Cronachette della fase tre (3-9 giugno)

Ed è iniziata la fase tre, quella in cui bisogna convivere con il virus. Continuano ad esserci contagiati e morti, la maggior parte dei quali in Lombardia, ma la curva scende e soprattutto i reparti di terapia intensiva si svuotano, così possono tornare a riempirsi di vittime di incidenti d’auto o del lavoro o di infartuati o colpiti da ictus. E’ curioso che ieri sera, al TG di Raiuno, per una strana forma di censura non è stata nominata la Lombardia ma abbiano detto “tot decessi di cui oltre la metà nella regione più colpita”. Quale sarà, si chiederanno i più distratti? Comunque alcune regioni sono ormai apparentemente “pulite”, io le altre le avrei fatte aspettare ancora un paio di settimane ma the show must go on, la stagione estiva sta iniziando, bisogna far ripartire l’economia, se ci sarà qualche contagiato in più pazienza. Mi sarebbe piaciuto vedere se i contagiati per la maggior parte fossero stati, per dire, in Campania, se i “governatori” di Lombardia e Veneto avrebbero avuto così tanta fretta di riaprire. Non credo.

Il tempo era molto più bello quando si doveva rimanere chiusi in casa che ora: piogge torrenziali e grandinate, allagamenti e cadute di alberi. Sembra quasi che, visto che tanti hanno inteso l’allentamento come un “liberi tutti”, il meteo si sia incaricato di farci rimanere in casa. In questo periodo l’inquinamento (nel mondo) è sceso del 17%, secondo delle ricerche: che strano, di solito quando si fanno i blocchi delle auto c’è sempre chi dice che non servono a niente…

Personalmente rispetto alla fase due non mi è cambiato molto: di tornare al lavoro a Milano non se ne parla, se va bene andrà a settembre; in piscina non andrò anche perché qua di piscine funzionanti ne è rimasta una e basta e per andare fuori regione dato che di case al mare da raggiungere non ne ho aspetterò ancora almeno un mese. Anche i congiunti lontani dovranno aspettare. Sabato però sono andato a fare una passeggiata in città per rendermi conto di persona di come fosse la situazione: parecchia gente, tanti la mascherina la portano solo a passeggio ma in linea di massima abbastanza ordinati. Ci siamo incontrati con una coppia di amici e ci siamo presi una birretta in un bar di una bella piazzetta, vicino alla statua di Alessandro Volta; distanze rispettate anche se ho notato che i tavoli non venivano disinfettati dopo ogni cambio. La sera siamo tornati, dopo tre mesi, a mangiare da mia suocera: il rito della pizza è stato salvato e anzi c’è stata una gara tra mio figlio e mio nipote, che va a scuola di cuoco e quindi partiva avvantaggiato; sarà che il mio stomaco si è ormai abituato, sarà che la pasta di mio figlio era stata messa a lievitare fin dal mattino, per me ha vinto mio figlio. Ho anche rimpianto, devo dire la verità, i sabati da soli; sul divano, con un filmetto… Mia suocera però è stata contenta e si è anche un po’ commossa, tre mesi sono tre mesi; anch’io mi sono un po’ commosso, specialmente quando si è messo a grandinare e la mia auto era indifesa nel parcheggio.

A proposito di pizze, il mio forno non ce l’ha fatta. Sottoposto a tre mesi di stress continuo, dopo aver sfornato di tutto e di più ha alzato bandiera bianca. Qualche segnale c’era, il grill non funzionava più,  c’erano stati un paio di scatti al salvavita del contatore sospetti; infine non si è più acceso. Avevi solo tredici anni ma ti sei meritato il paradiso degli elettrodomestici, riposa in pace. Stamattina l’ho portato in discarica, che da questa settimana riapre senza limiti, sperando che ci fosse qualcuno che, come un mio amico congolese, porta via gli elettrodomestici più in buono stato e poi li manda con dei container al loro paese, dove sembra ci sia gente abilissima a resuscitare quello che noi buttiamo. Riuso non è solo uno slogan, insomma…

A breve prenderanno il via gli Stati Generali dell’economia, dove governo, imprese, sindacati, opposizione e chi più ne ha più ne metta cercheranno di definire degli obbiettivi per il rilancio, o meglio sul come spendere i soldi che arriveranno (quando arriveranno) dall’Europa. Secondo me sarebbe meglio che prima il governo si chiarisca al proprio interno, altrimenti si rischia solo di far confusione e perder tempo: mio timore, sia chiaro. Sinceramente non so cosa si possa concordare con Salvini e Meloni, ma questo forse è un mio pregiudizio. Sono comunque contento perché Conte, anche se in fondo a tutta la lista di cose da fare, ha messo anche il Ponte sullo Stretto. Bene! Io che sono un pontista della prima ora applaudo. Facciamolo, presidente, chi se ne frega del raddoppio dell’alta velocità, non vogliamo rilanciare il turismo? Quanti milioni di persone verranno a vedere quest’opera immortale? Ci pensi, il ponte Conte! (a Berlusconi verrà un attacco di invidia pazzesco, stavolta ci lascerà le cuoia. Tra l’altro forse sono rimbambito anch’io ma in questo momento mi sembra il più normale nel mazzo della destra nostrana: sono e siamo messi male!)

