Cronachette dell’anno nuovo (15)

In questi giorni ho ripensato alle lezioni di disegno delle medie, materia nella quale ero e sono rimasto un somaro (non certo l’unica), durante le quali la professoressa si sforzava di insegnarci a mescolare i colori primari per ottenere quelli secondari: con il blu ed il giallo si ottiene il verde, con rosso e giallo l’arancione, che colore bisognerà aggiungere per ottenere l’arancione rafforzato?

No, perché da ieri è proprio questo il colore che caratterizza queste parti, diciamo un arancio tendente al marrone: così ha stabilito un editto del presidente della Regione, appena il giorno dopo che dal giallo eravamo passati all’arancione, e pensare che quello era lo stesso che richiedeva a gran voce certezze sulle tempistiche dal governo nazionale (precedente). Gli effetti pratici sono che rimarranno chiuse tutte le scuole, tranne le materne; martedì mattina ho incontrato sulle scale una condomina, madre di due figli piccoli, che si chiedeva come fosse possibile, e a chi diavolo avrebbe potuto lasciare i figli dato che è sola e deve andare a lavorare. Anche perché i migliori si sono dimenticati di rifinanziare il congedo parentale, ma la compunta Gelmini ha assicurato che lo faranno con il prossimo decreto ristori: intanto, che ci si arrangi.

Anche Bertolaso, il jolly che ogni tanto salta fuori da qualche manica (destra), ci ha tenuto a dire la sua e cioè che l’Italia sta marciando a grandi balzi verso la zona rossa. Potrebbe anche essere vero, ma questi non erano gli stessi che strillavano contro allarmismi e addirittura clima di terrore?

Una buona notizia però c’è, e devo ringraziare una volta tanto Salvini e Berlusconi che stanno premendo per seguire le orme di San Marino e acquistare il vaccino russo Sputnik V, dato che gli altri ce li danno con il contagocce. Non se ne hanno abbastanza notizie? Non è testato adeguatamente? Ma perché, gli altri lo sono? E comunque, chi se ne frega! Datemi lo Sputnik, mi offro volontario! Che potrà succedermi, al limite finalmente imparerò il russo…

Sono cambiati i vertici della Protezione Civile ed il Commissario straordinario: buon lavoro ai nuovi, e ringraziamenti a chi ha dovuto affrontare un anno difficilissimo, commettendo magari qualche errore, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra: ci siamo dimenticati di quando non si trovava una mascherina nemmeno a pagarla a peso d’oro, e quando negli ospedali mancavano i respiratori polmonari e la gente (tra cui un mio amico) si ingegnava a stampare in 3D bocchettoni doppi per collegare due pazienti ad una macchina? E le diatribe per imporre il prezzo calmierato di 50 centesimi sulle mascherine, con i farmacisti sulle barricate? Se almeno questo è stato superato qualche merito agli uscenti bisognerà riconoscerglielo, io credo.

E’ iniziato il festival di Sanremo, la 71° edizione, presentata da Amadeus con Fiorello battitore libero (divertentissima la pubblicità), edizione senza pubblico e senza aficionados per le strade ad aspettare le “star”… lo so, per qualcuno è un rito stantìo da abolire, ma è pur sempre un pezzo di costume di questo paese; finora della gara ho sentito poco, distratto da altre occupazioni, ma ho visto gli ospiti, Laura Pausini che ha cantato “Io sì”, brano scritto per il recente film di Sofia Loren, La vita davanti a sé  (che ho visto su Netflix, e l’attrice è stata bravissima), i Volo che hanno cantato un brano di Ennio Morricone, con l’orchestra diretta dal figlio del grande compositore con uno stile tutto suo, ed infine Elodie che ha proposto un medley di pezzi sanremesi famosi e, oltre ad avere una bella voce, è anche un bel vedere. Ho visto anche Ibrahimovic, che ha recitato sé stesso. Che ci volete fare, sono decisamente nazionalpopolare, così tanto che mi piacerebbe vincesse Orietta Berti, che si ripresenta in gara dopo quasi trent’anni, Oriettona della quale è uscita da qualche mese la biografia, che mi stuzzica e incuriosisce: Tra bandiere rosse e acquasantiere, deve essere proprio una bella storia.

I colleghi di Roma mi hanno detto che sta girando la voce di un rientro in ufficio, scaglionato a partire dal primo maggio. Fosse vero! Ci sono molti a cui il telelavoro piace ma come sapete non sono tra questi. Sono abbastanza convinto che, nonostante adesso faccia comodo spingerlo, alla lunga verrà ridimensionato per motivi sia di produttività che soprattutto di consumi. Pensiamo a tutta l’economia che gira intorno ai pendolari di una città come Milano…

Comunque staremo a vedere, amiche e amici; la primavera è alle porte, e con essa può darsi che riusciremo a tornare a visitare qualche museo, che anche il cervello bisogna rimetterlo in moto. A presto!

Cronachette dell’anno nuovo (14)

Amiche e amici, da queste parti da oggi siamo tornati in zona arancione, per ora arancione-arancione e non arancione scuro o arancione rafforzato, quante altre sfumature di arancione saranno ancora possibili prima di arrivare al rosso? Sembra quando da piccoli si faceva la conta per il nascondino, uno, due, due e un quarto, due e mezzo, due e tre quarti, due tre quarti e un quarto, due tre quarti e mezzo…

Durante il weekend ci sono stati assembramenti un po’ in tutta Italia, con casi clamorosi come quello di Milano, con la festa sui Navigli con tanto di disc-jockey. Qua per cercare di limitare i danni si è stabilito un senso unico pedonale; se non ricordo male mi era capitato di imbattermene in uno durante un Carnevale a Venezia parecchi anni fa, ma lì lo scopo era quello di non far finire i turisti dentro i canali.

