Ricordatevi di Alamo!

Se c’è qualcuno che potrebbe nutrire sentimenti di astio verso la Corea del Nord quelli siamo noi. Nel 1966 la nazionale nordcoreana osò batterci ai mondiali di calcio in Inghilterra, facendoci fare una figura di palta; dopo la disfatta di Caporetto, quella di Corea rimane la pagina più ingloriosa della storia patria. Giustamente al ritorno a casa gli idoli osannati alla partenza furono attesi da pernacchie e pomodori; se fossimo stati giapponesi qualcuno e precisamente il commissario tecnico Edmondo Fabbri avrebbe dovuto espiare le sue colpe facendo seppuku; passò invece il resto dei suoi giorni a negare che la colpa fosse la sua, in perfetto stile Blues Brothers: “Quel giorno finì la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!”.

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Mr. Trump a quell’epoca aveva 20 anni, dubito che tifasse Italia o semplicemente si interessasse al calcio. Gli Stati Uniti avevano ben altri problemi: le lotte per i diritti degli afroamericani, guidate da Martin Luther King che due anni prima era stato insignito del premio Nobel per la Pace, e due anni dopo fu ucciso in una cospirazione che gli Usa non hanno mai saputo, o voluto, chiarire fino in fondo; e soprattutto la guerra in Vietnam.
Guerra alla quale Mr. Trump riuscì a sottrarsi a differenza di tanti suoi coetanei con una buona dose di fortuna: alcuni rinvii per motivi di studio, un problema ai talloni per cui fu fatto rivedibile, ed infine perché nella lotteria che si svolse per decidere quali scaglioni dovessero partire per primi il suo fu uno degli ultimi.
Vorrei dire al presidente americano che non deve sentirsi in alcun modo sminuito dal non aver potuto partecipare alla carneficina in Vietnam; considerando che gli Usa sganciarono lì sopra più bombe che in tutta la seconda guerra mondiale, e gli agenti chimici che usarono come l’Orange o i micidiali bombardamenti al napalm-B uccisero e ferirono centinaia di migliaia di persone, uomini donne e bambini, e la guerra finì come finì, non c’era da esserne comunque molto fieri.

<> on April 26, 2016 in New York, New York.

Mi ritengo un uomo fiducioso nel genere umano. Ad esempio non penso che un uomo con una moglie simile possa essere meno che ragionevole ed accorto.

Il twitter scanzonato con cui Mr. Trump ha accompagnato l’invio della portaerei verso le acque coreane: “La Corea del Nord sta cercando rogne” (più o meno, scusate il mio cattivo inglese) al munifico e illuminato presidente Kim Jong-un dovrà essere sembrato un invito a nozze; mi preoccupa abbastanza che il giovane presidente, amico tra gli altri di personalità autorevoli come il nostro senatore Razzi, avendo esaurito i consanguinei da eliminare non intenda ora rivolgersi agli estranei.

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Tra l’altro sembra che in Corea del Nord siano convinti, ogni quattro anni, di essere loro i vincitori del campionato del mondo.

Spero che l’imminente Pasqua porti consiglio, almeno a chi fa un uso così intensivo di Dio; chi ha più testa la usi, per essere più terra terra.
Anche agli amici turchi, che proprio nel giorno di Pasqua andranno a votare per il referendum voluto dal presidente Erdogan per accrescere i poteri presidenziali, auguro di usare la testa.

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Il ministro degli esteri britannico si allena in vista dei negoziati di pace

A Lucca, questa bella cittadina toscana che amo molto, si è appena svolto il G7 dei ministri degli esteri. Tra gli argomenti trattati ovviamente  Corea del Nord, Siria, Libia, Russia. Mi hanno molto colpito le pacate dichiarazioni di Mr. Tillerson e  Mr. Johnson: “Mosca deve decidere se stare con noi o con Assad”. Quasi quasi sono contento di avere come ministro Angelino Alfano.

(134 – Buona Pasqua!)

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17 pensieri su “Ricordatevi di Alamo!

    • Ah, ah, è vero! Mi ha fatto venire in mente i tagliatori di teste di Sandokan… quelli che poi le rimpicciolivano per portarsele dietro come trofei. Adesso sono molto meno “artistici” i tagliatori… Speriamo sia davvero buona questa Pasqua… in Egitto non è iniziata bene la settimana di passione, e speriamo non vada sempre peggio. Qui da noi per altro la gente sembra più agitarsi per la strage degli agnellini che per quella dei cristiani… ho l’impressione che stiamo perdendo di vista la scala dei valori. Tanti auguri!

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  1. Sempre un piacere leggerti caro Giorgio, anche se l’argomento non è molto roseo. Comunque che dire? Che i poveri cristiani non hanno di che stare troppo tranquilli. Speriamo…Per ora passa un buon giovedì santo e buona Pasqua. Con sincera amicizia. Isabella

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