Stavolta non parlerò anch’io dell’assassinio di George Floyd, della ricorrenza delle notti magiche di Italia ’90 o persino di Messico ’70, mi riservo però di farlo presto. Oppure della bambina di 8 anni, in India, che faceva la baby sitter (!) ed è stata uccisa perché aveva lasciato aperta la porta della gabbia dei pappagallini. O del sindaco Lucano, di Riace, al quale ora la giustizia dà ragione anche se, come si dice dalle mie parti, la ragione si dà ai matti e nel frattempo quello che aveva costruito è stato distrutto (da Salvini, se qualcuno si fosse distratto. Mi piacerebbe sapere quanti dei suoi sostenitori però magari si sono indignati per la morte di Floyd, a proposito di razzismi).

Parlerò invece di un omicidio avvenuto in un paese del Guatemala, San Luis Petén, dove un uomo, un esperto di medicina naturale, un sacerdote maya, è stato bruciato vivo perché considerato uno stregone. Non sono stati dei ragazzi annoiati, come succede da noi con i barboni, ma un’intera comunità o quasi. Il medioevo è sempre dietro l’angolo…

Care amiche e amici, eccomi tornato, con calma e senza fretta. Vi aspetto qua tra una settimana? Buona fase tre, intanto.

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LXXVIII)

Lunedì 11 maggio

Oggi è una brutta giornata, piovosa fosca e ventosa, decisamente la peggiore dall’inizio di questo diario. Dalle cinque sentivo le gocce cadere e battere con un rumore strano, sembrava quasi grandine invece poi ho capito che rimbalzavano sulla bandiera dell’Italia in tessuto sintetico stesa fuori dalla finestra. Si, l’ho fatto anch’io, mi sono sentito molto turco perché quando ho visitato appunto la Turchia mi avevano colpito tutte questa bandiere rosse che sventolavano, era il momento di Piazza Taksim e i manifestanti le usavano come segno di richiamo alla costituzione laica, gli altri invece per nazionalismo e basta.  A proposito di Turchia, l’altro giorno è morto in carcere il terzo della band di musicisti che era in sciopero della fame da 323 in carcere: il bassista, si chiama Ibrahim Gokcek. La Tv non ne ha parlato e sulla stampa è uscito qualche trafiletto nelle pagine interne.

Oggi non ho comprato il solito quotidiano del lunedì. Trovo che ormai comprare uno qualsiasi dei quotidiani mainstream, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa sia inutile se non deleterio. Sono ormai uguali, non mi piace quello che scrivono e soprattutto quello che non scrivono, non mi piace come lo scrivono e non mi piacciono i loro padroni. Il Giornale, La Padania e Libero mi ripugnano fisicamente come i loro direttori ed editori. Mi chiedo se non fosse il male minore garantire un supporto dallo Stato alla stampa piuttosto che far chiudere giornali storici e ritrovarci con questo piattume (ho detto piattume ma avrei potuto dire anche pattume). Il Fatto Quotidiano ogni tanto lo sfoglio ma cerca troppo la sensazione e spesso ha delle posizioni che non condivido: mi rimangono solo il Manifesto e Avvenire, che purtroppo al lunedì non escono. Quindi, non notizie per non notizie, mi sono preso La Provincia, il giornale locale, così almeno sfoglio le belle pagine di necrologi per vedere se c’è qualcuno che conosco e soprattutto per assicurarmi di non esserci sopra anch’io.

Siccome oggi come dicevo è brutto, mia moglie ha deciso di lavorare anche lei da casa. Finora aveva sempre continuato ad andare in ufficio per comodità ma più che altro per avere una scusa per fare una passeggiata, dato che gli uffici erano chiusi al pubblico e lavoravano solo via e-mail e per telefono, ed inoltre anche loro erano separati uno per stanza. E’ strano perché eravamo in tre in casa ma come se non ci fosse nessuno, ognuno isolato e occupato con le sue cose, anche se poi a pensarci bene è la stessa situazione che c’è a volte anche nella normalità, senza bisogno dello smart working…

Ieri abbiamo trasgredito alle regole, ovvero siamo usciti per una passeggiata e non siamo andati a trovare dei congiunti ma degli amici. Hanno un bel giardino e siamo stati a chiacchierare un’oretta, a distanza di sicurezza; la figlia doveva sposarsi a giugno, e ha dovuto rimandare (per ora in agosto ma non è ancora detto); lui lavora alla Caritas ed è stato (ed è) molto impegnato, l’ho trovato abbastanza in forma, un po’ dimagrito dallo stress, ha a che fare con il centro diurno che accoglie senza tetto e migranti e specialmente con i migranti ci sono stati diversi momenti di tensione, l’ultimo quando parte di questi (maghrebini sopratutto) pretendevano durante il ramadan di trovare la sera della minestra calda al che, quando hanno cominciato a diventare offensivi,  il mio amico li ha invitati a rivolgersi all’imam del centro islamico dopodiché si è scatenato un parapiglia tra persone ragionevoli e irragionevoli che ha richiesto l’intervento della forze dell’ordine.

Io sono ovviamente grato a quello che fanno queste persone, figuriamoci,  ma sono dell’idea che delegare l’assistenza sociale alla Caritas e ad altre associazioni caritatevoli sia sbagliato, la gente non ha bisogno di carità ma di diritti ed ai diritti deve pensarci lo Stato. A questo proposito penso che se si fosse messo in piedi un reddito di cittadinanza serio ora non avremmo questi problemi e che come al solito per risparmiare ci si è trovati nella situazione di dover spendere dieci volte di più, ma mi sembra che l’argomento non faccia molta presa nella politica (e anche in gran parte delle persone c’è da dire) per cui adesso si parla di uno striminzito  reddito di emergenza di due mesi che verrà erogato tra l’altro a babbo morto o meglio a bisognoso morto: tanto c’è la Caritas…

Bene amici, dopo aver spaziato dai problemi dell’informazione all’economia, dalla politica interna a quella estera posso ritornare alla occupazione per la quale sono pagato (finché dura); vi auguro una buona serata con l’inossidabile Montalbano, a domani!

