La corsa dei cammelli

Lo scorso weekend, nello splendido scenario del Castello Sforzesco di Milano, si è svolta la corsa dei cammelli, valida per l’assegnazione del campionato mondiale. I partecipanti, pervenuti in massima parte da paesi del Golfo Persico, si sono sfidati su una distanza di 10 chilometri, dando luogo ad una gara avvincente e ricca di colpi di scena.
La competizione è stata seguita da un folto pubblico, assiepato ai bordi delle strade, i cui festosi incitamenti sono stati di stimolo ai gibbosi quadrupedi.
La Federazione Internazionale Corse Camelidi, ringraziando gli sponsor e gli organizzatori, si è dichiarata pienamente soddisfatta  della riuscita della manifestazione; fonti ben informate riportano di contatti di emissari di Oman e Emirati Arabi Uniti per l’acquisto dell’area dell’Ippodromo di San Siro, da convertire a Cammellodromo.
Il Comune, per bocca dell’assessore alle attività sportive, si è detto favorevole; contrari comitati di quartiere, M5S e Lega Nord. Salvini ha dichiarato: avevamo detto di prendere su i cammelli e tornare a casa, non di portare qua i cammelli. Grillo: vigileremo sugli scontrini.

Lo scorso weekend si è svolto nel deserto dell’Oman, che sinceramente pochi sanno dove si trovi, il campionato del mondo di ciclismo su strada. Il circuito, interamente pianeggiante, metteva alla prova gli atleti per due motivi principali: il vento che spingeva la sabbia negli occhi e nel naso, per cui era necessario indossare occhiali e mascherine speciali, e la noia che infatti ha colpito diversi partecipanti. In particolare gli italiani, dopo aver cercato di combattere l’abbiocco intonando cori alpini o raccontandosi barzellette sconce, hanno ceduto e sono stramazzati al suolo.
Sembra, ma non è sicuro, che due o tre telespettatori siano rimasti svegli fino alla fine.
Tifo caloroso da parte dei quattro spettatori presenti, incuriositi da questo strano mezzo di locomozione.
La Federazione Internazionale Ciclismo si è dichiarata soddisfatta dall’esperimento, ed ha dichiarato che se l’Oman sgancerà altrettanto pardon sponsorizzerà la manifestazione anche  per il prossimo anno, organizzerà un giro a tappe delle dune. Il sindacato ciclisti si è detto d’accordo, a patto che i corridori vengano forniti di selle refrigerate.

Siccome entrambe le notizie mi sembravano assurde, sono andato a ricercarle sui principali quotidiani nazionali. Stranamente della prima non c’era traccia. Della seconda invece se ne parlava, ma quasi con pudore: si, insomma, dai, è stato fatto lì ma sapete com’è, lo show business, la promozione dello sport, in fondo anche i sultani devono divertirsi, ci hanno dato tanti soldi che non potevamo rifiutare, su non fate troppo gli schizzinosi.
Non ho idea di quante persone vadano in bicicletta in Oman, col caldo che fa credo pochine; tra l’altro se sono allineati all’Arabia Saudita la bicicletta dovrebbe essere vietata alle donne, per noti motivi di tutela della salute e integrità.
Se poi volessimo fare proprio i sofistici verrebbe da discutere sull’opportunità di svolgere i campionati in un paese che in questo momento sta partecipando ai bombardamenti del paese confinante (senza nemmeno la scusa dell’Isis), ma sembrerebbe volerci far entrare a forza la politica, e non è mia intenzione.

Insomma, per dirla in dipietrese (che fine ha fatto il buon Tonino, a proposito?): ma che c’azzecca il ciclismo in Oman, che se vogliono spostarsi pigliano il Suv con la benzina che gli piove dal cielo?

Il ciclismo vero è un’altra cosa… è il campionato del mondo del 1968, con Vittorio Adorni iridato e 5 italiani nei primi 6; o quello del 1972, con Basso che beffa in volata Franco Bitossi, è Gimondi che batte il cannibale Merckx nel ‘73… quello di Doha sarà forse ciclismo 2.0, ma per me assomiglia più al meretricio che allo sport.

(108. continua)

centocinquantametri

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29 pensieri su “La corsa dei cammelli

  1. Il Mondiale di ciclismo l’ho intravisto un po’ su Raisport. Strade deserte senza nemmeno una persona e panorami imbarazzanti: cantieri edili e deserto. Una tristezza infinita tanto che alla fine cambiavi canale per forza. Una volta cambiando canale sono finito su una partita a bocce …in confronto sembravano le Olimpiadi!

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  2. Pingback: Raccoglieremo banane in Piazza Duomo! | L'uomo che avrebbe voluto essere grave

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