Cronachette dal paese dei migliori (12)

Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso… e anche Burgnich, la roccia, se ne è andato. Meglio così, Tarcisio, e perdona se ti chiamo affettuosamente per nome ma per me sei stato come un amico più grande, uno dei miti della mia giovinezza: questo mondo non è più per persone come te, serie, dure ma corrette, gente di sostanza e di cuore, capace di risorgere dopo i tradimenti, di lottare sempre, di schivare e schifare i riflettori e le ruffianerie. Il calcio è diventato una merda, Tarcisio, e non solo quello: lassù ritroverai tanti compagni della squadra più forte del mondo, rimettiti in forma roccia, che quando sarà il mio turno verrò a cercarvi per applaudirvi ancora e magari, chissà, mi permetterete di palleggiare insieme, in paradiso tutto è possibile…

Nello stesso giorno i mercanti cinesi che hanno acquistato la “nostra” squadra si accordavano con l’allenatore per una buonuscita di sette milioni di euro, poco più della metà del suo stipendio di un anno: quanti milioni avreste dovuto guadagnare in proporzione voi, che avete vinto tutto? Tu e Giacinto, la coppia di terzini più forte della storia, cosa sareste stati oggi? O magari non vi avrebbero nemmeno fatto giocare, perché si preferisce prendere scarponi da tutto il mondo pagandoli anche a peso d’oro, con contorno di parassiti troie e ruffiani?

E a proposito di troie, pochi giorni fa era morto Franco Battiato. Povera Italia, aveva scritto, e come non riconoscersi nell’amarezza delle parole di quella canzone, quel “tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni”? Purtoppo con uno di quei buffoni ci era finito anche lui, quel Crocetta che lo volle come assessore nella sua giunta regionale siciliana (è ora di togliere l’autonomia alle regioni autonome, altro che darla anche alle altre) e poi, appena disse qualcosa di sgradito ai partiti ma verissimo, e cioè che in parlamento siedono decine forse centinaia di troie disposte ad ogni cosa per soldi, si affrettò a scaricarlo. Sessismo, che vergogna, rispetto delle istituzioni, si scatenarono le boldrine sciocche. Il rispetto bisogna meritarselo e le troie ci sono in tutti i sessi, ma certo è più facile alzare polveroni su una parola che condannare chi per soldi cambia casacca e fa cadere un governo. E  la vogliono far passare per politica?

Dichiaro qua, una volta per tutte, che non me ne frega niente di Lukashenko e di Navalny. Mi indignerò per i diritti umani dei paesi che ci stanno antipatici solo quando la stessa indignazione ci sarà per gli “amici”: Erdogan, i libici, gli sceicchi, gli egiziani… finché i  “dittatori che ci fanno comodo”, come ha detto il Migliore dei Migliori, possono fare  quello che vogliono, di Lukashenko me ne frego. Tra l’altro ho visto in tv una cosiddetta oppositrice democratica con alle spalle una bandiera vagamente nazista: anche questa una nostra amica? Ad esempio, vogliamo dire che l’amico Netanhjau per il suo esclusivo tornaconto ha creato ad arte una provocazione e all’ovvia risposta di Hamas ha mandato l’aviazione a spianare Gaza, facendo più di 200 morti per la maggior parte civili, contro i 10 che ha avuto Israele?  (Ricordo che la proporzione nazista per le rappresaglie era di 1:10, qui mi sembra siamo ben oltre, ma Israele è ovviamente democratico. Ma uno stato è democratico solo perché si vota? No, perché allora si vota anche in Bielorussia, che ci piaccia o meno).

E, giusto per essere coerente, non me ne frega niente nemmeno di ddl Zan: i cosiddetti diritti civili a buon mercato quando i diritti sociali vengono calpestati tutti i giorni non mi appassionano. Tanto per dire, dei 40 miliardi sbandierati ai destinatari di bonus e di reddito di emergenza non è ancora arrivato niente: ma come, non dovevano essere soldi pronti e “veri”, come se gli altri avessero dato quelli del monopoli? E come mai la nostra informazione così attenta ai Lukashenko non dice che il 74% degli aiuti finora è stato preso dalle aziende, che ogni giorno piangono miseria?

Piangono sempre, tutti… diamine, non riaprono le piste da sci, disastro nazionale: e poi succede che appena riaperta una funivia pur di non perdere qualche giorno di guadagno tolgono le sicurezze facendo morire la gente. Che poi purtroppo a volte i lavoratori, mi dispiace dirlo, ci mettono del loro: quanti  infortuni sono occorsi in fabbrica perché per fare più produzione gli stessi operai disattivano le sicurezze per sostenere i ritmi, o per compiacere i capetti o a volte solo per stupide gare?

Certo amiche e amici direte: ma che ti è successo oggi Giò che hai una parolina buona per tutti, ti ha morso la tarantola?

