Ti sbatto a Gaeta! (Cronachette dallo zoccolo duro – 4)

Amiche e amici,

riemergo dalla latitanza a cui mi sono dato per sfuggire alle brigate di cacciatori di ultrasessantenni renitenti alla leva vaccinale per farvi sapere che sto bene, e così spero di voi; ho trascorso una settimana al mio paesello natìo (“Roma caput mundi, Montemilo’ secundi”) che ho passato quasi interamente in casa nella poltrona di fianco alla mia mamma, per la gioia come potrete immaginare della mia consorte. Purtroppo quando uno non ha più voglia di campare non c’è medicina che tenga, ma di questo parleremo un’altra volta perché non ho voglia di intristirvi, già bastano le notizie che si sentono ogni giorno al telegiornale.

Da lì, attraversando l’Italia, ci siamo spostati a Gaeta, dove abbiamo passato un’altra settimana, questa volta di vere ferie. Perché Gaeta, direte? Ubi maior minor cessat etc. , confesso che di Gaeta gli unici ricordi che avevo erano quelli del carcere militare dove durante la naja (che ripristinerei seduta stante) venivamo minacciati di essere spediti in caso di mancanze o negligenze. Mi tolgo subito il dente, e non lo faccio per vanteria ma per lasciare una testimonianza ai posteri: la crisi non esiste, aveva ragione la buonanima di Berlusconi già tempo fa: gli alberghi ed i b&b sono pieni, i ristoranti e le spiagge lo stesso, in autostrada code sia all’andata che al ritorno. Chi stava male continua a star male e sta anche peggio, e chi stava bene continua a spendere come se non ci fosse un domani. Abbiamo pagato il b&b (bello, nuovo, ma non certo il Grand Hotel) 160€ a notte; per un ombrellone e due lettini da un minimo di 25€ a 40€, e cara grazia se si trovava posto: l’ultimo giorno abbiamo speso 35€ per un ombrellone in diciottesima fila! Che il mare si vedeva con il cannocchiale e già arrivare a bagnarsi i piedi era una passeggiata. Abbiamo cenato sempre all’aperto, tranne una sera (prima che entrasse in vigore l’obbligo di green pass); posso testimoniare di persone respinte perché sprovviste del lasciapassare. In proporzione abbiamo pagato meno a mangiare pesce che a sdraiarci panza all’aria (tra l’altro io ho tenuto quasi sempre addosso la maglietta, ridicolerrimo mi diceva mio figlio da piccolo ma la mia pelle è diventata delicata, pensare che una volta mi gratinavo da mattina a sera e diventavo nero come un tizzone).

Gaeta è una scenografia; i castelli e le chiese che la sovrastano la sera sono illuminati sapientemente, ed è piacevole  passeggiare per il lungomare, tra bancarelle e mercatini. Dove l’unica cosa che ho acquistato sono libri vecchi, tra cui una copia anastatica delle “Narrazione Storica Religiosa Politica Militare del soggiorno nella real piazza di Gaeta del Sommo Pontefice Pio IX”, scritto da un tal Giovanni Bois nel 1854, a ricordo delle vicende che portarono il Papa a scappare da Roma all’avvento della Repubblica Romana e trovare rifugio appunto a Gaeta, allora facente parte delle Due Sicilie, da re Ferdinando II.     

Ma è una scenografia anche perché niente è visitabile: tutto chiuso, dei due castelli quello Aragonese è destinato a caserma delle Guardia di Finanza e quello Angioino, storico carcere, aperto solo sabato e domenica e non sempre; le chiese aperte a turno con orari a capocchia; siamo riusciti se non altro a visitare la Montagna Spaccata, a cui si accede sal Santuario della SS Trinità; la tradizione popolare narra che la montagna si squarciò al momento della morte di Cristo, come  il velo del tempio di Gerusalemme. Lì si ritirava ogni tanto San Filippo Neri, e lì andò a morire.

