Cronachette dal paese dei migliori (2)

Piove, governo dei migliori! Tempo del cavolo, ma c’era bisogno di acqua, il lago era pericolosamente basso, le rive troppo scoperte e saliva la preoccupazione per i raccolti. Speriamo che adesso non piova per quaranta giorni, ricordo che quando mi trasferii da queste parti Como era detta il pisciatoio d’Italia, ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia.

Da oggi la Lombardia torna in arancione: potrò andare a tagliarmi i capelli dall’amico Leo, che si ostina a rimanere aperto pur essendo in pensione da anni. Incredibile che la Sardegna, che era in zona bianca fino ad un paio di settimane fa, sia ora rossa: ma che avete combinato, amici sardi? E non era nemmeno aperto il Billionaire…

Pasqua è passata delicatamente: ci siamo lievemente assembrati da mia suocera, poca roba rispetto ai bei tempi; il nostro pranzo è stato abbastanza morigerato, quando ho chiamato i miei fratelli per gli auguri questi erano ancora ai primi, e noi già al dolce, e non solo perché al nord si va a tavola prima, ma per quello che c’era sulla tavola. Ricordo che l’ultima volta che ci siamo ritrovato con tutti i parenti, a Pasqua, mia nipote aveva portato il suo fidanzato di Napoli: praticamente tutto il nostro pranzo da loro sarebbe stato solo l’antipasto, cosa non si fa per amore!

Mia madre l’altro giorno è stata vaccinata, è andato in casa il suo dottore e le ha iniettato la prima dose di Moderna. Magari le farà ritornare anche la memoria! Lei non era molto convinta, ma i miei fratelli che la frequentano giornalmente hanno insistito, giustamente. Mia suocera invece ancora nicchia, ma la capisco, ha avuto dei problemi con il vaccino per l’influenza, figuriamoci se si fida di questi…

Anche perché la confusione invece di diradarsi aumenta; ad esempio una mia amica corista, infermiera, già vaccinata con entrambe le dosi, è stata trovata positiva: com’è questa faccenda, mi chiedo? Allora che senso ha obbligare a vaccinarsi, se tanto ce lo si può riprendere, e comunque bisogna continuare a tenere (e ci mancherebbe) tutte le precauzioni di prima? Comunque l’esito è che adesso è in isolamento lei, tutti i familiari e chi ha avuto contatti negli ultimi giorni; sorvoliamo sul fatto che è anche catechista e fino a sabato sera era in mezzo ai cresimandi: e se lo avesse preso da qualcuno di loro? Anche il nostro don è a rischio, è troppo espansivo: eppure di preti morti ce n’è stato un sacco, addirittura più di quelli che quest’anno sono stati ordinati sacerdoti: già ne sono rimasti pochi, se quei pochi non stanno attenti…

La settimana è stata dominata delle polemiche seguite alla visita dei vertici UE in Turchia; a mio avviso è sbagliato buttarla sul maschilismo, si tratta di uno sgarbo alle istituzione dell’Unione Europea, e come tale avrebbe richiesto una reazione concorde di tutti i paesi. Il povero Draghi ha detto quello che tutti pensano, ma non avrebbe dovuto dirlo perché se alle parole non seguono i fatti non servono a niente. Finché continuiamo a tenerlo nella Nato ed a farci ricattare sui profughi, di che parliamo? (senza contare che, tecnicamente, dittatore non è, o almeno non più di molti con  i quali facciamo abitualmente affari).

Giusto per stare tranquilli, in Ucraina si sta preparando un bel  can can;  il presidente parla di voler entrare nella Nato, evidentemente si sente spalleggiato dal nuovo corso Usa; la Russia come può capire chiunque sano di mente non può accettarlo, in ballo ci sono il Donbass con la maggioranza di abitanti russi, la Crimea già ripresa con un referendum con il quale la popolazione ha votato per tornare alla Russia al 96% ma chissà perché ai “democratici” non sta bene, ma soprattutto i missili puntati contro a due passi da casa. Per inciso, Israele è appena andato a bombardare in Iran, per legittima difesa preventiva, uno strano ossimoro; pensare che la Russia stia a guardare se gli si piazzano delle bombe atomiche nel cortile non mi pare una buona idea.

Bene, siamo passati dalla pioggia alla politica internazionale: capre e cavoli, per tornare al tempo. Ah, i migliori stanno facendo per ora le stesse identiche cose che avrebbero fatto i peggiori, ma questo si sapeva già. A presto!

Dottoressa pronta per vaccinazione a domicilio

Cronachette dal paese dei migliori (1)

Siamo nel pieno della Settimana Santa, ieri ci sarebbe dovuta essere la tradizionale lavanda dei piedi, che per ovvie ragioni di distanziamento non si è potuta tenere; superlavoro per il coro, impegnato quasi tutte le sere. Addirittura qualche talebano ha bissato la prova di martedì (le prove sono ammesse, con i dovuti distanziamenti. Mascherine, disinfettanti, e registro dei partecipanti; devono terminare prima del coprifuoco delle 22, cosa che obbliga ad essere concisi ed è a me molto gradita, per dire l’altra sera sono riuscito a tornare a casa in tempo per vedere il secondo episodio di Leonardo, storia molto romanzata per la verità ma sempre affascinante. L’ambientazione nei giardini di Villa d’Este a Tivoli di quelli che avrebbero dovuto essere i giardini degli Sforza è assolutamente non filologica ma decisamente affascinante) e proverà anche sabato; per me il troppo stroppia e poi non è che dobbiamo fare un concerto, si tratta di canti che conoscono anche i banchi della chiesa, potremmo far cantare loro…

Il governo dei migliori ha detto che fino a fine aprile esisteranno solo zone arancioni e rosse: se lo avesse stabilito Conte apriti cielo, mi immagino quante gliene avrebbero dette. L’europeista rinato Salvini si è incontrato con Orban e Morawiecki, sembra che vogliano lanciare insieme un nuovo Rinascimento Europeo: non è che guarderanno anche loro la fiction su Leonardo?