E’ che è morto anche un mio amico del paese, poco più giovane di me, ci chiamavamo l’uno l’altro “socio”, come di due che ne avevano fatte parecchie. E’ morto di Covid ma non di Covid, ovvero aveva dolori da qualche tempo ma tra esami rimandati e ricoveri impossibili si è ridotto che non stava più in piedi: andato al pronto soccorso l’hanno fatto aspettare in macchina perché mancavano letti, senza nemmeno guardarlo e con dolori lancinanti (una infermiera gli ha detto testualmente: “e che ci posso fare, mica posso prenderlo in braccio”); finché finalmente dopo ore l’hanno ricoverato e gli hanno fatto la morfina, e hanno congedato la moglie dicendogli che l’avrebbero avvisata loro, perché con il Covid non si può stare vicini ai propri cari, nemmeno se stanno malissimo. Infatti la mattina dopo l’hanno chiamata, ma solo per dirle che suo marito nella notte era morto: aveva un tumore in stato avanzato, l’oncologo ha chiesto alla moglie il permesso per fargli l’autopsia dato che “è strano perdere dei pazienti così velocemente”. La moglie è stata molto signorile ed ha solo detto che era meglio se l’avessero guardato quando era vivo piuttosto di indagare ora che era morto: a che serve, a chi? Tanto lo metteranno nelle statistiche Covid. Ecco, questo è come siamo ridotti dopo un anno di pandemia, non siamo nemmeno riusciti a separare gli infetti dai sani, grazie ai nostri ospedali pensati da cervelloni per il comodo dei dottori, non dei malati.

Adesso smetto, amiche e amici, perché la rabbia è troppo forte, mi serve una pausa:  ho prenotato un weekend a Venezia e spero che nel frattempo tutti i migliori se ne vadano a quel paese.

19 pensieri su “Cronachette dal paese dei migliori (12)

  1. Purtroppo il quadro che dai è la realtà, cambiano i dettagli da latitudine a latitudine, democrazia falsa o vera o dittatura, ma il risultato finale non cambia.
    C’è da dire che non mancano le persone generose, le brave persone, ed è proprio grazie a queste se il Paese va avanti, peccato che non contano, non hanno voce nè mai l’avranno.
    Verrebbe da dire: Brutto momento, ma la Storia insegna che non c’è epoca che sia stata felice. Anzi, noi qui, per la prima volta abbiamo generazioni (le recenti) senza i patemi di una guerra, siamo ancora fortunati, alla faccia dei sovranisti-populisti-salvinisti&trumpiani-Orban&Co – che rimestano e provocano.

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  2. Io mi soffermerò solo sulla prima parte del tuo scritto che mi ricordaun film tenero e comunque di analisi sociale,come sempre fa Ken Loach: Il mio amico Eric. Ovvero il quotidiano di un povero diavolo, un postino, che condivide il suo tran tran vuoto con il suo amico immaginario il calciatore Eric Cantona… Se non lo hai visto Ti assicuro che vale la pena.
    Io sono molto dispiaciuta che sia morta Carla Fracci un altro pilastro del ‘900.
    Buona notte 🌱⚘

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  3. Condoglianze per il tuo amico morto in condizioni tanto assurde. In un certo senso riflette l’assurdo che ci aleggia intorno per ogni dove. L’ultimo episodio, quello della funivia caduta con i suoi passeggeri, non è che la punta dell’iceberg. E’ espressione di quella filosofia imprenditoriale che pervade questo disgraziato paese da sempre.

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    • Dai tempi di Burgnich abbiamo subito una mutazione non solo culturale ma antropologica, da homo sapiens siamo diventati homo stronzis e queste sono le conseguenze… grazie per le condoglianze, sarebbe morto lo stesso perché ormai il cancro era ad uno stadio avanzato, ma così è avvilente. Tanto valeva fargli una puntura a casa sua, almeno sarebbe morto tra i suoi cari…

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      • Anche la follia ha una sua logica, come dimostra il fatto che, a presiedere la confindustria, sia proprio l’ex presidente della confindustria lombarda, ovvero quello che si oppose in tutti i modi all’imposizione della zona rossa, l’anno scorso, nella zona tra le provincie di Bergamo e Brescia. E sappiamo come andò a finire.

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    • Pure questa ci tocca! Speriamo bene. Leggevo che i cinesi vogliono vendere un po’ di giocatori per ripianare il bilancio, sarebbe una cosa che dovrebbero fare tutte le società e smetterla di pagare certi ingaggi… rimpiango l’Inter di Bersellini, quando c’erano solo italiani (non per nazionalismo, ma certi brocchi sopravvalutati almeno non sarebbero in circolazione). Comunque, che dire? Daje Simone! 😉

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