Tre stelle per Olena – 4

«Dal Brasile, João do Patimento!» annuncia con entusiasmo Alessandro Turchese introducendo il terzo concorrente. «A Rio la sua taberna Um Toquiño de Bacalhau, a due passi dalla spiaggia di Copacabana, è un’istituzione dove ogni sera si possono incontrare seduti fianco a fianco sulle stesse panche perfetti sconosciuti e personaggi famosi, musiscisti e operai, casalinghe e Regine del Carnevale, tutti per gustare le spescialità dello chef. Ma qual è il tuo segreto, João?»
A dispetto del cognome, il cuoco brasiliano è un mulatto più largo che lungo: calvo, con due orecchini da pirata alle orecchie, due grandi incisivi che spuntano dalle labbra carnose stirate in un perenne sorriso, le mani grassoccie sempre in movimento, è la réclame dell’abbondanza.
«Muito obrigado, Alessandro! Il nostro segreto è la joia, la alegria do samba, che trasmettiamo nei nostri piatti, come le bolinhos de bacalhau, le nostre polpette, il bacalhau à Braz, con le patatine fritte, muito apreciado dai più giovani, ou bacalhau à portoguesa, al forno con patate e peperoni, o…»
«Immagino allora che sci proporrai qualcosa a base di baccalà, sbaglio João?» interviene Turchese, interrompendo lo sciorinamento dell’intero menu del carioca.
«Absolutamente não!» risponde allegro Patimento. «Ho voluto rendere omaggio a voi italiani, alla vostra fantasia, alla vostra apertura di vedute, voi che siete amanti delle nostre donne ma anche dei nostri travestiti, alla vostra generosità, voi che come noi siete pazzi per il calcio e ci comprate a peso d’oro campioni come Kakà ma anche sòle come Gabigol¹. Cum bacalhau troppo facile, avrei vinto a mani basse; quello che presento è um novo piatto, il tortellone con Feijoada, e lascio a voi il giudizio: sarà Gabigol o sarà Kakà?»
Turchese da perfetto professionista glissa evitando di fare facili battute e invita le due tortelline Lori e Dori ad accompagnare João alla sua postazione.

«Come parli bene, tu. Si sente che hai studiato tanto!»
Kocca, la gallina finlandese, accoccolata sotto il trespolo pende dalle labbra del pappagallo economista Spread.
«Oh, sai, sono stato fortunato. Il mio vecchio padrone, Pekko Korjalainen, strappava le pagine economiche del giornale locale, l’Eco di Kokkola, e le metteva nella mia voliera come tappetino. Mi è sempre piaciuto leggere mentre faccio i miei bisognini, così pian piano mi sono appassionato alla materia, borsa, investimenti, finanza… stavo progettando di lanciarmi nel mercato dei bitcoin quando Pekko mi ha venduto in cambio di un sacco di liquirizia salata e due barili di catrame vegetale²: dal suo punto di vista un affarone, anche se non ha tenuto conto che gli tenevo gratis i conti del negozio e poi gli sarebbe toccato assumere un contabile. E così, eccomi qua» conclude Spread con modestia.
«Ti manca Kokkola?» chiede Kocca, con un sospiro.
«Non molto» risponde il pappagallo «non avevo molti amici là. Tra studio e lavoro, capirai, non avevo tempo per le attività sociali. Certo, per te al parco era diverso, lì conoscevate tanta gente…»
«Oh sì, avevo tanti amici» crocchia la gallina «ed era divertente preparare gli spettacoli per i turisti. Pensa che l’ultima volta ero vestita da Calamity Jane! Ma poi è arrivato lui e sai com’è, l’amore…»
«Non capisco come tu possa stare con quel cavernicolo» sbotta Spread, scrollando le penne della testa in segno di disapprovazione.
«Non dire così, Flettàx è un buon pappagallo…» protesta Kocca senza troppa convinzione.
«E’ un selvaggio, un violento! Tu avresti bisogno di qualcuno che sappia apprezzare le tue doti, che ti porti a teatro, al cinema, che ti dedichi delle poesie…» declama suadente l’Ara Macao, scendendo dal trespolo.
«Poesie?» si schermisce Kocca. «Ma io sono soltanto una chioccia…»
«Tu sei molto di più, sei sensibile, dolce, intelligente… sì, soprattutto intelligente. Ho giusto qui una poesia che ho pensato per te»
«Per me? Davvero? Che emozione, recitamela, dai! » lo esorta la gallina, trepidante.
«No, qui non va bene, ci vuole l’atmosfera giusta, un luogo più intimo, raccolto… ecco, laggiù, lo vedi quel cespuglio? Lì è perfetto…» suggerisce l’astuto pennuto, appoggiando un’ala sulla schiena della gallina e spingendola nella macchia.

¹ Gabigol, al secolo Gabriel Barbosa Almeida, venne comprato dall’Inter nel 2016 a soli diciannove anni per la modica cifra di 30 milioni di euro. In realtà non era una sòla, come si dice a Roma, ma un buon calciatore: l’Inter però non lo fece giocare quasi mai e il ragazzo si intristì. Tornato in patria ha ricominciato a fare sfracelli, quindi tra non molto sarà ricordato come l’ennesimo campione che i nerazzurri si sono fatti sfuggire sotto il naso dopo averlo pagato a peso d’oro.
² cfr “Una birra per Olena”, 2020

4 pensieri su “Tre stelle per Olena – 4

    • Ah, ah, ma mi sembra che il vero Rana mi stia superando, hai visto la nuova linea Giro d’Italia? Ravioli all’ossobuco, al risotto alla milanese, alla carbonara… ma non leggerà mica le storie di Olena?? 🤣 Giovedì comunque quelli all’ossobuco voglio proprio comprarli!

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