Piove , governo dei migliori (Cronachette dall’ex zoccolo duro)

L’estate sta finendo, cantavano i Righeira qualche annetto fa: il weekend è stato piovoso e così ho dovuto rimandare la gita in alto lago che avrei voluto fare sabato e quella di domenica a Milano. Per quest’ultima in realtà non sono troppo dispiaciuto, in quanto nonostante mi sia assoggettato a vaccinarmi non mi è ancora arrivato il green pass, segnalo questo ritardo ai ministri del “Green pass è libertà” perché prendano provvedimenti.

Mi è toccato quindi fare dei lavori che avevo rimandato; in particolare, dato che ho una tapparella che si blocca e poi scatta tipo ghigliottina, ho provato a pulire la guida, a scartavetrarla, lubrificarla, ad aprire il cassettone in alto e vedere dove toccava ma non c’è stato niente da fare. Visto che è vecchia e pesante, ho preso la decisione di cambiarla (“era ora” sento borbottare dalla cucina) ed ho preso appuntamento con la ditta che mi aveva sostituito tempo fa tutti gli infissi (“se la cambiavi allora adesso non avremmo problemi” borbotta sempre la voce in cucina). Il venditore  era quasi dispiaciuto: mi ha detto che hanno un sacco di richieste grazie al 110% del governo per le ristrutturazioni (come si droga un mercato) ma non riescono a farvi fronte. I loro fornitori non consegnano perché non hanno le materie prime: manca la plastica e manca l’alluminio, e inoltre i prezzi stanno aumentando di settimana in settimana. Mi ha fatto un preventivo allucinante sia per il prezzo che per la consegna prevista: 150 giorni! Cinque mesi, manco si trattasse di fare una Tac all’ospedale (questa sarebbe una battuta sarcastica, per la Tac ci vuole molto di più). Per ora ho soprasseduto ma sono preoccupato: e se aumenta ancora?

Un mio amico, che lavora per una ditta che vende ricambi idraulici, mi dice che hanno lo stesso problema: i fornitori non consegnano perché mancano le materie prime. Ottone, zinco, rame… un altro amico che lavora in una concessionaria (tra l’altro di auto di lusso) mi dice che sono disperati perché la casa madre consegna col contagocce ed i clienti sono inferociti; in questo caso sono le schede elettroniche a mancare. Qui la colpa pare sia dei famigerati bitcoin: per crearli occorrono dei computer che elaborano giorno e notte, con schede sempre più potenti: ed anche qua, i prezzi aumentano…

Poi ci pensa anche il nostro ministro della “transizione ecologica” a darci la bella notizia che dal prossimo mese, o poco dopo, i prezzi dell’energia elettrica e del gas saliranno di un 30-40%. Qualcuno sostiene che in parte l’aumento è dovuto al meccanismo demenziale di compensazione della Co2 che si produce: per cui se uno inquina può comprare il surplus da un paese che inquina poco… un inciso sul ministro, che ha ritirato in ballo il nucleare, suscitando l’entusiasmo della Gelmini seguita a ruota, non si sa a che titolo, dalla Moratti. Non avete anche voi la sensazione di giocare a Monopoli ed ogni tanto trovare la carta che vi riporta alla partenza? Siamo condannati a ricicciare sempre delle stesse cose e con gli stessi personaggi?

In Italia comunque, dato che di materie prime ne abbiamo pochine, dovremmo essere parecchio preoccupati, invece pare che il problema maggiore siano quelli che sono contrari alla carta verde (e non necessariamente al vaccino, anche se personalmente ritengo del tutto legittimo essere contrari a questi vaccini) manco fossero membri dell’Isis oppure chi prenderà in affido il piccolo Eitan. Forse siamo rassegnati al fatto che la nostra “vocazione” è quella di fare i camerieri al resto del mondo? Se è così è inutile che i migliori si prendano la briga di far andare per forza al lavoro gli operai ricattandoli con l’ideona geniale che se non hai  il pass non puoi lavorare. La TV ieri diceva che c’è stato un grande successo dopo l’annuncio del nuovo decreto, c’è stato un aumento del 35% di vaccinazioni. Su che cosa, non l’hanno detto: sul giorno prima? Sul mese prima? Però sembra che l’aumento più significativo sia stato al centro-nord: magari dipenderà dal fatto che al sud ci sono meno fabbriche?

Con questo dubbio esistenziale amiche e amici vi lascio; se il tempo regge vado a fare una passeggiatina rilassante. Sapete che coda di macchine c’è per strada? Ma di questo parliamo un’altra volta… a presto!

La signorina è indignata per il ritardo della sua nuova auto. Stasera chi la sente!

Cronachette dallo zoccolo duro (6)

Amiche e amici, il lavoro è ripreso, in pratica mi sono spostato dal divano della sala alla poltrona dello studio: in sottofondo la radio accesa, Radio Italia anni 60, che manda a rotazione sempre le stesse canzoni (adesso Pazza Idea di Patty Pravo) di cui almeno tre volte al giorno quella orrenda che Orietta Berti è stata costretta a cantare a Sanremo (molto più bella e spiritosa il tormentone estivo “Mille”, che ha cantato con Fedez e Achille Lauro, trash puro, ma lei giganteggia). Dalla finestra aperta i latrati dei soliti cani, siano stramaledetti i loro padroni. Insomma, un alienato: e per fortuna riesco a fare la passeggiata mattutina e quella serale, disintossicanti, altrimenti non so come andrebbe a finire. Ha rinfrescato: lunedì sera ha fatto un bel temporale, ed il caldo è più accettabile. Domenica, ferragosto, eravamo stati a mangiare in un ristorante a Como (ovviamente all’esterno), veramente volevamo andare in un’altro posto in riva ad un laghetto ma ci hanno chiesto 55€ a testa escluse le bevande, menu fisso, quasi un pranzo di matrimonio, un locale che si è montato la testa ed è passato in poco tempo da ristorante-pizzeria popolare a manie da chef; per me amici cari potete morire di fame, ma se c’è gente che viene buon per loro. Tra l’altro un mio conoscente che lavora a Villa d’Este, quella dove ogni tanto i potenti del mondo si riuniscono per mangiare a sbafo alle nostre spalle, dice che è tutto pieno nonostante la mancanza di molti turisti stranieri: ma quanta gente c’è con i soldi veri? La sensazione comunque è che ci fosse in giro meno gente del solito, ma poi il giornale locale dice che tutti gli alloggi sono pieni anche se gli addetti continuano a lamentarsi della mancanza di russi e americani: ma dove volevate metterli? Una o due russe potrei ospitarle io, potrebbero anche dare una mano in casa, mia moglie però incomprensibilmente non è favorevole.

