Il kosher non mi confà (Cronachette della quarta ondata)

Che fine ha fatto giomag? Sono sicuro che si stiano chiedendo le amiche e gli amici più affezionati. Tranquillizzo tutti, la lontananza non è dovuta a malattia o disaffezione: è solo che ho deciso di testare il mio super green pass e sono andato in vacanza. Ho titubato, chiedendomi per un attimo se non fosse un tantino imprudente dato l’andamento dei contagi che i media rimarcano continuamente, ma poi mi sono detto: sai che c’è? Vado a Roma, lì sicuramente da quando è sindaco Gualtieri il virus non attecchisce, mica come quando c’era la Raggi!

A Roma sono stato tante volte, la prima nel lontano ’75 in occasione del giubileo, nell’unica gita fatta con la nonna paterna, ci ho fatto la visita militare al Celio dove sono stato misteriosamente ritenuto abile alla conduzione di reparti, ci sono stato decine di volte per lavoro (bei tempi quando i clienti pagavano le trasferte: alberghi eleganti e cene sontuose _ ho detto sontuose, non eleganti, non pensate male come al solito_). Sono andato qualche volta con la fidanzata, e poi ancora quando è diventata mia moglie, e poi ancora con la famiglia; dall’ultima volta però erano passati già tre anni, quando con il coro siamo andati ad un raduno in Vaticano di cui a suo tempo vi ho parlato.

Con questo non voglio certo dire di conoscerla bene, ma del resto non so nemmeno quanti romani la conoscano bene, per quanto si possa conoscere una città di quattro milioni di abitanti. Ad esempio, ero in Trastevere e cercavo la chiesa di San Pietro in Montorio che sapevo essere sul Gianicolo, dove la nostra amica professoressa d’arte mi aveva detto di andare assolutamento perché c’è un gioiellino nascosto, un tempietto del Bramante: camminando guidato dal telefonino (una volta c’erano le cartine, ora in giro ne ho viste poche) ho visto in un cortile una tenda con su scritto “Tourists Information” e mi ci sono recato, fidarsi del gps è bene ma non fidarsi è meglio, come mi dissi quella volta in Francia che ci ritrovammo in buona compagnia nel cortile di una fabbrica. «Dica?» mi chiede l’omino che fumava all’entrata del cortile. «Volevo sapere se questa è la strada giusta per andare a San Pietro a Montorio» rispondo gentilmente. «Ah, io nun lo so. Questa è ‘na scòla» risponde divertito, lasciandomi interdetto. «Scusi, ma ho visto la scritta, pensavo che…» dico indicando la tenda. «Ah, quella? No, quella la mettono là quanno c’è quarche evento, po’ quanno se ricordano la portano via». Saluto confuso grattandomi la pera, seguo google maps e la chiesa è a 100 metri. E’ possibile che uno non sappia che a cento metri c’è un tempietto del Bramante, o mi avrà preso per i fondelli? O magari si starà chiedendo chi sarà mai questo Bramante?

Prima di partire ci siamo posti degli obbiettivi, ben sapendo che in quattro giorni tutto non si può fare: la Domus Aurea, Il Colosseo di notte, la Galleria Borghese, il tour dei dipinti del Caravaggio. E naturalmente mangiare. Posso dire che per quanto riguarda l’arte siamo stati soddisfatti; per il Covid le visite vanno prenotate con largo anticipo, perlomeno quelle guidate e quelle nei musei più gettonati, cosa che permette di godere e apprezzare meglio quello che si va a vedere. L’albergo era vicino alla stazione Termini; abbiamo approfittato di un’offerta 3×2 (tre notti al prezzo di due) e per spostarci abbiamo preso il Roma Pass che dà diritto a viaggiare sulla rete metropolitana, i tram ed i bus, e l’accesso scontato a diversi luoghi e musei (i primi due gratis. Soldi ben spesi; con quello siamo entrati gratis alla Galleria Borghese, al Palazzo Altemps _ vicino Piazza Navona _ ed alle Terme di Diocleziano dove chissà perché non ero mai stato.

La mia permanenza è stata funestata da un fastidioso mal di pancia sopraggiunto dopo la cena in un ristorante del Ghetto, in uno dei locali più ben recensiti (noi eravamo stati anni fa in uno poco lontano, forse era meglio se tornavamo là), dove ho avuto l’ideona di ordinare la coratella. Che mi piace molto, mia madre la faceva buonissima quando aveva ancora voglia di cucinare ed in generale di campare, e devo dire che mi è piaciuta un sacco anche lì. Ma poi, sarà stato l’effetto kosher, ne ho risentito, e solo la coda alla vaccinara mangiata il giorno dopo in una trattoria in zona Prati ha ristabilito il mio equilibrio intestinale.

Ma non vorrei tediarvi con i miei problemi digestivi, per quello c’è già la pubblicità serale del Kijimea. Il resto ve lo racconto domani, s’è fatta una certa…

A Trastevere il clima è torrido

14 pensieri su “Il kosher non mi confà (Cronachette della quarta ondata)

    • Il mio è un esperimento per la scienza! Riferirò al ministro su distanziamenti, rispetto delle norme, uso delle mascherine e disinfettante. Sul distanziamento in certi ristoranti avrei da ridire, ho l’impressione che vogliano recuperare il tempo perduto a scapito della qualità e dei clienti.

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      • mi sembra che l’hai sperimentato direttamente anche tu!

        io, da reietto senza greenpass, che neppure mi interessa, continuo a preferire leggere i resoconti degli sperimentatori dal vivo che farlo in prima persona, ahhah.

        alla fine, vietandomi l’accesso ai luoghi saci del consumismo, mi pare mi abbiano fatto addirittura un regalo… 😉

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        • Sono d’accordo con te… parlavo prima con mia cognata, mia nipote è positiva, è andata sabato in un centro commerciale qua vicino, superaffollato… io ho cercato di proteggermi e mantenere le distanze, ma qualche volta sui bus, sulla metro e nei ristoranti si stava stretti… se si incontra quello sbagliato, è questione di fortuna

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  1. Bentrovato ,che bello ! Ho pensato proprio , ma che fine ha fatto Giò ?!
    Aoh… Envece te stavi beato a far er turista , an vedi questo … Er pupo , che te possino !
    Roma è Roma !
    M’è venuta un po’ d’acquolina in bocca .
    Forse perché so è piuttosto fuori dalla programmazione ,ahh ahhh…
    Hai visto tanto, e di gran pregio .
    L’aria , a Roma , è più mite, non ti pare ?
    Un abbraccio 😘

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    • Temperatura senz’altro più mite, quando siamo partiti qua nevicava… è piovuto spesso, ma poco male. Quando era troppo ci rifugiavamo in qualche museo… 😁 Certo che non sempre il distanziamento è stato rispettato, specialmente sui bus (ma anche qua negli orari di punta è così). Non si può andare a Roma e non mangiare, come si fa? È contro natura… Oggi sentivo alla radio che nella classifica delle città più vivibili d’Italia Roma ha fatto un bel balzo avanti, forse la Raggi allora non è stata così male come la racconta certa propaganda… 😉

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  2. Sì, sì fa caldo torrido a Trastevere e non a Trastevere soltanto…
    E mentre tu vai gozzovigliando c’è Garibaldi che ti aspetta completo di baionetta! (Ci sta pure la rimetta)
    Nota: A quella lapide mancano solo le virgolette entro cui collocare le memorabili frasi della Meloni.

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