In settimana abbiamo avuto la portacontainer (mostruosa la grandezza di queste navi) che si è messa di traverso nel canale di Suez; per qualche giorno non cavavano un ragno dal buco, poi si è mosso un nostro mega rimorchiatore, la nave si è messa paura e si è messa in riga da sola. Chiacchierando con degli amici, domenica, durante la passeggiata che abbiamo fatto incontrandoci per caso, uno che lavora in una tessitura ha detto che hanno effettivamente dei problemi di approvvigionamento, ma non per colpa del canale di Suez, ma perché poiché tante attività si sono fermate i container sono rimasti pieni, e quindi c’è scarsità proprio di questi; addirittura per avere la sicurezza di forniture regolari i committenti pagano anche il ritorno a vuoto, pur di fare in modo che i container non vengano assegnati ad altri trasporti. Che mondo! Pare che ci sia penuria anche di vaschette di plastica per conservare i cibi: ma che cavolo, possibile che non siamo capaci di farcele da soli? Il fatto è che grazie alla globalizzazione tutto è stato delegato in posti del mondo dove la merce costa meno e quando il traffico per qualche motivo più o meno banale, come una pandemia, si blocca, non si è più attrezzati a far fronte alle richieste perché le industrie sono state smantellate.

C’è stato anche un caso, molto pubblicizzato (“atto gravemente ostile” l’ha definito il ministro per caso Di Maio) di spionaggio militare: mi chiedo che gran segreto possa valere 5.000 euro, roba da peracottari. Non sarà tutta una manfrina per non prendere lo Sputnik? A proposito di militari, la commissione difesa ha proposto di destinare parte del Recovery Fund alle spese militari. A me sembra una richiesta di una oscenità sfacciata; ma del resto qualcuno dei migliori, ma anche dei peggiori, sta dicendo qualcosa sulle bombe atomiche che gli americani ci stanno rimettendo in casa? Si sente parlare di riaprire Comiso, roba da rimpiangere la Prima repubblica; Pio La Torre, chi te l’ha fatto fare di farti ammazzare per le tue lotte e le tue idee, hai visto che cialtroni siamo diventati?

In questi giorni ho sentito un certo commissario straordinario ripetere: “siamo in guerra e ci vogliono regole di guerra”. Che io sappia nessuno ci ha dichiarato guerra e nessuno pensa di bombardarci (per ora): i danni che ci ha arrecato il virus ce li siamo fatti per la maggior parte da soli, quando abbiamo smantellato la sanità pubblica e costruito ospedali senza criteri; a livello mondiale non siamo nemmeno stati capaci di togliere i brevetti ai vaccini e fare in modo che chi può se li producesse da solo; abbiamo poi l’apoteosi dell’ipocrisia nel nostro maggiore alleato che i vaccini se li è tenuti per sé non rispettando nemmeno gli impegni presi, ma in compenso ci fa votare (e noi obbediamo da servi sciocchi come siamo) contro l’abolizione della sanzioni a Cuba, paese che nel marasma dell’anno scorso ci aveva mandato medici e infermieri ad aiutarci. Bel ringraziamento!

Infine voglio chiudere con quei cari connazionali che vanno in vacanza all’estero in aereo. Com’è possibile che uno non possa andare a trovare un amico fuori comune e questi se ne partano per le Canarie? Eh, però poverini, poi devono fare il tampone e mettersi in isolamento fiduciario. Ma chi se ne frega! Ma altro che spionaggio, è questo lo scandalo su cui dovrebbero fare le aperture i TG! Ma che diavolo di regole sono queste, sono le solite, quelle che ognuno fa il cavolo che gli pare! Cioè, un parrucchiere che ha messo in regola l’attività non può lavorare, un negozio deve restare chiuso, per poi fare andare in vacanza questi “migliori”? Ma qui siamo al delirio…

Fermiamoci qua, ci sarebbe anche la vaccinazione obbligatoria per i sanitari, ma ne parleremo più in là. Secondo me o l’obbligo c’è per tutti o per nessuno, vedremo cosa diranno i tribunali ai ricorsi dopo le prime sospensioni o demansionamenti, se mai ci saranno.

Amiche e amici, colgo l’occasione per formulare i migliori () auguri di Buona Pasqua e Buone Feste; ieri dal lavoro mi hanno chiesto se ho intenzione di prendere qualche giorno di ferie: e per fare che? Ci si diverte già un sacco così, non è vero?

