Beato te che non capisci un cavolo

Chi l’avrebbe detto appena qualche anno fa che in poco tempo avremmo avuto gli strumenti per collegarci in tempo reale con vecchi compagni di asilo, commilitoni di cui avevamo perso le tracce, compaesani sparsi per il mondo e parenti desaparecidos?

Ricordo che un giorno il mio vecchio capo, di fronte all’esplosione dell’Internet, mi chiese che ne pensassi e che cosa ci avremmo potuto fare. Con la mia consueta sagacia risposi come nella réclame del Chinamartini: “Düra minga, düra no”. Con questo si capisce perché io sono io e Zuckerberg è Zuckerberg.

Gente di cui non abbiamo sentito la mancanza per decenni, cordialmente ricambiati, ricompare nella nostra vita grazie alla potenza del social network, reclamando per ciascuno un pezzo della nostra esistenza: ti ricordi la maestra tale?  ti ricordi il professor talaltro? ed il capitano tizio? e il collega sempronio?
Gente di cui avevamo perso le tracce, che magari già all’epoca non sopportavamo, riemerge dall’angoletto polveroso in cui era stata relegata per chiederci l’amicizia. Tutti si aspettano che tu sia rimasto uguale a quello che loro ricordano tu fosti; cosa impossibile, perché anche ammettendo che  lo avessero capito veramente bisogna vedere se lo ricordano correttamente, e cosa ricorderebbero poi? Quello che apparivi o volevi apparire, la tua immagine in un’epoca in cui forse nemmeno tu lo sapevi, chi eri.

Io ad esempio ho attraversato tutte le superiori fregandomene dei compagni di classe. Esclusi due o tre, gli altri mi stavano tutti o antipatici e nemmeno cordialmente, o francamente sulle scatole. Cosa pensassero di me non mi tangeva; non vedevo l’ora di prendere il mio trenino e di tornarmene a casa alla mia vita vera. Erano alieni, come io lo ero per loro: contenti reciprocamente. Che amicizia volete chiedermi, che quando era l’ora di essere amici veramente ci siamo schifati?

Così si ha a che fare con degli sconosciuti; con persone con le quali si è condiviso un tratto di strada ma delle quali si ignora tutto.
Si cerca così di capire come la pensano dai post, dai commenti, ma l’esercizio diventa impegnativo perché anche dall’altra parte scatta lo stesso meccanismo; per non sbagliare ci sono degli argomenti che è meglio evitare in assoluto, me ne sono fatto un elenchino come promemoria al quale cercherò di attenermi il più possibile.

Argomenti di cui assolutamente non parlare per non perdere le amicizie:

  • Politica
  • Grigliate di carne
  • Omosessuali
  • Ruberie della Juventus
  • Immigrati
  • Gnocca (con le donne)
  • Religione
  • Libri (per non apparire troppo intellettuali)
  • Teatro (vedi Libri)

Argomenti di cui si può parlare senza paura di perdere amicizie:

  • Gatti
  • Cani
  • Vacanze preferibilmente al mare
  • Gnocca (con gli uomini)
  • Cibo (limitandosi agli antipasti, primi e dolci; secondi a base di carne e pesce da evitare)
  • Vittorie dell’Inter (non molto spesso)
  • Malattie esantematiche dei bambini
  • La Casta
  • Musica, fingendo competenza
  • Allarme caldo / Allarme freddo a seconda della stagione

Seguendo questo semplice vademecum si avrà la certezza di apparire un perfetto coglione, come del resto tutti ricordano si fu stati: ma le amicizie saranno salve.

(110 – continua)

p.s.:
mi sono cimentato con forme verbali di cui non sono sicuro al 100%. Spero di averne sbagliate almeno la metà, anche questo aiuterebbe nella considerazione e stima generale.

china-martini

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52 pensieri su “Beato te che non capisci un cavolo

  1. Come al solito ho apprezzato dall’inizio alla fine. Alla riga “Cibo” precisazione sui secondi sono schiattata a ridere!
    Qualche anno fa ebbi la sfortuna di capitare in quella parte di tavolo in cui gli argomenti di conversazione furono i primi 3 ai quali si aggiunse – pronto? – la insoddisfacente pulizia delle scale e dell’ascensore condominiale da parte della impresa di pulizia. Non sapevo più dove guardare!!

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    • Ah, ah, l’ascensore e’ ammesso! Deduco che eri a cena con amanti delle verdure… Contro cui non ho niente, sia chiaro! Io le gradisco come contorno, il pasto completo mi annoia un po’. Anche del tempo si puo’ parlare, anzi fa molto inglese. E per le donne ovviamente e’ ammesso lo gnocco, esclusi i presenti. L’importante e’ non esprimere opinioni! Annuire ogni tanto, accondiscendere. Come equilibristi, e’ una vitaccia! 😁

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  2. Sei davvero una persona incredibile caro Giorgio, tralasciando la coniugazione di alcuni verbi direi che si, hai perfettamente ragione, perchè dovremo dare la nostra amicizia a persone che non hanno contribuito a passarci nemmeno il compito in classe di greco… rimangano nella loro vita lasciando a noi la nostra, si vive benissimo anche senza questi rompicoglioni!! 😀

    Ah! dimenticavo, ero talmente stronzo che nemmeno mio fratello mi era amico, figuriamoci gli altri..ahahah
    Ciao caro…

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  3. sulla vittoria dell’Inter ho delle serie perplessità 😀

    e sull’amicizia in fb aggiungerei un’altra osservazione: quella sugli amici che una volta stabilita l’amicizia in rete non li senti più e non li vedi più tatto a tatto

    ci ho messo troppi “amici” nel commento, ma penso si capisce

    alla fine son passata adesso a leggerti

    ecco!

