Ode all’uomo grave

Credo di aver promesso, tempo fa, di non scrivere più poesie. Questa però è voluta uscire da sola e non ce l’ho fatta a fermarla, ci vuole pazienza.

Soffro, mi struggo, languo,
la gravità mi opprime
Fuoriesce come flatuo
spasmo di idea sublime.

Ingorgo nel cervello
so poche cose e male
si sfidano a duello
il prete ed il maiale.

Ne artista ne scienziato,
maestro di autocritica.
Meglio sarebbe stato
seguir la via politica

Fingere gran disprezzo
per soldi e per prebende
vendendomi a buon prezzo
al miglior offerente.

Vano e superficiale
perfetto per l’andazzo
sembra che sappia tutto
e invece non so un cazzo,

Nel secolo che aborro
sarei stato osannato
mascherato da Zorro
avrei fottuto e rubato.

Ma lo specchio mi richiama
son grave ma non troppo
coliche di coscienza
mi causano l’intoppo;

Ne dindi ne moldave,
l’encefalo va in blocco
non sarò forse grave
ma, alfin della licenza, tòcco.

giomag, 12 ottobre 2017

cyrano

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Spezialitaten

“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”

Ma quali saranno queste specialità di cui si parla, mi sono chiesto? Quelle per le quali valga la pena intraprendere iniziative istituzionali? Ho stilato quindi un breve elenco, che sarà utile ai votanti:

  • ossobuco alla milanese;
  • cotoletta alla milanese (o Wiener Schnitzel);
  • risotto allo zafferano;
  • primari di ospedale ciellini;
  • polenta in tutte le salse;
  • tortelli di zucca (Mantova);
  • missoltini e pesce persico (lago di Como);
  • vini della Franciacorta;
  • chirurghi che impiantano protesi in cambio di mazzette;
  • pizzoccheri (Valtellina);
  • mariuoli che rubano ai vecchietti del Pio Albergo Trivulzio;
  • bresaola (Valtellina);
  • ex ministri dell’Interno che negano l’esistenza della mafia in Lombardia;
  • ex ministri dell’Interno che fanno resistenza a pubblico ufficiale;
  • ex ministri dell’Interno che diventano governatori e promulgano referendum a capocchia;
  • casseula;
  • panettone;
  • ‘ndrangheta e camorra (ma l’ex ministro dell’Interno diceva che non ci sono);
  • anziani leader in passato dediti a cene eleganti;
  • mostarda (Cremona);
  • violini (sempre Cremona);
  • partiti politici che investono rimborsi elettorali in diamanti in Tanzania;
  • amaretto di Saronno;
  • gorgonzola;

e tante altre che non citerò per questioni di spazio, ma che meritano senz’altro riguardo.

Segnalo che ieri sera, non bastassero forzitalioti, fratelliditaliani e centricoli vari che hanno appoggiato le mene leghiste, parte dei sindaci piddini che si sono pronunciati a favore, tra cui primeggiano il sindaco di Bergamo e quello di Milano, ieri dicevo perfino un consigliere cinquestelle (con rispetto parlando) blaterava di autodeterminazione.

Il 22 ottobre saremo quindi chiamati, intendo i residenti in Lombardia con diritto di voto _ il suffragio universale è comunque sopravvalutato, secondo me_, a dire la nostra sul quesito che ho riportato all’inizio, tema che sta a cuore a tutti i lombardi, non il lavoro, non la precarizzazione e la dignità delle persone, non la caduta morale della società, non la privatizzazione di tutti i servizi, non l’infiltrazione mafiosa (stessa cosa faranno in Veneto). Il referendum, in piena trasparenza, si svolgerà con voto elettronico e senza quorum. Cioè basteranno tre pirla certificati dalla società Lombardia Informatica (i cui dipendenti come noto sono assunti per alti meriti professionali) per autorizzare l’ex ministro degli Interni a chiedere più poteri e più soldi (per adesso, poi si sa come va a finire).

Mi rivolgo allora all’attuale ministro degli Interni, onorevole Minniti. Onorevole, sono un suo estimatore, mi farebbe un favore? Li faccia pure votare perché se no poi piangono, ma subito dopo potrebbe metterli tutti su un barcone e spedirli in Libia? Grazie.

(163 – continua)

maroni

Filosofamenti

Sfortunatamente all’Istituto Tecnico non ci insegnavano filosofia, anche perché di filosofi ce ne sono in giro già troppi ed avremmo inflazionato la categoria, così devo confessare di conoscere poco Rousseau e persino Voltaire.
Tra parentesi l’ITIS che ho frequentato con buon profitto è stato lesionato nel terremoto dello scorso anno ed è stato abbattuto, laboratorio di aggiustaggio compreso.

Dicevo di Rousseau e Voltaire, accomunati nell’immaginario studentesco sotto la voce “illuministi”, la qual parola da sola garantiva la certezza di una sufficienza piena; se poi ci si aggiungeva qualche frasetta sulla fiducia nel progresso, l’egualitarismo e la libertà si poteva arrivare facili facili ad un distinto.¹

Si pensa che i filosofi siano gente che sta tutto il giorno panza all’aria a struggersi tormentosamente sulle disgrazie del mondo, sul senso del nostro essere, chi siamo e dove andiamo. Personalmente non ho niente in contrario, tra l’altro mi sembra che ci sia notevolmente bisogno di esseri pensanti. Ma è un luogo comune, e poi non tutti passano il tempo con occupazioni così gravose: il dottor Marchionne ad esempio è un filosofo, tutti i figli che vogliono studiare filosofia lo portano come esempio ai genitori che si preoccupano di come porteranno a casa il pane: “eh mamma, anche Marchionne è un filosofo”. Così i genitori, già pregustando un giretto in Ferrari, sganciano i soldi per l’iscrizione senza più timori occupazionali.