Infermiera demansionata

Cronachette dell’anno nuovo (20)

Mi sono comprato dei bastoni da trekking, o da nordic walking, insomma per appoggiarcisi quando si cammina. Mi porto avanti per quando ne avrò veramente bisogno, penseranno i più irriverenti; in realtà sembra che camminare con questi appoggi apporti dei benefici alle articolazioni delle spalle, alle braccia ed alla colonna vertebrale: e non vogliamo approfittare di tanti vantaggi?  Certo, si potrà apparire un po’ originali, specialmente se invece di andarsene per sentieri di montagna si battono le strade del quartiere; da parte mia non mi preoccupo tanto dell’opinione dei vicinati quanto di schivare le cacche di cane che infestano i marciapiedi, mai tante come in questo periodo, segno inequivocabile di un imbarbarimento generale.

Sono stato redarguito, per l’occasione, perché ho fatto l’ordine proprio il giorno dello sciopero dei dipendenti di Amazon. Mea culpa mea culpa mea maxima culpa, me ne ero dimenticato: comunque gli articoli sono stati recapitati alla velocità della luce, spero in generale che lo sciopero sia riuscito, così come quello dei riders, ovvero i fattorini che consegnano il cibo a domicilio (a proposito: ho scoperto che anche un supermercato non  molto lontano ha attivato il servizio di delivery di piatti pronti, appoggiandosi ad una di queste società, finirà che non usciremo più di casa anche quando la pandemia sarà finita…): lavorare va bene, ma essere schiavi no.

Nella regione dove vivo, la Lombardia, e specialmente nella città dove vivo, Como, c’è ancora caos per le vaccinazioni. Chiamate mai arrivate (ieri parlavo con un vicinato, che ha più di ottant’anni: ha fatto la prenotazione lo stesso giorno della moglie, quasi coetanea _ con l’aggravante che lei ha avuto un tumore poco tempo fa _ e lui è stato chiamato ed ha avuto la prima dose, la moglie ancora no: avrebbero voluto andare nel paesello in cima al lago dove hanno una casetta, ma dovranno aspettare qua), gente chiamata a vaccinarsi a chilometri di distanza, altri chiamati prima che i centri vaccinali siano aperti, altri convocati tutti alla stessa ora con conseguenti assembramenti… insomma, i migliori non mi pare siano tanto migliori, hanno buttato tutta la colpa sul “povero” Gallera ma i nuovi non mi pare che brillino. Figura barbina anche della società di informatica Aria, un elefante; defenestrato il Cda (bene) hanno lasciato il direttore generale (male). Ma non succederà niente, non preoccupatevi, cane non mangia cane…

 A proposito di cani, Bertolaso è venuto a Como per visionare delle possibili località per impiantare i centri vaccinali. Che prima si sia strillato perché non c’erano i vaccini ma non ci si sia preoccupati di stabilire dove farli, mi pare demenziale; e sia chiaro questa è esclusiva responsabilità delle regioni, che naturalmente cercheranno di scaricare sul governo, che secondo me ha avuto una sola colpa ed è stata quella di non sfruttare l’emergenza per riprendere in capo allo Stato tutta la Sanità. Bertolaso ha visionato, non molto lontano da dove abito, la Piazza d’Armi ovvero una spianata dove venivano i Circhi ed i Luna Park; il suo commento è stato “fa schifo” ed ha preferito Villa Erba, una location senz’altro più suggestiva, attrezzata con padiglioni a vetro, dove in primavera si svolgeva Orticolario, una grande fiera di piante e fiori e attrezzature per giardinaggio, e dove per un certo periodo si è svolto il mercato delle vacche, pardon, dei calciatori. L’amministrazione comunale, toccata sul vivo (almeno l’erba avrebbero potuto mandare qualcuno a tagliarla però, se volevano evitare la figuraccia) ha replicato indignata, Bertolaso si è scusato per i toni ma non per la sostanza. Io credo che la sostanza invece sia che il posto, che andava certo ripulito, era più che idoneo; è adiacente a due grandi parcheggi, vicino alla fermata di due bus (che, se ritenuti insufficienti, avrebbero pututo essere supportati da navette), ed in quanto all’allestimento la protezione civile ci avrebbe messo un amen a piazzare i tendoni necessari, o al limite si potevano chiedere in prestito a Nando Orfei… a pensar male si fa peccato, ma stranamente Villa Erba è privata e quindi bisognerà pagare un affitto, poca roba si è premurato di rassicurarci l’ineffabile consulente. Comunque io in fondo sono contento, non mi sarebbe piaciuto che avessero poi preso la palla al balzo per costruire qualcosa anche in quell’area: che rimanga a disposizione di chi ci porta a spasso il cane e di chi ci va ad esercitarsi a far volare i droni, come ho visto passando, l’altro giorno. I cani che correvano mi hanno messo un po’ di nostalgia, ho ripensato a quella volta che ci avevo portato il mio e questo si era rotolato su della paglia lasciata dal circo, dove c’era evidentemente l’odore dei leoni: non so quanto tempo e quanti bagni sono occorsi per togliergli di dosso quel profumo…

Chiudo con un ricordo triste, venti anni fa moriva un amico, più giovane di me di qualche anno, fratello di un amico di infanzia; aveva sempre avuto la passione del teatro, iniziò l’attività nelle recite di paese, nei varietà  a cui partecipavamo con la nostra orchestrina, poi decise di fare sul serio, frequentò l’accademia a Roma e divenne professionista; quella sera aveva recitato a Padova il Re Lear con la compagnia di Glauco Mauri, e mentre tornava in albergo venne investito da un tram. Quando ripenso a questo incidente assurdo non posso fare a meno di pensare che, in fondo, è il caso che guida e gioca con le nostre vite.

