Sòle! (Cronachette dall’ex zoccolo duro)

Ieri, dopo ben 382 giorni, sono tornato a Milano. Non al lavoro, perché a quello temo proprio che non tornerò più: i dipendenti stanno rientrando a turno due giorni la settimana, ma per i consulenti come me il ritorno non è previsto. Tanto da casa si lavora lo stesso; si diventa degli asociali alienati, ma si lavora.

L’occasione per la rentrée era quella di un aperitivo con dei vecchi compagni di merende, ovvero con degli ex colleghi con i quali siamo sempre rimasti in contatto e tre o quattro volte l’anno ci si ritrovava a bisbocciare (moderatamente per la verità, tranne quando andavamo a cena alla Trattoria La Fornasetta , in via Breda, dove allora ci si sbizzarriva perché il menù era composto da una decina di antipasti, 3 primi dove non manca mai la pasta e fagioli e tre secondi, oltre a formaggio dolce caffè e ammazzacaffè, ad un prezzo onestissimo. C’era un mago ottantenne che allietava i commensali, le ultime notizie lo davano per  ritirato dall’attività, mi mancherà, l’ambiente senza  di lui non sarà più lo stesso…).

L’appuntamento era per le 18, ma mi sono preso mezza giornata libera ed ho fatto il turista; ho preso il mio amato trenino delle Ferrovie Nord che porta fino alla Stazione Cadorna, e poi mi sono avviato verso piazza Duomo intenzionato a fare shopping. Crepi l’avarizia! (E del resto il governo dei Migliori non ha vietato i cortei in centro per salvaguardare bottegai e negozianti? Mi sentivo in dovere di dare un contributo a quei poverelli.) Sono entrato nel  grande negozio Decathlon che c’è in piazza Cordusio, di fronte al Castello Sforzesco, con buone intenzioni: avevo in mente di prendere degli scarponcini da trekking ma dopo una mezzoretta mi sono arreso: troppa roba! Non riuscivo a scegliere, io ho bisogno di una commessa che mi convinca anche se non ne ho intenzione. Commesse convincenti che non mancano certo alla Rinascente! Entrando dall’ingresso principale in Corso Vittorio Emanuele (II) ci si trova nel reparto profumeria, dove schiere di entraîneuses (senza offesa) cercheranno di spruzzarvi addosso le loro essenze mirando alla carta di credito. Non mi sono fatto irretire e mi sono diretto nella direzione dove mi sembrava di ricordare fosse lo stand dove vendono il profumo che piace alla mia signora: incredibile, era ancora lì. Alla commessa non pareva vero che arrivassi di mia spontanea volontà, così si è spicciata il prima possibile per evitare che ci ripensassi una volta sentito il prezzo. Per la miseria, ma ci mettono dentro l’oro?  

A proposito di aumenti, stamattina sono andato a far spesa alla Coop e mi sembra davvero che tutto stia aumentando. La carne sta diventando una roba per ricchi, poco male si dirà che se ne consuma anche troppa, ma attacca qualche centesimo qua, un eurino là, il piatto piange. Ad esempio, la Sweppes che prendo per mia suocera (anche lei ha i suoi vizi) è passata da 1,85 a 1,95: sembra una sciocchezza, ma è un aumento del 5,41%! In casa mi prendono in giro perché io comprerei solo roba in sconto, ma mi pare sia legittima difesa…

Sono andato in Duomo ad accendere una candela per la figlia di un’amica che sta lottando contro un melanoma; ricordavo delle lunghe file di turisti e di fedeli, ieri niente di tutto questo; devo dire che sia in treno che in giro non ho visto gente spericolata o assembramenti, anzi tutti abbastanza prudenti. Io ad ogni buon conto ho sempre indossato la mascherina, mi sentivo più sicuro. Anche la Galleria era semivuota, cosa che mi ha dato modo di notare un negozio che c’è sempre stato ma mi era sfuggito, che vende pipe, sigari e liquori; c’erano delle bellissime pipe in offerta e sono stato tentato di prenderne una, anche se non fumo, giusto per vedere che effetto fa tenerne una in bocca. Immancabile la coppia che saltava sulle palle del toro, uno dei mosaici che ci sono sul pavimento: dicono che porti fortuna ma al toro dà fastidio.