Non so voi, io non mi sono ancora accostato alla piattaforma Rousseau² per due motivi: uno perchè non mi ritengo all’altezza di un nome tanto altisonante, uomo complesso peraltro se è vero che passò dal calvinismo al cattolicesimo e ritorno per poi finire al deismo nonché sofferente di stenosi all’uretra e questo potrebbe spiegare molto; e l’altro perché avendo poca stima degli informatici³ come categoria, anche se singolarmente ne conosco di eccellenti specialmente quando stanno lontani dagli amati computer, non mi fido a mettere i miei voti in balia di qualcosa di digitale.
Anche per questo sono contrario al voto elettronico, e sarei anzi favorevole all’introduzione, come nel recente referendum curdo, del voto tramite pollicione, dopo averlo intinto ben bene nell’inchiostro.

A ben vedere le poche note che ho riportato su Rousseau le ho tratte da wikipedia, l’enciclopedia on-line; una volta avrei dovuto consultare l’enciclopedia cartacea, che per un enciclopedista sarebbe stato decisamente un omaggio più adatto. I miei genitori alle elementari mi avevano comprato l’enciclopedia Conoscere. A rate, sacrificio mica da poco. Era bellissima, l’ho letta e riletta non so quante volte; gli articoli non erano corredati da foto ma da disegni, e le voci non erano riportate in ordine alfabetico ma alla rinfusa, così potevate trovare Garibaldi alla pagina successiva del funzionamento dell’altoforno; credo che l’avessero fatto apposta per spingere alla lettura di un po’ di tutto, senza fissazioni; sono convinto che quel poco di cultura che mi è rimasta dentro lo devo alla lettura di Conoscere e anche questo spiega tante cose.

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A proposito di cultura, mi ha colpito in questi giorni quanto riportato sulla modella ceca Ivana Mrázová, che Dio la benedica, che per tenere tonico il fondoschiena farebbe una ginnastica peculiare, consistente nel flettere il busto in avanti a 90° con le gambe leggermente divaricate stringendo una candela tra le natiche. L’attività ad un filosofo potrebbe sembrare ininfluente ai fini della comprensione dei misteri dell’uomo, tuttavia non mi sento di condannare la bella ceca perché in fondo il fondoschiena le garantisce pane e companatico ed è giusto trattarlo con il dovuto riguardo. E poi, cari amici: provateci voi! Il vostro cronista, al netto della candela che non era disponibile (ed usare una torcia elettrica non avrebbe avuto lo stesso effetto), si è cimentato nell’esercizio e non ha ottenuto risultati brillanti. Il ricordo di una igienista dentale che tacciava di culo flaccido il suo benefattore, con vera ingratitudine, mi ha tormentato ed ho deciso di correre ai ripari.

Prontamente è comparsa una ricerca, credo inglese, che dimostrava come l’attività fisica migliori il rendimento sessuale. Che scoperta. Anche se, secondo me, il troppo stroppia: un ex collega, patito di culturismo, si bombava di anabolizzanti e raccontava che per un mesetto si ritrovava totalmente impotente, per poi avere una settimana di testosterone alle stelle per cui doveva assolutamente dare sfogo alle energie represse. L’altra sera ho sentito un bel proverbio, “chi tène ‘a tartaruga non tène ‘o serpente”, che è abbastanza lusinghiero per chi si avvicina ormai a tenere il pappagallo, che sempre animale è.

Il morale comunque, almeno quello, si è sollevato nell’apprendere che le donne arabe potranno guidare! Con un tutore uomo che azionerà volante, freni, frizione e acceleratore ma potranno guidare. Brave! Ancora qualche annetto e potranno andare in bicicletta, sempre che ne abbiano voglia.

(162 – continua)

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¹ Erano tempi in cui non portavamo sulle spalle zaini di chili per dimostrare di  andare a scuola: avevamo una cinghia che teneva insieme il minimo indispensabile. Il resto lo tenevamo dentro la zucca.
² La piattaforma Rousseau si definisce il sistema operativo del movimento 5 stelle. Io sapevo che i sistemi operativi servissero ai computer ed agli automi, ma sono vecchio
³ L’informatica è quella scienza che complica le cose facili e inventa sempre nuovi modi per eliminare posti di lavoro.

Zucche e zucconi

Chi l’avrebbe mai detto che in natura esistano più di duecento tipi diversi di zucche? A meno di non essere botanici credo siano in pochi ad esserne a conoscenza. E’ quello che ho appreso ieri visitando una Sagra della Zucca in una frazione di un grazioso paese lacustre, di cui non farò pubblicità perché è uno degli acerrimi avversari nel Palio; dovevo comunque immaginarlo perché un detto di queste parti recita più o meno “zucc e dònn brutt ghe n’è dapertutt” ma comunque la bellezza è soggettiva ed effimera mentre una zucca è per sempre.
Era in mostra la campionessa delle zucche: uno zuccone da 200 kg! Sulla quale due bambinetti, sfuggiti alle attenzioni dei genitori, si sono seduti, rompendone la scorza. L’addetto alla sicurezza dell’ortaggio c’è rimasto male, ed ha redarguito i monelli; al che i genitori invece di prenderli per le orecchie e magari sculacciarli hanno fatto spallucce giustificandoli: “eh, sono bambini!”.

Tempo fa, frequentando abbastanza spesso Roma per lavoro, mi era capitato di assistere ad una scena altamente istruttiva: dai finestrini di un bus un gruppetto di ragazzini, evidentemente appena usciti di scuola, bersagliavano le persone sui marciapiedi con gessetti ed altre munizioni improvvisate. Un uomo, sarà stato di una trentina d’anni, si è avvicinato ad uno dei buontemponi dai capelli rossi e gli ha appiccicato uno schiaffone che gli ha lasciato il segno delle cinque dita sulla faccia brufolosa; il ragazzino dopo l’attimo di smarrimento iniziale ha tentato, coraggiosamente devo dire, di ribellarsi, prontamente raggiunto da un manrovescio sull’altra guancia. Il colore delle guance a quel punto era uguale a quello dei capelli; il ragazzino ha minacciato di chiamare il padre, al che il signore si è augurato che lo facesse, così gliene avrebbe appioppati un paio anche a lui. Colpirne uno per educarne cento!