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    • Mi viene in mente una battuta di Sturmtruppen, quando la sentinella chiede ad uno che arriva da lontano: Altola’! Amici o nemici? – Semplici conoscenti! – risponde quello. Grande strumento di comunicazione, fb, ma da non usare per discorsi seri. E’ assodato ormai, ogni tanto ci ricasco ed ogni volta mi do dell’illuso. E’ vero che tutte queste possibilita’ di comunicare alla fine spersonalizzano i rapporti. Si scrive il messaggino invece di parlarsi… la comunicazione solo scritta pero’ e’ solo una parte della comunicazione, questo mi pare che a tanti non sia chiaro. Per l’Inter… e’ un po’ come la Croce Rossa… tutti le vogliono bene ma e’ anche facile sparargli addosso! Grazie dei tuoi passaggi Dora!

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  4. Io, per evitare a stento mi tengo sto blog…FB…e suo i “aforismi” mi fanno accapponare la pelle..in quanto ai compagni di classe… io non li riconosco nemmeno quando li incrocio e, poverini, alcuni ci restano male… le marachelle di giubilo adolescenziale le facevo tutte fuori scuola… 😉

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    • Io, abitando in paese, i compagni di elementari e medie li conoscevo tutti e ci volevamo, e ce ne vogliamo ancora, bene. Anche a distanza, anche se per anni non ci si vede. Alle superiori invece ho legato con pochi, ma era cosi’ un po’ per tutti; tra l’altro finite le superiori ci si e’ persi immediatamente di vista, perche’ la vita ha iniziato a vorticare… non ci siamo cercati, niente raduni, niente rentree. Sono passati 40 anni, che possiamo avere piu’ in comune, oltre l’eta’? Per discutere, e imparare nel mio caso, qui si sta molto meglio… buona giornata Franz!

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      • Io, a scuola, ero considerato, bontà loro, un punto di riferimento e i punti di riferimento devono mantenere il distacco :D… fuori ero un a lenza pronto ad ogni scorreria… Un abbraccio…comunque , da noi, il quartiere era ancora più coeso del piccolo centro..l.

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    • Bisognerebbe fare uno studio della relazione tra computer e natalita’… ci estingueremo lanciando tweet! Intanto qualcun altro pero’ la bomba demografica la usa, eccome… reclamano spazio vitale come facevamo noi un secolo fa. Fra un secolo ma anche meno, muri o non muri… chissa’? Ma, come dicevano i Nomadi: Noi non ci saremo! Buon fine settimana!

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  5. Chissà perché, a volte, mi chiedo perché non sono iscritta a FB e non ho alcun desiderio di iscrivermi … credo di aver trovato qui la risposta! Sei prezioso, Giorgio, direi che mi sei quasi necessario! Come una boccata d’aria buona per respirare. Grazie … di esistere! ❤ ❤ ❤

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    • Grazie della stima, reciproca! Pero’ voglio darti anche un buon motivo per iscriverti: mia mamma, 82 anni, tiene sotto controllo cosi’ i nipoti, vicini e lontani… oltre a riallacciare relazioni con parenti emigrati in Argentina all’inizio del secolo scorso… e’ un grande strumento con tantissime controindicazioni! La principale e’ non pensare di usarlo per discorsi seri… il livello e’ troppo basso.

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  6. Giusto per quanto riguarda la tua mamma, una vera compagnia , deve essere…
    (Però ho sentito anche di liti in famiglia per scoperte di tresche “segrete”emerse attraverso Facebook)
    Io non mi iscrivo perché non reggerei tanti approcci anche indesiderati , però , a chi piace….
    PS. Sei molto simpatico

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    • Peccato che è un pò lontana, però usa FB per leggere quello che scrivo qua su WP. Si, bisogna stare attenti perché qualcuno lo usa per “broccolare” e ci possono essere serie ripercussioni! Io periodicamente mi riprometto di cancellarmi, mi assento per lunghi periodi, cerco di non polemizzare se non quando sono tirato per i capelli… non sempre ci riesco, però. Resisti finché puoi, fai bene! Grazie del passaggio, ho sbirciato nel tuo blog, adesso pian piano vado a vedere di più… a presto!

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  7. Mi sono talmente divertita a leggere questa “tavola rotonda” su fb che non aggiungo altro….tanto per l’età io ho avuto a fortuna di non avere nessuno dei miei amici e compagni di giovinezza sui social…
    Mi diverto su fb, nel lamentìo generale, a mettere solo qualcosa che porti un po’ di sorrisi….
    Uno lo lascio qui a te…

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  8. Caro Giorgio la tua saggezza è insuperabile. Su facebook , non sto quasi mai, per fortuna non mi interessa proprio. Anche se debbo convenire che in certi momenti può tornare utile. Comunque non capisco come persone intelligenti possano perdersi dietro all’ignoranza che lì regna sovrana. Perdersi in dialoghi con gente che talvolta è così stupida, arrogante, maleducata lo trovo davvero inutile e sciocco. E su Hitler condivido mio caro .Un bacione caro Giorgio. Isabella

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  9. Hai trascritto un pensiero scaltro e pulito, di un liberatorio che chiaramente arriva. Non cerchi soluzioni, consideri i fatti e in quanto tali solo osservabili. Da buona aliena condiviso, non comprendo più le persone che parlano tramite i social. Sono loro i son altro? Io da perché ci crede i perché è ciò che vuoi dare a vedere?
    E se devo parlare di cani e fatto, taccio che è meglio.
    Ciao

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