Stato di emergenza!

Cronachette della fase tre (2-12 ottobre)

Autunno, cadono le foglie e aumentano i contagi; il governo proclama lo stato di emergenza fino al 31 gennaio, cosa che temo allontanerà di molto il mio ritorno in ufficio a Milano. Riuscirò a mantenere la salute, più che altro psichica, fino a quel momento? E’ ritornato l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto; stamattina devo dire che l’ho indossata volentieri, dato che la temperatura si è abbassata bruscamente e la mascherina fa un po’ un effetto sciarpetta. Indossavo una felpa nera con cappuccio calato in testa, in altri tempi sarei stato guardato con sospetto, ora è guardato con sospetto chi va in giro a viso scoperto…

L’aiuto edicolante volontario, impiegato comunale a Milano, mi consola dicendomi che Sala dovrà fare marcia indietro rispetto ai suoi propositi di far tornare tutti in ufficio, ma si dovrà accontentare del 30% a far niente in ufficio e 70% a far niente a casa (è una battuta, amici impiegati comunali, lungi da me replicare questi luoghi comuni. C’è chi lavora poco e chi lavora meno). Comunque io stamattina non ho fatto niente perché la linea non funziona, quindi non posso certo dare lezioni a chicchessia…

Il nostro Comune in questi giorni si è distinto perché non ha voluto assegnare l’Abbondino d’Oro (una onorificenza che vorrebbe scimmiottare l’Ambrogino d’Oro) alla memoria di don Roberto Malgesini, il prete ucciso pochi giorni fa. Ci sono state grosse polemiche, ma io sinceramente non mi scandalizzo: sarebbe stata una grossa ipocrisia da parte di una Amministrazione che si è distinta proprio per dare addosso a quelli che stavano a cuore a don Roberto, e ancora oggi non è riuscito a stabilire dove fare un dormitorio stabile per i senzatetto, salvo lamentarsi se dormono per strada.

Mio fratello mi informa che il campionato di calcio dei ragazzi in cui giocano i miei nipoti è già stato sospeso dopo la prima giornata, perché in una squadra è stato trovato un positivo. Si annunciano ulteriori strette a tutti gli sport amatoriali di contatto, quindi avremo una generazione di ragazzi al sicuro dal virus ma con il fisico in sfacelo. Tra l’altro, dato che sembra che saranno vietati ritrovi anche in casa con più di dieci persone (e con la mascherina), e ulteriori strette ai luoghi di socializzazione, come faranno i ragazzi a conoscersi, incontrarsi, amoreggiare? Mai come adesso si deve parlare di sesso protetto…

Sabato sera siamo stati a mangiare una pizza in casa di amici, eravamo in otto, mentre domenica siamo stati a mangiare i pizzoccheri da mia suocera, ed eravamo in nove. Siamo ancora dentro i limiti? Sentivo di un matrimonio in Campania con duecento invitati, dove purtroppo si è creato un cluster, ovvero qualcuno era positivo e ne ha contagiati una dozzina, per cui si parla d’ora in poi di matrimoni con al massimo trenta invitati. Un bel risparmio per gli sposi! Però c’è anche il rovescio della medaglia, tanti invitati sono anche tanti regali, e poi si usa ancora il taglio della cravatta? Solo con quello ci si paga un bel pezzo del viaggio di nozze… Poi ci lamentiamo che i giovani non si sposano più!

Il prossimo weekend e quello successivo si terranno le giornate di autunno del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, con l’apertura di diversi siti: prenotazioni obbligatorie e gruppi ristretti. Io ho già prenotato, spero che il tempo sia buono e che si riesca anche a farsi una bella mangiata in trattoria. Vi farò sapere.

Amiche e amici, vi auguro una buona settimana, manteniamoci leggeri…  

Chi più spende meno spende!

Cronachette della fase tre (26 settembre-1 ottobre)

Amiche e amici, se l’anno scorso di questi tempi qualcuno avesse solo ipotizzato quello che sarebbe successo quest’anno l’avremmo preso per matto, non credete? Eppure eccoci qua, a combattere tra mascherine, disinfettanti, lockdown e recovery funds, a lavorare da casa in ciabatte trascurando parecchio la cura della persona, ed essere preda di un sottile senso di angoscia e depressione: a che è servito viveve amare e soffrire, cantava il vate Guccini, se poi basta uno starnuto a mandarci all’altro mondo? E se questa constatazione dovrebbe indurci a sfruttare ogni minuto per godere e perché no ripassare qualche posizione del Kamasutra, come mai l’unico desiderio che alberga nei nostri cuori è quello di poter andare in letargo come gli orsi, finché tutto questo non sarà finito?

Infatti ieri sera avrei dovuto partecipare ad una riunione organizzativa sulle sorti dell’Oratorio ed ho preferito dare forfait e guardare Ulisse di Alberto Angela, una puntata interessantissima sulla regina Elisabetta II, l’immortale: e non mi sono nemmeno addormentato!

Stamattina sono andato, come ormai di consueto al giovedì, a far spesa o almeno quella che mi è concessa dato che come sapete non sono ritenuto abile nella scelta di frutta, carne e verdura, insomma tutto quello che non è inscatolato; ne ho tratto due insegnamenti: a) dovrò cambiare orario, perché la mattina presto ormai il traffico è impossibile, a causa dei genitori che portano a scuola i pargoletti e b) l’alcool è finalmente riapparso in quantità, ma costa ancora una cifra esorbitante: 2,59 al litro. Però dovrò farne scorta lo stesso, perché se riscoppia il morbo bisognerà farsi trovare pronti, stavolta, anche perché mi sembra che stiamo indugiando un po’ troppo in autocompiacimento: oh quanto siamo bravi ad avere solo 1800 contagi al giorno (che in un mese se la matematica non m’inganna sono almeno 50.000: e ci sembrano pochi?). Stranissimo il caso della squadra di calcio del Genoa, che prima della partita contro il Napoli aveva solo due contagiati, e dopo la partita altri dodici: non sarà che qualcosa non ha funzionato nei tamponi?