Ho sentito dire che un giudice spagnolo per impedire il referendum catalano sull’indipendenza ha ordinato, tra le altre cose, il sequestro delle schede elettorali. Ingegnoso! Quello si che ha una bella zucca. Si potrebbe prendere come esempio per i prossimi referendum leghisti e sequestrare, oltre alle schede, anche le matite, gli scatoloni e i separé. Sarà per questo che vogliono far votare elettronicamente? Come mai quando i referendum li richiedono gli altri sono sprechi di denaro pubblico e quando invece li indicono loro sono sacrosanti? Spero che i terremotati ai quali quei soldi avrebbero fatto più comodo se ne ricordino quando Salvini andrà a chiedergli i voti. Una delle pubblicità che questi dementi questi democratici propongono recita che l’autonomia permetterà di evitare i crolli dei ponti. Regione e Provincia sono loro da decenni; sono stati al governo per vent’anni più o meno e tutto quello che sono stati capaci di fare è esportare diamanti in Tanzania e importare in Lombardia camorra e ‘ndrangheta; crollano i ponti e la colpa è sempre degli altri. Ma andate a cagare (sulle zucche)!

Al ritorno dalla sagra ci siamo fermati a ristorarci in un bel bar nelle vicinanze del lago. L’intenzione era quella di bere un prosecchino ed andare poi a cena ma il buffet degli aperitivi ci ha indotti a cambiare idea ed al grido di “piatto ricco mi ci ficco” dopo un primo momento di disorientamento ho iniziato a fare la spola tavolo-buffet con piatti via via ripieni di ogni ben di Dio. Devo dire che io e la mia consorte abbassavamo abbastanza l’età media del locale ed i camerieri ci avevano messo infatti in un tavolino un po’ defilato; qualche ragazza lanciava degli sguardi impietositi, sospettando che fossimo due pensionati che non arrivavano alla quarta settimana e avevano scelto il loro locale in alternativa alla mensa della Caritas: con soli 6 euro spritz e cena! Temo che se tutti facessero come noi in breve tempo fallirebbero, ma per il momento il rimorso non mi assilla.

Il candidato premier del Movimento Cinque Stelle sarà l’onorevole Luigi Di Maio. L’hanno stabilito cliccando qualche decina di migliaia di fedeli, ovviamente democratici, scegliendolo tra candidati eccellenti tra cui spiccavano l’Uomo Invisibile, la vecchina di Hansel e Gretel, il custode del campo di bocce di Laigueglia e il famoso macaco del selfie. Non discuto se Di Maio sia bravo o meno, ma che queste siano primarie serie lo possono credere solo dei fanatici. Quasi quasi erano state più serie quelle del PD, con Renzi contro Bombolo, Franco Franchi e Maciste.

Infine un invito: andate a vedere, se vi capita, Barry Seal con Tom Cruise. Sono passati trent’anni e più, ma i metodi non sembrano cambiati di molto.

(161 – continua)

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Macachi ed altri animali

Ho appreso con divertimento ma anche sconcerto che nei giorni scorsi un tribunale (americano) è stato chiamato in causa da una associazione ambientalista che non a caso si chiama Peta per dirimere una questione vitale: se i diritti d’autore su una foto scattata da un macaco siano attribuibili al macaco stesso.
Questo macaco curioso qualche anno fa si è impossessato della macchina fotografica che il fotografo aveva momentaneamente lasciato incustodita e ne ha approfittato, già che c’era, per farsi l’autoritratto.
Fortunatamente ha posizionato l’obiettivo all’altezza della faccia e non di altre parti, anche se non ci sarebbe stato niente di sconveniente considerato che tanti umani fanno anche di peggio per esibizionismo e nessuno se ne scandalizza.
Già nel 2016 la corte federale della California aveva sentenziato che le leggi sul copyright non si possono applicare alle scimmie; non contenta la Peta ha fatto ricorso ed ha perso ancora.
I diritti sono del fotografo; mi permetto di dissentire dal momento che non capisco quale sia il merito del fotografo nello scatto fatto dal simpatico macaco, e credo che la Brambilla dovrebbe dire la sua sulla questione.

Non sono un simpatizzante di Clemente Mastella, anzi. Però apprendere che dopo 10 anni è stato assolto dalle accuse che l’avevano portato a dimettersi dal governo Prodi (non a lasciare del tutto la politica, anche se si è accontentato di fare il sindaco di Benevento, che tra l’altro quest’anno ha la squadra di calcio in serie A: sarà un caso?) mi ha amareggiato. Mi è capitato qualche anno fa di essere chiamato come testimone oculare in una causa civile di una cittadina che chiedeva i danni al Comune perché, inciampata su un marciapiedi dissestato, si era rotta un piede. Mi hanno convocato dopo tre anni e a tutt’oggi non so come sia finita. Comunque diciamocelo, Clemente Mastella se l’è cercata. Con tutti gli anni che è stato al governo o nelle vicinanze, se la giustizia è in questo stato la responsabilità è anche sua.

Il sindaco di Firenze, pervaso dalle migliori intenzioni non esenti da influssi savonaroliani, ha deliberato di multare i clienti delle prostitute. Probabilmente pensa che solo la minaccia di vedersi recapitata a casa la multa per fornicazione non autorizzata faccia desistere dei padri di famiglia dal frequentare professioniste dell’amore¹; a mio avviso sottovaluta la funzione sociale di queste operatrici: ricordo che quando lavoravo a Milano, in Via Porpora, nelle ore pomeridiane c’era sempre una signora di all’incirca una settantina d’anni che aspettava clienti, e va bene che gallina vecchia fa buon brodo ma ci chiedevamo chi mai avesse bisogno di tali brodini; ed invece l’attempata esercente manteneva una fedele clientela che evidentemente si sentiva rassicurata dall’esperienza e dal garbo della intrattenitrice. Si pensa di colpire la domanda per stroncare l’offerta?

A proposito di domanda e offerta, in vicinanza delle elezioni i media ci bombardano con la supposta ripresa (più supposta che ripresa, secondo me). Peccato che la domanda interna sia ancora debole, dicono. E graziealcà, se i contratti medi sono a tre mesi e gli stipendi non ne parliamo, che domanda interna deve risalire?

