Letti – dal blog di Poetella

ecco, caro Giò, quanto richiesto… letto di mio figlio, al quale abbiamo tolto la piediera, che lui non c’entrava! letto mio… questo è quanto… 😉

per giomag59… — Poetella’s Blog

Amiche e amici, ieri abbiamo parlato di letti in ferro battuto ed è doveroso far partire la rubrica “Letti”; chi si aspettasse storie di alcove rimarrebbe deluso per diversi motivi: principalmente perché, come si sa, il gentiluomo gode e tace, poi perché è prudente dare ascolto ai suggerimenti guerreschi come “taci, il nemico ti ascolta” ed infine perché, come diceva De Sica padre in “Pane amore e…”, per me, oramai…

Rimarrà deluso anche chi si aspetta recensioni di letture: no, ci sono già eccellenti blog di recensioni, non c’è bisogno che mi ci metta anch’io, che tra l’altro sto leggendo ora “Ragazzi di vita” di Pasolini, non sarebbe proprio una recensione freschissima.

Ringrazio Poetella, poetessa come dice il nome stesso e soprattutto amante e cultrice (si dice cultrice?) del bello in tutte le sue forme, per aver dato il primo contributo; chi non l’ha ancora fatto vada a curiosare nel suo blog dove oltre le belle poesie mette in mostra gli oggetti che colleziona nella sua casa-museo.

Mio padre sapeva costruire ed aggiustare i letti in ferro battuto. Non so in quanti hanno un’idea di quanto lavoro occorra per partire da un tondino di ferro del 12 e farci uscire la testiera di un letto, quanto carbone deve bruciare per alimentare la forgia, e quante martellate per spianare i riccioli; e quanto ingegno per far stare insieme tutti i pezzi prima che si inventasse la saldatura… e gli ovali con disegni floreali, o piccoli camei, che si incastonavano tra i ricci. Oggi i letti in ferro si fanno ancora, sono prodotti industrialmente, e li vengono come ferro battuto anche se di battuto hanno veramente poco. Quanti artigiani saranno rimasti in Italia a saperli fare? Quanti hanno ancora tra le mani la sapienza per creare un pezzo che supererà la propria vita, e quella di chi l’ha ordinato?