Io me ne sono ben guardato dal tuffarmi nella massa; dopo le faccende del sabato mattina e dopo una ronfatina sul divano ho fatto una passeggiata che mi ha portato fino ad un concessionario Piaggio dove ho chiesto informazioni per un’Ape. E’ così carina che me la sarei comprata seduta stante per me medesimo, ricordo che con la versione calessino un simpatico tassista abusivo ci aveva portati qualche anno fa, a Palermo,  dal palazzo dei Normanni fin su al Monte Pellegrino, da Santa Rosalia. Avrei voglia di tornare, tra l’altro ci sono belle offerte con la GNV (Grandi Navi Veloci), che permettono di disdire senza rimettere niente fino a quattro giorni prima dalla partenza. Si, ma se poi rimaniamo bloccati in Sicilia? Oddio, non sarebbe poi una grande tragedia, a pensarci bene… o forse sarebbe meglio andare in Sardegna? Lì sono tornati zona bianca, ma anche l’anno scorso prima delle vacanze erano quasi immuni, poi ci hanno pensato i turisti fresconi del Billionaire (e le scelte sciagurate della giunta regionale) ad impestare tutti.

Domenica invece consueto pranzo dalla suocera; mia suocera, l’ho già detto, non è mai stata una gran cuoca però la cassoeula la faceva bene, adesso però non mangia più carne (non perché si sia convertita al veganesimo, ma perché sembra che la carne le crei dei disturbi ai nervi dei piedi, chi può contraddirla) e si astiene anche dal cucinarla. Quindi per non farle torto il giorno prima ce la siamo ordinata da un buon ristorante della zona, tra l’altro premiato da Alessandro Borghese per quello che vale, e ce ne siamo fatti portare a casa tre porzioni, così abbondanti che una è ancora in frigo. Con polenta, ovviamente. Nemmeno tanto cara, 13€ a porzione, più 3€ per il trasporto. Era particolarmente buona, un po’ perché era molto che non la mangiavamo, e soprattutto perché quest’anno le verze hanno “preso il gelo”, che lo dico per i profani aiuta a tenere imprigionate tutte le notevoli qualità antiossidanti di questa verdura.  Certo, un tempo le cotenne non sarebbero state così sgrassate e io avrei gradito un paio di salsiccette ma mi dicono che così non sarebbe stata filologica. Fatta questa scorpacciata sabato sera, domenica siamo rimasti leggeri: lasagne vegetariane (di zucchine) e due tipi di arrosto, uno ripieno di carciofi e uno di funghi. Più patate al forno ed ovviamente alla fine torta, lo so, è uno strano concetto di stare leggeri e di quaresima, ma quest’anno siamo più sul “chi vuol esser lieto sia” piuttosto che sul penitenziagite.

A proposito di cotenne e scotennamenti, mentre era in corso la partita a carte dalla quale rifuggo, facendo zapping mi sono imbattuto su Rete4 in un western del 1966: Hondo e gli Apaches, che ho goduto come un bambino, ripensando a quell’unica volta che mio padre mi aveva portato al cinema, e dopo cinque minuti si era addormentato russando…

Vogliamo dire due paroline sul governo dei migliori? Ma anche no, giusto? Anche perché finora, a parte l’abbuffata di sottosegretari capaci e meritevoli (), ha fatto le stesse identiche cose che avrebbe fatto l’altro, con la differenza che ora non si lamenta più nessuno. Immagino se questo DPCM l’avesse promulgato Conte: incapaci, uccidono il paese, categorie in subbuglio, libertà libertà! La Lega ha ripreso il centro della scena (grazie, Renzi!) e occupa tutti gli spazi, di lotta e di governo. Geniale un comico che ho visto ieri su Quelli che aspettano il calcio, che ha proposto un Salvini con la sciarpa nerazzurra: dato che ha cambiato idea su tutto, perché no anche sulla squadra di calcio?

Fuori c’è un bel sole, anche se la temperatura si è abbassata (direi giustamente); ho dei problemi di concentrazione, forse sarà perché il primo contratto dell’anno è già scaduto, ed il prossimo sarà solo per un mese, e lo firmeremo probabilmente quando il mese sarà finito… è il lavoro 2.0, nervi saldi e keep calm. Basta la salute!

Cin cin coronavirus

Amiche e amici, ridendo e scherzando (si fa per dire) è passato un anno da quando il virus è arrivato in Italia, mentre stavamo alla finestra a guardare come se la cavavano i cinesi e in tv passavano immagini di crocieristi in quarantena; giusto domenica, passeggiando con due coppie di amici per sentieri poco battuti ricordavamo che, esattamente un anno prima, il 21 febbraio, eravamo stati insieme a Milano al Piccolo Teatro, e già allora un po’ scherzando ci chiedevamo chissà , se si sarebbe potuto  assistere alle recite successive previste in abbonamento: ce ne avanzavano ancora due, erano le più divertenti, e sono ancora lì nella tessera… c’era preoccupazione ma non ancora del tutto la consapevolezza del pericolo e di quello che ci sarebbe capitato addosso. Tant’è che una decina di giorni dopo con una compagnia di una dozzina di amici andammo a Novara a vedere una mostra e poi al ristorante a mangiare la paniscia… e la sera stessa tutta la Lombardia (e Novara!) furono dichiarate zona rossa (non per colpa nostra, spero…).

