Ordine! (Cronachette della quarta ondata)

L’altro giorno ho avuto modo di constatare, come tutti gli anni, che quello che per uno è ordine per l’altro può essere disordine: dovete infatti sapere che ho l’abitudine, all’inizio del nuovo anno, di registrare in un piccolo data base i libri che ho acquistato o mi sono stati regalati durante l’anno passato: è una mia piccola mania, abbastanza innocua, che coltivo da una parte forse per vanità, per contare il numero di libri della biblioteca, e d’altro canto per tenere un minimo di traccia di quanta cartaccia, come la chiamava mia nonna e non del tutto a sproposito, entra in casa. Devo dire che negli ultimi anni la quantità si è ridotta di parecchio, da un lato perché riesco a leggere molto meno (io;  mia moglie invece mantiene sempre buone medie, mentre mio figlio fa storia a parte perché i libri se li legge sul computer, non so come faccia) e dall’altro perché lo spazio è quello che è, la libreria è piena zeppa ed ogni volta che compare un volume nuovo non si sa dove infilarlo. Mi faccio un foglio di carta dove elenco titolo e autore, e poi quando devo registrarli li vado a cercare nella libreria, o meglio nelle librerie perché anche i mobili della camera da letto ormai trabordano, per prendere l’edizione, la data, l’autore, le pagine e il prezzo. Lo so, pare esagerato, ci sono sicuramente migliaia di modi per farlo meglio, ma a volte procedo come un cavallo con il paraocchi: imparata quella strada seguo quella, chi me lo fa fare di cambiarla? Il mio ordine sarebbe abbastanza logico, almeno secondo me: per argomento, ovvero storia, politica, religione, romanzi, teatro, musica etc. dividendo poi ad esempio i romanzi, dove ce ne sono molti, in gialli, narrativa straniera, narrativa italiana… Mia moglie invece ha un altro criterio: per altezza. Ovvero, se secondo lei i libri visivamente non stanno bene li mescola finché non riesce ad ottenere l’effetto che più soddisfa il suo gusto estetico.  Pertanto quando io vado a ricercare che so, il giallo di Indridason preso a gennaio, magari lo trovo dietro La Storia di Elsa Morante, o la Metafisica di Aristotele che peraltro non ho mai aperto però ha una bella copertina.

A proposito, oggi ho preso il Corriere della Sera (che non leggo mai e forse non lo farò nemmeno oggi) esclusivamente perché c’era il libro in regalo, La vita quotidiana dei romani al tempo di Gian Lorenzo Bernini. Probabilmente resterà qualche settimana sul tavolino del soggiorno e poi finirà da qualche parte, attualmente nella coda di lettura è al decimo posto superato perfino da Alice nel Paese delle Meraviglie, mi sa che non ci riuscirò nemmeno quando andrò in pensione. Perché l’hai preso, allora, vi chiederete? Mi sono giustificato con la curiosità, ma forse è solo smania di possesso, chi lo sa.

Certo non è come la smania di possesso dei 3-4 più ricchi del mondo che in questo periodo di pandemia si sono arricchiti di oltre 80 miliardi di dollari, mentre milioni di persone cadevano in miseria (solo in Italia 400.000 famiglie entrate nella soglia di povertà, e c’è qualcuno che ha il coraggio di essere contro il reddito di cittadinanza). Ma non sarebbe il caso di toglierglieli, un bel po’ di soldi, invece di farli ingrassare sempre più? Certo che togliere i soldi a chi ne ha non sembra proprio l’orizzonte di questo governo, anzi. La riforma fiscale invece darà un po’ più di soldi a chi ne ha già, mi pare giusto. I poveri sono abituati a fare senza, ma gli altri sono in difficoltà se gli si abbassa il tenore di vita, e che siamo matti?

Ci pensate che tra qualche giorno avremo un nuovo Presidente della Repubblica? Salvini ha detto che farà una proposta convincente. Mi ricorda quella del Padrino, una proposta che non si può rifiutare. Ricordate alle ultime presidenziali, quando i cinquestelle avevano fatto il sondaggio sulla loro piattaforma Rousseau, le Quirinarie? Pare passato un secolo. Nel frattempo è sparita Rousseau e sono spariti pure i cinquestelle, passati in poco tempo da movimento rivoluzionario a partito governativo-moderato, loro che dovevano aprire il palazzo come una scatoletta di tonno. Si sono fatti inscatolare loro, invece.

Chiudo con la Serbia, sugli scudi in questi giorni grazie alla vicenda (montata ad arte) di Djokovic: pare che chiederanno di entrare nell’Unione Europea, e molto probabilmente l’ingresso verrà agevolato perché da quelle parti ci sono dei giacimenti di Litio su sui si stanno rivolgendo le mire di diversi gruppi, ed il traffico con un paese UE sarebbe molto più facile. Se ci sarà qualche resistenza verrà accusata di essere antidemocratica, potete contarci. Quanto poi possa essere democratica una decisione presa da un parlamento votato da meno del 50% degli elettori, con una maggioranza che non basterebbe nemmeno in una riunione di condominio per decidere se rifare le facciate del palazzo, qualcuno dovrebbe spiegarlo. A Roma comunque hanno eletto il sostituto di Gualtieri l’11,3% degli aventi diritto, quindi è meglio che ce ne stiamo zitti…

 Amiche e amici, saluto una cara blogger che si è beccata il Covid pur avendo fatto tutte e tre le dosi prescritte : daje! Già siamo rimasti in pochi, torna presto!