Verso la fine del pranzo un cameriere mi ha fatto un pippone sugli irresponsabili che non vogliono vaccinarsi e mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri: d’accordissimo amico, mai contrariare qualcuno che ti porta i piatti da mangiare. Uno di quegli irresponsabili sono io, il laccio però si sta stringendo sempre più, la sensazione è ormai quella di essere braccati. Tra l’altro a fine settimana l’hub vaccinale attuale verrà chiuso e si sposterà nel vecchio ospedale, a due passi da casa mia: in pratica tra poco verranno con la siringa direttamente a casa. Potrò anche andar là senza appuntamento, tutte le comodità! Ma se mi viene un trombo diranno che avevo qualche malattia pregressa? O che il beneficio ha superato il rischio? Dichiaro qua, a futura memoria, di godere di buona salute tranne un po’ di colesterolo alto e saltuariamente degli attacchi di mal di stomaco, specialmente quando mi fanno arrabbiare. Anche mia suocera mi ha messo in guardia: “guarda che se poi ti ammali e vai in ospedale non ti tratteranno tanto bene…” . Perché, siamo già arrivati ai medici che curano solo chi sta bene? Già gli ospedali che sono stati costruiti in questi ultimi venticinque anni sono stati fatti più per la comodità dei medici che dei pazienti (chi si è inventato di mischiare nelle stesse camere uomini e donne, anche con patologie diverse? Chi ha progettato quegli spaventosi monoblocchi, mentre prima c’erano i padiglioni separati che permettevano se non altro di tenere veramente isolati gli infettivi? Chi ha sempre difeso per ragioni di carriera e di apparteneza politica queste scelte scellerate? Chi ha difeso tutte le privatizzazioni ed i tagli possibili?), adesso dovrei sentire anche le rampogne di questa gente?

L’Afghanistan ha soppiantato il Covid nei telegiornali: grandi chiacchiere, retorica alle stelle. Non si sarebbe dovuti andar là (ma allora chi lo diceva era naturalmente trattato da traditore della patria) e se ne è venuti via male, il succo è questo. Quando ce la finiremo di andar dietro agli americani acriticamente sarà sempre troppo tardi. Ricordo diverse interviste di anni fa di Pino Arlacchi (già dal 2006 si parla di sganciamento…) che diceva che, con l’intervento americano del 2001, l’Afghanistan era ridiventato uno dei maggiori di oppio, mentre con i talebani le coltivazioni erano quasi sparite: questonon per difendere i talebani ma per dire che quando si interviene in un paese e non si sa cosa si va a fare si fanno solo disastri.

Comunque queste sono questioni troppo grandi, e finirà come al solito: gli afghani e soprattutto le afghane continueranno a prendersela in quel posto, e a quegli stessi con i quali oggi facciamo finta di solidalizzare che magari a prezzo di sacrifici inenarrabili riusciranno a scappare da quella prigione coranica, domani diremo che non li vogliamo, sono troppi, vengono a rubare il lavoro e le donne e magari sono pure terroristi. Per fortuna Gino Strada è morto un attimo prima, chissà che sangue amaro gli avrebbero fatto venire.

In questo periodo parecchi blog sono chiusi per ferie; la sensazione è che il circoletto sia sempre più ristretto, forse la forma blog sta giungendo al capolinea: pazienza, io finché avrò voglia di scrivere qualche stupidata lo farò, almeno finché non mi chiederanno il green pass. A presto, amiche e amici!

La maglietta traforata è molto carina
@Poetella: l’unico arrotino disponibile è questo, può andar bene?

Cronachette dallo zoccolo duro (5)

Amiche e amici,

sono arrivato ormai all’ultimo giorno di ferie, da lunedì riprenderò il lavoro: niente nuove se e quando si potrà tornare in ufficio, continuerò in smart working almeno finché non vorranno il green pass anche per questo. La temperatura è in aumento, anche se non ha raggiunto picchi luciferini: per dire, stamattina sono uscito alle 7:30 per prendere il giornale (locale, più rilassante) e c’erano 25,5 gradi. Tra un paio d’ore accompagnerò mio figlio a fare la seconda dose di vaccino; ormai in casa sono rimasto solo io senza, nascondendomi dietro gli anticorpi maturati a dicembre. Non riesco a capire, non trovo tabelle di raffronto, se ne ho più io dopo aver fatto il Covid o chi si è vaccinato: mia cognata vaccinata ha fatto l’esame sierologico ma i risultati sono diversi e non riesco a confrontarli. Faranno apposta?

Ieri una scenetta gustosa all’Iper, a proposito del green pass: mia moglie e mia suocera, come fanno sempre, prima di far spesa si sono sedute ad un tavolinetto del bar interno per prendere un caffè, e la commessa ha chiesto se avevano il green pass, altrimenti dovevano alzarsi. A mia suocera non l’avevamo stampata, mia moglie invece l’aveva rovinata perché si era macchiata di acqua di mare: così si sono dovute spostare di tre passi e prendere il caffè in piedi al bancone, dove è ammesso. Non è assurdo?

Così come è assurdo che, in fabbrica, senza green pass si possa lavorare ma non si possa mangiare in mensa: per questo c’è stato il primo sciopero che mi sembra sacrosanto. L’argomento mi tocca tra l’altro da vicino, tornare in ufficio senza poter andare a mangiare che gusto c’è? Va bene che già molti si portavano la schiscètta da casa, ma io lo eviterei volentieri.

Ieri gli amici Walter Carrettoni e Celia mi ha fatto sapere a Casale Monferrato l’anziano prete ha istituito nella sua parrocchia l’obbligo del green pass per entrare in chiesa: reverendo, già in chiesa vanno in pochi e distanziati, le sembra il caso di mettere ulteriori ostacoli?

Intanto, mentre ci balocchiamo con queste amenità e con la supercazzola Ius Soli, mezza Italia brucia; non sarebbe il caso di pensare a pene più severe per i piromani (oltre che prenderli)? E a che scopo bruciano boschi e riserve verdi, non c’è mica la legge che non si può costruire sulle aree bruciate, o è stata tolta anche quella? Se c’è un motivo, non ci si può concentrare a rimuoverlo? Ricordo qualche anno fa, in vacanza vicino Erice, allo scoppiare del solito incendio qualche autoctono diceva che erano gli stessi forestali per avere rinnovati i contratti, o i contadini per pulire il terreno dalle stoppie: possibile che tutti gli anni sia la stessa storia? Tra tanti commissari e luminari, non se ne potrebbe mettere uno a combattere questo fenomeno?

A proposito di fenomeni, il presidente della Regione Liguria Toti ha proposto l’obbligatorietà vaccinale per gli over 50. Questo signore, miracolato da Berlusconi come Alfano e Fitto e al quale auguro di fare la stessa fine ovvero cadere nell’oblìo, perché non si preoccupa della propria regione che è in coda alle statistiche vaccinali? Non ci sarà magari una correlazione tra il fatto che hanno votato lui e che non si vogliano vaccinare? Mi dà da pensare.