Il rendez vous era fissato all’agone di Gae Aulenti, di fronte alla stazione di Cadorna, e da lì al Bar Magenta. Purtoppo durante la giornata il drappello si è assottigliato: dovevamo essere in cinque, e man mano le defezioni (due causa Covid! Ed una per impegni lavorativi) ci hanno lasciato in due. Mi sa che ormai il Covid è usato come una volta l’allarme bomba quando si andava a scuola: se uno non ha voglia di fare una cosa dice di essere raffreddato, o di avere un amico positivo, ed è fatta. Compagni di merende, ma anche vecchie sòle!

Prima del Covid, al Magenta come in quasi tutti i locali, c’era un buffet dove ci si poteva rifornire quanto si voleva e tutte le volte che si voleva; di solito facevamo un giretto per salami , pizzette e formaggi, uno per i primi (perché magari ne portavano più di uno), ed uno per i secondi e la verdura; insomma, con 8-9 euro era un bel mangiare, ed anche un bel vedere perché è pieno di giovani. Adesso invece si può fare un giro solo, ovviamente serviti, ed il prezzo è 10 euro compresa la bevanda: ci si può accontentare, dai.

Era attesa una ospite a sorpresa che avrebbe abbassato l’età media ed alzato il livello di simpatia e allegrezza; non si trattava di Nicole Minetti come fantasticava il malizioso compare e del resto non eravamo né in uno studio dentistico né ad una cena elegante. Sarebbe stato un incontro tra due titani della scrittura contemporanea con tanto di scambio di copie autografate ma è solo rimandato, probabilmente al prossimo Strega (l’amaro, non il premio).

Amiche e amici, per mezza giornata mi è sembrato di rinascere: anche le polveri sottili non erano così male. Non ho fatto caso se in piazza Duomo hanno tolto i baobab, mi toccherà tornare a controllare il prima possibile. A presto!

Impiegata di un call center in pausa pranzo

47 pensieri su “Sòle! (Cronachette dall’ex zoccolo duro)

  1. ma dai, queste foto da infarto…

    era questa quella che stavate aspettando?

    dovrei passare ad argomenti più seri, ma come si fa? confermo in fretta che, senza fare statistiche, anche a me risulta, da ispezioni fatte al supermercato :-). che tutto sta aumentando velocemente…

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    • Quella che aspettavo è molto più bella! I prezzi stanno volando (non parliamo della benzina), tra poco si riproporrà la questione salariale e non si potrà nemmeno manifestare (a questo si mirava?). Per non parlare di chi campa (o meglio dovrebbe campare) senza lavoro e quando va bene con il reddito di cittadinanza (contro cui c’è un attacco vergognoso, osceno, indegno di un paese civile, ma paese civile questo non è più da un pezzo). Poi che becchino i furbi, ci mancherebbe, tra l’altro vuole anche dire che i controlli funzionano. Ma le aziende che delocalizzano e licenziano, chi apre le sedi all’estero per pagare meno tasse o niente, chi porta i soldi alle Cayman, chi mette milioni sui Bitcoin quelli quando li prendono? I commercianti che si lamentano delle manifestazioni quanto dichiaravano di reddito? Meglio pensare ad altro, verissimo, ci si fa solo il sangue cattivo.

