Che stufìta! (Cronachette della quarta ondata)

Settimana impegnativa, amiche e amici; la mia indole, specialmente in questi giorni freddi, mi porterebbe a passare le serate sul divano, magari con la copertina sulle ginocchia, ed invece a causa della mia arrendevolezza mi faccio coinvolgere in mille attività di cui a parecchie partecipo solo per benevolenza verso congiunti e amici. Qualcuno dice che lo faccio perché sono una animale sociale: sull’animale potrei anche concordare, specialmente dopo questi quasi due anni di abbrutimento pandemico, sul sociale non ci giurerei.

L’agenda riporta: martedì balli greci, mercoledì prove del coro, giovedì lezione sul significato del Credo, venerdì assemblea di condominio, sabato irrinunciabile cena dalla suocera, domenica partecipazione all’evento Fai di fine anno organizzato dalla delegazione dei giovani di Como.

I balli, lo ricorderete, sono organizzati dall’Auser, organizzazione della terza età per la quale non avrei ancora i requisiti anagrafici, ma comincio a portarmi avanti. A dire il vero il gruppo è abbastanza variegato, c’è anche qualche giovane; l’organizzazione è a cura di un ex sindacalista in pensione, da giovane voleva cambiare il mondo, ha militato nel Psup ed ha fatto politica attiva: ora si è rotto le balle, come tanti della sua generazione si è chiesto a che cosa è servito tutto il suo impegno e, pur amando stare con la gente, lo fa in questo modo. C’è chi si butta sulla cucina slow-food, chi sui viaggi culturali, chi sul volontariato sociale. Si può dire che, come dopo una guerra, i reduci non ne vogliano più sapere di battaglie. Si può biasimarli? Io no di certo. Anzi, ammiro la sua passione, il rigore che aveva nel suo lavoro (che non era solo lavoro, battersi i diritti dei lavoratori e le condizioni di lavoro) lo ha trasferito in questa attività. Non sono solo balli, perché si passa dalla Grecia ai Balcani, poi Irlanda, Bretagna, ma è anche un cercare di conoscere con questo mezzo altri paesi e le loro culture popolari. In un momento in cui stiamo perdendo anche le mille culture popolari italiane, amalgamate nella melma del consumismo e del turismo di massa, non è poco. Tremo al momento in cui ci verranno proposti balli africani… Io sono una schiappa, sono mediamente coordinato ma sono distratto e dimentico i passi un attimo dopo averli fatti. Veramente questo fatto di dimenticare le cose comincia a succedermi anche al lavoro: sarà perché anche lì di quello che faccio non me ne frega più niente?

Le prove del coro parrocchiale vanno avanti abbastanza regolarmente; cantare (ma anche ballare) con le mascherine non è facilissimo, a volte manca il fiato. Manteniamo le distanze, le direttive parlano di un metro laterale tra una persona e l’altra ed almeno due metri con chi si ha davanti; questo è facilmente comprensibile, cantando le goccioline di saliva vanno più lontano. Ormai dato che l’età media è abbastanza alta diversi hanno già ricevuto la terza dose, tra di noi evitiamo di discutere di quanto il tutto possa essere assurdo, il dato di fatto è che se vogliamo continuare a ritrovarci dobbiamo assoggettarci volenti o nolenti. Qualche nonna/nonno ha accolto bene la notizia della autorizzazione dell’Aifa per vaccinare i bambini dai cinque anni (al prossimo giro toccherà ai nascituri); ho provato a ragionarci dicendo che l’Istituto Superiore della Sanità nel suo report di ottobre ha certificato che nei giovanissimi non ci sono stati morti, poi ieri sera al TG sento un pediatra dell’Humanitas dire che ne sono morti 39. Dato che non penso che l’ISS voglia minimizzare mi piacerebbe sapere dove quel pediatra ha preso quei dati. E poi perché devono intervistare il dottore di una clinica privata, non ce ne sono abbastanza negli ospedali pubblici? A proposito di privati, la Regione Lombardia non si è smentita con la nuova legge sulla sanità, aprendo ulteriormente ai privati. Forse si capisce perché la Lombardia è stata una delle regioni con più morti (se fosse uno Stato sarebbe stata la settima al mondo per rapporto morti/popolazione). Ma se la gente continua a votarli… (e qui ritorno al sindacalista del ballo: perché darsi da fare per la gente se poi questi al dunque votano i peggiori? Guardate in Grecia: la destra ha portato il paese alla bancarotta, la sinistra di Tsipras l’ha dovuto salvare con misure drastiche, e la gente l’ha ringraziato? Col cavolo, ha rivotato la destra che ora sta facendo addirittura una legge che prevede tre mesi di carcere per chi critica le misure del governo. Viene proprio da dire, con l’Ametrano di Verdone in Bianco Rosso e Verdone: Sapete che ve tiche? Sapete che ve tiche? Che ve la andate a pijà tutte quante in ter…)