Una vaga inquietudine pervadeva un po’ tutti, non si era ancora preso “coscienza”, o più che altro si voleva esorcizzare l’idea che quanto stava succedendo dall’altra parte del mondo potesse succedere anche qua. Sentii l’esigenza, quasi incredulo, di fissare in un piccolo diario quello che mi stava succedendo, e di riflesso quello che mi succedeva intorno; iniziai così a scrivere la Vita quotidiana al tempo del coronavirus, un’impresa che ho portato avanti per cento giorni consecutivi, dal 24 febbraio al 2 giugno; a cui poi sono seguite le Cronachette della fase tre, con una cadenza meno regolare, e quando sembrava che il peggio fosse passato mi sono anche permesso il lusso di una breve vacanza immortalata in Turisti per caso al tempo del coronavirus; finché la situazione, dopo l’estate e come del resto era immaginabile, è peggiorata e ci siamo ritrovati peggio di marzo con la seconda ondata, e ho raccontato quanto (mi, ma anche ci) stava succedendo in Cronachette dalla zona rossa; finché io stesso mi sono contagiato, non ho ancora capito come e mai lo saprò, e l’ho raccontato in vari pezzi raccolti attorno alle Cronachette dall’isolamento; e finalmente, superato il virus con pochi danni (apparenti), ho dovuto ricominciare con le Cronachette dell’anno nuovo. Potrebbe bastare, no?

E’ stato un anno difficile, complicato, ho perso degli affetti cari, nessuno di Covid perché non si muore solo di pandemia; un anno dove le attività si sono rarefatte, le relazioni allentate e a volte isterilite, perché c’è un bel dire ma un conto sono le cuffiette e le telecamere, ed un altro una bella chiacchierata davanti alla macchinetta del caffè, o al tavolo di un bar con una bella birra davanti…

Poco prima che scoppiasse il pandemonio, con un tempismo perfetto, avevamo prenotato il volo per Valencia; quando fu chiaro che sarebbe stato impossibile andare ci siamo fatti convertire i biglietti in un voucher, dicendoci: “vuoi che tra un anno non si possa viaggiare? Saremmo messi proprio male…” ed eccoci qua, messi effettivamente maluccio, ed alla fine ci siamo fatti rimborsare il voucher in soldi, perché fino al 2022 sarà ben difficile andare.

Un anno dove si sono affrontate posizioni diverse sulla pandemia, con conseguenti strategie diverse di contrasto (o di non-contrasto); si passava dal lockdown totale della Cina al totale negazionismo; in Italia il governo Conte nella situazione data e cioè una sanità pubblica indebolita da anni di tagli e competenze divise con Regioni-satrapie, a mio avviso ha fatto abbastanza bene ma questa è ovviamente una mia opinione. Se non altro ha sempre cercato di buttare un occhio a chi stava peggio, con il reddito di emergenza, la tutela dalla disoccupazione, i ristori. Ma ora ci sono i migliori e, lo dice la parola stessa, faranno senz’altro meglio.

Il virus ha monopolizzato i discorsi, i pensieri, e radicalizzato le posizioni; mi è capitato di cercare di ragionare se, dopo un anno, non fosse un accanimento insistere nell’isolamento, e mi sono beccato del negazionista; oppure se, nel caso si fosse stati costretti a scegliere, fosse giusto sacrificare i più anziani a favore dei più giovani (quando peraltro protocolli del genere erano già stati preparati in Svizzera) e mi sono beccato del nazista; del retrogrado contrario al progresso per non partecipare alla magnificazione del telelavoro anzi nel rifiutare l’idea stessa del lavoro segregato (è tanto comodo! Di che ti lamenti?); da complice di un sistema politico sostanzialmente illegale, quasi fascista, solo per il fatto di andare nonostante tutto a votare, peraltro in ampia compagnia; da succube della propaganda di Salvini per ostinarmi a non riconoscere i meriti storici del governo Monti, tirato in ballo a proposito di salvatori della patria; del disadattato per non rassegnarmi ai comportamenti e stili di vita richiesti dal momento; da succubo della propaganda grillina per preferire il governo Conte pur con le sue magagne  a quello dei “capaci e meritevoli”  con tutti dentro appassionatamente. Che poi tutto sommato potrebbe anche essere tutto vero, e molto altro ancora, giacché quello che siamo nel blog è solo una parte di quello che siamo, se lo siamo, e la comunicazione scritta è solo una parte della comunicazione, come del resto anche quella orale, mancando di tutto quello che è il “linguaggio del corpo”.

Mi è tornata in mente a proposito una riunione di condominio di qualche anno fa, quando un anziano condomino alla mia contrarietà nel fare i parcheggi come proponeva lui, mi apostrofò con un: “pensavo fossi una persona intelligente”… Intelligente a chi? Uè, non offendiamo, eh!

Magari l’anno prossimo tutto questo sarà un ricordo e chissà, potrò anche tornare a lavorare in ufficio. Me lo auguro, intanto per domani sera ho ordinato la cassoeula, veramente saremmo in quaresima e sarebbe bene astenersi dalla carne, ma di penitenza mi pare che ne stiamo facendo abbastanza…    

Astenersi dalla carne, please
Svengard il norreno in azione di salvataggio

Cronachette dell’anno nuovo (13)

In attesa che il governo dei migliori metta in sicurezza il paese (tradotto: si spartisca i 209 miliardi dell’Europa _ che poi se ci si pensa una parte è nostra, una parte bisognerà restituirla e quella effettivamente a fondo perduto l’abbiamo già abbondantemente ipotecata _) anche San Valentino è passato. Me la sono cavata con rose rosse e cioccolatini, in altri tempi si sarebbe fatto bisboccia in qualche locale con qualche coppia di amici, ma ora i ristoranti sono chiusi e diverse coppie sono scoppiate, l’ultima il mese scorso, perché stranamente si continua a morire anche non di Covid.