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus (LVIII)

Martedì 21 aprile

Stamattina andando a prendere il giornale non ho potuto fare a meno di notare che sui marciapiedi, più puliti del solito ma dove purtroppo non mancano cacche di cane e cicche di sigarette, si stanno aggiungendo anche i guanti di plastica. Dei padroni di cani che si credono i padroni del mondo, gente che idolatra i propri botoli ma odia i propri simili, ho già espresso le mie considerazioni; ma a questo punto nella lista delle persone per le quali ho meno stima, subito dopo gli ingegneri informatici salvo rare eccezioni, devo aggiungere quelli che dopo aver usato i guanti sull’autobus o sul treno o al supermercato o sulla luna si sente in dovere di buttarli per terra dove capita. Tenete presente che il mio tragitto non è nel deserto e da casa mia alla stazione ci sono almeno una ventina di cestini disseminati per strada: perché, allora? Pigrizia, menefreghismo, strafottenza? E’ la stessa arroganza di chi al lavoro piscia sulla tavoletta o peggio e  non si abbassa ad asciugare o pulire: qualcuno provvederà, non è mio compito, c’è gente pagata apposta, e che sarà mai?

E poi magari mettono la bandiera alla finestra, e si vantano di far parte del paese più bello del mondo (ma non sanno niente ne di questo ne degli altri paesi) con la Costituzione più bella del mondo (che non hanno non dico mai letta ma nemmeno sfogliata), santi poeti e navigatori da salotto, e cantano Fratelli d’Italia (male) alle sei di sera, arcitaliani senza vergogna; ma perché il coronavirus non se li porta via? Eppure dovrebbe essere chiaro che se di castigo divino si tratta non è certo colpa degli omosessuali come sosteneva quel ministro israeliano e tanto meno di Papa Francesco come invece vanno ruttando gruppi fondamentalisti americani (sponsor tra l’altro di partiti di destra nostrani, tutto si lega) ma di anni e anni di menefreghismo per la cosa pubblica, di furbizie, di meschinerie, vigliaccherie, di ignavie, di accodarsi al carro del vincitore, di abbindolamenti a slogan insulsi, meno Stato più mercato, tutti imprenditori… e intanto gli ospedali diminuivano posti letti, medici e infermieri; e intanto i magazzini non si facevano più, perché tutto deve essere on-demand, e intanto non produciamo più perché è troppo costoso, meglio comprarlo in Cina, o delocalizzare in Serbia… si, tutto si tiene.

Sono stufo di retorica, di telegiornali di guerra, di contabilità macabra, sono stufo di essere ostaggio di una malattia, terribile ma malattia: che se fossimo stati attrezzati non avrebbe fatto tutti i morti che ha fatto, e riflettiamo su questo una buona volta; sento i fabifazi trombonare che l’epidemia ha fatto più morti civili in Lombardia di  quanti ce ne siano stati in tutta la Seconda Guerra Mondiale; allora se vogliamo parlare di guerra (che non c’entra niente) perché non tirare in ballo la seconda battaglia dell’Isonzo, nella Prima di Guerra Mondiale, che solo quella costò agli italiani 42.000 tra morti e dispersi, la maggior parte giovani? Perché non ci diciamo che se fossimo stati un paese più organizzato, se non avessimo disperso le competenze della Sanità tra lo Stato e  le maledette regioni, se non avessimo lasciato quasi tutte le case di riposo in mano ai privati senza praticamente controlli perché controllare costa, così come gli ispettori del lavoro, se gli Ospedali non si fossero trasformati da luoghi di cura essi stessi in luogo di contagio perché progettati male e gestiti peggio, se non avessimo fatto decidere a Confindustria se delle attività di dovevano chiudere o no,  i morti ci sarebbero stati ma non avrebbero giustificato misure dittatoriali mai viste nemmeno ai tempi della dittatura?

Dopo questo sfogo liberatorio devo dire che sto pensando di comprare un paio di barili di petrolio dato che il prezzo è crollato sotto zero, però non so come fare a ordinarli, si troveranno su Amazon? A mio avviso è un bell’investimento perché secondo me tra non molto ci sarà una bella guerra, di quelle vere però (fabiofazio preparati) che riporterà le quotazioni alle stelle.

Perdonate amiche e amici se vi ho angustiato, da domani solo allegria, promesso!

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXXIII)

Venerdì 27 marzo

Solita uscita mattutina per il giornale, un paio di persone incrociate; Giuseppe l’edicolante mi dice che ha avuto notizie del nostro amico, si era messo in auto-isolamento a Milano. Gli chiedo che cosa tenga aperto a fare, venderà una decina di giornali al giorno, se va bene…

Sto diventando ipocondriaco: l’altra sera ero particolarmente stanco e mi sono addormentato guardando “La concessione del telefono”, cosa che di solito mi succede solo dopo qualche minuto di Alberto Angela: che sarà? Ieri avevo un occhio arrossato e dato che mi pare di aver capito che uno dei sintomi può essere la congiuntivite, mi sono messo alla ricerca di qualche collirio nascosto per casa: e se non passa? Facendo le scale avevo il fiatone (e ti credo, dopo giorni e giorni fermo, e in più con addosso la mascherina…): come sarà la saturazione dell’ossigeno del sangue (sto studiando da Medicina for dummies)? E’ come se il sollievo per la fortuna che si è avuta per non essere (finora) contagiati volesse essere messo sempre alla prova… sono i momenti in cui si riflette sull’esistenza, sul senso della vita e forse anche del destino: se in metropolitana avessi incrociato… se in treno… in ufficio…  il caso governa la nostra vita, ne sono sempre più convinto.