Non so se nel resto d’Italia lo sappiate, ma il prossimo ottobre in Lombardia e nel Veneto voteremo per l’autonomia! Referendum propositivo il cui succo è: volete che i soldi dei lombardi e dei veneti rimangano in Lombardia e Veneto? Il presidente Maroni chiede anche maggiori poteri, specialmente nella sicurezza; spero che non si riferisca alla polizia regionale perché abbiamo visto i risultati in Spagna, dove la polizia catalana non parlava con quella nazionale, e poi sinceramente nel momento in cui lo statista Salvini afferma che se vincerà le elezioni darà mano libera alle forze dell’ordine non mi sento tranquillo… chi si crede di essere, Duterte²? Alcuni sindaci PD comunque si sono pronunciati a favore del referendum, a testimonianza della lucidità che vige in quel partito. Da parte mia contraddirò tutto quello che ho finora sostenuto sui referendum e per l’occasione rispolvererò il motto tanto caro ai nostalgici tra i quali, seppur non politicamente, mi annovero: me ne frego!

Ieri ho partecipato alla sfilata finale del Palio del Baradello. Il Borgo di cui faccio parte è arrivato secondo, con onore; abbiamo preso dei punti aggiuntivi nel tiro alla fune perché abbiamo fatto tirare dei residenti doc: un ucraino e due salvadoregni. Lunga vita all’Imperatore!

(160 – continua)

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¹ Spero che ai più colti non sfugga la citazione di Julio Iglesias.
² L’attuale presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, conosciuto per la sua bonomia, equanimità e tolleranza.

Code a tratti

Uno dei misteri più impenetrabili della nostra epoca è quello del formarsi e sciogliersi delle code a tratti. Un attimo prima si viaggia tranquilli e l’attimo dopo zac! ci si ritrova fermi senza alcun motivo apparente. Una mezzoretta di prima, massimo seconda marcia e poi come per magia si riparte come niente fosse. Anche uno dei più noti scienziati del nostro secolo, Roberto Giacobbo, ha provato a spiegare il fenomeno ma non c’è riuscito. Sono un suo estimatore fin dagli esordi, e ricordo una puntata del programma che conduceva, Stargate, dove riuscì a dimostrare, grazie allo studio della precessione degli equinozi¹, che la nostra civiltà fiorì ben prima di quanto si pensi e che le piramidi non furono innalzate dagli egizi ma da popoli ben più progrediti vissuti migliaia di anni prima². Nonostante questa consapevolezza, tra Faenza e Imola vi ritroverete in coda senza sapere perché e nulla potrà fare il buon Giacobbo.

Il recente terremoto a Ischia ha evidenziato una certa debolezza strutturale del nostro territorio. Sembra che alcune case si rifiutino di rimanere in piedi anche dopo una scossetta. La causa è al momento sconosciuta.

La coda a tratti è una metafora della vita: si procede spediti, anche troppo a volte, quando all’improvviso si è costretti a fermarsi, bloccati, imbottigliati. Che sarà successo là davanti? Un incidente, una deviazione, staranno facendo dei lavori? I più impazienti iniziano ad agitarsi, facendo lo slalom tra una corsia e l’altra, rimanendo perlopiù allo stesso punto. I furbi si lanciano sulla corsia di emergenza. Spesso si rimpiange di non essersi fermati al casello precedente al primo stimolo di pipì, e se l’attesa si protrae di aver buttato via la bottiglia vuota dell’acqua, che avrebbe fatto comodo.

In America, potenza di Trump! c’è stata una eclisse di sole. Il presidente ed i suoi congiunti indossavano dei bellissimi occhiali da eclisse. Io nell’ultima eclisse per schermarmi ho usato una lastra dei raggi X, non altrettanto elegante ma che forniva comunque una buona protezione. Ma a proposito di America: ma cos’è questa fregola di abbattere statue sudiste? Sono state lì per decenni, perché adesso danno così fastidio?

In una delle ultime code a tratti in cui sono incappato sono stato tamponato. Il danno sembrava abbastanza lieve ed ho proposto di stilare la constatazione amichevole; al che il tamponatore ha nicchiato, insinuando persino che il bozzo nel mio paraurti fosse precedente all’urto. In questi casi è utile avere a portata di mano un cric ed accarezzarlo amorevolente; questo e l’uscita dal veicolo della mia boby guard³, 192 cm x 105 kg, ha convinto il conducente distratto ad assumersi la propria responsabilità.

Il nostro attuale ministro dell’Istruzione ha in mente di proporre l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni. Perché cavar sangue dalle rape, dico io? Si adoperi piuttosto il ministro affinché la Costituzione venga applicata: che le scuole private non siano a carico dello stato, che i meritevoli possano andare avanti negli studi senza che le famiglie si debbano svenare. E chi non ha voglia di studiare, o non riesce, che abbia un percorso professionale e possa trovare un lavoro dignitoso che non venga retribuito, quando va bene, in voucher.

Tuttavia nessuna notte è infinita, come insegna il poeta Renato Zero, e dalle code prima o poi si esce; per tornare alla vecchia vita ed intrupparsi felici da qualche altra parte: al lavoro, al supermercato, in discoteca, in metropolitana, sette miliardi di code in giro per il mondo.

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¹ Se non avete idea di cosa sia la precessione degli equinozi non vi date pena. Nessuno lo sa.
² Che fine poi abbiano fatto questi popoli è un altro discorso.
³ Mio figlio. Innocuo, figurarsi, un artista. Ma l’altro non lo sapeva.

Pakistonia

Mi dissocio da quanto me stesso ha scritto. Lo penso ma non dovrei dirlo, o forse lo dico ma non dovrei pensarlo. La mia parte destra piglia a mazzate quella sinistra, e viceversa; l’ateo bastona il credente, e tutte e due bastonano l’agnostico. Il Titanic affonda e all’orizzonte non c’è nemmeno una Ong; il giorno di ordinaria follia si sta avvicinando e allo specchio vedo Michael Douglas, purtroppo senza Catherine Zeta-Jones, accarezzare la mazza da baseball. La solita scimmia nuda urla “E ‘mó basta!” e l’infermiere in camice bianco gli liscia la testa. Che si fotta!  