Oggi il giornale locale apre con la folla che si è riversata ieri sul lago, complice la giornata di sole: ormai non fa più meraviglia e a mio avviso non si tratta nemmeno di incoscienza, è che appena si può la gente esce perché ormai semplicemente con ce la fa più  a stare tappata in casa. Probabilmente l’avrei fatto anch’io se non avessi avuto l’appuntamento settimanale dalla suocera…

In settimana sono andato a vedere un’ automobilina di quelle che si guidano senza patente, avete presente? Per la nostra amica nigeriana che va al lavoro in motorino ma anche lei inizia ad avere un’età, e questa potrebbe essere una soluzione per prendere meno freddo. Mi sono spaventato: avete idea di quanto costano? La versione base di quella che a detta di esperti è la marca migliore, 12 mila euro! E della sottomarca,  9.000! A me sembrano cifre da fuori di testa, probabilmente se ne approfittano perché queste macchinette vanno molto tra i ragazzini, prima che abbiano l’età per la patente (diversi genitori preferiscono comprare queste ai propri pargoletti invece del motorino reputato più pericoloso. Esisterebbero anche le biciclette ed i bus, a essere pignoli, ma ognuno è libero purtroppo di viziare i figli come vuole) . E non si trova nemmeno l’usato, il venditore me ne ha proposta una a 7.500 euro! Allora ho deciso che andrò a vedere una bella Ape Piaggio, qualche tempo fa al mio paese andava molto di moda tra i ragazzini, anche quella non la regaleranno ma spero abbia un prezzo ragionevole.

A proposito del governo con la maggioranza più ampia del dopoguerra, quasi una camera dei fasci e corporazioni, gli ingressi dei ministri di Forza Italia sanno tanto di deja vù (grazie Renzi!), spero però che non riprendano le cosiddette satire sulla statura di Brunetta:  l’uomo va valutato per quel che fa e non per quel che è, così come la donna peraltro. Per essere stronzi tra l’altro non occorre essere alti, mi pare.

I benzinai segnalano un effetto collaterale del cashback: tanti automobilisti, evidentemente con del tempo da perdere, spezzettano il pieno in tante operazioni in modo da avere sulla carta più pagamenti e quindi accedere allo sconto che viene dato solo a chi effettua almeno 50 operazioni nel semestre; oppure, ma qui ci vogliono dei professionisti, addirittura a concorrere al superbonus che va ai centomila che in sei mesi fanno più operazioni. La cosa sarebbe folcloristica se non fosse per il fatto che ogni operazione ai gestori costa, per commissioni da pagare: e forse la cosa che si sarebbe dovuta fare, prima di far partire questo esperimento, è quella di togliere le commissioni agli esercenti, almeno sotto un certo importo…

Ma del senno di poi sono piene le fosse, e forse Draghi dovrà mettere in sicurezza anche le pompe dei benzinai, oltre le piste da sci ed i ristoranti; a proposito di ristoranti ne ho trovato uno, molto buono, che propone la casseuola da asporto, ed a breve ne approfitterò.

Stasera no, perché ho già pronta una bella pentola di trippa con i fagioli; è meglio che la metta in sicurezza, prima che qualcuno ci metta sopra le mani…

Un gradito ritorno

Cronachette dell’anno nuovo (11)

Cielo grigio su, foglie gialle giù, cantavano i Dik Dik in Sognando la California negli anni ’60, ora ci accontenteremmo di molto meno, come ad esempio un weekend a Cervia o Milano Marittima, o perfino a Sottomarina, a camminare lungo la spiaggia senza scarpe e senza mascherina.

A proposito di mascherine, nel weekend peraltro come dicevo grigio e piovoso ci sono state diverse multe a gente che girava senza mascherina e a qualche ristorante che, appena riaperto, ha stipato più clienti del consentito. Ad essere onesti mi pare che anche in chiesa ieri ci fosse più gente del lecito, ma era la festa patronale ed i fedeli sono stati attirati dalla ricorrenza. La Santa in questione è Santa Brigida, non quella di Svezia patrona d’Europa ma bensì quella d’Irlanda: una figura a cavallo tra mito e realtà, di cerniera tra la fine del paganesimo e l’avvento del cristianesimo in Irlanda, in quel V secolo dove Patrizio convertiva la popolazione. Brigida fondò un convento e secondo la tradizione operò diversi miracoli, quello più famoso sull’esempio di quello di Gesù alle Nozze di Caana è la trasformazione dell’acqua in birra, ma in Irlanda le vigne scarseggiavano… l’anno scorso c’erano diverse bancarelle che vendevano prodotti tipici, quest’anno a causa del Covid si è potuto solo vendere delle specie di maritozzi vuoti qui chiamati navicelle e soprattutto la birra di cui c’è stata grande richiesta, non sarà miracolosa ma aiuta a superare questi momenti difficili. Personalmente non l’ho ancora assaggiata, ma mi dicono sia molto buona.

Per i miracoli comunque siamo attrezzati, l’Uomo della Provvidenza è al lavoro e sembra che nel giro di qualche settimana ci libererà dalla pestilenza, basterà avvicinarsi e toccare il sacro manto; i ciechi parleranno ed i sordi vedranno, sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno, ma questo solo per pochi (i soliti).

Dato che difficilmente riuscirò a godere del voucher che l’anno scorso mi sono fatto dare da Ryanair, ho richiesto il rimborso; assicurano di prendere in carico la richiesta entro una settimana e di rimborsare sullo stesso mezzo di pagamento usato: peccato che la mia ricaricabile sia nel frattempo scaduta, me la vedo brutta. Spero mi lascino almeno il voucher, ma mi toccherà fare il pendolare per Palermo per smaltirlo prima che scada…

Se avete un euro da investire, in un paesino della Val d’Aosta sono in vendita case; l’iniziativa è lodevole, mi pare sia stata adottata anche in località interne della Sicilia e Calabria, e cioè in pratica si regala una casa in cambio dell’impegno ad abitare nel paese per un tot di tempo e magari di impiantare una qualche attività economica, da qualche parte hanno riconosciuto anche un bonus pecuniario. In tempi di lavoro a distanza può essere un’idea, per chi è amante della natura e magari vuol evitare i propri simili.

