Ed ora il ponte Silvio!

Basta col piccolo cabotaggio, gli orizzonti limitati, basta col braccino corto, la micragna, la tirchieria, le ristrettezze! Una nuova era è cominciata, che come tutte le nuove ere ha bisogno di opere imperiture che ne tramandi ai posteri la grandezza. Ma che quotidiana manutenzione, che amministrazione dell’esistente! Roba grandiosa ci vuole, roba che faccia rimanere a bocca aperta, che rivaleggi con le sette meraviglie del mondo e anzi si proponga di superarle! Roba che le piramidi al confronto sembreranno delle baracche nella sabbia, ed Elon Musk che va su Marte un postino in lambretta. E’ da troppo tempo che il progetto è tenuto nel cassetto dalla solita conventicola di signornò, fricchettoni verdi, cosiddetti democratici, progressisti, ambientalisti e vegani: gente che rema contro, che pone dei limiti, che mette dei paletti. Ebbene, finalmente quei paletti sapranno dove metterseli!

Il ponte Silvio si farà! E al suo confronto il ponte Milvio di Roma sarà una passerella per l’acqua alta, come quelle di Piazza San Marco a Venezia. Opera mirabile dell’ingegneria italica, il ponte a campata unica più lungo del mondo unirà finalmente e definitivamente le sponde irredente di Calabria e Sicilia. Solo un sorriso di compatimento possiamo rivolgere ai critici, ai sor Tentenna, ai contrari a prescindere. Più loro dicono che i soldi non ci sono, e più noi ridiamo! I soldi ci sono, eccome! Basta prenderli a chi ne ha. Ai poveri, che ne hanno pochi ma sono tanti! Più sostengono che sarebbe meglio far benaltro, e più sghignazziamo: e se erano così bravi, come mai non lo hanno fatto loro questo benedetto benaltro? Dicono che i treni non ci sono, che il territorio è disastrato, che manca il lavoro, che prosperano le mafie? Ebbene cari signori, sui treni possiamo tranquillizzarli: ci sono ed arriveranno perfino in orario! E di lavoro questo ponte ne darà così tanto che la gente dovrà dire basta, fateci riposare! In quanto al territorio, nessuno venga a tenere lezioni o sermoncini. Per il territorio non si fa niente dai tempi delle bonifiche pontine (che abbiamo fatto noi, peraltro) e ci vengono a rinfacciare la cura del territorio? Riguardo la mafia sia chiaro, la nostra mafia non ha niente da invidiare a quella cinese, slava, nigeriana, russa, pertanto sarà ammessa solo mafia nostrana. Patti chiari e amicizia lunga!

Verranno da tutto il mondo per ammirare ed attraversare il ponte! Le coppiette vorranno farsi il selfie con il ponte alle spalle; gli innamorati ci andranno a inchiavardare i lucchetti; i suicidi ci si butteranno di sotto con la sicurezza di restarci secchi; sulle sponde, da un lato e dall’altro, sarà un fiorire di attività economiche, ristoranti, alberghi, discoteche; i barcaioli che ora traghettano le persone da una parte all’altra dello stretto faranno fare il giro notturno ai turisti per ammirare il ponte illuminato; dallo spazio Samantha Cristoforetti mostrerà orgogliosa ai colleghi astronauti il ponte Silvio, altro che ISS!

E che vengano a cinguettare i soliti disfattisti, i tremebondi geologi o sismologi, con le loro fanfaluche sui rischi di terremoti, o i climatologi a concionare di venti troppo forti che metterebbero la sicurezza a rischio: ce ne freghiamo!  Come ce ne freghiamo del cambiamento climatico: fa più caldo? Benissimo! Più visitatori per il nostro ponte Silvio, più turisti per godersi le bellezze del nostro Sud! E che vengano a piangere quelli che da decenni piagnucolano di questione meridionale senza cavare un ragno dal buco, quando con un’opera di questo spessore noi porteremo benessere e felicità, felicità a mazzi, sì faremo mazzi su mazzi e di buchi ne riempiremo a milioni!

 A noi!

Autarchia!

Ho le carte in regola!

In questo anno I dell’era Meloniana, credo sia utile e necessario fare l’appello di quelli che hanno le carte in regola. Io le ebbi!

Mio zio Francesco, combattente della Grande Guerra, conservò come una reliquia il certificato di partecipazione alla marcia su Roma del ‘22 che lo qualificava come legionario. Fervente patriota, aderì alla Repubblica Sociale e si distinse in rastrellamenti di banditi nella bergamasca e nella Val d’Ossola, dove in uno scontro a fuoco venne ferito gravemente e perse la vita. E’ deprimente comunque che a distanza di 100 anni per prendere il potere non ci sia stato nemmeno bisogno di una marcetta. La gente si è impigrita!

Mio nonno Gaetano nel ’35 partì volontario per civilizzare gli abissini, nobile intento che purtroppo non ebbe esito; credo che in ricordo abbia lasciato qualche lontano zio. Non partì per liberare l’Unione Sovietica dal giogo comunista solo perché nell’avventura precedente aveva rimediato la malaria, oltre che la perdita di tutti i denti; in compenso al suo posto venne chiamato il gemello, per la verità non molto contento.

Mia nonna Ida era cuoca delle colonie fasciste, e per questo venne portata in piazza dai partigiani per essere rapata a zero insieme ad altre collaborazioniste; la salvò l’intervento del commissario del popolo che la riconobbe come proletaria e lavoratrice, e l’indomita ringraziò calorosamente con il gesto dell’ombrello e l’animoso “ve la sete pijata in der culo!”.

Mio padre Nino nel ’44, a soli 16 anni, venne portato in campeggio all’Alpe del Viceré e qui arruolato nella RSI; le sue gesta belliche non furono esaltanti perché venne preso prigioniero nella sua prima notte di guardia, e credo gli (e mi) sia andato bene. Si è fatto un paio di anni di prigionia in Algeria, chissà perché li mandavano laggiù. Devo dire che da allora, pur essendo diventato un fervente socialista, non apprezzava molto gli arabi.

Personalmente posso portare le testimonianze dei miei più stretti congiunti che possono senza remore affermare che ho sempre avuto tendenze autoritarie e nostalgiche insomma sono sempre stato di destra anche quando pensavo di essere di sinistra. Se c’è bisogno di abiure, rinnego tutto quello che ho pubblicato su questo blog in questi anni; dichiaro di avere usato l’olio di ricino, ma di più l’olio di mandorle amare, per la pulizia del clarinetto (che non a caso è di colore nero) e all’occorrenza ne posseggo ancora una bottiglietta.

A noi!

E chi non vota per me, péste lo cólga!

