Cronachette dal paese dei migliori (13)

Amiche e amici, torno dalla breve vacanza veneziana ritemprato e dolorante: ritemprato perché ho sgombrato la testa dalle nuvole fosche che vi si stavano addensando, e dolorante perché ho camminato probabilmente troppo e mi fa male un’anca, oltre ad essermi sgarbellato un dito mettendo il trolley nella rastrelliera dell’Italo, per fortuna al viaggio di ritorno.

Girare Venezia senza la folla di turisti è bellissimo, quasi irreale: non so quanto tempo passerà ancora prima di vedere Piazza San Marco semivuota come era venerdì, forse ci vorrà un’altra pandemia. Già sabato e specialmente domenica l’affluenza era aumentata, quasi tutti italiani ma anche qualche straniero, in prevalenza tedesco. Anche a Como, leggevo oggi sul giornale locale, sono tornati i tedeschi: il tassista che ci ha portati a casa ieri sera dalla stazione minimizzava e poi si lamentava che i tedeschi spendono poco, insomma amico contentati, anche loro hanno avuto i loro problemi mi pare…

A Venezia ero stato diverse altre volte ma mai per più di un giorno e confesso che ero andato poco oltre i luoghi canonici come Piazza San Marco, il Palazzo Ducale, il ponte dei Sospiri ed il ponte di Rialto; tra l’altro c’ero stato un paio di volte in occasione della regata storica e non si riusciva nemmeno a camminare, mentre la primissima volta ero stato insieme al mio coinquilino siculo di Parma per il Carnevale: e incredibile tra le migliaia di persone presenti, fatti pochi passi fuori dalla stazione incontro una ragazza del mio paese, sorella di un mio caro amico, che era a Venezia a studiare architettura: fenomeni paranormali, serendipity, non so. Fatto sta che ci siamo dati appuntamento al pomeriggio, avrebbe dovuto portare un’amica ma non ci siamo più visti.

L’albergo era in posizione strategica, tra Piazza San Marco e Rialto, comodo per ogni spostamento, sia a piedi che ovviamente con il vaporetto. Che costicchia, ma è indispensabile e comunque il biglietto cumulativo si ripaga dopo pochi viaggi. Il distanziamento è aleatorio, viene fatto un controllo sul numero massimo (ridotto rispetto ai tempi normali ma pur sempre notevole). Certo che una volta quando a Venezia si parlava di maschere si pensava a tutt’altro… Sabato sera assembramenti a Rialto, ma non li posso biasimare perché sicuramente se avessi avuto venti anni e con tutte quelle ragazze intorno mi sarei assembrato anch’io.

Abbiamo visitato con tutta calma S.Maria della Salute, San Giorgio con il Campanile con visuale su tutta Venezia, Burano e Murano (Burano splendida con le sue casette colorate, sembra di essere a Copenaghen o forse viceversa); certo questi non vedono l’ora che si riempia di nuovo perché campano con i turisti, ma egoisticamente io sono stato molto contento di camminare senza essere spintonato.  A San Marco, che avevamo visitato in passato abbastanza bene, siamo entrati solo per ammirare la Pala d’Oro; l’arte ha avuto una buona parte con la Scuola Grande di S.Rocco con le sessanta tele del  Tintoretto e le Gallerie dell’Accademia, dove mi ha colpito il ciclo restaurato di S.Orsola. Ma naturalmente questa per me era solo una scusa: quello che cercavo era solo camminare all’aria aperta, mangiare e godere di altre attività ricreative sacrificate ai lockdown. L’aria aperta mi ha fatto bene, il colore bianco smart-working si è un po’ attenuato; per pranzare e  cenare abbiamo trovato diversi posticini dove mangiar bene senza svenarsi e per le altre attività non mi posso lamentare. I ristoranti erano abbastanza pieni; sabato ho fatto fatica a prenotare, ho richiamato anche quello dove eravamo stati il giorno prima che mi ha detto che all’esterno era tutto pieno però se avevo la partita Iva mi poteva far mangiare all’interno, facendo una specie di contratto di somministrazione. Io la partita Iva l’avrei ma mi è sembrato un po’ esagerato, considerato poi che da domani si potrà mangiare dentro; comunque siccome la sera minacciava pioggia (che non ha fatto) in un’altro ristorante ho chiesto di mangiar dentro e non hanno fatto un plissé, avranno applicato le regole della Repubblica Serenissima?

Rombo di 1,2 kg al forno con patate, pomodorini e olive taggiasche. Altro che Pfizer!

