Troppo positivo!

Amiche e amici, l’eccesso di positività che mi contraddistingue ha debordato ed è finito sull’esito del tampone di verifica. Quando per scaramanzia dicevo che quasi quasi mi sarebbe dispiaciuto lasciare la stanzetta ebbene mi sono dato la zappa sui piedi perché adesso mi toccherà rimanerci ancora per almeno dieci giorni. Dopodiché tampone o non tampone potrò uscire, perché saranno passati ventun giorni senza sintomi: dovrò stare attento a mantenere il distanziamento perché suppongo che, se dovessi risultare ancora positivo, potrei contagiare qualcuno… comunque le linee guida sono queste, probabilmente penseranno che dopo tre settimane senza sintomi la carica virale sarà molto bassa, e allora come mai il tampone la rileverebbe? Mistero.

Così come è un mistero il fatto è che l’esito mi sia arrivato da un laboratorio di Napoli. Napoli, vi rendete conto? Tutti i giorni camion di tamponi si fanno più di 800 chilometri per essere analizzati a Napoli. Non so voi ma a me questa pare una follia bella e buona; pare che questo laboratorio abbia vinto una gara, dato che l’azienza sanitaria locale non aveva abbastanza macchinari, e se tanto mi dà tanto mi chiedo: ma in quanti in giro per l’Italia (e spero solo per l’Italia) stanno mangiando con ‘sti benedetti tamponi? Possibile che fosse proprio necessario arrivare fino a Napoli?

Questa storia mi ricorda quanto successo ad una mia amica, che lavora per una lavanderia industriale che ha come clienti alberghi e ospedali: bene, fino a un paio di anni fa questa ditta aveva l’appalto per l’ospedale pubblico della città; rifatta la gara d’appalto, questa è stata vinta al ribasso da una ditta di Bologna, che ovviamente non avendo interesse a far fare avanti e indietro alle lenzuola ha subappaltato il lavoro alla lavanderia della mia amica che così si ritrova a fare lo stesso lavoro di prima, con molti meno margini che ovviamente si ripercuotono sulla qualità del lavoro e sui salari, e con questo appaltatore che in sostanza è un parassita. Dicono che così la pubblica amministrazione ha risparmiato, ma a che prezzo per l’economia locale? Ha senso tutto ciò? Io dico di no.

Fa freddo e nevica, era da molto che non lo faceva e spero che si pulisca un po’ l’aria; così ho meno rimpianti nel non poter uscire, dato che non l’avrei fatto lo stesso…

Ieri sera volevo vedere una commedia e invece ho visto “Santiago, Italia”, un film-documentario di Nanni Moretti che parla delle vicende cilene del ’73, ovvero del colpo di stato militare che depose il presidente eletto Salvador Allende, ucciso (o suicidatosi) nel palazzo presidenziale della Moneda addirittura bombardato dall’aviazione cilena. Colpo di stato ovviamente fomentato e sostenuto dagli Stati Uniti per i quali un paese socialista nel cortile di casa, così considerano il sudamerica, non era tollerabile: prima con boicottaggi e scioperi dei trasporti si blocca l’economia, mentre si soffia sul fuoco dei media e della stampa prezzolata e poi, naturalmente per evitare la guerra civile come ha avuto il coraggio di dichiarare uno dei militari intervistati, si interviene militarmente. Oggi la trama è appena poco più sofisticata, ma se si va a vedere quello che è successo in Brasile, Bolivia, Venezuela, si può fare due più due…

Tanti cileni furono uccisi, la nostra ambasciata si distinse tra quelle che riuscì a ospitare più rifugiati e riuscì a farne arrivare parecchi in Italia, dove tutti trovarono un’accoglienza solidale, un lavoro (commovente quello che racconta un vecchio delegato sindacale: mi assunsero in regola, allora non esistevano mica tutte quelle boiate che esistono adesso), una nuova patria. L’Italia di allora, cari miei, era infinitamente migliore di quella di adesso, sotto tutti i punti di vista, e la caricatura che se ne vuol fare definendoli “anni di piombo” è per non ammettere che c’era una coscienza politica, civile e perfino religiosa che è venuta meno. Di fatto l’Italia non riconobbe mai la giunta militare di Pinochet come legittima, mentre ci sarebbe parecchio da ridire sul comportamento di “San” Wojtyla con il dittatore cileno, con il quale nel corso di una sua visita in Cile nell’87 si affacciò ad uno dei balconi di quella Moneda bombardata nel golpe…

Come vedete amiche e amici cerco di coltivare la negatività, ci riuscirò? Ho dieci giorni di tempo, potrebbe essere alla mia portata!