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      • hai confrontato le cifre delle truffe del reddito di cittadinanza con quelle del 110%?

        reddito di cittadinanza: maxi-truffa da 60 milioni di euro… e la stampa padronale praticamente non parla d’altro.

        truffe sul 110%: truffa da 800 milioni, ma è sparita dai radar e non se ne parla proprio.

        perché la prima è una truffa da poveracci, e si vede: 60 milioni di euro su quasi 4 milioni di percettori, se facciamo la media sono meno di 20 euro di truffa a testa; considerando che paese è l’Italia, direi che si è truffato molto molto poco.

        800 milioni di truffa sul 110%? per meno di 140mila interventi al 3i ottobre? ha distribuito 96mila euro a testa: possiamo pensare che ogni truffatore se li è pappati tutti, sempre che non abbia truffato anche più volte con nomi di persone perfino ignare. ci sono stati quindi come minimo 8 mila truffatori di 100mila euro circa a testa.

        vi rendete conto? su 14omila interventi 8mila circa erano truffe…

        eppure la stampo non ha parole che per quei 10mila – possiamo calcolare – che avranno truffato circa 6mila euro a testa in un anno.

        è proprio vero che anche per rubare ci vuole stile…

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    • La Fornasetta è un’istituzione… una volta, il giorno dopo la cena alla Fornasetta avevo gli esami del sangue… mai avuto colesterolo migliore! Sarà stato lo sturalavandini verde che offrivano alla fine? Certo non è vegan-friendly. Il mago se ti vede ti fa sparire! 😂

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        • Allora non aspetto, poi casomai approfondisco. Sapevi che hanno istituito un bonus acqua? Se metti uno di quei dispositivi che addolciscono l’acqua, o anche che te la fanno frizzante, etc., hai diritto ad un bonus fiscale pari alla metà di quanto hai speso, con un massimo di 2000 euro, senza Isee o limiti di reddito. La ratio è per disincentivare l’acquisto di acqua minerale in bottiglie (di plastica). Non sarebbe meglio spendere i soldi per sistemare gli acquedotti e far uscire acqua buona dai rubinetti? Però questo va bene, ma il reddito di cittadinanza no… mah.

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  2. Di che ti lamenti? Non si diceva che nulla sarebbe stato come prima di questa pandemia? Eccoci serviti: aumenti come piovesse, manifestazioni manco fossero processioni nel mese mariano, i migliori che, con la scusa dei reprobi novax, vietano tutte le manifestazioni. La giunta lombarda che, sfruttando il casino dei novax e nopass, alla chetichella sta finendo di privatizzare la sanità pubblica…

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    • Me la vedo brutta… mi sa che pagheremo caro pagheremo tutto come si diceva una volta. Il virus può darsi che prima o poi passerà, ma tornare indietro su tutte queste restrizioni sarà difficile. Non si può manifestare per non dar fastidio ai commercianti, questa è l’ultima della serie. A Parigi sono stati mesi sugli Champs Elysèes, peccato che Macron non ci abbia pensato prima. Chissà se sarà lui ora a dire “geniale”. La sanità a mio parere dovrebbe essere riportata allo Stato, questa era l’occasione giusta, i cittadini sarebbero anche stati d’accordo se glielo si fosse chiesto. Ma non c’è stato coraggio, e questi banditi faranno peggio di prima. (comunque i lombardi si meritano di questo e di peggio, li hanno votati loro e non è che non hanno fatto quello che promettevano)

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      • In Lombardia ormai è la sanità privata a decidere chi governa. Come ha dimostrato la storia di Formigoni.gli intrecci di interessi tra pubblico e privato sono inscindibili. Del resto da tutta Italia vanno in Lombardia per curarsi, privatamente o a carico del SSN. Un giro di affari colossali.
        Sarebbe stata l’occasione giusta per rivendicare il diritto alla salute pubblica, se non ci si fossero messi di mezzo novax e no greenpass, a rivendicare il loro diritto di singoli, oscurando il diritto di tutti. E dando la foglia di fico al potere politico per restringere il diritto a manifestare e protestare.
        Tutto qua.