Ma, dopo questa botta di allegria, passiamo alle note veramente liete: Trenord mi ha accordato il voucher per il periodo di chiusura forzata, non proprio per tutto il periodo per cui non ho usufruito dei mezzi ma non stiamo a sottilizzare, piutost che nient l’è mei piutost; come dicevo non so quando potrò usufruire del buono, dato che di tornare in ufficio non se ne parla ancora, e allora chiedo al ministro dell’Economia: non si potrebbe creare un bel mercato dei voucher? Io avrei anche quello di Ryanair ancora da smaltire…

Proseguendo nelle belle notizie, il governo approfittando dello smarrimento generale di fronte alla situazione ed all’uso indiscriminato dell’inglese, sta per introdurre il cashback. Che cazz’è, mi ha chiesto il mio amico edicolante, che pure dovrebbe saperlo se solo ogni tanto buttasse un’occhiata ai giornali che vende? Si tratta nientemeno che di un rimborso sulle spese fatte tramite bancomat, carte di credito o anche app tracciabili; cioè voi spendete, pagate con la vostra carta di credito, ed alla fine dell’anno vi viene restituito un 10% di quanto avete speso fino ad un massimo di 3.000 euro di spesa (ovvero 300 euro). Inoltre ci sarà un superbonus di 3.000 euro per quelli che useranno maggiormente i pagamenti elettronici, e dal 2021 dovrebbe essere introdotta anche la lotteria sugli scontrini: preparate dei sacchi capienti per raccogliere tutte le ricevute, fiscali e non, perché si parla di bei soldoni! Lo scopo dichiarato è quello di far emergere il “nero”, inteso non come migrante di colore ma come economia sommersa; il timore è che diventi un ulteriore sistema di controllo delle abitudini ed inclinazioni (dimmi cosa compri e ti dirò chi sei…); sinceramente non so se basterà questo per convincere qualcuno a farsi fare la fattura dall’idraulico, per dire, sapendo di doverci pagare l’Iva del 22% senza poterla recuperare…

Amiche e amici, interrompo a malincuore queste note di ottimismo sfrenato: preparatevi ad aprire gli ombrelli per proteggervi da tutti i soldi che ci arriveranno dall’Europa e dal munifico Governo 2.0, e ricordate: chi vuol esser lieto sia…

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Salviamo i pigoscelidi antartici!

Cronachette della fase tre (9-10 settembre)

Greenpeace informa che su Elephant Island, il luogo della Penisola Antartica che ospita una delle più importanti colonie di pinguini dell’Antartide, la popolazione di questi simpatici pigoscelidi è diminuita del 60% in cinquanta anni. Di chi è la colpa? Ma nostra, naturalmente, di noi umani, che con il nostro modo di vivere incosciente alteriamo l’habitat necessario alla loro sopravvivenza: se si alza la temperatura dell’acqua i ghiacci non si formano come dovrebbero ed il krill, i gamberetti che sono cibo per molti animali, non si riproduce a dovere. Continuando così, faremo scomparire anche i pinguini.

Certo che siamo una specie ben strana: abbiamo le case piene di animali di compagnia veri o presunti idolatrandoli ben oltre il lecito, ci prodighiamo per far accoppiare in cattività i panda e tagliamo le foreste dove vivono migliaia di altre specie di cui sostanzialmente ce ne impipiamo; aiutiamo i rospi ad attraversare la strada di notte per non farli schiacchiare dalle auto, e ci rifiutiamo pervicacemente di cambiare, anche minimamente, quelle abitudini che stanno portando il mondo al disastro.

Ma come, direte, proprio tu parli così che non più tardi di ieri volevi dare una bella sfoltita alla popolazione di cinghiali a te limitrofi? Bè, innanzitutto i cinghiali non sono in estinzione, anzi, si riproducono a velocità abbastanza elevate, una femmina può anche sfornare una ventina di cuccioli all’anno; è vero che di norma si fanno gli affari loro rotolandosi nel fango ma capita spesso che attraversando qualche strada causino incidenti (nel 2018, solo in Lombardia, 803) e se qualche cacciatore di funghi si imbatte in qualche femmina con la cucciolata, è meglio che scappi… Perché sono così tanti? Perché non hanno predatori naturali, dato che i lupi sono pochini e l’uomo non li può cacciare (salvo una quota stabilita dalle Regioni di anno in anno, e solo da cacciatori selezionati), e perché trovano il cibo che i pinguini non trovano. E se non lo trovano nel bosco, se lo vanno a cercare dove capita…

Comunque che devo dirvi, io gli animali li ho avuti e gli ho voluto bene ma non è che mi inteneriscano troppo: mi hanno detto che qualcuno degli indagati per l’omicidio del ragazzo di Colleferro, l’altro giorno, sul suo profilo social aveva dei bei post di animaletti: che teneri, che cuori d’oro. Ammazzare un ragazzo va bene: ma guai a maltrattare i teneri gattini!  Che poi vorrei capire come si fa a parlare di omicidio preterintenzionale quando in quattro si picchia uno già a terra e senza difese…

Un mio amico ha avuto una bella avventura con un cinghialetto: una mattina è uscito di casa e se ne è trovato uno in giardino, caduto letteralmente dal cielo ovvero scivolato dalla scarpata dietro casa, passato sotto la rete del muro di cinta e volato per circa tre metri, atterrando sulle lastre di cemento vicine al garage. L’animale sembrava morto, ma il tempo di rientrare in casa per svegliare il figlio e fargli prendere qualche provvedimento che questo (il cinghiale, non il figlio) si è alzato ed ha iniziato a caracollare per il giardino, cominciando a grufolare ed a rovistare nell’orto a cui il mio amico tiene gelosamente. Voi che avreste fatto? Lui ha chiamato la forestale, pensando che questi avrebbero provveduto a prelevarlo e riportarlo nel bosco. Invece si sono presentati disarmati, e vedendo che il suino era ferito e malandato, hanno deciso che non si potesse fare altro che sopprimerlo. Peccato che non avessero nessuna arma, ed il mio amico non fosse munito di doppietta: così si sono fatti prestare un tubo di ferro, e l’hanno abbattuto con quello. Quando l’ho saputo ho rimproverato il mio amico, così eravamo capaci anche noi e avremmo anche potuto metterlo a frollare nel congelatore! Quindi un consiglio spassionato, cari amici, se vi piove un cinghiale un giardino non state a perder tempo a chiamare forestali o affini, munitevi di tubo!

