L’uomo che reggeva l’ombrellone (I)

Amiche e amici,

sono purtroppo tornato da questa vacanzina in Sardegna, dove per dieci giorni non ho voluto sapere niente di quello che succedeva per il mondo, ristorato e sollevato. Sollevato perché quando sono partito il governo dei Migliori era ancora in bilico e gli aruspici in caso di caduta pronosticavano piaghe d’Egitto con inondazioni e moria delle vacche, e invece niente di tutto ciò si è verificato, anzi: addirittura il prezzo della benzina è calato e la borsa, dopo un primo momento di assestamento, è in crescita. Perfino il temibile spread è in calo! Mi viene un dubbio: che alla fine il governo non ci serva affatto?

Sono stati, come ci si aspetta in Sardegna, giorni di sole e mare, molto caldi tranne gli ultimi quando in tarda mattinata iniziava a soffiare il maestrale. Abbiamo girato la parte nord-occidentale, con Stintino, Bosa, Cabras e le spiagge del Sinis; non starò a elencare le bellezze di questi luoghi perché sono famosi in tutto il mondo e comunque basta fare qualche ricerchina per trovare guide molto più brave di me. Darò solo qualche impressione, qualche consiglio, riporterò qualche storia che mi ha colpito.

La Pelosa.

La spiaggia più famosa di Stintino si chiama La Pelosa, nome decisamente accattivante come quello della attigua Pelosetta ma che non c’entra niente con quello che i più maliziosi di voi penseranno. E’ una vera piscina naturale che ha poco da invidiare alle spiagge tropicali; per evitare iper-affollamento l’accesso è a numero chiuso e bisogna prenotarlo on-line (3,5€ al giorno a persona). E’ vietato portar via la sabbia e se si viene beccati a farlo si prende una multa molto salata; il parcheggio è parecchio costoso ed i controllori molto pignoli: io avevo sforato l’orario di tre minuti e mi hanno fatto pagare un’ora in più.

Non si vive di solo pane carasau

A proposito di Pelosa e Pelosetta, le ex ministre Mariastella Gelmini e Mara Carfagna hanno abbandonato Berlusconi, artefice di tutte le loro fortune, per salire sul carro (o carretto) parecchio sopravvalutato, a parer mio, di Calenda, che si presenta con il suo partitino Azione nello schieramento del cosiddetto centro-sinistra dove non si capisce quale sia la sinistra. Auguri ad entrambe, ma non aspettatevi cene eleganti da quelle parti…

Stintino, rispetto alle altre cittadine dove abbiamo fatto tappa, la sera è più viva, ci sono diversi negozietti aperti ed anche una libreria: qui ho acquistato il bel libro di Luca Telesa “La scorta di Enrico”, la storia degli uomini che vennero scelti per proteggere Berlinguer , il rimpianto _ almeno da me anche se comunista non sono mai stato _ segretario del Partito Comunista Italiano, l’integerrimo sassarese, fino alla morte sul fatale palco di Padova, nell’84. Storie di uomini, e di tutta un’epoca; si intrecciano i racconti di quelli più anziani, che avevano l’età di mio padre ed avevano visto la guerra e combattuto nella resistenza ai nazifascisti  e di quelli più giovani, che avrebbero potuto essere miei fratelli maggiori. Li univa la convinzione incrollabile di contribuire a realizzare un mondo migliore e, se non altro, ci provarono. Confesso di essermi commosso e su qualche pagina di aver pianto: nostalgia, o forse tristezza nel confrontare la statura di certe personalità con i protagonisti di oggi.

Ma perbacco, mi sono accorto ora di aver divagato e di non aver raccontato quasi niente della vacanza: ci vorrà un’altra puntata, o forse due. A presto!

Pelosa o Pelosetta? Non saprei. Comunque si chiama Daniay Sharipova ed è del Tatarstan.

20 pensieri su “L’uomo che reggeva l’ombrellone (I)

    • Siamo stati alle spiagge di Maimoni e Mari Ermi (a me è piaciuta più la prima anche se la seconda è più famosa); il primo giorno invece ci eravamo fermati a Marina di Torre Grande, abbastanza anonima. I gestori del b&b ci hanno raccontato qualche storia a proposito dei pescatori dello stagno, domani provo a scriverle… Tharros ci ha colpito molto, non la conoscevo e la visita è stata molto interessante, con una brava guida; l’unica pecca è che l’ultima visita era alle 17:15, e sono quasi morto di caldo… Siamo andati a vedere i fenicotteri rosa nello stagno di Mistral, visitato Oristano, e poi nuraghe Losa, il pozzo di Santa Cristina … invece a Cabras non abbiamo visitato il museo che ospita le statue dei giganti (qualcuna, altre mi dicono sono a Cagliari…), anche questo chiudeva abbastanza presto e non c’è l’abbiamo fatta. In genere dopo le 19 chiudeva quasi tutto, strano per posti turistici e caldi, io dopo cena sarei andato volentieri, però capisco che ci vogliono risorse per tenere aperto…

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