L’altro giorno, il 25 marzo, è stato il Dantedì ovvero la giornata dedicata a Dante Alighieri, nella data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. La Rai ci ha propinato la replica di Benigni che legge un canto; purtroppo a me Benigni come attore è piaciuto solo in due occasioni, nel Piccolo Diavolo (perché c’era un enorme Walter Matthau) e in Non ci resta che piangere (con un grande Massimo Troisi); tralascio l’Oscar per La vita è bella, su cui secondo me hanno influito più valutazioni politicamente corrette che di merito, ma a me sinceramente sentire Benigni leggere la Divina Commedia o la Costituzione e l’elenco telefonico fa, come a Fantozzi la corazzata Kotiomkin, cagare.

Detto ciò, care amiche e cari amici, la rubrichetta si interrompe qua; ormai l’anno nuovo è ben avviato, ci governano i migliori e quindi possiamo dormire tra due guanciali; prendendo esempio da loro troverò un altro titolo, per fare esattamente quello che facevo prima… a presto!

Cronachette dell’anno nuovo (19)

Ed è arrivata la primavera, la seconda primavera di pandemia: la natura se ne frega allegramente del virus, perché ci sono in giro delle fioriture meravigliose; ieri, passeggiando nelle vie non distanti da casa, abbiamo ammirato delle magnolie spettacolari. Rispetto all’anno scorso questi giorni sono molto più freddi, e forse in questo si può cogliere una sorta di riguardo nei nostri confronti, dato che non si può uscire. Il telegiornale giusto per tirarci su di morale oltre a servizi chilometrici con la contabilità quotidiana di caduti e dispersi e storie pietose varie, ci fa sentire il grido degli agricoltori allarmati che il gelo rovini le colture, e di seguito servizio sui cambiamenti climatici. E che palle! Sì, i cambiamenti climatici ci sono, ma da che mondo e mondo l’agricoltura è sempre stata soggetta agli umori del tempo: non è il primo anno che fa freddo in marzo ed oltre, e non sarà certo l’ultimo, e lasciateci in pace!  

Secondo me quelli che fanno sport individuale dovrebbero evitare di scorrazzare per i marciapiedi senza mascherina, costringendo i pedoni normali a buttarsi in mezzo alla strada per mantenere le distanze, così come non mi pare che i gruppi di una ventina di ciclisti visti in giro siano a norma, ma può darsi che mi sbagli. Del resto nonostante quello che sostiene la Diocesi ho dei dubbi anche sul coro, per quanto risicato, quindi sui ciclisti forse è meglio che mi taccia.

Sempre ieri, un’amica ci ha detto che il fratello sta per essere dimesso dall’ospedale, dopo un paio di mesi di ricovero. Ho pensato subito al Covid, e invece no: legionella. Le ho chiesto dove se la fosse presa il fratello, e mi ha detto che in realtà l’ha avuta venti anni fa ed era guarito, solo che quel virus è bastardo, un po’ come l’herpes, e rimane dentro, pronto a risaltare fuori se le difese immunitarie si abbassano troppo. Speriamo che non sia così anche per il Covid…

Mi chiedo come sia possibile che la Sardegna sia passata in una settimana da bianca ad arancione, e soprattutto come sia possibile che Briatore abbia ancora la faccia tosta di parlare; se la gente avesse un po’ di testa il suo localino elegante quest’estate dovrebbe rimanere vuoto, ma dubito che sia frequentato da molta gente con la testa.

Il nuovo presidente Usa continua a volersi far benvolere dal mondo, e quindi la settimana scorsa ha mandato il nuovo segretario di Stato a litigare con i cinesi, in Alaska, tirando anche stavolta in ballo interferenze e diritti umani, accuse alle quali i cinesi hanno risposto per le rime. Ma che bella scenetta! Poi il nostro beniamino, dell’età del nostro ben più sobrio presidente Mattarella, si è messo a zompettare sulle scalette dell’aereo come nemmeno Obama, è inciampicato ben tre volte e cara grazia che sia riuscito a tirarsi su. Kamala, ti conviene scaldare i motori, che questo non so se arriva alla fine…

Il loro quasi coetaneo, l’immarcescibile Gianni Morandi, ha avuto un brutto incidente,  scivolando su degli sterpi a cui aveva dato fuoco e scottandosi seriamente le mani ed altre parti del corpo. O Gianni, ma che scherzi combini, sei un cantante mica un fachiro! Auguri di pronta guarigione, da un vecchio fan.

A proposito di fan, sempre nella passeggiata di ieri siamo passati in una zona dove prima c’era un grande prato, che adesso è stato distrutto per far posto alla nuova stazione ferroviaria; una stazione c’era già, poco più in là, delle Ferrovie dello Stato, ma è stata spostata per avvicinarla a quella delle ferrovie Nord e farne così un nodo di interscambio. Molto comodo per me quando si potrà ritornare a lavorare a Milano; sarebbe bello però che la vecchia stazione venga abbattuta e l’area lasciata a prato, ma dubito che sarà così. Ma perché parlavo di fan? Ah, perché pensavo a Celentano: Là dove c’era l’erba ora c’è una città…

Lo Spallanzani sta testando lo Sputnik, ma l’Europa dice che non ne avremo bisogno. Non capisco perché se funziona non dovremmo usarlo, per far dispetto a Putin? Cioè, ci dobbiamo dare delle martellate sugli zebedei per far contento chi?