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        • La sanità privata non ha a cuore la salute. Ha bisogno di malati, deve fare profitto sulla malattia. Se uno sta bene non serve, ed ecco che la prevenzione non esiste più, i tempi per le visite si allungano sempre più, i posti letto vengono tagliati, i medici generici diventano passacarte e fioriscono gli specialisti che non ti vedono come persona ma come pezzetto di loro competenza. Ci sono anche medici che non sono d’accordo e vorrebbero una sanità diversa (molto interessante il libro di Vittorio Agnoletto sul primo anno di pandemia _ Senza respiro _ se ti capita leggilo) ma non c’è in questo momento (da più di 25 anni veramente) una sponda politica. Si cambierà solo se crollerà tutto, temo, ma probabilmente ancora in peggio.

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        • abbiamo un ministro della Sanità – che dovrebbe essere di sinistra estrema”! – che ha fatto dell’Italia credo l’unico paese dell’Europa civile dove i tamponi se li paga il cittadino. abbiamo bonus terme e bonus patente, ma non abbiamo potuto avere i tamponi gratuiti…

          non sono sicuro che i no-greenpass stiano rivendicando il loro diritto di singoli. io almeno la considero una grave scelta pubblica, per giunta capace di aumentare i contagi, e mi preoccupo anche dei suoi effetti sociali.

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          • Una rondine non fa primavera. Ed un ministro di estrema sinistra, in un governo di estrema destra, conta un po’ meno del due di picche a briscola, quando la briscola non è picche. In poche parole non so cosa vi stia lì a fare. Visto che la sanità è appaltata alle regioni, lui è lì a riscaldare la poltrona e a fare la foglia di fico. Per quanto riguarda il greenpass: rimando a paesi voce Bulgaria, Romania, Russia… dove le percentuali di vaccinati sono minime e i contagi altissimi Con pure ospedalizzazioni e relativi decessi. Cosa che non accade in Spagna e Portogallo, dove la percentuale di vaccinati è superiore anche a quella italiana.
            Dunque, se non vi fosse stato lo spauracchio del greenpass a convincere una buona parte di italiani a vaccinarsi, ora staremmo molto peggio di tedeschi, olandesi, austriaci…
            Ma questo non esaurisce il problema libertà-greenpass. Però, se pensiamo quanto si è già tracciati attraverso pagamenti elettronici, registrazioni ai social, documentazioni online e tutta quanta quella parte di noi che ormai gira nel mondo virtuale ed è schedata, elaborata e rendicontata, oltre che processata per i incasellarci in chissà quale casellario per gusti e tendenze politiche, credo che il green pass sia acqua fresca.

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            • sono d’accordo sull’insieme delle tue considerazioni, tranne che su un punto: non è stato affatto il greenpass a convincere “la maggior parte degli italiani” a vaccinarsi: basta guardare le percentuali degli italiani vaccinatisi prima, anche prima dell’annuncio, e dopo, per verificare che il greenpass ha spostato una percentuale piuttosto modesta.
              non voglio poi considerare a che prezzo lo ha fatto: aumentando la protesta sociale e rafforzando l’opposizione anche di una parte di coloro che erano incerti (come me, ad esempio, che oggi ho più difficoltà psicologiche a vaccinarmi, perché significa dare consenso ad un provvedimento insensato).

              e che sia insensato lo si vede dal fatto che il numero dei morti da covid ha ripreso a crescere, proprio alle tre classiche settimane di distanza dalla sua introduzione.
              una miracolosa coincidenza che mostra soltanto le capacità previsionali di chi lo ha introdotto evitandoci guai peggiori?

              no, io credo di no: credo che sia un gravissimo errore, spiegabile politicamente ed economicamente, peraltro, consentire l’aggregazione sociale di vaccinati che restano in una importante percentuale trasmettitori potenziali del virus.
              credo che avrebbe dato risultati migliori l’obbligo vaccinale concentrato su particolari categorie a rischio, combinato con lockdown circoscritti sui centri di infezione individuati grazie a un tracciamento di massa e gratuito e su particolari momenti della vita sociale non indispensabili e più pericolosi.

