Una birra per Olena (XXVII)

Nel grande parco Forstenrieder, alla periferia sud-ovest di Monaco, non distante dalla piscina Bad Forstenrieder Park ma  nascosta da un boschetto alla vista delle ultime abitazioni della Forstenrieder Allee si trova una palestra esclusiva, ritrovo di avvocati rampanti, attricette in cerca di pigmalione, rampolli sfaccendati della buona società, vecchie entraîneuses con labbra a canotto e sportivi d’antan riciclati come commentatori televisivi: parassiti, insomma, a cui tengono compagnia professionisti di mezza età che coltivano l’illusione di cancellare gli effetti di decenni di trincate con qualche minuto di tapis roulant nonché mogli e amanti intente a difendere glutei e cosce, ovvero il proprio reddito, dagli attacchi dell’età e della forza di gravità.

Si sta facendo sera e Gilda e James, appostati a guardia dell’uscita di emergenza, commentano la situazione con preoccupazione.
«James, caro, temo di non essermi coperta abbastanza, non vorrei portarmi a casa un raffreddore. Se Natascia non ci avesse ordinato di attendere il suo segnale ti direi di lanciare qualche razzo, così, tanto per scaldarci. Chi l’avrebbe mai detto che Jürgen fosse coinvolto? Confesso che mi ha sorpreso, l’ho sempre considerato incapace di prendere qualsivoglia iniziativa. Ma per quale motivo, poi? Recentemente gli avevo persino dato un aumento, nonostante il flop del raviolo al ripieno di sanguinaccio. L’animo umano è davvero un mistero insondabile, come sostiene del resto Augusto Propoli nel bestseller “Sondare l’uomo con le erbe di mellifrace” dove viene riportato lo studio fatto su una tribù di aborigeni australiani sottoposti per un anno a lavaggi intestinali… ma non vorrei annoiarti, tu ti intendi di sonde, non è vero James?»
«Abbastanza, signora» risponde James «anche se non potrei definirmi un esperto…»
«Sei troppo modesto, James. E a proposito, sei riuscito a capire come funziona quel trabiccolo?» chiede Gilda, riferendosi al drone che il maggiordomo dovrebbe azionare.
«Credo di aver afferrato i principi fondamentali, signora; tempo fa ebbi modo di essere introdotto ai rudimenti dell’aeromodellismo da un caro amico che…»
Ma James non ha modo di finire il suo racconto, perché Gilda lo ferma con un gesto della mano, portandosi il cellulare all’orecchio.

«Sven, alla buonora!» sbotta sottovoce. «Si può sapere dove ti eri cacciato? No, non adesso, caro, non ho tempo. Ah, Sven, ti sei ricordato di depositare il testamento biologico? Dona il cervello alla scienza, è praticamente inutilizzato. Alla Rana Tower? Che ci fai alla Rana Tower? E che significa che hai trovato Stielike, che diamine ci fa lì? Mummia? Con libri contabili? Ma che c’entrano le mummie adesso? Svengard ti avviso, non è il momento di tirare in ballo gli egiziani, se ti aspetti di giocare a Cleopatra e Marcantonio ti sbagli di grosso! Adesso apri bene le orecchie, ti offro l’ultima possibilità per evitare una morte lenta e dolorosa: chiama un taxi e precipitati immediatamente qui» dopodiché la Calva Tettuta interrompe la comunicazione e si riposiziona di vedetta.

Nel solaio del Rana Tower, al 34° piano, Svengard guarda perplesso il contabile incellofanato e nascosto in un cestone della biancheria e la pigna di scatoloni contenenti faldoni di registrazioni contabili. Spread, visibilmente felice, sta studiando la movimentazione delle entrate ed uscite, ed ogni tanto emette un grido:
«Craa!! Apperò! E me cojoni, alla faccia del ripieno!».
Il norreno, grattandosi la testa, si rende conto di mancare di una informazione importante, perciò riprende in mano il telefonino e digita un messaggino per la sua amata:
«Si, ma qui dove?».