Le lezioni (o meglio, gli incontri) sul Credo sono interessanti, anche se impegnative;  lo scopo è quello di riflettere su quello in cui si crede, se si crede (“Credo in solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra…”); penso che chiedersi ogni tanto se si crede o no, e in che cosa, non sia un esercizio inutile per nessuno. Io esco da questi incontri con più dubbi di quando sono entrato, sempre più convinto che in materia di fede i ragionamenti valgano a poco, o ci si fida (ci si affida) o no. Poi, se Lui c’è, saprà quello che ho combinato; se non c’è  almeno avrò ballato il Sirtaki…

Stasera assemblea di condominio. L’ultima l’abbiamo fatta due anni fa, i costi aumentano tutti gli anni ed anche chi fa fatica a pagare le rate. Indubbiamente l’anno scorso è stato drammatico, specialmente per i lavoratori autonomi e per chi si arrangiava con qualche lavoretto, ma quest’anno non siamo mica diventati il paese che tutti invidiano? Perfino la Merkel al momento di salutare i suoi ha detto che avrebbero dovuto diventare italiani. Noi a dire la verità è un bel pezzo che lo diciamo… comunque questa mirabolante crescita (il 6%, dicono, con l’inflazione al 3,5%: rimane un 2,5% se i calcoli non mentono) chi avvantaggia? I precari sono sempre più precari, le assunzioni hanno ripreso a favorire sfacciatamente gli uomini, gli stipendi rimangono invariati ed i morti sul lavoro quest’anno hanno superato i mille e non è ancora finito. Sono le solite tasche quelle che si gonfiano, che beneficiano del “boom”.

E’ strano che in Italia si stia così bene eppure ci stiamo estinguendo come i dinosauri: non si fanno più figli, i motivi sono molteplici e tutti validi, per carità: è una società a misura di vecchio e abbiente, chi glielo fa fare? Tra poco i barconi, invece di affondarli, dovremo affittarli per organizzare le spole con l’altra parte del Mediterraneo per avere gente che lavora e paga le nostre pensioni.

Amiche e amici, fatemi mandare un caro saluto a quell’uomo di Biella che è andato a vaccinarsi portandosi dietro un braccio di silicone: geniale, a suo modo, degno di una pochade di Georges Feydeau; chapeau, Mon Ami!

I balli greci fanno sudare

21 pensieri su “Che stufìta! (Cronachette della quarta ondata)

  1. Ottimo report con finale degno.
    Il caso della Grecia, già. Governo conservatore prima e poi a rimediare i bilanci truccati (sic!) del primo ha dovuto intervenire Tsipras. Analogamente da noi nel 2011 Berlusconi annunciava trionfante ad agosto che ristoranti e spiagge erano pieni salvo che, in realtà, eravamo prossimi al default per cui a settembre è seguito Monti con conseguenti patrimoniali che restano tutt’ora. Grazie Silvio.
    Circa la gestione Lombardia della sanità stendiamo un pietoso velo, il nuovo piano della Moratti ha naturalmente rinforzato il privato e per il resto sono deliri che ci vuole poco a dedurre che resteranno sulla carta.
    Ma li votano sì, e quel che peggio, li rivotano – vedi l’Italia degli ultimi vent’anni che sarà un caso, però nello sviluppo del PIL era restata penultima in Europa con dietro la solita Grecia.
    Alla prossima.

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  2. E meno male Giò che racconti leggero…Continua a muoverti con prudenza ma muoviti che a star fermi come ben sai è peggio. Io ballo con la piccolina faccio pure le capriole, sono carambole strane. Quello che non si fa per amore. E famoce nà risada so come l vecchietto che giustamente s’è rotto le cacautte. È tutto no sballo o sbaijo vedi tu come te pare meijo che tanto paro non ce batte è siguro. Quello del braccio al silicone di Biella è un esempio ,non gliel’ho fatta a ‘rmane seria …Può esse che i barconi li devono mette a breve ,qualcuno de più dovrà fadigà. Notte 🤗

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