Mimì e Cocò

Finalmente la Seleçao brasiliana ha trovato i degni eredi del trio delle meraviglie Didì, Vavà e Pelè: i formidabili Mimì e Cocò sono pronti a scendere in campo e far rivivere i sogni dei tifosi verdeoro.

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Segnati dall’ondata di suicidi avvenuta in seguito all’umiliazione subita nei mondiali del 2014, dove la squadra di casa venne brutalizzata dagli spietati germanici, sono stati sguinzagliati per tutto il mondo degli osservatori per segnalare i migliori talenti in circolazione: altro che il sopravvalutato Neymar, altro che l’evanescente Coutinho!

Qui si sta parlando di giocatori di classe limpidissima, una spanna sopra i Kakà e Dudù ai quali l’anziano ex-presidente di una delle due squadre di calcio milanesi, quella con la maglietta più brutta, soleva inculcare i rudimenti dell’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

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Il festoso popolo brasiliano dunque potrà tornare tranquillo a ballare la samba e passeggiare per la spiaggia di Copacabana, abbandonando le tristezze della bossa nova e della deforestazione dell’Amazzonia, degli omicidi di attivisti politici e sindacali, di rappresentanti degli indios e di propugnatori delle libertà civili: grazie a Mimì e Cocò si alzerà il velo sulla propaganda disfattista, Marielle Franco non è stata uccisa ma è morta di freddo, come del resto Gesù, e la foresta pluviale amazzonica non è una meraviglia ecologica ma solo un enorme rottura di coglioni.

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La prima partita della nazionale rinnovata dovrebbe essere giocata contro il combattivo Venezuela, sulla carta il risultato è scontato in quanto il divario tecnico è notevole ma nel calcio non si sa mai, la palla è rotonda ed a volte rimbalza addosso a chi la tira: non è sicuro ad esempio se sabotare le reti delle porte possa minare il morale dei giocatori venezuelani o piuttosto spingerli a giocare con più determinazione.

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Nell’attesa, che sta diventando spasmodica, le scuole di ballo stanno preparando per il prossimo Carnevale nuove coreografie, ispirate ai due palleggiatori; via al trenino con il duo delle meraviglie:
A-E-I-O-U-ipselon,
A-E-I-O-U-ipselon,
Fio Maravilha, nós gostamos de você
Fio Maravilha, faz mais um pra a gente ver!¹

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¹ Quando suonavo ai veglioni questa non mancava mai… che bei tempi ragazzi.

Antigua è nostra!

Appena passato il centenario della rivoluzione di ottobre nella quale si celebra la gloriosa rivoluzione sovietica si viene a scoprire, grazie ad una benemerita inchiesta giornalistica, che nei paradisi fiscali, cioè in quegli stati dove ricconi senza vergogna vanno a mettere i soldi per non pagare le tasse, è custodito il 10% del Pil mondiale.

Questo reato andrebbe a mio avviso considerato non come evasione fiscale ma come crimine contro l’umanità; e non mi sembra di esagerare perché, citando l’organizzazione Oxfam: “L’evasione ed elusione fiscale delle corporation sottraggono ai paesi più poveri 100 miliardi di dollari l’anno, sufficienti per mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e salvare la vita di 6 milioni di bambini.
In Europa e negli Stati Uniti rispettivamente sono 76 miliardi di dollari all’anno e fino a 135 miliardi di dollari all’anno le stime dell’ammanco erariale riconducibile a pratiche di abuso fiscale (evasione ed elusione fiscale) da parte delle imprese multinazionali.”

Allora mi pare evidente che per rimediare a questa situazione di ingiustizia bisogna apportare due correttivi: a) eliminare i paradisi fiscali b) eliminare i ricconi senza vergogna.
Personalmente non sono così pacifista da escludere l’eliminazione fisica, così come l’utilizzo dei paradisi fiscali come terreno di test per nuovi sistemi di armamento; secondo me fanno più danno al mondo questi paesi e queste persone che i vari Saddam-Gheddafi e compagnia bella che andiamo di quando in quando a bombardare democraticamente.