27 pensieri su “Troppo positivo!

  1. Ohhh…Gio’ Post di altro profilo questo tuo sull’onda dell’amarezza di questa tua fase… e reagisci alzando il tiro ( se è per questo, San Woitila ha sulle mani beatificate il sangue dell’ex Jugoslavia… è cosa nota le sue pressioni sulla cattolica Croazia per dare il via all’orrendo effetto domino che ne è seguito)

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    • Come si dice Ettore, scherza coi fanti e lascia stare i santi… ma io tutta questa santità in Wojtyla non l’ho vista, è stato un papa mediatico si, molto conservatore, con lui il concilio Vaticano II non è andato molto avanti. Ha distrutto la teologia della liberazione, odorava di marxismo e la sua missione principale era abbattere il comunismo. Il comunismo ha decisamente contribuito ad abbatterlo, ma quello che è venuto dopo non mi pare sia molto meglio, e lo stesso cristianesimo si è perso nel gorgo del consumismo, ed ha voglia Papa Francesco a sgolarsi, chi lo ascolta quando parla di mercato ingiusto e economia dello scarto? In sostanza, un fallimento; così come non mi è piaciuta la retorica della sofferenza, apprezzo molto di più Ratzinger che quando non ce l’ha fatta più ha lasciato.

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  2. Noooo che brutta notizia…
    A me mi hanno tamponato oggi, ora aspetto l’esito ma la vedo male anche per me. Più che altro se continuo a stare senza contatti umani per altri 10 giorni rischio di diventare simpatica come un dito in quel posto dove non batte il sole…

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  3. Eh vabbè però se metti un’immagine così tanto positiva a chiusura di un post solo leggermente negativo la bilancia non può che pendere per il più…
    Io sono reduce da un tour de force in un pronto soccorso di cui credo scriverò presto. Niente di grave, e tampone negativo, fatto e elaborato nel raggio di pochi km e solo a causa di un macchinario guasto in sede.
    Forza e coraggio…

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  4. Stavo proprio riflettendo che le signorine erano scomparse ma le voilà… ecco la Biancaneve a sanare la lunga lacuna. Non c’è male, niente male, poverina, certo che uno non può restare indifferente (intendo a una povera creatura esposta nuda al gelo)
    Nel contempo, mi viene il dubbio che l’esito del tampone napoletano ti abbia (correttamente e sono solidale con te) incattivito da lasciare quel fiorellino in preda al ghiaccio.
    Il tuo post è cileno a cominciare già prima che parli del Cile, con la storia del giro dei tamponi, ma si può?????
    Dubbio più dubbio: ma il tampone l’avranno fatto a dovere? Chi mi dice che sia corretto???? Ripeto: fino a che punto credere che sia affidabile.
    Che affare c’è sotto? C’è la camorra che s’è buttata sui tamponi?
    L’importante, a questo punto, è come ti senti tu, se ti senti bene e tutto funziona: olfatto, appetito e i gusto di assaporare un buon Recioto.
    Poi col tempo che c’è, tampone fasullo o no, puoi prenderti il piacere di un supplemento di (chiamiamola) vacanza.
    Concludo: Dagli apparati statal-fiscal-politici della Repubblica mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.