Come vi ho raccontato qualche tempo fa, il giovedì mattina sono di corvée, ovvero vado a fare spesa al supermercato, ma solo degli articoli ingombranti; l’operazione è ormai diventata talmente ripetitiva che in mezzora riesco a fare il giro, caricare il carrello e pagare: non ci trovo niente più di divertente, tanto che sto pensando di convertirmi alla spesa online, tanto il corriere mi trova di sicuro a casa… mi è successa solo una cosa curiosa, vi avevo parlato della signora nigeriana alla quale prendevo i pacchi più pesanti, l’acqua, il latte, e glieli portavo dato che lei non ha l’automobile: bene, la signora abbastanza imbarazzata mi ha pregato di non portarglieli più, perché i vicini sono invidiosi e gelosi. Non vorrei a mia insaputa aver alimentato maldicenze ai suoi danni comunque l’invidia è una brutta bestia e non me la sento di condannarla per quella che mi sembra una superstizione bella e buona. Così adesso la roba devo scaricarla nel mio garage, e poi se la viene a prendere in motorino: come complicarsi la vita quando è già complicata…

Sento che molti, specialmente del centrodestra, sono preoccupati dalla mancanza dei banchi per le scuole. Amici, ma vi ricordate che prima del Covid in certe scuole mancava persino la carta igienica, e dovevano portarla i genitori? Mi rivedo un sabato, nel cortile della scuola medio di mio figlio, a fare le pulire che il Comune non svolgeva più da anni: trovammo persino un bidet rotto in mezzo alla sterpaglia, ed il preside ebbe il coraggio di venire a lamentarsi perché non avremmo dovuto essere lì. Dov’è dunque la meraviglia, la novità? E poi ‘sti maledetti banchi perché non erano già singoli, mi chiedo? Io lo avevo singolo alle elementari, alle medie ed alle superiori, che diamine è cambiato nel frattempo? Comunque un preside li ha mandati in una falegnameria e li ha fatti tagliare in due: ben fatto!

Amiche e amici, avrei voluto parlare anche di vaccini e politica internazionale ma, sarà che mi sento un po’ pinguino, avrei dovuto volare un po’ troppo alto. Per ora, di internazionale, mi accontenterò del cous cous in previsione stasera…

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E per fortuna che siamo l’eccellenza!

Cronachette della fase tre 24-29 agosto

La dottoressa dice che somatizzo. Non ne sono molto convinto, fatto sta che al primo giorno di rientro al lavoro, peraltro da casa, il mal di stomaco si è rifatto vivo. Ingiustificato, a mio parere, data la dieta frugale a cui mi sono sottoposto durante le settimane di vacanza e della quale vi ho puntualmente ragguagliato. Nemmeno mi sento di dare la colpa alla zuppa inglese mangiata a casa di amici durante la visione di Paris Saint Germaine – Bayern Munich: il dessert che prediligo e che la nostra amica prepara appositamente per me. Secondo me sto diventando allergico al lavoro o alla lettura delle mail, dato che il male si è manifestato dopo una mezza giornata di visione di arretrati. Arriverà anche per me il giorno in cui potrò affrancarmi dalla condanna biblica? (che non è quella di sopportare Eva, preciso).

Comunque, giusto per tenermi buono e per confutare la autodiagnosi di colecistite, stilata dopo attenti studi dei sintomi su Internet (“lasci stare” è stato il laconico commento), la mia medico curante mi ha prescritto una gastroscopia. E finalmente! Ho subito chiamato il numero verde, che mi ha trovato la prima data utile per l’ospedale cittadino: il 4 marzo. Ho provato ad obiettare che siamo in agosto ma la data non è cambiata. Stranamente l’altro ospedale non era prenotabile dal numero verde unico, quindi non così unico, allora mi ci sono recato di persona e lì sì che ho avuto soddisfazione: appuntamento al 10 dicembre. Tornando a casa riflettevo sul fatto che se dovesse ripartire il Covid difficilmente in dicembre avrò voglia di farmi infilare un tubo in gola, ma vedremo a suo tempo.

La mia preoccupazione più grande non era tanto per la comparsa del dolore, che normalmente in una settimana di digiuno e continenza passa, ma del momento in cui si è presentato: venerdì infatti eravamo invitati al matrimonio della figlia di altri amici, cerimonia che si sarebbe dovuta svolgere in giugno ed è stata rimandata causa Covid, ed alla fine è stata fissata per venerdì non per scelta degli sposi ma perché era l’unica data rimasta libera al ristorante. Mi vedevo lì a chiedere pasta in bianco e patate lesse, con magari qualche carotina, mentre gli altri invitati si abbuffavano all’inverosimile, e la sofferenza si acuiva ulteriormente.

Dopo una settimana ho avuto comunque la soddisfazione di riuscire a rientrare senza troppi sforzi, grazie al chiletto perso, nel vestito che avevo indossato per l’ultima volta tre anni fa ad un altro matrimonio, che ancora mi va a pennello.

Appena arrivati al ristorante, in attesa degli sposi, un cameriere si avvicina con un vassoio ed offre l’aperitivo. A questo punto coraggiosamente mi sono detto “o la va o la spacca” e miracolosamente è andata. Credo che per questo tipo di disturbi la prescrizione di evitare il vino non sia opportuna, anzi trovo che come disinfettante e analgesico sia ottimo; fatto sta che ho mangiato tutto dall’antipasto al dolce, con tanto di caffè e limoncello, senza risentirne. Da dire che le porzioni non erano giganti e il menu rinfrescante: avrei personalmente evitato i tagliolini con ragù alla menta ma la qualità è stata decisamente di ottimo livello. L’unica cosa è che, trattandosi di una cascina nel vigevanese, all’avvicinarsi del tramonto si sono levati nugoli di zanzare ed hanno iniziato a banchettare con le banchettanti; io grazie ai peli sono quasi immune ma le signore e signorine hanno cominciato a schiaffeggiarsi senza ritegno.

Bellissima la scena del lancio del bouquet che mi dispiace di non aver ripreso: una donzella, evidentemente desiderosa di essere impalmata, si è addirittura gettata a pesce: chi ha orecchi per intendere intenda, sembrava voler dire…

Insomma amiche e amici, le feste come gli esami sembrano non finire mai; e non vi ho raccontato della puntatina che ho fatto la settimana prima in Val Chiavenna, ma magari un’altra volta, eh? Buon weekend!

