Cronachette dell’anno nuovo (16)

Che tristezza, amiche e amici. E’ finito Sanremo. E adesso cosa faremo in queste tristi serate di arancione rafforzato? Tra parentesi i numeri della provincia, qua, sarebbero da zona rossa, ma il presidente del consiglio regionale ci ha tenuto a rassicurarci, per ora il rosso non ci sarà. Magari domani. Ieri, domenica, è saltato il consueto pranzo domenicale dalla suocera, che abita in un altro paese. Mi sembra una inutile crudeltà, con il motivo di preservare gli anziani dal contagio, impedirgli di passare qualche ora con i parenti, anche stretti. Allora se si vuole salvare i nonni si dovrebbe anche impedirgli di fare da baby sitter ai nipoti mentre le scuole sono chiuse, facendo in modo che possano accudirli i genitori senza rimetterci stipendio o lavoro… e mi chiedo: ieri sono andato alla messa, c’erano più di cento persone (la capienza massima ora è di centotrenta). Il distanziamento e alcune regole, come quella della questua, mi sembra si siano un po’ allentate: lì non c’è pericolo?

A Sanremo hanno vinto i Maneskin, non ho avuto il piacere di ascoltarli perché evidentemente mi addormentavo molto prima della loro esibizione; per combinazione però ho sentito due volte Orietta Berti, che poverina ha cantato una canzone che sarebbe stata antica anche negli anni ’50; invece ho apprezzato la Vanoni che ha fatto un figurone con un medley dei suoi successi, biascicava qualche parola ma quello l’ha sempre fatto e quindi non si può del tutto imputare alla ragguardevole età, ottantasette anni. Comunque il testo della canzone dei vincitori mi pare azzeccato al momento: siamo fuori di testa, ripete, e chi non lo è?

Prendiamo il PD: come altro definirli se non fuori di testa? Hanno costretto  il segretario, quella brava persona di Zingaretti, a dimettersi sbattendo la porta, ed ora gli chiedono di ripensarci, come se niente fosse.  Sono anni che si assiste alle diatribe di questa banda di cacicchi, che questo è, che da anni non decide cosa vuol fare e cosa vuol essere, uniti solo, e non sempre, nell’essere contro (per finta) a qualcuno, prima Berlusconi, poi Salvini, a cui dovrebbero fare un monumento per avergli dato una ragione di esistere, e francamente non se ne può più. E la prossima volta, per chi si voterà contro? Io lo so già, voterò contro Renzi da qualunque parte si metta, anche se dall’altra parte ci fossero le reincarnazioni di Gengis Khan o Attila l’Unno.

Nel weekend ho fatto qualche passeggiata, ho scribacchiato, letto; molte meno auto in giro, l’ambiente ringrazia; a proposito di ambiente ho letto un interessante un articolo sul National Geographic riguardo le coltivazioni di frutta tropicale che stanno prendendo piede nel Sud Italia, specialmente in Sicilia: mango, avocado, banane; e dello spostamento verso il nord di coltivazioni che fino a poco tempo fa erano sconosciute o del tutto marginali, come gli ulivi in Valtellina. Fa riflettere come quello che per qualcuno è un disastro, come il riscaldamento globale, per qualcun’altro possa essere un’opportunità. Ho anche fatto un po’ di parole crociate, ripenso alla moglie di un mio vecchio amico che cascasse il mondo tutte le settimane doveva completare la sua Settimana Enigmistica, con l’aiuto di una Garzantina, l’enciclopedia tascabile; adesso bisogna resistere alla tentazione di trovare le soluzioni più difficili con google…

L’avvenimento più significativo di questi giorni mi sembra il viaggio di Papa Francesco in Iraq; una terra dove i cristiani, prima dell’aggressione anglo-statunitense (e degli altri “volenterosi”) del 2003, fatta sulla base di pretesti e menzogne, attacco scatenato senza il consenso dell’Onu e senza dichiarazione di guerra, erano un milione e trecentomila, e persino il vice presidente Tarek Aziz era cristiano. Hanno pagato duramente sia l’esportazione della “democrazia” che la successiva guerra civile: Daesh non è stata certo clemente (ma nemmeno con i musulmani a loro ostili, se vogliamo essere onesti) e quelli che non sono morti in gran parte sono dovuti scappare. Francesco ha portato un messaggio di solidarietà, di vicinanza, di attenzione in un momento in cui sembra che esista solo la pandemia, e tutto il resto è dimenticato colpevolmente, e di speranza: perdono e riconciliazione, lavorare per l’unità… spero lo ascoltino, sia da quelle parti che altrove.

