Invito a cena con tampone (Cronachette dallo zoccolo duro – 8)

Dopo una settimana passata in sostanziale isolamento, grazie allo smart working (traduzione truffaldina di: lavoro da casa usando i propri mezzi di produzione, la propria corrente elettrica, la propria stampante, senza prendere una lira in più e senza nemmeno avere la gioia di parlare con i colleghi di calcio e di donne), nel fine settimana sentivo il bisogno di sgranchire le gambe, così sabato tralasciando le pulizie a cui sono solitamente addetto ho caricato la famigliola in auto e siamo andati in alto lago, per la precisione a Musso, che è appena prima di Dongo, il paese famoso perché vi fu catturato il Duce che scappava verso la Svizzera e fu poi fucilato poco lontano, a Giulino di Mezzegra. Rassicuro i lettori, non mi sono recato da quelle parti per qualche nostalgia come invece fanno ogni anno dei manipoli in orbace in occasione della triste (per loro) ricorrenza, ma perché sul lago si possono fare delle bellissime passeggiate, per niente difficili, godendo di una vista stupenda e respirando aria salubre. Siamo andati di sabato perché poi la domenica le strade del lago sono congestionate dai milanesi in libera uscita; da casa mia è un’oretta di macchina, ma ne vale la pena. Fino a qualche anno fa queste passeggiate non erano possibili, perché alcune sponde del lago sono rocciose ed a picco, per cui bisognava scendere e risalire fino alla strada Regina (quella che ogni tanto quando piove frana) che è molto trafficata, come dicevo, abbastanza stretta e quindi per niente amichevole. Invece ora nei punti una volta impraticabili sono state stese delle passerelle, e quindi è diventata una meta deliziosa per chi vuol fare un po’ di movimento. La passeggiata da Musso si snoda fino a Cremia passando per Pianello del Lario, paese famoso fin dal Cinquecento per la qualità delle pietre che vi si estraevano, adatte ad essere usate come macine da mulino. Una piccola perla la chiesetta di San Vito, a Cremia. C’era il sole ma l’arietta era fresca; quelle zone sono sempre ventose, tanto che parecchi amanti del windsurf, specialmente stranieri, vengono a passarci qualche giorno. Tante barchette a vela; diverse spiaggette di sassi con gente che prende il sole e fa un bagnetto. Niente assembramenti, niente bambini urlanti, molti cani che portano a spasso il loro padrone e lo invitano a farli giocare tirandogli dei legni, insomma una pace di santi che invita alla meditazione ed alla riflessione. A me a dir la verità fa venire fame,e per fortuna sulle rive del lago ci sono diversi ristorantini e bar.

Durante la passeggiata mia moglie mi ha ricordato che l’indomani sarebbe stato il compleanno di mio padre, se fosse stato ancora vivo; ne avrebbe compiuti 93, ed uno dei rimpianti più grandi che ho è quello di non essere andato alla festa per il suo 90°, anche se con ogni probabilità non mi avrebbe riconosciuto. Più mi guardo intorno e più sono convinto che quelli della sua generazione fossero più capaci di fare i padri di quelli venuti dopo.

Verso metà pomeriggio siamo tornati a casa perché la sera avevamo appuntamento con diverse coppie di amici con le quali di solito ci ritroviamo alla fine delle ferie, per raccontarci come le abbiamo passate; di solito andiamo in pizzeria, e non ci sarebbe stato nessun problema nemmeno quest’anno se non fosse che il sottoscritto il green pass come sapete non ce l’ha (su dieci persone solo io, penso di rispecchiare la media nazionale), e quindi in caso di maltempo avrei  dovuto mangiare fuori o aspettare in macchina. L’alternativa sarebbe stata farmi un tampone che avrebbe aumentato parecchio il costo della pizza, ma per fortuna non c’è stato bisogno perché abbiamo deciso di prendere delle pizze da asporto e mangiarcele nel giardino di una delle coppie di amici. Pizza buona ma il pizzaiolo doveva essere a corto di ingredienti: ad esempio la mia messicana, che avrebbe dovuto avere pancetta salsiccia fagioli e cipolla, aveva solo la pancetta; alle prosciutto e funghi aveva messo solo il prosciutto. Però si deve essere reso conto della mancanza, infatti ce le ha fatte pagare tutte come pizze margherita, abbiamo risparmiato. Veramente, dato che ognuno ha portato qualcosa per non presentarsi a mani vuote, avremmo anche potuto fare a meno delle pizze… io ho contribuito attingendo alla mia cantina, due bottiglie di prosecco ed una di passito, tutte molto gradite.