Poiché abbiamo appena celebrato il 4 novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate (una volta era la ricorrenza della vittoria sugli austro-ungarici, poi da un certo punto non è stato più possibile dirlo, politicamente scorretto), suggerisco di usare le nostre gloriose Forze Armate per un’impresa degna dei fasti del passato: l’invasione di Antigua!

Perché proprio Antigua direte, è un po’ lontanina! Obiezione ragionevole, si potrebbe anche attaccare la Svizzera o il Lussemburgo che sono più vicine, ma non hanno il fascino caraibico e piratesco di quest’isoletta. Tra l’altro un nostro anziano ma sempre valido ex-premier vi aveva una sobria villa detta “il castello”, dove in molti avremmo gradito che si fosse ritirato a vita privata invece di rimanere qua a romperci le palle cercare di salvarci prima dai comunisti ed ora dai populisti. Che detto da lui fa anche un po’ ridere, che ha fatto del culto della propria personalità  un programma politico ed è alleato di noti liberali come Bossi prima e Salvini adesso, per non parlare dei fratelliditaliani.

A proposito di populisti, mi sembra condivisibile la dichiarazione di Mr. Trump all’indomani dell’ennesima sparatoria in Usa: “Abbiamo molti problemi di salute mentale, così come li hanno altri Paesi”, tant’è vero che è stato eletto; solo che da noi la gente ancora non va in giro a sparare ai concerti o nelle chiese, e giusto per parlare di salute mentale va riportata la dichiarazione del procuratore generale del Texas: “la strage di fedeli nella chiesa di Sutherland Spring dimostra che c’è bisogno di più parrocchiani armati che possano rispondere a tono a minacce simili. Non si possono tenere le armi lontane dalle mani di persone che intendono violare la legge. L’unica cosa che ferma un uomo cattivo con la pistola è un uomo buono con la pistola.”.

Di non dare la possibilità di possedere armi a cani e porci non se ne parla; così come sicuramente non passerà nemmeno per la mente dei delegati all’Onu di dichiarare fuorilegge i paradisi fiscali e trasferire al Tribunale Internazionale dell’Aja i farabutti che vi portano i propri capitali (perché Milovesic si e loro no?).

Perché secondo me , mi sbaglierò, ma la cuccagna non durerà ancora a lungo, come ci ricordano Gino&Michele: anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano.

(171 – oggi Antigua, domani il mondo!)

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Code a tratti

Uno dei misteri più impenetrabili della nostra epoca è quello del formarsi e sciogliersi delle code a tratti. Un attimo prima si viaggia tranquilli e l’attimo dopo zac! ci si ritrova fermi senza alcun motivo apparente. Una mezzoretta di prima, massimo seconda marcia e poi come per magia si riparte come niente fosse. Anche uno dei più noti scienziati del nostro secolo, Roberto Giacobbo, ha provato a spiegare il fenomeno ma non c’è riuscito. Sono un suo estimatore fin dagli esordi, e ricordo una puntata del programma che conduceva, Stargate, dove riuscì a dimostrare, grazie allo studio della precessione degli equinozi¹, che la nostra civiltà fiorì ben prima di quanto si pensi e che le piramidi non furono innalzate dagli egizi ma da popoli ben più progrediti vissuti migliaia di anni prima². Nonostante questa consapevolezza, tra Faenza e Imola vi ritroverete in coda senza sapere perché e nulla potrà fare il buon Giacobbo.

Il recente terremoto a Ischia ha evidenziato una certa debolezza strutturale del nostro territorio. Sembra che alcune case si rifiutino di rimanere in piedi anche dopo una scossetta. La causa è al momento sconosciuta.