Mia moglie avrebbe voluto visitare la Biennale di Architettura ma non me la sono sentita; siamo arrivati solo fino all’Arsenale, dove c’è il Salone della Nautica, senza però entrare.  Una visita strana, perché casuale, è stata invece alla Chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Malta o San Giovanni dei Furlani, dove il custode vedendoci avvicinare ci ha invitati ad entrare e ci ha raccontato tutta la storia. I Cavalieri di Malta avevano moltissimi possedimenti lì intorno, Napoleone glieli ha portavi via (non senza ragioni) ed una parte è poi ritornata. Contiene una bella pala d’altare di Giovanni Gentile recentemente restaurata (curiosità: siccome l’opera è ora dello Stato Italiano che l’ha data in usufrutto perpetuo ai Cavalieri di Malta il restauro si è dovuto fare completamente dentro il priorato).

Quando lavoravo per una ditta di Padova il fratello di un mio collega aveva abbandonato un posto fisso per mettersi a fare il gondoliere: chissà se l’avrà rimpianto in questo anno?

Abbiamo viaggiato con Italo, puntualissimo sia all’andata che al ritorno; il distanziamento viene mantenuto bene, le coppie o le famiglie possono viaggiare insieme facendo il biglietto apposito. Sul treno locale che ci ha riportato da Milano a Como una scena indicativa dei tempi: una signora continuava a tossire, ed un ragazzo che le sedeva davanti ad un certo punto si è alzato e l’ha giustamente apostrofata, dicendole di mettersi almeno le mani davanti alla bocca.

Ed eccoci qua, amiche e amici, ritornati al tran tran: domani avrà le sue pene, ma intanto questi giorni ce li siamo goduti. A presto!

E la mascherina?

18 pensieri su “Cronachette dal paese dei migliori (13)

  1. Non solo senza mascherina (la signorina) ma anche si dovrebbe mantenere la distanza? 🙂
    Insomma, acciaccato ma felice (e satollo!), bravo bravo!
    Ti si legge sempre volentieri e di fronte alla desertificazione generale di blogger che spuntano per quasi subito sparire o lasciare il blog inerte, tu meriti un plauso per la fedeltà alla bandiera.
    Peraltro è un ottimo esercizio di scrittura per tenersi in forma allenati.

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    • Ero indeciso se mettermi a fare la settimana enigmistica o scrivere una paginetta, alla fine ho scritto perché se no dovevo concentrarmi troppo… è vero Guido, tanti blog chiudono o languono, sarà la pandemia? O sarà lo strumento che ha fatto il suo tempo? Ad un certo punto ci estingueremo e resteranno solo le influencer. Ma sarà come per i supermercati: gli influencer si influenseranno tra di loro… 😂 p.s. di signorine come quella della gondola ce n’erano diverse, purtroppo non ho potuto fotografarle perché ero controllato a vista, ma valevano la visita! 😉

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      • Suppongo che i blog, come formula, abbiano fatto il loro tempo sotto la pressione dei vari Twitter, Instagram, Whatsapp ecc. più spicci (e nevrotici) e che non richiedono l’uso e la conoscenza dei congiuntivi e magari anche un minimo di elaborazione del pensiero.
        Forse, resiste di più Facebook.
        A parte che ho l’impressione che qualsiasi sia la formula se non si ha un pallino preciso (viaggi, cucina, poesia…), l’entusiasmo iniziale tipico in ogni campo, è destinato presto a spegnersi.

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        • Si, credo tu abbia ragione, come la TV generalista anche i blog generalisti non reggono più. Questa specializzazione a me spaventa un po’, sarà che non sono esperto di niente o che ho molte curiosità, ma pensare di scrivere di una sola cosa mi farebbe passare la fantasia… anche per quello cerco di alternare i racconti di Olena con le cronachette ed altri racconti di tempi passati. Può anche essere che la gente non ha molto da raccontare, o che si demoralizzi se non ha il seguito che si aspetta. Ma a chi, come noi, scrive per i posteri (non con il posteriore) che importa? 🤣🤣🤣

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  2. Sono stata a Venezia più volte spesso per lavoro Il problema è che quando lavoravo non potevo visitarla e quando è stato due volte per piacere era super affollata.
    Non è comunque tra le mie mete preferite.
    Quanto al blog ci sono certamente quelli tematici ma anche questi si sono praticamente tutti trasferiti su Facebook che mi sono rifiutata di mantenere e chiusi in lo tempore.
    Leggo volentieri i blog perché almeno quelli che seguo danno in pochi minuti il piacere di un racconto breve raccontando o raccontandosi.
    Questa pandemia per molti è stata mentalmente produttiva Io ne sto uscendo molto affaticata ma il mio blog c’è e anche le mie logorroiche osservazioni sui blog altrui.
    Bonne soirée 🍷🍷

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    • Anch’io ho praticamente abbandonato FB. È impossibile fare delle discussioni interessanti, ed è pieno di fuori di testa, almeno per la mia esperienze. Meglio qua, poca brigata vita beata! Venezia anch’io non la metto in cima alle preferite (Roma caput mundi) ma ha un indiscutibile fascino, specialmente quando il tempo è bello perché con la nebbia non saprei… ad ogni modo girare per le calli con poche persone dà una certa emozione, ma la pacchia (si fa per dire) sta per finire…

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