Amiche e amici, le elezioni si avvicinano ed una campagna elettorale così assurda non si è mai vista. Gli stessi partiti (praticamente tutti o quasi) che hanno governato, alternandosi o insieme, negli ultimi 30 anni, si scoprono verginelli e promettono mirabilie per il futuro prossimo venturo. Cchiù pilu per tutti! Che bell’avvenire ci aspetta. Il Tg1, o meglio TeleKiev, dopo i dieci-quindici minuti di propaganda ucraina ci propone un pastone di dichiarazioni troncate dei soliti ceffi, da cui si evince: a) la destra che si sente la vittoria in tasca può già iniziare a fare le prove delle liti che la dividerà appena i suoi esponenti dovranno spartirsi i posti al governo; il PD che strilla “o noi o il diluvio” dimenticandosi che le dighe le hanno minate loro; il cosiddetto terzo polo (Calenda e Renzi, il gatto e la volpe…) dopo aver fatto una proposta sensata ovvero quella di sospendere la campagna elettorale, per quel che serve, continua a ripetere a pappagallo “agenda draghi agenda draghi”; i cinquestelle si scoprono improvvisamente più a sinistra di tutti e non si capisce se ne siano contenti o spaventati: non sarà facile far dimenticare che dalle loro file sono usciti ministri come Di Maio e Cingolani, che il Signore li abbia in gloria.

La crisi energetica sta facendo vittime: la cassa integrazione è aumentata esponenzialmente, alcune aziende hanno dovuto ridurre la produzione e se continua così dovranno interromperla;  le commesse pubbliche dovranno essere tutte rinegoziate almeno del 30% _ ad essere buoni _ perché i fornitori non ci stanno più dentro; e si prospettano un autunno ed un inverno difficili, con costi sociali molto alti. Ci stiamo facendo guidare dal pifferaio di Washington e dai buffoni di corte di Bruxelles verso lo sprofondo; so che queste dichiarazioni mi attireranno accuse di putinismo, ma è sempre meglio che essere affetto da cretinismo. Ah, un altro degli argomenti della campagna elettorale, forse il principale, è: “Nella cabina elettorale Dio ti vede, Putin no”.

Certo che il mondo a rovescio che ci siamo costruiti è proprio buffo. Mandiamo armi e promettiamo mari e monti all’ometto in maglietta verde ma gridiamo al “ricatto” o all’”ingerenza” se la Russia ci chiude i rubinetti del gas (dalla cui dipendenza abbiamo dichiarato di volerci affrancare: quindi devono darcelo finché lo decidiamo noi, ed in più al prezzo che diciamo noi…) oppure ci “minaccia” se dicono una cosa ovvia ovvero che noi  e la UE siamo succubi di decisioni Usa che pagheremo care (lo stiamo già facendo). Il ministro della transizione ecologica (!) dice che non prendiamo ordini da nessuno, ma qualcuno sano di mente avrebbe mai potuto immaginare che grazie alle scelte del governo dei Migliori ci saremmo trovati con l’inflazione alle stelle, ridotti a razionare gas e elettricità, a ridurre la temperatura nelle case _ voglio vedere come faranno a controllarlo, tra l’altro _  , che si spingesse sulla riapertura delle centrali a carbone (o massimo sfruttamento di quelle rimaste), sui rigassificatori, e sulle trivellazioni in alto mare? E’ questa la transizione che ci aspettavamo, alla faccia di Greta e del riscaldamento globale? Tra l’altro per la cosiddetta transizione servirebbero i soldi del Pnrr, che stiamo già ipotecando con i bonus per coprire l’aumento delle bollette e del carburante. Dunque se c’è qualcuno che ci minaccia, amiche e amici, guardiamoci allo specchio…

Quindi porte aperte al gas in arrivo dagli Usa: le aziende che lo estraggono (con il fracking, che in Europa è VIETATO: ennesimo esempio di doppio standard e di ipocrisia) stanno facendo guadagni stratosferici, così come tanto per dire i polacchi con il carbone, e sono ben contente che la guerra continui! Cosa di cui dovrebbero preoccuparsi soprattutto agli ucraini, invece di fantasticare di controoffensive: si parla addirittura di 2024-25 come orizzonte per la fine della guerra, ma cosa rimarrà di quel paese, a questo non ci pensiamo quando ci riempiamo la bocca di “difesa della democrazia”? Quando si comincerà a tentare di mettere fine a questa follia, invece di buttare ogni giorno benzina sul fuoco? Intanto c’è la corsa alla solidarietà europea: la Germania rimasta senza gas lo otterrà dalla Francia, che in cambio riceverà energia elettrica. Dove la Francia e la Germania li prenderanno non è dato saperlo: se sperano di riceverlo dall’Ucraina stanno freschi.  L’Algeria, che non è fessa, ci ha promesso più gas togliendolo alla Spagna (chiaro esempio di solidarietà europea); quella stessa Algeria che poco tempo fa, senza che nessuno gli dicesse “bha”, si è intestata la sovranità sulle acque territoriali FINO A POCHE MIGLIA DALLA SARDEGNA!

Allora mi chiedo: ma i nostri governanti di chi stanno facendo esattamente gli interessi, dei propri concittadini, delle proprie imprese, o di più o meno potenze straniere? E uno pignolo non ci potrebbe ravvisare, che so, l’ipotesi di tradimento?

Detto ciò care amiche e amici che ognuno voti pure per chi vuole; il mondo non finirà il 25 settembre, anche se per qualcuno sembra sia iniziato il 24 febbraio.

A presto!

Se si candidasse la voterei senza se e senza ma

Agenda draghi

Amiche e amici, vi rendete conto che tra un mese ci saranno le elezioni? Appena il tempo di scrollarsi la sabbia di dosso e mettere via i costumi da bagno e ci tocca recarci ai seggi. Che dubbi, che rovelli! Andare, non andare? Votare, ma per chi? Annullare la scheda con insulti o disegni espliciti? Da giovane mi è capitato di fare due o tre volte lo scrutatore e vi assicuro che se ne vedevano di ogni colore. Una volta un buontempone riuscì non so come a infilare nella scheda una fetta di salame; un’altra un impertinente dedicò una poesia  al presidente di seggio invitandolo a dedicarsi maggiormente alla cura della famiglia, insinuando che avesse in testa più corna di un cesto di lumache.

Quasi tutti i partiti, anche quello che era all’opposizione, dicono di volersi rifare all’agenda Draghi. Agenda che deve essere incredibilmente capiente, perché sembra contenere tutto e il suo contrario. Tra l’altro, siccome in Tv non si fa che sentir parlare di questa agenda, l’altro giorno ho sentito un bambino dire alla sua mamma che la voleva anche lui. Stai tranquillo, l’ha rassicurato la madre, che a settembre ce l’avrai di sicuro. Ho avuto l’impressione che le sfuggisse un sorrisetto, me lo sarò immaginato?