Per concludere con una nota culinaria, ieri abbiamo fatto il bis di pici, non ho usato il ragù di cinghiale pronto ma un ragù fatto da mia moglie alla napoletana, lasciato sul fuoco otto ore lemme lemme: una goduria! Accompagnato con un Lambrusco Casalguerro semisecco, non dico la morte sua ma quasi; poi il divano mi ha avvinto ed è caduto l’oblio.

Amiche e amici, ho appena dato una controllata al balcone, le primule sono sbocciate, le rose stanno fiorendo, l’acero svetta ritto verso il cielo buttando le sue verdi foglioline, e persino i miei nanetti, Pappolo e Luppolo, mi pare siano in forma: e così spero di voi. A presto!

Agricoltore disperato

Cronachette dell’anno nuovo (16)

Che tristezza, amiche e amici. E’ finito Sanremo. E adesso cosa faremo in queste tristi serate di arancione rafforzato? Tra parentesi i numeri della provincia, qua, sarebbero da zona rossa, ma il presidente del consiglio regionale ci ha tenuto a rassicurarci, per ora il rosso non ci sarà. Magari domani. Ieri, domenica, è saltato il consueto pranzo domenicale dalla suocera, che abita in un altro paese. Mi sembra una inutile crudeltà, con il motivo di preservare gli anziani dal contagio, impedirgli di passare qualche ora con i parenti, anche stretti. Allora se si vuole salvare i nonni si dovrebbe anche impedirgli di fare da baby sitter ai nipoti mentre le scuole sono chiuse, facendo in modo che possano accudirli i genitori senza rimetterci stipendio o lavoro… e mi chiedo: ieri sono andato alla messa, c’erano più di cento persone (la capienza massima ora è di centotrenta). Il distanziamento e alcune regole, come quella della questua, mi sembra si siano un po’ allentate: lì non c’è pericolo?

A Sanremo hanno vinto i Maneskin, non ho avuto il piacere di ascoltarli perché evidentemente mi addormentavo molto prima della loro esibizione; per combinazione però ho sentito due volte Orietta Berti, che poverina ha cantato una canzone che sarebbe stata antica anche negli anni ’50; invece ho apprezzato la Vanoni che ha fatto un figurone con un medley dei suoi successi, biascicava qualche parola ma quello l’ha sempre fatto e quindi non si può del tutto imputare alla ragguardevole età, ottantasette anni. Comunque il testo della canzone dei vincitori mi pare azzeccato al momento: siamo fuori di testa, ripete, e chi non lo è?

Prendiamo il PD: come altro definirli se non fuori di testa? Hanno costretto  il segretario, quella brava persona di Zingaretti, a dimettersi sbattendo la porta, ed ora gli chiedono di ripensarci, come se niente fosse.  Sono anni che si assiste alle diatribe di questa banda di cacicchi, che questo è, che da anni non decide cosa vuol fare e cosa vuol essere, uniti solo, e non sempre, nell’essere contro (per finta) a qualcuno, prima Berlusconi, poi Salvini, a cui dovrebbero fare un monumento per avergli dato una ragione di esistere, e francamente non se ne può più. E la prossima volta, per chi si voterà contro? Io lo so già, voterò contro Renzi da qualunque parte si metta, anche se dall’altra parte ci fossero le reincarnazioni di Gengis Khan o Attila l’Unno.

Nel weekend ho fatto qualche passeggiata, ho scribacchiato, letto; molte meno auto in giro, l’ambiente ringrazia; a proposito di ambiente ho letto un interessante un articolo sul National Geographic riguardo le coltivazioni di frutta tropicale che stanno prendendo piede nel Sud Italia, specialmente in Sicilia: mango, avocado, banane; e dello spostamento verso il nord di coltivazioni che fino a poco tempo fa erano sconosciute o del tutto marginali, come gli ulivi in Valtellina. Fa riflettere come quello che per qualcuno è un disastro, come il riscaldamento globale, per qualcun’altro possa essere un’opportunità. Ho anche fatto un po’ di parole crociate, ripenso alla moglie di un mio vecchio amico che cascasse il mondo tutte le settimane doveva completare la sua Settimana Enigmistica, con l’aiuto di una Garzantina, l’enciclopedia tascabile; adesso bisogna resistere alla tentazione di trovare le soluzioni più difficili con google…

L’avvenimento più significativo di questi giorni mi sembra il viaggio di Papa Francesco in Iraq; una terra dove i cristiani, prima dell’aggressione anglo-statunitense (e degli altri “volenterosi”) del 2003, fatta sulla base di pretesti e menzogne, attacco scatenato senza il consenso dell’Onu e senza dichiarazione di guerra, erano un milione e trecentomila, e persino il vice presidente Tarek Aziz era cristiano. Hanno pagato duramente sia l’esportazione della “democrazia” che la successiva guerra civile: Daesh non è stata certo clemente (ma nemmeno con i musulmani a loro ostili, se vogliamo essere onesti) e quelli che non sono morti in gran parte sono dovuti scappare. Francesco ha portato un messaggio di solidarietà, di vicinanza, di attenzione in un momento in cui sembra che esista solo la pandemia, e tutto il resto è dimenticato colpevolmente, e di speranza: perdono e riconciliazione, lavorare per l’unità… spero lo ascoltino, sia da quelle parti che altrove.

