Cronachette dal paese dei migliori (8)

Nel paese dei migliori non poteva mancare lui, il migliore dei migliori: José Mourinho! Tornerà nel bel paese purtroppo non per allenare i nerazzurri ma i giallorossi, e da quel gatto ruffianone che è si è presentato  con un “Daje Roma” che ha galvanizzato la tifoseria romanista e sconcertato i giornalisti inglesi. Da quando ha lasciato l’Inter non ne ha imbroccata una ma ha guadagnato lo stesso un sacco di soldi: amici romani, vi do un consiglio, fatelo sindaco che vi costa meno!

Con tutto quello che succede per il mondo ci parli di calcio, mi chiederete? Avete ragione ma, amiche e amici, di cosa posso parlare: di morti sul lavoro? Più che parlarne, chi di dovere dovrebbe agire: quanti soldi sono stati previsti nel Recovery Plan per il potenziamento degli ispettori del lavoro? Quanti “imprenditori” vengono incarcerati? E allora, di che devo parlare? Di sesso, genere e identità di genere? Non sono attrezzato. Di brevetti sui vaccini? Si parla di una deroga temporanea, quando per me bisognerebbe abolirli, non voglio ripetermi. Del fatto che fino a settembre non si parla di rientrare in ufficio, e forse nemmeno allora? Fatti tuoi, direte.

Di carino però qualcosa lo posso dire: nel weekend del 15/16 maggio si terranno le giornate di primavera del FAI: verranno aperti tanti siti normalmente non accessibili al pubblico, tanti parchi: bisogna prenotarsi, quindi non dimenticate di farlo! Viene richiesto un minimo contributo, e chi vuole poi può iscriversi (tra l’altro l’iscrizione è deducibile dalla denuncia dei redditi). Poi non dite che non do informazioni utili!

Il leader di uno dei partiti che fanno parte del governo dei migliori ha detto che si batte per riaprire tutto (vorrei sapere chi è che si diverte a tenere chiuse le attività: ah, forse c’è una pandemia in corso?) , è a favore di un’invasione di turisti paganti e contrario all’invasione di barconi (quelli come è noto non pagano).  Personalmente ho trovato la dichiarazione di una volgarità disgustosa, non nuova peraltro per il personaggio, se questi sono i migliori che Dio ce ne scampi. Nel merito dei turisti paganti io sono da sempre contrario che l’Italia diventi la Disneyland del mondo; in questo anno ci siamo accorti di cosa significhi aver smantellato industrie strategiche, ma vogliamo continuare così, a spopolare le città di cittadini per riempirle di bed and breakfast o peggio? Tra l’altro, dato che la natalità è sempre più in calo, tra poco ci toccherà pagarli i barconi perché ci portino qua famiglie con bambini, se non altro per fare da camerieri ai turisti paganti…

Dalla Cina una bella notizia: il governo ha dichiarato guerra allo spreco alimentare. Pare che con quello che buttano quelli che stanno meglio (l’uguaglianza è andata a farsi friggere da un pezzo anche in quel paese) ci mangerebbero 150.000.000 di persone (centocinquanta milioni!) . E allora revisione dei menu dei ristoranti, e addirittura delle ordinazioni: se si è in dieci, si possono ordinare al massimo nove pietanze, e ce le si divide. E chi lascia sul piatto troppa roba paga una multa. Sarà la fine degli all-you-can-eat? Lo spero vivamente.

Amiche e amici, adesso vi saluto perché devo andare ad un funerale: l’ennesimo, in questo anno e passa. E’ la mamma di un mio amico, colpita dal Covid poco dopo essersi vaccinata (evidentemente gli anticorpi ancora non erano entrati in funzione); ricoverata sembrava averlo superato, ma l’altra mattina ha avuto un rigurgito, ed è soffocata. Da sola: andiamo su Marte, ma il modo di far avvicinare almeno i figli ai malati anziani ancora non l’abbiamo inventato. A presto!