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p.s.: Questa NON è la figlia della nostra amica

Cronachette della fase tre (22-30 luglio)

Possiamo azzardarci a dire che l’emergenza è finita? Io direi di si, alla Coop sono tornati anche i guanti monouso ed anche per terra si vedono molte meno mascherine usate. Certo, ci sarebbero ancora quei 250-300 contagiati al giorno che se non sbaglio fanno 7500-9000 al mese, ma il telegiornale si premura di dirci che le terapie intensive sono libere, quindi perché preoccuparsi? Ieri sera Piero Angela su Superquark (ero stranamente sveglio dopo il documentario sugli animali) ci ha resi edotti che ogni 5 secondi in sudamerica sparisce una fetta di foresta grande come un campo di calcio: anche di questo ci preoccupiamo? Macché! Fatalismo o menefreghismo? O entrambi?

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque: l’Europa ci darà un sacco di soldi, il Governo avrà i poteri straordinari fino a ottobre per rinchiuderci di nuovo in casa se il virus dovesse riprendere forza; non ho ancora idea di quando potrò tornare a lavorare dall’ufficio e sto perdendo l’abitudine alla parola; sono preda di una sorta apatia, causata senz’altro anche dal caldo, che mi impedisce di pensare a qualsiasi cosa che non sia attinente al lavoro. Mi sono arrabbiato con il commercialista che mi ha fatto saltare il pagamento delle tasse di luglio: si è meravigliato che fossi così smanioso, di solito sono io quello che dice che a pagare e a morire c’è sempre tempo: ma è l’ora di stringerci a coorte, cari miei, non c’è spazio per furbetti e opportunisti. A proposito, dati Inps, più di un quarto delle ore di cassa integrazione è stato chiesto da aziende che non hanno avuto nessun danno dal Covid, e questo è uno scandalo; come scandalo sembra essere quello che coinvolge il presidente della regione Lombardia e i favoritismi al cognato (nonché la bazzecola di cinque milioni in Svizzera), e scandalo è il sequestro di una intera caserma a Piacenza dove alcuni carabinieri avevano pensato di arrotondare la paga spacciando la droga che sequestravano. Perché sprecarla, avranno pensato? Ci si è messo anche Bocelli a dire di non aver mai visto uno ammalato di Covid (ah, ah, che brutta battuta, me l’hanno rifilata). Ma caro maestro, non è lei che ha fatto il concerto tutto solo soletto nel Duomo di Milano, per le vittime del virus? Il fatto è che che con questi social onnipotenti uno non può dire una cavolata che subito lo impiccano: che mondo!

A proposito di social, nel mio piccolo un lettore mi ha omaggiato di un “grandissimo testa di cazzo” per un post in cui notavo uno sgomitare delle opposizioni, specialmente forzitaliote, per partecipare alla spartizione dei fondi europei. Immagino che nella scala del gentile lettore “grandissimo” sia un complimento, tipo le tre stelle Michelin, o i gamberi rossi, e lo accetto volentieri. Purtroppo il commento l’ho cancellato, del resto non era molto argomentato: tra l’altro insolentiva anche la gentile Poetella che solidarizzava con me. La poesia in questo paese non è più apprezzata!

Voglio chiudere con un ricordo di Gianrico Tedeschi, morto ieri a cento anni: era un grande attore che forse ha avuto meno successo di quel che avrebbe meritato, nel 1974 in televisione recitò in un memorabile “No, no, Nanette!” con Elisabetta Viviani, allora giovanissima, che ebbe una storia d’amore con Gianni Rivera, il calciatore, che allora fece scandalo: oggi sarebbe pubblicità per tutti…

Amiche e amici, avete provato a fare l’Isee per il bonus vacanze? Io si. Per puro gusto, tanto non ne avrei probabilmente avuto diritto e nemmeno l’avrei usato, dato che le vacanze in questo momento non occupano il primo posto nella lista dei miei pensieri. Non ce l’ho fatta!  Bisogna prendersi una mezza giornata ed avere tutti i dati a disposizione, propri e dei familiari, non è possibile salvare una domanda parziale, bisogna sempre ricominciare da capo… meglio così! Chi vuol andare in vacanza se la paghi, perdinci, che i soldi dei contribuenti servono per cose più importanti. A presto! (o no, dipende. Nonna Pina scalpita)

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Cronachette della fase tre (16-21 luglio)

Dato che quest’anno di andare in vacanza non se ne parla, o meglio la mia testa si rifiuta di entrare nell’ottica, ho dovuto accettare un piccolo compromesso, più o meno come quelli che il nostro Presidente Conte ha dovuto inghiott… ehm accettare in Europa, e cioè di fare delle piccole vacanzine mordi e fuggi, qualche fine settimana lungo, giusto per staccare dalla routine quotidiana e soprattutto avere una scusa per uscire di casa.

Al mare nemmeno a parlarne, anche perché le spiagge più vicine sarebbero in Liguria ma tra lavori in corso e interruzioni probabilmente si farebbe prima ad arrivare in Sicilia e allora vada per la montagna, che ci ossigeniamo ed è tutta salute per i polmoni; l’idea originaria era per il Trentino, ma visti i prezzi ci siamo rivolti dall’altra parte, ovvero la Val d’Aosta. Come sapete non è che io sia un amante della natura, preferisco le opere dell’uomo quando sono ben fatte; per questo non ho cercato un alloggio in qualche paesino montano ma nel capoluogo, Aosta, ottima base di partenza per ogni tipo di escursione. Sapevate che in Val d’Aosta ci sono ben 101 tra castelli e forti? Io no, fino a tre giorni fa avevo visitato solo il Forte di Bard, una fortezza difensiva con una storia molto interessante; da domenica posso aggiungere alla lista anche il castello di Fénis, dimora nobiliare, restaurata nel tempo prima da un privato, poi dallo Stato Italiano che l’ha poi ceduto alla Regione Autonoma.