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    • Su questa storia dei tamponi che vanno su e giù per l’Italia dovrebbe indagare Report… non metto in dubbio la bravura degli analisti napoletani ma 800 chilometri sono 800 chilometri, ci vorranno trasporti attrezzati, ma possibile che costava meno che in qualche laboratorio più vicino? E possibile che l’unico criterio sia il costo, ci sarà qualcuno che controlla? Ho voluto stemperare l’amarezza con la bellezza, che ci sta sempre bene… stasera comunque ho ricominciato a bere vino, che vacanza sia! 😉

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  5. gio’, o della assoluta naturalezza della politica.

    considerazioni tutte da condividere; peccato che alla positività della mente e del cuore corrisponda al momento quell’altra, che dev’essere definita così per gusto del paradosso.

    ma non te la prendere troppo, passerà presto; e non mandarmi fuori le signorine mezze nude nella neve che gli fai pigliare un accidente anche a loro! 🙂

    tienle in casa, con te, ad allietarti la quraantena….

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  6. San Wojtyla non disse mai una parola sul vescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, assassinato dalla mafia del golpista D’Abuisson. In compenso condannò la chiesa nicaraguense perchè era schierata con gli ultimi e contro la dittatura di Somoza. Evidentemente anche i santi hanno padrini nella gerarchia cattolica romana.

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    • Proprio così… tutto quello che odorava di marxismo per Wojtyla era il diavolo. Pensare alla vicenda di Romero, che da vescovo tutto sommato conservatore prende coscienza della situazione e decide di schierarsi senza se e senza ma, è esemplare… mi ricorda un prete qua che venne ucciso anni fa da uno dei rifugiati che ospitava, e il vescovo di allora disse più o meno che se l’era cercata. Nel Cile, per tornare a quella vicenda, un cardinale si spese molto per salvare le persone, facendo aprire le chiese, proteggendo la gente, non concepiva che l’esercito facesse la guerra al popolo… ovviamente il santo allo scadere del 75° anno l’ha messo da parte, avanti un altro…

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  7. Va da sé che non condivido quanto dici sui vari papi e l’andamento della Chiesa in generale (questo più nei commenti). Ma questa è una noticina a margine.
    Sugli anni Settanta, concordo pienamente, purché sia chiaro che di fianco alle virtù che citi il “piombo” ci fu eccome, e non dipese certo da una coscienza politica, civile ecc. più forte, quanto piuttosto da una deviata e priva di senno.

    Comunque, anche qui a Brescia (e a Bergamo, non dimentichiamo i fratellini montanari), neve.

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    • Sui Papi non avevo dubbi… 🤭 gli anni ’70 sono stati anni di grandi conquiste sociali; il piombo è frutto della strategia della tensione orchestrata dagli stessi del Cile… le bombe stragiste a cui risposero i gruppi armati rivoluzionari. Semplifico molto, ma è la storia: tutto iniziò a Piazza Fontana, nel ’69, per contrastare l’ascesa dei partiti di sinistra, e poi il compromesso storico. E, nel caso, ci sarebbe stata Gladio o Stay Behind pronta, come ammise anni dopo lo stesso Cossiga. Ma protagonisti e dibattito su un livello molto più alto di quello attuale… sulla Chiesa quello che osservo è che in questi ultimi venticinque anni tra crisi di vocazioni e perdita di fedeli mi pare proprio che la globalizzazione abbia colpito molto più del comunismo… individualismo, consumismo, forse troppo malinteso benessere… pochi ma buoni? O pochi ma pochi?

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      • Direi “molti, e da poco”.
        Il piombo mi pare ben altro che una banale catena di reazioni, quasi chimiche.
        Ma che il livello politico e culturale fosse più alto, eccome; anche nel malaffare si aveva pur sempre l’onore d’esser truffati da uomini che sapevano il loro mestiere.

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        • Bè, certo non era l’Eden, scandali ce ne furono anche allora (uno per tutti:Lockeed) ma c’era anche una stampa (certa stampa, tipo L’Espresso) molto agguerrita nel denunciarli. La deriva ci fu il decennio dopo, con il pentapartito (Berlinguer giustamente sollevava la questione morale), ed infine arrivò Mani Pulite. Non so se ti riferisci a qualche episodio particolare, io ricordo il famoso discorso di Moro a difesa della DC, “non ci faremo processare nelle piazze”…

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