L’alto rappresentante della politica estera della UE è andato a sfruculiare la Russia per il trattamento riservato a Navalny e i suoi sostenitori, minacciando chissa ché. Adesso mi aspetto che si faccia anche un giretto in Turchia, in Egitto, in India, magari in Birmania (dove molta gente adesso protesta giustamente per il colpo di stato, anche se non protestavano molto quando gli stessi militari mazzolavano i Rohingya), o perché no negli Usa per chiedere conto del trattamento che hanno intenzione di riservare ad Assange nel caso in cui dovessero ottenere l’estradizione. Se i “diritti umani” sono a senso unico, sono pura ipocrisia.

Ma, amiche e amici, oggi splende un bel sole, dunque possiamo anche fare a meno di preoccuparci di quello che succede per il mondo che tanto possiamo farci poco, e poi c’è chi ci pensa per noi e meglio di noi, di me sicuramente. Come diceva ieri uno dei personaggi della serie Tv Mina Settembre, la vita è un morso; un amico di mio padre, quasi centenario, diceva la vita è un soffio, anzi “un ciuffiu”, il concetto è lo stesso.  Enjoy!

La birra rossa può avere questi effetti, in effetti.

Cronachette dell’anno nuovo (10)

Oggi sono tornato alla Coop, ero in crisi di astinenza da scaffali e prodotti in offerta; in realtà avrei dovuto prendere solo due cosette ma alla fine ho trabordato dalla lista fatta. C’erano degli spiedini messicani invitantissimi, come facevo a rinunciarci? In realtà era tutta una scusa per provare la lotteria degli scontrini, che è partita dal primo febbraio e la cui prima estrazione ci sarà a metà marzo; penso lo sappiate tutti, comunque registrando il codice fiscale sul sito lotteriadegliscontrini.it si riceve un codice, anche in formato a barre, e quando si paga con una carta di credito bisogna comunicarlo alla cassiera. Pensavo che l’operazione fosse molto più macchinosa, immaginavo la cassiera perder tempo a digitare il codicillo, invece lo ha passato sul lettore e in un attimo ho avuto il mio scontrino con il numero del biglietto. I supermercati ovviamente si sono attrezzati, ma leggevo l’altro giorno una dichiarazione del presidente di Confesercenti della provincia che diceva che secondo lui sarà un flop, perché appena la metà dei negozi si sono attrezzati, e forse nemmeno. Quindi, come anche per il cashback, saranno i più grandi ad attrezzarsi e attirare così nuova clientela: se devo spendere, tanto vale che vada in un posto dove ho la probabilità di riavere indietro qualche euro…

I vaccini per il Covid latitano, in compenso sono arrivati i vaccini anti-influenzali, adesso che non servono più. Il giornale locale titola che se ne butteranno circa 12.000 dosi, al modico costo di 15 euro l’una, ringraziamo la solerzia della regione Lombardia. Adesso hanno ritirato in ballo anche Bertolaso, ci mancava solo lui.

La poltrona non è ancora arrivata, ma mi sono ricordato di una cosa detta dalla commessa che mi aveva colpito: che loro non possono lamentarsi , perché solo nella settimana scorsa aveva venduto dodici poltrone, tutte a gente che è a casa in telelavoro. Bei tempi quando era il datore di lavoro a sobbarcarsi l’onere di attrezzare il posto di lavoro…

Mentre andavo alla Coop alla radio è passato il pensiero di don Mazzi a radio 102,5, anche questo mi ha molto colpito: non aggiungete la malinconia, ha detto… e ho ripensato alla omelia di domenica scorsa del nostro prete, quando invitava a far attenzionea non cadere nell’accidia, male di questo momento. Tra accidia depressione e malinconia credo ci sia una relazione, anche se non sono uno psicologo, e purtroppo ogni tanto ne registro qualche sintomo, anche se tento di combatterlo.

Sinceramente il momento non è dei più stimolanti, anzi è proprio da far cascare le braccia; prendiamo ad esempio la situazione politica, dove qualcuno ha paragonato Draghi a Monti osannandolo come nuovo salvatore della patria: peccato che, anche ammesso che Monti abbia salvato qualcosa, stavolta non c’è da salvare proprio niente ma da mettere le mani sui miliardi del Recovery Fund, miliardi peraltro ottenuti grazie al lavoro del governo Conte-bis. Mi chiedo come Draghi e Monti possano essere la soluzione quando sono parte del problema, ovvero sono rappresentanti autorevoli di un sistema di sviluppo iniquo. Di Monti poi, che per qualcuno è stato il miglior presidente del Consiglio nella storia dell’Universo, penso tutto il male possibile. Ha per caso tassato i patrimoni, è andato a prendere i soldi alle multinazionali, ha almeno alzato una aliquota ai milionari? Col cavolo, è andato come al solito a bastonare i poveracci, ci sono esodati che ancora piangono le gesta del suo ministro piangente.  Quindi per favore non mi si venga a parlare di salvatori della patria, anche perché a causa dell’accidia non avrei nemmeno voglia di polemizzare.

Amiche e amici, per tirarmi su andrò a sentire Malinconoia di Marco Masini; anche perché prima di scrivere ho telefonato ad un collega della mia età ma già in pensione, beato nella sua campagna…

Cronachette dell’anno nuovo (9)

Amiche e amici, in attesa che si formi il governo dei meritevoli e capaci auspicato col consueto savoir faire dal guappetto toscano, che in pratica significa dare degli incapaci e raccomandati a chi c’era prima, siamo tornati in zona gialla; personalmente la differenza è poco apprezzabile se non per l’uscita da casa senza autocertificazione, per il resto l’unico sconfinamento territoriale ed alle regole consiste nel pranzo domenicale dalla suocera, tutta vita.