A me alle medie piaceva il diario del Giornalino con le illustrazioni di Jacovitti, come cambiano i tempi.

A Rimini, come sapete, si svolge tutti gli anni il meeting di una potente setta cattolica a cui i politici sgomitano per partecipare. Quest’anno non sono stati invitati solo i Cinquestelle, forse perché al momento sembra l’unico partito (pardon, movimento) che, anche se confusamente e contraddittoriamente, si occupa di temi sociali. Grandi applausi sia al capo del governo che alla capa dell’opposizione! Qualcuno deve avere le idee confuse, o forse troppo chiare. Franza o Spagna, basta che se magna…

Non è strano che questi ultracattolici non abbiano discusso delle esortazioni del Papa per la pace in Ucraina? Mi sarei aspettato almeno una domandina ad uno degli illustri convenuti, ancora convinti che continuando a mandare armi agli ucraini si lavori per la pace. Il Papa ha espresso il suo cordoglio per la ragazza fatta saltare in aria con la sua auto in Russia (atto di puro terrorismo, così come quelli che stanno avvenendo in Donbass contro esponenti dell’amministrazione civile indipendentista: e non vengano a chiamarla resistenza) ma l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede ha avuto da ridire. Adesso stiamo a vedere che il Papa per parlare deve prima chiedere il permesso all’ambasciatore ucraino. Se non gli sta bene, tra l’altro, può anche ritornarsene a casa.

Destra centro e sinistra sono uniti nel dire che il gas costa troppo e così non si può andare avanti. Noi ce n’eravamo già accorti, anche senza elezioni. Anche se naturalmente ce la raccontano come vogliono (come tutte le balle che ci propinano i media; ieri quando hanno tirato fuori una spia russa tipo la mia Olena sono andato a stendere i panni in solaio per non rompere il televisore, come se noi non avessimo spie in Russia. A me fa più specie che per anni siamo stati spiati dagli alleati, ma di questo ovviamente non se ne parla più): il gas costa troppo perché il prezzo di vendita è stabilito al “mercato” di Amsterdam, e ha poco a che fare col vero costo di acquisto. Tant’è che il governo dei migliori aveva stabilito di tassare gli extraprofitti, ovvero i maggiori guadagni che le aziende energetiche hanno avuto proprio a seguito della differenza tra il costo effettivo ed il prezzo a cui lo rivendono: bene, questo extragettito avrebbe dovuto far entrare 4 miliardi di euro nelle casse dello Stato, ma solo in pochi l’hanno pagato e si è raggiunto a stento il miliardo. Allora mi chiedo: ma come, io se non pago una tassa mi fate un culo così, e questi che non pagano miliardi non gli fate niente? Ma io gli mandavo a ciascuno un battaglione della Finanza a rovesciargli tutti i cassetti. E comunque basterebbe che il prezzo non fosse più stabilito dagli speculatori ad Amsterdam. E prima di tutto che si operasse per la pace, invece di prolungare all’infinito il conflitto come fa comodo agli Usa, alla Nato e ai mercanti di armi.  Se si opera per la pace si supereranno le sanzioni  e anche il prezzo del gas tornerà ad essere ragionevole. Certo che se l’ometto in maglietta verde ormai proclama che l’obiettivo è la vittoria e rivuole la Crimea, è obiettivamente un po’ difficile. Comunque, dato l’andazzo, in vista del Generale Inverno è meglio preparare i cappotti…   

Matrimonio con tampone

Amiche e amici, che tempi strani stiamo vivendo. Il figlio di una mia amica è stato invitato al matrimonio di un suo amico, in quel di Bologna, e le suore che gestiscono la struttura che avrebbe dovuto ospitarlo gli hanno chiesto di munirsi di tampone. Mal gliene è incorso, perché ha scoperto di essere positivo, pur essendo quasi completamente asintomatico, ed ha dovuto rinunciare alla cerimonia. Per fortuna non era il testimone!

Riflettevamo con i genitori, con i quali domenica siamo andati a fare una bella passeggiata al Parco della Val Sanagra dove abbiamo visitato una vecchia fabbrica di mattoni trasformata in museo, che chissà quante persone l’hanno avuto senza nemmeno accorgersene e se non fosse stato per le prudenti monache il figlio l’avrebbe trattato come un raffreddore: cosa che sinceramente avrei fatto anch’io, perché dopo due anni se ad ogni starnuto dovessimo tamponarci sarebbe l’ammissione di un fallimento completo.

La Val Sanagra, sopra Menaggio, è una bella località per fare delle passeggiate; la visita alla vecchia fornace è stata molto interessante perché uno stagionato volontario ci ha illustrato tutta la storia e le modalità di produzione, di come dall’argilla si arrivava ai mattoni. L’attività è stata chiusa negli anni ’50 quando il forno, troppo piccolo e troppo scomodo per competere con quelli nati in pianura padana, ha smesso la produzione.

A proposito di lavoro: ora anche negli autogrill, come anche nei McDonald’s, stanno sostituendo i cassieri con dei totem digitali, dove ordinare e pagare in autonomia. Mi chiedo: ma le persone che faranno tra qualche anno? I casellanti li abbiamo già tolti, togliamo anche i cassieri, gli operai stanno diventando come i panda, che lavoro farà la gente? Tutti sui monopattini a consegnare pizze?  Non mi pare però che di questi temi si stia parlando molto in campagna elettorale. Già, perché il 25 settembre si andrà a votare per il rinnovo del parlamento; i partiti sembrano proprio stare sul pezzo, infatti il dibattito sembra quello degli anni ’90: presidenzialismo, immigrazione, ius soli… di emergenza climatica, rischio atomico, inflazione, denatalità, lavoro precario, disoccupazione forse ne parleranno più in là.

Sembra esagerato parlare di rischio atomico, ma è una mia sensazione o gli ucraini stanno cercando un incidente nucleare a Zaporižžja? Non mi pare credibile che i russi si bombardino da soli, anche se le tv a reti unificate cercano di farlo credere (anche se le notizie _ si fa per dire _ dall’Ucraina sono ormai al quinto-sesto posto). E attaccare l’impianto di raffreddamento che serve appunto alla centrale, può portare ad una catastrofe. Qual è il gioco che stanno facendo, continuate a darci armi altrimenti facciamo saltare la centrale? Non sarebbe ora che qualcuno dica basta all’uomo in maglietta verde?  