Infine un pensiero all’Afghanistan. Nessuno dirà mai abbiamo sbagliato, nessuno chiederà mai scusa. 21 anni passati invano, una guerra assurda di rappresaglia per l’11 settembre e per “liberare le donne dal burka”, non si conta quante migliaia di vittime civili, e anche nostri militari, per che cosa? I talebani, meglio armati e più motivati, dopo il ritiro inglorioso degli americani e degli alleati stanno riconquistando tutto il paese, ormai sono ad un passo da Kabul. Per che cosa dovrebbe combattere l’esercito regolare, per difendere chi, un governo fantoccio? Per essere poi traditi alla prima occasione? E’ ovvio che abbandonino le armi, chi glielo fa fare. Qualcuno sta ventilando di rimettere in piedi una coalizione per intervenire di nuovo. Lasciamo stare, di danni ne abbiamo fatti fin troppi… almeno cerchiamo di non essere ridicoli, qualcuno sta spingendo per rimandare al loro paese gli afghani irregolari che stanno scappando o sono scappati alla prima puzza di bruciato. Abbiamo perso non solo il senso di umanità, ma anche quello della decenza.

A presto amiche e amici, bevete acqua, mangiate frutta e verdura e state al fresco (ora non dicono più di andare al supermercato, a causa del Covid): seguite i consigli che ci propinano nutrizionisti e medici ad ogni ora del giorno e della notte. Magari bastava ascoltare i nonni, ma quelli sono vecchi.

Tre stelle per Olena – 11

Sarajevo¹, 30 novembre 2000

«Smettila di fissarmi il fondoschiena²»
«Veramente le sto coprendo le spalle, capitano»
«Allora cerca di guardare dietro di te, non davanti, e mantieni la distanza»
«Fa un freddo dell’accidente capitano, cercavo solo di… scaldarci»
«Meno quattro non è freddo. O vi hanno dato anche stavolta gli stivali di cartone? Sempre uguali, voi italiani»
«Non tocchi questo tasto capitano, mio nonno c’è stato veramente da voi ed è tornato con tutte le dita di un piede congelate. Alpino Fulvio Montesi, una roccia!»
«Se è tornato gli è andata di lusso, tanti suoi camerati sono rimasti là»
«Lo so capitano, ma non dica “camerata” in quel modo. Mio nonno era un soldato di leva, è andato dove l’hanno mandato, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Si è fatto tutta la ritirata del Don, troppi amici ha lasciato lì nella steppa»
«E’ la guerra, maresciallo capo, e nessuno vi aveva invitato, mi pare. E comunque lì c’erano tra i meno 20 e i meno 30, quello sì che si può chiamare freddo»
«Dice bene lei che è siberiana. Ma io vengo da Castelfidardo, ha presente? Dove si fabbricano le fisarmoniche, in collina e a due passi dal mare, da noi il clima è sempre mite…»
«Tu suoni la fisarmonica, maresciallo? »
«Me la cavicchio, capitano, magari quando finiamo vengo a trovarla e gliela faccio sentire»
«Non vedo l’ora. Perché hanno scelto proprio te per questa missione, maresciallo?»
«Non lo so capitano, forse perché sono… bravo?»
«Lo spero, ma non credo sia la sola ragione. Devi essere un rompiscatole, è vero? Devi aver pestato i piedi a qualcuno e anche se ci lascerai le penne non ti rimpiangeranno troppo»
«Incoraggiante da parte sua, capitano, la scuola di motivazione russa è proprio al top. E lei, allora, a chi ha rotto le scatole?»
«A tutti. Ma adesso basta chiacchiere, ecco l’altro, a ore nove. Due all’esterno, e dentro ne troveremo altrettanti. Testa o croce?»
«Testa»
«Croce. Io prendo quello di destra, tu l’altro. Tra due minuti precisi, usa il silenziatore»
«Conosco il mio mestiere, capitano»
«Vedremo. Neutralizzati questi, io entro e tu rimani fuori a coprirmi per davvero le spalle»
«Ma capitano…»
«E’ un ordine, maresciallo»
Olena, liquidata la sentinella di sua competenza con un colpo preciso al centro della fronte, sale guardinga le scale verso il secondo piano del condominio sventrato dalle bombe del generale Mladic, dove un commando di mercenari ingaggiati non si sa da chi tiene prigioniero il serbo Zivko Rodiĉic, il presidente che dovrebbe entrare in carica il giorno seguente: lo scopo è creare il caos, ognuna delle parti darebbe la colpa all’altra, e sarebbe la scintilla per la ripresa dei combattimenti³.
La russa, coperta dalle macerie dei muri e dai nudi pilastri, scivola alle spalle dei due che tengono sotto tiro il presidente, legato ad una sedia; estrae il coltello e taglia la gola del primo e poi, facendosene scudo, spara al secondo che si è girato sorpreso. Si accinge a liberare Rodiĉic, sotto shock, quando dietro di sé sente un colpo di pistola attutito ed un tonfo, a cui segue la voce beffarda di Montesi:
«Erano tre, capitano, tre…»

***

Seduta alla scrivania nel piccolo ufficio della caserma in Brianza, Olena ripensa al primo incontro con l’uomo che ha davanti e scuote la testa, incredula e delusa.
«Che ci fai qua, Nicola? In questa stazioncina di periferia, dico. Non stavi per diventare ufficiale?»
«E’ una storia lunga, Olena, e non è interessante. E tu, allora? E’ da un po’ che ti tengo d’occhio, la badante russa di Villa Rana…»
«Anche la mia è una storia lunga, Nicola, ma ne parleremo un’altra volta. Voglio sapere di te, che ti è successo? Hai perso la… fede?»
Il maresciallo Montesi prende una matita tra le mani, si volta verso la piccola finestra alle sue spalle, dando le spalle a Olena, ed inizia a raccontare la sua storia.
«La fede, dici… dopo la nostra missione fui richiamato in Italia, e per i meriti acquisiti mi fu offerto di diventare ufficiale. Iniziai il corso ed andava tutto bene finché l’anno dopo l’Italia ospitò il G8 a Genova e venni chiamato per pochi giorni per dare una mano nell’ordine pubblico. Vedevo che qualcosa non andava, c’erano questi black block che sfasciavano tutto, in mezzo c’era ogni sorta di provocatore… io li segnalavo, ma la polizia invece di contrastare questi caricava le tute bianche, gente che manifestavano pacificamente. Non capivo… finché non arrivò il giorno in cui fu ucciso quel ragazzo, Carlo Giuliani, da un carabiniere poco più grande di lui, spaventato. Un incidente, dissero… mi misi immediatamente a rapporto dal mio colonnello, e chiesi perché non fossi stato mandato ad aiutare l’equipaggio di quella camionetta, ero a pochi isolati di distanza, tutto questo non sarebbe successo… il colonnello mi liquidò velocemente, c’era l’allerta per gli attacchi di altri black block e non poteva sguarnire la mia postazione, e poi disse l’ultima frase che mi raggelò: “E poi perché se la prende così tanto, Montesi? Una zecca comunista in meno”»
Il maresciallo si gira vero Olena, lo sguardo diventato improvvisamente duro.
«Tu sai che io non mi sono mai occupato di politica, la mia politica era quella di fare il mio mestiere al meglio, di cercare di difendere i più deboli, perché quelli forti si difendono da soli, ma sentir chiamare zecca comunista un ragazzo di 20 anni morto ammazzato mi fece ribollire il sangue… poi la sera ci fu la macelleria alla scuola Diaz e le torture alla caserma di Bolzaneto, e allora capii⁴»
La matita tra le mani di Montesi si spezza, con un crack secco.
«Qualche settimana dopo Genova, seguii il colonnello che andava a trovare la sua amante, una donna sposata, e lo bloccai su una strada di campagna. Gli chiesi se fosse stato programmato tutto, se fosse già tutto preparato, e se noi fossimo stati solo usati come pupazzi. Mi rise in faccia, disse che non capivo niente, che adesso quelle zecche rosse ci avrebbero pensato due volte prima di rifare tutti i casini che avevano combinato a Genova, e che se non avevo lo stomaco per certe cose era meglio che cambiassi mestiere… poi commise uno sbaglio»
«Quale sbaglio, Nicola?» chiede Olena, con un insolito luccichio negli occhi blu.
«Portò la mano alla giacca, e provò ad estrarre la pistola. Quando lo ritrovarono, con l’auto in un fosso, aveva cinque costole ed il braccio destro rotti, la mascella fratturata ed un proiettile nella tempia destra. Strano che si fosse sparato con il braccio rotto, dissero gli inquirenti; per un po’ indagarono su qualche marito cornificato ma poi lasciarono stare, meglio per tutti, uno stronzo in meno. Stracciai la mia domanda da ufficiale, ed eccomi qua. Tra poco sarò in pensione, e me ne andrò in Romagna con Ines.»
Montesi poggia i due pezzi di matita sulla scrivania, avvicinandoli come per riattaccarli.
«E tu, Olena, tu hai perso la fede?» chiede alla russa, fissandola negli occhi.
«Niet, Nicola, la mia fede non è cambiata» risponde Olena, dura. «Sono tutti gli altri che l’hanno persa.»