Sabato scorso sono andato finalmente a comprarmi una poltroncina da ufficio. Quella che ho adesso è stata purtroppo un incauto acquisto all’Ikea ma chi poteva pensare che avrei dovuto starci seduto sopra otto ore al giorno? Io ero dimensionato sul quarto d’ora-mezz’oretta di sera… l’intenzione veramente mia e di mia moglie non era quella, era solo quella di fare una passeggiata fino in città murata  ma visto che il negozio che è sulla strada era aperto siamo entrati. La commessa, una bionda segaligna più o meno della nostra età, era rabbuiata perché aveva appena sostenuto una discussione politica al telefono e quindi sulle prime non è stata cordialissima, ma poi si è sciolta. Da quanto ho capito è favorevole ad un governo purchessia basta che non rompano le scatole, posizione condivisibile anche se non ho capito chi è che non dovrebbe rompere le scatole. Viste le mie esigenze mi ha fatto provare un bel po’ di poltroncine; alla fine la più comodo era la prima che ho provato e non mi è sfuggita la sua occhiata del tipo “te l’avevo detto”. Al momento di pagare si è sfiorato l’incidente diplomatico, perché visto il mio indirizzo mail dove è presente l’anno di nascita (una stupidaggione che non bisognerebbe fare) la donna si è sbilanciata dicendo che mi mantengo bene, al ché mia moglie ha affermato che non è tutto oro quello che luccica e la commessa ha risposto che forse bisognerebbe lucidarmi un po’ di più, ho fatto finta di non capire quello che voleva dire e  visto che le mascelle della mia signora si stavano pericolosamente irrigidendo ho tagliato corto e pagato.  La poltrona non è ancora arrivata, speriamo bene…

Venerdì, il giorno prima, non era iniziato bene. Infatti dal lavoro avevano telefonato a mia moglie dicendo che, siccome un collega in malattia era risultato positivo, doveva farsi il tampone per controllare che non fosse stata contagiata. Ho tentato di contattare la nostra dottoressa ma vista l’impossibilità e anche considerando che seguendo le vie normali per ben che fosse andata il tampone l’avrebbe avuto il giorno dopo, ho prenotato in un laboratorio privato. 87 euro, il costo di una bella cenetta, ma molto efficienti, il giorno dopo al mattino c’era già l’esito, fortunatamente negativo. Al collega invece è andata peggio, venerdì era a casa e oltre alla febbre aveva delle fitte alla testa (questo virus è davvero stranissimo); sabato però è peggiorato ed è stato ricoverato e messo sotto ossigeno. Venerdì ci stavamo attrezzando per l’isolamento e io e mio figlio cercavamo di delimitare gli spazi e limitare i movimenti della possibile untrice, ma niente da fare: a differenza di me, rinchiuso nella stanzetta, il suo spazio vitale era l’intera casa ed alla fine ci siamo dovuti isolare noi. Tra l’altro ci eravamo anche proposti di cucinare, pur di non farle toccare pentole e fornelli, ma ha resistito solo per pranzo, la nostra performance non deve essere stata esaltante e la sera si è rimessa al posto di comando in cucina. L’episodio mi ha fatto riflettere che situazioni del genere col protrarsi della persistenza del virus potranno verificarsi ancora e qualsiasi famiglia dovrebbe prepararsi ad affrontarle. Preparate piatti e bicchieri di plastica e stoviglie monouso!

Riguardo i vaccini non si capisce più niente e non mi ci voglio addentrare; Astrazeneca pare che sia efficace al 60% (testa o croce, in pratica) e verrà inoculato agli under 55, quello Pfizer più efficace viene dato agli ottantenni (per ora comunque degli ottantenni che conosco io nessuno l’ha fatto), ma quelli della mia età sono spariti dal radar?  

Chiudo con un falso dubbio: in Russia hanno già avuto uno Eltsin, e si è visto come è andata a finire, pensate che la gente abbia voglia di trovarsi di nuovo con le pezze al sedere con Navalnji, al di là di quello che ci fanno credere i nostri media? Io non credo, e Olena neanche. Da Svidania!

Cronachette dell’anno nuovo (8)

Amiche e amici, le giornate nonostante la rarefazione dei contatti sembrano sempre più corte e non riesco a fare quello che vorrei; il fenomeno è un po’ strano perché quando avevo un sacco di impegni riuscivo a fare un sacco di cose mentre adesso che di impegni ne sono rimasti pochi non ho voglia di far niente. Accidia da Covid, si potrebbe definire clinicamente, o lieve depressione? A contribuire all’umore la firma per il rinnovo del contratto che slitta, e le varie ricorrenze che ci hanno allietato in questi giorni: la shoa (dietro cui troppo spesso però si rifugiano gli attuali governanti israeliani quando vengono giustamente criticati per  come trattano i palestinesi), la nascita del Partito Comunista Italiano, fondato a Livorno nel ’21 dalla scissione dal Partito Socialista: dopo cento anni non c’è rimasto più niente né dell’uno né dell’altro, eppure ce ne sarebbe un gran bisogno; sono passati cinque anni dalla barbara uccisione di Giulio Regeni da parte dei servizi segreti egiziani, e noi invece di troncare tutte le relazioni con questi assassini gli vendiamo le navi da guerra (e l’Unione Europea pronta ad accodarsi agli Usa nel mettere sanzioni a vanvera qui tace, e ti credo: non siamo solo noi a vendere armi agli egiziani, anzi…); dieci anni dalle cosiddette primavere arabe, già da subito disattese (ricordo il bel libro di Giuliana Sgrena, Rivoluzioni violate, scritto nel 2014): in questi 10 anni come è andato il mondo in quella parte specifica e non solo? Le disuguaglianze sono aumentate invece di diminuire, per fortuna quelli sono popoli giovani ed hanno ancora la voglia e la forza di combattere, anche a costo di pagare di persona, vedi le proteste di questi giorni in Tunisia.

