Cronachette dell’anno nuovo (5)

Stamattina sono tornato a far spesa alla Coop per prendere quelle cosette a cui sono adibito; ho notato che hanno messo un bancone con roba in scadenza che vendono a prezzi stracciatissimi, ero tentato ma appena la sera prima mi era stato intimato di controllare bene la scadenza degli affettati e così non mi sono azzardato. Ho cercato se ci fosse qualche panettone ancora per la colazione, ma purtroppo sono finiti, peccato avrei dovuto farne una scorta più consistente. Una giovane e carina commessa originaria dell’est Europa, a cui mi è capitato qualche volta di chiedere aiuto, mi ha riconosciuto nonostante mascherina, giaccone allacciato fino in gola e berretto di lana in testa. Mi avrà riconosciuto dagli occhi? Fisionomista! Nella breve lista che mi ero fatto c’erano anche le mascherine (10 a 3 euro) ma arrivato alla cassa mi sono distratto perché la cassiera, una vivace calabrese più o meno della mia età, mi ha chiesto se volevo le figurine dei giocatori dell’Inter e del Milan, e così abbiamo intavolato una piacevole discussione su quando eravamo bambini e riempivamo gli album di figurine, lei pare quello dei cantanti (che ho fatto anch’io, per la verità) ed io quello dei giocatori… non ricordava quello sulle figure storiche del risorgimento, strano. Abbiamo concordato che da giovani facevamo anche molte altre cose ed era tutto molto più bello, come si addice a due vecchietti.    

Al momento è sospesa la fornitura per la nostra amica nigeriana alla quale come ricorderete faccio il favore di comprare roba pesante, dato che non ha la macchina per trasportarla, specialmente acqua e latte. Prima gliele lasciavo fuori casa, poi ad un certo punto ha preferito venirsele a prendere lei da noi, caricando tutto sullo scooter, perché pare che non voglia farsi vedere da vicini invidiosi; ora pare che sia stata comunque scoperta, e quindi preferisce che non glieli prendiamo più. Ora per carità, l’invidia è una brutta bestia, lo sappiamo tutti, ma come si faccia d essere invidiosi di una donna che ha perso un figlio di venticinque anni senza un perché e che si fa un “mazzo tanto” dodici ore al giorno, se non di più, è al di fuori della mia comprensione, penso che siamo in una dimensione tra superstizione e credenze tribali, e mi dispiace anche perché non c’è modo di convincerla a fregarsene.

I lavori del riscaldamento vanno ancora avanti e siamo di nuovo al freddo; non invidio gli operai anche se secondo me, se ci fosse qualche pensionato a controllarli, andrebbero più spediti.

Da qualche settimana, dopo un periodo in cui il fenomeno si era interrotto in favore di pillole contro la stipsi e rimedi favolosi per alluci valghi, ha ripreso la corrispondenza di signorine desiderose senza mezzi termini di fare sesso con il sottoscritto. Anche signore sposate il cui marito stranamente si allontana il giorno successivo. Me ne guardo bene dal cliccare sui link che immancabilmente allegano, nel caso migliore mi troverei il PC impestato di virus e nel peggiore posso immaginarlo ma preferisco evitarlo. Quanto sono lontani i tempi in cui la candida Olena inviava garbati messaggi ai gravi uomini!

Ho cominciato un mio personale decluttering, in cui è specialista l’amica Celia, cercando di riordinare qualche armadio e cassetto. Il mio decluttering però è molto light, in genere è solo uno spostamento in cantina, stavolta però grazie al lavoro che sto facendo per riordinare i copioni delle commedie per ragazzi che ho scritto in dieci anni circa di attività ho un bel po’ di fotocopie da buttare tra la cartaccia. Il lavoro di editing del libro è ormai quasi a metà, ne sono compiaciuto perché le commediole sono carine, mi meraviglio di come ho potuto scriverle, e mentre le riordino mi vengono in mente tutte le prove fatte, i ragazzi che hanno interpretato i vari personaggi,  le ricerche per le scene ed i costumi, le emozioni dei debutti… piacerà, non piacerà, ci chiedevamo ogni volta? E’ una bella soddisfazione, per un autore anche se infimo, vedere i propri personaggi prendere vita. A volte anche troppa vita…

 Il lavoro, voglio dire quello per cui mi pagano, mi sta rubando un po’ troppo tempo, e non capisco come facessi a combinare più cose quando avevo un tragitto di tre ore tra andata e ritorno per andare in ufficio che adesso; il fatto è che prima avevo tre ore che non erano perse ma erano tutte per me… ed ecco perché vorrei tornare al più presto alla vecchia vita.