Tifosa interista tradita attende a pié fermo lo Special One

Cronachette dal paese dei migliori (3)

Amiche e amici, come personale segnale di ottimismo ho fissato le ferie estive. Per andare dove ancora non lo so; mi sentirei di escludere l’estero, non per xenofobia ma perchè penso che i soldi sia meglio farli rimanere in Italia quest’anno. Resto dell’idea comunque che il numero di ristoranti, bar, pizzerie, agriturismi, b&b sia ormai spropositato; che moltiplicare le scuole a indirizzo turistico, artistico e coreutico sia stato uno sbaglio madornale (gli artisti se la sono sempre passata male, da che mondo è mondo, tranne pochi fortunati); che rinunciare a settori strategici perché all’estero la produzione costa di meno, per poi fare tutti i camerieri in questa Disneyland mondiale che si vorrebbe diventasse il nostro paese, è una sonora stupidata. E infatti adesso la paghiamo, con gli interessi.

La campagna vaccinale ha cambiato passo, si dice: magari ci si dimentica che quando c’erano i peggiori i vaccini non c’erano, quindi non so con che cosa avrebbero potuto vaccinarci; la confusione invece di diminuire aumenta, appena arrivato Jonhson & Johnson è stato già bloccato (sempre per trombi, che non è un’invito o un’esortazione,  purtroppo). Diverse segnalazioni di gente che rifiuta l’Astrazeneca, ma nei centri vaccinali si rifiutano di somministrargliene altri. Ma non si era detto che avremmo potuto addirittura scegliere in farmacia che vaccino farci? Io aspetto sempre lo Sputnik, ma ogni giorno c’è una nuova campagna contro la Russia, mi sa che per farmelo dovrò andare direttamente là. O magari a San Marino, se mi vogliono.

Intanto in Gran Bretagna (a lutto per il principe Filippo, morto a 99 anni: ma quanto deve campare la gente? Non siamo mica tutti nonna Pina, e che diamine) ed in Israele ci si riapre: grandi bevute nei pub, la prima partita allo stadio dopo un anno, la normalità. Da noi la gente freme per potersi lanciare sui buffet degli apericena e sugli spritz, dalla prossima settimana riapriranno i locali che hanno i tavolini all’esterno (occuperanno tutti i marciapiedi? E le carrozzine dove passeranno?), cinema e teatri con distanziamenti, palestre… io per un po’ ancora cercherò di stare alla larga, poi ognuno si regoli come vuole. Tanto negli ospedali c’è posto, ci dicono…

A proposito di ospedali, è ormai impossibile curarsi se non si ha il Covid. Mia suocera deve fare una visita nefrologica, e non le hanno saputo dare una data; però se volesse andare in regime di libera professione (cioè pagando) il posto c’è, entro pochi giorni. Non mi pare di aver sentito partiti accapigliarsi per questa situazione: secondo me è indecente, e si dovrebbe ritornare alla vecchia distinzione, chi vuol lavorare per il pubblico lavori per il pubblico e chi vuol fare il libero professionista lo faccia per conto suo, mi pare un po’ comodo prendere a destra e sinistra. E così si farebbe anche spazio ai giovani, che diamine, tanto di “luminari” che prendono lucciole per lanterne ce n’è a bizzeffe. Aggiungo che, se il sottoscritto fosse Chiara Ferragni, per dire, domani mia suocera avrebbe l’appuntamento: e anche questo è vergognoso, o almeno così pare a me, ma può darsi che sbagli.

L’altro giorno in giro per Como c’era un uomo nudo, di una trentina d’anni circa. Camminava tranquillamente, non dava fastidio a nessuno, finché non è arrivata una volante dei carabinieri a fermarlo. La reazione è stata bellissima (ci sono dei video in rete), ha incrociato le mani al petto ma non ha pensato minimamente a coprirsi le pudenda. Chissà che gli passava per la testa, poverino.

Così come poverini sono quelli che hanno duplicato il timbro con cui l’autolavaggio dove porto la macchina a lavare, gestito da turchi, per sfruttare il lavaggio gratis che i ragazzi fanno per ogni dieci timbri apposti sulla tessera fedeltà: ma ci si attacca proprio a tutto! Per colpa loro però la tessera da aprile non vale più, e così il mio lavaggio gratis non lo avrò mai.