La coda a tratti è una metafora della vita: si procede spediti, anche troppo a volte, quando all’improvviso si è costretti a fermarsi, bloccati, imbottigliati. Che sarà successo là davanti? Un incidente, una deviazione, staranno facendo dei lavori? I più impazienti iniziano ad agitarsi, facendo lo slalom tra una corsia e l’altra, rimanendo perlopiù allo stesso punto. I furbi si lanciano sulla corsia di emergenza. Spesso si rimpiange di non essersi fermati al casello precedente al primo stimolo di pipì, e se l’attesa si protrae di aver buttato via la bottiglia vuota dell’acqua, che avrebbe fatto comodo.

In America, potenza di Trump! c’è stata una eclisse di sole. Il presidente ed i suoi congiunti indossavano dei bellissimi occhiali da eclisse. Io nell’ultima eclisse per schermarmi ho usato una lastra dei raggi X, non altrettanto elegante ma che forniva comunque una buona protezione. Ma a proposito di America: ma cos’è questa fregola di abbattere statue sudiste? Sono state lì per decenni, perché adesso danno così fastidio?

In una delle ultime code a tratti in cui sono incappato sono stato tamponato. Il danno sembrava abbastanza lieve ed ho proposto di stilare la constatazione amichevole; al che il tamponatore ha nicchiato, insinuando persino che il bozzo nel mio paraurti fosse precedente all’urto. In questi casi è utile avere a portata di mano un cric ed accarezzarlo amorevolente; questo e l’uscita dal veicolo della mia boby guard³, 192 cm x 105 kg, ha convinto il conducente distratto ad assumersi la propria responsabilità.

Il nostro attuale ministro dell’Istruzione ha in mente di proporre l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni. Perché cavar sangue dalle rape, dico io? Si adoperi piuttosto il ministro affinché la Costituzione venga applicata: che le scuole private non siano a carico dello stato, che i meritevoli possano andare avanti negli studi senza che le famiglie si debbano svenare. E chi non ha voglia di studiare, o non riesce, che abbia un percorso professionale e possa trovare un lavoro dignitoso che non venga retribuito, quando va bene, in voucher.

Tuttavia nessuna notte è infinita, come insegna il poeta Renato Zero, e dalle code prima o poi si esce; per tornare alla vecchia vita ed intrupparsi felici da qualche altra parte: al lavoro, al supermercato, in discoteca, in metropolitana, sette miliardi di code in giro per il mondo.

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¹ Se non avete idea di cosa sia la precessione degli equinozi non vi date pena. Nessuno lo sa.
² Che fine poi abbiano fatto questi popoli è un altro discorso.
³ Mio figlio. Innocuo, figurarsi, un artista. Ma l’altro non lo sapeva.

Apocalisse nàu

Non so se avete sentito della protesta dei dipendenti di un noto Outlet, che sarebbe un gruppo di negozi di marchi famosi che vendono la loro merce a prezzi sempre esosi ma un po’ più bassi di quanto fanno nei negozi “normali”, che scioperavano per la pretesa di farli lavorare per tenere i negozi aperti anche a Pasqua.

Chi ha la mia età, comunque la pensasse allora, constaterà con amarezza che se una simile richiesta fosse stata avanzata quarant’anni fa sarebbe scoppiata una rivoluzione.

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Oggi i pochi che hanno avuto il coraggio di scioperare, sacrificando lo stipendio già magro non dimentichiamolo, hanno dovuto combattere non solo con il ricatto di essere fatti fuori perché le tutele sono state sempre più assottigliate, ma anche contro l’ostilità della gente che voleva entrare a far shopping rinfacciandogli il fatto di essere già privilegiati a lavorare. Il giorno di Pasqua.

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E allora chiediamocelo onestamente: ma che società siamo diventati? Per quale motivo al mondo bisogna comprare jeans o magliette o mutande o qualsiasi altra cosa il giorno di Pasqua, o Pasquetta, o Natale, od anche in una domenica qualsiasi? E’ più vitale uno zombie o una persona che decide in coscienza (con rispetto parlando) di passare la domenica di Pasqua in un Outlet?

