Al cimitero in bermuda

Ieri sono andato al camposanto a far visita ad un amico scomparto a inizio anno. E’ una vittima del Covid, non del virus ma delle conseguenze che questo ha avuto sul sistema sanitario: infatti a fine anno si sentiva fiacco, insolitamente stanco, e il suo medico non l’ha mandato a fare accertamenti (è l’età, gli diceva) perché aveva paura che in ospedale si prendesse il Covid. Così non si è accorto che il problema era nel cuore, gli è venuto un infarto e la situazione era così compromessa che non l’hanno nemmeno potuto operare. Se ne è andato in tre giorni, non voleva disturbare da vivo, e lo stesso ha fatto nella morte.

I fioristi in questo periodo fanno affaroni, nonostante i prezzi calmierati; soffrono la concorrenza dei supermercati che si sono messi a fare sconti anche su crisantemi e ciclamini. E anche tante associazioni cercano di appellarsi al buon cuore, all’entrata c’erano i volontari della Croce Azzurra e quelli delle Opere Vincenziane, e non gli vuoi lasciare qualche euro?

Sono fortunato perché essendo capitato da queste parti solo 35 anni fa non conosco poi così tanta gente lì sepolta: ma in città è diverso che in paese dove tutti si ritrovano in un unico posto, qua ogni quartiere ha il suo cimitero, senza contare tutti gli immigrati come me che magari l’ultimo viaggio se lo vogliono fare a casa loro. Io ho lasciato mano libera ai miei: facciano come vogliano. Ho chiesto solo di non essere cremato, possibilmente.

Invece quando vado al cimitero al mio paese ci passo sempre qualche ora, tra amici parenti e conoscenti; tra l’altro è molto caotico, spesso dimentico i posti ed a volte salto qualche zio. Poi ci sono le sorprese, vedi una tomba nuova e pensi: to’, è morto pure questo?

Ho un ricordo di nebbia, di freddo, di malinconia di quando da bambino mi portavano a trovare i morti: ieri invece c’erano 25 gradi e la gente era in maglietta! I fiori mettevano allegria non tristezza, e quasi quasi invogliavano a gironzolare tra i loculi curiosando tra le iscrizioni e gli epitaffi; su questo c’è da dire che una volta erano molto più fantasiosi, del tipo “figlio esemplare, marito integerrimo, padre premuroso, dopo una vita operosa dedita alla famiglia lascia un patrimonio di fede e carità”, adesso invece se va bene c’è la data di nascita, quella di morte, e amen. Devo dire che non mi piacciono molto quelle tombe con le sculture, le trovo kitch (non sto parlando del monumentale di Milano, lì ci sono davvero delle opere d’arte), il mio ideale di cimitero è quello di guerra, con tante piccole croci bianche allineate, tutte uguali: che la morte, come diceva Totò, è ‘na livella.

A noi! (arriverci, spero non al camposanto)

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32 pensieri su “Al cimitero in bermuda

    • Sophia Loren Is a great actress, and a marvellous woman even at her Age… recently She interpreted “La vita davanti a sé” (I don’t know if there Is the english version) ambiented in Naples. Without maquillage, she touchs the hearts. The picture instead is from “I girasoli”, a movie of 1970 directed by Tonino Guerra, a great friend of URSS. He was there with Italian Army in 1942, and returned in Italy had a lot of relations with directories, artists, he promoted cultural exchanges. What nowadays seems missing.

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      • I am glad that Tonino Guerra liked the USSR. I never heard of this Italian film director before.
        I just saw new photos of Sophia Loren in the Spanish glamour magazine HOLA. This lady with 88 looks fantastic. Chapeau! I think that she lives with a lot of self-discipline. Otherwise it would not be possible to have such excellent looks at this age.

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  1. Anche un mio amico se n’è andato per un infarto, a 49 anni, lo scorso anno. Anche a lui avevano rimandato le visite cardiologiche a causa del covid. Mi dispiace per il tuo amico. Per il resto ricordo anche io i giorni dei morti pieni di acqua e nebbia. Invece oggi è un giorno stupendo, primaverile. Buon pomeriggio Gio!

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    • Purtroppo tanti nel periodo del Covid sono morti per il virus, e tanti perché non sono stati curati a dovere. Passi per i primi tempi, quando non si sapeva cosa fare, e i medici si ostinavano a prescrivere la attesa vigile e la Tachipirina; ma poi tanti ne hanno fatti fuori loro. Con questo non voglio sminuire il lavoro dei sanitari, il problema non è quello ma come al solito di chi comanda: che fine hanno fatto tutti i soldi che erano stati promessi alla Sanità? Gli operatori assunti a termine sono stati rilasciati, e poi tutti si lamentano che manca personale. È assurdo…

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  2. Hai descritto un quadro esemplare, un documento per i posteri per dire loro come eravamo. Sempre che dei posteri ci siano. Perchè tra giocattoli nucleari e cambiamento climatico… questi giorni li ricordo da sempre uggiosi, grigi, nebbiosi, di pioggia sottile e insistente, non a caso nel calendario il giorno dei morti si è stabilito in questo momento dell’anno.

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    • Già, c’era qualcuno costretto a prendersi le ferie in questo periodo perché magari faceva dei lavori stagionali ed era proprio una bella jella… ora invece gli è andata di lusso, hanno pure risparmiato! Però se continua così toccherà togliere alta e bassa stagione, è una stagione unica. La cosa positiva (per ora) è che risparmiamo sul gas; a noi i riscaldamenti li fanno accendere dal 3 novembre, ma del resto in casa io ho 23 gradi senza far niente…

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  3. sì, sono suggestivi i cimiteri di guerra, fanno rabbrividire. Ora non ridere se ti dico che proprio di recente in una delle mie gitarelle su due ruote e pedali, ai margini di un parco sono incappata in un piccolo cimitero di guerra americano. Sono entrata in punta di piedi.
    La cura e la quiete di quel posto, avevano annullato le risa dei bambini del vicino parco, e quegli alberi maestosi…
    Però quanta tenerezza vedere tutte quelle file di lapidi con quelle date scritte… tutti giovani ragazzi!

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    • Non rido assolutamente… ho visitato il cimitero di Omaha Beach, in Normandia, e incute proprio rispetto, pace serenità, e pena, tanta pena. Ho visto anche il cimitero polacco a Montecassino, anche quello molto toccante. Anche qua intorno ci sono dei piccoli cimiteri, anche tedeschi, però fare il giro dei cimiteri a volte sa un po’ di necrofilo. Ah, poi c’è il sacrario di Redipuglia, maestoso… Va be’ dovrò prenotarmi un posto da qualche parte!

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