Avvistato barcone con carico di migranti venezuelane al largo di Lampedusa!

Lunedì 27 agosto, dal vostro inviato a Lampedusa:

Stamattina alle ore 10:30 è stato avvistato un barcone con un carico di migranti in fuga dal concorso miss Venezuela, dopo le ripetute accuse di brogli che hanno funestato la manifestazione.

Il governo si è subito attivato facendo velocemente sbarcare gli africani dalla nave Diciotti e spedendola immediatamente al salvataggio delle sventurate.

Si registra una dichiarazione del portavoce della UE: “Siamo pronti a tendere le mani all’Italia, uno Stato lasciato troppo solo nella gestione di queste emergenze”, a cui ha fatto seguito una cortese ma ferma risposta del nostro governo: “Non ci provate nemmeno”.

Gara di solidarietà da parte dei comuni italiani per accogliere le richiedenti asilo; i sindaci del nord-est in delegazione si sono recati dal ministro dell’Interno, offrendo le proprie strutture: “Non è giusto che la Caritas, che ha già fatto tanto, sia caricata anche di quest’ulteriore onere. Faremo la nostra parte, in spirito di collaborazione”. Il numero verde istituito per la gestione della crisi registra migliaia di chiamate da aziende e privati disposti ad accogliere una o più delle sfortunate modelle.

L’Albania ha offerto il porto di Durazzo per lo sbarco, in segno di riconoscenza per il sostegno che l’Italia ha dato a suo tempo alle migliaia di albanesi in fuga. Cortese ma ferma la risposta del governo: “Durazzo? Attaccatevi al c…”

Al momento la destinazione più probabile sembra essere Salsomaggiore, la cui amministrazione ha reagito per prima, provvedendo a requisire le necessarie ville dotate di Jacuzzi . Si attende a breve una conferenza stampa del ministro dell’Interno.

Qui giomag59, a voi studio.

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Ius soli (ed altre sòle)

Cosa c’è di meglio, quando si truffano i cittadini scippandoli di un referendum abolendo l’oggetto del contendere (l’utilizzo indiscriminato dei Voucher) e passato il pericolo infilandoli con un nuovo nome (PrestO) nella manovrina finanziaria correttiva ponendo la fiducia, che usare una bella arma di distrazione di massa sulla quale i cittadini si possano accapigliare senza disturbare il manovratore?

Mumble mumble avranno pensato i soloni: i matrimoni gay e la stepchild adotion l’abbiamo già usata, la legalizzazione della cannabis la teniamo per la finanziaria, perché non rispolverare lo Ius Soli che in questo momento può essere un bell’argomentino caldo, invece di parlare dei contenuti della manovra stessa (una per tutte: tolgono il centesimo e i due centesimi. Quindi si arrotonderà tutto ai cinque centesimi superiori, nella migliore tradizione euro. Poi dice uno li prende a calci nel didietro) o delle modalità con cui stiamo gestendo migliaia di migranti, pretendendo di salvare tutta l’Africa e caricandoci di ragazzi che teniamo a bagnomaria e non potrebbe essere diversamente dato che non sappiamo cosa far fare nemmeno ai ragazzi italiani?

Ma dell’industria dell’accoglienza parlerò un’altra volta. Ne penso tutto il male possibile ed ogni giorno c’è qualche episodio che conforta le mie convinzioni.

Sfatiamo due convinzioni dettate dall’ignoranza degli opposti schieramenti:

  • NON è vero che per un ragazzo straniero oggi non sia possibile diventare cittadino italiano;
  • NON è vero che la legge che si sta discutendo introduce l’automatismo per cui chi nasce in Italia diventa ipso facto cittadino italiano.

Quindi si confrontano due convinzioni, alimentate da un lato da pregiudizi e dall’altro da una “narrazione” di convenienza, entrambe false.

Per sostenere la necessità e anzi improcrastinabilità di questa legge si assiste allo sfruttamento di qualche storia patetica che coinvolge dei ragazzi, molto utili da usare quando si tratta di muovere a compassione e in modo da avere anche pronta l’accusa di cinismo, insensibilità, beceritudine o razzismo verso chi non fosse d’accordo.

Tattica mediatica standard, anche il Qatar sta usando delle famiglie divise tra Bahrein e Qatar per sensibilizzare sulla disumanità del blocco a cui sono stati sottoposti dai “fratelli” arabi; il bambino siriano morto su una spiaggia in Turchia ha fatto il giro del mondo ma purtroppo non è stato usato per chiedersi perché e da chi la Siria è stata ridotta così, è un esercizio troppo gravoso per le menti caritatevoli. Andava liberata da un “feroce dittatore” a costo di armare i peggiori tagliagole del pianeta e provocare centinaia di migliaia di morti e un esodo biblico ma tanto basta.