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Non molto distante dal mio paese natale c’è un paese che si chiama Corridonia. Il nome è abbastanza recente, in quanto gli fu attribuito nel 1931 in onore di una personalità illustre, quel Filippo Corridoni socialista e sindacalista rivoluzionario, interventista, morto durante la prima guerra mondiale ed arruolato post-mortem tra i numi tutelari del fascismo.

Simpaticamente gli abitanti dei paesi vicini, data la folta comunità Pakistana presente, l’hanno recentemente ribattezzata Pakistonia.

Nel mio paese, che lo ricordo è in collina, c’è un vecchio asilo di infanzia, non più utilizzato, situato in una posizione invidiabile, al posto di un pezzo di antico muro di cinta, con un’enorme terrazza da cui si può godere il panorama fino alle montagne. C’era un vecchio progetto di riconversione in mini-appartamenti per anziani, necessità estremamente sentita dato il continuo allungamento dell’aspettativa di vita. I lavori sono stati fermi per anni e sono ora ripresi; gira però la voce che il progetto non sia più quello originario ma si stia lavorando per apprestare un centro di accoglienza per immigrati; mio padre non ne era a conoscenza, e un po’ scettico mi ha chiesto: “ma dove vanno a pigliarli tutti questi immigrati?” e quando ho ipotizzato che fossero quelli che arrivano con i barconi, ridendo mi fa: “e le barche dove le mettono?”.
Ma tutto può essere, vedremo presto se l’asilo che mi ha visto presente per soli tre giorni nella vita riprenderà vita per richiedenti asilo e non solo.

Il governo l’altro giorno sembrava aver avuto una idea che, essendo di buon senso, è stata subito accantonata: se tu, nave che non fai parte di missioni internazionali e che batti bandiera francese o inglese o panamense, insomma non italiana, ti metti a due passi dalle acque territoriali libiche (quando non dentro) a soccorrere barconi, sfidando le accuse di fare da taxi ai clandestini e persino di essere in combutta con gli scafisti, i passeggeri te li porti a casa tua. Apriti cielo! Attacchi a non finire, ci si accanisce con i deboli, si va contro i trattati internazionali, si va contro il diritto del mare, si è disumani.
Ma nessuno aveva mica detto di ributtarli in mare. Solo che se vieni dalla Nuova Zelanda per salvare persone è giusto che le porti nel tuo paese, dove potrai accudirle meglio.
Avrei voluto vedere cosa avrebbe fatto, ad esempio, la Francia, a trovarsi le navi di Médecins Sans Frontières ripiene di migranti a Mentone; li avrebbe ammassati a Ventimiglia?

Ricordiamo a Macron che è stato il suo paese, guidato da quell’altro tappetto di Sarkozy, ad andare a far casino in Libia, tirandosi poi dietro la Nato; che la Libia di Gheddafi era un collettore di immigrazione e conteneva per conto di tutta l’Europa e non solo nostro, con le buone o le cattive, quelli che adesso Macron rifiuta di prendersi.

A Madrid ho visto un palazzo dove c’era un enorme striscione: Refugees Welcome.
E’ il classico modo di fare gli accoglienti col didietro degli altri; perché se fossero così contenti di accogliere rifugiati potrebbero rimuovere i muri a Ceuta e Melilla, e si vedrebbe poi quanti striscioni comparirebbero.

Sono ormai convinto che questa spinta migratoria non sia spontanea ma manovrata per almeno due motivi: a) l’introduzione di persone disposte a lavorare per due lire e senza diritti b) l’islamizzazione della società.
In tutti e due i casi gli alleati sono quelli che più avrebbero motivi per opporsi e più hanno da perdere: nel primo tutta la sinistra e specialmente quella radicale, ovviamente in nome dei diritti umani; ma che diritto umano è quello di venir qua a raccogliere pomodori, quando va bene, a 3 euro all’ora? Ma uno sforzo di realismo quando si vorrà fare? Quante persone siamo in grado di accogliere e di far vivere dignitosamente? Altrimenti di che accoglienza parliamo, quella che dà profitto a chi accoglie?

Non stendo, anche se sarebbe meglio, un pietoso velo sulle ultime esternazioni di Boeri sulla necessità dei lavoratori immigrati. Ma che c’entra? Chi la nega? Abbiamo cinque milioni di stranieri residenti in Italia, qualcuno pensa di buttarli fuori? Cosa c’entrano con l’immigrazione incontrollata? Se si chiede piuttosto a loro cosa pensano del sistema attuale, magari a quelli che sono arrivati trent’anni fa, la risposta è unanime: siamo deficienti. E Boeri, perché non pensi ai voucher, e perché non dici che dei milioni di voucher utilizzati nei due anni passati ai beneficiari non andrà una lira di pensione, e i contributi se li intasca l’Inps a fondo perduto? Come peraltro per i nuovi voucher che il governo truffaldinamente ha reintrodotto?

Nel secondo caso chiamo in causa, genuflettendomi, la Chiesa cattolica. Mi chiedo, non per fare il Salvini, perché tutti gli Sceicchi, Emiri, Sultani musulmani straricchi, invece di finanziare guerre sante per la barba di Maometto, non aiutano i loro “fratelli” a casa loro? Sono stufo di sentire che dobbiamo risarcire l’Africa per il colonialismo! Gli arabi l’hanno depredata per secoli, quelli che raccoglievano schiavi erano loro, e la schiavitù qualche paese l’ha avuta fino alla seconda guerra mondiale. Quando mio nonno è andato a conquistare l’Etiopia di Hailé Selassié (sbagliando, per carità, ma se hanno uno straccio di strada e ferrovia è perché gliel’abbiamo costruita noi…), vigeva ancora la schiavitù, lo sappiano i beati rastafariani! Questi figli di negrieri vogliono sparpagliare musulmani in Europa ma si guardano bene dal condividere le loro ricchezze, vogliono sfruttare il buon cuore, le code di paglia e gli stati sociali di quelle società che poi disprezzano per la loro lassezza ed i costumi troppo liberali.
E chiedo, a queste società arretrate, perché questo sono: quando vi libererete di questi parassiti?