Ma, dopo questa riflessione che filosofi illustri avranno fatto prima e meglio di me, una luce di ottimismo: mia cognata di Udine si è laureata, ad oltre cinquant’anni! Ed a pieni voti, in Letteratura… non è mai troppo tardi, diceva il maestro Manzi; era un desiderio che ha coltivato per tanto tempo, si è impegnata alla grande e ce l’ha fatta. Peccato che la tesi abbia potuto discuterla solo online, e la festa si è dovuta limitare alle quattro mura di casa; complimenti vivissimi per l’impegno ed il risultato!

Ryanair ha risposto dicendo che il nostro volo non rientra nel perimetro di quelli definiti dal nostro governo. Stanno tirando per le lunghe, è ovvio; è vero che la prima tranche del fermo voli arrivava fino al 3 aprile, ma come pensano che 10 giorni dopo si possa andare in Spagna, se la Spagna è messa come se non peggio di noi? Ma io non mollo, il 4 aprile ci riprovo…

In questo periodo si perde il contatto con quello che succede nel mondo, anche perché il coronavirus monopolizza le TV: ma forse è meglio non sapere, come il fatto che Trump che forse dovrebbe preoccuparsi un po’ di più del fatto che il suo paese ha superato la Cina come numero di contagiati, vuol incriminare Maduro, il deposto presidente del Venezuela con un colpo di Stato bianco, per narcotraffico; la cosa è ridicola, considerando ad esempio che tra gli alleati Usa contro Maduro c’è la Colombia che di narcotraffico ne sa più che qualcosina; e andando indietro nel tempo di qualche anno basti pensare all’appoggio che gli Usa hanno dato ai Contras di Somoza, in Nicaragua.. per chi volesse documentarsi c’è un bel film con Tom Cruise, “Barry Seal – una storia americana”.  Ma di citazioni se ne potrebbero fare a decine…

Le guerre in giro per il mondo, sante o meno, continuano: Siria, Yemen, Afghanistan , Nigeria… certo morire per virus o di pallottole non cambia molto, anzi forse si soffre meno per una pallottola penserà qualcuno di questi “misericordiosi”.

Vorrei che la si smettesse di dire che stiamo combattendo una guerra. Dobbiamo impegnarci per sconfiggere l’epidemia, per supportare i medici e gli infermieri, per curare i malati, per confortare le famiglie. Mettere a disposizione le risorse necessarie, prendendole in primis da chi ce le ha prima di chiederle in prestito, mobilitare la produzione necessaria, sacrificarsi per uscirne al più presto, possibilmente vivi. Ma non c’è un nemico che ci spara addosso, nessuno che ci bombarda, ci gasa, ci sbudella, ci distrugge le case. E pensare al dopo, perché dobbiamo uscirne con una visione del bene comune diversa e più giusta. Altrimenti sì, che sarà stata una lotta inutile.

Un bel discorso vero amici? Quasi quasi mi candido per Strasburgo. A domani neh? Io cerco di esserci.

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Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXX)

Martedì 24 marzo

Mi sembra incredibile essere arrivato al trentesimo giorno di questo piccolo diario e di questa grande tragedia. Ieri c’è stato un piccolo rallentamento nei morti, “solo” 600, e in totale abbiamo superato i 6000; anche i contagiati ufficiali sono stati di meno dei due giorni precedenti, il totale è arrivato a 64.000, ma il capo della Protezione Civile dice che verosimilmente per ogni contagiato ufficiale ce ne sono almeno 10 non rilevati, si tratterebbe quindi di 600.000 persone, una cifra enorme.

Per percentuale dei casi sulla popolazione la regione più colpita dopo la Lombardia è le Marche, non mi spiego il motivo eppure ci dovrà essere…

In quella sentina di ogni deboscio¹ che è Facebook gli stessi che appendono bandiere alla finestra e cantano (male) Fratelli d’Italia non si fanno scrupolo di attaccare per la qualunque il Governo. Troppo tardi, troppo poco, e agli artigiani chi ci pensa, e la Germania ha messo 500 miliardi e noi micragnosi 25, bisognava chiudere prima, e le Ong che fanno?

Amici cari (leggasi: brutte teste di cazzo) non vi ricordate che gli stessi che strillano di chiudere tutto dopo appena una settimana di provvedimenti piangevano “e l’economia?” ed hanno attaccato con “Milano riparte” e “La Lombardia non si ferma?”? Non ricordate quello che deve ancora ridarci i 49 milioni e mai ce li ridarà andare a sciare tutto beato (provate ad anagrammare la parola) per dimostrare che tutto andava bene madama la marchesa e il governo esagerava? Non ricordate il presidente della Regione Lombardia, leghista, dichiarare che si trattava di poco più di un’influenza (e dopo due giorni mettersi in autoisolamento)? E chi si è distinto per aver ridotto la sanità pubblica così? Ma le privatizzazioni in Lombardia ce le siamo dimenticate? E i danni della Polverini nel Lazio, per dire? E che cosa c’entrano le Ong, dopo che le avete accusate di ogni nefandezza? Che tra l’altro poi stanno dando una mano eccome? Ma informatevi, perdio, e non date ascolto a quegli asini raglianti di salvinioti melonioti e forzitalioti _ e anche i renzioti non scherzano_! E fate un pensierino su chi è venuto ad aiutarci: i cinesi, i venezuelani, i russi, i cubani! I cubani, cazzo, che gli embarghiamo pure l’aria che respirano! Avete visto per caso in giro equipe mediche americane, o cargo yankee di mascherine e attrezzature sanitarie? Ma andassero a farsi fottere, loro e voi! E ricordatevi di pagare le tasse e non rompere le scatole con la vostra merdosa flat tax: chi pensate che deve mettere i soldi, Mago Zurlì? Non si tratta nemmeno più di disfattismo, ma di Alto Tradimento. Right or wrong is my country non sapete nemmeno dove sia di casa, e vi definite Patrioti! Ma sciacquatevi la bocca, coglioni!