Russi che sempre le tv ci hanno fatto sapere con meraviglia che quest’anno non sono venuti a passare le ferie in Italia. Come se non ci fossero sanzioni su tutto e i voli fossero interrotti! Sanzioni che, se ci penalizzano e non poco per i prezzi del gas, ci hanno spianato la strada ad un sacco di medaglie ai campionati europei di nuoto e di atletica leggera. E anche qui grazie al cavolo, gli anni precedenti in testa al medagliere c’erano sempre loro.

Ero tornato rasserenato, ma una serie di notizie mi ha subito intristito: gli israeliani hanno dovuto ammettere (o rivendicare) che è stata la loro aviazione a bombardare un cimitero uccidendo dei bambini palestinesi che ci stavano giocando; i norvegesi hanno ucciso un tricheco che, secondo loro, dava fastidio nel porto di Oslo: in verità erano i turisti che davano fastidio, perché non hanno fatto fuori loro? Era così difficile spostarlo e portarlo da un’altra parte?  Gli arabi sauditi, ai quali andiamo giocoforza a leccare il didietro, hanno comminato 34 anni di carcere ad una attivista per i diritti delle donne. Del resto gli Usa ne daranno più di 100 ad Assange, quando riusciranno a metterci sopra le mani, di che ci scandalizziamo?

E’ morto Piero Angela. Era del ’28, come mio padre, ma a differenza sua è arrivato in fondo alla sua strada attivo e lucido. Ci ero affezionato e non solo perché mi ha fatto fare delle grandi ronfate con i documentari degli animali a Superquark: era un signore, invitava a ragionare e decisamente in un paese dove ognuno si sente in dovere di dire la sua anche su argomenti di cui non sa una cippa era decisamente rivoluzionario. Non era credente, combatteva superstizioni e imbroglioni. Una frangia di esaltati, di cui si sarebbe decisamente impipato, l’ha preso di mira dopo morto imputandogli chissà quali nefandezze, addirittura di aver preparato la dittatura della scienza. Miserie umane, non so se dettate più da stupidità o da invidia.

Qui è rinfrescato; sono previste piogge stasera e nei prossimi giorni; le sagre sono terminate, e si può cominciare a metter via i costumi da bagno, che tristezza. A presto!

Come si fa a non voler loro bene?

L’uomo che reggeva l’ombrellone (II)

Da Stintino è molto bello partire per un tour dell’Asinara (Stintino è stata fondata dagli abitanti dell’Asinara che sono stati cacciati perché l’isola diventasse un carcere, e tale è rimasta fino a poco tempo fa; nel carcere di massima sicurezza fino a qualche decennio fa erano rinchiusi terroristi e mafiosi). La gita noi l’avevamo già fatta, ma a chi non ci fosse stato la consiglio per il valore storico e naturalistico (oltreché per le spiagge). A Stintino c’era anche una tonnara, e c’è un museo ad essa dedicato. Era una vita dura! Tra l’altro si trovava in località Le Saline, dove si trova una bella spiaggia; purtroppo però quando siamo andati noi era piena di posidonia (a causa del caldo, ci ha detto la gestrice del chiosco) e l’odore delle alghe in putrefazione non era proprio delicato. Gli stagni retrostanti ospitano colonie di uccelli migratori che vi si riproducono, ed ho visto con i miei occhi gente attrezzata con ciabatte, costume e binocolo per osservarli. De gustibus eccetera eccetera… io sinceramente al mare osservo altro, finché almeno guardare è consentito..

Un passetto indietro: in Sardegna siamo andati in traghetto, da Genova a Porto Torres. Ho prenotato in ottobre ed ho risparmiato molto; a quel tempo pensavo che a luglio non ci sarebbe più stato problema di Covid e invece ci siamo ancora dentro forse più di prima. Sul traghetto la regola della mascherina era rispettata quasi totalmente, ma in quanto a distanziamenti e pulizia (specialmente la disinfettazione dei tavoli, e questo l’ho notato anche nei bar e nei ristoranti) ormai siamo al liberi tutti. Ora degli amici mi dicono che un biglietto costa anche 800 euro, mi sembra un’enormità. Però confesso di aver fatto una cavolata: nell’euforia della corsa allo sconto non mi sono accorto di aver prenotato una cuccetta con letti a castello, e naturalmente il posto di sopra è toccato a me (al ritorno, perché all’andata ho fatto il cambio cabina con un piccolo sovrapprezzo). Ma delle evoluzioni ginniche vi racconterò più in là.

Cabras.

Da Stintino ci siamo spostati a Cabras, cittadina famosa per la bottarga di muggine; oltre questo non ha molte attrattive ma è strategica per recarsi alle spiagge della penisola del Sinis; noi siamo stati a Maimoni e Mari Ermi (a me è piaciuta più la prima anche se la seconda è quella più famosa dopo Is Arutas); il primo giorno invece ci eravamo fermati a Marina di Torre Grande, abbastanza anonima. L’Oristanese è ricco di storia e di vestigia storiche e archeologiche: abbiamo visitato i resti di Tharros, città punica e poi romana (ultima visita alle 17:15: a momenti ci lascio le penne dal caldo…), il nuraghe Losa, il pozzo di Santa Cristina con il villaggio nuragico, stiamo parlando dell’età del bronzo, almeno 1500 anni prima di Cristo… Diversi luoghi sono incustoditi, considerando che in tutta la Sardegna ci sono 9-10.000 nuraghi è difficile sorvegliarli tutti. La particolarità di Cabras è che si affaccia su uno stagno, l’attività principale della gente infatti fino a poco tempo fa era quella della pesca; pesca regolata con metodi autoritari, con zone di pesca tramandate da famiglia a famiglia e con regole che spesso venivano fatte rispettare con metodi molto spicci. L’ultimo di questi capi è sparito (fatto sparire) e non se ne è saputo più niente, si ipotizza sia stato ucciso e dato in pasto ai maiali. E poi dicono che la pesca rilassa i nervi! Poco lontano segnalo, sempre per appassionati di uccelli, che c’è lo stagno di Mistras dove passano i fenicotteri rosa.

I gestori del b&b che ci ha ospitato si sono inventati questa attività dopo essere stati entrambi licenziati. Lavoravano per la Provincia, anzi per un ente partecipato dalla Provincia; in questo paese strano che è l’Italia siamo andati avanti fino agli anni ’90 con le stesse province che c’erano dall’unità d’Italia o quasi; poi ad un certo punto sono cresciute in maniera esponenziale, seguendo la moda leghista del federalismo ad cazzum, e infine ci si è accorti che erano carrozzoni improduttivi. La cosa strana è che sono ancora lì, anche se non si sa quali sono le competenze: le strade provinciali fanno pena quindi amici cari (dico a quelli che verranno eletti nel prossimo parlamento dato che da questo ormai non c’è da aspettarsi più niente di buono) o le togliete per bene o le rimettete (quelle originarie però, non quelle farlocche aggiunte dopo). E soprattutto, si può lasciare sulla strada da un momento all’altro intere famiglie? Comunque i due si sono rimboccati le maniche ed hanno creato proprio una bella struttura, chi fosse interessato me lo dica e gli farò avere i riferimenti.