C’è una linea rossa che non si può oltrepassare, qualcosa che non si può immolare sull’altare del consumismo? La Pasqua, che nell’Italia del 90% di battezzati dovrebbe essere Santa e lo è sempre stata anche per i non credenti, non è una linea abbastanza rossa?
Perché bisogna arrendersi all’ineluttabilità di una settimana fatta da giorni tutti uguali e tutti da dedicare allo spendere?

Fosse per me, e lascio la lista a disposizione per implementazioni, adotterei dei provvedimenti di salute pubblica per chi venisse sorpreso a frequentare centri commerciali o outlet la domenica o nelle feste comandate, con aggravanti nel caso in cui si accompagnino figli minorenni:

  • revoca della patria potestà;
  • perdita del diritto di voto;
  • revoca della patente di guida;
  • obbligo di lavori socialmente utili.

Purtroppo so già che queste moderate proposte non verranno prese in considerazione da chi di dovere, in un paese dove l’arbitrio è spacciato per libertà e si tiene più agli agnellini che alla dignità delle persone.

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Allora rivolgo un appello all’unico che ci può salvare dallo stato di miseria morale in cui siamo caduti:

Mr. Trump, ne è avanzata ancora qualcuna di quelle bombone? Se ha qualche bombardiere o portaerei da queste parti, potrebbe cortesemente far radere al suolo Outlet e Centri Commerciali?

Cordiali saluti.

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“Lo dico ai responsabili… Verrà una volta il giudizio di Dio! Pentitevi!”
Giovanni Paolo II

Ricordatevi di Alamo!

Se c’è qualcuno che potrebbe nutrire sentimenti di astio verso la Corea del Nord quelli siamo noi. Nel 1966 la nazionale nordcoreana osò batterci ai mondiali di calcio in Inghilterra, facendoci fare una figura di palta; dopo la disfatta di Caporetto, quella di Corea rimane la pagina più ingloriosa della storia patria. Giustamente al ritorno a casa gli idoli osannati alla partenza furono attesi da pernacchie e pomodori; se fossimo stati giapponesi qualcuno e precisamente il commissario tecnico Edmondo Fabbri avrebbe dovuto espiare le sue colpe facendo seppuku; passò invece il resto dei suoi giorni a negare che la colpa fosse la sua, in perfetto stile Blues Brothers: “Quel giorno finì la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!”.

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Mr. Trump a quell’epoca aveva 20 anni, dubito che tifasse Italia o semplicemente si interessasse al calcio. Gli Stati Uniti avevano ben altri problemi: le lotte per i diritti degli afroamericani, guidate da Martin Luther King che due anni prima era stato insignito del premio Nobel per la Pace, e due anni dopo fu ucciso in una cospirazione che gli Usa non hanno mai saputo, o voluto, chiarire fino in fondo; e soprattutto la guerra in Vietnam.
Guerra alla quale Mr. Trump riuscì a sottrarsi a differenza di tanti suoi coetanei con una buona dose di fortuna: alcuni rinvii per motivi di studio, un problema ai talloni per cui fu fatto rivedibile, ed infine perché nella lotteria che si svolse per decidere quali scaglioni dovessero partire per primi il suo fu uno degli ultimi.
Vorrei dire al presidente americano che non deve sentirsi in alcun modo sminuito dal non aver potuto partecipare alla carneficina in Vietnam; considerando che gli Usa sganciarono lì sopra più bombe che in tutta la seconda guerra mondiale, e gli agenti chimici che usarono come l’Orange o i micidiali bombardamenti al napalm-B uccisero e ferirono centinaia di migliaia di persone, uomini donne e bambini, e la guerra finì come finì, non c’era da esserne comunque molto fieri.

<> on April 26, 2016 in New York, New York.

Mi ritengo un uomo fiducioso nel genere umano. Ad esempio non penso che un uomo con una moglie simile possa essere meno che ragionevole ed accorto.