¹ Tra il dicembre del 1996 e quello del 2004 l’Onu ha schierato in Bosnia-Erzegovina una forza multinazionale per vigilare sul rispetto degli Accordi di Dayton del ’95 che avevano messo fine alla guerra civile jugoslava e sancito la separazione delle Repubbliche su base etnica. Solo la Bosnia-Erzegovina rimaneva multietnica, con componenti croate, serbe e bosgnacche; la forma di governo rimaneva quella federativa, con tre repubblichette, un parlamento comune ed un presidente che, a rotazione, cambia in rappresentanza delle tre componenti.
² Tutti i dialoghi qui riportati si sono svolti in inglese, tradotti dall’Autore per comodità del lettore.
³ Questa vicenda è inventata, anche se verosimile.
⁴ Queste vicende sono invece purtroppo accadute, per quanto possa sembrare inverosimile, nel 2001 nella Repubblica Italiana in quella che avrebbe dovuto essere una democrazia occidentale e non una dittatura del sudamerica degli anni ’60. Il governo in carica, che gli italiani avevano eletto da poco, era quello di centrodestra di Berlusconi, il vice era Gianfranco Fini, il ministro dell’Interno Claudio Scajola, quello dell’appartamento a sua insaputa di fronte al Colosseo.

Cronachette dallo zoccolo duro (3)

Amiche e amici, o forse dovrei chiamarvi solo lettori come ha fatto una compagnia aerea tedesca che in omaggio alle diversità di genere ha eliminato il “signore e signori” di benvenuto sostituendolo con il neutro “passeggeri”, ieri ho avuto una sgradita sorpresa, coda della breve vacanza di cui vi ho parlato. Mi è arrivata infatti dai Vigili del Comune di Piombino una bella multa per eccesso di velocità, andavo a ben 66 km/m su una strada provinciale con limite a 50, strada dritta su cui probabilmente per rispettare i limiti avrei dovuto frenare e sulla quale non ho notato assolutamente la presenza di autovelox. 175 euro e 3 punti in meno sulla patente; dei punti me ne frego, come diceva quel tale, ma dei  175 euro sì perché ci avrei fatto un altro giorno (almeno) di vacanza.

I miei mi hanno preso abbastanza in giro perché è la terza volta che prendo una multa per eccesso di velocità, tutte sotto i 70 km/h, a me che i miei amici dicono che ho la quinta arrugginita perché difficilmente riesco a ingranarla. Soprattutto mia moglie mi ha canzonato perché quando vado a fare spesa il giovedì alla Coop mi preparo studiando il volantino e scegliendo tra le offerte: sai quante offerte devo prendere per recuperare i soldi della multa? Per limitare i danni allora ho deciso di pagare entro i cinque giorni dalla notifica, risparmiando il 30% (123€). C’è un bel sistema che si chiama CBILL per cui, senza spostarsi di casa, utilizzando  l’home banking della propria banca si dovrebbe poter pagare inserendo solo i due codicini comunicati nella lettera: si dovrebbe, dico, perché io ho provato e riprovato con la mia e non ci sono riuscito. Allora ho chiamato l’assistenza, mi ha risposto un gentile operatore con accento senese, che dopo qualche tentativo infruttuoso si è rivolto ad un livello superiore, e dopo qualche altro tentativo la risposta è stata: “L’assistenza di secondo livello dice che è tutto a posto e deve controllare bene i dati che sta inserendo, e nel caso prenda una lente di ingrandimento”. Confesso di non avere più 10 decimi come una volta e per lavorare al computer uso gli occhiali, tuttavia la lente di ingrandimento ancora non mi serve: ho chiesto allora chi gli avesse dato questo bel suggerimento, sicuramente un programmatore, e se gli sembrava una risposta da dare ad un cliente. Ha biascicato qualche scusa consigliandomi di recarmi di persona alla banca, al ché ho consigliato a lui e all’assistenza di secondo livello di andare a quel paese.

Contemporaneamente la mia assicurazione mi ha inviato l’avviso per il rinnovo della polizza infortuni, ed ho notato che rispetto all’anno scorso è aumentata di 3 euro e cinquanta. Siccome sui massimi sistemi sono conciliante ma sulle quisquilie sono tignoso, ho chiamato l’impiegata ed ho chiesto ragioni: hanno aggiunto qualche tutela, aumentato qualche massimale? Niente di tutto ciò, l’unica cosa che è aumentata è la mia età: siccome il rischio è calcolato in base all’età, ogni tanto lo ricalcolano e cambia il prezzo (mai al ribasso, ovviamente). Insomma, e che caspita! Quello mi consiglia di prendere la lente di ingrandimento, quest’altra mi aumenta l’assicurazione, per non parlare di quelli che come ultrasessantenne mi stanno braccando per farmi vaccinare. Pare che qualche medico di base qua abbia iniziato a telefonare ai propri pazienti, io aspetto paziente la mia. Dell’offertona Johnson&Johnson ho già parlato l’altra volta; a Milano la Moratti sta mandando in giro dei bus per le vaccinazioni itineranti, mi aspetto da un momento all’altro di ritrovarmelo sotto casa. Ogni volta che squilla il telefono con prefisso 02 temo sia la Moratti, quando invece c’è il prefisso 06 ho paura che mi chiami la Gelmini dal Ministero, per fortuna sono solo gestori telefonici/elettrici/del gas.