Io comunque la farei entrare

Filosofamenti

Sfortunatamente all’Istituto Tecnico non ci insegnavano filosofia, anche perché di filosofi ce ne sono in giro già troppi ed avremmo inflazionato la categoria, così devo confessare di conoscere poco Rousseau e persino Voltaire.
Tra parentesi l’ITIS che ho frequentato con buon profitto è stato lesionato nel terremoto dello scorso anno ed è stato abbattuto, laboratorio di aggiustaggio compreso.

Dicevo di Rousseau e Voltaire, accomunati nell’immaginario studentesco sotto la voce “illuministi”, la qual parola da sola garantiva la certezza di una sufficienza piena; se poi ci si aggiungeva qualche frasetta sulla fiducia nel progresso, l’egualitarismo e la libertà si poteva arrivare facili facili ad un distinto.¹

Si pensa che i filosofi siano gente che sta tutto il giorno panza all’aria a struggersi tormentosamente sulle disgrazie del mondo, sul senso del nostro essere, chi siamo e dove andiamo. Personalmente non ho niente in contrario, tra l’altro mi sembra che ci sia notevolmente bisogno di esseri pensanti. Ma è un luogo comune, e poi non tutti passano il tempo con occupazioni così gravose: il dottor Marchionne ad esempio è un filosofo, tutti i figli che vogliono studiare filosofia lo portano come esempio ai genitori che si preoccupano di come porteranno a casa il pane: “eh mamma, anche Marchionne è un filosofo”. Così i genitori, già pregustando un giretto in Ferrari, sganciano i soldi per l’iscrizione senza più timori occupazionali.

Non so voi, io non mi sono ancora accostato alla piattaforma Rousseau² per due motivi: uno perchè non mi ritengo all’altezza di un nome tanto altisonante, uomo complesso peraltro se è vero che passò dal calvinismo al cattolicesimo e ritorno per poi finire al deismo nonché sofferente di stenosi all’uretra e questo potrebbe spiegare molto; e l’altro perché avendo poca stima degli informatici³ come categoria, anche se singolarmente ne conosco di eccellenti specialmente quando stanno lontani dagli amati computer, non mi fido a mettere i miei voti in balia di qualcosa di digitale.
Anche per questo sono contrario al voto elettronico, e sarei anzi favorevole all’introduzione, come nel recente referendum curdo, del voto tramite pollicione, dopo averlo intinto ben bene nell’inchiostro.

A ben vedere le poche note che ho riportato su Rousseau le ho tratte da wikipedia, l’enciclopedia on-line; una volta avrei dovuto consultare l’enciclopedia cartacea, che per un enciclopedista sarebbe stato decisamente un omaggio più adatto. I miei genitori alle elementari mi avevano comprato l’enciclopedia Conoscere. A rate, sacrificio mica da poco. Era bellissima, l’ho letta e riletta non so quante volte; gli articoli non erano corredati da foto ma da disegni, e le voci non erano riportate in ordine alfabetico ma alla rinfusa, così potevate trovare Garibaldi alla pagina successiva del funzionamento dell’altoforno; credo che l’avessero fatto apposta per spingere alla lettura di un po’ di tutto, senza fissazioni; sono convinto che quel poco di cultura che mi è rimasta dentro lo devo alla lettura di Conoscere e anche questo spiega tante cose.

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A proposito di cultura, mi ha colpito in questi giorni quanto riportato sulla modella ceca Ivana Mrázová, che Dio la benedica, che per tenere tonico il fondoschiena farebbe una ginnastica peculiare, consistente nel flettere il busto in avanti a 90° con le gambe leggermente divaricate stringendo una candela tra le natiche. L’attività ad un filosofo potrebbe sembrare ininfluente ai fini della comprensione dei misteri dell’uomo, tuttavia non mi sento di condannare la bella ceca perché in fondo il fondoschiena le garantisce pane e companatico ed è giusto trattarlo con il dovuto riguardo. E poi, cari amici: provateci voi! Il vostro cronista, al netto della candela che non era disponibile (ed usare una torcia elettrica non avrebbe avuto lo stesso effetto), si è cimentato nell’esercizio e non ha ottenuto risultati brillanti. Il ricordo di una igienista dentale che tacciava di culo flaccido il suo benefattore, con vera ingratitudine, mi ha tormentato ed ho deciso di correre ai ripari.

Prontamente è comparsa una ricerca, credo inglese, che dimostrava come l’attività fisica migliori il rendimento sessuale. Che scoperta. Anche se, secondo me, il troppo stroppia: un ex collega, patito di culturismo, si bombava di anabolizzanti e raccontava che per un mesetto si ritrovava totalmente impotente, per poi avere una settimana di testosterone alle stelle per cui doveva assolutamente dare sfogo alle energie represse. L’altra sera ho sentito un bel proverbio, “chi tène ‘a tartaruga non tène ‘o serpente”, che è abbastanza lusinghiero per chi si avvicina ormai a tenere il pappagallo, che sempre animale è.

Il morale comunque, almeno quello, si è sollevato nell’apprendere che le donne arabe potranno guidare! Con un tutore uomo che azionerà volante, freni, frizione e acceleratore ma potranno guidare. Brave! Ancora qualche annetto e potranno andare in bicicletta, sempre che ne abbiano voglia.

(162 – continua)

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¹ Erano tempi in cui non portavamo sulle spalle zaini di chili per dimostrare di  andare a scuola: avevamo una cinghia che teneva insieme il minimo indispensabile. Il resto lo tenevamo dentro la zucca.
² La piattaforma Rousseau si definisce il sistema operativo del movimento 5 stelle. Io sapevo che i sistemi operativi servissero ai computer ed agli automi, ma sono vecchio
³ L’informatica è quella scienza che complica le cose facili e inventa sempre nuovi modi per eliminare posti di lavoro.