Venerdì appena arrivati siamo saliti (in auto, preciso) al Gran San Bernardo, passo obbligato per i pellegrini che seguivano la via francigena; giornata stupenda, sole splendente fino a qualche centinaio di metri dalla sommità del colle, dove si era posata una unica nuvola dispettosa. Non si vedeva un accidente e faceva un freddo barbino (7 gradi!). Ci siamo fiondati nel piccolo museo del cane (San Bernardo), sperando che qualcuno di quei compassionevoli animali ci rifocillasse con il contenuto delle fiaschette che una volta portavano al collo. Poveri animali, con il Covid i visitatori non possono accarezzarli e non gli si può dare da mangiare, si vede che hanno l’aria un po’ triste e si chiederanno se è colpa loro: no amici, voi non c’entrate niente, siamo noi che abbiamo combinato tutto questo casino. Come pure far sciogliere i ghiacciai, ma quello è un altro discorso (o è lo stesso)?

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A dire la verità la scelta di Aosta era stata anche dettata dal fatto che c’erano già due nostri amici in vacanza, e siccome con lui siamo abbastanza in sintonia per quanto riguarda cibo e bevande mentre le nostre consorti sono più attente alla dieta abbiamo pensato di spalleggiarci a vicenda per poterci dedicare alle specialità culinarie valdostane. Per questo, scappati velocemente dal freddo, siamo scesi verso valle e ci siamo fermati in un grazioso paesino, Étroubles, che fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, ha delle opere d’arte sparse all’aperto e tanti, tanti fiori; attrezzature sportive di prim’ordine che hanno suscitato l’invidia del mio amico, che a tempo perso è allenatore di una squadretta di calcio oratoriale ed è sempre alle prese con penurie di tutti i tipi. Non ho detto che la strada per salire al Gran San Bernardo è bellissima e  il confronto con le strade di casa mia è impietoso: ci siamo chiesti se il merito sia della Regione Autonoma, ma secondo me non è tanto un problema di risorse, pure importante per carità, ma di come queste risorse si usano e di chi le usa: non è colpa dei valdostani se qua i soldi li hanno spesi per autostrade inutili, eventi effimeri, rotonde su rotonde, ospedali nuovi che hanno ridotto i posti letto e alla prova dei fatti del Covid si sono rivelati anche non adeguati… magari da loro non ha spadroneggiato per un quarto di secolo una lobby d’affari ciellino-leghista-forzitaliota… va bè adesso smetto altrimenti dite che sono vetero, del resto lo sostengono anche i miei amici, forse è vero.

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Venerdì sera abbiamo mangiato nell’albergo dove pernottavano i nostri amici, alberghetto a conduzione familiare praticamente sopra al Ponte Romano: fonduta, involtini e scaloppina alla valdostana. Senza infamia e senza lode anche se il proprietario è molto simpatico e ci ha mostrato la collezione di fotografie, tra cui molti calciatori dell’Inter e un Gino Bartali che avrebbe fatto piangere mio padre. Ve l’ho già raccontato mi pare che uno dei pochi libri che ha comprato mio padre è stata la biografia di Gino Bartali autografata da lui medesimo, e ricordo ancora l’emozione con cui si avvicinò ad uno degli idoli della sua giovinezza per farsi firmare la copia. Non che mio padre non leggesse, eh! Tutti i giorni il giornale, poi L’Espresso quando era un signor settimanale; finché la testa l’ha sorretto si è sempre tenuto informato di quello che succedeva per il mondo, ma quella che riempiva la casa di libri era mia madre…

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Sabato l’abbiamo passato tutto ad Aosta, non voglio fare il Turista per Caso elencando monumenti e musei ma consiglio solo, se ne avete l’occasione, di visitarla. Il Criptoportico, il chiosco e gli affreschi nascosti della Collegiata di Sant’Orso, la Cattedrale, valgono decisamente il costo del biglietto. Aosta fondata dai romani, cardo e decumano, i monumenti che ricordano gli splendori del passato nonché un delizioso museo archeologico. Una curiosità, i resti dell’anfiteatro sono stati inglobati da alcune case che sono dentro un convento; per visitarli basta suonare alle suorine che di solito sono molto amichevoli ma stavolta la guardiana nonostante i tentativi di corruzione non ci ha fatto entrare: col Covid non si passa.

A proposito di Covid: per prenotare un ristorante per sabato sera ho dovuto fare una decina di telefonate, tutti pieni; sinceramente non mi pare ci fosse questo gran distanziamento, la sera in giro c’era un sacco di gente ed io per sicurezza la mascherina la mettevo anche se non obbligatoria, ma ero pressoché l’unico. Speriamo bene. Ad ogni buon conto come antisettico mi sono procurato una bottiglia di Genepy, di solito la compro alla Fiera dell’Artigianato a Milano ma dato che quest’anno difficilmente si terrà ne ho approfittato.

La nostra stanza, in un B&B in pieno centro in un palazzo storico, al quarto piano senza ascensore (i Beni Culturali non lo permettono, ci ha detto il gestore) era bella ma rumorosa: per uno strano fenomeno acustico si sentiva ogni bisbiglio di chi c’era in strada e, non potendo chiudere le finestre dato che l’aria condizionata non si poteva accendere (norme Covid) abbiamo sperato che la stanchezza vincesse il rumore. Cosa che è successa solo in parte dato che fino alle due di notte degli sfaccendati hanno continuato a bivaccare (il padrone, lievemente razzista, ci aveva detto che lì da loro le regole si fanno rispettare, alle 23-23:30 i locali chiudono, la polizia passa spesso per controllare, e non ci sono parcheggiatori o venditori di fiori abusivi: tutte balle cari amici. La polizia passerà pure ma probabilmente va a letto alle 23; se funzionano gli autovelox come diceva il caro gestore che tra l’altro ho dovuto pagare in contanti _ ma non dovrebbe essere tutto tracciabile per queste attività?_ lo scoprirò se mi arriveranno multe a casa) e così sabato ho comprato dei tappi per le orecchie. Avete mai usato dei tappi per le orecchie? Non funzionano, o almeno i miei non hanno funzionato. Se non altro potrò scaricarle dalle tasse, in quanto dispositivi medici.

A sera dopo i tristi tentativi di prenotare un ristorante caratteristico ci siamo dovuti adattare ad una grigliata di carne internazionale, dove per ogni taglio era indicata con una bandierina la sua provenienza. Famo a fidasse, come dicono i veri aostani: comunque era buona, e l’abbondante digestivo finale ha dato una mano.