Di ferie però non abbiamo parlato molto; abbiamo parlato naturalmente di Afghanistan e di vaccino, ormai siamo diventati tutti virologi e tutti esperti di geopolitica caucasica. Il mio contributo (modesto, ero distratto dalle cibarie e soprattutto dalle bevande) è stato ricordare che l’Afghanistan, che sui nostri atlanti sembra uno sputacchio, ha un’estensione che è più del doppio di quella dell’Italia, territorio in gran parte impervio, quindi pensare di dominarlo senza il loro consenso è abbastanza velleitario; e che in cinquant’anni, nonostante le guerre ininterrotte, la popolazione è passata da 7 a 38 milioni, perché le donne volenti o nolenti, burka o non burka, fanno figli, mentre nella nostra società “evoluta” ci siamo fermati a sessanta milioni, e prima o poi ci supereranno anche loro. Abbiamo parlato anche di accoglienza, perché un gruppo di una dozzina di persone arriverà anche a Como e verrà ospitato in una struttura dei Padri Comboniani, gestita da una onlus legata alla Caritas. Io sono abbastanza critico su queste organizzazioni, continuo a pensare che se è lo Stato che accoglie debbano essere strutture dello Stato a organizzare e gestire. Ma forse è giusto così, evidentemente lo Stato che ho in mente io non è quello in cui vivo.

A proposito di vaccini, gli operatori turistici hanno spinto sul governo per far togliere la quarantena ai turisti in arrivo dalla Gran Bretagna: ma che bella pensata, quelli hanno contagi e morti alle stelle e noi gli stendiamo i tappeti rossi per far contenti gli albergatori e i ristoratori, e in compenso teniamo in quarantena i nostri sani che non hanno il green pass. L’altra notizia è che l’Ema è stata invitata ad accelerare l’autorizzazione allo Sputnik perché altrimenti i turisti russi non possono venire. Era ora! Una notizia che ho letto stamattina è che a livello nazionale  gli attuali ricoverati per Covid sono al 25% già vaccinati (1 su 4!), fino a qualche giorno fa era il 20%: sbaglio o stanno aumentando i contagi tra i già vaccinati? Titolone poi sull’età media dei contagi che si sta abbassando: è ovvio, i ragazzi ed i giovani si muovono di più, ma mi chiedo: dato che alla fine tra di loro di ricoveri ce ne sono veramente pochi, non è meglio così, che si infettino e guariscano da soli, piuttosto che vaccinarli con esiti futuri non prevedibili?

Il giornale locale ha dato in un trafiletto una notizia (diffusa dalla BBC in base a testimonianze di reporter presenti all’aeroporto di Kabul) che al TG non ho sentito, ovvero che parte dei morti non sono stati uccisi dalla bomba, ma dagli americani che in preda al panico o per allontanare la gente, si sono messi a sparare sulla folla. C’era un modo peggiore per concludere questa avventura? Dubito.

Amiche e amici, come vedete anche io alla fine mi sono confermato virologo e afghanologo: forse è meglio ricominciare a parlare di cose di cui capisco veramente, non vi pare? Ma forse così la pagina rimarrebbe vuota…

Messicana light

27 pensieri su “Invito a cena con tampone (Cronachette dallo zoccolo duro – 8)

  1. È naturale che, più ci sono guerre, fame e la speranza di vita è bassa, che aumenti la vocazione a fare figli: è una questione di sopravvivenza della specie. Per il resto ti invidio, ma non per la messicana light bensì x la pizza alla messicana: devi avere uno stomaco che fa invidia pure ad uno struzzo.