Macron in Francia ha annunciato l’estensione del green pass per frequentare luoghi a rischio assembramento: senza carta verde niente cinema, teatri, ristoranti, bar, alberghi, treni, aerei. Quindi non è sufficiente distanziamento, sanificazione, mascherine, temperatura corporea: no, ci vorrà il lasciapassare vaccinale. Fabbriche e chiese non mi pare siano nel mirino, quindi senza green pass si potrà lavorare e pregare ma non divertirsi; al supermercato si potrà andare? A questa sorta di stato etico si sta orientando anche qualche macronista di casa nostra infiltrato tra i Migliori: Renzi ad esempio è d’accordo e questo mi rafforza nella convinzione che sia una boiata. Del resto gli europei sono finiti e qualche supercazzola nuova bisogna inventarla, dato che il ddl Zan sta tirando le cuoia: nei pochi giorni da quando questo governo così attento alla salute dei propri sudditi  cittadini ha tolto il blocco dei licenziamenti i padroni (e diciamola questa parola ottocentesca), perso ogni ritegno, ne stanno approfittando  per licenziare senza pudore via whatsapp o mail. Ma loro sono vaccinati, possono.

Amiche e amici, godiamo finché si può: stasera spiedini messicani, e che ci provino a venirmi a chiedere il green pass…

Cronachette dal paese dei migliori (15)

Ed eccoci tornati in zona bianca: gioia, gaudio, gaiezza, giubilo, goduria, godimento, gozzoviglia!  Queste le nostre G7, sigla usurpata dai Migliori dei Migliori che si sono riuniti per discutere e secondo loro decidere i destini del mondo prossimo venturo. Ormai questi signori, tra cui noi sia chiaro, rappresentano solo il 40% del Pil mondiale ed il 10% della popolazione ma pensano ancora di dettare legge a tutti: un piccolo Club l’ha definito la Cina, con non poche ragioni. Una minoranza ricca e ben armata, quello sì: infatti oggi si sono trasferiti armi e bagagli nel quartier generale della Nato, e speriamo non si inventino qualche guerricciola che quando c’è da ingrassare i fatturati fa sempre bene.

E’ scoppiato il caldo, due miei amici sono andati al mare in Liguria dove si sono visti chiedere 50 euro per ombrellone e due sdraio: alla faccia! Dovrei programmare le ferie ma non ho idee ne voglia; tra l’altro nella settimana passata ho dovuto sottomettermi ad un esamino fastidioso e sto attendendo l’esito, cosa che non mi ispira ulteriormente. Domenica per sfuggire alla folla ed al caldo mi sono rifugiato nei boschi circostanti in cerca di ombra, in coppia con mio figlio di cui sono diventato il coach: infatti si è finalmente messo in testa di dimagrire ed abbiamo riesumato una dieta che aveva fatto una decina di anni fa, molto equilibrata, che aveva avuto un ottimo risultato ma che è stata poi vanificata da svariati stravizi alimentari ed ha subito il colpo di grazia nell’anno pandemico. Per dimagrire come tutti sanno (a meno di avere problemi di metabolismo, tiroide, psicologici insomma roba seria che va trattata seriamente) la regola principe è: mangiare di meno e fare più movimento. Stiamo lavorando su entrambi i fronti e in un mesetto una decina di chili si sono persi ma c’è ancora parecchio da fare. Naturalmente non è che mentre lui si fa le insalatone noi possiamo mangiare lasagne, per il suo morale, quindi in pratica sto facendo dieta anch’io e devo dire che sono molto vicino al peso forma. Cioè, il peso va bene, la forma un po’ meno perché bisogna stare attenti a non infrollirsi che si devono perdere grassi, non muscoli… (che è poi quello che è successo a me con il Covid, ma in genere a tutti quelli che stanno male). Dopo questi accenni di dietetica for dummies dirò che ieri sera però sono andato a mangiare il primo gelato della stagione, in una gelateria di San Fermo della Battaglia in cui ci siamo recati a piedi, e che vi raccomando caldamente se doveste passare da quelle parti. La riconoscerete facilmente perché è l’unica e perché fuori c’è sempre coda di gente che aspetta. La zuppa inglese purtroppo ieri sera non c’era, mannaggia.

Intanto sono iniziati gli europei di calcio, ho visto la partita inaugurale degli azzurri che hanno vinto meritatamente, anche se il gioco di decine di tocchetti a me non piace.  Tra l’altro il pubblico turco fischiava ogni nostro passaggio, e si giocava a Roma, figurarsi se si fosse stati ad Istanbul; io squalificherei la squadra finché i tifosi non imparano l’educazione, ma capisco che se la regola dovesse valere per tutti sarebbero ben poche le squadre a giocare. Sabato sera si è sfiorato il dramma quando un giocatore danese, Ericssen, che gioca nell’Inter, ha avuto un arresto cardiaco ed è stato salvato per il rotto della cuffia. Temo che la sua carriera sia finita, peccato perché era un giocatore che mi piaceva; spero che facciano tutte le verifiche del caso, confesso che lì per lì il primo pensiero che ho avuto è stato: non avrà mica fatto il vaccino?

Perché nella mente c’era la vicenda della ragazza di Genova morta di trombosi a pochi giorni dall’essersi vaccinata con Astrazeneca. Io credo che chi ha permesso che ai ragazzi fosse somministrato un vaccino che era stato consigliato solo per gli over 60 debba rispondere delle proprie azioni in tribunale, a cominciare dal ministro e continuando con il generale e con le regioni, che se ne sono sbattute delle raccomandazioni dei vari comitati tecnico-scientifici anzi hanno indetto persino i Vaccination day, invogliandoli con il miraggio di poter tornare a fare quello che facevano prima… Non è accettabile rischiare di far morire i giovani per salvare i vecchi, che razza di costo-beneficio è questo? Se i vecchi sono a rischio che si vaccinino loro, basta con questa retorica guerresca che considera i morti come spiacevoli effetti collaterali, non è normale che un ragazzo muoia di vaccino quando se anche si fosse preso il Covid al massimo avrebbe avuto un’influenza un po’ più forte!

Concludo con una nota più leggera: l’altra sera credo si sia varcata un’altra frontiera della pubblicità serale, dopo il sanguinamento gengivale, il prurito vaginale, la flatulenza e il gonfiore intestinale, i problemi di prostata (e giustamente mio figlio dice: ma se la guardano solo i vecchi cos’è che devono trasmettere?) è comparso un ometto dispiaciuto per la sua compagna di non poter offrire la durata di attenzioni  a cui l’aveva abituata, ma per fortuna aveva trovato un rimedio straordinario che aveva rialzato di molto la sua curva di prestazioni. Cavolo mi sono detto, finora queste réclame arrivavano solo via mail, se adesso vengono sdoganate in prima serata sarà un’alluvione! Che bel mondo amici, e soprattutto amiche!

Se avesse anche la zuppa inglese sarebbe perfetta.