Detto ciò, che quando ce vo’ ce vo’, se ho urtato o offeso qualcuno me ne scuso. Anzi, a dire la verità me ne fotto, e se qualcuno si è offeso vada a cagare.

Dopo questo esercizio di stile, sobrietà e compostezza riporto che stamattina alle 7 ho incrociato 5 persone, di cui 3 portavano a spasso il cane; che ieri sera ho chiamata la suora di cui vi parlavo, che a ottant’anni è stata mandata in missione dalla sua congregazione  in Belgio per dare una mano nella cura degli immigrati; una donna dolce ma forte, tenace, che non ha paura di “rompere” per ottenere quello che pensa sia giusto… ho visto preti trattarla con sufficienza, quando lei ne valeva almeno dieci di loro, l’ho vista girare per il quartiere e portare conforto a tante persone, costrette a casa… a ottant’anni, capite? Ed ora è triste, perché per la situazione anche le loro attività si sono dovute interrompere e non può essere utile; dice per fortuna che il loro Comune si è mosso bene ed aiuta le persone in difficoltà… il nostro non so che stia facendo, io le strade ancora non le ho viste disinfettare.

A domani amici cari (stavolta leggasi com’è scritto),  e compatite se comincio a sbroccare…

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¹ L’ho sentita ieri su “La concessione del telefono” di Camilleri e la riporto subito. Il film comunque non mi è piaciuto, mi dispiace.

Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXIV)

Mercoledì 18 marzo

Stamattina alle 7 nel tragitto da casa all’edicola ho incrociato tre persone ed abbiamo fatto lo slalom tra i marciapiedi per evitarci. Esco con la mascherina, ovviamente; l’edicolante Giuseppe indossa anche lui una mascherina ma di quelle leggerissime, monouso, e mi ha detto che oggi è l’ultima… oddio, per i pochi clienti che ha non ne avrà molti da infettare. La farmacia del quartiere avrebbe dovuto ricevere una fornitura, mi ero prenotato per averne un paio (una per la suocera anziana) ma non sono stato ancora chiamato, o non sono arrivate o le hanno già finite. Del resto la priorità è la fornitura ai sanitari, e ci mancherebbe altro… gli ospedali lombardi sono ormai al collasso; non capisco perché invece di andare a pensare il mega reparto in Fiera non si sia pensato di usare gli ospedali chiusi per farne di nuovi al tempo di Re Formigoni, tipo quello vicino a casa mia che aveva un reparto di oncologia ristrutturato da pochissimo ed ora chiuso… leggo del sindaco di Vasto (Abruzzo) che si è rifiutato di accogliere contagiati da fuori nell’ospedale del paese; se dovessero fare tutti così che facciamo, ognuno si tiene i suoi? E quando i posti di Vasto non basteranno più per i suoi concittadini (non glielo auguro, sia chiaro) i malati dove se li mette, sindaco, a casa sua?

Le nuove direttive sugli spostamenti prevedono che chi è soggetto a isolamento o quarantena e si sposta venga denunciato per attentato alla salute pubblica (12 anni di reclusione la pena prevista): vedremo se così gli entra in testa…

Qualche buontempone ha parlato di chiusura del Parlamento. Cari onorevoli, cercate di essere dignitosi per favore e pensate a quello che fate. C’è gente che ancora va tutti i giorni in fabbrica, negli uffici, chi assicura i trasporti, per non parlare degli ospedali, i supermercati, le poste… e VOI vorreste rimanere a casa? Prendete le misure che vanno prese ma non fateci assistere per favore a questa stupidaggine che saprebbe tanto di vigliaccheria. Ma come, qui c’è gente che sta a casa ed ha perso il lavoro, che si sta sacrificando e voi vorreste scappare? Spero che se non l’orgoglio almeno la decenza vi impedisca di farlo, sarebbe gravissimo. E l’opposizione dovrebbe rendersi conto che le polemiche di questi giorni sono davvero insopportabili, specie se partono da chi non più tardi qualche giorno fa se ne era andato a sciare in montagna per dimostrare che il governo esagerava e bisognava far ripartire l’economia… il Governo ha stanziato 25 miliardi per sostenere l’economia, ed ovviamente per loro è troppo poco, e come temevo hanno già cominciato a strillare sulla diminuzione delle tasse… ma cari signori cercate di essere seri, i soldi dove li andiamo a prendere poi, ce li mettete voi? Che tra l’altro i 49 milioni della Lega ci avrebbero fatto comodo adesso, sai quante mascherine ci si compravano? Cominciate a cacciar fuori quelli, che poi parliamo del resto…

Ma non voglio arrabbiarmi; nel lavoro da casa c’è almeno qualcosa di apprezzabile: posso tenere la radio accesa quanto voglio (Radio Italia anni 60…), posso alzarmi ed uscire sul balcone dove il termometro sulla parete esposta al sole segna 33 gradi… i vasi sono tutti pieni di boccioli, tra una settimana sarà tutto in fiore, una meraviglia, la natura se ne frega della nostra quarantena…