Mi si permetta una provocazione: l’altra sera Santoro ha trasmesso un programma sui ragazzi di Napoli che da quando nascono (già vecchi) a quando muoiono (di solito giovani) vivono da delinquenti in mezzo alla delinquenza. Quando questo Stato si deciderà a farli diventare cittadini italiani?

Ma torniamo ai ragazzi stranieri.

 “Può acquisire la cittadinanza italiana lo straniero nato e residente in Italia senza interruzioni fino ai diciotto anni e che dichiara, entro il compimento del diciannovesimo anno, di voler acquisire la cittadinanza italiana.
Si tratta di una forma “condizionata” di ius soli, suscettibile di trovare applicazione soltanto in presenza dei tre suddetti requisiti: nascita in Italia, residenza ininterrotta fino al compimento della maggiore età, dichiarazione entro un anno dal compimento della maggiore età.”¹

Quindi partirei dal fatto che chi non è diventato cittadino italiano, con le regole attuali,  o non ha fatto la domanda o non disponeva dei requisiti necessari .

Con la riforma in discussione si introducono, rispetto alla legislazione vigente, alcune novitಠche riguardano specialmente i minori ma non solo:

  1. Ius soli “temperato”, dove la cittadinanza per nascita è riconosciuta a chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  2. Ius culturae, quando il minore straniero sia nato in Italia o sia arrivato entro il compimento del 12° anno di età, ed abbia frequentato regolarmente per almeno 5 anni uno o più cicli di istruzione;
  3. Naturalizzazione, per lo straniero entrato prima della maggiore età, residente da almeno sei anni, che abbia frequentato regolarmente un ciclo scolastico e conseguito la qualifica.

In tutti e tre i casi l’attribuzione della cittadinanza non è automatica. Per i minori la domanda deve essere fatta da uno dei genitori; e nel terzo caso la concessione è discrezionale e dipende da diversi fattori, non basta certo essere andati a scuola. Se uno è pregiudicato, ad esempio, difficilmente potrà avere la cittadinanza.

Se la legge passerà, alcune stime ipotizzano che il numero dei possibili beneficiari immediati sia intorno agli 800.000, ed a regime saranno un 50-60 mila l’anno (ipotetici perché come detto non c’è automatismo, bisogna vedere quanti genitori chiederanno la cittadinanza, specialmente da quei paesi dove non è ammessa la doppia cittadinanza).

Che dire? Come cittadino italiano mi sento orgoglioso che tanti si sentano e vogliano diventare italiani, in un momento in cui tanti italiani sembrano vergognarsi di esserlo; spero ed auspico che le nuove forze,  fresche e vitali, diano piena completezza a quella cittadinanza che raggiungeranno, con intelligenza e impegno.
Giovani italiani, fatevi onore.

(143 – continua)

p.s. Probabilmente se  vigesse ancora l’obbligo del servizio di leva il numero di aspiranti cittadini calerebbe vertiginosamente, ma questa è solo una mia illazione.

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¹ cit. https://www.cittadinanza.biz/cittadinanza-italiana-per-stranieri/

² cit. https://www.cittadinanza.biz/riforma-della-cittadinanza-italiana-ecco-il-testo-della-nuova-norma/

Dombrovskis chi?

C’è voluta una intera bottiglia di Passito del Veneto, ma ora possiamo affermarlo con certezza: la faccenda del debito pubblico è un gigantesco imbroglio.

Come mai non se ne siano accorti fior di economisti e politici ha diverse spiegazioni: la prima è che a studiare troppo non sempre si guadagna in lucidità (“tròp stüdià dipend dal pòc savée”, sostengono da queste parti vecchi saggi) e l’altra che le soluzioni più semplici sono spesso a portata di mano ma solo gli ingegni più vivi sanno coglierle, e tra le categorie sopra citate evidentemente non ce ne sono molti. Un’altra spiegazione, forse la più allarmante, è che non facciano adeguato uso di Passito e di conseguenza le cellule cerebrali non vengano correttamente irrorate.

Attenzione perché i numeri che darò di seguito non me li sono inventati, come potrebbe pensare qualcuno che mi conosce e che sa quanto sia capace di dare i numeri, ma sono tratti dal bilancio dello Stato.