Cronachette dal paese dei migliori (12)

Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso… e anche Burgnich, la roccia, se ne è andato. Meglio così, Tarcisio, e perdona se ti chiamo affettuosamente per nome ma per me sei stato come un amico più grande, uno dei miti della mia giovinezza: questo mondo non è più per persone come te, serie, dure ma corrette, gente di sostanza e di cuore, capace di risorgere dopo i tradimenti, di lottare sempre, di schivare e schifare i riflettori e le ruffianerie. Il calcio è diventato una merda, Tarcisio, e non solo quello: lassù ritroverai tanti compagni della squadra più forte del mondo, rimettiti in forma roccia, che quando sarà il mio turno verrò a cercarvi per applaudirvi ancora e magari, chissà, mi permetterete di palleggiare insieme, in paradiso tutto è possibile…

Nello stesso giorno i mercanti cinesi che hanno acquistato la “nostra” squadra si accordavano con l’allenatore per una buonuscita di sette milioni di euro, poco più della metà del suo stipendio di un anno: quanti milioni avreste dovuto guadagnare in proporzione voi, che avete vinto tutto? Tu e Giacinto, la coppia di terzini più forte della storia, cosa sareste stati oggi? O magari non vi avrebbero nemmeno fatto giocare, perché si preferisce prendere scarponi da tutto il mondo pagandoli anche a peso d’oro, con contorno di parassiti troie e ruffiani?

E a proposito di troie, pochi giorni fa era morto Franco Battiato. Povera Italia, aveva scritto, e come non riconoscersi nell’amarezza delle parole di quella canzone, quel “tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni”? Purtoppo con uno di quei buffoni ci era finito anche lui, quel Crocetta che lo volle come assessore nella sua giunta regionale siciliana (è ora di togliere l’autonomia alle regioni autonome, altro che darla anche alle altre) e poi, appena disse qualcosa di sgradito ai partiti ma verissimo, e cioè che in parlamento siedono decine forse centinaia di troie disposte ad ogni cosa per soldi, si affrettò a scaricarlo. Sessismo, che vergogna, rispetto delle istituzioni, si scatenarono le boldrine sciocche. Il rispetto bisogna meritarselo e le troie ci sono in tutti i sessi, ma certo è più facile alzare polveroni su una parola che condannare chi per soldi cambia casacca e fa cadere un governo. E  la vogliono far passare per politica?

Dichiaro qua, una volta per tutte, che non me ne frega niente di Lukashenko e di Navalny. Mi indignerò per i diritti umani dei paesi che ci stanno antipatici solo quando la stessa indignazione ci sarà per gli “amici”: Erdogan, i libici, gli sceicchi, gli egiziani… finché i  “dittatori che ci fanno comodo”, come ha detto il Migliore dei Migliori, possono fare  quello che vogliono, di Lukashenko me ne frego. Tra l’altro ho visto in tv una cosiddetta oppositrice democratica con alle spalle una bandiera vagamente nazista: anche questa una nostra amica? Ad esempio, vogliamo dire che l’amico Netanhjau per il suo esclusivo tornaconto ha creato ad arte una provocazione e all’ovvia risposta di Hamas ha mandato l’aviazione a spianare Gaza, facendo più di 200 morti per la maggior parte civili, contro i 10 che ha avuto Israele?  (Ricordo che la proporzione nazista per le rappresaglie era di 1:10, qui mi sembra siamo ben oltre, ma Israele è ovviamente democratico. Ma uno stato è democratico solo perché si vota? No, perché allora si vota anche in Bielorussia, che ci piaccia o meno).

E, giusto per essere coerente, non me ne frega niente nemmeno di ddl Zan: i cosiddetti diritti civili a buon mercato quando i diritti sociali vengono calpestati tutti i giorni non mi appassionano. Tanto per dire, dei 40 miliardi sbandierati ai destinatari di bonus e di reddito di emergenza non è ancora arrivato niente: ma come, non dovevano essere soldi pronti e “veri”, come se gli altri avessero dato quelli del monopoli? E come mai la nostra informazione così attenta ai Lukashenko non dice che il 74% degli aiuti finora è stato preso dalle aziende, che ogni giorno piangono miseria?

Piangono sempre, tutti… diamine, non riaprono le piste da sci, disastro nazionale: e poi succede che appena riaperta una funivia pur di non perdere qualche giorno di guadagno tolgono le sicurezze facendo morire la gente. Che poi purtroppo a volte i lavoratori, mi dispiace dirlo, ci mettono del loro: quanti  infortuni sono occorsi in fabbrica perché per fare più produzione gli stessi operai disattivano le sicurezze per sostenere i ritmi, o per compiacere i capetti o a volte solo per stupide gare?

Certo amiche e amici direte: ma che ti è successo oggi Giò che hai una parolina buona per tutti, ti ha morso la tarantola?

E’ che è morto anche un mio amico del paese, poco più giovane di me, ci chiamavamo l’uno l’altro “socio”, come di due che ne avevano fatte parecchie. E’ morto di Covid ma non di Covid, ovvero aveva dolori da qualche tempo ma tra esami rimandati e ricoveri impossibili si è ridotto che non stava più in piedi: andato al pronto soccorso l’hanno fatto aspettare in macchina perché mancavano letti, senza nemmeno guardarlo e con dolori lancinanti (una infermiera gli ha detto testualmente: “e che ci posso fare, mica posso prenderlo in braccio”); finché finalmente dopo ore l’hanno ricoverato e gli hanno fatto la morfina, e hanno congedato la moglie dicendogli che l’avrebbero avvisata loro, perché con il Covid non si può stare vicini ai propri cari, nemmeno se stanno malissimo. Infatti la mattina dopo l’hanno chiamata, ma solo per dirle che suo marito nella notte era morto: aveva un tumore in stato avanzato, l’oncologo ha chiesto alla moglie il permesso per fargli l’autopsia dato che “è strano perdere dei pazienti così velocemente”. La moglie è stata molto signorile ed ha solo detto che era meglio se l’avessero guardato quando era vivo piuttosto di indagare ora che era morto: a che serve, a chi? Tanto lo metteranno nelle statistiche Covid. Ecco, questo è come siamo ridotti dopo un anno di pandemia, non siamo nemmeno riusciti a separare gli infetti dai sani, grazie ai nostri ospedali pensati da cervelloni per il comodo dei dottori, non dei malati.

Adesso smetto, amiche e amici, perché la rabbia è troppo forte, mi serve una pausa:  ho prenotato un weekend a Venezia e spero che nel frattempo tutti i migliori se ne vadano a quel paese.

Cronachette dal paese dei migliori (10)

Stamattina sono andato a fare due cose per prepararmi a quella che spero sarà a breve la mia attività principale, ovvero quella di pensionato. Campa cavallo direte, e purtroppo avete ragione, comunque sono andato a far la spesa  e poi alla posta. Mi sono presentato  davanti alla Coop alle 7:55, quindi sono entrato per primo: che emozione! Hanno messo un disinfettante nuovo, questo invece di rilasciare un gel spruzza un liquido. Non ero ispirato ed ho comprato poco, come sapete peraltro non posso allargarmi più di tanto a causa della mia comprovata incapacità nello scegliere. Segnalo che a maggio ci saranno i rinnovi degli organi collegiali ed i soci sono invitati a votare: ad ognuno che lo farà una bottiglia d’olio, che può decidere di devolvere a chi ne ha bisogno. Probabilmente lo farò, ma deciderò sul momento.