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    • Sicuramente non hanno da guardare Netflix la sera… 🙂 e non aspettano di essersi “realizzati” prima di metter su famiglia. Ma, e questo forse ce lo siamo dimenticato, non è che perché si è poveri non si possa essere felici. Certo, se ti buttano le bombe in testa o qualcuno si fa scoppiare mentre sei al mercato a far la spesa, una certa sensazione di urgenza ce l’hai. Siamo stati anche noi un popolo proletario, ma qua da noi adesso fare tanti figli è roba o da ricchi o da ciellini… quindi se tanto mi da tanto, in futuro esisteranno solo i ricchi ciellini. A parte scherzi, per lo stomaco mi sa che me la sono tirata: ho appena tirato giù un Maalox, e quando comincia così vado incontro ad una settimana di astinenza, con tanto di pancerina… 😦

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  2. a proposito dei giovani
    cit “dato che alla fine tra di loro di ricoveri ce ne sono veramente pochi, non è meglio così, che si infettino e guariscano da soli, piuttosto che vaccinarli con esiti futuri non prevedibili?”

    e ti sgrido… e basta co’ ‘sti esiti non prevedibili!
    In Italia ci sono 10 vaccini obbligatori.
    Se i pupi non si vaccinano non vanno a scuola.

    In quanto ai giovani che si pigliano solo un raffreddore, intanto il virus continua a girare e se gira, prima o poi muta. E se muta, arriva quel virus “supervirus” che dei vaccini se ne fotte!
    E noi ce lo riprendiamo tutti pure se vaccinati…
    E non se ne esce più.
    Capito mi hai? (direbbero i sardi… e lo dico pur’io, anche se non sono sarda!)

    Ho fatto un po’ la prof… pure se sto in pensione mi piace fare ogni tanto la prof…
    Mi sgridi?

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    • Ah, ah, no, non ti sgrido di sicuro… io a mio figlio quando era piccolo i vaccini li ho fatti fare tutti, anche quelli che ai miei tempi non si usavano (il morbillo? Figurarsi, a noi ci mandavano a giocare insieme a quelli che se l’erano preso per beccarcelo presto anche noi…) ed ora non mi sono certo opposto (non avrei nemmeno potuto, anche volendo: è il doppio di me). Ma su questo non riesco a trovarci, per dei ragazzini, il famoso rapporto rischio-beneficio a favore. Anche perché ormai è escluso che, anche se si vaccinassero tutti, si otterrebbe il famoso effetto gregge. Purtroppo se lo riprendono anche i vaccinati (e non è che gliel’attaccano solo i non vaccinati), e il virus muta ancora, forse pure di più… Sull’obbligatorietà peraltro sono a favore: lo Stato ritiene che debba essere obbligatorio (assumendosene la responsabilità)? Lo faccia, ma non surrettiziamente, con il ricatto del green pass. Comunque in casa oggi mi hanno chiesto: o ciccio, ormai siamo arrivati a settembre, avevi detto che quando gli anticorpi calavano ti vaccinavi. Ci hai ripensato, per caso? (O mirano all’eredità, o vogliono andare a teatro. Spero la seconda…) 🙂 A proposito di prof, mio figlio si è messo in lista (troppo tardi) per fare il supplente. Io prima o poi lo strozzo.

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    • Siamo andati a rompere le scatole ai cinesi che avevano messo la sacrosanta regola del figlio unico… quando noi ormai la applichiamo da anni. Secondo l’Istat nel nord Italia si fanno più figli che al sud, il mondo si è rovesciato… ci estingueremo, poco male, e il mondo si riempirà di afghani e nigeriani (i cinesi e gli indiani nemmeno li conto). Sarà un male? Bho… sta di fatto che qualche nipotino mi piacerebbe vederlo ma nisba, mi toccherà adottare una mamma afghana per vederli…