Mentre si va avanti con le solite occupazioni, vivendo insomma, ci sarebbe anche una crisi di governo: ne sentivamo la mancanza? Almeno io no di certo,  spero che Conte nel suo prossimo DPCM inserisca una clausoletta per mettere fuori legge il partitino di Renzi. In radio oggi lo sentivo dire, come un Salvini qualsiasi “ci sarà un motivo se abbiamo avuto più morti di tutti in Europa, se abbiamo avuto il crollo più grande dell’economia, se le scuole hanno fatto meno giorni in presenza di tutti”… eccome se ce n’è di motivi, e ben più di uno, ed il primo forse è proprio che c’era lui nel governo… comunque discutere con Renzi è come fare a cappellate con i piccioni, come diceva mio padre, e mio malgrado ho dovuto dar ragione alla Meloni che ha detto di essere nauseata da queste sceneggiate. Lei veramente sembra sempre nauseata, ma questo è un altro discorso…

Amiche e amici, prima che mi parta la scheggia interrompo questa tirata: il cielo è azzurro, in frigo ci sono gli spiedini da cucinare stasera e domani sarà un altro giorno, nonostante tutto.

La trovate alla Coop, corsia 9

24 pensieri su “Cronachette dell’anno nuovo (5)

  1. È quella dell’Est che poi invece tu vai a parlare alla calabrese? Edddai!
    Renzi… finora ogni volta che vedevo la faccia di Salvini o Trump voltavo subito pagina se era il giornale e cambiavo canale se era la TV, adesso Renzi è passato decisamente in testa ai miei “preferiti”. Se ci teneva a fare il golpe, ebbene, c’è riuscito.
    Capisco il “pudore” della nigeriana, meno i vicini, il loro avere invidia (o rancore?!) invece che sana ammirazione.
    D’altra parte, come sancito dal Libro dei Libri, non è incominciato tutto con un serpente e proseguito con Caino che uccide Abele?

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    • Questa faccenda dell’invidia è micidiale… probabilmente non le perdonano il fatto che è una donna che va avanti senza bisogno di nessuno, che ha un lavoro in regola ed una casa… avrebbe dovuto essere sottomessa a qualche sanguisuga, rimanere una “negra”, insomma… sai, frequentandola un po’ mi sto un po’ vaccinando verso l’impulso di considerare tutti quelli che arrivano qua “poverini”, ce ne sono tanti che non vedono l’ora di potersi appollaiare alle spalle di qualcuna che lavori per loro… comunque la Coop come vedi è multietnica e ci vado sempre volentieri. 🙂

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  2. piove sempre sul bagnato, è proprio vero: sull’amica nigeriana già abbastanza gravata di suo cade l’invidia (di chi, poi?); su un Paese disastrato, incerto, confuso cade la sciabolata del Pierino (alias Matteo) “degno compare” dell’omonimo. Non c’è pace… se non leggendoti, Gio’, riesci sempre a strapparmi un sorriso tra le righe.

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  3. Il bancone con roba in scadenza mi sembra una cosa onesta, soprattutto per chi, presumo tra l’invidia generale, ha problemi economici, ma gli affettati li eviterei anche se non ancora ufficialmente scaduti.
    In questo periodo di mascherine mi capita spesso di notare, in verità più in televisione, gli occhi delle donne che secondo me sono il loro punto di forza, le tette passano (come spero anche Renzi).

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    • Ho già deciso per la prossima settimana di prendere delle buste come, se ci sono… sul fascino degli occhi sono d’accordo, penso a donne arabe velate, o indiane, con gli occhi scuri messi in evidenza dal trucco… Oriente misterioso e evocativo…

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