              ecco, l’unico aspetto positivo del greenpass è il tracciamento, ma riservarlo ad alcuni e perdipiù a pagamento, come è avvenuto din dall’inizio di questa pandemia ripeto che è una follia che spiega da sola che siamo comunque uno dei paesi più colpiti al mondo dalla pandemia, nonostante i risultati migliori degli ultimi tempi.
              è ovvio, come dici, che un ministro della Salute che copre questa scelta da sinistra è un opportunista della peggiore specie, per non usare definizioni più dure, che pure sarebbero appropriate: meglio dire un collaborazionista, in effetti. e Speranza ha responsabilità personali tremende che penso e spero emergeranno prima o poi anche sul piano penale.

              (scusa se mi sono dilungato, ma non sei un mio lettore abituale, ahaha).

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              • Non mi pare di avere scritto la maggior parte degli italiani, bensì una buona parte. Il che vuol dire una bella differenza: buona parte è quella percentuale, per quanto minima, che ci ha permesso di andare oltre l’85% di vaccinabili vaccinati. Comunque, è lì scritto e puoi sempre rileggertelo.

                Però sarei proprio curioso di capire perché ce l’hai soltanto con quel poveraccio di Speranza. Ha dovuto gestire una pandemia senza un piano prestabilito, cercando di barcamenarsi tra le varie regioni che, per opportunità politiche, facevano il contrario di quel che stabiliva il governo ed il ministero in particolare. Infatti, ad un dato momento, non si capiva più una beata mazza, proprio a causa della manfrina dei governatori di ogni fede politica. Dunque credo che, le responsabilità, vadano generosamente ripartite tra tutti gli attori in scena. A partire dai vari governatori, veri padroni della sanità in Italia. Non per nulla spesso il governo ha dovuto ricorrere al consiglio di stato per ricondurle alla ragione.

                Per quanto riguarda I dati, ovvero la conta delle vittime, io sono convinto che, in tutto il mondo, siano largamente sottostimate. Si dovesse fare in futuro una seria e documentata ricerca, sono sicuro che verranno a galla tutte le discrepanze. E per un semplice motivo: in altri paesi la sanità pubblica è quasi inesistente. Quelli che sono riusciti a farci ricorso, sono soltanto una piccolissima parte. Quelli che sono deceduti perché privi della pur minima assicurazione, sono rimasti perlopiù sconosciuti alle statistiche.

                ^”non voglio poi considerare a che prezzo lo ha fatto: aumentando la protesta sociale e rafforzando l’opposizione anche di una parte di coloro che erano incerti (come me, ad esempio, che oggi ho più difficoltà psicologiche a vaccinarmi, perché significa dare consenso ad un provvedimento insensato).”
                Per quanto mi riguarda, vista la natura stessa della protesta, credo che sarebbe lievitata ugualmente, perché è un fattore essenzialmente ideologico a sostenerla. Il no al vaccino è un partito preso che non contempla un calcolo tra costi e benefici, quindi non implica una scelta razionale che possa dare adito a mediazioni. Lo si è capito benissimo quando è stata proposta ai portuali di Trieste la gratuità dei tamponi. Costoro hanno rilanciato immediatamente, chiedendo non solo di togliere il greenpass, ma anche di eliminare l’obbligo vaccinale per tutte le categorie quali insegnanti, sanitari, forze di polizia…