 Ovviamente è obbligatorio farsi un piatto di spaghetti alla bottarga.

A proposito di bottarga, Nancy Pelosi, la speaker democratica della Camera Usa, è appena andata a sfruculiare i cinesi andando in visita a Taiwan; è buffo che i nostri media hanno riportato che “caccia cinesi hanno violato lo spazio aereo taiwanese” sorvolando sul fatto che per la Cina (e per quasi tutto il resto del mondo) Taiwan è una provincia della Cina. Taiwan che è uno dei massimi costruttori di semiconduttori, che fornisce per la maggior parte agli Usa; peccato però che la sabbia al silicio la prenda dalla Cina ed ora la Cina ha deciso di non dargliela più. E adesso con che cosa ve li farete i vostri semiconduttori? Quindi, riepilogando, questi pazzi che governano il mondo ci hanno apparecchiato una crisi delle materie prime (già prima della guerra in Ucraina), poi una crisi delle fonti energetiche (approfittando della guerra in Ucraina), ed ora una bella crisi dei semiconduttori (i cui prezzi erano già alle stelle, grazie ai bitcoin). Per fare un dispetto a chi, alla Russia? Mi pare quello sposo che per fare dispetto alla moglie si taglia gli zebedei.

Adesso amiche e amici voi lascio, vado a preparare una bella marmitta di pasta fredda, con pomodorini fiori di cappero olive nere e tonno. Seguirà pennichella. A presto con la continuazione!

Se in qualche stagno avvistate questo tipo di fenicottero attrezzatevi di binocolo!

Guai a voi, anime prave! (Bye Bye Mario)

Amiche e amici, il caldo africano ci soffoca; Caronte, questo traghettatore di anime infernali, non ci da tregua. In altri tempi si sarebbero susseguiti appelli agli anziani ad a) non uscire di casa nelle ore più calde b) idratarsi ovvero bere tanto c) se proprio si deve uscire andare nei luoghi freschi come i supermercati, dove si può spendere anche parte della pensione e far girare l’economia. I miei nonni al pomeriggio avevano l’abitudine di fare un pisolino ed in quanto a bere, magari non proprio acqua, specialmente mio nonno non si faceva pregare. I supermercati a quei tempi ancora non esistevano, che bei tempi. Comunque gli appelli di quest’anno sono gli stessi, tranne quello di andare al supermercato che come si sa è un luogo privilegiato di contagio. Sinceramente io l’obbligo di indossare la mascherina nei supermercati l’avrei tenuto; personalmente la indosso lo stesso però mi accorgo ormai di far parte di una minoranza. Eppure il Covid c’è ancora anzi devo dire che in questi ultimi tempi conosco più gente contagiata di quando c’era l’allarme rosso. Però fortunatamente con sintomi abbastanza blandi, anche se i numeri dei morti, a voler dargli credito, sono ancora molto alti.

Queste giustamente del supermercato se ne fregano

E’  quindi con una certa dose di ottimismo o fatalismo che si parte per le ferie, pronti a tuffarsi nella calca: ma è esattamente quello che farò tra qualche giorno, nella bella Sardegna. Dove, credo lo sappiate, in alcune spiagge c’è la prenotazione obbligatoria: così alla Pelosa, 3,50€ al giorno a persona, ma ne vale la pena. Tornerò, lo so già, bianco quasi come sono partito, perché starò sempre sotto l’ombrellone, per di più con indosso la maglietta e protezione solare 5; per gli spostamenti sto pensando di usare un parasole, ma non vorrei venir scambiato per una turista giapponese.

Non è elegante?

Non ti vergogni, direte, di pensare alle ferie con tutto quello che succede per il mondo? Avete ragione, amiche e amici, ma cambia forse qualcosa se non vado in ferie? Prendiamo la guerra in Ucraina. Proprio stamattina sentivo una dichiarazione di Borrell  (che il Signore lo abbia in gloria) che diceva che dobbiamo avere “pazienza strategica” perché la guerra non finirà in una settimana ne in un mese o due. Grazie al cavolo, se continuiamo a mandare armi… ma gli ucraini la sanno questa cosa? No, perché noi stiamo pagando caro il gas e più ancora lo pagheremo, ma quelli muoiono, così come i russi. I nostri media sono vergognosi, fanno sentire da quattro mesi una sola campana, tra l’altro si sono dimenticati di quando Biden “repeat the line” diceva che questa era una lotta tra democrazie e autocrazie: è risaputo che Erdogan e il principe saudita al quale siamo andati a leccare il didietro sono noti democratici… la più bella è quando dicono “secondo l’intelligence britannica…” perché, noi non abbiamo più nemmeno l’intelligence, dopo aver perso l’intelligenza? Vi rivelo una cosa, amiche e amici: le intelligence fanno anche controinformazione. Una domandina ogni tanto bisognerebbe farsela, specie se si è giornalisti… noi abbiamo un’oca giuliva che viene immancabilmente portata a vedere gli effetti dei bombardamenti, e tutto quello che sa dire è : cluster bomb? Se uno tira un missile di crociera Kalibr _ dal costo di qualche centinaio di migliaia di euro _ su un condominio non vi viene da chiedere perché? Se c’era per caso qualcosa che  non avrebbe dovuto esserci, perché gli obiettivi militari devono essere separati dai civili (perché in caso contrario si tratterebbe di un  crimine di guerra).  O ci si meraviglia che in guerra muoia gente? Eppure stiamo facendo di tutto per farla durare il più a lungo possibile… Oppure non viene da chiedere, sempre a questi giornalisti, come mai nonostante i russi abbiano lasciato l’isola dei serpenti ed è ormai assodato che le mine davanti al porto le hanno messe gli ucraini, le navi cariche di grano che dovevano sfamare i poveri negretti stanno ancora lì? O magari chiedersi gli effetti delle prossime sanzioni annunciate, come quelle dell’embargo all’oro russo, che in soldoni (nel vero senso della parola) vuol dire che chi ha in mano l’oro vedrà il prezzo salire vertiginosamente, ma chi dovrà fare un ponte o una corona ai denti la pagherà il doppio, anche se lo stipendio rimane uguale? Ma per fortuna io non sono un giornalista.

Perché continuate a fargli gli scherzi a Joe? Kamala, tu ne sai qualcosa?

