The End (Cronachette della quarta ondata)

Amiche e amici, improvvisamente com’è venuta, dopo due anni giorno più giorno meno, la pandemia se ne è andata: non perché non ci siano più morti o ricoveri, ma solo perché è sparita dai giornali e dai TG. Era ora! Peccato che per essere accantonata sia stata necessaria una emergenza ancora più grande, perlomeno localmente, la guerra in Ucraina; e molto probabilmente, quando sarà finita questa, per sostituirla ci sarà bisogno almeno di un’invasione aliena.

La benzina (ma la guerra non c’entra, era aumentata già da prima) supera ormai stabilmente i 2 euro al litro; il nostro parlamento ha deciso che, per far fronte alla probabile anzi certa penuria di gas (e del resto se gli abbiamo bloccato i sistemi di pagamenti perché i russi dovrebbero darci il gas?) sarà possibile riaprire le centrali a carbone chiuse ed estrarre più gas. Stamattina, andando a far spesa e guardando la fila quotidiana di macchine in direzione centro città, direzione per fortuna contraria alla mia, mi sono sorpreso a dar ragione a Mussolini quando doveva riconoscere, dopo la quasi disfatta in Grecia,  che gli italiani nella prima guerra mondiale erano migliori, dato lo slancio con cui tanti si erano offerti volontari; ed ora in piccolo ripenso a come noi affrontammo quelle giornate di austerity nel ’73, quando gli arabi non ci davano più il petrolio: domeniche senza auto, spostamenti solo se necessari, che bellezza! E quindi posso tranquillamente affermare che gli italiani di 50 anni fa erano ben migliori di quelli di adesso, non disposti a lasciare la macchina nemmeno per fare 100 metri ma disposti a tutto pur di mantenere il proprio “stile di vita” consumista, chi se ne frega dell’ambiente, chi se ne frega se i prezzi vanno alle stelle, chi se ne frega se Greta piange.

Stamattina ho saputo di una donna, disoccupata, che non riuscendo ad aprire il conto corrente perché non è vaccinata e gli è impedito di accedere alla banca per le firme necessarie, non può riscuotere l’importo della disoccupazione. Ed ho anche pensato che gli ucraini, per i quali a parole sono tutti disposti ad immolarsi, fino a ieri dato che i vaccinati sono solo il 37% non li avremmo nemmeno fatti salire sui bus, per non parlare di lavorare. E pensare che da giugno i migliori hanno dichiarato guerra ad una parte della popolazione italiana, quando la vaccinazione da noi era già all’80%…  

Il migliore dei migliori ha però dichiarato che dal 31 marzo l’emergenza Covid finirà. Finiranno le restrizioni, finirà l’uso scriteriato e discriminante del green pass? Questo non si sa ancora. A me il green pass scade il 10 marzo, il 12 marzo dovrei andare a vedere Il berretto a Sonagli al Piccolo Teatro di Milano: fare la terza dose adesso mi pare assurdo, penso che salterò. Del resto sabato scorso ero stato a vedere “Heichmann” con Paolo Pierobon e Ottavia Piccolo, bravissimi attori ma che vi devo dire, sarà stato l’argomento saranno state le luci sarà stata la mascherina che faceva mancare il fiato (tra l’altro a teatro la capienza ammessa è del 100%, quindi si sta appiccicati come nell’era pre-Covid) mi sono addormentato più volte, e mi sono sorpreso ad un certo punto a parteggiare per Heichmann ed auspicare la soluzione finale per la rappresentazione ed i suoi interpreti.

Il TG ha messo l’elmetto, e tutte le sere parla solamente di Ucraina. Da parte mia spero solo, per gli ucraini, che la guerra finisca presto; la UE che di solito non riesce a mettersi d’accordo nemmeno per stabilire quanto latte debba contenere una tavoletta di cioccolato, ha stabilito di inviare mezzo miliardo di euro di aiuti militari. A me sembra difficile che si possa ottenere la pace inviando armi; mai come in questo momento ci si rende conto dei nani che reggono la politica europea, a partire dalla osannata Ursula Border Line, come la chiama mia suocera; sui nostri stendiamo un pietoso velo, a cominciare da Draghi che dimostra ogni giorno di più la sua inadeguatezza su argomenti che non siano economici. Torni a fare il banchiere… per non parlare del ministro degli Esperi per caso, Di Maio, che è uno di quelli, come li chiamava mio nonno, che non sa ne parlare ne star zitto. Aridatece Andreotti!