                “…e che sia insensato lo si vede dal fatto che il numero dei morti da covid ha ripreso a crescere, proprio alle tre classiche settimane di distanza dalla sua introduzione.
                una miracolosa coincidenza che mostra soltanto le capacità previsionali di chi lo ha introdotto evitandoci guai peggiori?”
                Io non sono un epidemiologo, però so che, con l’autunno, tutte le forme virali riprendono forza. Infatti molti esperti preconizzavano già una quarta ondata autunnale. E credo che con l’inverno, le cose siano destinate a peggiorare ulteriormente. Però, con un minimo di onestà intellettuale, debbo ammettere che le cose paiono molto meglio ben messe, rispetto all’anno scorso. Adesso non ho i dati, però mi sembra che già a novembre si fosse alla canna del gas.
                Dunque, spassionatamente, non mi sembra poi così privo di senso il greenpass. Prova a considerare di avere una mandria di vacche, una parte di cui è vaccinata, mentre un’altra parte non sei riuscito a vaccinarla, cosa fai, sapendo che è in atto una epidemia? Non cerchi di fare in modo di separarle, in attesa di potere vaccinare anche il resto? Oppure le lasci tutte assieme, col rischio evidente che, quelle non vaccinate, vanifichino il tuo tentativo di salvare il bestiame? Come tu ben saprai, il vaccino non copre al 100% dall’infezione. Rimane pur sempre quella minima percentuale per cui si è esposti al contagio. Permettere la promiscuità vuol dire consentire al virus di girare indisturbato tra non vaccinati e, all’occasione, diffondersi pure tra i vaccinati. Anche perchè, col tempo, gli anticorpi tendono a diminuire nei vaccinati, rendendoli più aperti alla malattia, sebbene non nelle forme gravi. Mi pare abbastanza comprensibile, quindi, la razionalità della misura del greenpass.

                “credo che avrebbe dato risultati migliori l’obbligo vaccinale concentrato su particolari categorie a rischio, combinato con lockdown circoscritti sui centri di infezione individuati grazie a un tracciamento di massa e gratuito e su particolari momenti della vita sociale non indispensabili e più pericolosi.”
                Come già detto più su: il vaccino non dà una copertura al 100%, dunque è inevitabile che, anche quelle categorie che tu vorresti fossero le sole ad essere vaccinate, si troverebbero ugualmente in gravissimo pericolo. Dal momento che, i non vaccinati che dovessero maturare delle variazioni, abbiano a contagiarli. Del resto, lo rilevi anche tu che, nonostante vaccini e greenpass, la pandemia sembra ripartire. Per quanto mi riguarda credo che la spiegazione sia banale: avendo quasi 3 milioni di vaccinabili che non vogliono vaccinarsi, ciò fa si che il virus possa muoversi in tutta libertà, andando pure ad intaccare coloro che dono vaccinati che poi finiscono per contagiati a vicenda. Alle volte mi dico che non abbiamo la pur minima idea di cosa voglia dire una pandemia dovuta ad un virus così aggressivo. Il virus non fa politica, non gli frega di libertà personali: gli interessa soltanto sopravvivere. E, per farlo ricorre a tutti i mezzi a sua disposizione, compresa la mutazione genetica. Quindi, che armi abbiamo a nostra disposizione, volendo preservare la collettività, ovvero i contribuenti che pagano le tasse e permettono ai politici di”sopravvivere”? Dopo i lockdown precedenti sarebbe micidiale per tante realtà economiche e sociali se si dovesse ancora ricorrere a simile misura. Per quanto riguarda il tracciamento, ormai il numero dei contagiati è tale che si presenta come quasi ininfluente. In ultimo: quali sarebbero per te quei”particolari momenti della vita sociale non indispensabili e più pericolosi”?

                Anche tu perdona il mio dilungarmi. Non è che mi capiti spesso, però quando trovo qualcuno con cui provare a ragionare, la cosa mi parte naturalmente.

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                • 1. sì, chiedo scusa: ho scritto, citandoti tra virgolette a memoria, “la maggior parte”, e invece tu avevi scritto “buona parte”; però non ci vedo tutta questa differenza (a meno che tu non volessi dare un significato anche qualitativo all’aggettivo “buona” 😉 ).

