Cronachette dell’anno nuovo (17)

E così siamo tornati in zona rossa. Stavolta è per salvare la Pasqua, l’ultimo sforzo ci assicura il governo dei migliori. A me sembra la stessa identica cosa che avrebbero fatto anche i peggiori, però adesso non si sentono commercianti o gestori di campi di sci lamentarsi, o perlomeno non li fanno sentire: e dunque tutto bene.

Le vaccinazioni, perlomeno qui dove abito, vanno a rilento; in settimana il vaccino Astrazeneca è finito sotto osservazione perché ci sono stati diversi casi sospetti in Europa ed in Italia di morti per trombosi dopo essersi vaccinati. Un coro quasi unanime cerca di esorcizzare gli allarmismi: be’ signori cari, per non allarmarsi ci vogliono risposte chiare e certe, nell’attesa se uno preferisce non farsi vaccinare con quel vaccino non vedo perché dovrebbe essere arruolato tra i no-vax o i nemici della patria. Personalmente già diffidavo, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi; quando arriverà lo Sputnik, deciderò. Non capisco bene cosa debbano decidere Ema o Aifa o quant’altro: se sui russi funziona perché su di noi dovrebbe essere nocivo, forse perché loro lo accompagnano con la vodka?

A proposito di bevande, dato che la cantina iniziava ad avere dei vuoti ho ordinato un po’ di vino, mai in zona rossa senza rosso dice il saggio. L’autista mi ha salutato come un vecchio amico, si è rallegrato di trovarmi in buona salute e mi ha confortato della scelta fatta informandomi che lui stesso ha fatto buona scorta. Chissà se un giorno, oltre al fumo, sarà messo fuori legge anche il vino, e ci ritroveremo come vecchi cospiratori a bere in cantine clandestine?

Sabato abbiamo fatto una passeggiatina fino in città, non c’erano assembramenti anche se vigili urbani e protezione civile era pronti a transennare le vie per far defluire la gente con sensi unici pedonali; ieri invece, che la giornata era ancora più bella, abbiamo evitato il lago e siamo andati a fare una bella passeggiata con qualche coppia di amici. Una volta si sarebbe camminato in gregge, ora ci stiamo abituando al distanziamento anche tra amici, e così si procedeva per coppie, lontani l’uno dall’altro e per parlarsi bisognava urlare. Abbiamo fatto qualche chilometro di vie secondarie, molto verde, sta scoppiando la primavera e le piante in fiore sono spettacolari, con dei gialli e dei rosa fantastici. Sono decisamente fuori allenamento, e oggi mi fanno male le gambe. Abbiamo parlato, tra le altre cose, delle proprietà benefiche della mela annurca, che sembra stimoli la crescita dei capelli: dovrò ordinarne qualche cassa, ma che diavolo è questa mela annurca?

Mi sono meravigliato che Enrico Letta abbia raccolto l’appello disperato rivoltogli dalle varie bande tribali di cui è composto il PD. Di solito quando uno lo prende in quel posto una volta non corre a mostrare il deretano, a meno che non gli piaccia: se è così, caro Enrico, buon pro ti faccia. Per quella gente lì ci vorrebbe un Charles Bronson, non un Don Matteo: ce l’hai la pistola, o almeno le pall(ottole)? Spero che lo spirito che ti animi sia quello di V come Vendetta, altrimenti tra qualche mese o settimana ti ritroverai ancora a stare sereno. Nel discorso di accettazione non sono mancate le solite supercazzole dello Ius Soli o del voto ai sedicenni, mi sembrano proprio argomenti all’ordine del giorno, per un partito che sta sul pezzo.

La notizia che più mi ha addolorato, questa settimana, è stata quella della morte di Raoul Casadei. Chi mi segue da un po’ sa che in gioventù ho contribuito a fondare un’orchestrina da ballo, suonavamo liscio, musica leggera, swing, musica sudamericana, samba, cha-cha-cha, bolero, beguine… abbiamo cominciato a fare serate a sedici anni, e ci accompagnavano i nostri genitori; l’orchestra spettacolo di Casadei era uno dei nostri miti, altro che Genesis, altro che Led Zeppelin. Ciao Mare fu forse il primo pezzo che imparammo, ero ancora al clarinetto, prima di passare al basso; siccome firmavo i borderò della Siae, ovvero il modulo che bisognava riempire ogni serata con l’elenco dei pezzi che erano stati suonati per riconoscere i diritti agli autori, periodicamente le case discografiche mi mandavano a casa gli spartiti, quelli di Casadei erano forse quelli più completi, e mi sono arrivati fino a qualche anno fa, quando ormai non suovano più da qualche decennio. Nella nostra zona non c’erano grandi balere come in Romagna, c’erano sale piccole ricavate da cinematografi, sale di ristoranti, addirittura stalle riadattate… gente semplice, appassionata, festosa, forse ingenua, come sicuramente lo eravamo noi, ragazzini di un’altra epoca. Romagna e Sangiovese, la Mazurka di periferia, Ja Ja Allegria… grazie, Raoul, per tutta la gioia che ci hai dato, e che speriamo nel nostro piccolo di essere riusciti a trasmettere.