Nei dintorni abbiamo visitato Sperlonga (paese ormai “finto”, ovvero solo turistico, destino di tutti i centri dove gli abitanti vengono sostituiti da viaggiatori di passaggio); l’Abbazia di Montecassino che volevo visitare da anni e finalmente ci sono riuscito; ricordo che l’abbazia non fu distrutta dai tedeschi come a volte una propaganda superficiale fa credere ma dagli alleati che la bombardarono con una azione controproducente dal punto di vista militare oltre che criminosa per i beni che vennero distrutti (ma cosa c’era da aspettarsi da gente che bombardò persino il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, che si salvò solo per miracolo?), e fortuna che i tedeschi salvarono la biblioteca millenaria portando i volumi in Vaticano, altrimenti sarebbe andata persa anche quella. Mi sarebbe piaciuto parlare ancora di questo con l’amico Anghessa che di cose militari era addentro e con gli americani aveva ancora il dente avvelenato, ma ormai ci vorrebbe un tavolinetto a tre piedi; infine Ponza, dove era appena entrato in vigore il Green Pass e avevo paura non mi facessero salire sull’aliscafo, ma per fortuna i trasporti sono ancora liberi (per poco, pare). Il paesino colorato è delizioso, volevamo andare in una spiaggia dall’altra parte del monte che secondo Google maps era a 15 minuti di distanza ma ad un certo punto ho desistito; va bene che ho l’assicurazione sulla vita e gli eredi non soffrirebbero eccessivamente, ma farsi venire un infarto a Ponza alle 13,30 non mi sembrava ragionevole.    

Avremmo voluto fare un giro al Circeo, magari arrivando fino a Sabaudia dove ho passato sei mesi di addestramento da ufficiale di artiglieria contraerea, e naturalmente gentiluomo, ma non ce n’è stato tempo e mi dispiace un po’. Ricordo quando ci caricarono all’improvviso su dei camion per andare a spegnere un incendio sul Circeo, muniti di fruste, secchi, zappe e pale, il momento in cui mi sono sentito più utile nella mia carriera militare. A proposito di incendi, ogni giorno si vedevano passare canadair ed elicotteri con cisterne d’acqua: purtoppo in questa disgraziata estate c’è un attacco generale alle arie verdi e boschive, e i monti Ausoni non fanno eccezione. Il direttore del parco era disperato. Ma per i venti morti al giorno di Covid titoloni, misure drastiche, miliardi su miliardi: per gli incendi che tutti gli anni funestano la terra non si fa una mazza. Meno vaccini e curiamo la terra, che è meglio!

Amiche e amici, ritorno nella mia tana, tanto al cinema non posso andare, al teatro nemmeno, nei musei nisba ed in discoteca men che meno: al supermercato si può, in chiesa pure, e vedremo se si potrà andare al lavoro. Buona continuazione di estate!

29 pensieri su “Ti sbatto a Gaeta! (Cronachette dallo zoccolo duro – 4)

  1. Caro Giò mi viene da dirti che il tempo speso senza rimpianti è stato quello vicino a tua madre Non è quel piacere che rallegra, è vero . Ma così è la vita né puoi pensare che in lei attecchisca il tuo pensiero . Il suo è da vecchia accetta. Donare premure e amore è ciò che si può. Gaeta è una meraviglia ! Sabaudia merita eccome. In agosto ogni località paese bellezza a mio avviso si sciupa . Il perché lo sai ma ognuno fa come può . Qui ora nelle stridente Vallesina tra i colli jesini sono 34 °gradi. In compenso mi diletto in cucina . Per me è creatività per nipotini generi e figlie è piacere di piatti più curati e variegati. Tra un po’ m’addarmenterò stracotta. Tra tanta disfatta non nomino altro…Non t’abbraccio altrimenti ti arrivento 🐞🐢☮️. Grazie

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    • Di Gaeta la cosa che mi è piaciuta di più sai qual è? È che esistono ancora bar, sul lungomare nel lato del porto, frequentati dagli anziani popolani, che si ritrovano a giocare a carte, o a domino (da quanto tempo non vedevo giocare a domino!) e bersi una birretta a prezzi modici. Luoghi purtroppo destinati a sparire, con l’avanzare del turismo di massa ed il proliferare di b&b al posto delle abitazioni. Via Indipendenza è una meraviglia, con ancora tutti negozietti, le grandi Catene non hanno ancora attecchito, spero resistano. Hanno il grande problema delle auto, trovare parcheggio è davvero difficile, specialmente a certe ore, però non investono su navette, bus, eppure basterebbe farne andare un paio avanti e indietro tra i due lungomari… Volevo venire a prendere un po’ di vino dalle tue parti ma poi ho desistito, portarmelo dietro per una settimana magari al caldo non gli avrebbe giovato. Goditi i nipotini, beata te, io non vedo l’ora ma qui non se ne parla. Noi invece al ritorno ci siamo trovati un bel freschetto, piacevole, io ho tirato fuori anche la copertina… ma nel periodo che siamo stati assenti ha fatto dei bei disastri, leggevo oggi che si parla di 66 milioni di euro di danni stimati. Insomma, godiamoci quel che si può, finché la testa regge, che quella è la cosa più importante…

