Tre stelle per Olena – 16

«Signorina, si rende conto che così non ci aiuta, e soprattutto non aiuta sé stessa? Stiamo parlando di omicidio, non di una omelette bruciacchiata. Lo dico nel suo interesse, collabori, vedrà che il giudice ne terrà conto…»
Il maresciallo Montesi, spazientito, si rivolge a Li Wok esortandola a parlare.
«Quante volte devo dirglielo che non ho messo io il veleno. E che V come Vendetta non c’entra niente con Turchese!» protesta Li Wok, arrossata dall’indignazione.
«Sì, ma ci aveva anche detto di non aver conosciuto prima Turchese, e invece guarda un po’ è saltata fuori una foto di voi due in vacanza alle Maldive. Avete passato insieme una settimana, ammetto che non si finisca mai di conoscere gli altri, ma è un po’ troppo per sostenere che sia un estraneo, non crede? Pensa che siamo dei fessi, per caso?» insiste Montesi, sbattendo una manata sul tavolo.
Li Wok sobbalza e si volta verso la bionda alle sue spalle cercando un sostegno, ma si scontra con uno sguardo glaciale. Abbassa la testa, e comincia a parlare.
«E va bene, conoscevo Turchese. Ero in vacanza, quando è arrivato… degli amici mi hanno detto che conduceva delle trasmissioni di cucina, così mi sono incuriosita. Volevo capire se ci fosse modo di promuovere il mio ristorante, e l’ho avvicinato… Alessandro amava molto raccontare di sé e del proprio lavoro e mi ha parlato ovviamente della trasmissione, diceva che lo sponsor non badava a spese per promuovere i prodotti, che la location era molto bella, una grande villa nel nord Italia. Mi mostrò qualche articolo sulle edizioni degli anni precedenti , e mi colpì molto il seguito che aveva il concorso… ad un certo punto si tolse gli occhiali e mi squadrò interessato, poi buttò là che quest’anno non ci sarebbe stata male una concorrente cinese, a patto che…»
«A patto che cosa?» chiede Montesi, sporgendosi in avanti.
«Secondo lei?» risponde Li, sorridendo. «A patto che andassi a letto con lui. Perché no, mi dissi? In fondo ero single, senza legami, e Turchese era anche un bell’uomo. Se poteva giovare alla mia carriera…»
«Quindi lei ci sta dicendo che è diventata l’amante di Turchese per poter partecipare alla sua trasmissione? E che è successo poi, avete litigato?»
«Amante, che parolona. Abbiamo passato una vacanza insieme, tutto qua. Non abbiamo affatto litigato, anzi, ci siamo divertiti e poi amici come prima.»
«E non vi siete più rivisti dopo la… ehm, vacanza?» chiede Montesi, scettico.
«No, perché avremmo dovuto? Io vivo a Hong Kong, lui a Roma, io ho la mia vita e lui la sua, mica eravamo fidanzati! Ci siamo rivisti solo l’altro giorno, alle prove della trasmissione. Ci saremo parlati sì e no dieci minuti, e mai da soli…»
«E dunque questo V come Vendetta da dove sbuca? Cos’era, tutta una sua trovata pubblicitaria?»
«Le ripeto che di questo non voglio parlare, Turchese non c’entra niente!» protesta ancora Li.
«Sembra che lei non voglia proprio capire in che guai si trova…» dice Montesi deluso, interrotto dalla voce del piantone che sta avendo una discussione proprio fuori dall’ufficio.
«Le dico che non si può entrare, non mi costringa a usare la forza! E metta via quella racchetta.»
«E io le dico che devo entrale! Non mi costlinga ad usalla, questa lacchetta!»
Montesi lancia uno sguardo interrogativo ad Olena, che gli restituisce un sorrisetto beffardo. Il maresciallo va ad aprire la porta e si trova davanti due uomini, uno giovane ed uno anziano, che si stanno contendendo quella che sembra essere una racchetta elettrica anti-zanzara.
«Piccioni, che cavolo stai facendo con quella racchetta?» sbraita Montesi. «Non ti ho detto che non volevo essere disturbato per nessun motivo? E una buona volta, smettila di minacciare di usare la forza. O la usi o non la usi. E lei chi diavolo è?» chiede infine all’anziano cinese, che si è raddrizzato trionfante, brandendo la sua racchetta.
«Mi chiamo Po, e sono venuto a pallare con la lagazza»
«Con la ragazza? Con Li Wok, intende? Ma non è possibile, la signorina è in custodia cautelare, può parlare solo con il proprio avvocato. Lei è il suo avvocato? Non mi pare. E adesso faccia il piacere, se ne vada e ci faccia lavorare. Piccioni, accompagna il signore»
Dall’interno della stanza una voce decisa lo blocca:
«Nicuola, fallo entrare. Se dice che deve parlare, deve parlare. Garantisco io per lui.»
Montesi chiude gli occhi e trattiene una imprecazione, poi con un cenno della mano invita Piccioni ad andarsene. Si sposta di lato, e fa passare Po. Appena Li Wok lo vede entrare si alza in piedi di scatto e, puntandogli contro un dito, lo apostrofa con rabbia:
«Non voglio parlare con quest’uomo! Io non parlo con i traditori»

4 pensieri su “Tre stelle per Olena – 16

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...