Sento una mia amica pendolare che purtroppo è ancora costretta a prendere il treno: all’inizio si stava benissimo ma poi le corse sono state ridotte e quindi lo spazio vitale si è ristretto; la sanificazione generale non si è ancora vista. La nostra direttrice del coro lavora in Posta, e anche lì dopo i decessi dei postini nella bergamasca non si sta tranquilli… c’è gente assurda che nonostante gli avvisi di restare a casa va a pagare il bollettino per il Messaggero di Sant’Antonio! Ma dico io, con tutta la venerazione per Sant’Antonio, ma che succederà mai al santo di Padova se pagate il mese prossimo? Un mio amico a cui la ditta ha temporaneamente chiuso sta usando il suo tempo molto proficuamente: prima ha imbiancato l’imbiancabile, poi ha fatto manutenzione alle biciclette e moto di famiglia ed oggi passa al giardino: e poi?

Ryanair ha scritto dicendo che mi offrono di spostare il volo che avevo prenotato ad altre date, senza penali. Va bene un’altra data, ma quando? Settembre andrà bene? Ci penserò.

In Usa ci sono già 55.000 contagiati. Trump fino ad oggi ha fatto finta di niente, adesso con la sanità pubblica che si ritrovano da quelle parti moriranno come mosche. Che devo dire, mi fanno pena perché alla fine la maggior parte sarà povera gente, ma finché non si incazzano e la smettono di eleggere miliardari pazzi ed a credere che se uno è povero è per il castigo di Dio, ci si può fare ben poco. Per dire, Joe Biden, candidato democratico, ha risposto al suo competitor Bernie Sanders che propugna una estensione del sistema sanitario pubblico dicendo che il servizio sanitario pubblico non ha salvato l’Italia dal contagio. Sì, caro amico, ma se non avessimo avuto il servizio sanitario pubblico lo sai come saremmo messi adesso? Con democratici come questo vincerà Trump per altri trent’anni…

Infine, riprendendo la rubrica di ieri, sono costretto a specificare che no, kiwi e arancio non ammazzano il virus: contengono vitamina C che fa comunque bene, specie d’inverno; prendere la mattina un bicchiere di acqua calda con del limone spremuto disinfetta e aiuta ad andare in bagno ma al virus gli fa una pippa; infine gira una mail attribuita ad un ortopedico del Galeazzi (ma santo Dio, ma io dico a chi mette in giro queste cose, ma non vi vergognate?) che naturalmente ha smentito e denunciato chi ha usato il suo nome, che in sostanza dice che certe medicine favoriscono il virus e di non prenderle. Amici, cerchiamo di fare uno sforzo anche noi però: secondo voi un ortopedico che cura le ossa che cacchio c’entra con queste cose? Se fosse vero non sarebbe già stato il Ministero della Sanità a dirlo? Cerchiamo di essere seri anche noi: le medicine si prendono se servono e devono darle i dottori, hanno studiato apposta! Se prendete quello che cacchio vi pare poi non lamentatevi se state male, ma mica per il virus eh? Capisco che in un paese dove fino a ieri c’erano migliaia di immunologi che si rifiutavano di vaccinare i figli la medicina fai da te sia molto sviluppata, ma datevi una regolata! (tra l’altro vorrò vedere quando ci sarà il vaccino quanti salteranno su a dire di non vaccinare i bambini perché altrimenti diventeranno autistici…)

Cari amici, oggi volevo essere un po’ più leggero ma è andata così: adesso vado sul balcone dieci minuti a respirare un po’ d’aria buona, e ci sentiamo domani!

p.s.
mentre chiudo sento alla radio che all’ospedale Cardarelli di Napoli 250 medici si sono messi in malattia, ma mica per il contagio. Non tengono non dico al loro onore, ma nemmeno al discredito che gettano sulla categoria di cui indegnamente fanno parte. Hanno giurato su Ippocrate o Ippocrasso? In tempo di guerra sarebbero considerati disertori e fucilati… comunque basta precettarli e farli andare a prendere dai carabinieri, poi finita l’emergenza per quelli trovati sani e quelli che gli hanno ha firmato il certificato di malattia la radiazione. C’è tanta di quella terra ancora da zappare… quando ce vò ce vò, amici cari.

Dallas Mavericks v Miami Heat - Game Two

Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XXI)

Domenica 15 marzo

Se non fosse per l’ansia da contagio questa sarebbe una delle domeniche che più piacciono a me: in tuta tra divano e studio a leggere, scribacchiare ed ascoltare musica; anche il tempo, un po’ uggioso, concilia la mollezza. Stamattina mi sono guardato allo specchio ed ho trovato segni di abbrutimento: capelli lunghi, barba lunga (il mio proposito di radermi tutti i giorni è andato a pallino)… corriamo ai ripari, mi sono detto!

Ma prima le necessità primarie, ovvero alla Coop a comprare pane e giornale; dopo una settimana ho imparato come si indossa la mascherina, c’è un ferretto per stringerla al naso: meglio tardi che mai!

Fuori dal supermercato c’è un ragazzo di colore (senza mascherina ovviamente) in attesa che qualcuno gli lasci il carrello o l’euro che contiene; non è uno dei soliti, quelli “ufficiali”, questo è un abusivo della miseria: amico mio, ma ti pare il momento? Infatti poco dopo esce dal negozio uno della sicurezza, anche lui di colore, e lo invita a togliersi di lì ed andare a casa, che altrimenti deve chiamare la polizia; il primo però faceva orecchie da mercante, forse il concetto di casa gli era sconosciuto, e non so come sia andata a finire.

