Tre stelle per Olena – 2

La mattina seguente a Villa Rana le attività stentano a riprendere.
«James, mi sento come se mi fosse passato sopra un treno. Peggio di così non poteva andare, ma noi non abbiamo colpa, ti pare? Non potevamo fare niente per evitare la disgrazia».
James, chino sul divano dove è distesa Gilda, appoggia delicatamente una pezzuola umida sulla fronte della sofferente.
«Effettivamente, signora, gli avvenimenti sono precipitati improvvisamente» la consola il comprensivo maggiordomo.
«Che brutta fine, non se la meritava. O sì?» si chiede la Calva Tettuta, ripensando alla sera prima.

«Liza Maelström è l’anima del ristorante Giudizio di Odino a Gamla Stan, nel pieno centro storico di Stoccolma, autrisce di libri di successo come “Cento sfumature di aringa”, “Acida come un’aringa ascida” e addirittura la fiaba “Marina l’aringa”; il piatto che sci propone sono i famosi panzerotti all’aringa, che per l’occasione ha rivisitato accompagnando l’aringa con nuovi ingredienti, che sveleremo solo dopo la degustazione della giuria di qualità. Liza, vuoi dire qualcosa al pubblico italiano?» la invita Turchese, di un buon palmo più basso.
«Ciao Italia! Sono molto felice di essere qui, e spero che tra una pizza e uno spaghetto impariate a mangiare anche le aringhe che contengono molto fosforo e da quanto si dice in giro pare che ne abbiate proprio bisogno» saluta cordialmente la procace Liza.
Alessandro Turchese si affretta ad allontanare il microfono dalla svedese e spingerla verso la sua postazione, annunciando con enfasi il concorrente seguente:
«Dal Marocco il re della tajine¹, Ahmed Marrakech! Il suo ristorante di Casablanca, Le Zac et voilà, è rinomato per le sue squisite frattaglie speziate, ed è un punto di riferimento obbligato per quanti si trovano a passare nella sua scittà»
L’accostamento Casablanca-frattaglie provoca un sussulto a Miguel riportandogli alla mente ed al cuore la ex fidanzata Paio Pignola alias il transessuale cubano Hector Garcìa con il quale era arrivato ad un passo dall’altare.
«Ahmed ama definirsi un classico innovatore, e lo si nota anche dal suo abbigliamento» fa notare Turchese, e infatti l’uomo salito sul palco con movenze da furetto indossa un lungo katfano ma sul capo un cappellino da rapper al posto del tradizionale fez.
«Cosa sci hai portato, Amhed?» chiede il conduttore, saltando i convenevoli.
«La creazione di questa sera» risponde Marrakech ispirato «unisce la millenaria tradizione berbera ai profumi del mare, la dolcezza dei datteri delle oasi del deserto ai peperoncini di Agadir, desiderio e conquista, passione e appagamento. Come dice il Profeta…»
«Grazie Ahmed» lo blocca Turchese preoccupato di non turbare sensibilità religiose «ma non vorremmo svelare troppo… puoi dirsci intanto come sci chiama il piatto che proponi?»
«Casonsèi al cuscus» risponde laconicamente il marocchino, indispettito.
«Casonscelli al cous cous?» chiede conferma il presentatore.
«No, casonsèi al cuscus. Sei sordo per caso?» si congeda amabilmente Ahmed, raggiungendo il suo posto.
«Sorda sarà tua sorella, piede nero² del cazzo…» sibila sorridendo a denti stretti Turchese, apprestandosi a chiamare il concorrente successivo, interrotto però da una voce che si alza dal fondo della platea:
«Impostore!» tuona un omone intabarrato, puntando il dito sul palco.
«Ma prima del prossimo concorrente, linea alla pubbliscità!» reagisce prontamente il conduttore, mentre gli uomini della sicurezza si muovono per bloccare il disturbatore.
«Cominciamo bene…» commenta Turchese tra sé e sé, sfilandosi gli occhiali e asciugandosi il sudore dalla fronte con un fazzoletto immacolato.

tagine with beef, chickpeas and vegetables, close-up

¹ Pentola di terracotta che dà il nome alla pietanza che vi viene cotta a base di carne, pollo o pesce, accompagnati da olive, prugne, limoni canditi o mandorle.
² In realtà Pied-Noirs erano detti i francesi d’Algeria rimpatriati dal ’62, poco c’entrano quindi con i marocchini.

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