Tre stelle per Olena – 13

«E’ da un’ora che stiamo guardando questo video, si può sapere che stai cercando? Lo abbiamo visto e rivisto, non c’è niente di strano. La cinese ha portato la ciotola, l’ha posata sul tavolo della giuria, nessuno si è avvicinato tranne lei e Turchese, lui ha mangiato un raviolo ed è morto. Lei ha negato di conoscerlo, e invece si è scoperto che erano stati in vacanza insieme. L’arma la aveva, l’opportunità pure, bisogna solo scoprire il movente. Magari corna?»
Olena sbuffa spazientita.
«Vuoi stare zitto? Tu decuoncentra me. Cuorna… non pensate ad altro voi italiani? Anche mafia non esiste, vero? Ammazzano, ma solo per cuorna…»
«Ma che c’entra la mafia, adesso!» protesta Montesi, con il colletto della camicia sbottonato. «E’ che sono stanco, voglio andare a casa, togliermi le scarpe e farmi una birra e poi per la miseria, Olena, rimettiti la camicetta! Sei tu che deconcentri me, altro che palle!»
Olena distoglie per un attimo lo sguardo dal monitor e risponde spazientita a Montesi, che si sta asciugando il sudore con un fazzoletto.
«Nicuola, so che tu soffre freddo, ma qui dentro ci sono cinquanta gradi. Fatti mettere aria condizionata! E comunque non sono nuda, tu non ricuorda come fatta donna nuda? Questo si chiama top! » dice la russa provocatoriamente, indicando la magliettina che lascia straripare le sue forme. «Tu smetti di fissare mie tette e aiuta me, così magari finiamo prima di nuotte!»
«Sì, ma se tu mi dicessi che cosa…»
Il maresciallo non riesce a completare la frase, perché Olena lo blocca:
«Ferma qua!»
Montesi esegue prontamente, bloccando la riproduzione. Olena lo sposta , gli toglie il mouse dalle mani e ingrandisce l’immagine sul monitor. Sulla destra è infatti comparsa una figura sfocata, sulla quale la donna comincia a lavorare isolandola dal contesto, togliendo ombre, regolando contrasto e luminosità, finché non prende forma e si rivela come una persona che con ogni probabilità si sta allontanando velocemente ed è entrato nella ripresa per pochi fotogrammi.
«E questo da dove sbuca? Sembra un cameriere… eppure li abbiamo interrogati tutti, come ha fatto a sfuggirci?» si chiede Montesi, rassegnato a subire le invettive della russa. La quale invece sembra non ascoltarlo, concentrata ancora sull’immagine. Finché, dopo qualche altro ritocco, annuisce soddisfatta.
«Io conosce lui. No, non è cameriere»
«Tu lo conosci? Ma chi diamine è? E se non è un cameriere, che cos’è?» chiede il maresciallo, frastornato.
«Lui è cameriera»

Nella sua camera al quarto piano dell’ala Est James, fischiettando in maniche di camicia, sta stirando la nutrita collezione di pochette provenienti da ogni parte del mondo, dopo averle lavate rigorosamente a mano con sapone di Marsiglia e fatte asciugare all’aria aperta alle prime ore dell’alba per non comprometterne i colori. Giunto ad una di quelle a cui è maggiormente affezionato, dono personale della regina Elisabetta II, la alza delicatamente e la mostra, con un sospiro, ai poster di Anthony Hopkins nei panni del maggiordomo Stevens e di David Niven in quelli del maggiordomo Godfrey¹, suoi modelli e idoli. Si avvicina alla finestra e, scostata la tendina a fiorellini, lancia uno sguardo verso il bordo della piscina dove la donna per la quale presta servizio, distesa su una comoda chaise longue Spennagalli realizzata da artigiani settempedani² specificamente per le sue misure, si è addormentata sotto il sole con il libro che stava tentando di leggere, “L’amore al tempo dei tamponi” del filosofo-naturista Augusto Propoli, poggiato sul delicato nasino. Con un sorriso bonario il solerte maggiordomo richiude la tendina, ripone la pochette della regina nel cassetto del comò e si predispone ad indossare la giacca per recarsi a svegliare la padrona, o quantomeno toglierle dal naso il ponderoso tomo. Non ha ancora finito di infilare il braccio sinistro nella corrispettiva manica che un bussare nervoso alla porta lo interrompe e gli fa chiedere bonariamente tra sé e sé:
«Chi è adesso che rompe i coglioni?»
Ma, recuperato immediatamente l’aplomb per il quale è ammirato e rispettato da datori di lavoro e servitù, oltre naturalmente per l’eleganza negli abbinamenti degli accessori, James si reca alla porta e la dischiude con professionalità quel tanto che basta per essere travolto da un giardiniere ansimante.

