Ballando sull’orlo del burrone

Amiche e amici,

rassegnatevi, ci vogliono portare alla guerra. Non preoccupatevi per i mutui anzi, è il momento di spendere e spandere tutto quello che abbiamo a disposizione, poco o tanto che sia. Suggerisco anche di smettere di pagare tasse e bollette, a che serve essere in regola se tra poco saremo morti?

Infatti quando sembrava che perfino Biden o chi per lui cominciasse ad accennare alla possibilità di negoziati, non è passato nemmeno un giorno che abbiamo assistito a:

  • Lancio di razzi sulla Polonia; ovviamento incolpata subito la Russia; la conclusione è che i razzi sono chiaramente ucraini, ma la colpa è dei russi;
  • gli ucraini hanno ricominciato a bombardare la centrale di Zaporizhzha cercando chiaramente l’incidente nucleare o quantomeno ricattando i fornitori: “occhio che se non continuate a mandarci armi facciamo saltare la centrale”; a sentire la nostra tv però sembra che i russi si bombardino da soli;
  • i russi continuano a lanciare attacchi missilistici alle infrastrutture energetiche; gli ucraini continuano a bombardare gli indipendentisti del Donbass (spesso usando gli Himars americani, che dovevano essere armi difensive, o artiglieria con proiettili da 155mm Nato);
  • alla riunione di Varsavia dell’OSCE, l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, la presidenza polacca ha impedito la partecipazione al ministro degli esteri russo Lavrov: con chi si deve parlare di cooperazione e sicurezza, col Liechtenstein?;
  • intanto la stessa Polonia ha deciso di portare a breve le spese militari al 5% del Pil: se hanno così tanti soldi da spendere secondo me potrebbero fare a meno dei finanziamenti europei, no?;
  • l’assemblea generale della Nato, un organo totalmente inutile, dichiara la Russia “stato terrorista”; forse non ricorda bene chi ha finanziato prima Al Qaeda e poi l’Isis; gli sfugge anche che l’Isis la Russia l’ha combattuta, a differenza di qualche membro Nato;
  • il parlamento europeo, un altro organo totalmente inutile ed ora più che mai, dichiara la Russia “stato sponsor del terrorismo”;
  • in Kosovo si sta creando il casus belli per staccare la Serbia dalla Russia, pur se il legame si è molto allentato: magari tornando a bombardare Belgrado? Tra l’altro il Kosovo si è dichiarato indipendente unilateralmente, contro gli accordi presi in sede Onu: perché se lo fanno loro va bene, e se lo fa la Crimea, Donetsk e Lugansk no?
  • per non parlare dell’Iran, dove sfruttando le legittime rivendicazioni della popolazione (chi ricorda le primavere arabe? E come sono finite?) si sta cercando di provocare un crollo del regime con conseguente cambio di alleanza;
  • del gasdotto North Stream sabotato non si parla più. Chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato?

Ora, è chiaro che alla Russia importa poco come li definiscano organismi più o meno rappresentativi, ma attenzione perché è importante per noi: d’ora in poi chi oserà muovere qualche critica sulla conduzione sciagurata di questa vicenda, chiunque si proclami pacifista non verrà solo tacciato di fiancheggiatore di Putin ma anche di sostenere il terrorismo.

Personalmente me ne frego, mi dispiace solo che quando la bomba scoppierà non starà a distinguere tra chi ha sostenuto questa follia e chi è stato contrario fin dall’inizio.

Secondo me potrebbe negoziare tranquillamente

38 pensieri su “Ballando sull’orlo del burrone

    • Oggi sentivo la sventurata Border Linen dire che sosterremo l’Ucraina fino alla sconfitta della Russia. Non si pone nemmeno il problema se rimarrà un’Ucraina, alla fine. Ieri poi sentivo la Metsola, che mi pare anche lei fuori di testa. Ma chi cacchio hanno messo in quei posti? E’ la tempesta perfetta con degli emeriti imbecilli nei posti di comando, tutti Schettino…

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  1. secondo me la bionda, bella da mozzare il fiato – anche grazie al fotografo 😛 – non potrebbe negoziare proprio, anzi, mi sa che scoppierebbe una guerra che quella di Troia manco se la vede.
    (tanto per sdrammatizzare il momento drammatico di cui hai disegnato il quadro senza sbavature e sul quale sai che sono d’accordo con te persino sul “chi mi taccia taccia, io me ne frego” e staremo a vedere, certo, sempre che potremo farlo)

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    “Il buio di Kiev”

    (Ernesto Ferrante – lidentita.it) – Sergey Kovalenko, capo di Yasno, principale fornitore privato di energia in Ucraina, lancia l’allarme: è molto probabile che si debba convivere con i blackout almeno fino alla fine di marzo. E’ corsa contro il tempo per completare le riparazioni prima che arrivi il freddo invernale.