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  3. Giò io non ce voglio avè a che fã con questo mondo feticcio, idiota pazzo, e violento . Porca della miseria… Però sono viva. Ecco questa è una di quella sera in cui vorrei solo sognare perché vivere mi sembra sempre difficile. rischio di peggiorare c’è. Intanto la mia accoglienza, l’ho fatta ad una donna italiana che non sta affatto bene. Oltre al resto è pure sorda . Però se non finiva la sua vacanza o la impacchettavo o finivo io.
    Quanto è brutta la vecchiaia ! Ora che sono libera , per un paio di giorni sto con la nipotina più piccola. Mi aiuta a ricaricare un po’ le” pile” . Una pausa di riposo ,poi riprendo con i nipotini più grandi. E va bene…
    Il mare è vicino ahhhhahhh. Ogni tanto me lo godo ,un’oretta o due. È un viatico di cui ho goduto poco. ” Le ciambelle non viè tutte col bugo ”
    Covid, Afghanistan e mazzi vari “come chi more de fame, me sta n’ te ‘l core munto bè. Pure ‘n te la testa me batte fitto, e stì castighi che succede ‘n tutto ‘l monno”. Credo che siamo anche noi OGM e belli carichi di medicamenti. Mi ripeto – Ma che vuoi di più ? Sei viva !- A volte , tante veramente, mi rendo conto che sono fortunata, altre penso che non è vero un tubo.
    Insomma certi momenti mi paiono ottimi in compagnia solo di un paio di bicchieri di vino ,verdicchio ,o -n’antro bono, un buon piatto de ‘nsalada mista condida be’ e girada co’ le ma’ ! Me manga ‘l piatto forte, un bel pezzo de pà cotto a legna, quello non me l’ho da scordà !
    Casa mia è stada sempre aperta perdero ! Però me sa proprio che ho da cambià regime … Damo colpa all’età và che è mejo”. Dopo tutta sta tiritera ti dico che la cosa migliore è fare sempre del proprio meglio . Tanto ” a cantã da gallo non se fa mai giorno “Spero che hai compreso il mio vernacolo jesino non tutto preciso. Grazie del tuo racconto piacevole e dell’ospitalità. Buon riposo 🌟😉

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    • Ah, ah, ma certo che ho capito… non è poi così diverso, nel maceratese le parole finiscono tutte con le “u”… Lu figliu, lu furnu (a proposito di pane). Al mio paese c’era un vecchio forno, la proprietaria di chiamava Arcangela, si diceva che facesse lo pa’ co la lacrima, perché era anziana e quando impastava gli vi cadeva sopra appunto qualche lacrima. In gioventù doveva essere una bellezza, si raccontava che fosse stata in America a ballare nei saloon… realtà o favola? Me l’ha raccontata mia madre, ma adesso non si ricorda più… Evviva la vita ed essere vivi! Mi hai fatto sorridere pensando all’impacchettamento, se una è abituata alla propria autonomia dopo un po’ l’ospite come il pesce puzza … 😂 Il mondo purtroppo ha problemi così grandi che solo a pensarci ci fa sembrare impotenti: facciamo quello che possiamo, se no diventiamo matti. Goditi il mare, se la stagione tiene sarà una meraviglia. Ciao Francesca (e continua a scrivere ogni tanto in jesino 😉 )

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      • Bene Giò sono contenta che hai riso. Io ce próo però ‘l maestro ,quando gli mando qualche scritto ,mi ripete che devo studiare perché non bastano le idee, ci sono le regole. Il suo libro delle regole è a casa mia mentre io faccio la pendolare tra Loreto e Porto Recanati. Si fa quel che si può. Importante è fare del proprio meglio . Diventa più semplice anche dormire. “C’ho ‘n sonno che casco giù” . Ciao buon tutto comunque 😉🐞

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  4. The lakeside town looks like so many European waterway communes … pretty in a distant kind of way, heavy religious with empty pews and people happier for it. I wonder if the loss of spirituality has done them any, say, permanent harm or if their lives are just fine without it. Do they wake in the morning and say, TODAY I SHOULD BE DOING SOMETHING, I JUST DON’T QUITE KNOW *WHAT*?

    — Catxman

    http://www.catxman.wordpress.com

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    • In winter the lake can be foggy and sad, but thanks to climate change, winter no longer exists… I don’t know if by habit or by true faith, but they are still places that inspire tranquility, meditation: the one in the photo is almost a thousand years old, it has seen many people and events … bye

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  5. Visitare i posti da te menzionati mi piacerebbe proprio. Il lago è sempre rilassante e passeggiare lo è ancor di più. Per quanto riguarda la parola accoglienza mi pare molto sfruttata. A me piacerebbe che al posto di un’ accoglienza sfrenata ci fossero aiuti da destinare in loco. Quando vedo come vivono qui, tale e quale a come vivono in casa loro , mi sale una rabbia incontenibile. Forse lo Stato che abbiamo non è in grado di farsi carico di tutti, ecco perchè lascia che siano altri ad occuparsi dell’ accoglienza. Non lo so , so solo che tutto ciò non mi piace. Buona serata caro Giorgio. Isabella

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