Stasera replica di Montalbano, torniamo alla normalità: il Metodo Catalanotti secondo me è uno dei racconti meno riusciti del maestro, e anche mia moglie che è una fan sfegatata questo romanzo lo detesta perché il commissario perde la testa per una giovane collega e lascia la fidanzata storica, Livia. Il bello è che se la prende con me, come se l’avessi scritto io (magari) o addirittura fossi Montalbano…

Mentre scrivo mi arriva la notizia di due colleghi, a Milano, risultati positivi: me la vedo brutta, amiche e amici, qui non se ne esce. Se non ci sbrighiamo a prendere ‘sto Sputnik, siamo fritti.

Ah, dimenticavo: tanti auguri alle donne. Per fortuna ci siete voi, a questo mondo…

27 pensieri su “Cronachette dell’anno nuovo (16)

  1. C’è da capire il povero Zingaretti, non è facile fare il segretario in un partito in cui i gruppi parlamentari rigurgitano di renziani assatanati. Sappi che, anch’io, voterò a prescindere contro Renzi. Dovesse anche indossare l’eschimo e scendere in piazza a gridare che il potere non si cambia ma si abbatte. 🤣🤣🤣🤣🤣

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    • Per farli fuori bisognava andare a votare, ma piuttosto di perdere le poltrone hanno preferito fare il governo con i 5S, che avevano escluso solo l’anno prima. Ma già con l’idea di farlo cadere… Ah, ah, comunque non preoccuparti, l’abbiamo già visto col giubbotto di pelle alla Fonzie, metterà anche la tunica come Lo Renzi d’Arabia in groppa al cammello ma l’eskimo dubito… 😂

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  2. L’unica cosa buona in mezzo a tanta melma, è il viaggio del Papa e il suo messaggio, che fiorisce però su una passato di vergogne umane (Leggi Bush jr. & Co.)
    Viaggio che acquista tanto più valore se si pensa ai viaggi dei due Mattei, rispettivamente a Mosca e in Arabia e dintorni.

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    • Domenica ho seguito la messa da Erbil, e dallo studio c’era il commento di don Filippo Di Giacomo, molto preciso e duro nel sottolineare le responsabilità, che risalgono alla decisione sciagurata e criminale del 2003. Ma la Chiesa con papa Woytila già all’epoca era stata ferma nel condannare la guerra, naturalmente inascoltata. A Mosca tornerei anch’io volentieri, magari senza Mattei, mi piacerebbe proprio… chissà quando si potrà fare.

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  3. In un mondo tutto fuori fase i partiti litigano per dare spazio al loro individuale super ego. Acquista maggiore valore questo viaggio di Papa Francesco. Altro che nuovo rinascimento!
    Il Pd ondivago diventa quarto partito e purtroppo non vedo chi potrebbe in termini di carisma risollevare le sorti.
    Grazie per gli auguri dell’8 marzo e per averci regalato un Yul Brynner versione cosacca anche se Andy Garcia o Benicio del Toro mi avrebbero maggiormente rallegrata.
    Ha smesso di piovere buona giornata!!!

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    • Ah, ah, adesso mi segno le tue preferenze, così la prossima volta che metto un maschietto li allego. Qui il tempo è buono, ma l’aria mica tanto… 🙂 Stamattina leggevo di Enrico Letta, ma non penso sia compatibile con i renziani rimasti, e poi chi glielo fa fare, lì ci vuole la sciabola, non il fioretto…

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      • Enrico Letta è l’unico tra i politici che quando ha detto con la politica smetteva Così ha fatto insensibile ad ogni lusinga si e trasferito a Parigi ed è docente dell’Institut d’Etudes politiques … altra storia ! perché mai dovrebbe andare a impantanarsi ora che davvero è sereno?
        Buona giornata!

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      • Mi correggo sono andata a controllare ed Enrico Letta e presidente dell’Istituto Altroché Bruscolini si dice a Roma! Mentre il bulletto di Rignano va in Arabia a parlare di nuovo Rinascimento per 80mila eurini Un senatore in carica! Senza pudore!
        Ariciao

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    • Hai ragione, il libro mi era rimasto così impresso che pensavo di aver già visto anche il film… 😂 dopo aver visto il film ribadisco che secondo me si tratta di uno dei romanzi meno belli di Camilleri, e anche la regia di Zingaretti ne ha risentito (Sironi comunque era un’altra cosa). Il finale l’hanno cambiato, nel libro lei partiva e Montalbano forse la seguiva. Per fortuna in quelli successivi Camilleri non ha dato seguito a questa storia d’amore, forse si era pentito anche lui… 😉

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