Da noi invece, vecchi e imbolsiti, è in corso la farsa in salsa maccheronica, il governo che cade per colpa di un guappo da tre soldi, tempo che si perderà per raccogliere i cocci, mercanteggiamenti e bizantinismi, e ce n’era proprio bisogno in questo momento; la giunta lombarda che si fa ridere dietro da tutto il paese perché dopo aver sbagliato a comunicare i dati dei contagi ed essersi trovata quindi in zona rossa se la prende con chi quei dati li ha ricevuti e elaborati: adesso chi ripaga quei negozi che sono dovuti rimanere chiusi? Più in generale: ha ancora senso tenere chiusi solo alcuni negozi, quando pur essendo in zona rossa il PM-10 ha superato il livello di guardia, e quindi vuol dire che c’è un sacco di gente in giro in auto (perché la colpa mica è solo dei riscaldamenti, mettiamocelo bene in testa…). E a questo proposito c’è un nesso tra l’inquinamento e le morti di Covid? Io direi proprio di sì, perché se i polmoni sono già stressati, il virus fa meno fatica a intrufolarsi…

Ma ci sono anche belle notizie: Cuba, a proposito di socialismo, ha sviluppato in proprio un vaccino, che distribuirà entro sei mesi a tutti gli undici milioni di cubani. Pubblico e gratuito. Ed è in trattative con diversi paesi per fornirlo anche a loro… noi naturalmente alziamo il sopracciglio, facciamo i superiori, e ci rifiutiamo perfino di riflettere sull’assurdità di una sanità in mano ad aziende private che tra l’altro non rispettano nemmeno i contratti di fornitura. E pretendiamo di essere da faro all’umanità, e vorremmo  che tutti si adeguassero ai nostri stili di vita e di consumo, al rito dell’aperitivo ed allo struscio per lo shopping: non siamo noi il vero virus di questo pianeta?

L’altra bella notizia è che l’Inter ha battuto il Milan in Coppa Italia, piccola soddisfazione; tra l’altro i padroni cinesi sembra che vogliano vendere la squadra e cambiargli anche nome, da “Internazionale” a “Inter Milano”,  giusto per riportarci alla dimensione provinciale alla quale ormai siamo ridotti.

Ah, i lavori del riscaldamento stanno ancora andando avanti, ci voleva meno tempo a mandare la sonda Viking su Marte: adesso ci hanno anche chiuso l’ingresso al cortile, così per uscire con l’auto dobbiamo imparare a volare. Che pazienza che ci vuole!

Ottuagenaria dopo la vaccinazione cubana

Cronachette dell’anno nuovo (7)

Ed eccoci ancora qua, sempre in zona rossa; la novità più interessante è che i lavori per il ripristino del riscaldamento sono quasi finiti, ieri ci hanno lasciato ancora mezza giornata  al freddo ma dovrebbe (speriamo) essere l’ultima.

Per il resto solita solfa, il governo ha ottenuto una fiducia risicata al Senato, per cui è cambiato quasi niente: l’opposizione continua a gridare elezioni-incapaci-dimissioni, la maggioranza chiede il cambio di passo (a chi, a sé stessi?). Interessante che Cesa, segretario dell’Udc uno di quei partitini rimasti dopo l’esplosione della DC, è stato indagato per concorso in associazione mafiosa e si è subito dimesso: appena due giorni prima non aveva votato la fiducia al governo, ci sarà un nesso? Se fosse così, Renzi e parentela faranno meglio a “stare accuorti”… e per continuare con i complottismi, Biden si è finalmente insediato, e come primo atto si è accaparrato milioni di dosi del vaccino Pfizer, per cui i nostri vecchietti dovranno aspettare che prima si vaccinino 100 milioni di americani: almeno l’altro lo proclamava forte, America first!

La Coop vende online 10 mascherine a 1 euro e 50, mi pare buono; l’altro giorno sono andato all’Esselunga perché mi avevano ingolosito con un buono da 7 euro da spendere per una spesa minima di 60 euro, in realtà non sapevo cosa prendere così ho caricato latte, carta igienica e carta da cucina che dovrebbero bastarmi per tutto l’anno. Tra l’altro sulla carta clienti (siamo tutti schedati amici, un mio collega me lo diceva anni fa: paga sempre in contanti…) avevo diritto ad uno sconto di 27 euro, quindi nella mia ingenuita pernsavo che 60-27-7 avrei pagato solo 26 euro: niet mi ha detto la cassiera, se usa i 27 euro abbassa i 60  non rientra più nello sconto dei  7. Insomma, per usare gli sconti insieme avrei dovuto spendere 100 euro. Ovviamente mia moglie mi aveva avvisato e quando sono tornato mi ha accolto con uno di quei “te l’avevo detto” accompagnato dallo scrollamento di testa che non fa sentire particolarmente intelligenti.

Ieri sera mi ha molto addolorato la notizia della ragazzina che si è impiccata per partecipare ad una sfida social, o emulare chi ci partecipa. Con la cintura dell’accappatoio, in bagno… pare che la sfida fosse a chi riuscisse a rimanere più tempo strangolato, e purtroppo non c’era Clint Eastwood a sparare alla corda. Una tragedia che pone delle domande, una volta di più, sull’uso che si può fare dei social. A mio parere è ormai urgente, e la vicenda Trump l’ha dimostrato, che questi strumenti vengano tolti dalle mani dei privati e vengano presi in mano pubblica. Personalmente li chiuderei proprio, ma se proprio non si può fare che vengano messi in condizioni di non nuocere, regolandoli, controllandoli e tassati adeguatamente (i profitti che realizzano sono scandalosi). Così come sarebbe ora di dare una regolata ai giganti dell’e-commerce, ci toccherà rincorrere l’illuminata Cina su quel fronte. Ma una volta non c’era quella regola sacra del liberismo che si chiamava antitrust? Che fine ha fatto, è caduta insieme al muro di Berlino?