Amiche e amici, dichiaro che con questo pezzo le cronachette della quarta ondata sono esaurite; martedì abbiamo iniziato il corso di balli folcloristici baltici con gli anziani (l’età media comunque è sui cinquanta) con un’istruttrice molto simpatica e brava; da dieci giorni sono impegnato nella preparazione dei canti per il funerale della figlia della mia amica, di cui vi avevo parlato, morta a 36 anni per un melanoma aggressivo. Come capirete il morale non è al top; del resto siamo in quaresima, non per niente. A presto!

Si offre come negoziatrice

23 pensieri su “The End (Cronachette della quarta ondata)

  1. Vedi, la pandemia sta andando com’è andata per l’Ucraina:meglio non parlarne, ci si dà solo l’appuntamento al prossimo picco.
    A proposito di discriminazioni:uno proveniente dalla Siria o dall’Afghanistan lo lasci a marcire nelle foreste bielorusse. Uno dall’Ucraina lo accogli in pompamagna. Ci sono guerre di serie e di serie b, evidentemente. E gli uomini non sono tutti uguali a questo mondo: uun irakeno ammazzato dagli americani non vale un ucraino ammazzato dai russi.

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    • Oggi leggevo sul Manifesto che alla frontiera polacca fanno passare gli ucraini, ma gli africani che lavoravano lì no, o comunque gli fanno un sacco di storie perché non hanno il visto Shenghen… ma che razza di mondo è questo? Uno scappa dalla guerra (di cui loro non hanno nessuna colpa peraltro, mentre lo stesso non si può dire per gli altri) e gli chiedi il visto?

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      • Pensavo che volessi dire:”…e gli chiedi il green pass?”🤣🤣🤣🤣🤣 rido per non piangere. Oggi ascoltavo alla radio che, alla frontiera tra Ucraina ed Ungheria non hanno fatto entrare un bambino di pochi giorni: i genitori avevano il passaporto biometrico e potevano entrare. Il neonato non ce l’aveva, anche perché le cellule non sono ancora programmate per fornirlo prima di venire al mondo. Quindi, i genitori, per non lasciare il neonato a cavarsela da solo, hanno rinunciato anch’essi ad attraversare la frontiera con l’Ungheria.

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          • Avrai sentito che, il famigerato gruppo razzista democraticamente illiberale di Visegrad, ha bloccato la risoluzione per l’accoglienza dei profughi ucraini, perché non distingueva tra ucraini e provenienti da altri luoghi. Dunque: se sei ucraino hai diritto all’asilo. Se sei di altra provenienza, pure se sei profugo che risiedeva in Ucraina, non ti è concesso il diritto d’asilo. Ed è per questa Europa che dovremmo morire?

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              • Le cose vanno come devono andare. Anch’io non credevo fosse possibile tutto ciò. In fondo, se ci pensi, tutto si riduce ad una assurdità: l’Ucraina avrebbe tutto da guadagnare dalla neutralità. Potrebbe fare brillantemente da ponte tra ovest ed est. Avrebbe potuto diventare ancora più ricca e libera. Al contrario, si sta trasformando in cumulo di rovine fumanti con sangue e disperazione dei profughi. E perché? Perché gli USA vogliono proseguire nella loro opera di disarticolazione della Federazione Russa. Mentre Putin, vecchio ciarpame ex kgb, vuole restaurare i vecchi fasti zatsti prima e sovietici dopo. Come puoi ben vedere: un passato che non muore ci riporta indietro di parecchi decenni, anzi di millenni. E speriamo non più indietro ancora.

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  2. Il napoletano è internazionale … E mi torna , c’ è una coppia di amici che m’ aspettano .
    Andrò prima o poi . Ora c’è altro .
    Troppe notizie non fanno audience … La giovane che muore così fa male . Giò buona notte

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