Domenica pomeriggio in parrocchia si sono celebrate le Cresime: soldati di Cristo, si diceva una volta che si sarebbe diventati. Adesso il traguardo mi sembra meno ambizioso, da quando ho fatto il catechismo io la visione è cambiata parecchio. Una volta si sarebbero celebrate nella messa normale, invece per rispettare le norme di sicurezza si è dovuto farle al pomeriggio, solo per cresimandi genitori padrini e parenti stretti, e dividerli in due domeniche. Quindi anche la prossima sarò impegnato, e mi toccherà stare attento nel bere per non far impastare troppo le esse, già problematiche con la mascherina.

Dopo venti anni l’America e quindi la Nato hanno deciso di lasciare l’Afghanistan. Nessuno ricorda più perché ci siamo andati, dei risultati non si parla, e in che condizioni li lasciamo men che meno. Allora si trattava di cacciare i talebani ed esportare la democrazia: i talebani sono ancora là, la democrazia è una pia illusione (peraltro anche dove c’è non è che stia molto bene) ma nel frattempo è morta inutilmente tanta gente. Ne valeva la pena?

Con questo interrogativo vi lascio, amiche e amici. Stasera polpette e cipollata: per fortuna domani non devo andare in ufficio, altrimenti i colleghi avrebbero dovuto starmi alla larga… a presto!

Penso che prenoterò in questa località

Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XI)

Giovedì 5 marzo

Segnali di ritorno alla normalità: si vedono in giro meno mascherine, sia sul treno che in metropolitana, e la gente ha ricominciato a starnutire e soffiarsi il naso senza farsi troppo intimidire .
Del resto se una settimana si dice che è arrivata la peste e quella dopo che è poco più di un’influenza, se una settimana si litiga con un presidente di Regione che chiude le scuole e la settimana dopo si chiudono in tutta Italia ognuno si regola come vuole e la tentazione è quella di fare come il calabrese di Verdone in Bianco, Rosso e Verdone (anno 1981): “ ’O sapete che ve tiche? ‘O sapete che ve tiche? Ma pijatevela tutti in to’ …”.

Abbiamo scoperto l’acqua calda, e cioè che le mascherine non ci sono perché le producono per la maggior parte in Cina, e se le tengono perché servono a loro. Questo dovrebbe farci riflettere sui limiti della globalizzazione e su quanto sia poco avveduto deindustrializzare per puntare a diventare la Disneyland del mondo, legandoci mani e piedi ai bisogni, agli interessi ed ai capricci degli altri. Sono anni che dico che è un’assurdità e non capisco come nessuno mi dia retta, eppure è evidente che in questo blog si affrontano strategie e pandemie mondiali con la stessa competenza di rotture di tubi condominiali. Non mi capacito del come non mi abbiano ancora chiamato a far parte di qualche unità di crisi!

A proposito di tubi adesso sulla mia rottura stanno lavorando sia l’assicurazione condominiale che quella personale. Troppa grazia Sant’Antonio! Spero che qualcuno paghi: ad ogni modo due volte non pagheranno di certo.

Avrete notato anche voi che c’è una drastica diminuzione di immagini e filmini scherzosi sul tema virus, che a ridosso dello scoppio sono fluiti copiosi. La fantasia sembra prosciugata, del resto il bel gioco dura poco e non è che si possa continuare all’infinito a sfornare battute sullo stesso tema. Anche queste note le scrivo a forza d’inerzia, per rileggerle tra qualche tempo e riflettere su come sia stato possibile che siamo sopravvissuti a guerre, epidemie, terrorismo e ci facciamo mettere in ginocchio da un virus che non è nemmeno l’Ebola (diciamolo); che grazie a questo siamo tornati ai bei tempi in cui ci si salutava romanamente ed erano vietati assembramenti e scioperi (ma non le messe, almeno). Se è un grosso esperimento per neutralizzare del tutto le dissidenze, dopo il controllo digitale capillare, pare che stia funzionando alla grande.

