La accendiamo?

Amiche e amici, avete preparato i maglioncini per l’inverno? O confidate nel caro vecchio riscaldamento globale, come diceva l’ex presidente Usa Trump canzonando gli ambientalisti quando mezza America era finita sotto il gelo?

Da piccolo la casa dove abitavo con la mia famiglia non aveva riscaldamento. C’era solo una stufa a legna in cucina, la cucina economica si chiamava, che serviva sia per cucinare che per riscaldare: e infatti d’inverno tutte le attività che richiedevano di stare fermi si svolgevano in cucina: lo studio, la lettura, il lavoro di cucito di mia madre… avevamo anche una saletta, dove dietro un paravento c’era il mio letto; e la camera da letto dove c’era il letto matrimoniale ed il letto dove dormivano i miei tre fratellini (in un letto dormivano in due, uno da un lato e uno dall’altro); questa veniva scaldata con il prete e la monaca infilati nel letto, cioè con un’intelaiatura di legno (il prete) dove veniva messo all’interno un braciere con dei pezzi di carbone (la monaca).  Per fare il bagno (una volta la settimana) mia madre riscaldava delle pentolone di acqua e le versava in una grande conca di plastica.  

Nel 1971 ci fu la svolta: ci venne assegnata una casa popolare, era un sogno! Cucina, sala, camera dei genitori, due camere per noi figli (mia sorella ebbe subito la sua, noi tre maschi invece tutti in una). Non c’era il gas: la cucina veniva alimentata con bombole che ci venivano portate in casa da un venditore che passava con un’ape Piaggio, ritirava le bombole vuote e le sostituiva con quelle piene; l’acqua calda era assicurata da uno scaldabagno elettrico; per il riscaldamento invece avevamo una stufa a cherosene che era messa nel corridoio in un posto strategico da cui irradiava il calore in tutte le stanze, e tramite il tubo che arrivava alla cappa di scarico dei fumi riscaldava anche la cucina.

Solo verso la fine degli anni ’80 nel comune arrivò il gas, e vennero stese le condutture per le vie del paese; l’Istituto delle Case Popolari per quanto lo riguardava curò i collegamenti per tutti i suoi condomini, poi ogni affittuario decise se allacciarsi o meno. Mio padre che era anche idraulico ci fece l’impianto, tirando i tubi di rame in tutte le stanze e piazzando i caloriferi (in ghisa). Anche lo scaldabagno venne sostituito: mio padre aveva installato una caldaia Vaillant e ne andava fierissimo, diceva che era l’ammiraglia delle caldaie! Il progresso per me è stato questo: potersi lavare senza stare a dover lesinare l’acqua calda…

Ora la preoccupazione sembra essere quella opposta: le case sono riscaldate troppo, e per troppe ore, e dato che il gas scarseggia perché per sostenere gli ucraini, sa solo il cielo perché, abbiamo deciso di rinunciare alle forniture russe, come se gli altri a cui ci stiamo legando mani e piedi fossero tutti grandi democratici (uno per tutti: gli azeri che stanno compiendo veri e propri massacri di armeni, ancora una volta) e le bollette sono alle stelle, dobbiamo fare sacrifici. Bisogna risparmiare. Che nobile intento! Quello che non poté Greta lo poté la guerra. Peccato aver buttato la stufa a legna, anche se mi dicono che il prezzo della legna è alle stelle pure quello. Al limite avrei potuto bruciarci i giornali,tanto per quello che servono…

Amiche e amici, vi saluto informandovi che al Piccolo Teatro di Milano è in scena “M il figlio del secolo”, tratto dal libro di Scurati, la storia dell’ascesa al potere di Mussolini: ve lo consiglio caldamente, sono tre ore di spettacolo ma per niente faticose. Ci siamo dimenticati troppe cose, e temo che siamo andati troppo oltre.

A presto! (o a noi, fate voi)

Il vecchio Jack non aveva la stufa a legna
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58 pensieri su “La accendiamo?

  1. siamo andati oltre in tutto, compresi i gradi esagerati tenuti in casa per restare in t-shirt. Personalmente preferisco qualche grado in meno e vestirmi adeguatamente alla stagione, per il resto si vedrà dove andremo a parare, ce la stanno raccontando alla grossa per lavorarci di fino

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    • Io vivo in condominio, con riscaldamento centralizzato: fino a quattro anni fa d’inverno c’era qualcuno che teneva i caloriferi al massimo e apriva le finestre… poi abbiamo messo i termostati, e ognuno paga (in parte) quello che consuma, e da allora hanno cominciato un po’ tutti a starci più attenti. Però c’è da dire che a chi è costretto a rimanere a casa, anziani, malati, 19 gradi in casa come pretenderebbe il governo sono pochi. Sento freddo io a lavorare al computer quando ne ho in casa 22-23! E’ che non ci siamo più abituati. Tra poco tirerò fuori le babbucce col pelo che ho comprato l’anno scorso… poi mi toccherà munirmi di guanti con le dita tagliate.

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      • 🙂 una corsetta sul posto per scaldarsi ogni tanto anche in casa, quando da fermi si accumula un po’ di umidità e bere bevande calde aiuta. Ti dirò che ai guanti senza dita ci sto pensando anche io, è la parte che si raffredda prima, per i piedi le babbuccione di pelo sono fantastiche 🙂

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    • Più o meno eravamo tutti così… quante esigenze inutili in meno che avevamo. Poi è arrivato il “benessere”… e alla lunga ci siamo persi quello che contava veramente. Va be’, tu sei andato a ricercarlo poi in montagna… a proposito, il camino ce l’hai?
      p.s. cominciavo a preoccuparmi non vedendo tuoi post. Che ti è successo, si è rotto ancora il PC?

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      • ho due camini e una stufa a legna, i pannelli solari sul tetto e l’accumulo; sono un produttore di energia elettrica! ed ho ancora legna per un paio d’anni dalla demolizione della casa precedente in sfacelo…

        non capisco che cosa combina wordpress, ho pubblicato sempre almeno un post al giorno, anche se un poco impegnato sta settimana con vari accertamenti medici, tutt’altro che finiti. e ne lascio anche perdere alcuni per non ossessionarvi, voi che mi leggete.
        piuttosto ero io che ho pensato la stessa cosa di te, ma probabilmente wordpress sta facendo mattane con le notifiche.

        guarda che poi c’è il post giornaliero fisso su bortoround e la ripubblicazione dei post sparsi qua e là dieci anni dopo, sull’altro blog, e questi due appuntamenti non li posso mancare, ahaha.

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  2. Un po’ di moto non può fare che bene. Il contrasto all’obesità e alle malattie cardiovascolari è sacrosanto! Si potrebbero anche utilizzare delle cyclette per ricaricare le batterie. Le signorine d’ora in poi potranno essere solo autoctone, può andar bene?

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    • Per la mia esperienza sì… anche se i miei non sono mai andati in vacanza e il superfluo non se lo sono mai potuto permettere. Diciamo che man mano che i figli crescevano e iniziavano a lavorare per loro era un sollievo… certo le condizioni materiali erano migliorate mediamente per tutti.

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      • You did not get the alert because there was none, unfortunately. You remember asking me about my “tango” post in July? I had by accident published it before it was ready to go. Then I withdrew it and only published it two days ago. But it appeared under the old date of July, I adjusted the date on the post to October 20, however the reader does not show it,

        WordPress has made many changes lately which I do not like. I have a hard time getting used to them.

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