Siamo seri, please!

Cronachette della fase tre (23-25 settembre)

Ieri il nostro Presidente della Repubblica prof. Sergio Mattarella (che il Signore ce lo conservi) ha dovuto rispondere all’ineffabile premier britannico Johnson, sofferente di incontinenza verbale e alcolica, che per giustificare il fatto che i contagi nel suo paese crescono molto di più che nel nostro (segno che nonostante i vari Porto Cervo e Billionaire qualcosa abbiamo imparato…) ha detto che gli inglesi si stanno contagiando più di noi perché amano la libertà più degli italiani e dei tedeschi. Che il premier di uno Stato che si dice amico possa pronunciare frasi così sconclusionate fa temere che il Covid gli abbia danneggiato irreversibilmente le cellule cerebrali, già deboli di loro; per non infierire il nostro Presidente, con la moderatezza e la classe che lo contraddistinguono, ha precisato che anche noi amiamo la libertà, ma amiamo anche la serietà.

Qui sono entrato in crisi di identità. Ma siamo proprio sicuri, Presidente? No, perché per quanto arbitrario possa essere il tracciare i caratteri distintivi di un popolo non mi pare che la serietà sia al primo  posto tra le nostre qualità, e nemmeno al secondo. Si potrà dire che siamo fantasiosi, a volte geniali, cordiali, allegri e spesso caciaroni, laboriosi nonostante le apparenze (siamo pur sempre una delle maggiori potenze industriali: ma per quanto ancora?), che ci piace il buon cibo ed il buon vino, che sappiamo improvvisare ed arrangiarci; ma sulla serietà ho dei dubbi.

Non siamo noi ad aver iniziato due guerre mondiali da una parte ed averle finite dall’altra? Non siamo noi nell’ultimo quarto di secolo, per non tornare più indietro, ad aver votato massicciamente un uomo che ci ha dato lustro con i suoi bunga-bunga, le sue bandane, le corna nelle foto ufficiali e i cucù alle cancelliere teutoniche? Non siamo noi a coltivare un debito pubblico che ci pesa sulle spalle come un macigno, senza riuscire peraltro a risolvere problemi annosi come disoccupazione, l’arretratezza di buona parte del paese, la mafia (pardon, la criminalità organizzata)? Non siamo noi ad aver fatto diventare questo un paese per vecchi, costringendo le menti giovani più brillanti ad andarsene in cerca di fortuna all’estero, perché qua gli si chiudevano tutte le porte? Non so a voi cari amici, ma a me tutto questo non sembra tanto serio, anzi a dire la verità mi pare desolante e tafazzianamente autolesionista.

Vi faccio solo un piccolo esempio, e lo faccio a futura memoria perché quanto racconto non si è ancora avverato ma si avvererà.

Prima partiamo però da una buona notizia, e cioè che le Ferrovie Nord rimborsano gli abbonamenti per il periodo del lockdown. In verità non ci speravo ma non credo che sia farina del loro sacco, saranno stati obbligati; comunque rilasceranno un voucher da usare per i prossimi abbonamenti. Io di solito faccio l’abbonamento annuale, con il quale si risparmia abbastanza: ma l’anno prossimo non so, se non mi fanno tornare in ufficio che lo faccio a fare l’abbonamento? E in quel caso dove me lo ficco il voucher? Ma, a parte questo che giustamente direte sono fatti miei, continuo con le Ferrovie Nord per dire che stanno mettendo in funzione un nuovo sistema di apertura delle sbarre dei passaggi a livello, più sicuro e controllato dicono loro. In merito potrei aprire una parentesi sulla scelta illuminata di questi ultimi anni  di aver eliminato casellanti e lavoranti, che mantenevano se non altro il presidio del territorio, e poi lamentarsi che le stazioni diventano terra di nessuno, oltre al fatto che si elimina del lavoro e quindi poi si deve dare il reddito di cittadinanza a chi non lavora: solo a me sembra assurdo?