Dentro la palestra una nuova iscritta, una bella bruna con i capelli a caschetto, sta eseguendo gli esercizi per i pettorali sotto la guida del personal trainer Adalgiso, che le corregge la posizione indugiando forse un po’ troppo con le mani sui suoi fianchi. Le signore presenti scrutano invidiosette il corpo statuario della bruna, cercando invano di individuare qualche segno di smagliatura o cellulite.
Finiti gli esercizi la donna si asciuga il sudore, si butta al collo l’asciugamano di spugna bianco, saluta Adalgiso schioccandogli un bacio e si avvia verso gli spogliatoi; nel corridoio incontra il proprietario, che la saluta cordiale e interessato.
«Allora, signora, si è trovata bene nella nostra palestra? Spero di si, sarebbe un piacere poter contare sulla sua presenza…»
«Sicuramente, avete un’attrezzatura e del personale di prim’ordine» risponde «e l’ambiente è molto tranquillo, proprio come piace a me»
«Me ne compiaccio, la tranquillità e la riservatezza della clientela è uno dei nostri punti di forza. Capirà, abbiamo uomini d’affari, professionisti, politici, la privacy è importante… lei, signora, se non sono indiscreto, di che cosa si occupa?»
La donna gli si avvicina guardandolo negli occhi, poi gli mette una mano sulla nuca e gli sussurra all’orecchio, con voce roca:
«Vedo gente, faccio cose. E ammazzo i bugiardi» dice Olena, che per rendere meglio l’idea con l’altra mano gli preme la canna della sua Tokarev TT-33 sulla pancia.
«Dove li hai nascosti?»

«Ursula, per l’amor di Dio, che stai facendo con quella mitragliatrice?».
Fritz Gunnerbaum, sbigottito, guarda sua moglie, in tuta mimetica e passamontagna nero in testa, puntare una mitragliatrice Heckler & Koch Mg 4  verso l’ingresso della palestra, appostata dentro ad un cespuglio sempreverde di Amorpha.
«Fritz? Che cavolo ci fai qua, rompiscatole? Vattene immediatamente, non vedi che ho da fare?» intima Ursula, visibilmente contrariata.
«Ma che avete intenzione di combinare? No, lascia stare, non voglio saperlo» si arrende Fritz, alzando le mani.
«Ecco, bravo, non impicciarti. Vai a casa e metti in forno le patate, che tra poco arrivo»
«Mi dispiace disturbarti, amore, ma devi andartene. Insisto. E’ stato diffuso l’allarme terrorismo, stanno arrivando le teste di cuoio»
«Le teste di cuoio? Ma chi diavolo li ha avvisati? E tu come hai fatto a trovarmi?»
«Dal gps del telefonino, cara. I commando di solito li spengono»

donna-con-glutei-scolpiti

24 pensieri su “Una birra per Olena (XXVII)

  1. Pingback: Foglia che scivola lieve tra fessure (parte quarta) | L'assassino è il maggiordomo?

  2. Abbiamo avuto un gruppo di aborigeni australiani in gita alla mansion, ma ci sono stati problemi con i pigmei. Parlavano di cultural appropriation, ma non sono voluta entrare nei dettagli.
    Adalgiso fa anche il personal trainer? Avrei tanto bisogno di un professionista che mi segua dopo i bagordi natalizi…

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    • Adalgiso e’ molto preparato, però ha una sua tecnica che è quella di un pezzo alla volta. Un mese solo pettorali, un mese solo glutei etc. Per quando ha finito, bisogna ricominciare da capo. Anche la sua identità sessuale è abbastanza incerta, bisogna prenderlo nei momenti buoni. Sembra (dico sembra) che sia i pigmei che gli aborigeni siano arrabbiati con gli studenti di Hong Kong che stanno usando gli archi e le frecce senza permesso e criterio. Non è escluso che Xi li arruoli e li mandi all’università.

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