Dobbiamo partire da una premessa, come nei migliori saggi di scienza.
Supponiamo che nonno Ubaldo debba fare dei lavori di ristrutturazione alla casa di famiglia. Non avendoli tutti i soldi, se li fa prestare dai figli. E’ evidente che io con il debito di Ubaldo non c’entro niente. Sono fatti della sua famiglia, ed in ogni caso che Ubaldo restituisca o meno i soldi la casa, alla fine, rimarrebbe sempre ai figli, che sono gli eredi. Diverso è se nonno Ubaldo si fa prestare i soldi da una banca: allora dovrà si restituire i soldi e se non lo farà, in caso di dipartita, saranno gli eredi a dover pagare, altrimenti la casa la perderanno.

Consideriamo che il nostro paese ha 2.172 miliardi di debito pubblico¹ a fronte di 1.642 di Prodotto Interno Lordo. Questo debito, per l’84% consistente in titoli di Stato (bot, Btp, Cct…), è contratto per la maggior parte con gli italiani (in famiglia, quindi) e solo per meno del 40% verso l’estero
Quindi sono ricchezze degli italiani, su cui gli altri dovrebbero metter bocca con moderazione.

Parliamo del deficit. Se io spendo più di quello che guadagno, sono in deficit. Per le regole divine stabilite a Maastricht, questa simpatica cittadina dei Paesi Bassi, il deficit non può superare il 3% del Pil³, altrimenti sono cavolini amari.
Poco importa se il deficit è causato (anche) dalle minori entrate determinate da una crisi globale, alla quale sarebbe naturale rispondere con un po’ più di spesa pubblica; No, dice l’oracolo di Strasburgo, diminuisce il Pil dovete diminuire anche la spesa, in una spirale che da ormai otto anni non ha fine. Poi ci si domanda come mai la Le Pen rischia di vincere le elezioni in Francia e da noi non si sa.

Insomma, sembra (pare) che abbiamo violato questo tabu di ben lo 0,2%; questo comporterebbe una manovra aggiuntiva (ancora tagli, o più tasse, non si scappa) per 3,2 miliardi. Poco importa, anche qua, che spendiamo 4 miliardi per l’accoglienza² dei migranti, così come poco importa che diversi paesi europei specialmente all’Est si rifiutino di prendersene una parte.
Allora se dobbiamo farcene carico da soli quei costi togliamoli dal conto, ed ecco che saremmo ben lontani dal penoso limite, anzi saremmo in condizione di impiparcene di tutti i divieti e prescrizioni di tutte le trojke che frequentano Bruxelles e dintorni e inizieremmo ad esser noi ad impartire lezioncine a destra e manca.

A proposito di trojke e figli, l’altro giorno mr. Dombrovskis (non pensiate ad errori di battitura o di un T9 impazzito: si chiama così), che è il vicepresidente della commissione europea si è espresso abbastanza duramente sulla tenuta dei conti italiani, dicendo che secondo lui si sarebbe già dovuta avviare la procedura di infrazione.
Provenendo da un esponente di quella potenza mondiale che è la Lettonia la sua opinione è da tenere nella massima considerazione; opinione per opinione, anche se non così autorevole, secondo me la Lettonia non avrebbe mai dovuto essere ammessa nell’Unione Europea finché non avesse risolto la questione della minoranza russa a cui da più di vent’anni è negata la cittadinanza; mica pochi, più del 10% (se vogliamo parlare di percentuali) della popolazione che non arriva nemmeno a 2 milioni di abitanti.

Noi però, come italiani, dovremmo farci un serio esame di coscienza: ma in Europa chi abbiamo mandato a rappresentarci? Abbiamo il presidente del Parlamento europeo, mr. Tajani, e persino il capogruppo dei socialisti è italiano: infatti dopo mr. Schultz, il famoso kapò di Berlusconi, è arrivato mr. Pittella, mandato là tra l’altro da un partito costituito da ex e neo-democristiani ed ex-comunisti spretati, che non so che c’entri col socialismo.
Ora dico, questi nostri rappresentanti che fanno, dormono? Invece di stare a disquisire sul burro cacao e la lattuga bio, quando si alza uno come mr. Dombrovkis a dire quello che dice, due schiaffi o almeno quattro pernacchie non potrebbero appiopparglieli tutti insieme, destra sinistra e ics?
Amici cari, ricordatevi sempre che vi paghiamo noi, sarà inelegante ricordarvelo, ma non è che vi abbiamo mandato in vacanza a Bruxelles, che sarà pure carina, patatine birra cioccolata il pisserottino etc., ma per fare quello che fate voi scusate ma sono tutti capaci! Per dire, almeno Iva Zanicchi sa cantare, ma gli altri? Che cavolo fate? Allora facciamo a rotazione, la prossima volta a fare il turista vado io, le patatine piacciono anche a me!