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Comunque, non divaghiamo. Dovete sapere che Como e Milano sono collegate da due linee ferroviarie, quella di cui parlo parte a Milano dalla stazione di Cadorna, a due passi dal Castello Sforzesco quindi in pieno centro, ed arriva proprio sul lago, basta scendere dal treno ed attraversare la strada. Una comodità pazzesca per i milanesi ed i turisti che da Milano vogliono venire a visitare la bella cittadina lariana, treni abbastanza frequenti, nessun bisogno quindi di utilizzare l’auto. Ma, come capirete, l’area a ridosso del lago è molto appetibile per chi voglia fare una bella speculazione immobiliare; e già ci aveva provato l’amministrazione di centrodestra una decina di anni fa (giunta Bruni, formigonian-berlusconian-leghisti, quelli del disastro delle paratie e dello spostamento dell’ospedale dalla città ad una periferia paludosa in cui si è sospettato _ e indagato male _ fossero  stati interrati rifiuti tossici) con tanto di rendering e nuova skyline (quando si vuol fregare la gente semplice un po’ d’inglese va sempre bene); allora però non ci riuscirono perché furono travolti dallo scandalo paratie, ed i comaschi con un sussulto di dignità se ne liberarono alle elezioni successive; purtroppo però anche la giunta di centrosinistra si insabbiò sulle paratie, quando sarebbe bastato portare i libri in tribunale, ma come si dice cane non mangia cane ed alle elezioni successive ritornò in sella il centrodestra, stavolta a trazione leghista-fratelliditaliota. Quelli per dire che hanno un’assessore ai servizi sociali che, nel punto dove è stato ucciso don Roberto la settimana scorsa, aveva fatto togliere le panchine dove sedeva qualche immigrato, ha fatto chiudere la fontanella ed i bagni chimici, col risultato che potete immaginare: ah, è anche andata di persona a togliere le coperte a dei senzatetto, dopo aver fatto chiudere il dormitorio. Uno strano concetto di servizi sociali, non trovate?

Bene, siccome l’area è ancora là, come fare per convincere la cittadinanza ad alienarla, anzi farselo proprio chiedere per piacere? Ed ecco che entrano in gioco i compari, pardon gli amici alle Trenord, ed i giornalisti compiacenti: il nuovo sistema allungherà il tempo di attesa di un minuto (1) in centro città; questo provocherà inevitabilmente, secondo loro, ingorghi da girone dantesco: addirittura è stato calcolato (probabilmente con lo stesso criterio dell’aumento/diminuzione dei contagi) che ci sarà una perdita di tempo giornaliera di 2 ore e mezzo. Ora, siamo seri amici, primo perché l’aumento sarà di un solo minuto, perché per perdere due ore e mezzo uno dovrebbe stare tutto il giorno ad attraversare il casello; secondo le auto in centro non dovrebbero nemmeno andarci se fossimo un paese civile; terzo in periferia, come da me, i tempi diminuiranno e non di poco perché attualmente le sbarre stanno chiuse quasi dieci minuti e poi lo saranno per due minuti e mezzo. Giornale locale con titoloni, allarme peggio della pandemia: sarà il disastro, il collasso, l’apocalisse. La soluzione qual’è stata? Chiedere alle Trenord di non mettere in funzione il nuovo sistema nella tratta in città; e se non possibile, far fermare il treno nell’ultima stazione prima di entrare in città, e da lì poi raggiungere il centro con navette. Una mossa subdola, si crea un allarme fasullo, qualcuno a cui dare la colpa (i compari di Trenord, che a loro volta troveranno qualcuno su cui buttarla, il ministero va benissimo all’uopo) ed ecco imbastita una bella speculazione: posso sbagliarmi, ma non credo.

Se davvero fossimo seri questa gente non dovrebbe amministrare nemmeno una casa derrena, come non si vergognò di dire l’allora Presidente della Repubblica Cossiga (che se fossimo stati seri non avrebbe mai dovuto occupare quella posizione) a proposito del giudice Livatino, di cui proprio l’altro giorno si sono ricordati i trent’anni dall’uccisione; e invece sono lì, perché sono stati votati da persone serie.

Amiche e amici, in questo momento sta infuriando una bufera con pioggia torrenziale e grandine; osservo dalla finestra le piante del balcone, ed anche i nanetti, sballottati di qua e di là; se fossimo seri (ma tutti stavolta, non solo noi italiani) dovremmo preoccuparci un po’ di più del clima, e un po’ meno dell’esame di italiano di Luis Suarez… adesso vi saluto, spero almeno i nanetti di salvarli!

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28 pensieri su “Siamo seri, please!

  1. Mattarella solo a sentirne il nome mi fa dormire. Ci vuole un’abilità a dire sempre cose così precisine e nel contempo vuote. Che gli italiani non sappiano cosa farsene della libertà lo conferma non solo l’eterna ricerca dell’uomo forte, ma i rimpianti per i Savoia, gli “illuminati” Borbone, il fascismo e anche il comunismo.