Se dovesse capitare una nuova emergenza, amici, prendete qualche semplice precauzione:

  1. Passate prima dal barbiere/parrucchiere/estetista;
  2. Fate scorta di vernice per tinteggiare tutto quello che avete evitato di tinteggiare fino a quel momento: mi avrebbe fatto comodo qualche barattolo di vernice per le ringhiere e di tempera per bagno e cucina… così mi toccherà sacrificare qualche weekend di libertà;
  3. Non affrettatevi a pagare le tasse. Giustamente il Governo ha sospeso i pagamenti, ma io che sono ligio avevo già provveduto; veramente dato che la scadenza è domani avrei anche potuto revocare la delega ma mi sono detto che in questo momento allo Stato è meglio darglielo quello che si deve, piuttosto che tenerselo che tanto non si può spendere…

Un po’ dappertutto ci sono sottoscrizioni per aiutare gli Ospedali, i reparti di Terapia Intensiva ed è una cosa bella e meritoria; mi piacerebbe però che, passata la tempesta, non si ricominciasse a parlare di privatizzazioni, flat tax e altre castronerie e ricominciare invece a valorizzare la contribuzione proporzionale ed a rafforzare il servizio pubblico in tutti i campi, Sanità, Ricerca, Scuole…

E ripensare anche il nostro sistema produttivo, se abbiamo imparato qualcosa: vogliamo continuare ad essere la Disneyland del mondo? Per poi piangere quando i turisti non vengono più? Ed è saggio lasciar produrre tutto alla Cina o a vattelapesca, quando noi abbiamo industrie capaci di produrre le stesse cose? (e parlo in questo caso di mascherine, di macchine per la ventilazione polmonare ma vale per qualsiasi settore industriale…). Bisognerebbe anche capire come mai la ditta che fabbrica le macchine di cui parlavo le vende a 9.000 euro e la società che poi le rivende alla Regione ne incassa 17.500.. a che serve questo passaggio? Perché l’amministrazione pubblica non acquista il materiale direttamente da chi lo produce, e non si tolgono di mezzo tutti i parassiti?

E togliere potere a quei moloch che sono diventati le Regioni… Fa ridere l’assessore alla Sanità lombarda che protesta per la qualità delle mascherine ricevute dalla Protezione Civile. A parte che polemiche di questo tipo sono veramente squallide ma dico: o bigolo, governate ‘sta regione da 30 anni tu e i tuoi compagni di merende, avete tagliato migliaia di posti letto per favorire all’inverosimile gli ospedali privati, gestite budget stramiliardari e non ci potevate pensare voi a comprare le mascherine che servivano quando c’è stato il sentore della crisi? Ma la gente si ricorderà di queste cose, mi chiedo, o si accontenta di cantare Fratelli d’Italia (solo la prima strofa perché la seconda è troppo difficile) fuori dalla finestra, che tanto non costa un cazzo?

Ma torniamo a noi: ho riesumato la macchinetta per i capelli che avevo messo via da qualche anno e l’ho rimessa, con qualche timore, nelle mani della mia consorte; mio figlio si affacciava ogni tanto perplesso chiedendo se fosse proprio necessario: lo era, oh sì che lo era! Il risultato è stato al di sopra delle aspettative ed in ogni caso per la fine della quarantena i capelli saranno ricresciuti (almeno quelli che ancora ho, non si fanno miracoli mi ha avvisato l’improvvisata coiffeuse).

Per non perdere l’abitudine del pranzo domenicale ci siamo fatti tagliatelle al ragù; bisognava finire delle tagliatelle al barolo acquistate quest’estate a Nizza Monferrato e ci siamo sacrificati, stasera degustazione di Amarone con seguito di meditazione.

Oggi pomeriggio mi dedicherò alla lettura di “La guerra dei nostri nonni”, un bel libro di Aldo Cazzullo, storie di uomini donne e famiglie nella Prima Guerra Mondiale. Ma di questo parleremo domani perché è una lettura che ispira parecchie riflessioni, anche provocatorie, sulla situazione che stiamo vivendo.

A domani dunque, carissime e carissimi: comunque vada, andrà tutto bene.

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Citofonare Giusy

Nel caso che qualche ex ministro dell’Interno o ministro in generale passi senza avvisare e non mi trovi in casa, lo prego di citofonare alla mia amica Giusy del piano di sotto e lasciar detto. Se proprio volesse parlarmi di persona può aspettare da Giusy che nel frattempo può anche tagliargli i capelli e fargli la manicure.

Che bei tempi ragazzi! Non bastano più i Testimoni di Geova, adesso ci si mettono anche i ministri ad importunare la gente che magari è in bagno per un urgenza oppure ha la pasta sul fuoco e gli scuoce. E cosa risponderanno adesso i ragazzi nelle serate di noia estive quando andranno per scherzo a suonare i campanelli dei compaesani alla domanda “Chi è?”, il volgare “ ’’sto cazzo” o il fantasioso “il ministro dell’Interno”?

D’altra parte se la moda prenderà piede dovremo aspettarci sottosegretari, sindaci, assessori, in giro a citofonare a caso ai cittadini: scusi, lei spaccia? Abbiamo visto sua sorella aggirarsi sui vialoni, le risulta? Suo marito è vegano? E via dicendo.

Ad ogni buon conto sul mio balcone c’è l’annaffiatoio di mia moglie sempre pieno: ministro avvisato, mezzo salvato…

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Un inizio di anno alla grande!