E’ morto Emanuele Macaluso, 96 anni, viene da piangere non tanto per la sua scomparsa quanto per il paragone con i politici di oggi; a proposito è rispuntata fuori la “compagna” Renata Polverini, sindacalista e a suo tempo rappresentante della destra cosiddetta sociale. E’ stata presidente della regione Lazio per soli due anni, eletta nel 2010 (sembra un secolo) dopo lo scandalo Marrazzo (avrebbe vinto anche un facocero probabilmente, contro di lei correva Emma Bonino e sinceramente se fossi stato nel Lazio avrei votato anch’io la Polverini) e dimessasi con dignità dopo uno scandalo sull’uso dei fondi pubblici all’interno della sua giunta, inorridita dall’accaduto. La Polverini ha votato la fiducia al governo Conte, probabilmente la vecchia anima da sindacalista ha riconosciuto che qualcosa di buono per non far affondare del tutto chi sta peggio è stato fatto.

Ho notato che in strada non ci sono quasi più mascherine e guanti: siamo diventati finalmente più civili? Le cacche di cane però non diminuiscono, quindi ne dubito.

Amiche e amici, mi preparo ad un altro fine settimana di segregazione, se va bene dovrei finire la raccolta di commedie così poi potrò concentrami sulla cara Olena, la cui ultima avventura sta ormai raggiungendo l’anno di età e francamente è ora che arrivi ad un dunque… buon weekend!

Esultanza al Senato dopo il voto di fiducia

Cronachette dell’anno nuovo (6)

Da ieri siamo di nuovo in zona rossa, personalmente ne ho apprezzato subito i benefici in quanto è saltato il pranzo della domenica da mia suocera; per fortuna però il legislatore stavolta ha pensato alla solitudine degli anziani e quindi per i congiunti stretti è possibile andare a trovare i genitori anche se abitano in paesi diversi, e quindi mia moglie e mia cognata hanno potuto andare a tenerle compagnia nel pomeriggio, tempo che ho impiegato proficuamente per portarmi avanti con il lavoro di editing del libro di commedie da lasciare ai posteri.

Sabato siamo andati, dopo un bel pezzo, a fare un giro in centro; avevo proposto una passeggiata ma la mia consorte ha detto che o si spendevano dané o niente, e ho preparato il portafogli. I bar erano ancora aperti, ma non i loro bagni, e così se uno gli scappa dove va a farla? Già i bagni pubblici sono una chimera, ma così è un ulteriore stratagemma per far stare la gente a casa, specie se le valvole idrauliche non funzionano a dovere… ci siamo ricordati che all’autosilos c’è un bagno, ma arrivati lì lo abbiamo trovato chiuso, e ci si accede solo inserendo in una macchinetta il biglietto del parcheggio: ho pensato di passare la sbarra di accesso a piedi e prendere lo stesso un biglietto, ma prima che potessi mettere in atto l’insano gesto una coppia infreddolita è entrata, e ci siamo infilati dietro. Una cosa del genere mi era capitata in metropolitana a Parigi, con uno che mi si era appiccicato dietro le terga per non pagare il biglietto, o forse scappava anche a lui?

Nel negozio dove siamo entrati, una pelletteria, la negoziante che conosciamo da anni era sull’orlo di una crisi di nervi. Non si dà pace del perché alcuni possano rimanere aperti ed altri no: perché i fiori sì, i profumi sì, i giocattoli sì, e il suo negozio no? Che tipo di assembramento potrà mai creare? Io solidarizzo in toto, è ormai un anno che la crisi ricade più pesantemente quando non drammaticamente sulle spalle degli stessi, e non credo si possa andare avanti ancora molto in questa maniera.

Tra l’altro stamattina ho avuto un’ulteriore conferma dell’iniquità di questi provvedimenti, quando sono uscito a prendere il giornale e c’erano un sacco di automobili in giro, con gente che evidentemente andava al lavoro: perché loro sì? Sono un po’ polemico su questo punto anche perché un mio ex commilitone che ha una gioielleria a Roma (lo so quello che penserete, e va bene, ha una gioielleria, mica morirà di fame: ma ci sono gioiellerie e gioiellerie, quelle per veramente ricchi non soffrono troppo, ma quelle dei regalini d’oro, delle catenine, degli anellini, degli orologi, come vanno avanti? E c’è tutto questo assembramento, anche lì, da chiuderle?) dopo cinquant’anni di attività familiare ha deciso di chiudere, per la verità sarebbe andato in pensione ma la sua intenzione era di continuare a lavorare, ma adesso l’ha escluso categoricamente. Tra l’altro vende tutto e fa grandi sconti, quindi chi abita a Roma e fosse interessato mi contatti in privato che gli giro i riferimenti.

L’altro giorno nella cassetta della posta ho trovato una lettera, scritta a mano da una signora che si firmava con nome e cognome, che rivolgeva a me e famiglia gli auguri per l’anno in corso, con parole molto gentili. Alla fine, quando mi ha invitato a leggere un certo passo della Bibbia, ho capito che era una testimone di Geova: ammirabile, da un certo punto di vista, visto che adesso il porta a porta non è più possibile, una bella lettera fa comunque piacere.

Ritornando alla pelletteria, avrei voluto comprare un trolley, dato che li vendeva in saldo ed uno di quelli che ho si è sfasciato; non ero sicuro però sulla misura, dato che le compagnie ogni tanto li cambiano, e la signora ha confessato che anche lei non è molto informata visto che quest’anno di trolley non ne ha venduti molti… sinceramente se la situazione perdurerà ancora dubito che ne venderà molti anche quest’anno.

Non mi addentro nella farsa della crisi di governo, ne sulle nuove varianti del virus che spuntano qua e là nel mondo (anche se su queste mi chiedo in stile virologia for dummies: ma scusate, il virus è in giro da più di un anno, non è normale che cambi? L’influenza non è diversa ogni anno? E il vaccino sarà ancora buono quando sarà il nostro turno di farlo? O come per l’influenza ce ne vorrebbe uno diverso ogni anno?).

Amiche e amici, lo scopriremo possibilmente vivendo, chi vivrà vedrà, e sottolineo chi. A presto!

Le ragazze hanno perso il trolley con tutto il contenuto