Stasera replica di Montalbano, torniamo alla normalità: il Metodo Catalanotti secondo me è uno dei racconti meno riusciti del maestro, e anche mia moglie che è una fan sfegatata questo romanzo lo detesta perché il commissario perde la testa per una giovane collega e lascia la fidanzata storica, Livia. Il bello è che se la prende con me, come se l’avessi scritto io (magari) o addirittura fossi Montalbano…

Mentre scrivo mi arriva la notizia di due colleghi, a Milano, risultati positivi: me la vedo brutta, amiche e amici, qui non se ne esce. Se non ci sbrighiamo a prendere ‘sto Sputnik, siamo fritti.

Ah, dimenticavo: tanti auguri alle donne. Per fortuna ci siete voi, a questo mondo…

Mucchio selvaggio

Mi era sembrato di capire che dovesse essere il governo dei capaci e meritevoli. Almeno lo fosse dei migliori, che come tutti sanno sono sempre i primi ad andarsene, ma quella gioia purtroppo non ci sarà data. Intanto grazie a Conte ho incassato il primo cashback, alla faccia loro. Stasera gnocchi al pesto, senz’aglio che mi è indigesto. Come quest’accozzaglia.

Cronachette dell’anno nuovo (13)

In attesa che il governo dei migliori metta in sicurezza il paese (tradotto: si spartisca i 209 miliardi dell’Europa _ che poi se ci si pensa una parte è nostra, una parte bisognerà restituirla e quella effettivamente a fondo perduto l’abbiamo già abbondantemente ipotecata _) anche San Valentino è passato. Me la sono cavata con rose rosse e cioccolatini, in altri tempi si sarebbe fatto bisboccia in qualche locale con qualche coppia di amici, ma ora i ristoranti sono chiusi e diverse coppie sono scoppiate, l’ultima il mese scorso, perché stranamente si continua a morire anche non di Covid.

Oggi il giornale locale apre con la folla che si è riversata ieri sul lago, complice la giornata di sole: ormai non fa più meraviglia e a mio avviso non si tratta nemmeno di incoscienza, è che appena si può la gente esce perché ormai semplicemente con ce la fa più  a stare tappata in casa. Probabilmente l’avrei fatto anch’io se non avessi avuto l’appuntamento settimanale dalla suocera…

In settimana sono andato a vedere un’ automobilina di quelle che si guidano senza patente, avete presente? Per la nostra amica nigeriana che va al lavoro in motorino ma anche lei inizia ad avere un’età, e questa potrebbe essere una soluzione per prendere meno freddo. Mi sono spaventato: avete idea di quanto costano? La versione base di quella che a detta di esperti è la marca migliore, 12 mila euro! E della sottomarca,  9.000! A me sembrano cifre da fuori di testa, probabilmente se ne approfittano perché queste macchinette vanno molto tra i ragazzini, prima che abbiano l’età per la patente (diversi genitori preferiscono comprare queste ai propri pargoletti invece del motorino reputato più pericoloso. Esisterebbero anche le biciclette ed i bus, a essere pignoli, ma ognuno è libero purtroppo di viziare i figli come vuole) . E non si trova nemmeno l’usato, il venditore me ne ha proposta una a 7.500 euro! Allora ho deciso che andrò a vedere una bella Ape Piaggio, qualche tempo fa al mio paese andava molto di moda tra i ragazzini, anche quella non la regaleranno ma spero abbia un prezzo ragionevole.

A proposito del governo con la maggioranza più ampia del dopoguerra, quasi una camera dei fasci e corporazioni, gli ingressi dei ministri di Forza Italia sanno tanto di deja vù (grazie Renzi!), spero però che non riprendano le cosiddette satire sulla statura di Brunetta:  l’uomo va valutato per quel che fa e non per quel che è, così come la donna peraltro. Per essere stronzi tra l’altro non occorre essere alti, mi pare.

I benzinai segnalano un effetto collaterale del cashback: tanti automobilisti, evidentemente con del tempo da perdere, spezzettano il pieno in tante operazioni in modo da avere sulla carta più pagamenti e quindi accedere allo sconto che viene dato solo a chi effettua almeno 50 operazioni nel semestre; oppure, ma qui ci vogliono dei professionisti, addirittura a concorrere al superbonus che va ai centomila che in sei mesi fanno più operazioni. La cosa sarebbe folcloristica se non fosse per il fatto che ogni operazione ai gestori costa, per commissioni da pagare: e forse la cosa che si sarebbe dovuta fare, prima di far partire questo esperimento, è quella di togliere le commissioni agli esercenti, almeno sotto un certo importo…

Ma del senno di poi sono piene le fosse, e forse Draghi dovrà mettere in sicurezza anche le pompe dei benzinai, oltre le piste da sci ed i ristoranti; a proposito di ristoranti ne ho trovato uno, molto buono, che propone la casseuola da asporto, ed a breve ne approfitterò.