(168 – continua)

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¹ dati tratti dal Rapporto sul Debito Pubblico 2015 – Mef

² documento programmatico di bilancio 2017 – Mef – sull’accoglienza a breve farò un post molto antipatico che mi attirerà le ennesime accuse di becerismo

³ Pil (Prodotto Interno Lordo): semplificando, è il valore dei beni e servizi prodotti nell’anno. Da un paio d’anni comprende anche alcune attività illegali, secondo me sottostimate. Non per fare paragoni, ma il Pil italiano è il 13° al mondo e ci vogliono più di 40 lettonie per uguagliarlo. Tié, Dombrovskis.

Toglietegli la bottiglia

Pur essendo di natura fiducioso nel genere umano, mi capita ogni tanto di dovermi ricredere dalle mie stesse convinzioni. L’ultima volta, anche se devo ammettere di essere stato incauto, è stato un paio di giorni fa, quando ho preteso di discutere di cose serie su Fessbuc. Assurdità, lo riconosco: lo strumento andrebbe usato esclusivamente per condividere foto delle vacanze o aforismi di dubbia paternità, nonché storie pietose di cuccioli maltrattati, insulti vegani ai carnivori o viceversa grandangoli di enormi grigliate. Insomma, derogando alla semplice regola di buonsenso che vieterebbe di uscire da questo seminato, ho commentato un post che parlava di un centro di accoglienza per immigrati di 274 persone, che diceva di non avere avuto sostanzialmente problemi tranne che con cinque nigeriani che i responsabili avevano dovuto allontanare perché volevano spaccare tutto, esprimendo le seguenti opinioni: a) secondo me stiamo alimentando un mercato dell’accoglienza tutt’altro che virtuoso. Sono spuntate come funghi Coop e Onlus che si spartiscono fatturati non trascurabili: la qual cosa dovrebbe indurre a chiederci se ci sia un vero interesse a che questi numeri calino, quanto invece che aumentino il più possibile; b) sia come sia, se i nigeriani intemperavano, avevano fatto bene ad allontanarli.

Apriti cielo. Nell’ordine mi sono beccato: del becero; dell’ignorante; del correo dei misfatti della Chiesa Cattolica (?); del frate.

Che sia ignorante sono il primo a dirlo. Non si può sapere tutto; nello specifico, trattandosi di Africa e di cause delle migrazioni tuttavia mi sentivo abbastanza preparato, e la valutazione mi è sembrata abbastanza ingenerosa; sulla Nigeria sono abbastanza ferrato, non tanto quanto il Congo e il Ruanda ma generalmente oltre la media di gran parte dei miei conoscenti.

Sul becero non me la sento di negare del tutto, a condizione di mettersi d’accordo sul significato: politicamente scorretto? Nostalgico? Xenofobo? Ammetto che alcune mie posizioni recenti, riguardanti ordine e disciplina, hanno spinto mio figlio a sospettare che nascondessi nell’armadio fez e camicia nera; se diventare con l’età sempre più intolleranti verso ipocriti e maleducati vuol dire essere beceri, sarò becero.

L’epiteto “frate” mi è stato lanciato come un’offesa, anche se non mi risulta che lo sia: credo comunque si sia trattato di un equivoco, dovuto al fatto che sulla foto del profilo FB indosso una tunica da signorotto medievale. Mi sembrava di dominio comune che l’abito non facesse il monaco, dovrò mettere una didascalia. Il significato comunque era che uno vestito in quel modo non può fare dei gran ragionamenti; ma anche pensare che uno vestito in quel modo non possa fare gran ragionamenti non è un gran ragionamento. Fare il frate comunque, come ho già detto, rimane una mia aspirazione.

Sul come si sia finiti a parlare dei crimini della chiesa cattolica in rapporto alle migrazioni attuali, per quanto si possano trovare spiegazioni storiche, va ricondotto al titolo di questo post, ovvero che ad un certo punto del pranzo, quando lo zio picchiatello inizia a parlare troppo, bisogna allontanare la bottiglia del rosso.

Dopodiché, chi ha più testa la usi: è inutile fare a cappellate con i piccioni, come si dice al mio paese; ho salutato la compagnia, e non-amici come prima.

(95. continua, se non disturbo)

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