Tre stelle per Olena – 26

«James, guardami negli occhi»
Gilda, puntando verso il maggiordomo uno stuzzicadenti con un’oliva ascolana infilzata e sbocconcellata quasi per metà, lo fissa con fare inquisitorio.
«Signora?» risponde sorpreso James, poggiando sul piattino il tramezzino di ceci e curcuma addentato per sbaglio al posto del ben più appetitoso tonno e insalata russa.
«Dimmi la verità, sei stato tu?»
«E’ possibile, signora. A cosa si riferisce, di preciso?» chiede il possibilista maggiordomo.
«Non fare il finto tonto con me, James, sai bene di che sto parlando. Hai ammazzato tu Turchese? Tanto per saperlo, non che la cosa mi scandalizzi. Se l’hai fatto del resto avrai avuto i tuoi buoni motivi, niente che con i nostri avvocati non possiamo risolvere. Sarebbe un bel sollievo sai, finirebbe finalmente questo cinema» continua la vedova Rana indicando con un gesto del braccio la sala da ballo gremita, prima di sfilare delicatamente dallo stuzzicadenti il pezzo restante di oliva ascolana e metterla in bocca.
«Mi dispiace deluderla signora, ma purtroppo sono estraneo all’omicidio. Conoscevo appena il defunto»
«Peccato, sai?» riprende la Calva Tettuta infilzando intanto un cubetto di crema fritta¹. «Questa faccenda sta andando un po’ troppo per le lunghe, non pensi? Bisogna uscirne in qualche modo. Natascia non mi sembra incisiva come al solito, sembra che qualcosa la freni, deve aver perso lo smalto. Non potresti prenderti tu la colpa? Un maggiordomo assassino è un classico. Si tratterebbe di fare la capra espiatoria, in poco tempo saresti fuori e verresti lautamente ricompensato. Che ne dici?» conclude Gilda, attaccando un’aletta di pollo ruspante.
«Se ho ben capito mi sta chiedendo di interpretare il Malaussène² della situazione, signora?» chiede James, sorvolando sulla capra.
«Non chiedo tanto, James. Non ti chiedo di spacciarti per filosofo, anche se ne saresti in grado. Devi solo confessare di aver ammazzato Turchese, tutto qua» conferma Gilda, equivocando.
«Con il dovuto rispetto, signora, ammesso e non concesso che io accetti bisogna pensare ad una storia credibile. Per prima cosa il movente: non avevo motivi di attrito con il signor Turchese, anzi ad essere sincero il poverino mi era simpatico e devo riconoscergli anche un certo buon gusto nel vestire» risponde James, ripensando agli occhiali del presentatore che gli avevano fatto gola.
«Per quello non c’è problema. Sembra che quel ragazzo andasse a letto con tutti, cani e porci, più porci che cani. Un bel movente passionale è sempre gradito. Lui ti aveva illuso, e tu l’hai voluto punire, non c’è nulla di male. Hai fatto bene, a mio parere» dichiara Gilda, trasformatasi in giuria popolare.
«E l’arma del delitto? Come avrei fatto ad avvelenare il raviolo? Ero lontano, come ben ricorderà» fa notare il maggiordomo addentando una tartina alla bottarga di muggine.
«Già, bella domanda. Ma siamo sicuri che sia stato avvelenato proprio da quel raviolo? Non è possibile che il veleno gli sia stato dato in qualche altro modo? Potresti avergli servito un caffè corretto. Oppure avergli sparato con una cerbottana, non sarebbe la prima volta» ricorda Gilda, ripensando a quando James, pulendo una delle armi lasciate nel parco della villa dalla tribù di pigmei che vi aveva trovato alloggio, aveva fatto partire un dardo, per fortuna solo anestetico, che aveva addormentato per diverse ore il giardiniere Miguel.
«Desolato signora, ma come diceva il mio lontano parente Bartleby³, preferirei di no. A malincuore devo declinare l’offerta, sarebbe una macchia sul curriculum vitae difficile da cancellare»
«Be’, James, ci ho provato. Non parliamone più, d’accordo? Amici come prima. Ah, senti, per curiosità, che mestiere faceva questo tuo parente, era maggiordomo anche lui?»
«No signora, era scrivano»
«Scrivano? Bizzarro. Come il nostro Autore, allora, che scrive dal divano. Ma lui lo pagavano?»

¹ Anche se a prima vista potrebbe sembrare un piatto cinese si tratta di un contorno in uso nel maceratese, fatto appunto di crema pasticcera a cubetti impanata e fritta, che ben si accompagna con la frittura mista.
² Personaggio di Daniel Pennac che i lettori di questa storia senz’altro conosceranno; in contrario l’Autore consiglia loro di leggere qualcuno dei suoi libri, che ne vale la pena.
³ Questo quasi quasi non ve lo dico chi è.

6 pensieri su “Tre stelle per Olena – 26

  1. Che dirti, se non che hai la stoffa dello scrittore? Mi pare di capire, leggendo quest’ennesimo capitolo, che hai saputo ricamare egregiamente una bella puntata del tuo tormentone, sul nostro scambio di qualche tempo fa.
    Complimenti ancora.🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...