Tre stelle per Olena – 28

Palmira Rosticini, la cuoca di Villa Rana, punta il cucchiaio di legno con cui ha appena finito di mescolare il sugo di papera, animale catturato direttamente nello stagno della villa e quindi meno che a chilometro zero, verso la sua giovane aiuto-cuoca.
«Isolina famme un piacere, vamme a chiama’ quillu grossu, dije che deve vini’ a damme ‘na ma’. Che sarìa pure ora che tutti ‘ssi magnauffa se desse ‘na mossa, che minca posso seguita’ a fa’ tutto da per me! » sbotta Palmira.
La timida ventenne Isolina Verdolini, con le guance imporporate di rosso, risponde al suo capo, che sarebbe anche sua zia essendo cugina di suo padre Adolfo, che a dispetto del nome è stato giovane segretario del partito comunista di Serrapetrona fino alla svolta della Bolognina quando, delegato per le Marche, mandò affanculo platealmente il segretario nazionale Achille Occhetto invitandolo ad andare finalmente a lavorare invece di piangere come una beghina, lavoro che non era mai mancato ad Adolfo che esercitava il mestiere di fornaio nell’azienda di famiglia, e dal quale Isolina aveva ereditato il soprannome di “Lina de ‘bbrusciapa’”.
«Ma zia, sarà alla festa, come faccio? Guarda come sono conciata, non mi faranno nemmeno entrare!»
«Che cosa? Chi è che non te fa entra’? Tu dije che te manna Palmira, e ‘ppo vidimo se non te fa entra’! E non te preoccupa’ pe’ come sì vistita, sì meglio tu de tante sgallettate che sta’ là dentro. Datte ‘na rcorta sù però, lèete ‘ssu zinale, pettinete i capelli e vai, sù, non me fa’ perde’ tempu, daje»
Isolina, obbediente, si toglie il grembiule, si ravvia velocemente i capelli e si avvia verso la sala da ballo; passando davanti ad uno specchio si ferma un’attimo e, curando di non esser vista dalla zia, si passa sulle labbra un filo di rossetto, con un sorriso birichino. Arrivata alla sala da ballo vince la resistenza del buttafuori pronunciando la parola d’ordine “Palmira”, nome rispettato e temuto. Entrata dentro, rimane qualche secondo incantata ammirando i begli abiti dei ballerini e dei commensali, nonchè la verve dell’orchestra che in quel momento sta eseguendo “Apri tutte le porte” , canzone presentata da Gianni Morandi a Sanremo, in una rielaborazione del maestro Bigio Corbatti affidata alla cantante Luana, che promette di aprire ben altro oltre le porte. Arrivata al tavolo di Amaru Timu si ferma, e con un breve colpetto di tosse ne richiama l’attenzione.
«Sì? Cerca qualcosa?» chiede il maori, che stava sorseggiando assorto il suo cocktail kisky, kiwi e whisky «Mi scusi signorina ma se mi sta invitando a ballare non è serata. A parte che non sono capace, stavo proprio pensando di andarmene» dice sollevando il bicchiere in direzione dell’uscita.
«No, non sono venuta per ballare» risponde in fretta Isolina «anche se mi piacerebbe ballare con lei, ma sono venuta a chiederle se può passare in cucina: mia zia, ehm, la cuoca, vorrebbe che lei vada ad aiutarla…»
«La cuoca? E’ sua zia? Mi piace molto come cucina, è molto brava e verrei volentieri ad aiutarla ma come le dicevo non è giornata, sono proprio stanco e penso proprio che me ne andrò a letto» dice Amaru, alzandosi lentamente in piedi sovrastando così Isolina. Che non si perde d’animo, e opportunamente ammaestrata alza un dito per fermare un attimo il gigante, il tempo per estrarre dalla tasca un involucro.
«Mia zia mi ha detto di farle vedere questo. Ha detto che la convincerà» e così dicendo apre l’involucro e ne estrae una collana di metallo, a cui è appesa la metà di un ciondolo.
Amaru Timu si ferma, sorpreso. Guarda incredulo il ciondolo che la ragazza tiene in mano, poi infila una mano sotto la maglietta ed estrae la sua collana, con l’altra metà esatta del ciondolo tenuto da Isolina.

