proprio gas liquefatto, da portare qua con enormi navi cisterna dopo migliaia di chilometri in mare e da rigassificare in enormi impianti. Poi parlano di conversione ecologica, mettono il bonus 110% per il risparmio energetico o il bonus idrico per la riduzione della plastica; ma quanto saranno ipocriti? E noi, che accettiamo tutto, quanto saremo fessi?

 A proposito di bonus idrico: la piattaforma è stata finalmente attivata, il 17 febbraio. Praticamente da quando si riusciva a collegarsi c’era mezz’ora di tempo per inserire i dati: io ci sono riuscito, ma non sono proprio sicuro di averla compilata giusta, quindi se me la accoglieranno lo saprò solo alla fine del periodo stabilito per le richieste, almeno credo.

Stasera balli popolari, con visione finale di uno spezzone di balli bretoni: mi sento un po’ Fantozzi con la corazzata Kotemkin, speriamo non sia una cagata pazzesca… a presto!

Bei tempi eh Silvio?

Altizzo! (Cronachette della quarta ondata)

Ieri sera ho riso di gusto alla visione dell’Eredità, il programma condotto da fra Flavio Insinna, che svolge peraltro una funzione educativa perché ad ogni puntata propone una domanda di catechismo alla quale ben pochi sono in grado di rispondere  denotando una sorprendente  ignoranza in materia religiosa in un paese che si professa cattolico nella quasi totalità; ma questo non c’entra con il contenuto della domanda, che era “titolo attribuito ai reali” e la simpatica concorrente, quando ormai le lettere apparse erano ALT_ZZ_ ha risposto ALTIZZO suscitando un moto di ilarità poco rispettoso negli astanti e nei telespettatori. Che poi, a dire la verità, considerando la statura sia fisica che storica dei nostri reali, anche solo a prendere a riferimento il secolo scorso, Altizzo sarebbe senz’altro più adatto di Altezza.

Ma altizzo ero sicuramente io ieri, dopo il pranzo in un ristorante vicino casa; era da un anno che dovevamo andare, ovvero da quando avevamo regalato a mio cognato, per il suo compleanno, due buoni degustazione, comprendenti antipasti misti (compresi nervetti e polenta vuncia!), tre primi, tre secondi, dolce acqua vino caffè e ammazzacaffè e finalmente si è deciso, ora che la pandemia fa meno paura, e dato che sarebbe stato un peccato lasciarli soli a degustare, e approfittando del San Valentino imminente, ci siamo aggregati ed abbiamo degustato anche noi. A loro volta ai nostri due figli maschi è sembrato brutto lasciarci soli, e così sono venuti anche loro, quando paga papà è sempre un peccato non approfittare ed è bene che i giovani imparino che ogni lasciata è persa.

Veramente mio figlio ha rischiato di saltare, perché sabato si è accorto che il green pass gli era scaduto il giorno prima; si era vaccinato in agosto e la durata normale sarebbe dovuta essere di nove mesi, ma i migliori l’hanno ridotta a sei mesi. Poiché non basta più il tampone per andare al ristorante, si è subito attivato per farsi la terza dose: è andato sul sito della regione Lombardia per vedere se fosse possibile prenotare un posto al volo, e si è trovato di fronte una delle tante assurdità, ovvero non ha potuto prenotare ma ha prenotato la prenotazione! Cioè nel giro di due giorno gli diranno se potrà prenotare. Allora, dato che l’hub vaccinale ce l’abbiamo a cento metri da casa, siamo andati direttamente là: non c’era nessuno in attesa, e nel giro di un quarto d’ora è uscito col suo booster. Devo dire che lui, a differenza di me, è convinto sui vaccini e quindi la terza dose l’avrebbe fatta comunque; io sono sempre in apprensione, spero abbia ragione lui.

A proposito dei vaccini sembra che i virologi abbiano fatto un passo indietro, adesso ad imbonire il pubblico mandano il direttore dell’Aifa, tal Magrini (il cognome mi è familiare), che sembra pronto a mettere le mani sul fuoco sulla sicurezza dei vaccini per i bambini dai cinque anni in su. Anche diversi attori e sportivi si stanno prestando a degli spot per incitare i genitori a vaccinare i bambini che come si sta vedendo, anche se si contagiano a decine di migliaia, si prendono al più un raffreddore: io continuo a considerare una sollecitazione del genere criminale, e anche in questo caso spero che il tempo non mi dia ragione.

Nel frattempo mia madre è negativa; mia sorella ne sta uscendo con pochi danni, un po’ di febbre e mal di gola, ed essendo lei invece convintamente avversa a questa vaccinazione, potrà fare come mia nonna paterna che, quando i partigiani volevano raparla come collaborazionista solo perché era cuoca alle colonie fasciste (e moglie e sorella di due convinti fascisti, ma chi non lo era?) e fu salvata dall’intercessione di persone del paese che la conoscevano, quando i partigiani la rilasciarono si girò e, facendo il gesto dell’ombrello, li apostrofò con un “ve la sete pijata in der culo!”

E lo farà a ragion veduto, perché da domani avendo più di cinquant’anni e non essendo vaccinata non avrebbe potuto più entrare al lavoro: io penso che sia un’infamia impedire di lavorare a gente sana che non ha fatto niente di male, ma sentivo oggi il ministro Speranza rivendicarla con orgoglio (“il governo è stato coraggioso”, ha detto) quindi avrà ragione lui. O meglio, se ha ragione lo vedremo alle prossime elezioni, io prevedo che spariranno sia lui che il suo partito, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Anche perché come ministro della salute ne avrebbe di cose da fare: solo per dire quello che succede qua intorno, i medici generici stanno sparendo; l’ospedale costruito nuovo da pochi anni non regge già più (ma si sapeva, ed era fatto apposta: sulla vecchia area si voleva fare una speculazione immobiliare, sul nuovo i posti letto sono stati tagliati per favorire i privati, il pronto soccorso _ che deve far fronte anche alle carenze altrui _ è inadeguato e già stanno parlando di un progetto di ampliamento, con altri milioni da spendere). Qualche giorno fa le cronache hanno riportato la triste notizia di un bambino di due anni morto di Covid: nossignore, il bambino è morto di malasanità, perché in tutta la Calabria non c’è un reparto di terapia intensiva pediatrica, ed il bambino dopo un paio di tappe è stato trasportato al Bambin Gesù di Roma, quando ormai era troppo tardi. E non vale dire che ora la sanità è regionale (grande stupidaggine permessa dalla demenziale riforma dell’art.5 della Costituzione promossa da quel genio del suo allora compagno di partito Massimo D’Alema, che con questa voleva contrastare l’affermarsi della Lega: infatti si è visto…): allora che vogliamo fare, stare a guardare mentre le cose vanno in malora?

Comunque, visto che la pandemia sta allentando la morsa e quindi a breve abbandonerò questa rubrichetta, bisogna trovare nuovi modi per tenerci soggiogati e in ansia: ed ecco preannunciata la nuova variante, ma soprattutto l’aspettativa della guerra alle porte. Gli americani continuano a dire che l’invasione ci sarà ed è imminente, ed a forza di gridare al lupo al lupo qualcosa finirà per succedere; nel frattempo grandi affaroni per i venditori di armi e per i petrolieri, che hanno visto il prezzo del barile schizzare di nuovo alle stelle. Cosa in tutto questo ci guadagneranno gli ucraini è arduo da capire.   

Amiche e amici innamorati, festeggiate bene, mi raccomando. Non fiori, ma opere di bene. A presto!  

Al lupo, al lupo!