Amiche e amici, è con un pizzico di nostalgia che vi saluto, ero molto più giovane e la mela annurca sicuramente non mi serviva;  vado a stappare una bottiglia, alla mia ed alla vostra salute. A presto!

10 pensieri su “Cronachette dell’anno nuovo (17)

    • Non vedo l’ora di assistere ad una nuova bella campagna sullo Ius Soli. Matte risate! L’unica cosa che dovrebbe fare Letta è buttare fuori i renziani, invece già parla di uno schieramento largo. Che ti devo dire, contenti loro, a me non mi fregano più…

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  1. Qua in Romagna siamo tutti un po’ in lutto, sia chi lo conosceva personalmente Raoul, sia chi doveva solamente conosciuto attraverso le sue canzoni. Ha lasciato detto che lui il funerale non lo voleva, perché voleva che la gente ridesse e si divertisse, non che piangesse.
    Mio nonno disse la stessa cosa. Volle la banda che suonò valzer e mazurka.
    Ed anche io spero che al mio funerale ci sia gente che beve Sangiovese e mangia la piada col salame, e mi ricordi ridendo.
    Perché noi romagnoli forse siamo un po’ così, un po’ patacca sì, anche in zona rossa. Anche quando vediamo certe porcate ripetersi.

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    • Un’icona del suo tempo, con la sua simpatia aveva ridato “dignità” e popolarità ad un genere sempre considerato minore; la sua orchestra ha dato e continua a dare, anche senza di lui, gioie e soddisfazioni e deliziare gli appassionati del ballo liscio. Io purtroppo non ho mai imparato a ballare bene, e suonando ero ammirato nel guardare certi “virtuosi”. Non ultimi i miei genitori, ai quali piaceva molto ballare…

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  2. La mela annurca è una specialità di una zona del casertano, quella che volge verso Benevento e Nola. Non so se la coltivazione è stata diffusa altrove perché qualche anno fa pare che il Signor Melindo disse che non ne valeva la pena.
    Il saggio che disse mai senza vino rosso in zona rossa aveva il naso rosso? Comunque non esiste l’ubriacatura passiva quindi non dovreste essere a rischio. Però per il fumo visto che il Governo rinuncia volentieri a incassare poteva rinunciare anche ai soldi delle sigarette e vietare il fumo per strada, dato che c’è tanta gente che si abbassa la mascherina e poi per fumare, sono un po’ come quelli che al supermercato chiedono di superare la fila perché hanno l’auto in doppia fila, aggiungono un difetto a un altro.
    Infine su quel tipo che era andato a Parigi, se uno volesse votare in base alla serietà e al mantenimento degli impegni, i primi a essere bocciati dovrebbero essere proprio quelli che annunciano il ritiro dalla politica e poi tornano indietro.

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    • In effetti in molti annunciano di abbandonare la politica, chi promette di andare in Africa, chi ad insegnare, ma poi tornano tutti. L’impegno politico comunque è affascinante, se uno lo intende non come ricerca spasmodica del potere, anche se il potere è necessario per raggiungere i propri obiettivi, o meglio quelli del proprio partito, e quindi dei cittadini che si rappresentano. Prima di tutto infatti bisognerebbe chiarire chi si vuol rappresentare, e per fare cosa… l’accenno al Governo che rinuncia volentieri ad incassare è relativo alla smania di cancellare le cartelle esattoriali? Personalmente sono in totale disaccordo ad una moratoria generalizzata, si premiamo come al solito i furbi; si vada a vedere chi davvero è in difficoltà, altrimenti è come togliere l’Irap a tutti, anche a chi non ha rimesso una lira… tra l’altro qui a Como, e lo dico da fonti molto affidabili, un buon 70% di quelle cartelle sono di gente che ha portato i soldi in Svizzera, che è qua a due passi, e non si è nemmeno degnato di aderire ad un condono o ad una scudatura… perché diavolo questi non dovrebbero pagare? E perché Salvini li difende, dato che loro i soldi li avevano portati in Tanzania? Grazie delle info sulla mela annurca, adesso faccio una ricerca se c’è qualche coltivatore anche da queste parti, magari in qualche mercatino le trovo, quando riapriranno i mercatini…

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      • Io capirei se volessero fare qualcosa per le cartelle competenze 2020 ma qua si parla di cose del 2015, che dimostrano anche l’inefficacia dell’esattoria quando era Equitalia, non so se ora che è parte dell’Agenzia delle Entrate le cose sono migliorate. A meno che non sia fumo negli occhi, nel senso di rinunciare a soldi che si davano già per perduti, non notificati, prescritti, eccetera.
        Il “difetto” della mele annurca è di non essere glamour, come vedrai se cerchi foto su internet, o meglio se le trovi “dal vivo”.

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