È commovente assistere ai primi vagiti di questo anno. Il vecchio l’ho chiuso andando al cinema, e poi un piccolo cenino tra parenti: in tono minore, con moderazione, che noia. Il giorno dopo invece botta di vita, siamo andati con gli stessi parenti a vedere i Legnanesi a Milano, anzi ad Assago: avevo preso i biglietti on line ed ho sbagliato giorno, così mi sono presentato con i biglietti per domani. Fortunatamente c’erano parecchi posti vuoti, e ci hanno fatto entrare lo stesso: la fiducia nei miei confronti però è scemata, e dovrò faticare parecchio per risollevarla. Quest’anno vorrei scrivere solo cose vecchie e divertirmi con Olena & c. (intanto sto preparando il libretto per la stampa, tanto prima o poi tutto quello che c’è sui computer sparirà, lo sapete vero? Molto meglio la carta). Soprattutto mi sento ottimista, molto ottimista. Di che dovrei scrivere se no, se sia lecito per il paese più armato al mondo assassinare gente come più gli piace, con la scusa di difendersi? O delle 50 bombe atomiche che ci ritroveremo tra poco ad Aviano, nonostante il nostro ministro della difesa giuri il contrario? O che la prossima Parigi Dakar si correrà in Arabia, come del resto poco fa si è giocata la Supercoppa Italiana di calcio? O che in Libia arriveranno i turchi, che avevamo cacciato via nel 1911? O che in Siria, ad Idlib, quelli che fino a ieri erano i tagliagole dell’Isis ora sono definiti “ribelli”? No, non sono attrezzato. In bocca al lupo al nuovo anno comunque, se tanto mi dà tanto non sarà dei più tranquilli. Anno bisesto…

Tutta colpa di don Matteo!

Bisogna essere onesti, amici, e riconoscere che se gli umbri alle elezioni regionali di domenica scorsa hanno votato in massa per Salvini, la colpa è di don Matteo.

Dal lontano 7 gennaio 2000, data in cui andò in onda la prima puntata della prima serie (attualmente si sta girando la dodicesima!), i bravi e simpatici Terence Hill e Nino Frassica hanno dovuto risolvere un’infinità di casi di omicidi, violenze, furti ed imbrogli, dando la netta sensazione che Gubbio e Spoleto, le due cittadine dove la serie è ambientata, siano la riedizione moderna di Sodoma e Gomorra e che la criminalità vi regni sovrana: come si fa allora a non dar ragione ai miti umbri se qualcuno fa la voce grossa e dice: e mo’ basta?
Se alle elezioni regionali del 2000 l’allora Lega Nord racimolò l’inezia di 1.227 voti (lo 0,25%!), perlopiù di buontemponi, ed oggi ne prende 154.413 (il 36,95%) di qualcuno la colpa dovrà pur essere.

Ieri il telegiornale ha passato la notizia che New York mette al bando il foie gras, a causa delle condizioni in cui vengono allevate le oche (per fargli venire il fegato grasso bisogna ingozzarle come oche, appunto). Non male in un paese dove, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2018 il consumatore medio statunitense avrebbe mangiato 222,2 chili di carne rossa e pollame a testa. L’ipocrisia regna sovrana dall’altra parte dell’Oceano, ma almeno le oche ringraziano.

Ed allora diciamocelo: tutto il miele sparso a piene mani, le pecorelle del signore redente alla fine di ogni puntata, i buoni sentimenti, non saranno stati controproducenti? Le marce per la pace, le bandiere arcobaleno, i richiami al santo di Assisi, non sono semplicemente uno sciacquare i panni in Arno (o in questo caso nel Tevere, o nel Nera) se sono fini a se stessi e se non seguono un’idea ed una prassi politica di giustizia sociale?

A proposito di giustizia sociale, in tempi di estrema e crescente disuguaglianza c’è ancora chi ciancia di flat tax, e purtroppo c’è ancora chi ci crede. La redistribuzione si fa togliendo i soldi a chi ne ha troppi, con una tassazione progressiva, e non riducendo le tasse ai ricchi (che hanno tutto l’interesse, infatti, a diffondere la favoletta). Fa specie che la Lega, che si dice popolare, sostenga questa storiella, ma è lo svelamento di chi veramente c’è dietro, altro che lotta ai poteri forti….

Fanno tenerezza i cinquestelle, che riescono a perder voti in favore di Salvini sia quando sono alleati che quando sono avversari: destino naturale per una forza che ha fatto le sue fortune sull’alterità (noi onesti contro tutti) e quando deve “sporcarsi le mani” è sempre soggetta ad attacchi di tradimento degli ideali di purezza; e non basta dirsi ne di destra ne di sinistra, quando alla fine i propri elettori votano a destra, eccome.

Il signor Stoltenberg, segretario norvegese della Nato e cioè di un organismo che a mio modesto parere dopo la caduta del muro non avrebbe più avuto motivo di esistere, ha affermato che “Kiev è già membro Nato de facto”. Questo potrebbe voler dire, in un prossimo futuro, supportare l’Ucraina in qualche guerra contro la Russia: non mi pare che questa mossa all’Europa possa giovare molto, considerando che stiamo ancora raccogliendo i cocci dell’allargamento ad est dell’Unione Europea. Non sarebbe ora di chiedere ai cittadini europei cosa ne pensano di questa faccenda?….

Comunque l’anno prossimo ci sarà un’altra bella tornata di elezioni regionali, tra cui quelle dell’Emilia-Romagna assurta ormai a Fortezza Stalingrado, ma lì la colpa si sa già a chi darla: a Peppone e don Camillo…

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