Per rallegrarci comunque arriva in nostro soccorso lui, l’immarcescibile ed ineffabile Silvio Berlusconi che, incurante delle raccomandazioni per gli anziani di restare in casa con la copertina sulle ginocchia e la mela cotta, si fa ritrarre con la sua nuova fiamma, la deputata di FI Marta Fascina. La Pascale sembra l’abbia presa abbastanza bene, ed ha solo commentato che le sembrava divertente vedere un deputato che portava a spasso il suo cagnolino, e non ho capito a quale bestia si riferisse.

Ieri il presidente del Consiglio avv. Conte ha fatto un minidiscorso alla nazione, che si potrebbe sintetizzare in: stringiamci a coorte, stiamo lavorando per voi, intanto lavatevi le mani. Mi mancano figure autorevoli di riferimento, non pretendo Sandro Pertini, ma almeno Oscar Luigi Scalfaro con il suo: “L’Italia vi-sov-ge-và!”.

A domani, cari amici vicini e lontani.

p.s.
Nell’immagine di apertura potete ammirare la schiscetta tecnologica di cui vi parlavo, ritratta in una natura morta con igienizzante.

lp_8735293

Affidiamo Venezia agli olandesi!

L’Olanda, o per meglio dire i Paesi Bassi, ha più di un terzo del proprio territorio sotto il livello del mare (e non di poco: di metri e metri) e quindi si può ben dire che gli olandesi siano all’avanguardia nei sistemi di sicurezza, altrimenti sarebbero sommersi da un bel po’.

Solo la diga ‘Afsluitdijk’ è lunga 32 chilometri, quando per chiudere l’intera laguna veneta ne basterebbero una ventina; certo noi siamo più fantasiosi e abbiamo pensato di sfruttare le dighe naturali già presenti, ovvero l’Isola di Pellestrina, l’Isola di Lido e la penisola di Cavallino, chiudendo solo le imboccature: la Bocca di porto di Chioggia, la Bocca di porto di Malamocco, e la Bocca di porto di Lido.

localizzazione
Il tutto con delle paratie mobili, che dovrebbero attivarsi solo in caso di acqua alta eccezionale; sul concetto di eccezionale sarà bene mettersi d’accordo al più presto, perché ormai l’eccezionalità sta diventando la norma.

Come è noto, più le cose sono complicate più sono delicate e costose, e più è difficile gestirle; e il famoso Mose (che qualche delinquente pensava di replicare sul lago di Como, progetto fortunatamente sventato _ per ora _ da un pensionato uscito per “pisciare” il cane) per ora, dopo aver divorato 5,3 miliardi di euro (di cui una buona fetta è stata davvero mangiata, come nelle nostre migliori tradizioni) non è ancora finito, e quello che più preoccupa è che non si sa se mai funzionerà.

image

Poiché cincischiando cincischiando finirà che Venezia la faremo affondare, e dato che Venezia è ormai una Disneyland mondiale, propongo di fare con la laguna quello che vorrei fare con l’Amazzonia di Bolsonaro: internazionalizzarla, e farla gestire a chi è più capace di noi e, soprattutto, mangia di meno.

nintchdbpict000288212417

Cielo a pecorine!

Sono convinto che il marketing epistolare sia guidato da un’intelligenza che, sebbene artificiale, segue il ritmo naturale delle stagioni.
Dopo avere infatti passato autunno, inverno e primavera a scassarmi i cabasisi propormi prodotti per tonificare il corpo e soprattutto una certa parte del corpo ecco che, ritenendomi pronto e pienamente operante, hanno ricominciato ad arrivare letterine da simpaticissime signorine dell’Est, incaricate forse dalle ditte di integratori miracolosi di testare i risultati raggiunti.