Ma c’è da dire che ora l’attenzione è sviata su quello che farà Mario Draghi. Cadrà? Non cadrà? Confermerà le dimissioni? Non capisco tutta questa preoccupazione. Draghi, indubbiamente esperto banchiere ed economista, guida un governo di unità nazionale che doveva fare due cose: lotta al Covid e presentare i progetti per il Pnrr.  Per il Covid ha militarizzato la nazione, ha fatto vaccinare anche i sassi, ha messo i cittadini l’uno contro l’altro con il green pass criminalizzando chi, per sua convinzione, non ci si è assoggettato. Il Covid mi pare sia ancora qua; non è certo colpa sua ma direi che qualcosa non ha funzionato. A giudicare da tutte le balle che ci hanno propinato dovremmo avere un’immunità di gregge statosferica, e se il vaccino almeno protegge veramente da eventi gravi com’è che ancora ieri c’erano 120 morti? Anche qua: i giornalisti a che servono, a leggere le veline del ministro? Mentre per il Pnrr, quei famosi 200 miliardi (“guadagnati” dal governo precedente, ricordiamolo)  Draghi doveva fare in modo che i progetti per prendere i soldi fossero pronti; secondo lui erano pronti già a Natale, tant’è che avrebbe voluto fare il Presidente della Repubblica, allora com’è che adesso tutti si preoccupano? Anche qui, o ci hanno raccontato balle prima o ce le stanno raccontando adesso. Per me può andare senza rimpianti; trovo patetici e oserei dire eversivi gli appelli di sindaci e presidenti di regione perché rimanga, e apprezzo il neo-sindaco di Como che si è rifiutato di sottoscriverlo. Che i sindaci facciano i sindaci, che mi pare ne abbiano già abbastanza da fare nelle nostre città. E comunque, morto un papa se ne fa un altro… in Israele votano tre volte l’anno, e non muore nessuno (a parte i palestinesi).

Se c’è bisogno mandate una squillo! Ah no, volevo dire fate uno squillo.

Bene, amiche e amici, mi sono proprio sfogato, adesso posso partire leggero; vi lascio con una foto del Santuario della Madonna della Corona dove domenica l’altra ho guidato un gruppo di pellegrini, di nome e di fatto.

Fantastica, vero?

Buone vacanze a tutti, e a presto!

Non è proprio Sardegna ma ci assomiglia

La danza della pioggia

Amiche e amici, l’estate è scoppiata e ci mette alla prova: temperature alte e siccità, incendi boschivi come ormai tradizione di tutti gli anni; scioglimento dei ghiacciai e distacco di slavine come quella di ieri sulla Marmolada che ha provocato una strage (a proposito, non sarà che il TG1 porta sfiga? Giusto il giorno prima avevano  fatto un servizio sulle bellezze della Marmolada…), allarme per l’agricoltura e l’allevamento che porterà inevitabilmente a minor produzione e aumento dei prezzi, e se già ora l’inflazione è all’8,5% (quella dichiarata, perché quella percepita è molto più alta) chissà dove arriverà se non piove.

Uno scenario da mille e non più mille, insomma, che affrontiamo a mani nude;  il nostro premier aveva già invitato a spegnere i condizionatori (per continuare a mandare armi in Ucraina), mi aspetto che inviti ora a lavarsi di meno; tra l’altro diverse località balneari hanno chiuso le docce, perciò per togliersi il sale di dosso dopo il bagno bisognerà correre in albergo, sempre che non chiudano l’acqua anche lì.

Il nipote di mia suocera, in Veneto, la scorsa settimana mi raccontava che se entro una settimana non piove tutta la soia che ha piantato seccherà; il frumento l’ha dovuto raccogliere prima del tempo; la vigna di prosecco per ora è salva perché la sta irrigando goccia a goccia con l’acqua di un pozzo, ma la falda sta scendendo; e poi c’è il timore opposto e cioè che, dopo tanta siccità, arrivino dei temporali ciclonici che finiscano per distruggere quello che si è salvato.

Insomma, qualcosa bisogna fare! E così si risente parlare di programmazione degli invasi, di manutenzioni delle reti idriche che hanno perdite assurde, di diminuzione delle coltivazioni destinate agli allevamenti (con diminuzione anche degli allevamenti, spero, altrimenti le bestie mica possono morire di fame…). Tutto bello, tutto giusto, tutto doveroso, ma tutta roba di cui si parla da decenni e nessuno ci mette mai mano: invece di buttare miliardi per i vari bonus, per defiscalizzazioni, per armamenti di cui proprio non si sente la mancanza, non è meglio cercare di risolvere il problema dei problemi, e cioè l’acqua? Tenendo presente che comunque se tutti insieme non si fa qualcosa per abbassare il riscaldamento terrestre, hai voglia a scavare invasi… discutendo di questi argomenti in questi giorni ho scoperto che mio figlio è un nuclearista convinto: se volevamo abbandonare i fossili la soluzione ce l’avevamo già ma l’abbiamo buttata via, dice. Io sono sempre stato contrario per diversi motivi, essenzialmente ideologici e di sicurezza, dovrò rivedere le mie posizioni? Anche perché, diciamocelo, che senso ha come dicevo spendere miliardi in bonus per il miglioramento energetico delle case, quando poi per produrre energia elettrica si riaprono le centrali a carbone o si mettono in funzione nuovi rigassificatori (quanto inquina estrarre il gas americano con il fracking, solidificarlo, trasportarlo con enormi navi cisterna, e infine ritrasformarlo in gas? Alla faccia di Greta…) perché non si vuol più comprare gas e petrolio dalla Russia? A me pare un controsenso. Per non parlare di quanto costa in più…

Ed a proposito di costo, mi chiedo anche a cosa sia servito aumentare così tanto l’età pensionabile. Se calcoliamo di quanto è aumentato il debito pubblico solo in questo ultimo anno, e per mano degli stessi che per anni ci hanno rotto le scatole con l’austerity, viene da chiedersi se ne valesse la pena. Tra l’altro tremo perché, dato che sembra che non si trovino ormai lavoratori in un sacco di settori (ieri è saltato fuori che anche le compagnie aeree sono in difficoltà: e grazie, prima hanno licenziato un sacco di personale, e adesso pretendono di fare gli stessi voli anzi di più con quelli rimasti: attaccatevi all’elica, gli dicono giustamente i lavoratori) non vorrei che mi facciano rimanere al lavoro fino a sfinimento fisico e mentale. Sul mentale già sarei al limite…

Ma tornando all’acqua, visto che le forze umane non bastano, chiediamo l’aiuto del soprannaturale: i Vescovi hanno invitato a recitare una preghiera per chiedere la grazia della pioggia, preghiera tra l’altro molto bella, scritta da Paolo VI con diversi riferimenti biblici: agli scettici potrà puzzare di superstizione, evocando le danze della pioggia di popoli africani o i pellerossa d’America, ma che vi devo dire, quando non si sa cosa fare ci si attacca a tutto, e in fondo male non fa.