Lunedì si è vaccinata mia moglie. Avevo criticato Bertolaso per la scelta dell’hub, allestito nella prestigiosa Villa Erba a Cernobbio (privata, ma il proprietario l’ha ceduta gratuitamente, a parte le spese) ma devo ricredermi: posto davvero ben scelto, spazi ampi, organizzazione perfetta, molti volontari. Preso dall’entusiasmo volevo farmi vaccinare anch’io come caregiver di mia moglie, ma la gentile e carina dottoressa mi ha dissuaso. Le hanno inoculato lo Pfizer: proprio la mattina avevo letto che ci sono stati più morti con questo che con l’Astrazeneca, ma l’ho tenuto nascosto alla consorte. Mi chiedo come mai si sia sempre parlato della pericolosità dell’Astrazeneca: quindi è vero che si tratta solo di soldi e politica? Questo spiegherebbe anche perché lo Sputnik non vogliano prenderlo. Il richiamo le è stato fissato per il 16 giugno, quindi oltre i 21 giorni raccomandati, però almeno si potranno fare le ferie (se le faremo) con un po’ più di tranquillità.

Ho fatto stampare Olena à Paris, dopo averlo rivisto e corretto; la copertina l’ha realizzata mio figlio e promette molto di più di quello che effettivamente il libro contiene; appena arrivato l’ho sfogliato con emozione e mi sono accorto subito che uno dei protagonisti all’inizio si chiamava suor Miranda e strada facendo è diventata suor Matilda. Mannaggia! Anche perché nell’entusiamo (ancora) avevo spedito il manoscritto ad un editore, e anche se ho poche speranze che lo legga mi dispiacebbe passare per pressapochista. Casinista sì, quello lo accetto.

Mio fratello di Udine, uno dei più grossi fan di Olena (metà della mia famiglia la ama, l’altra metà non capisce come possa perdere tempo a scrivere certe stupidaggini) lo voleva leggere assolutamente e glielo ho dovuto spedire, ecco perché sono andato alle poste. Lo sapevate che a spedire i libri si paga abbastanza poco? (plichi di stampa, si chiamano) Io non lo sapevo e l’ho scoperto piacevolmente. Roba da mettersi a far concorrenza a Amazon! Comunque alle poste sembra che la pandemia abbia fatto bene, ricordo delle file interminabili, invece oggi in dieci minuti ho fatto. Davanti a me una mia vicina ottuagenaria chiedeva dei suoi buoni del Tesoro: però, non l’avrei detto!

Il mondo va avanti malamente: in India ancora morti a migliaia per la pandemia; in Afghanistan qualcuno (l’Isis?) ha fatto scoppiare una bomba davanti ad una scuola femminile, uccidendo 70 ragazzine; in Madagascar la siccità sta causando denutrizione e morti; in Russia un ragazzo che si credeva Dio (o forse si credeva di stare in America) è entrato in una scuola ed ha ha ammazzato nove persone; di quello che sta succedendo in Israele faccio fatica persino a parlare, ovviamente se si critica il governo israeliano si passa per antisemiti: tutto nasce dalla decisione di non so che tribunale di espropriare i palestinesinesi dalle abitazioni in un quartiere storico di Gerusalemme, provocazione che ha portato ovviamente a proteste e scontri sulla spianata delle moschee, con decine di feriti (in stragrande maggioranza palestinesi); la comunità internazionale ha “condannato le violenze” come se uno non avesse il diritto di protestare se gli sfilano la casa da sotto il sedere; dopodiché si è passati al lancio di razzi da parte di Hamas dalla striscia di Gaza verso Israele, a cui Israele ha risposto con bombardamenti indiscriminati e uccisioni mirate. Credo che tutti sappiano che Gaza di fatto è una prigione a cielo aperto e la sproporzione di armi è stratosferica: fatto sta che finora ci sono 6 morti israeliani e 67 palestinesi, in una percentuale che ricorda pagine nere della storia del secolo scorso.

Per finire in leggerezza amiche e amici, riporto una lettera ricevuta via mail da una gentile signorina (o signorino? Non è chiarissimo):

“Hey Mi chiamo Nigora. In realta non so davvero come iniziare, quindi per favore porta insieme a me per favore . Vivo in Repubblica del Kazakistan & ora sono trenta anni al momento. non sono mai stato sposato cosi come mai non avuto bambini. io sono solo un casual, amante del divertimento persona . Mi piace risatina e avere un po ‘ divertimento vita a breve mai. Ma Sono molto istruito, buono e incredibilmente casa guidato. Mi preferisco leggere molto, nuotare, outdoor, cucinare a casa, viaggiare in giro, fare interno decor per my own famiglia.

I am women with a decent credenze una ragazza con un molto buono personalita e onesto spirito.

 io sono cercando di ottenere un sincero legame , la relazione amorosa a lungo termine che porta a un matrimonio , io non effettivamente mente eta , personalmente, individualita e assolutamente la cosa preoccupazioni quasi piu.

Dovrei saperne di piu semplicemente chiedi . sicuramente ho bisogno di conoscere te e la tua stile di vita , vado a elettrizzato di ricevere un messaggio proveniente da te molto presto.

 Molte grazie,Nigora”

Grazie a te, cara Nigora, quasi quasi ti infilo in un episodio di Olena!

Questa non è Nigora, non illudetevi.

Cronachette dal paese dei migliori (9)

Weekend di quasi liberi tutti, amiche e amici, ieri sulle strade del lago venivano segnalati sette chilometri di coda: bentornati ai vecchi tempi! Sabato abbiamo fatto un giretto in città con una coppia di amici, andata e ritorno a piedi (da casa mia circa sette chilometri, la sera ero abbastanza provato); sensi unici pedonali, che quando l’ho raccontato a mia sorella al paese è scoppiata a ridere, anche se forse non è una novità assoluta: ricordo male o anche a Venezia ci sono delle calle a senso unico?

Segnalo che i fiori sulle donne hanno sempre il loro fascino: al mattino avevo preso dei fiori per mia moglie per conto di mio figlio che non aveva tempo () e sono poi passato in farmacia; la farmacista è rimasta un po’ delusa che l’omaggio non fosse per lei, ma quando le ho detto che era per la mamma (non ho specificato di chi) mi ha dato del tenero e gentile. E lo sono, eccome se lo sono! Al pomeriggio invece mia moglie e la sua amica sono volute passare al mercato coperto, dove c’è una fioreria storica gestita da persone gentilissime, con prezzi molto onesti. I mazzi ovviamente sono rimasti in mano a me ed al mio amico; camminando abbiamo superato una bella donna di colore, molto alta, che ha fatto i complimenti ai fiori e mi ha chiesto se fossero per lei. Mia moglie, qualche passo indietro, vedendomi abbastanza in imbarazzo sghignazzava; la donna noncurante ha continuato a fare degli apprezzamenti passando all’abbigliamento, e quando l’amica di mia moglie arrivata in soccorso ha fatto notare che anche le mie scarpe erano molto belle e giovanili, da sgarzellino, la donna ha concordato ed ho temuto che me le volesse sfilare dai piedi, cosa che dopo i chilometri fatti non le avrebbe fatto buon pro. Insomma, se volete conquistare niente di meglio che un buon vecchio mazzo di fiori! O un cagnolino, anche quello fa effetto.