Il twitter scanzonato con cui Mr. Trump ha accompagnato l’invio della portaerei verso le acque coreane: “La Corea del Nord sta cercando rogne” (più o meno, scusate il mio cattivo inglese) al munifico e illuminato presidente Kim Jong-un dovrà essere sembrato un invito a nozze; mi preoccupa abbastanza che il giovane presidente, amico tra gli altri di personalità autorevoli come il nostro senatore Razzi, avendo esaurito i consanguinei da eliminare non intenda ora rivolgersi agli estranei.

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Tra l’altro sembra che in Corea del Nord siano convinti, ogni quattro anni, di essere loro i vincitori del campionato del mondo.

Spero che l’imminente Pasqua porti consiglio, almeno a chi fa un uso così intensivo di Dio; chi ha più testa la usi, per essere più terra terra.
Anche agli amici turchi, che proprio nel giorno di Pasqua andranno a votare per il referendum voluto dal presidente Erdogan per accrescere i poteri presidenziali, auguro di usare la testa.

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Il ministro degli esteri britannico si allena in vista dei negoziati di pace

A Lucca, questa bella cittadina toscana che amo molto, si è appena svolto il G7 dei ministri degli esteri. Tra gli argomenti trattati ovviamente  Corea del Nord, Siria, Libia, Russia. Mi hanno molto colpito le pacate dichiarazioni di Mr. Tillerson e  Mr. Johnson: “Mosca deve decidere se stare con noi o con Assad”. Quasi quasi sono contento di avere come ministro Angelino Alfano.

(134 – Buona Pasqua!)

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Extraterrestre portami via

L’altro giorno la Nasa ha annunciato di aver scoperto ben sette nuovi pianeti compatibili con la vita così come la conosciamo. Nemmeno troppo distanti, a soli 40 anni luce da qua; considerando che la velocità della luce nel vuoto è di circa 300.000 chilometri al secondo, con i mezzi attuali ci metteremmo qualche secolo ad arrivare, e personalmente purtroppo non credo che me lo ricorderò, come si dice dalle mie parti quando si dispera di veder completata un’opera prima di dipartire; sarà già difficile vedere la fine della vicenda paratie sul lago di Como, figuriamoci andare su Alienia.

Tuttavia la prospettiva è affascinante, ed apre scenari stimolanti in tutte le branche dello scibile. Innanzitutto non è detto che i nostri vicini siano al nostro stesso livello evolutivo; potrebbero essere al livello scimmiesco come invece molto più progrediti di noi e in questo preciso momento si stiano chiedendo, se già non l’hanno fatto, come raggiungere quel lontano mondo nel sistema solare che pare interessante.

Pensiamo alle implicazioni religiose: mettiamo che non abbiano per niente l’aspetto umano. Che assomiglino che so, più a dei porcelli che a degli antropoidi. Pretenderanno anche loro di essere stati creati ad immagine e somiglianza? E perché queste disparità? Non è che magari uno dei due mondi è una brutta copia venuta male (e vedendo quello che succede a volte dalle nostre parti c’è da sospettare che il brogliaccio siamo noi), tenuta solo per essere usata come minaccia: fate i buoni che sennò diventate come gli uomini?

A proposito di vita come la conosciamo, l’altro ieri un uomo, rimasto paralizzato e cieco a seguito di un incidente stradale, ha deciso di togliersi la vita (non potendolo fare da solo come avrebbe fatto se ne fosse stato in grado, si è fatto accompagnare in una clinica Svizzera dove il suicidio assistito _ non l’eutanasia come è stato erroneamente detto _ è ammesso). Non giudico e non condanno; quando uno non ce la fa più non ce la fa più, non dovrebbero certo essere degli estranei a decidere quanto sopportare; deploro solo che la fine dei suoi giorni non sia potuta avvenire a casa sua, vicino ai suoi cari, ma abbia dovuto accontentarsi della compagnia del radicale Cappato.