Stasera no, perché ho già pronta una bella pentola di trippa con i fagioli; è meglio che la metta in sicurezza, prima che qualcuno ci metta sopra le mani…

Un gradito ritorno

Tutti insieme appassionatamente

Cronachette dell’anno nuovo (12)

Incredibilmente non ho ancora ricevuto la chiamata dal presidente del consiglio incaricato. Ritengo sia un’ingiustizia, in mezzo ai capaci e meritevoli avrei fatto la mia porca figura. Che spreco di ingegni! Tra Calenda e Tabacci, i Quattro più Quattro di Nora Orlandi, Belfagor il fantasma del Louvre, Giancarlo Giorgetti e Gigliola Cinquetti, Scaramacai e gli Inti Illimani, perché solo io no? Non mi pare di aver fatto niente di male. Se è necessario posso cambiare bandiera non una ma mille volte: mi volete renzusconiano? Voilà! Comunista ma anche fascista, stile Antonio Pennacchi? Eccomi qua! Revisionista il tanto che basta, perché no? Abiuro, abiuro! Xenofobo inclusivo, solidale quel tanto che basta? Non pongo pregiudizi! Sovranista europeista? Sono sempre stato per la sovranità  europea! Ecologista per il ponte sullo stretto, socialista liberista, keynesiano e friedmaniano, viva la flat tax progressiva! Onesto cum grano salis, non incorruttibile: non ho tutte le carte in regola? Aggiungete un posto a tavola, per la miseria, se occorre porto crescia e ciauscolo o casseula e polenta, l’appetito non mi manca. Possibile che al ministero della transizione verso la Felicità Universale non ci sia uno strapuntino? Non chiedo nemmeno una poltrona, l’ho appena acquistata, me la porto da casa. Fino a ieri ho gridato bravo Conte, ma se occorre posso urlare Conte cacca-pupù, Conte culo e chi non dice culo culo; il mio ideale è non avere ideali, basta che sia piena la panza, come si fa a dire che non sono abbastanza meritevole? Ditemi cosa c’è da fare, sono pronto a fare whatever it takes, cattolico ma protestante, musulmano e indù, pacifista bellicoso: nel più ci sta il meno! Presidente che fa, mi chiama lei o la chiamo io?

Le signorine stanno presentando il CV per accedere ad un posto da sottosegretario

Cronachette dell’anno nuovo (11)

Cielo grigio su, foglie gialle giù, cantavano i Dik Dik in Sognando la California negli anni ’60, ora ci accontenteremmo di molto meno, come ad esempio un weekend a Cervia o Milano Marittima, o perfino a Sottomarina, a camminare lungo la spiaggia senza scarpe e senza mascherina.

A proposito di mascherine, nel weekend peraltro come dicevo grigio e piovoso ci sono state diverse multe a gente che girava senza mascherina e a qualche ristorante che, appena riaperto, ha stipato più clienti del consentito. Ad essere onesti mi pare che anche in chiesa ieri ci fosse più gente del lecito, ma era la festa patronale ed i fedeli sono stati attirati dalla ricorrenza. La Santa in questione è Santa Brigida, non quella di Svezia patrona d’Europa ma bensì quella d’Irlanda: una figura a cavallo tra mito e realtà, di cerniera tra la fine del paganesimo e l’avvento del cristianesimo in Irlanda, in quel V secolo dove Patrizio convertiva la popolazione. Brigida fondò un convento e secondo la tradizione operò diversi miracoli, quello più famoso sull’esempio di quello di Gesù alle Nozze di Caana è la trasformazione dell’acqua in birra, ma in Irlanda le vigne scarseggiavano… l’anno scorso c’erano diverse bancarelle che vendevano prodotti tipici, quest’anno a causa del Covid si è potuto solo vendere delle specie di maritozzi vuoti qui chiamati navicelle e soprattutto la birra di cui c’è stata grande richiesta, non sarà miracolosa ma aiuta a superare questi momenti difficili. Personalmente non l’ho ancora assaggiata, ma mi dicono sia molto buona.

Per i miracoli comunque siamo attrezzati, l’Uomo della Provvidenza è al lavoro e sembra che nel giro di qualche settimana ci libererà dalla pestilenza, basterà avvicinarsi e toccare il sacro manto; i ciechi parleranno ed i sordi vedranno, sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno, ma questo solo per pochi (i soliti).

Dato che difficilmente riuscirò a godere del voucher che l’anno scorso mi sono fatto dare da Ryanair, ho richiesto il rimborso; assicurano di prendere in carico la richiesta entro una settimana e di rimborsare sullo stesso mezzo di pagamento usato: peccato che la mia ricaricabile sia nel frattempo scaduta, me la vedo brutta. Spero mi lascino almeno il voucher, ma mi toccherà fare il pendolare per Palermo per smaltirlo prima che scada…

Se avete un euro da investire, in un paesino della Val d’Aosta sono in vendita case; l’iniziativa è lodevole, mi pare sia stata adottata anche in località interne della Sicilia e Calabria, e cioè in pratica si regala una casa in cambio dell’impegno ad abitare nel paese per un tot di tempo e magari di impiantare una qualche attività economica, da qualche parte hanno riconosciuto anche un bonus pecuniario. In tempi di lavoro a distanza può essere un’idea, per chi è amante della natura e magari vuol evitare i propri simili.