A proposito di cagnolino, domenica dopo la messa sono andato a comprare il giornale all’Esselunga (trovo assurdo che per comprare il giornale si debba entrare nel supermercato, ma le edicole nel mio quartiere sono scomparse) ed ho assistito ad una scenetta molto divertente, ovvero vicino all’uomo che prende la temperatura c’era legato un cagnolino, uno di quelli assurdi da compagnia che violentano le Pigotte, e la proprietaria, un travestito brasiliano (non chiedetemi come faccio a saperlo) lo salutava da lontano, causandone un abbaiare fastidioso e provocando sguardi di astio dell’omino del termometro. Che teneri!

Per domenica ero stato invitato, per la mia fama consolidata di scrittore, a scrivere una lettera alla mamma che è stata allegata al foglietto degli avvisi settimanali; era dai tempi delle elementari che non lo facevo e devo dire che me la sono cavata abbastanza bene (fidatevi sulla parola, non la pubblicherò), ho ricevuto molti complimenti e qualcuna mi ha detto che l’ho fatta piangere. O piangere o ridere, con le donne non ci sono le mezze misure.

Le vaccinazioni procedono abbastanza bene, si sono aperte le prenotazioni per i cinquantenni, domani toccherà a mia moglie; c’è l’allarme per le RSA, hanno dei buchi di bilancio paurosi e qualcuna ha annunciato la chiusura: e grazie al cavolo, la metà dei vecchietti li avete ammazzati, e adesso chi si fida a mandarvi i propri cari? Mettendoli tra l’altro in prigione, dato che non si possono nemmeno andare a trovare (ora però pare che si potrà). Ma, se ci pensiamo, la proliferazione di queste strutture, per la maggior parte private, questi parcheggi in attesa della morte, non è indice della miseria morale della nostra società?

Chiudo con due notiziole leggere: la prima è che l’Unione Europea sta autorizzando la produzione del vino a basso contenuto alcoolico, anche Dop e Igp. Perché, mi chiedo? Ad annacquare il vino non bastano gli osti dei Castelli Romani? E poi, se uno vuole allungare il vino, non può farlo da solo, tra l’altro scegliendo anche che acqua metterci? E se uno non vuole l’alcool, perché non si beve la Coca Cola? Mistero.

Come invece spero che la scoperta al Circeo dei resti dei nove uomini di Neanderthal permetta di far luce su uno dei più impenetrabili misteri della preistoria, a cui come ricorderete si sono dedicati per anni dei ricercatori dell’Università di Oxford: il pene dell’uomo di Neanderthal aveva l’osso o no?

Amiche e amici, state tranquilli, i sacerdoti del mercato tra cui il nostro Migliore dei Migliori stanno discutendo delle iniquità del mercato: siamo a posto, siamo a cavallo, infatti strada facendo si sono persi anche la deroga (non sia mai l’abrogazione) dei brevetti sui vaccini. L’importante non sono i brevetti, ma la produzione dei vaccini ha detto Ursula. Se poi spiega anche come fanno i poveri a produrre i vaccini se devono pagare il brevetto, ci farebbe un favore. Forse è vero che serve il vino senz’acqua, ma a loro però.

Cronachette dal paese dei migliori (8)

Nel paese dei migliori non poteva mancare lui, il migliore dei migliori: José Mourinho! Tornerà nel bel paese purtroppo non per allenare i nerazzurri ma i giallorossi, e da quel gatto ruffianone che è si è presentato  con un “Daje Roma” che ha galvanizzato la tifoseria romanista e sconcertato i giornalisti inglesi. Da quando ha lasciato l’Inter non ne ha imbroccata una ma ha guadagnato lo stesso un sacco di soldi: amici romani, vi do un consiglio, fatelo sindaco che vi costa meno!

Con tutto quello che succede per il mondo ci parli di calcio, mi chiederete? Avete ragione ma, amiche e amici, di cosa posso parlare: di morti sul lavoro? Più che parlarne, chi di dovere dovrebbe agire: quanti soldi sono stati previsti nel Recovery Plan per il potenziamento degli ispettori del lavoro? Quanti “imprenditori” vengono incarcerati? E allora, di che devo parlare? Di sesso, genere e identità di genere? Non sono attrezzato. Di brevetti sui vaccini? Si parla di una deroga temporanea, quando per me bisognerebbe abolirli, non voglio ripetermi. Del fatto che fino a settembre non si parla di rientrare in ufficio, e forse nemmeno allora? Fatti tuoi, direte.

Di carino però qualcosa lo posso dire: nel weekend del 15/16 maggio si terranno le giornate di primavera del FAI: verranno aperti tanti siti normalmente non accessibili al pubblico, tanti parchi: bisogna prenotarsi, quindi non dimenticate di farlo! Viene richiesto un minimo contributo, e chi vuole poi può iscriversi (tra l’altro l’iscrizione è deducibile dalla denuncia dei redditi). Poi non dite che non do informazioni utili!

Il leader di uno dei partiti che fanno parte del governo dei migliori ha detto che si batte per riaprire tutto (vorrei sapere chi è che si diverte a tenere chiuse le attività: ah, forse c’è una pandemia in corso?) , è a favore di un’invasione di turisti paganti e contrario all’invasione di barconi (quelli come è noto non pagano).  Personalmente ho trovato la dichiarazione di una volgarità disgustosa, non nuova peraltro per il personaggio, se questi sono i migliori che Dio ce ne scampi. Nel merito dei turisti paganti io sono da sempre contrario che l’Italia diventi la Disneyland del mondo; in questo anno ci siamo accorti di cosa significhi aver smantellato industrie strategiche, ma vogliamo continuare così, a spopolare le città di cittadini per riempirle di bed and breakfast o peggio? Tra l’altro, dato che la natalità è sempre più in calo, tra poco ci toccherà pagarli i barconi perché ci portino qua famiglie con bambini, se non altro per fare da camerieri ai turisti paganti…

Dalla Cina una bella notizia: il governo ha dichiarato guerra allo spreco alimentare. Pare che con quello che buttano quelli che stanno meglio (l’uguaglianza è andata a farsi friggere da un pezzo anche in quel paese) ci mangerebbero 150.000.000 di persone (centocinquanta milioni!) . E allora revisione dei menu dei ristoranti, e addirittura delle ordinazioni: se si è in dieci, si possono ordinare al massimo nove pietanze, e ce le si divide. E chi lascia sul piatto troppa roba paga una multa. Sarà la fine degli all-you-can-eat? Lo spero vivamente.

Amiche e amici, adesso vi saluto perché devo andare ad un funerale: l’ennesimo, in questo anno e passa. E’ la mamma di un mio amico, colpita dal Covid poco dopo essersi vaccinata (evidentemente gli anticorpi ancora non erano entrati in funzione); ricoverata sembrava averlo superato, ma l’altra mattina ha avuto un rigurgito, ed è soffocata. Da sola: andiamo su Marte, ma il modo di far avvicinare almeno i figli ai malati anziani ancora non l’abbiamo inventato. A presto!

Tifosa interista tradita attende a pié fermo lo Special One