Tornando agli extra-galattici, siamo ovviamente nella fantascienza, e potremmo chiederci se questo mondo ci sarà ostile o amichevole; se ci sarà ostile che armi avrà, e se saremo in grado di contrastarle; se invece sarà amichevole che risorse avrà, e se saremo capaci di depredargliele.

Riusciremo a vivere da buoni vicini nell’Universo senza cedere alla tentazione di cancellarci l’un l’altro? Delocalizzeremo aziende per abbassare il costo del lavoro? Li inviteremo ad entrare nella UE per poi imporgli i parametri di Maastricht? Ah, avere una macchina del tempo per poter vedere come andrà a finire!

Ma, nell’attesa degli alieni, potremmo avere qualche problemino con le nuove tecnologie. Saprete che esistono già oggi dei robot che vengono usati come animali da compagnia. Costano parecchio; per ora ce li hanno dei ricchi americani, anziani, che li usano al posto di cagnolini. Ma ben presto arriveranno robot umanoidi e sarà sempre più difficile riconoscere gli originali; un po’ come quel film con Yul Brinner, dove lui era un pistolero in un villaggio del West ricostruito, o come i replicanti di Blade Runner; e non sarà impossibile che un uomo si innamori di una bella androide (molto comodo tra l’altro: si potrebbe programmare a dire sempre di si), o che la robot venga usata come governante e che il bambino si affezioni. Sarà ammesso cambiare modello, in caso di malfunzionamento?¹

Se invece questi alieni fossero compatibili con noi, ben presto si arriverà a qualche intreccio di popoli… speriamo senza esodi galattici su gommoni spaziali. Si dovrà istituire un tribunale intergalattico? E chi ne farà rispettare le sentenze? Una polizia intergalattica? Non basterà più l’Onu, ci vorrà l’Ogu (Organizzazione delle Galassie Unite). Sfide enormi per i governi del futuro. Non è detto che tutto il male venga per nuocere, ad esempio le xenofobie locali verranno abbandonate a favore di quelle universali: “Mogli e buoi dei pianeti tuoi!”² “Padroni nel mondo nostro!” “Aiutiamoli nel mondo loro!”.

Per carità, niente che non sia già stato immaginato, scritto e persino visto sul grande schermo. Ma, mi sono chiesto, dovessero arrivare adesso chi manderemmo a parlare per rappresentarci? Forse il presidente dello Stato con più abitanti, la Cina? O quello più potente o che si crede tale, come il presidente Usa? Un’autorità morale come Papa Francesco, il Dalai Lama, un Ayatollah? Un indios dell’Amazzonia? Potrebbero pensare che sulla Terra esistano solo uomini, però. Allora Fraulein Merkel? La premier britannica? La first lady mrs. Melania? (personalmente voterei quest’ultima, lei sa già come trattare con gli alieni). Pensiamoci, insomma! Avremo giusto quei 100-200 anni di tempo ma prima o poi accadrà, se nel frattempo non ci saremo estinti da soli.

(126 – continua)

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¹ Su questo tema ho scritto una commedia che, se non mi fossero spariti gli attori principali per questioni di ingaggio, sarebbe già stata messa in scena.

² Questo invece è proprio il titolo di un’altra commedia, seguito della fortunata “Sono strani questi umani”, che vorrei rappresentare prima che la cronaca superi la fantasia.

 

Alluci ed altre estremità

La suprema intelligenza che presiede all’invio delle e-mail dopo avermi bersagliato per mesi, come vi ho informato, di profferte da educate e benintenzionate signorine dell’Est Europa, visto che non c’era trippa per gatti ha iniziato a bombardarmi con proposte commerciali di altro tenore.