L’alto rappresentante della politica estera della UE è andato a sfruculiare la Russia per il trattamento riservato a Navalny e i suoi sostenitori, minacciando chissa ché. Adesso mi aspetto che si faccia anche un giretto in Turchia, in Egitto, in India, magari in Birmania (dove molta gente adesso protesta giustamente per il colpo di stato, anche se non protestavano molto quando gli stessi militari mazzolavano i Rohingya), o perché no negli Usa per chiedere conto del trattamento che hanno intenzione di riservare ad Assange nel caso in cui dovessero ottenere l’estradizione. Se i “diritti umani” sono a senso unico, sono pura ipocrisia.

Ma, amiche e amici, oggi splende un bel sole, dunque possiamo anche fare a meno di preoccuparci di quello che succede per il mondo che tanto possiamo farci poco, e poi c’è chi ci pensa per noi e meglio di noi, di me sicuramente. Come diceva ieri uno dei personaggi della serie Tv Mina Settembre, la vita è un morso; un amico di mio padre, quasi centenario, diceva la vita è un soffio, anzi “un ciuffiu”, il concetto è lo stesso.  Enjoy!

La birra rossa può avere questi effetti, in effetti.

Cronachette dell’anno nuovo (10)

Oggi sono tornato alla Coop, ero in crisi di astinenza da scaffali e prodotti in offerta; in realtà avrei dovuto prendere solo due cosette ma alla fine ho trabordato dalla lista fatta. C’erano degli spiedini messicani invitantissimi, come facevo a rinunciarci? In realtà era tutta una scusa per provare la lotteria degli scontrini, che è partita dal primo febbraio e la cui prima estrazione ci sarà a metà marzo; penso lo sappiate tutti, comunque registrando il codice fiscale sul sito lotteriadegliscontrini.it si riceve un codice, anche in formato a barre, e quando si paga con una carta di credito bisogna comunicarlo alla cassiera. Pensavo che l’operazione fosse molto più macchinosa, immaginavo la cassiera perder tempo a digitare il codicillo, invece lo ha passato sul lettore e in un attimo ho avuto il mio scontrino con il numero del biglietto. I supermercati ovviamente si sono attrezzati, ma leggevo l’altro giorno una dichiarazione del presidente di Confesercenti della provincia che diceva che secondo lui sarà un flop, perché appena la metà dei negozi si sono attrezzati, e forse nemmeno. Quindi, come anche per il cashback, saranno i più grandi ad attrezzarsi e attirare così nuova clientela: se devo spendere, tanto vale che vada in un posto dove ho la probabilità di riavere indietro qualche euro…

I vaccini per il Covid latitano, in compenso sono arrivati i vaccini anti-influenzali, adesso che non servono più. Il giornale locale titola che se ne butteranno circa 12.000 dosi, al modico costo di 15 euro l’una, ringraziamo la solerzia della regione Lombardia. Adesso hanno ritirato in ballo anche Bertolaso, ci mancava solo lui.

La poltrona non è ancora arrivata, ma mi sono ricordato di una cosa detta dalla commessa che mi aveva colpito: che loro non possono lamentarsi , perché solo nella settimana scorsa aveva venduto dodici poltrone, tutte a gente che è a casa in telelavoro. Bei tempi quando era il datore di lavoro a sobbarcarsi l’onere di attrezzare il posto di lavoro…

Mentre andavo alla Coop alla radio è passato il pensiero di don Mazzi a radio 102,5, anche questo mi ha molto colpito: non aggiungete la malinconia, ha detto… e ho ripensato alla omelia di domenica scorsa del nostro prete, quando invitava a far attenzionea non cadere nell’accidia, male di questo momento. Tra accidia depressione e malinconia credo ci sia una relazione, anche se non sono uno psicologo, e purtroppo ogni tanto ne registro qualche sintomo, anche se tento di combatterlo.

Sinceramente il momento non è dei più stimolanti, anzi è proprio da far cascare le braccia; prendiamo ad esempio la situazione politica, dove qualcuno ha paragonato Draghi a Monti osannandolo come nuovo salvatore della patria: peccato che, anche ammesso che Monti abbia salvato qualcosa, stavolta non c’è da salvare proprio niente ma da mettere le mani sui miliardi del Recovery Fund, miliardi peraltro ottenuti grazie al lavoro del governo Conte-bis. Mi chiedo come Draghi e Monti possano essere la soluzione quando sono parte del problema, ovvero sono rappresentanti autorevoli di un sistema di sviluppo iniquo. Di Monti poi, che per qualcuno è stato il miglior presidente del Consiglio nella storia dell’Universo, penso tutto il male possibile. Ha per caso tassato i patrimoni, è andato a prendere i soldi alle multinazionali, ha almeno alzato una aliquota ai milionari? Col cavolo, è andato come al solito a bastonare i poveracci, ci sono esodati che ancora piangono le gesta del suo ministro piangente.  Quindi per favore non mi si venga a parlare di salvatori della patria, anche perché a causa dell’accidia non avrei nemmeno voglia di polemizzare.

Amiche e amici, per tirarmi su andrò a sentire Malinconoia di Marco Masini; anche perché prima di scrivere ho telefonato ad un collega della mia età ma già in pensione, beato nella sua campagna…