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      • Mi sa che andai a Gaeta almeno 30 anni fa. Un gioiello confermi. Un paio d’anni fa è tornata mia figlia con racconto vicino al tuo. I mezzi di trasporto allora per non furono un problema. Ormai non vado, neppure a settembre. Stanotte ho attaccato il deumidificatore non si dormiva. I nipotini me li godo . Anziché fare mare sono stata con loro. Mah… me lo ritroverò presto. Correndo da una parte all’altra mi curo pochino pochino. Si infine comunque va bene 🐞😜

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        • Qui ancora si resiste, ieri al massimo abbiamo avuto 29 gradi, ma di notte è più fresco e ventilato. A Gaeta, se mai tornerò, ci andrò in giugno o in settembre, in realtà il periodo migliore per ogni posto, se poi le temperature continuano ad aumentare l’agosto diventa una tortura più che una vacanza… cosa cucini ai tuoi nipotini? Vincisgrassi? (quello è un piatto più maceratese però, non so se si fanno anche a Jesi). Vedi di curarti, e buona continuazione!

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  2. Oh, eccolo. Mvedi che Berlusconi aveva ragione? Berlusconi aveva e ha sempre ragione per non parlare poi quando ufficialmente si fidanza (lui alla vigilia degli 85) con ventisettenni pollastrelle. A proposito del quale argomento, manca a questo tuo post il tocco finale, la vivificante icona che riscatta il post qualsiasi ne sia il contenuto.
    Alla prossima Giò, che qui si sentiva il buco lasciato dal tuo girovagare.

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    • Si è fidanzato ancora? Non gli sto più dietro, a quell’uomo. In effetti in spiaggia ci sarebbero stati soggetti notevoli da immortalare (per la verità non moltissimi) ma ero troppo controllato. Non mancherò di recuperare gli standard! Certo che per quaranta euro al giorno anche la clientela dovrebbe essere più selezionata… 😉

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  3. Tra Fondi, Sperlonga e Gaeta ci sono molti alberghi con la spiaggia privata e forse quel che si spende in più lo si risparmia sui servizi (di spiaggia) parcheggio ovunque a ore! e sovraffollamento.
    Io ora mi trovo in albergo nella bella insenature di Serapo 😎.
    Quanto al caos ovunque penso perché ad esempio i miei amici io stessa siamo restati in Italia mentre di questi tempi in molti eravamo altrove.
    E poi in giro ad Agosto!!!
    Salutissimi 🏄‍♀️🏊‍♀️🤽‍♀️

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    • Eri a Gaeta? Ma pensa te! La spiaggia di Serapo è bella lunga, ma sabato mi sembrava di essere a Rimini… un giorno siamo stati in una spiaggia tra Gaeta e Sperlonga, il mare devo dire è molto bello. Noi eravamo all’inizio di Lungomare Caboto, arrivare fino alla Gaeta medievale sono 2 km, e anche andare al Serapo non sono proprio due passi… il primo giorno l’abbiamo fatto ma col caldo è una tortura, così abbiamo poi sempre preso la macchina, una bella rottura per me che non amo molto guidare. Nella cronaca ho dimenticato la tiella Gaetana, ne abbiamo mangiate diverse ma quella più buona ce l’ha fatta trovare la padrona del b&b, presa dalla Pizzeria 2000. Mi è venuta fame!

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      • Famosissima la pizzeria 2000… e Le Grotte di Tiberio subito dopo usciti da Sperlonga le avete visitate quelle stanno proprio dentro il mare al fresco!? Io amo molto Sperlonga certamente non a luglio ed agosto che è una cartolina per turisti però ti devo dire che prima di caparbio l’intellighenzia di sinistra si ritrovava a
        Sperlonga e praticamente tutti avevano una piccola casetta nei vicoli… noi ‘giovani’ grazie all’ospitalita di una zia materna per vicini avevamo Daisy Lumini e Beppe Chierici e Rosetta Loy !
        E pou c’erano…. stooop!
        Ciao🍷🍷

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  4. Per carità, non farti venire un colpo, ‘ché di gente attorno al tavolino a tre piedi già ce n’abbiamo troppa. Assembramento!
    Spiace farti notare che, illegalmente per altro in quanto non gli è richiesto né lecito, alcune chiese (non di interesse turistico) già hanno provveduto ad istituire per proprio conto un vaglio della certificazione: senza Green Pass non si entra, o meglio chi ha avuto la bella pensata non vorrebbe si entrasse. Io, per conto mio, gli spiegherei le mie ragioni con un’aspersoriata in testa…
    … pensa se San Francesco al lebbroso, o il buon samaritano al viandante, avessero chiesto il qr code prima d’abbracciarli. Sigh.

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