Le offerte coprono un ampio spettro di bisogni, e vanno da:

  1. cura miracolosa dell’alluce valgo; ci ho messo un po’ a capire cosa fosse questo alluce valgo e ora che l’ho capito temo che le mie estati in spiaggia non saranno più le stesse e sarò ossessionato da questi fastidiosi inestetismi;
  2. cura miracolosa della micosi delle unghie, di questo sono abbastanza informato, purtroppo è una delle complicazioni della chemioterapia, promettere soluzioni miracolose mi pare azzardato;
  3. prolungamento miracoloso dell’erezione con garanzia di durata congrua;
  4. allungamento miracoloso dell’organo riproduttivo (dell’uomo, specifichiamo), fino a 7 (sette!) centimetri, con metodi naturali, grazie ad un ritrovato dal nome evocativo di Penirium.

Sorvolando sui punti a) e b), per i punti rimanenti non so se qualche rimostranza o lamentela sul mio conto sia giunta all’orecchio della suprema intelligenza di cui sopra, nel qual caso me ne corruccerei.

Tra l’altro, in epoca in cui tutti sono diventati medici e ognuno dice la sua sulla validità e l’opportunità delle vaccinazioni, questi mi sembrano i mali minori.
Io ricordo che a noi ci vaccinavano contro il vaiolo (debellato grazie alle vaccinazioni) e la poliomielite; la vaccinazione era obbligatoria ed era una specie di iniziazione, specialmente quella del vaiolo, con quel pennino che andava a incidere il braccio. Ora fanno i tatuaggi, ridicoli! Noi si che avevamo un tatuaggio come si deve. Il mio assomiglia vagamente ad un teschio, e ne vado molto fiero.

L’altro giorno ho visto un filmato, non so se di bufala si tratti, in cui delle operose operaie cinesi iniettano nei  gamberi destinati all’esportazione una strana sostanza gelatinosa. L’operazione serve ad aumentarne artificialmente il peso ottenendo quindi un guadagno truffaldino. D’ora in poi me ne guarderò bene dal frequentare quegli allettanti all-you-can-eat a 9 euro e 90 centesimi!

Il procedimento di gonfiaggio dei gamberetti, forse complici le bottiglie di Falanghino e Barbaresco che ci siamo scolati abbiamo degustato la sera stessa con degli amici, non mi ha lasciato dormire serenamente creando delle strane associazioni; mi attanagliava il dubbio che l’aumento del volume avvenisse a scapito, come dire, della consistenza; a meno che il liquido iniettato non abbia un funzionamento analogo a certi termostati, per chi è pratico di idraulica, nei quali la cera contenuta all’aumentare della temperatura si scioglie espandendosi e andando ad aprire la valvola dell’acqua fredda. Un’informazione corretta dovrebbe evidenziare che un conto è iniettarsi la sostanza al polo ed un’altra all’equatore.

Per la durata, invece,  la pillola miracolosa promette, a seguito di seri studi, di allungarla fino al 76% in più e beneficiare quindi di una svolta di 180° nella vita di coppia. Tenendo presente che il 76% di zero resta sempre zero, avrei anch’io dei rimedi naturali da suggerire: il primo consiste nel ripassare le tabelline partendo da quella dell’undici e andando avanti; anche il pensare alle bollette di fine mese può aiutare ma non al mutuo, che lì c’è il rischio che la fantasia avvizzisca, per così dire.

A proposito di cazzoni, voglio vedere con che faccia gli amici americani continueranno a dare del patetico pagliaccio all’illuminato e moderato presidente della Corea del Nord, dopo quello che si sono messi loro in casa.

Letta la lista dei paesi messi al bando, mi sorprende che manchino Arabia Saudita ed Emirati Arabi, da dove proveniva la maggior parte degli attentatori delle Torri Gemelle. Mi preoccupa anche che in cima alla lista sia stato posto l’Iran: non vorrei fosse il preludio ad una bella campagna di bombardament esportazione della democrazia di cui non mi pare abbiamo il bisogno.

Concluderei con un appello ai tanti italo-americani, soprattutto a quelli che grazie a Tremaglia hanno ottenuto la possibilità di mettere il becco anche nelle faccende di casa nostra: ma insomma, dal 1994 in poi le nostre vicende non vi hanno insegnato niente? E cavolo, state un po’ più attenti!

(121 – continua)

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