Temo che la chiesa, in grave crisi di fedeli vocazioni e identità, operando in maniera indiscriminata stia lavorando contro se stessa e favorirà non la sua parte migliore ma i gruppi più radicali al suo interno; che la politica del “poverini” e della pacca sulla spalla senza progetti avrà come sbocco l’islamizzazione della società; che i laici avranno da rimpiangere la chiesa bigotta di cui tanto si lagnano; l’ecumenismo è un’utopia, per non dire una stupidaggine, che può forse funzionare tra chiese cristiane (tutto da dimostrare) ma non certo con i musulmani.
Ad essere troppo buoni si passa per coglioni, e noi temo stiamo superando abbondantemente quel limite.

L’Africa ha tanti problemi, siamo d’accordo. Tanti li abbiamo causato noi e tanti li alimentiamo, può essere. Ma sono passati più di settant’anni dalle loro indipendenze. Per fare un esempio, in Niger che è uno dei paesi più poveri del mondo, ogni donna partorisce quasi sette figli a testa. Devo andare io a dirgli che forse è meglio fare un po’ meno figli e cercare invece di mettersi insieme per star meglio? Ma pensate che le vostre rivoluzioni debbano farvele gli altri? Il Che è morto da un pezzo, cercate di darvi una svegliata care risorse, che qualche problemino cominciamo ad avercelo pure noi.

(150 – e ‘mó basta)

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Cupio dissolvi

Abbandono per un attimo le cronache di famiglia per altre cronache, di attualità e molto meno interessanti. Si parla di politica, chi non è interessato soprassieda.

Qualcosa non funziona, lo dico con preoccupazione. L’acqua dello scarico sta ormai trabordando, sta superando il galleggiante per chi si intende di idraulica.

Riporto solo una parte di una conversazione avuta stamattina in treno, giusto per far capire che aria tira. Attenzione perché non sono casapaundini, fratelliditaliani, leghisti o grillini. Li si potrebbe annoverare tra i moderati, anche se non si direbbe.

“Porca pu♦♦♦na, ma questo ha il coraggio di definirsi un governo di sinistra, ma che ca♦♦o di sinistra che continua a tirar fuori soldi pubblici per regalarli ai privati?

E l’Alitalia, che prima quel cog♦♦♦ne¹ la spacchetta e la privatizza (la volevano i francesi, ma lui no: gli abbiamo dato tutto ai francesi, banche, assicurazioni, alimentare, acqua: ma Alitalia per carità, teniamocela sul groppone, con i soldi delle Poste, cioè i nostri) e adesso questi qua dopo aver sbraitato per anni contro berlusconi che fanno: ancora soldi, ma non era privata? Che li tiri fuori la marcegaglia i soldi! E gli sgravi fiscali per le assunzioni, così hanno fatto licenziare i vecchi per prendere quelli nuovi che costano meno, e adesso licenziano pure quelli; miliardi e miliardi alle banche: quei soldi sono anche miei, a me mi mandate in pensione a 70 anni e i miei soldi li regalate a banca Intesa? Quando ancora dovete mandare le casette ai terremotati? Figli di buone donne, vigliacchi e disonesti!

Pure con i voucher hanno avuto il coraggio di prenderci per il c♦♦o!

Poi vi lamentate che la gente vi schifa? Ringraziate Dio che la gente non vi piglia a schiaffi appena vi vede o peggio!

Le banche che sono fallite o quasi erano gioiellini: chi le ha svuotate? Pretendo prima di dargli i miei soldi di vedere i responsabili impiccati nello stadio di San Siro², perché ormai mi sono rotto i co♦♦♦♦ni di questi ladri e malfattori!³

Bisogna salvare lavoratori e risparmiatori, dicono i farabutti! I lavoratori quali, anche quelli che hanno venduto merda ai loro clienti, e magari hanno preso anche i premi? Ma se i bancari cascano sempre in piedi! I correntisti fino a 100.000 euro erano già salvi, non bastavano? No, dobbiamo preoccuparci pure degli azionisti e gli “investitori”! Ma ca♦♦o, quelle banche dovevano fallire perché i miei soldi servono a pagare le scuole e gli ospedali, non ad ingrassare Intesa o a rimborsare qualche pensionato credulone! Questi qua se era ancora vivo Sindona³ salvavano pure quello!  Ca♦♦o, io vado avanti da anni con contratti a tre mesi per volta, e devo rimborsare quelli che hanno buttato la pensione nelle obbligazioni subordinate? Ma voi siete fuori di testa!

Quelli che si sono suicidati perché sono rimasti senza lavoro li avete aiutati? Cornuti! Dovevano far fuori a voi, altro che suicidarsi!”

Poi per carità di patria non riporto quello che è ormai il comune sentire sulla gestione dell’accoglienza. E’ un sistema che non ha sbocco, solo persone intellettualmente disoneste possono affermare che vada bene così. Scaricando vagonate di migranti sulle periferie ingrassando cooperative più o meno caritatevoli, e poi accusando i residenti di essere razzisti perché si stancano di vedere gente ciondolare o spacciare dalla mattina alla sera.

Se volete prenderla come una piccola parziale analisi sulle cause del voto fate pure; io me la vedo brutta, una spintarella ancora e casca tutto, mi sa.