E comunque, almeno qua, stamattina ha funzionato: è piovuto, alleluja!

Qualcuno può ospitarla per fare la doccia?

Come facevamo quando non c’erano le badanti?

Amiche e amici, sono di ritorno da un piacevole weekend a Sottomarina; le figlie hanno deciso di regalare a mia suocera, in occasione del suo 87° compleanno, una minivacanza per far visita ai parenti. Lei infatti è di origine veneta, emigrata o meglio scappata in Lombardia a 16 anni come tanti in quei tempi per sfuggire alla vita dura e alla miseria; per trovare altra vita dura sì, ma almeno non la miseria. Pian piano ha convinto a trasferirsi tutti i tre fratelli e la madre; ha lasciato qualche parente ed una sorella di cui ha scoperto l’esistenza solo qualche anno fa. Storie di dopoguerra… si pensa sempre all’esodo della gente dal sud al nord, ma l’emigrazione interna dal nord-est al nord-ovest, dal padovano, dal rovigotto, dal polesine, è poco conosciuta.  Erano tempi in cui in Lombardia il lavoro abbondava: lei racconta sempre che, per pagare il mutuo della casa, si licenziava facendosi dare la liquidazione, e subito trovava un altro posto… non era certo schizzinosa: si faceva anche trenta chilometri al giorno in bicicletta (per risparmiare sull’autobus) per andare al lavoro.

A proposito di lavoro, guardando i cartelli affissi e parlando un po’ con le proprietarie dell’albergo dove eravamo, sul lungomare, sembra che ci sia proprio un’emergenza: ristoranti che cercano camerieri, cuochi e aiuto-cuochi, piscine che non possono aprire perché mancano i bagnini, negozi senza commessi… addirittura, tornato a casa, il giornale locale titolava con l’allarme badanti: mancano perfino le badanti per curare gli anziani durante l’estate, ed un espertone consigliava di pagarle di più.

In realtà anche un nipote alla lontana di mia suocera, col quale abbiamo passato la serata di sabato a bere prosecco (prodotto da lui), mangiare carne alla brace e risolvere i problemi del mondo, ipotizzava che se magari alla gente gli si prospetta la giusta ricompensa e le giuste ore di lavoro a lavorare non si sarebbe tanta penuria di braccia; e che trovava ridicolo che dopo aver spinto i ragazzi a studiare, fare i coreuti o i commercialisti, poi ci si lamenti se il cameriere a 600 euro al mese non vogliano farlo. Io naturalmente mi trovavo d’accordo, sintonia che ha avuto la sua apoteosi arrivati al grappino, dove avremmo anche risolto la crisi ucraina con una splendida analisi politico-militare: solo un bigolo come Zelesky può tenere l’esercito a farsi massacrare nelle sacche del Donbass invece di ritirarsi, e invece di chiedere altre armi per portare per le lunghe questa guerra può andare a farsi fottere lui e tutti quelli che continuano a mandargliele, con in testa Draghi, Di Maio e Letta. Forse se al G7 avessero avuto qualche bottiglia di prosecco avrebbero preso decisioni migliori.

A proposito di Letta, qui a Como il candidato del centrosinistra al ballottaggio ha preso una scoppola clamorosa dal candidato di una lista civica. Avevo già dichiarato che un’accozzaglia dove ci fossero dentro Calenda e Renzi (con l’endorsement di Forza Italia!) non l’avrei mai votata e nonostante la presenza di amici di buona volontà non me la sono sentita. Quando ho sentito quello che aveva deciso il G7 (“aiuteremo l’Ucraina finché ce ne sarà bisogno”: ma quanto volete farla durare questa guerra? Ma non vi rendete conto che state contribuendo ad ammazzare un sacco di gente? E che state gettando le basi per un autunno di merda anche per noi, altro che fare i bagnini?) ed anche se si tratta di elezioni amministrative mi è partito un vaffanculo dall’interno e avrei votato chiunque altro, fosse pure stato Belzebù.  Il nuovo sindaco ha in effetti i capelli rossi; peggio dei precedenti non farà di sicuro; ha avuto una giovinezza difficile, orfano di entrambi i genitori già a venti anni, ed ha perso presto due fratelli; insomma si è dovuto rimboccare le maniche, conosce bene la città, spero che usi bene il consenso che ha avuto. Dicono che sia di destra ma a questo punto che vuol dire essere di destra o di sinistra? I democratici americani sono di sinistra? Hanno forse fatto in modo che gli immigrati messicani non muoiano nei container per non incappare nella legge anti-immigrazione, come successo l’altro giorno? O è di sinistra Sanchez, lo spagnolo, che ha chiesto l’ombrello Nato dopo la strage dell’altro giorno di marocchini che volevano passare in territorio spagnolo a Ceuta e Melilla: e che deve fare la Nato, bombardarli pure? Non vi basta averli fatti ammazzare dalla polizia?

Tornando alle badanti: ma come facevamo prima che l’Unione Sovietica implodesse? Cioè, se non fossero venute qua una valanga di moldave, ucraine, bielorusse, russe, polacche, rumene, come avremmo fatto con i nostri vecchi? Prima chi li curava? Ora questa figura sembra normale (lavoro duro tra l’altro, spesso sfruttato e poco considerato) ma non è sempre stato così. E se davvero tutte queste donne dovessero sparire? Le cose sono due: o i vecchi si decidono a morire prima, oppure invece di correre tutti come matti in famiglia bisogna che qualcuno a turno si fermi…

Ma per risolvere anche questo problema mi ci vorrebbe ancora qualche bottiglia di prosecco; magari quando tornerò a Sottomarina… anzi, se volete che risolviamo anche qualche vostro problema, non fate complimenti!

Avrebbero tutti i numeri per risolvere i problemi del mondo, altro che G7!

Se è gialla lasciala a galla

Amiche e amici, è arrivato il gran caldo: temperature sopra le medie stagionali, siccità con fiumi semi prosciugati, paesi che iniziano a razionare l’acqua: ma dove siamo finiti, in Africa? Per fortuna io abito in collina, un po’ di frescura dal bosco che abbiamo alle spalle arriva, specialmente di sera, ed il lago di Como anche se è ai minimi ha ancora tanta acqua da distribuire. Purtroppo nei giorni scorsi ci sono stati diversi decessi, specialmente di ragazzi, che accaldati si tuffavano in acqua e non riemergevano. Si tratta per lo più di stranieri, che non conoscono le insidie: il lago è molto freddo, e se ci si tuffa senza preparazione (che ci dicevano le nostre mamme? Fai passare almeno due ore dopo mangiato, entra piano piano, bagna prima le mani, la fronte e la pancia…) ci si resta secchi. Inoltre la consistenza dell’acqua è diversa da quella del mare, sorregge meno, ed in più ci sono le correnti. Insomma ogni anno c’è qualcuno che affoga, e a nulla valgono cartelli e persino vigili e militari che controllano.

