Se è gialla lasciala a galla

Amiche e amici, è arrivato il gran caldo: temperature sopra le medie stagionali, siccità con fiumi semi prosciugati, paesi che iniziano a razionare l’acqua: ma dove siamo finiti, in Africa? Per fortuna io abito in collina, un po’ di frescura dal bosco che abbiamo alle spalle arriva, specialmente di sera, ed il lago di Como anche se è ai minimi ha ancora tanta acqua da distribuire. Purtroppo nei giorni scorsi ci sono stati diversi decessi, specialmente di ragazzi, che accaldati si tuffavano in acqua e non riemergevano. Si tratta per lo più di stranieri, che non conoscono le insidie: il lago è molto freddo, e se ci si tuffa senza preparazione (che ci dicevano le nostre mamme? Fai passare almeno due ore dopo mangiato, entra piano piano, bagna prima le mani, la fronte e la pancia…) ci si resta secchi. Inoltre la consistenza dell’acqua è diversa da quella del mare, sorregge meno, ed in più ci sono le correnti. Insomma ogni anno c’è qualcuno che affoga, e a nulla valgono cartelli e persino vigili e militari che controllano.

A proposito di Africa, mi è arrivata una simpatica mail che condivido, nel caso qualcuno fosse interessato:
Oggetto: “Moglie bianca beccata a cavalcare 3 preti africani?” (NdA: interessante carriera quella dei preti africani. I nostri ragazzi choosy dovrebbero farci un pensierino)
Titolo: “Come gli uomini delle tribù Masai crescono peni di 14 pollici” (NdA: Ricordavo che i Masai fossero allevatori, ma non che si fossero messi ad allevare peni. Strano che il maestro Alberto Manzi non l’abbia riportato nel suo fortunato libro Orzowei _ questa se la ricorderanno solo i meno giovani_ Comunque 14 * 2,54 = 35,56 cm. è una bella resa. Quanto staranno al chilo, più o meno delle capre?)
Contenuto:
“Questo ragazzo ha eseguito un rituale di allungamento africano e ottenuto risultati ridicoli.
Lui e la sua calda moglie sono andati in Kenya un paio di anni fa solo per scoprire che le piante autoctone davano a ogni locale peni enormi.
La tribù Masai, rinomata nella comunità scientifica per i suoi unici 16 pollici dong e il loro metodo di allungamento ben protetto, ha dato a questo tizio 3 pollici in più nelle prime settimane successive. (NdA: non ho capito se il dong sia una frazione dei pollici o un certificato di qualità)
Non c’è da stupirsi che le star del porno vengano svergognate. (NdA: Rocco Siffredi, vergogna!)
Impressionato dai risultati, fece amicizia con alcuni degli anziani della tribù e riuscì a scoprirne i segreti mentre eseguiva il rituale un paio di volte in più, con gli stessi incredibili risultati.
Si è fermato a 9,2 pollici.” (NdA: che comunque è una buona misura. Con un paio di rituali in più ce la poteva fare. Ma la moglie intanto dov’era?)

Non vorrei apparire invidioso, ma mi pare che un attrezzo del genere sia un po’ scomodo da portare in giro. Tra l’altro ci vogliono anche dei pantaloncini calibrati, non è che tutti possiamo andare in giro con le zucche dei masai attaccate alle cinture.

Ma, per tornare seri, l’acqua sta diventando un grosso problema: io cerco di limitarne l’uso, ad esempio a tavola, sostituendola con il vino. L’ho già detto, ma ricordo una intervista che Fidel Castro concesse a Gianni Minà, da mito a mito: il Lider Maximo disquisiva dell’ossessione degli occidentali per omologare ed omogeneizzare tutte le culture, e si chiedeva: che succederebbe se tutti gli indiani andassero in bagno come fate voi? Il mare sarebbe ricoperto di carta igienica… la cosa mi fece molto pensare, e da allora cerco di limitare anche l’uso della carta igienica. Diciamo che in Italia, a differenza dei francesi, abbiamo il vantaggio di avere dei bidet per poter fare le abluzioni, certo la coperta è corta: non sprecherò carta, ma spreco acqua… mi viene in aiuto allora il film “Mi presenti i tuoi?” seguito del fortunatissimo “Ti presento i miei”, dove Dustin Hoffmann, genitore alternativo, aveva un sistema di risparmio improntato alla norma “se è gialla lasciala a galla, se è marrone tira lo sciacquone”. In realtà ci ho provato per circa una settimana, poi mia moglie ha detto che si era stufata di sentire la mia puzza (quella delle donne profuma, come si sa) e il giallo segnava tutto il water, e se proprio volevo continuare avrei dovuto comprare una nuova casa con due bagni e poi il mio pulirmelo da solo. Ho desistito, ma ogni volta che scarico ho un po’ di rimorso.