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¹ Si riferiva ad un anziano politico che scambiò una marocchina per la nipote di Mubarak.
² Veramente si chiamerebbe “Stadio Giuseppe Meazza” ed è lo stadio dove giocano quelle due squadre cinesi. I cinesi sono sicuro che non avrebbero problemi ad usare lo stadio per scopi educativi.
³ Come è noto a causa di scrupoli morali la pena capitale non è prevista nel nostro codice penale. A volte me ne dolgo. Nel merito, a parte il linguaggio troppo forbito per i miei gusti, mi trovo abbastanza d’accordo con l’esternatore. Poi mi spiegheranno che così si è evitato un rischio sistemico, che il contagio si sarebbe potuto allargare, che è il male minore. Si parla di 15 miliardi pubblici: quattro volte il gettito dell’Imu! Almeno nazionalizzarle! Invece no: nazionalizziamo i debiti (come con Alitalia, e come abbiamo fatto 100 volte con la Fiat nel passato _ e si è visto il ringraziamento _) e regaliamo i crediti.
³ Probabilmente in pochi si ricorderanno di Sindona. Oggi non avrebbe passato nemmeno un giorno in galera. Anzi, l’avrebbero fatto presidente dell’Abi, tipo Mussari del Monte dei Paschi. In tempi più civili invece in prigione gli venne servito un caffè senza zucchero che gli causò problemi digestivi.
³ Ho ripetuto più volte il 3 perché non sono stato capace di trovare il carattere speciale 4

Ius soli (ed altre sòle)

Cosa c’è di meglio, quando si truffano i cittadini scippandoli di un referendum abolendo l’oggetto del contendere (l’utilizzo indiscriminato dei Voucher) e passato il pericolo infilandoli con un nuovo nome (PrestO) nella manovrina finanziaria correttiva ponendo la fiducia, che usare una bella arma di distrazione di massa sulla quale i cittadini si possano accapigliare senza disturbare il manovratore?

Mumble mumble avranno pensato i soloni: i matrimoni gay e la stepchild adotion l’abbiamo già usata, la legalizzazione della cannabis la teniamo per la finanziaria, perché non rispolverare lo Ius Soli che in questo momento può essere un bell’argomentino caldo, invece di parlare dei contenuti della manovra stessa (una per tutte: tolgono il centesimo e i due centesimi. Quindi si arrotonderà tutto ai cinque centesimi superiori, nella migliore tradizione euro. Poi dice uno li prende a calci nel didietro) o delle modalità con cui stiamo gestendo migliaia di migranti, pretendendo di salvare tutta l’Africa e caricandoci di ragazzi che teniamo a bagnomaria e non potrebbe essere diversamente dato che non sappiamo cosa far fare nemmeno ai ragazzi italiani?

Ma dell’industria dell’accoglienza parlerò un’altra volta. Ne penso tutto il male possibile ed ogni giorno c’è qualche episodio che conforta le mie convinzioni.

Sfatiamo due convinzioni dettate dall’ignoranza degli opposti schieramenti:

  • NON è vero che per un ragazzo straniero oggi non sia possibile diventare cittadino italiano;
  • NON è vero che la legge che si sta discutendo introduce l’automatismo per cui chi nasce in Italia diventa ipso facto cittadino italiano.

Quindi si confrontano due convinzioni, alimentate da un lato da pregiudizi e dall’altro da una “narrazione” di convenienza, entrambe false.

Per sostenere la necessità e anzi improcrastinabilità di questa legge si assiste allo sfruttamento di qualche storia patetica che coinvolge dei ragazzi, molto utili da usare quando si tratta di muovere a compassione e in modo da avere anche pronta l’accusa di cinismo, insensibilità, beceritudine o razzismo verso chi non fosse d’accordo.

Tattica mediatica standard, anche il Qatar sta usando delle famiglie divise tra Bahrein e Qatar per sensibilizzare sulla disumanità del blocco a cui sono stati sottoposti dai “fratelli” arabi; il bambino siriano morto su una spiaggia in Turchia ha fatto il giro del mondo ma purtroppo non è stato usato per chiedersi perché e da chi la Siria è stata ridotta così, è un esercizio troppo gravoso per le menti caritatevoli. Andava liberata da un “feroce dittatore” a costo di armare i peggiori tagliagole del pianeta e provocare centinaia di migliaia di morti e un esodo biblico ma tanto basta.

Mi si permetta una provocazione: l’altra sera Santoro ha trasmesso un programma sui ragazzi di Napoli che da quando nascono (già vecchi) a quando muoiono (di solito giovani) vivono da delinquenti in mezzo alla delinquenza. Quando questo Stato si deciderà a farli diventare cittadini italiani?

Ma torniamo ai ragazzi stranieri.

 “Può acquisire la cittadinanza italiana lo straniero nato e residente in Italia senza interruzioni fino ai diciotto anni e che dichiara, entro il compimento del diciannovesimo anno, di voler acquisire la cittadinanza italiana.
Si tratta di una forma “condizionata” di ius soli, suscettibile di trovare applicazione soltanto in presenza dei tre suddetti requisiti: nascita in Italia, residenza ininterrotta fino al compimento della maggiore età, dichiarazione entro un anno dal compimento della maggiore età.”¹

Quindi partirei dal fatto che chi non è diventato cittadino italiano, con le regole attuali,  o non ha fatto la domanda o non disponeva dei requisiti necessari .

Con la riforma in discussione si introducono, rispetto alla legislazione vigente, alcune novitಠche riguardano specialmente i minori ma non solo:

  1. Ius soli “temperato”, dove la cittadinanza per nascita è riconosciuta a chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  2. Ius culturae, quando il minore straniero sia nato in Italia o sia arrivato entro il compimento del 12° anno di età, ed abbia frequentato regolarmente per almeno 5 anni uno o più cicli di istruzione;
  3. Naturalizzazione, per lo straniero entrato prima della maggiore età, residente da almeno sei anni, che abbia frequentato regolarmente un ciclo scolastico e conseguito la qualifica.

In tutti e tre i casi l’attribuzione della cittadinanza non è automatica. Per i minori la domanda deve essere fatta da uno dei genitori; e nel terzo caso la concessione è discrezionale e dipende da diversi fattori, non basta certo essere andati a scuola. Se uno è pregiudicato, ad esempio, difficilmente potrà avere la cittadinanza.

Se la legge passerà, alcune stime ipotizzano che il numero dei possibili beneficiari immediati sia intorno agli 800.000, ed a regime saranno un 50-60 mila l’anno (ipotetici perché come detto non c’è automatismo, bisogna vedere quanti genitori chiederanno la cittadinanza, specialmente da quei paesi dove non è ammessa la doppia cittadinanza).