Domenica, lasciata Aosta, siamo andati al vicino Castello di Fénis dove avevamo prenotato per le 10 (in questo periodo bisogna prenotare tutto) e siamo arrivati al pelo; intanto che cercavo parcheggio ho  spedito mio figlio di corsa a bloccare l’ingresso, cosa che ha fatto egregiamente data anche la stazza. Visita gradevole ma troppo breve: col fatto che sono stati costretti a ridurre i gruppi cercano di velocizzare le visite… il castello di Fénis è uno dei pochi arredati ma i mobili non sono originali del sito, anche se dell’epoca: lo Stato li ha recuperati in diversi posti, restaurati e messi lì in mostra, con un effetto un po’  strano perché in una stanza ad esempio ci sono una decina di cassapanche.

Lasciamo la Val d’Aosta e passiamo in Piemonte, destinazione Santuario di Oropa: una preghierina alla Madonna Nera non farà male, ci siamo detti: la Basilica Nuova è chiusa per restauri ed è una cosa che fa pensare, dato che è stata completata nel ’65; il cemento armato, come nel caso del Ponte Morandi, evidentemente non è fatto per durare nei secoli, per fortuna i Romani hanno utilizzato altro perché altrimenti ora avremmo solo mucchietti di polvere da ammirare. A proposito di polvere, mi ero dimenticato che nei secoli bui il marmo dei monumenti non solo era depredato ma bruciato per farne calce: allora i monumenti antichi non erano considerati opere d’arte, ma depositi di materiale edile a buon mercato. Chissà fra duemila anni come la penseranno di quello che lasciamo noi… Al Santuario comunque c’era un sacco di gente, anche perché attaccato c’è un Parco Avventura dove le famiglie portano i bambini a fare Tarzan; sacro e profano, ristoranti e immaginette sacre, non fa per me ma già lo sapevo.

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Infine siamo andati a Biella, con l’intenzione di prendere un caffè ed una fetta di torta. I nostri amici ci avevano descritto Biella con un “carina” che lasciava ben sperare, ma in realtà ora come ora non saprei trovare un motivo per tornarci a meno che qualcuno non mi suggerisca un buon ristorante; persino la gentile barista quando le ho chiesto che cosa ci fosse di bello da vedere ha guardato smarrita la cameriera per poi rispondere un desolato “niente” col quale giustificava tra l’altro il cartello “Vendesi attività” che campeggiava davanti al bancone.

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Comunque amiche e amici almeno a Biella a nessuno viene in mente di vietare gli aquiloni come in Egitto, o di riconsacrare come moschea quella Santa Sofia nata  come Basilica Cristiana che da quasi cento anni era stata destinata da Ataturk a Museo; ci fosse poi bisogno di moschee in quel paese, quando a due passi c’è quel capolavoro che è la Moschea Blu…

Ma ecco che deraglio ancora (o raglio, fate voi); mi sono dilungato eccessivamente, non era mia intenzione ma una parola tira l’altra, spero di non avervi annoiato troppo… alla prossima! (non vacanza)…

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Cronachette della fase tre (11-15 luglio)

Stamattina un titolo di giornale mi ha rallegrato, riportava di uno studio della prestigiosa rivista scientifica Lancet che prevede che per la fine di questo secolo il genere umano si sarà dimezzato. Ottimo, ho pensato, siamo troppi a questo mondo, una bella sfoltita non può che far bene al nostro pianeta; peccato poi che, a leggere bene l’articolo, non si parla affatto di dimezzamento ma solo di un calo, un assestamento che avverrebbe dopo aver toccato il massimo dei dieci miliardi; il calo più vistoso riguarderebbe Cina e India, abbondantemente bilanciato però dall’aumento degli altri, ad esempio la Nigeria che passerebbe dagli attuali 200 a 800 milioni. La nostra Italia si ridurrebbe dagli attuali 61 a 30 milioni, noi sì che ci dimezzeremmo e del resto non possiamo essere sorpresi considerando che gli over 65 sono oggi più degli under 25. Sembrerebbe che non volendo ci stiamo avviando quindi verso un distanziamento sociale naturale ma con tutto il rispetto per Lancet non credo che la loro previsione si avvererà, il nostro paese è troppo bello per restare vuoto e verranno nuovi italiani ad occuparlo.

Certo, qualcosina si potrebbe fare per invogliare i ragazzi e soprattutto le ragazze a fare figli, invece di fare affidamento sugli inossidabili nonni, quando ci sono: lavoro non precario, asili nido, sovvenzioni, scuole che non costringano a svenarsi, sport di base gratuito… potremmo dare una mano anche noi diversamente giovani nella ripopolazione però si dovrebbe superare la resistenza arcaica delle mogli. Istituire la poligamia potrebbe aiutare?

Domenica scorsa Linea Verde, il bel programma di Rai Uno che all’ora di pranzo ci porta a spasso per borghi e valli e i cui conduttori credo vengano pagati in natura dato che in ogni puntata tra vino, formaggi, salumi e prodotti e piatti tipici si sbafano un pranzo matrimoniale, Linea Verde dicevo ha presentato un paesino di montagna, quasi spopolato, dove è stata fatta una bella operazione che a mio avviso andrebbe diffusa nei territori più disagiati: a chi prende la residenza ed apre una attività viene data una sovvenzione di 700 euro mensili, purché risieda effettivamente e l’attività rimanga aperta per almeno due anni, se non ricordo male. A me pare un’idea bellissima, si potrebbe anche migliorare applicando le regole di certe discoteche dove le ragazze pagavano la metà, o niente.

Ieri sera ho partecipato online ad un incontro diocesano con il quale si davano delle indicazioni per la ripresa del canto delle corali. Hanno detto delle cose interessantissime, ad esempio che i cori polifonici sono considerati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (se sentissero noi si ricrederebbero) ed essendo il coro una formazione sociale gode di diritti costituzionali inviolabili come quello di potersi riunire, diritto che può venir meno solo in caso di grave rischio per la salute pubblica com’è il caso attuale. Forti di questa nuova consapevolezza potremo riprendere le prove, non sono sicurissimo dell’apprezzamento dei fedeli ma se non conoscono la Costituzione non è colpa nostra.