«Ayúdame, esa loca me quiere matar!»
Un uomo meno avvezzo a gestire crisi e catastrofi domestiche avrebbe reagito forse con fastidio, se non insofferenza, all’abbraccio che l’uomo sudato con cappellino di paglia, canottiera di rete e calzamaglia color carne da ballerino classico, gli riserva, ma non certo James che, con un passo indietro, recupera la giusta distanza e squadra l’ospite con una smorfia di disapprovazione.
«Miguel, sei impresentabile, quella calzamaglia non si può vedere» sentenzia il maggiordomo, da maestro di stile qual è.
«Por que, cosa c’è che non va?» risponde Miguel, piccato. «Es un regalo di Roberto³, l’ho dovuta far stringere perché mi stava larga di cavallo»
«Ti ho detto tante volte di lasciar stare i cavalli. Chi sarebbe che ti vuole ammazzare?»
«Paio, Paio Pignola! E’ tornata per vendicarsi di me!»
«Paio? Ma chi, il tuo ex, ehm, la tua ex fidanzata? Ma perché mai dovrebbe vendicarsi di te? Mi sembra che le cose tra di voi si fossero chiarite. Certo non ha gradito scoprire ad un passo dall’altare che il suo fidanzato aveva avuto un bambino con una donna, seppure barbuta. E se non ricordo male, ti ruppe tutte e due le braccia a bastonate, e la cosa era finita lì»
«Te digo que no! L’ho vista, è qua… è arrivata insieme a quel brasiliano, Joao do Patimento, deve averlo sedotto per farsi portare qui, quella zoccola! Ed ha fatto di tutto per non farsi vedere, ma io l’ho riconosciuta… proprio la sera del fattaccio, ho sentito un odore che mi era familiare, un dopobarba, Cuba Gold… incuriosito, ho seguito la scia, e l’ho vista! Era vestita da cameriera (tra l’altro con un completino muy sexy) e serviva gli stuzzichini al tavolo della giuria. E’ stata lei ad uccidere Turchese!»
«Miguel, calmati per favore. Ammesso che la cameriera fosse davvero Paio, perché mai avrebbe dovuto ammazzare Turchese? Caso mai avrebbe ammazzato te, e non gli sarebbe servito nemmeno il veleno, l’avrebbe potuto fare a mani nude.»
«Ma non capisci? Lui odia tutti in questa casa, rovinando la señora vuol rovinare tutti noi! E poi yo soy convinto che non volesse uccidere Turchese, ma che quel raviolo fosse destinato a me»
James rimane un attimo pensieroso, e lancia un altro sguardo verso la piscina.
«Miguel, te lo dico spassionatamente: mi sembra un piano troppo arzigogolato per essere stato partorito dalla mente di Paio. Un conto è fare a cazzotti in un bar de L’Avana e un altro è mettersi con uno chef brasiliano per poter tornare di soppiatto a Villa Rana e avvelenare un raviolo, mi sembra oltre le sue capacità. Teniamola comunque d’occhio, e tu non far capire che sai che è qua, ci siamo capiti Miguel?»
«Sì, James, lo entendí bien. Grazie, mi hai sollevato…» e fa per abbracciare il maggiordomo che lo tiene a distanza di sicurezza stendendo un braccio verso di lui, invitandolo ad uscire.
«Ah, Miguel?» lo richiama James.
«Sì?» risponde il giardiniere, grato.
«Vai a toglierti immediatamente quella calzamaglia. Altrimenti se non ti ammazza Paio ti ammazzo io»

¹ Il maggiordomo Stevens è il protagonista del film del 1993 “Quel che resta del giorno”, di James Ivory, tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro. Godfrey invece è il protagonista della commedia del 1957, “L’impareggiabile Godfrey”, che l’Autore ha visto in replica in un pomeriggio di innumerevoli anni fa mentre aiutava sua madre ad infilare gli elastici alle gonne che lei cuciva in casa per arrotondare il bilancio familiare.
² Settempeda è l’antico nome di San Severino Marche, paese balzato agli onori delle cronache un paio di decenni fa, quando per un breve periodo ne fu sindaco Vittorio Sgarbi.
³ Famoso ballerino.

12 pensieri su “Tre stelle per Olena – 13

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...