    “Vorrei che tutti capissero: molto probabilmente gli ucraini vivranno con i blackout almeno fino alla fine di marzo”, ha scritto Kovalenko sulla sua pagina Facebook. “Lo scenario di base, spiega ancora, è che se non ci sono nuovi attacchi alla rete elettrica, nelle attuali condizioni di generazione di elettricità, il deficit di potenza potrebbe essere distribuito uniformemente in tutto il paese. Ciò significa che le interruzioni saranno ovunque ma meno durature. Ci sono anche diverse previsioni sullo sviluppo di questa situazione ma dipendono completamente dagli attacchi della Russia”.

    Gli ha fatto eco Volodymyr Kudrytskyi, capo dell’operatore di rete statale ucraino Ukrenergo, definendo “colossale” il livello dei danni al sistema energetico Tutte le grandi centrali termiche e idroelettriche dell’Ucraina sono state danneggiate. Le interruzioni programmate delle forniture sono una scelta obbligata per mantenere l’equilibrio e prevenire un “collasso” totale.

    Continua il dramma degli abitanti di Kherson. Anche Kiev, dopo Mosca, propone a chi è rimasto nella città priva di elettricità e acqua corrente, evacuazioni gratuite verso regioni con infrastrutture migliori e alloggi gratuiti. “Data la difficile situazione di sicurezza in città e i problemi infrastrutturali, è possibile evacuare per l’inverno in regioni più sicure del paese”, ha dichiarato il vice primo ministro Iryna Vereshchuk su Telegram.

    “Il governo offre l’evacuazione gratuita a Kryvyi Rih, Mykolaiv e Odessa, con un possibile ulteriore trasferimento nella regione di Kirovohrad, regione di Khmelnytskyi o nelle regioni occidentali dell’Ucraina”, ha spiegato Vereshchuk. Ai “trasferiti” verrà fornito alloggio gratuito in rifugi, assistenza umanitaria, cibo e supporto medico.

    Neanche i luoghi di culto sono più al sicuro. Agenti della polizia ucraina e dei servizi di sicurezza dello Sbu hanno fatto irruzione in un monastero cristiano ortodosso della capitale, nell’ambito di operazioni contro sospette “attività sovversive dei servizi speciali russi”. Lo ha reso noto lo Sbu, senza specificare qual è stato il risultato del raid, avvenuto nel monastero delle grotte di Kiev, sede della chiesa ortodossa ucraina rimasta fedele al Patriarcato di Mosca.

    Il Cremlino ritiene l’operazione condotta presso Pechersk Lavra “l’ennesima azione militare” contro la Chiesa ortodossa russa. Lo ha denunciato il portavoce Dmitry Peskov, sottolineando che “la parte ucraina sta conducendo una guerra contro la Chiesa ortodossa russa da un po’ di tempo e direi che questo può essere visto come un altro anello nella catena di azioni militari contro l’ortodossia russa”.

    La Duma di Stato in Russia ha approvato una risoluzione di condanna dell’esecuzione di almeno dieci prigionieri di guerra russi da parte delle forze fedeli a Zelensky. “Le riprese del sadico massacro confermano una volta ancora la natura nazista delle autorità ucraine”, si legge nella risoluzione in cui si chiede ai Parlamentari filo ucraini in Occidente di prendere le distanze “dall’ideologia neonazista incorporata nell’Ucraina moderna” e condannare fermamente le esecuzioni.

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    (Milena Gabanelli e Francesco Tortora – corriere.it) – Internet? Non ti faccio vedere nulla, oppure controllo quello che puoi vedere, o addirittura creo una…
    5 COMMENTI

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    kayakmare
    7 h fa
    A chi è interessato a vedere un po’ oltre il fumo della propaganda, ecco un ottimo articolo di Gianandrea Gaiani, editorialista di ANALISI DIFESA, pubblicato il 23 novembre 2022.
    La differenza con gli articoli dell'(alliantatu) Fabbri si nota, e come.
    ………..…
    “””

    La Germania invierà in Polonia caccia multiruolo Eurofighter Typhoon e sistemi per la difesa aerea Patriot PAC-3 al fine offrire un contributo nella messa in sicurezza del proprio spazio aereo. L’intesa bilaterale è stata concordata il 22 novembre in videoconferenza dai ministri della Difesa dei due Paesi, Christine Lambrecht e Marius Blasczak.

    Il ministro Lambrecht (nella foto sotto) ha dichiarato che la Polonia è “amica e alleata” della Germania e, come Paese vicino all’Ucraina, è “particolarmente colpita” dalla guerra mossa dalla Russia contro l’ex repubblica sovietica.