Intanto i contagi diminuiscono ma non si azzerano; l’opposizione dice che non bastano a giustificare la proroga dello stato di emergenza fino a dicembre, sarei quasi portati a dargli ragione se non si sapesse da quali pulpiti vengono quelle prediche; ad ogni modo sarebbe meglio non indugiare troppo con gli stati di emergenza, qualcuno potrebbe prenderci gusto…

Da oggi in Lombardia cade l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, tranne nei casi in cui non ci sia la distanza di sicurezza di un metro; resta invece l’obbligo nei luoghi chiusi, sui mezzi pubblici, nei negozi e nei locali. In tanti avevano già anticipato la misura, diciamo che c’era molta creatività nell’indossare la mascherina, e parecchi pensavano che bastasse portarla al polso per proteggersi e proteggere dal contagio, tipo amuleto, per capirci. Le regole per l’auto continueranno ad essere quelle del distanziamento: tutto ok se si viaggia con conviventi ma se si viaggia con amici bisogna tenerli distanti (quindi più di due sul sedile posteriore non si possono caricare) e indossare tutti la mascherina. Che rottura! Giusto questo weekend volevo fare una puntata con amici al San Bernardo ma essendo in cinque ci toccherà andare con due macchine, alla faccia dell’ecologia e delle emissioni. Chissà se Lancet sta facendo uno studio o l’ha già fatto su quanto questa pandemia inciderà sull’inquinamento, tra tonnellate di materiale usa e getta, auto che devono viaggiare per sopperire alla mancanza dei mezzi pubblici, consumo di cibo e energia elettrica? Alla fine, rifacendosi alla prima ricerca, non avrà ragione Bolsonaro che si è portato avanti per contribuire a quella sfoltita benefica?

Amiche e amici, fate tesoro del rapporto Istat e se potete riproducetevi a più non posso, anche con chi capita senza troppi formalismi: la Patria lo chiede! A presto, compatibilmente.

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Cronachette della fase tre (7-10 luglio)

A volte mi sembra di sognare. L’altro giorno sentivo un allarme del tipo “il trenta per cento degli italiani quest’anno dovrà rinunciare alle vacanze”. Con le percentuali si può dire tutto ed il contrario di tutto: innanzitutto il trenta per cento di chi? Di quelli che già ci andavano? Perché tanti italiani la vacanza se la sognavano già da prima del Covid perché non se le potevano permettere: ma a questi qualcuno ci pensa? Mi chiedo se le vacanze siano una attività indispensabile, a me pare di no, mio padre non ha fatto una giornata di ferie in vita sua ed è arrivato quasi fino a 92 anni; se non si può andare ci si organizza per fare qualcos’altro, questa smania di andare a bagnare le chiappe chiare non la capisco. Tra l’altro la mia testa si sta rifiutando di pensarci anche se ne viene continuamente sollecitata, ma tra distanziamenti, timori di contagi, disinfettanti, chi ha voglia? Il mio balcone è così bello…

L’altro allarme, come se fosse una grande scoperta, è: la produzione è calata e non si sa quanto ci metterà a riprendere, i consumi ristagnano, i prezzi però sono aumentati, chi ha più risentito della crisi sono gli autonomi e gli artigiani. E quindi? Bisogna essere scienziati per dire queste ovvietà, ci siamo già dimenticati che siamo stati chiusi per quasi tre mesi? Che dovremmo fare adesso, metterci tutti a spendere e spandere quando stiamo tutti aspettando l’autunno per vedere che succederà, e non solo con il virus ma anche con il lavoro? Da un lato ci si terrorizza, dall’altro si vuole che facciamo finta di niente: insomma, decidetevi!

Grandi piagnistei anche per le vendite di automobili. A parte che l’unico marchio italiano non è più italiano e paga le tasse altrove, ma davvero è così grave se si venderanno meno auto (il conto comunque andrà fatto a fine anno, io penso che chi deve cambiare l’auto la cambierà…)? E’ davvero primario finanziare con bonus e incentivi l’acquisto di automobili, quando sarebbe meglio spendere soldi per potenziare i trasporti pubblici o al massimo incentivare al passaggio ad auto elettriche (anche su questo avrei da ridire, ma un’altra volta)?

A proposito di trasporti pubblici alcuni presidi, specialmente di istituti superiori, si stanno ribellando all’idea di riaprire le lezioni in presenza senza l’assicurazione che verranno potenziati i bus che portano a scuola gli studenti. Nei periodi normali i bus sono sovraffollati indecentemente; con le norme Covid per trasportare lo stesso numero di ragazzi bisognerebbe moltiplicare le corse almeno per quattro: come sarà possibile? Dove sono i mezzi, dove sono gli autisti? Ai genitori toccherà fare i tassisti, con code e ingorghi in stile autostrada per la Liguria?

Magari potranno prendere l’aereo, dato che Alitalia verrà (ri)nazionalizzata. Siamo un bel paese, regaliamo soldi dell’Irap anche a chi non ne ha bisogno, diamo bonus anche a chi non ha avuto nessuna perdita, addirittura diamo bonus baby sitter alle nonne e bonus vacanze a chi già se le può permettere: poi ci meravigliamo se i paesi cosiddetti “frugali” (questa poi è un’invenzione letteraria bellissima: i più ottusi liberisti d’Europa chiamati frugali…) non ci vogliono prestare i loro soldi, considerando anche che deliriamo di riduzione dell’Iva e flat tax. Io ho simpatia per Alitalia, ma questi perdono un milione al giorno e li paghiamo noi, e con tre miliardi si possono fare tante belle cose piuttosto che alimentare buchi neri, perché di questo si tratta; potevamo liberarcene e Berlusconi mise in piedi la penosa scalata dei volenterosi che la presero pressapoco a gratis (dato che anche allora i debiti rimasero sul groppone a noi); e adesso come un boomerang o meglio come un cetriolone ce la ritroviamo nel didietro, e se non cambia qualcosa fra un anno o due saremo ancora qua a parlare di risanamenti. Chiediamocelo seriamente: è davvero risanabile o è meglio chiuderla e se proprio serve farne una nuova ripartendo da zero?