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    • La libertà in effetti è impegnativa, se uno non sa che farci è anche pericolosa, può far fare delle grandi stupidate. Più facile affidarsi all’uomo forte o crogiolarsi nelle nostalgie (io nella nostalgia ci casco spesso, comunque). Noi di solito la libertà la decliniamo come possibilità di farsi gli affari propri, e degli altri chi se ne importa. Non mi consola il fatto che mi pare che buona parte del mondo non sia messa meglio… posso approfittare per chiederti una cosa? Come mai non hai abilitato i commenti nei tuoi post (che trovo sempre interessanti, tra l’altro)? Oh, liberissimo di fare come vuoi, eh! Mattarella nella confusione imperante lo trovo rassicurante, poteva andare peggio, e forse ci andrà al prossimo giro…

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          • Ma è anche il mandante del mattarellum. Si è detto in questi giorni che un parlamento light non è rappresentativo ma secondo me lo sarebbe solo col proporzionale. L’errore è stato votare il maggioritario perché Craxi col suo 14 per 100 ricattava gli altri.

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            • Se non ricordo male la legge elettorale di cui fu relatore Mattarella, il Mattarellum appunto, fu fatto dopo il referendum promosso da Segni e dai Radicali per il maggioritario; anche allora l’argomento principale era la lotta alla partitocrazia. Fu un tentativo di ammorbidire l’esito del referendum, in stile democristiano, lasciando un 25% di proporzionale, anche se con uno sbarramento del 4%. Infatti i promotori referendari non furono molto contenti… I referendum ebbero un successo plebiscitario, la campagna per il maggioritario come panacea di tutti i mali fu martellante, e del resto il sistema politico stava implodendo, con Mani Pulite che spazzò via la Prima Repubblica. Non so se ci abbiamo guadagnato…

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              • Per Mani Pulite col senno di poi no: il sistema ha sviluppato gli anticorpi , gli italiani sono diventati più propensi alle liti giudiziarie, si moltiplicano i programmi di scandalismo e impegno incivile senza contraddittorio. E poi le inchieste andavano bene finché si limitavano ai pochi mostri come Craxi e Poggiolini, man mano che si allargavano a colpire il malaffare diffuso perdevano consenso. I magistrati poi, non ne parliamo, e dire che quasi speravamo in loro per cambiare radicalmente il paese.

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  2. Vedi di proteggerli quei nanetti, letto il tuo post mi ci sono identificato 🙂
    Ammiro la tua buona volontà, affrontare un post così dettagliato e impegnativo non è da tutti i blogger. Non posso ahimè che condividerlo e dico ahimè perchè contiene troppe verità sul nostro conto. Da anni, ormai mi sono convinto che esistono due Italie, una di parassiti-burocrati-mafiosi e cosiddetti furbi (perchè poi i ladri li si onora col termine di Furbi?) e un’altra silenziosa e anonima ma grazie alla quale il Paese bene o male va avanti.
    Ma pare ormai che sia nostra tradizione avere una truppa meravigliosa con dei generali incapaci, imbelli, vigliacchi e arroganti (vedi tutte le guerre Grandi Prima e Seconda e altre piccole passate) così come grandi aziende di Stato o private non hanno dirigenti all’altezza, ma avventurieri (Fiat, Alitalia, barzelletta che paghiamo da decenni…. )
    Nel contempo scopri in occasione del Covid che ci sono medici e ricercatori italiani a dirigere con onore reparti nei luoghi più insospettabili del pianeta (l’ultimo che ho sentito è un dottore palermitano in Finlandia!).
    Ma come tu stesso accenni, non è che il resto del mondo brilli.
    Non a caso apri il post con quel Boris Johnson (per non parlare del suo omologo USA!)
    Condivido i tuoi dubbi su chi sarà eletto a debito tempo, visti i prevedibili suoi elettori, a successione di Mattarella, persona equilibrata e preziosa tanto più se si pensa alle turbolenze e qualità dei suoi interlocutori e delle situazioni che deve quotidianamente affrontare.

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    • I nanetti sono salvi, almeno loro… le piante un po’ meno ma forse si riprendereranno, se esce un po’ di sole. Uno dei problemi attuali è che i generali (ma spesso anche i caporali) ce li scegliamo noi, puntualmente sbagliamo ma non ce la prendiamo con noi stessi, se va bene la colpa è del destino cinico e baro e se va male dei poteri forti….. Mattarella all’epoca della formazione del governo giallo-verde, con il niet al ministro Savona, lo ebbi a criticare ma riconosco di aver sbagliato e che aveva ragione lui, non per niente lui è Presidente… probabilmente avrebbe voluto dire niet a tutto, ma quello non poteva farlo. Chi verrà dopo avrà una bella eredità, in più si troverà in mezzo alle diatribe per “riformare” la Costituzione, dovrà avere nervi molto saldi…