    La Polonia ha acquisito dagli Stati Uniti, con un contratto da 4,75 miliardi di dollari, il sistema Patriot PAC 3 con due batterie con 16 lanciatori e 4 radar di scoperta ed ingaggio AN/MPQ-65 ma anche se le prime unità verranno consegnate tra breve la capacità operativa iniziale non verrà conseguita prima del 2023 o 2024

    I dettagli dell’invio di caccia e missili tedeschi in Polonia verranno messi a punto nei prossimi giorni ma il dispiegamento costituisce potenzialmente un ulteriore passo verso un maggiore coinvolgimento di stati membri della NATO nel conflitto ucraino.

    Il dispiegamento degli assetti da difesa aerea tedeschi in Polonia è stato determinato dall’incidente di Przewodow del 15 novembre in cui un missile terra-aria S-300 ucraino, probabilmente fuori controllo, ha colpito un’azienda agricola sei chilometri oltre il confine polacco uccidendo due persone.

    Il missile che ha violato il territorio polacco era quindi ucraino, non russo, anche se Kiev continua a sostenere il contrario e il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha dichiarato il 20 novembre che i dati raccolti dall’inchiesta sull’esplosione non permettono di determinare con certezza da dove è stato lanciato.

    “Non lo sappiamo ancora. Lasciate che gli esperti e gli investigatori ci lavorino. Abbiamo affidato le indagini a esperti da parte Ucraina, nonché a esperti internazionali, della Nato e americani”, ha detto ma si tratta di valutazioni che sembrano avere più un significato politico che militare.

    Da un lato, nessun S-300 russo avrebbe potuto raggiungere il territorio polacco per ragioni di autonomia e gli Stati Uniti hanno fatto sapere già poche ore dopo l’incidente di aver rilevato la traiettoria del missile specificando che non era partito da territori in mano ai russi.

    Dall’altro, dal giorno dell’incidente Ucraina, Polonia e Stati Baltici sembrano puntare a sfruttare quanto accaduto a Przewodow per coinvolgere maggiormente la NATO nel conflitto

    Il “caso La Porta”

    Un dettaglio non trascurabile a questo proposito giunge dal mondo dei media dove l’Associated Press ha licenziato il reporter James La Porta che aveva dato la notizia errata che “missili russi” erano caduti in territorio polacco citando “un alto funzionario dell’intelligence statunitense”.

    Il reporter attribuiva quindi l’informazione a una sola fonte mentre le linee guida dell’agenzia di stampa ne richiedono più di una quando la fonte citata è anonima”.

    Qualche ora dopo, quando è apparso chiaro che il missile era uno solo ed era ucraino, l’AP ha sostituito la notizia con le nuove informazioni emerse e sostenendo che la fonte anonima era sbagliata.

    La Porta, ex marine veterano dell’Afghanistan, per diversi anni free-lance e poi assunto nell’aprile 2020 dall’agenzia statunitense per scrivere di temi legati a difesa e sicurezza, è stato licenziato “dopo una breve inchiesta” interna, secondo quanto riferito dal Washington Post che ha inoltre riportato le reazioni dei giornalisti in redazione quando è stata diramata la notizia. Uno chiede: “Non dovremmo sentire un’altra fonte o magari la Polonia?”. Ma un altro gli risponde: “Suppongo che su una notizia del genere l’intelligence statunitense non si sbagli”.

    Non è certo una novità che il clima da “guerra santa” contro i russi veda protagonisti, forse non sempre in modo consapevole, anche i media occidentali su entrambi i lati dell’Atlantico.

    Tuttavia, lo stesso ministro Lambrecht aveva evidenziato il 21 novembre come sia “nostra massima responsabilità che la NATO non diventi parte della guerra” tra Russia e Ucraina aggiungendo però che dopo l’incidente di Przewodow, l’Alleanza Atlantica deve migliorare la propria difesa aerea e “questo è particolarmente vero con riguardo a partner della NATO come Polonia, Slovacchia e Stati Baltici, che confinano direttamente con Russia e Ucraina”.

    Del resto la Germania sta già assicurando la sicurezza ai cieli della Slovacchia con caccia Typhoon e sistemi missilistici Patriot PAC-3 ma in questo caso non si tratta di un dispiegamento in risposta alla caduta di ordigni bellici in territorio slovacco ma di una “compensazione” offerta a Bratislava che ha fornito alle forze armate ucraine i suoi 11 caccia Mig-29 (in attesa di 14 F-16 in arrivo dagli Stati Uniti) e l’unica batteria di S-300 con 45 missili di cui disponeva.

    Il ministro della Difesa tedesco ha del resto sostenuto che “intendiamo prorogare la nostra presenza nel Paese fino alla fine del 2023, possibilmente anche oltre” e, forse non caso, anche il ministro egli Esteri lettone, Edgars Rinkevics, ha dichiarato ieri che i paesi dell’Alleanza Atlantica confinanti con l’Ucraina dovrebbero dotarsi di una “difesa aerea aggiuntiva dopo l’incidente in Polonia”.