Bene, mi pare di aver affrontato parecchi punti scottanti della politica interna, brillantemente direi; per passare a cose più importanti segnalo che l’alcool alla Coop non l’ho trovato nemmeno questa settimana, anche se il prezzo esposto era di 2,38€ al litro; mentre all’Iper si trova, contingentato, a 1,78€ al litro, un prezzo onesto dati i tempi ma che solo qualche mese fa sarebbe stato da usura.

Amiche e amici se lavoro, funerali (che mica c’è stato solo quello di mio padre, sembra ci sia una morìa di vecchietti) e impegni che stanno ricominciando me lo permettono spero di riuscire a scrivere e soprattutto leggere un po’ di più; intanto vi auguro un buon weekend, farà caldo ma se non avete necessità di raccogliere pomodori si dovrebbe resistere…

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Cronachette della fase tre (4-6 luglio)

Il mio stomaco lentamente sta tornando alla normalità, intanto prosegue la penitenza a base di acqua e pasta o riso in bianco, e tutt’al più una mela come sfizio; ieri sera ho dovuto saltare lo spritz e questo mi è molto dispiaciuto, i miei due congiunti non si sono fatti scrupoli e si sono fatti fuori anche il mio, buon pro gli faccia!

Mi sono fatto prescrivere gli esami del sangue (ora è molto comodo, la ricetta arriva via mail; prima la dottoressa mi faceva un sacco di storie adesso invece la fa subito, tutto pur di non vedere i pazienti…) e speravo di poterli fare prima della visita macché, primo giorno utile con appuntamento il 24 luglio. Pazienza, resisterò anche se potrei andare in un laboratorio privato dove i prezzi tra l’altro sono più bassi di quelli degli esami con il ticket, e questo è un altro bel mistero italiano ovvero non è affatto un mistero, è fatto proprio apposta per spingere gli utenti a rivolgersi ai privati. Ma è proprio indispensabile allevare e ingrassare tutti questi parassiti?

Ieri all’Esselunga dove mi ero recato per comprare il giornale (secondo me dovrebbe essere vietato vendere libri e giornali nei supermercati, senza contare l’assurdità del dover entrare nel supermercato in questi tempi di distanziamento per acquistare un giornale ed i danni a librerie ed edicole…) ho trovato finalmente l’alcool! Alla bellezza di 3,18 euro al litro, una speculazione ignobile a mio parere. Proprio ieri l’Istat ha certificato un aumento generalizzato dei prezzi (ce ne eravamo accorti) tra cui l’aumento dei pedaggi autostradali. Qui rivolgo una domanda all’amico Giuseppe Conte: ma scusate, state discutendo (anche troppo, sarebbe ora di stringere e decidere qualcosa) dei provvedimenti per la ripresa, e permettete che i pedaggi autostradali aumentino, per far ingrassare ancora i concessionari? Con i disastri tra l’altro che qualcuno di questi ha combinato con le manutenzioni mai fatte? E con quello che sta succedendo in questi giorni in Liguria, bloccata dai lavori fatti partire tutti insieme da Società Autostrade (una chiara rappresaglia per le minacce di revoca della concessione)?

Oggi è morto Ennio Morricone, era del ’28 come mio padre. Ha scritto delle colonne sonore indimenticabili, le mie preferite sono quelle di Mission e di Giù la testa ma come dimenticare Per un pugno di dollari? Si era rotto il femore e gli è stato fatale, siamo fragili anche quando siamo grandi…  Nel suo piccolo è morta un’altra piccola celebrità, si chiavama Aldo Capoferri ed era conosciuto come “l’uomo ghepardo” perché andava sempre in giro vestito da capo a piedi con vestiti maculati, dal cappello all’ombrellino: un eccentrico che non faceva male ad una mosca, a suo modo un pezzo di folclore locale. Anche lui aveva 91 anni…

Le cronache locali riportano anche che nel weekend c’è stato l’assalto alle spiaggette sul lago, e nemmeno le pattuglie di vigili ed esercito sono bastate a dissuadere i bagnanti. Nel contempo nel vicino Ticino i contagi sono aumentati e ti credo, questi svizzeri hanno fatto finta di niente come se il virus si fermasse da solo a Chiasso, ed ora ovviamente si teme che i frontalieri che giornalmente fanno la spola lo riportino qua… tra parentesi: ancora oggi in Italia abbiamo 200 contagi giornalieri e ieri una decina di morti: com’è che c’è gente così tranquilla, basta l’estate a spiegarlo o la natura cialtrona dopo il periodo dell’andrà tutto bene e dell’inno nazionale (cantato male) riaffiora prepotentemente? C’è anche qualche criminale, come quell’imprenditore del vicentino che pur sapendo di essere positivo se ne è andato in giro ad impestare gente, e gli va bene che non siamo più all’epoca di Renzo e Lucia quando agli untori facevano fare la fine che meritavano…

L’ex ministro degli Interni ha dichiarato che la Cina ha contagiato il resto del mondo per colonizzarlo economicamente. A parte che non mi sembra che la Cina avesse bisogno del virus dato che già stava colonizzando tutto, per colonizzare bisogna trovare chi è disposto a farsi colonizzare, e se noi vendiamo tutto il vendibile applaudendo pure agli “investitori esteri” che poi fanno e disfano a loro piacere, vedi Whirlpool, vedi Ilva, vedi Roberto Cavalli ma vedine decine e centinaia di altri, la colpa è dei cinesi? La colpa è dei cinesi se da decenni non c’è uno straccio di politica industriale, la colpa è dei cinesi se tra caduta del muro e degli ideali, globalizzazione e berlusconismo (anche senza berlusconi) questo paese si è ridotto, con rispetto parlando, ad un mercato di vacche e baldracche?

Mi rileggo velocemente e penso: ma sono proprio io a parlare o è il mio stomaco indolenzito e incattivito? Di solito sono più soave, leggero, dovrò stare attento o oltre allo stomaco anche il fegato comincerà a lamentarsi… Amiche e amici, bisognerebbe cominciare a pensare a qualcosa di più allegro, più stimolante, come le ferie e il bonus vacanze, o magari le ferie con il bonus vacanze, meccanismo inventato da qualche azzeccagarbugli in vena di furfanterie, se conoscete qualcuno che ha capito come funziona fatemelo sapere…

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