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      • Quel no a Savona…. mentre Salvini si prodigava per uscire dall’Europa e tornare alla lira!!!! ricordiamoci che lo spread in poche ore come Salvini aveva aperto bocca, era salito a 300 da 130! con speculatori pronti a livello 400, eravamo sull’orlo del default!
        Già ci aveva portato Berlusconi adesso Salvini ripeteva il bis… con buona pace di pensionati, stipendiati che si sarebbero ritrovati con salari svalutati per non parlare dei risparmi polverizzati. Per non parlare dell’eventualità di altre nuove patrimoniali.
        Quel no a Savona e quel contesto (il governo giallo-verde) già bastano a essere grati a chi ha avuto la fermezza e il buonsenso patrio di pronunciarlo. Ricordo quei giorni molto bene e il rimpianto di non essere svizzero.
        Che poi Mattarella non sia “moderno”, non vada a colpi di tweet come il bisonte americano… un motivo in più di apprezzamento per chi riveste un ruolo come il suo. In tempi sempre più sbracati, un attimo di stile e forma va sempre bene.

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        • D’accordissimo, devo fare come dicevo mea culpa perché allora la considerai una decisione arbitraria (in fondo Savona non mi sembrava un dinamitardo) ma Mattarella scelse per il meglio. Certo il ministro dell’economia non brillò particolarmente (Tria) ma anche lui poverino doveva passare metà del tempo a resistere a quelli che volevano vuotargli le tasche… certo che sembra già passato un secolo!

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          • Peggio che dinamitardo, perchè uscire dall’Europa col debito che abbiamo è una mossa che non fa morti e innocua ma all’apparenza, ma le conseguenze sono devastanti dove tranne qualche industrialotto, la gran parte (ogni onesto cittadino) verrebbe colpito senza scampo. Pensa solo all’esportazione di capitali su valute più sicure esentasse alle Cayman et similia. Cosa che la Lega sa far bene se stiamo alle procedure legali in corso.
            Meno male che sembra passato un secolo! Pericolo scampato. Ufficialmente anche i Salvini&Co (Meloni) sembrano essere meno populisti, e già!
            Dai politicanti mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io! 🙂

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  3. brillante, come sempre, ed azzeccato.

    vorrei chiedermi come mai dopo la fase dei leader sporcaccioni (Clinton, Berlusconi) ci tocca ora la fase dei leader alcoolici (Johnson, Salvini…): c’è una logica segreta? Hegel che cosa ne direbbe? ahha.
    non c’è alcun dubbio, a vedere la ripresina, che Johnson fosse su di giri parecchio.

    a proposito, ma non c’entra: come mai i dibattiti alla Camera dei Comuni inglese sono sempre così sintetici, mirati ed efficaci?… nel bene e nel male….
    che invidia…

    sulle gioie dell’autogoverno regionale, cosiddetto e maledetto, ne ho da raccontare delle belle: il nuovo depuratore del Garda, a scaricare nel Chiese 150 metri più in alto, nella valle a fianco e 200 milioni di lavori in preventivo! mal’ho già fatto nel mio blog.

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    • I leader seguono le mode del momento? Può essere. Gli inglesi forse hanno più senso delle istituzioni, o almeno i loro rappresentanti? Del resto la compostezza inglese è proverbiale (tranne gli hooligans), sarà il tè? Sarà la birra calda? Chi lo sa… Devo tornare a leggere il tuo post sul depuratore; pensavo che un depuratore fosse una cosa buona, non è così?

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      • s-compostezza inglese, direi, a guardare Johnson. ma dove l’hanno trovato uno così? e noi ci lamentiamo di Salvini…

        sul depuratore leggi il post, se hai voglia; un depuratore del Garda c’è già, a Peschiera; ma adesso le due regioni pensano che ognuna debba averne uno distinto per sé, pare; quindi hanno deciso che le condotte attuali rischino di rompersi, e con questa scusa, invece di rifare le condotte, costruiscono un nuovo depuratore per il lato bresciano, che però sta nella valle accanto, ben più in alto del lago; e quindi tutta la merda della riva bresciana del lago dovrà essere spinta per i secoli futuri su per quasi 150 metri di collina, per andare a depurarsi in riva al Chiese e le acque residue saranno scaricate in quel fiume.
        certo che depurare è necessario, più che bello: ma così?

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  4. Ho letto il tuo post con interesse, condivido le tue riflessioni
    Una parola in favore di Mattarella la spenderei, perché non poteva esimersi dal dirlo e soprattutto perché, pur consapevole della nostra poca serietà, io ritengo che siamo decisamente meno irresponsabili dei nostri amici inglesi

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