Cronachette dal paese dei migliori (4)

Poiché si sta avvicinando la data in cui potrò prenotarmi per farmi vaccinare, e come sapete non è che sia molto convinto, sono andato a farmi fare l’esame degli anticorpi. Lo scopo è chiaro: se ce ne ho abbastanza  in corpo, col cavolo che mi vaccinerò! Ho chiamato la dottoressa per farmi fare la ricetta, ma mi è stato risposto niet: la mutua non la passa, quindi se voglio me la devo fare a spese mie. Una sbirciata a Internet, e di laboratori nelle vicinanze che effettuano questi esami (ed i tamponi) ne ho scoperti un sacco. Ma che razza di business hanno costruito? La pandemia per questi signori è stata una manna dal cielo, se tanto mi da tanto da ora in poi ne avremo una all’anno. Comunque, ne ho scelto uno convenzionato con la mia assicurazione (ma l’esame non è coperto) e mi dicono che non c’è bisogno di prenotare, basta presentarsi dalle 7 alle 9:30 per il prelievo. Già a questa informazione avrei dovuto desistere, ma invece testardo alle 7 sono uscito di casa ed alle 7:20 ero in coda fuori dal laboratorio. Vi dico solo, cari amici, che se uno non ha il Covid è uno dei posti migliori per prenderselo: coda senza controlli, gente che non rispetta la distanza; numerello da prendere ad una macchinetta posta dentro l’ingresso; non c’era un’entrata ed una uscita, ma si entrava ed usciva dalla stessa porta; le sale prelievo sono a due passi dal bancone della accettazione e cassa. Le persone all’interno avrebbero dovuto essere al massimo cinque, ogni tanto una delle cassiere dava uno sguardo e lanciava un urlo, con effetti solo temporanei. Finalmente è il mio turno di farmi cavare il sangue, e l’infermiera non mette nemmeno i guanti! Mi sono visto perso, altro che anticorpi, qui ti inoculano direttamente il virus!

Questi parassiti, perché non c’è altro modo per definirli, sono proliferati in Lombardia negli ultimi anni, a causa dello stato in cui è stata ridotta la sanità pubblica, dalla cricca che l’ha governata in questo ultimo quarto di secolo. Cricca di cui il rappresentante principale, per venti anni, è stato il celeste Formigoni, al quale la commissione del Senato predisposta ha stabilito che spetti il vitalizio che gli era stato sospeso a causa della condanna a 5 anni e dieci mesi che gli era stata inflitta per corruzione.  Per inciso, i membri della commissione erano uno di Forza Italia, uno della Lega, una del M5S passata alla Lega, e due “laici” nominati dalla presidente del Senato Casellati (di Forza Italia): fatevi due conti.

Ma la gente ha altro a cui pensare che queste bazzecole: è più importante la Superlega, ovvero il campionato europeo che le squadre più forti avrebbero voluto fare tra di loro, per fortuna abortita a furor di  popolo. Non che in fondo me ne interessi molto, il calcio professionistico per me non è più sport da quel dì: però proprio quest’anno che sembra che l’Inter stia per vincere lo scudetto mi sarebbe dispiaciuto non dare l’opportunità a qualche squadretta come lo Shakhtar Donetsk, l’Hapoel, o il Lugano, di eliminarci.

I Migliori si stanno accapigliando per l’allungamento del coprifuoco serale, o per l’apertura dei ristoranti: il Capo ha deciso, alla stregua dei peggiori ma saggiamente a mio parere, che è meglio riaprire un po’ alla volta anziché rischiare di dover richiudere subito tutto; aspettiamo almeno di vedere l’esito che avrà la riapertura delle scuole , perché non mi pare che per i trasporti sia cambiato qualcosa, e se c’era pericolo prima c’è anche adesso…

La settimana prossima si vaccinerà anche mia suocera. Si è convinta, o meglio l’ha convinta il suo medico; speriamo non le succeda come la madre di un mio amico, che si è beccata il virus dalla figlia dopo essere stata vaccinata (o magari ce l’aveva già in corso, ma dato che non fanno i tamponi prima di vaccinare non lo saprà mai) ed ora non riesce più a camminare, perché quel bastardo di un virus le ha colpito le gambe.

Ieri c’è stata una bellissima puntata di Ulisse di Alberto Angela, sui monumenti più importanti lasciati a Roma dagli imperatori romani; dopo dieci minuti mi sono addormentato ma avevo dato disposizioni di svegliarmi e quindi l’ho vista quasi tutta, per lo più passeggiando su e giù per il soggiorno per non ricadere nell’oblio.  Chissà se quest’anno riuscirò a tornare nella Città Eterna? Prima aspetterò che riaprano i ristoranti, però.

A proposito di ristoranti, oggi abbiamo condito i rigatoni con quel vasetto di ragù di chianina comprato qualche settimana fa alla Coop in offerta: di solito diffido dai sughi pronti ma questo è molto buono, alla prossima offerta farò il bis!  

Amiche e amici, vi farò sapere presto lo stato dei miei anticorpi; spero se non altro che siano un po’ più dei pochi neuroni rimasti. Buona serata, e a presto!

Anticorpi alle stelle!

22 pensieri su “Cronachette dal paese dei migliori (4)

    • Si, non l’ho ancora cambiata. Ho paura di cadere dalla padella alla brace, anzi dalla brace alla carbonella. Stamattina ho provato a chiamarla per comunicarle i dati degli anticorpi, ma non ce l’ho fatta. Comunque ho IgG alle stelle, sprizzo anticorpi, potrei anche venderli.

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      • Da quello che racconti, non credo che possa andarti peggio. Comunque, sono convinto di una cosa: senza conoscere la sanità in altri paesi. Ma, se si vuol vedere i nostri medici di base, non c’è da stupirsi dell’alta percentuale di morti da covid che ci sono in Italia. Anzi con un simili medici di famiglia c’è da riconoscere che ci è già andata bene.

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