                  (metto dei numerini per facilitare la risposta; è un po’ antipatico, lo so, fa una brutta impressione, ma abbastanza pratico).

                  2. non ce l’ho “solo con Speranza”, ma con Speranza più che con altri; la responsabilità della mancata chiusura della Val Brembana è sua; inoltre ha mentito al parlamento negando di essere intervenuto per correggere il Rapporto OMS sulla cattiva gestione iniziale della pandemia l’anno scorso. in qualunque paese normale basterebbe uno di questi due fatti per costringerlo a dimettersi. invece Draghi l’ha anche riconfermato nel “governo dei migliori”, bah!
                  d’altra parte non è colpa mia se il ministro della Salute è lui! e se le Regioni spadroneggiano è perché lo spazio gleilo lascia lui! la Costituzione è chiara sul punto: “art. 118 Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: (…) tutela della salute (…) Nelle materie di legislazione concorrente (…) la determinazione dei princìpi fondamentali” è “riservata alla legislazione dello Stato.”
                  ovvio che ho ben da criticare anche Fontana e Zaia, e lo faccio; ma hanno oggettivamente responsabilità meno ampie. a me tocca criticare soprattutto il ministro, che conta di più.
                  per non dire del Comitato Tecnico Scientifico che si è scelto!
                  (last, but not least: può esserci anche una punta di più acuta delusione considerando da che area politica è stato espresso?).

                  3. concordo sulla sottovalutazione mondiale delle vittime covid; per l’Italia e il 2020 si è anche riusciti a quantificarla in base ai dati ISTAT; me ne ero occupato, ora non ricordo in che post e, andando a memoria, mi pare che risultassero circa 40mila morti in più in quell’anno, sulla base del confronto con le medie degli anni precedenti; se questo è successo in un paese avanzato come l’Italia, possiamo ben pensare come siano andate le cose nei paesi poveri; a mio parere è realistico pensare al triplo del dichiarato: e sarebbero 15 milioni di morti anziché 5.

                  4. indubbiamente hai ragione anche dicendo che la protesta contro l’obbligo vaccinale o contro i lockdown parziali ci sarebbe stata comunque; questo non toglie che questi provvedimenti sarebbero stati più lineari e coerenti e quella protesta sarebbe rimasta un poco più isolata, almeno a mio parere.
                  ma che dire adesso dell’idea persecutoria di portare la validità del greenpass ad un giorno solo?
                  come si può negare la solidarietà a quei lavoratori che sono sottoposti ad una simile corvée feudale? che non ha nessun senso dal punto di vista sanitario: NESSUNO, lo ripeto.
                  tampomi a tappeto per esercitare un legittimo diritto di scelta, imposti da uno stato che non ha mai fatto una campagna seria di tracciamento? e qui mi tocca tornare ad attaccare Speranza.
                  uno stato che ha sempre lasciato a carico dei singoli e alla gestione privata i tamponi? e questo sarebbe un ministro della salute di sinistra?

                  5. fino a che metà della popolazione mondiale resta non vaccinata e i vaccini in circolazione perdono totalmente di efficacia tra i sei e i nove mesi dopo la vaccinazione, le varianti continueranno a circolare. e se fai un rapido calcolo tra la percentuale di vaccinati non coperti via via dai diversi vaccini e la percentuale dei non vaccinati, vedrai che bastano poche settimane dalla vaccinazione perché il virus circoli soprattutto fra i vaccinati.
                  vado contro la narrazione corrente, ma la matematica non è un’opinione, e soprattutto non è vaccinista, almeno lei.

                  6. il tracciamento è inutile perché impossibile? no, si può ricominciare da punti particolari a ricostruirlo; è addirittura incredibile che ai tamponi per il greenpass non sia stata collegata nessuna ripresa del tracciamento.
                  prova evidente del carattere puramente ricattatorio con cui è stata pensata questa misura.
                  ma se dove si trova un non vaccinato positivo si passa a misure rapide e rigide di isolamento di tutti i suoi contatti, come fanno in Australia, in Nuova Zelanda, in Corea del Sud, in Cina, c’è qualche speranza in più di rimetterlo in piedi.