A proposito di Africa, mi è arrivata una simpatica mail che condivido, nel caso qualcuno fosse interessato:
Oggetto: “Moglie bianca beccata a cavalcare 3 preti africani?” (NdA: interessante carriera quella dei preti africani. I nostri ragazzi choosy dovrebbero farci un pensierino)
Titolo: “Come gli uomini delle tribù Masai crescono peni di 14 pollici” (NdA: Ricordavo che i Masai fossero allevatori, ma non che si fossero messi ad allevare peni. Strano che il maestro Alberto Manzi non l’abbia riportato nel suo fortunato libro Orzowei _ questa se la ricorderanno solo i meno giovani_ Comunque 14 * 2,54 = 35,56 cm. è una bella resa. Quanto staranno al chilo, più o meno delle capre?)
Contenuto:
“Questo ragazzo ha eseguito un rituale di allungamento africano e ottenuto risultati ridicoli.
Lui e la sua calda moglie sono andati in Kenya un paio di anni fa solo per scoprire che le piante autoctone davano a ogni locale peni enormi.
La tribù Masai, rinomata nella comunità scientifica per i suoi unici 16 pollici dong e il loro metodo di allungamento ben protetto, ha dato a questo tizio 3 pollici in più nelle prime settimane successive. (NdA: non ho capito se il dong sia una frazione dei pollici o un certificato di qualità)
Non c’è da stupirsi che le star del porno vengano svergognate. (NdA: Rocco Siffredi, vergogna!)
Impressionato dai risultati, fece amicizia con alcuni degli anziani della tribù e riuscì a scoprirne i segreti mentre eseguiva il rituale un paio di volte in più, con gli stessi incredibili risultati.
Si è fermato a 9,2 pollici.” (NdA: che comunque è una buona misura. Con un paio di rituali in più ce la poteva fare. Ma la moglie intanto dov’era?)

Non vorrei apparire invidioso, ma mi pare che un attrezzo del genere sia un po’ scomodo da portare in giro. Tra l’altro ci vogliono anche dei pantaloncini calibrati, non è che tutti possiamo andare in giro con le zucche dei masai attaccate alle cinture.

Ma, per tornare seri, l’acqua sta diventando un grosso problema: io cerco di limitarne l’uso, ad esempio a tavola, sostituendola con il vino. L’ho già detto, ma ricordo una intervista che Fidel Castro concesse a Gianni Minà, da mito a mito: il Lider Maximo disquisiva dell’ossessione degli occidentali per omologare ed omogeneizzare tutte le culture, e si chiedeva: che succederebbe se tutti gli indiani andassero in bagno come fate voi? Il mare sarebbe ricoperto di carta igienica… la cosa mi fece molto pensare, e da allora cerco di limitare anche l’uso della carta igienica. Diciamo che in Italia, a differenza dei francesi, abbiamo il vantaggio di avere dei bidet per poter fare le abluzioni, certo la coperta è corta: non sprecherò carta, ma spreco acqua… mi viene in aiuto allora il film “Mi presenti i tuoi?” seguito del fortunatissimo “Ti presento i miei”, dove Dustin Hoffmann, genitore alternativo, aveva un sistema di risparmio improntato alla norma “se è gialla lasciala a galla, se è marrone tira lo sciacquone”. In realtà ci ho provato per circa una settimana, poi mia moglie ha detto che si era stufata di sentire la mia puzza (quella delle donne profuma, come si sa) e il giallo segnava tutto il water, e se proprio volevo continuare avrei dovuto comprare una nuova casa con due bagni e poi il mio pulirmelo da solo. Ho desistito, ma ogni volta che scarico ho un po’ di rimorso.

Amiche e amici ridiamo perché l’orizzonte è pieno di nuvole (almeno metaforicamente): la pace in Ucraina è ancora lontana, tra l’altro gli ucraini continuano a bombardare il Donbass (ma non erano anche quelli ucraini?); il nostro ministro degli Esteri per caso, d’accordo nel continuare ad inviare armi, è sfiduciato persino dal suo stesso partito (e magari i 5S facessero cadere ‘sto governo, che non risponde a nessuno se non a sé stesso, ma non ci credo); quei tafani (intesi come insetti fastidiosi) dei lituani stanno impedendo ai treni di portare merci a Kaliningrad, l’exclave russa sul mar Baltico, dicendo di applicare le sanzioni stabilite dalla UE, con l’irresponsabile Borrell che gli tiene bordone (non sarebbe ora che qualcuno gli dica di star zitto a questo signore? Che interessi rappresenta? I nostri non credo); non so che c’entri la UE dato che le merci che arrivano non sono europee, ma russe, e la Russia ha diritto di passaggio stabilito da trattati riconosciuti internazionalmente. Faccio presente (non pretendo che lo sappia Di Maio, ma qualcuno magari dovrebbe ricordarsene) che la base che si vuol isolare è piena zeppa di armi, tra cui missili strategici a testata nucleare. Stiamo per assistere ad una profezia che si autoavvera, ovvero i paesi baltici strillano e strepitano per entrare nella Nato per paura dell’invasione russa, provocano l’invasione con i loro atti sconsiderati, e poi ci tocca entrare in guerra per difenderli? Ci mancherebbe solo questa. Già stiamo armando un governo così democratico che ha appena messo fuori legge i libri ed i film russi (sì, fuori legge: quindi se qualcuno si vuol leggere un libro in russo _ scritto dopo il ’91, pare: qua a momenti mettevano fuori legge Dostoevskij_ è soggetto a sanzioni penali) e gli artisti russi che non fanno una dichiarazione contro Putin (per la verità anche il sindaco Sala a Milano l’avevo chiesto al direttore d’orchestra russo: i progressisti…): e questi dovrebbero essere i nuovi europei? Tra poco gli ucraini non potranno nemmeno russare di notte…

Mannaggia amiche e amici, ero riuscito a mantenermi leggero quasi fino in fondo ma alla fine mi è partita la scheggia; sarà che l’amministratore di condominio ha mandato da pagare il supplemento per il riscaldamento e appena finito di bestemmiare ho sentito in TV il cancelliere tedesco (aridateci la Merkel) affermare “le sanzioni fanno male anche a noi ma è giusto sostenerle”. Ah, sì? Allora vorrà dire che manderò il conto a Scholtz… a presto!

Ferroviere lituano.