Nel bel mezzo del Tango delle Capinere il cellulare di Montesi squilla, diffondendo per la sala le inconfondibili note della Fedelissima, l’inno dei carabinieri. Il maresciallo si ferma cristonando e lancia un’occhiata di scusa a sua moglie prima di rispondere alla chiamata.
«Che c’è Corinaldi, possibile che non si può stare dieci minuti in santa pace? Non potevi aspettare, che tra poco fanno la rumba?» sbraita Montesi.
L’appuntato, abituato alle sfuriate del superiore, aspetta che questi abbia finito di lanciare improperi e poi annuncia con una nota di compiacimento:
«Maresciallo, ha confessato!»
Montesi resta un attimo interdetto.
«Ma che cazzo dici Corinaldi, chi è che ha confessato?»
«Il marocchino, maresciallo, il cuoco, Farouk! Ha confessato tutto!» ripete l’appuntato trionfante, come se fosse merito suo.
Montesi guarda l’orologio, scuotendo la testa.
«Ma come tutto? In mezz’ora? Avete chiamato il suo avvocato?»
«Non abbiamo fatto in tempo, maresciallo, appena la sua amica ha aperto la porta e gli ha permesso di uscire ha voluto fare una confessione spontanea»
«Spontanea un par di palle, Corinaldi. E ti auguro di non rimanere mai chiuso dentro una stanza con quella che chiami la mia amica, se è incazzata. Comunque, per la cronaca, cosa ha confessato, ha ammazzato lui Turchese? Ha detto come ha fatto?»
Montesi capta un secondo di troppo nel tempo di risposta.
«Ehm, ecco, non proprio…»
«Come, non proprio! O l’ha ammazzato o non l’ha ammazzato, di che cacchio stai parlando allora Corinaldi? Che cos’è che ha confessato?»
«Di avere ammazzato Ahmed. Ma il ristorante non c’entrava niente, Farouk andava a letto con la moglie di Ahmed e quello li ha sorpresi insieme. Un classico, solo che di solito è il marito che uccide l’amante. La polizia marocchina lo troverà in cantina, sotto sale.»
«Ma che diavolo dici, Corinaldi, ma che classico, che sale, se Farouk ci ha detto di essere omosessuale e che amava Turchese! Ma che stiamo facendo, Beautiful?»
«Non so che dire, maresciallo, forse è anda e rianda…»
«Ma come parli, anda e rianda! Passami Olena, che voglio sentire che diamine gli ha fatto, non lo avrà torturato vero? Guarda Corinaldi che se il prigioniero ha solo un graffio addosso ti ritengo personalmente responsabile!» avverte Montesi, temendo il peggio.
«Non posso maresciallo, la sua ami… ehm, il capitano se ne è andato»
«Ma andata dove? Hai visto dove si è diretta?»
«No, maresciallo. Ha detto solo che la faccenda stava andando troppo per le lunghe, e che sarebbe andata ad Odessa»
«A Odessa, in Ucraina? Ma a fare che? E non ha detto nient’altro? »
«No, non mi pare. Ah, sì, adesso ricordo: ha detto che la colpa è tutta di quel coglione di Gorbaciov. Chi è ‘sto Gorbaciov, maresciallo?»

13 pensieri su “Tre stelle per Olena – 28

  1. Capitolo superleggero ! Prosecco giusto per cominciare , risate
    grasse infine vinci 💪.
    Giò come te la passi ?
    Io , da dea ! Et voilà certi inciuci, tout seul… Virus ,batteri ,micragne , mettemoce di tutto un po’ . A nottata adda passa
    Seguo abbastanza gli accadimenti tous seul .
    Me gira forte …Che te gira ?
    Bo..Sarà le pale de n’elicottero! Peggio verrà e si lo dico anch’io che tanto non conto un ca…so.
    Sbloccare i commenti …La musica non cambia !
    La storia dell’omo ,non po’ proprio cambià . ..
    I perché nemmeno…
    E si tira a campà . M’informo sempre.
    T’abbraccio va, che è meglio ☮️

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    • Ciao! Infatti volevo chiederti come mai hai bloccato i commenti, qualcuno ti ha rotto le scatole? È un periodo che faccio fatica a scrivere, cerco di evitare la guerra ma come si fa? C’è solo da sperare che duri ancora poco, ma non mi pare che tutti gli attori facciano passi significativi per la pace, almeno finora. Intanto tutto aumenta, e la gente già in difficoltà lo sarà ancora di più. Gli speculatori ingrassano sempre più e i governi, invece di mettere regole per fermarli, pensano a ridurre gli effetti dei rincari. Ma non sarebbe meglio evitare i rincari, se non hanno motivo di essere? Lo dico da ignorante, naturalmente, mica si può fermare il dio mercato onnipotente. E allora teniamoci tutto … ho letto il post dove parlavi di come fai il pane: sembrava di sentire il profumo … in Sicilia fanno il pane cunzato, meraviglioso, l’hai mai mangiato? Questa è la vera vita, tenuamocela stretta …