                  7. quanto ai momenti di vita sociale non indispensabili e più pericolosi che sarebbero da limitare subito PER TUTTI, risarcendo economicamente le categorie danneggiate, sono tutti quelli legati al divertimento massificato: sport, discoteche, cinema, teatro, concerti, conferenze, e simili.
                  si può sopravvivere anche senza, almeno per un periodo determinato.
                  se poi il virus non ce lo togliamo di dosso per anni, come pure è quasi certo, occorre ripensare profondamente la nostra vita sociale; ma non è qui il posto per farlo, evidentemente.

                  8. se condividiamo il piacere della discussione serena e critica e io il giudizio positivo sulla tua argomentazione, non è il caso che ci scusiamo se questo confronto diventa impegnativo: ci pigliamo semplicemente il tempo che ci serve. e grazie!

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        • Se ci taglia il gas metteremo i maglioncini… io il riscaldamento ce l’ho con l’immondizia bruciata (dal termovalorizzatore), quella non mancherà mai. Oddio, nemmeno tanto vero: se si dovesse riciclare al 100% io rimarrei al freddo, per quello dico sempre ai miei di non esagerare con la differenziata…

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          • Qui se si parla di termovalorizzatore ci sono sollevazioni popolari. Alla camorra diverte di più bruciare i rifiuti nelle campagne o nelle periferie. A proposito, ma le manifestazioni si vietano solo nei centri storici? Se si ritengono nocive perché i commercianti delle periferie possono fottersi?

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            • Le periferie possono fottersi in generale… pare che tutti se ne ricordino solo prima delle elezioni, poi fanno finta di lamentarsi se la gente non va più nemmeno a votare. I termovalorizzatori se gestiti bene e controllati (e ormai tecnologia ed esperienza c’è, basterebbe copiare) secondo me sono una risorsa; del resto la monnezza da qualche parte bisogna metterla, riciclare tutto non mi pare possibile (qui comunque siamo ad una buona percentuale, ma i rifiuti comunque aumentano sempre, in questo periodo poi ancora di più tra imballaggi aumentati etc.). Secondo me se si ragionasse senza pregiudizi e facendo vedere i vantaggi (meno caldaie = meno inquinamento, costi di manutenzione e di consumo più bassi) una parte si convincerebbe. Si potrebbe comunque cominciare dagli edifici pubblici: qui quando è partito il teleriscaldamento per primi sono stati allacciati ospedali e scuole, poi si è passato ai privati ed ora c’è una buona copertura. Ogni tanto ci sono rotture e blocchi, però anche con la caldaia propria potrebbe succedere. Ma certo che se prima non si costruisce l’inceneritore, tutto il resto non si può fare…

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  3. Finale ottimo travolgente bene augurante scacciapensieri e… da continuare all’infinito in aggettivi… traboccanti! Proprio un bel menu in cui tuffarsi!
    Tornando con i piedi, ahimè a terra, e quindi alla tua incursione (non la chiamo escursione) a Milano, mi è molto piaciuto il tuo resoconto. Un Vittorio De Sica (leggi Zavattini) ne avrebbe ricavato un bel film. Neo-realismo chiamato poi minimalismo e ora… come lo chiamano ora? Dovrei aggiornarmi anche se non so se ne valga proprio la pena.
    I commenti alla situazione social-economica-politica li tralascio. Meglio lasciare gli orrendi pensieri fuori dalla camera da letto. E fingere come recita al famosa frase cult del film: E dopotutto domani è un altro giorno.
    Alla prossima! 🙂

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  4. Pingback: miei fuoriblog dal 23 ottobre al 19 novembre 2021- 547 – Cor-pus 2020

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