Cronachette dal paese dei migliori (9)

Weekend di quasi liberi tutti, amiche e amici, ieri sulle strade del lago venivano segnalati sette chilometri di coda: bentornati ai vecchi tempi! Sabato abbiamo fatto un giretto in città con una coppia di amici, andata e ritorno a piedi (da casa mia circa sette chilometri, la sera ero abbastanza provato); sensi unici pedonali, che quando l’ho raccontato a mia sorella al paese è scoppiata a ridere, anche se forse non è una novità assoluta: ricordo male o anche a Venezia ci sono delle calle a senso unico?

Segnalo che i fiori sulle donne hanno sempre il loro fascino: al mattino avevo preso dei fiori per mia moglie per conto di mio figlio che non aveva tempo () e sono poi passato in farmacia; la farmacista è rimasta un po’ delusa che l’omaggio non fosse per lei, ma quando le ho detto che era per la mamma (non ho specificato di chi) mi ha dato del tenero e gentile. E lo sono, eccome se lo sono! Al pomeriggio invece mia moglie e la sua amica sono volute passare al mercato coperto, dove c’è una fioreria storica gestita da persone gentilissime, con prezzi molto onesti. I mazzi ovviamente sono rimasti in mano a me ed al mio amico; camminando abbiamo superato una bella donna di colore, molto alta, che ha fatto i complimenti ai fiori e mi ha chiesto se fossero per lei. Mia moglie, qualche passo indietro, vedendomi abbastanza in imbarazzo sghignazzava; la donna noncurante ha continuato a fare degli apprezzamenti passando all’abbigliamento, e quando l’amica di mia moglie arrivata in soccorso ha fatto notare che anche le mie scarpe erano molto belle e giovanili, da sgarzellino, la donna ha concordato ed ho temuto che me le volesse sfilare dai piedi, cosa che dopo i chilometri fatti non le avrebbe fatto buon pro. Insomma, se volete conquistare niente di meglio che un buon vecchio mazzo di fiori! O un cagnolino, anche quello fa effetto.

A proposito di cagnolino, domenica dopo la messa sono andato a comprare il giornale all’Esselunga (trovo assurdo che per comprare il giornale si debba entrare nel supermercato, ma le edicole nel mio quartiere sono scomparse) ed ho assistito ad una scenetta molto divertente, ovvero vicino all’uomo che prende la temperatura c’era legato un cagnolino, uno di quelli assurdi da compagnia che violentano le Pigotte, e la proprietaria, un travestito brasiliano (non chiedetemi come faccio a saperlo) lo salutava da lontano, causandone un abbaiare fastidioso e provocando sguardi di astio dell’omino del termometro. Che teneri!

Per domenica ero stato invitato, per la mia fama consolidata di scrittore, a scrivere una lettera alla mamma che è stata allegata al foglietto degli avvisi settimanali; era dai tempi delle elementari che non lo facevo e devo dire che me la sono cavata abbastanza bene (fidatevi sulla parola, non la pubblicherò), ho ricevuto molti complimenti e qualcuna mi ha detto che l’ho fatta piangere. O piangere o ridere, con le donne non ci sono le mezze misure.

Le vaccinazioni procedono abbastanza bene, si sono aperte le prenotazioni per i cinquantenni, domani toccherà a mia moglie; c’è l’allarme per le RSA, hanno dei buchi di bilancio paurosi e qualcuna ha annunciato la chiusura: e grazie al cavolo, la metà dei vecchietti li avete ammazzati, e adesso chi si fida a mandarvi i propri cari? Mettendoli tra l’altro in prigione, dato che non si possono nemmeno andare a trovare (ora però pare che si potrà). Ma, se ci pensiamo, la proliferazione di queste strutture, per la maggior parte private, questi parcheggi in attesa della morte, non è indice della miseria morale della nostra società?

Chiudo con due notiziole leggere: la prima è che l’Unione Europea sta autorizzando la produzione del vino a basso contenuto alcoolico, anche Dop e Igp. Perché, mi chiedo? Ad annacquare il vino non bastano gli osti dei Castelli Romani? E poi, se uno vuole allungare il vino, non può farlo da solo, tra l’altro scegliendo anche che acqua metterci? E se uno non vuole l’alcool, perché non si beve la Coca Cola? Mistero.

Come invece spero che la scoperta al Circeo dei resti dei nove uomini di Neanderthal permetta di far luce su uno dei più impenetrabili misteri della preistoria, a cui come ricorderete si sono dedicati per anni dei ricercatori dell’Università di Oxford: il pene dell’uomo di Neanderthal aveva l’osso o no?

Amiche e amici, state tranquilli, i sacerdoti del mercato tra cui il nostro Migliore dei Migliori stanno discutendo delle iniquità del mercato: siamo a posto, siamo a cavallo, infatti strada facendo si sono persi anche la deroga (non sia mai l’abrogazione) dei brevetti sui vaccini. L’importante non sono i brevetti, ma la produzione dei vaccini ha detto Ursula. Se poi spiega anche come fanno i poveri a produrre i vaccini se devono pagare il brevetto, ci farebbe un favore. Forse è vero che serve il vino senz’acqua, ma a loro però.

11 pensieri su “Cronachette dal paese dei migliori (9)

  1. L’immagine del neanderthaliano con il suo piccolo utensile dal nerbo (potenzialmente) osseo mi ha in un primo tempo distratto da una questione che i miei felici trascorsi a contatto con il mondo enologico avrebbero dovuto fin da subito mostrarmi come di enorme rilievo, e che ho provato ad approfondire qui: https://www.ilpost.it/2021/05/08/acqua-nel-vino-ue/
    Il tema, come sempre in questi casi, è articolato e complesso e ci sono ragioni commerciali valide che sembrerebbero dirci come la prospettiva di un Barolo dealcolato potrebbe non essere quell’eresia che di primo acchito mi farebbe balzare dalla sedia; io che abito proprio in prossimità delle zone di elezione di cotanto nobile vino e che intristirei ad accostarne un calice al naso presagendo di non avvertirne la nota alcolica che mi hanno insegnato a riconoscervi. Sul fatto di allungare il vino con l’acqua concordo in pieno con il mio illustre concittadino “Carlin” Petrini: capisco tutto, va bene tutto, ma questo proprio no, eh!
    Grazie, dunque, per avermi segnalato l’argomento, che pur se di stretta attualità mi stava quasi per sfuggire da sotto il naso (proprio come un grande rosso dealcolato, ahimè, in che tempi ci tocca vivere, solo per poter vendere qualche migliaio di bottiglie in più a uno sceicco del Bahrein).

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    • E’ un mondo sempre più difficile… ma che lo chiamino succo d’uva, come quello di mele, perché devono chiamarlo vino? (che poi secondo me gli sceicchi si bevono quello buono, altro che quello annacquato…) . Anche mia suocera la pensa come Carlo Petrini: allungare il vino con l’acqua per lei è peccato mortale! :-). Mi hai fatto venire in mente che è da un bel po’ che non bevo un bel calice di Barolo, dovrò rimediare prontamente!

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