Amiche e amici ridiamo perché l’orizzonte è pieno di nuvole (almeno metaforicamente): la pace in Ucraina è ancora lontana, tra l’altro gli ucraini continuano a bombardare il Donbass (ma non erano anche quelli ucraini?); il nostro ministro degli Esteri per caso, d’accordo nel continuare ad inviare armi, è sfiduciato persino dal suo stesso partito (e magari i 5S facessero cadere ‘sto governo, che non risponde a nessuno se non a sé stesso, ma non ci credo); quei tafani (intesi come insetti fastidiosi) dei lituani stanno impedendo ai treni di portare merci a Kaliningrad, l’exclave russa sul mar Baltico, dicendo di applicare le sanzioni stabilite dalla UE, con l’irresponsabile Borrell che gli tiene bordone (non sarebbe ora che qualcuno gli dica di star zitto a questo signore? Che interessi rappresenta? I nostri non credo); non so che c’entri la UE dato che le merci che arrivano non sono europee, ma russe, e la Russia ha diritto di passaggio stabilito da trattati riconosciuti internazionalmente. Faccio presente (non pretendo che lo sappia Di Maio, ma qualcuno magari dovrebbe ricordarsene) che la base che si vuol isolare è piena zeppa di armi, tra cui missili strategici a testata nucleare. Stiamo per assistere ad una profezia che si autoavvera, ovvero i paesi baltici strillano e strepitano per entrare nella Nato per paura dell’invasione russa, provocano l’invasione con i loro atti sconsiderati, e poi ci tocca entrare in guerra per difenderli? Ci mancherebbe solo questa. Già stiamo armando un governo così democratico che ha appena messo fuori legge i libri ed i film russi (sì, fuori legge: quindi se qualcuno si vuol leggere un libro in russo _ scritto dopo il ’91, pare: qua a momenti mettevano fuori legge Dostoevskij_ è soggetto a sanzioni penali) e gli artisti russi che non fanno una dichiarazione contro Putin (per la verità anche il sindaco Sala a Milano l’avevo chiesto al direttore d’orchestra russo: i progressisti…): e questi dovrebbero essere i nuovi europei? Tra poco gli ucraini non potranno nemmeno russare di notte…

Mannaggia amiche e amici, ero riuscito a mantenermi leggero quasi fino in fondo ma alla fine mi è partita la scheggia; sarà che l’amministratore di condominio ha mandato da pagare il supplemento per il riscaldamento e appena finito di bestemmiare ho sentito in TV il cancelliere tedesco (aridateci la Merkel) affermare “le sanzioni fanno male anche a noi ma è giusto sostenerle”. Ah, sì? Allora vorrà dire che manderò il conto a Scholtz… a presto!

Ferroviere lituano.

24 pensieri su “Se è gialla lasciala a galla

    • Che pena. Un movimento che doveva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, secondo loro, diventati più governativi dei democristiani di una volta. Il gruppo di Di Maio, fa ridere solo a sentirlo. Che parabola… altro che tonno, sono diventati come le cozze, attaccate alle poltrone che dicevano di disprezzare.

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    • Mi sforzo di rifugiarmi in Olena per non pensare all’attualità ma non ci riesco. Accendo la tele, vedo il faccione e la maglietta e dico no, non ce la posso fare. La sensazione di ballare mentre il Titanic affonda mi angoscia. Che ingiustizia, tanti contributi versati e non goduti. Avrei potuto mangiarmeli tutti!💸

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