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  2. Caro Giò comincio dalla fine il pane cunzato siciliano, si trova abbastanza facilmente . In particolare l’ho mangiato tra Trapani e Agrigento . Andammo a mangiare in una trattoria semplicissima ,così gustammo un po’ di cucina tipica . Spendemmo poco ci gustammo ,una pietanza la grigliata mista . Il vino che lui , Jean ne chiedeva una bottiglia . Poi me la scolavo io . Mi prese così bene sbronza … L’ aperitivo con vini che alzano troppo di gradazione prima del pasto . Brindiamo poi scherzi me lo serviva sempre lui … Il pane era super condito , buono morbido e molto saporito . Ricordo le verdure cotte e crude, i ciliegini rossi . Eppoi le acciughe , sono vere acciughe il basilico ovunque. Siccome che io tengo assai a mangiare e a bere bene si andava al mercatino di Sciacca non quello settimanale . Uno più piccolo ,tutti i giorni pesce .
    Restammo due mesi in quel piccolo residence ,sembrava fuori dal mondo . In effetti li non c’era un tubo ma a noi non ci interessava gran ché.
    Alla fine di novembre il tempo si guastò e tornammo a casa . Questa è la vita .
    Il pane fatto in casa è una magia … Io lo condisco un po’ quando lo faccio così mi basta mangiare il pane . Secondo la stagione metto noci , olive , pomodori essiccati … Di solito ho tutto in casa per farlo !
    Il resto è un diavolerio e loro so tutti, zozzoni ,venduti . Pochi si salvano tanto se sono onesti e non ubbidiscono li isolano . Ma mica da adesso , la storia è vecchia .
    Dove c’è la guerra guarda i racconti di una famiglia tutta morta ammazzate sono arrivati due giorni fa .
    La coppia era lei russa e lui ucraino poi i due bambini … È rimasta viva ,la più anziana e una nipote ,era rimasta gravemente ferita alla testa . Penso che sia viva sennò mia figlia me lo avrebbe detto . Troppa corruzione…
    Da che mondo è mondo le guerre si fanno per motivi economici .
    La situazione è che non mente mai uno solo . Spuntin ha strarotto, pure quell’altro che vole la Luna . il nome Zalevty e ti e ta a chi vole ‘nfinocchià Me dispiace per la porta gente che non c’entra niente .
    Qua i due tipetti la coppia più bella del mondo sta lì che cavaliere va bene e non solo . I grillini matti che doveva scompaginare le fila dell’Italia stanno lì separati in casa e fuori casa . Pd e diviso poi ci sono tanti altri gruppetti . E quelli che non vediamo ? Quelli sacchetta dopo . Sono tutti grandi mi…gnotte pagnotte si appunto . L’ho messa terra terra ma è terra terra . Lascio qui sennò attacco con la s-vendita di pezzi unici . È come la m…erda . Renzino che l’aveva ‘l su fiuto adoperovvilo per le botteghe di famiglia . Per la grande famiglia andò in Arabia . Per il blog il problema sono io che mi sono sbagliata ovvia …Buona notte amico, come come consolazione ho sempre Giacomino mio e “L’Infinito colle ” . 🤟☮️

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    • Leopardi è sempre una gran consolazione! Devo rileggerlo con calma, ma il tempo non basta mai mannaggia. Sì, la povera gente in tutte le guerre è quella che soffre di più, e senza un perché. I nostri politici sono ridicoli; ti dirò una cosa che sto maturando da un po’, quando in un governo ci stanno dentro tutti è come una dittatura, la democrazia non è questo. Hanno deciso di aumentare le spese militari, ma chi gliel’ha chiesto? In che programmi era? A questo punto era meglio se governava la destra, almeno ci sarebbe stata un po’ d’opposizione. Stasera prosecco e frittura di pesce, ci siamo scolati una bottiglia alla faccia di tutte le brutture del mondo. Il pane cunzato è buonissimo, ognuno lo fa a modo suo, e spero di tornare a mangiarlo prima o poi… buona serata!

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  3. Adolfo, segretario di sezione del partito comunista. Adoro.
    Mio papà si chiama così!
    Poi mi recupero le puntate precedenti, ormai compaio così di rado che poi mi trovo a leggere a ritroso…
    (… ehi, aggiungimi su Facebook. Cecilia è diventata A., sotto mentite spoglie per dissimularmi ai miei nemic-, ehm, colleghi e quant’altro. Adesso come adesso ci ho l’avatar de la Madonna – ma resto umile).

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