Ne riporto a titolo di esempio una delle più carine, della mittente della quale se appena fossi stato un pochino più grave sarei anche potuto essere, come lei auspica, un buon penna-amico:
“Ehi ci mio grande penna-amico Il mio nome e Natalya. Sono della Russia, nella citta che si chiama Ezhva, regione di Komi. Ho trentaquattro anni. Non ci conosciamo ancora, ma voglio diventare tua amica e conoscerti meglio. In realta sono una donna davvero modesta e timida. Sull Internet mi sento un po piu rilassata. Ti invio una mia fotografia, spero che ti piacera. Ho intenzioni sincere, e quindi ti chiedo di scrivermi solamente se anche tu vuoi stabilire una amicizia significante. Ti chiedo inoltre di allegarmi un altra tua foto. Spero che sei interessato in me e mi scriverai presto. Non vedo l ora di leggere le tue mail e le tue domande. Saluti, Natka!“

Modestia davvero di altri tempi, cara Natka! E discrezione, soprattutto. Non come quei rompicoxxxoni telefonisti della Tim che ieri sera, all’ora di cena, hanno chiamato 10 (dieci!) volte a distanza di cinque minuti l’una dall’altra, finché alla fine ormai alla frutta mi sono deciso a rispondere e, facendo davvero uno sforzo sovrumano per non fracassare il cordless contro la parete del soggiorno, ho ascoltato un operatore che mi proponeva un’offerta imperdibile grazie alla quale avrei navigato a non so quanti mega e risparmiato non so quanti euri. A fronte di questi immeritati vantaggi, avrei solo dovuto acconsentire a cambiare il numero di telefono. Tutti sanno quanto rispetto io abbia del lavoro e dei lavoratori, tuttavia all’ora di cena tendo a dimenticarmene e fortunatamente delle mani pietose mi hanno strappato la cornetta di mano, altrimenti starei ancora sbraitando e insolentendo l’incolpevole testa di rapanello lavoratore del call center.

Stamattina, mentre ero intento a leggere le notizie del giorno precedente da un quotidiano cartaceo, attività che mi qualifica come intellettuale de sinistra¹ agli occhi degli assonnati compagni di viaggio, un trafiletto ha attirato la mia attenzione più degli altri:
un avvocato tedesco ha denunciato che nel coro di voci bianche di Ratisbona nell’arco di tempo che va dal 1945 al 1992 i sistemi educativi non siano stati dei più teneri ed oltre 500 giovani cantori siano stati oggetto di violenze fisiche e psicologiche, e nei casi più gravi anche sessuali.
Sulle violenze fisiche, escluse quelle sessuali, spezzo una lancia a favore dei severi maestri di coro bavaresi. Non c’è direttore che conosca, professionista o dilettante che sia, che non abbia mai desiderato, almeno una volta in vita sua, di frustare o bastonare o perché no strozzare tutti o parte dei suoi coristi, o musicisti in caso di bande od orchestre (il nostro coro non fa eccezione, come avrete appreso dalle mie cronache). Quanto avranno cantato male questi piccoli coristi, siamo proprio sicuri che non se le siano meritate?²

Tra l’altro una fin troppo procace viaggiatrice, mentre ero intento ad informarmi, continuava a sventolarsi la gonna distogliendomi dalla necessaria concentrazione. Si premuniva anche di passarmi davanti un paio di volte l’abbonamento, senz’altro involontariamente, con su riportato nome e cognome; purtroppo la distanza focale non mi ha permesso di prenderne nota, in assenza degli occhiali  che inforco solo davanti al computer. E comunque l’avrei dimenticato.

Prepariamoci per le ferie! Sembra che quest’anno milioni e milioni di turisti si riverseranno sulle nostre coste, montagne e città d’arte: il nostro destino di Disneyland planetaria si sta avverando. Se mi dovrò trasformare in imbonitore da fiera, come sembra ormai probabile, lasciate almeno che invii loro il più cordiale benvenuto: Venghino siore e siori! Più gente entra più bestie si vedono!

(153 – continua)

csm_Dom_Chorkleidung_-_Ausschnitt_-V__Medium__RTG_IBW_Vogl_Vo_b83ee2d41a

¹ Come non sfugge a chi mi è più vicino, l’attuale mia collocazione politica è abbastanza incerta, per usare un eufemismo, e su certi argomenti agli antipodi dei giornali che leggo.
² Teniamo anche conto che in Germania le punizioni corporali in ambito scolastico sono state abolite del tutto solo nel 1983; personalmente lo ritengo un cedimento inaccettabile.