Che dire? Come cittadino italiano mi sento orgoglioso che tanti si sentano e vogliano diventare italiani, in un momento in cui tanti italiani sembrano vergognarsi di esserlo; spero ed auspico che le nuove forze,  fresche e vitali, diano piena completezza a quella cittadinanza che raggiungeranno, con intelligenza e impegno.
Giovani italiani, fatevi onore.

(143 – continua)

p.s. Probabilmente se  vigesse ancora l’obbligo del servizio di leva il numero di aspiranti cittadini calerebbe vertiginosamente, ma questa è solo una mia illazione.

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¹ cit. https://www.cittadinanza.biz/cittadinanza-italiana-per-stranieri/

² cit. https://www.cittadinanza.biz/riforma-della-cittadinanza-italiana-ecco-il-testo-della-nuova-norma/

Ex-voto

Il mondo si è rovesciato, c’è poco da fare. Una volta si votava di più al Nord che al Sud, ma in compenso si facevano più figli al Sud che al Nord. Ora è il contrario! Allora o tutti quelli del Sud si sono spostati al Nord e viceversa, o qualcosa non gira per il verso giusto.
Non mi applicherò per questa volta all’analisi dei motivi del crollo del tasso di natalità in meridione, anche se sospetto il riscaldamento globale: non per niente “Antò, fa caldo!” era il motivo addotto da una giovane moglie per negarsi alle affettuose attenzioni del consorte in una pubblicità di un noto thè freddo di qualche anno fa . Antò, e insisti un poco, e che diamine!

Mi concentrerò invece sulla disaffezione al voto, e da fine politologo quale mi picco di essere ho analizzato i motivi per cui oltre la metà dei miei concittadini aventi diritto non si è recata alle urne per esprimere una  preferenza purchessia sul sindaco che li dovrà amministrare, salvo incidenti di percorso, per i prossimi cinque anni.

Per fare questo ho effettuato un personalissimo sondaggio che ha coinvolto un panel significativo di cazzoni persone autorevolissime, dalle quali ho estratto le seguenti motivazioni che dovrebbero far riflettere chi è preposto (e predisposto) a farlo:

  • C’era il sole e sono andato al mare

Questo consiglierebbe di svolgere le elezioni solo in giorni di pioggia; tuttavia in precedenti consultazioni le stesse persone hanno risposto: “pioveva e non avevo l’ombrello”; quindi bisogna optare per giornate coperte ma non piovose.
Bisogna considerare anche che in fior di referendum siamo stati tutti invitati ad andare al mare, quindi può darsi che invita oggi invita domani poi la gente al mare ci va davvero.

  • Tanto sono tutti uguali

Questa affermazione non è facilmente confutabile, in fondo apparteniamo tutti al genere umano o così dovrebbe essere, e da quando si è affermato il pensiero unico le differenze programmatiche talvolta non sono proprio così evidenti e nette. Tanti ad esempio hanno avuto l’impressione che il candidato sindaco del centrosinistra avrebbe potuto candidarsi benissimo col centrodestra, viceversa a dire la verità un po’ meno.

  • E’ tutto un magna magna

Evoluzione del ragionamento precedente, l’opinione prevalente è che maggioranza e opposizione quando c’è da sedersi a tavola non si tirino indietro, però bisognerebbe anche guardare alle dimensioni: mettere a rimborso spese il pranzo di nozze della figlia o i vasetti di Nutella quantitativamente, se non qualitativamente, non è  la stessa cosa.

  • Tanto non cambia niente

La disillusione dovuta alla scoperta che la bacchetta magica che è stata consegnata ai sindaci grazie al sistema elettorale maggioritario in realtà era scarica, perché se ai Comuni si tolgono sempre più risorse e si aumentano gli oneri, tipo i minori non accompagnati, nemmeno Mandrake benché aiutato da Luthor riuscirebbe a combinare qualcosa, spinge effettivamente a dubitare che cambiamenti significativi siano possibili.

  • Dovevo preparare il barbecue

Questo è indubbiamente un motivo più che valido, tuttavia poiché i seggi erano aperti fino alle 23 si poteva fare uno sforzo; per il futuro per invogliare questi buongustai si potrebbe far votare anche al lunedì mattina, come si faceva una volta prima che si dicesse che votare due giorni costava troppo?

  • Ah, perché, era questa domenica? Pensavo fosse la prossima

Bisogna fare qualcosa per questa gente distratta. Effettivamente ho notato che la pubblicità elettorale è stata meno invasiva del solito, meno volantini, santini, manifesti; gazebo si ma non aggressivi, quasi aspettavano che si andasse da loro più che cercare di catturare persone; si sono forse privilegiati i social ma si sa come sono fatti i social, nessuno legge oltre la seconda riga di un post e se non c’è una foto che attira si salta anche la prima riga.

  • Non me ne frega un c.xxo

Ed è meglio così! Chi ragiona in tal modo è altamente democratico e si rimette al volere della maggioranza. Proporrei di sgravarlo dal pensiero periodico di decidere su chi apporre una crocetta, privandolo del diritto di voto anche per il futuro.

Che insegnamento possiamo trarre da questo studio, stringato ma rigoroso?

Qualcuno sostiene che, quando i votanti sono pochi, si è in una democrazia matura.
Io non dico che si debba tornare ai tempi in cui per votare si tornava nei paesi di origine con viaggi memorabili, come il Pasquale Ametrano di Verdone, ma penso che se c’è tanta gente così inerte da non avere nemmeno la voglia di andare a scrivere un insulto sulla scheda elettorale siamo già ad uno stadio successivo alla maturità; che a forza di farci pensare che la politica è sporca, le circoscrizioni non servono, le province togliamole, i senatori non eleggiamoli, i partiti devono essere liquidi, i manovratori non vanno disturbati, stiamo rotolando su una brutta china.

Per fortuna al momento qua fa caldo: facciamoci un thè freddo, se non altro.

(142 – continua)

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