    I rischi

    In base a quanto accaduto il 15 novembre nel villaggio di frontiera polacco e alle dichiarazioni dei ministri tedesco e lettone dovremmo quindi ritenere che i missili Patriot PAC-3 tedeschi schierati in Polonia verranno impiegati per abbattere missili antiaerei ucraini finiti fuori rotta e destinati a sconfinare? L’ipotesi appare altamente improbabile, mentre ben più credibile è che possano costituire uno “scudo” contro missili da crociera e balistici russi.

    L’autonomia dei Patriot PAC-3 contro i missili balistici a corto raggio supera i 30 chilometri (ben di più contro missili da crociera ed altri bersagli aerei) che diventeranno quasi 70 con l’ingresso in servizio dei PAC-3MSE ordinati anche dai polacchi. Posizionando le batterie missilistiche sul confine tra Polonia e Ucraina tali armi saranno in grado di vedere e potenzialmente ingaggiare i missili russi lanciati contro obiettivi in Ucraina Occidentale, già più volte bersagliati anche a pochi chilometri dalla frontiera polacca.

    L’eventuale abbattimento di un missile russo nello spazio aereo ucraino da parte di un missile statunitense in dotazione alle forze armate tedesche e lanciato dal territorio polacco potrebbe forse venire giustificato con la valutazione che l’ordigno russo sarebbe caduto in Polonia ma i rischi che comporterebbe un evento simile non sono difficili da immaginare.

    Del resto la NATO ha sempre respinto la richiesta di Kiev di istituire una “No Fly Zone” tesa a interdire ai russi i cieli ucraini proprio per evitare rischi di questo tipo.

    Occorre inoltre tenere conto che proprio dal confine ucraino-polacco transita la gran parte dei rifornimenti militari occidentali forniti all’Ucraina. Aspetto che potrebbe indurre molti (soprattutto a Mosca) a sospettare che l’incidente di Przewodow (che, meglio ribadirlo, ha coinvolto un missile ucraino, non russo) costituisca un alibi per mettere sotto la copertura della difesa aerea più avanzata che gli stati membri della NATO possano schierare proprio quel tratto di Ucraina Occidentale da cui transitano gli aiuti militari a Kiev.

    E siccome “a pensar male si fa peccato ma di solito ci si prende”, le armi messe rapidamente in campo da Berlino autorizzano anche a chiedersi se quanto accaduto nel villaggio polacco il 15 novembre sia stato davvero un incidente casuale o non sia stato “costruito” per giustificare il dispiegamento di difese aeree sul confine. Sospetto che viene alimentato anche dall’insistenza con cui i vertici ucraini continuano a sostenere che il missile S-300 caduto in Polonia fosse russo.

    Domande e dubbi che è lecito porsi, soprattutto tenendo conto che l’altissima posta in gioco è il rischio che la NATO, già indirettamente ma pesantemente belligerante, entri anche direttamente sul campo di battaglia contro la Russia. Meglio esserne tutti consapevoli.

    @GianandreaGaian

    Foto : Forze Armate Tedesche e Polizia polacca. “””””””

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    • Grazie Sal, molto interessante la panoramica. L”incidente” polacco è servito eccome… se noi europei continueremo a farci guidare da polacchi, baltici e ucraini andremo verso la catastrofe. Noi italiani poi siamo tra i primi autolesionisti, stiamo facendo del tutto per annientarci economicamente ma come al solito abbiamo individuato i nemici: gli immigrati e i poveri… ma che ci tirino la bomba, una buona volta!

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      • Come ebbi già a dirti: non abbiamo scelta. Siamo legati , anzi incatenati al carro atlantico. Abbiamo un debito pubblico mostruoso in mano ai fondi americani. Appena respiri, senza che essi lo vogliano, ti riducono in miseria. Infatti la sovranista cazzara patriottarda lo sapeva già, quindi ha fatto voto di servitù prima di arrivare al governo. Boris Johnson ha parlato da primo dei servi, accusando tedeschi, francesi ed italiani di avere esitato al richiamo del padrone. Con la sconfitta dei russi, si aspetta un osso con jn po’di carne. Noi che abbiamo esitato forse ci daranno poco poco, ma è meglio di essere rovinati, dovremo dirci.

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  3. Pingback: ReBlogging ‘Ballando sull’orlo del burrone’ – Link Below | Relationship Insights by Yernasia Quorelios

  4. Giò mannaggia… È che dopo due volte che lo leggo al freddo perché in casa il termostato è messo a 16° batto i denti ! È tutto vero ari -mannaggia… Mi metto a cuccia amico mio con la borsa dell’acqua calda e sogno il caminetto acceso ✌️
    Buona notte 😉

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