Salviamo i pigoscelidi antartici!

Cronachette della fase tre (9-10 settembre)

Greenpeace informa che su Elephant Island, il luogo della Penisola Antartica che ospita una delle più importanti colonie di pinguini dell’Antartide, la popolazione di questi simpatici pigoscelidi è diminuita del 60% in cinquanta anni. Di chi è la colpa? Ma nostra, naturalmente, di noi umani, che con il nostro modo di vivere incosciente alteriamo l’habitat necessario alla loro sopravvivenza: se si alza la temperatura dell’acqua i ghiacci non si formano come dovrebbero ed il krill, i gamberetti che sono cibo per molti animali, non si riproduce a dovere. Continuando così, faremo scomparire anche i pinguini.

Certo che siamo una specie ben strana: abbiamo le case piene di animali di compagnia veri o presunti idolatrandoli ben oltre il lecito, ci prodighiamo per far accoppiare in cattività i panda e tagliamo le foreste dove vivono migliaia di altre specie di cui sostanzialmente ce ne impipiamo; aiutiamo i rospi ad attraversare la strada di notte per non farli schiacchiare dalle auto, e ci rifiutiamo pervicacemente di cambiare, anche minimamente, quelle abitudini che stanno portando il mondo al disastro.

Ma come, direte, proprio tu parli così che non più tardi di ieri volevi dare una bella sfoltita alla popolazione di cinghiali a te limitrofi? Bè, innanzitutto i cinghiali non sono in estinzione, anzi, si riproducono a velocità abbastanza elevate, una femmina può anche sfornare una ventina di cuccioli all’anno; è vero che di norma si fanno gli affari loro rotolandosi nel fango ma capita spesso che attraversando qualche strada causino incidenti (nel 2018, solo in Lombardia, 803) e se qualche cacciatore di funghi si imbatte in qualche femmina con la cucciolata, è meglio che scappi… Perché sono così tanti? Perché non hanno predatori naturali, dato che i lupi sono pochini e l’uomo non li può cacciare (salvo una quota stabilita dalle Regioni di anno in anno, e solo da cacciatori selezionati), e perché trovano il cibo che i pinguini non trovano. E se non lo trovano nel bosco, se lo vanno a cercare dove capita…

Comunque che devo dirvi, io gli animali li ho avuti e gli ho voluto bene ma non è che mi inteneriscano troppo: mi hanno detto che qualcuno degli indagati per l’omicidio del ragazzo di Colleferro, l’altro giorno, sul suo profilo social aveva dei bei post di animaletti: che teneri, che cuori d’oro. Ammazzare un ragazzo va bene: ma guai a maltrattare i teneri gattini!  Che poi vorrei capire come si fa a parlare di omicidio preterintenzionale quando in quattro si picchia uno già a terra e senza difese…

Un mio amico ha avuto una bella avventura con un cinghialetto: una mattina è uscito di casa e se ne è trovato uno in giardino, caduto letteralmente dal cielo ovvero scivolato dalla scarpata dietro casa, passato sotto la rete del muro di cinta e volato per circa tre metri, atterrando sulle lastre di cemento vicine al garage. L’animale sembrava morto, ma il tempo di rientrare in casa per svegliare il figlio e fargli prendere qualche provvedimento che questo (il cinghiale, non il figlio) si è alzato ed ha iniziato a caracollare per il giardino, cominciando a grufolare ed a rovistare nell’orto a cui il mio amico tiene gelosamente. Voi che avreste fatto? Lui ha chiamato la forestale, pensando che questi avrebbero provveduto a prelevarlo e riportarlo nel bosco. Invece si sono presentati disarmati, e vedendo che il suino era ferito e malandato, hanno deciso che non si potesse fare altro che sopprimerlo. Peccato che non avessero nessuna arma, ed il mio amico non fosse munito di doppietta: così si sono fatti prestare un tubo di ferro, e l’hanno abbattuto con quello. Quando l’ho saputo ho rimproverato il mio amico, così eravamo capaci anche noi e avremmo anche potuto metterlo a frollare nel congelatore! Quindi un consiglio spassionato, cari amici, se vi piove un cinghiale un giardino non state a perder tempo a chiamare forestali o affini, munitevi di tubo!

Come vi ho raccontato qualche tempo fa, il giovedì mattina sono di corvée, ovvero vado a fare spesa al supermercato, ma solo degli articoli ingombranti; l’operazione è ormai diventata talmente ripetitiva che in mezzora riesco a fare il giro, caricare il carrello e pagare: non ci trovo niente più di divertente, tanto che sto pensando di convertirmi alla spesa online, tanto il corriere mi trova di sicuro a casa… mi è successa solo una cosa curiosa, vi avevo parlato della signora nigeriana alla quale prendevo i pacchi più pesanti, l’acqua, il latte, e glieli portavo dato che lei non ha l’automobile: bene, la signora abbastanza imbarazzata mi ha pregato di non portarglieli più, perché i vicini sono invidiosi e gelosi. Non vorrei a mia insaputa aver alimentato maldicenze ai suoi danni comunque l’invidia è una brutta bestia e non me la sento di condannarla per quella che mi sembra una superstizione bella e buona. Così adesso la roba devo scaricarla nel mio garage, e poi se la viene a prendere in motorino: come complicarsi la vita quando è già complicata…

Sento che molti, specialmente del centrodestra, sono preoccupati dalla mancanza dei banchi per le scuole. Amici, ma vi ricordate che prima del Covid in certe scuole mancava persino la carta igienica, e dovevano portarla i genitori? Mi rivedo un sabato, nel cortile della scuola medio di mio figlio, a fare le pulire che il Comune non svolgeva più da anni: trovammo persino un bidet rotto in mezzo alla sterpaglia, ed il preside ebbe il coraggio di venire a lamentarsi perché non avremmo dovuto essere lì. Dov’è dunque la meraviglia, la novità? E poi ‘sti maledetti banchi perché non erano già singoli, mi chiedo? Io lo avevo singolo alle elementari, alle medie ed alle superiori, che diamine è cambiato nel frattempo? Comunque un preside li ha mandati in una falegnameria e li ha fatti tagliare in due: ben fatto!

Amiche e amici, avrei voluto parlare anche di vaccini e politica internazionale ma, sarà che mi sento un po’ pinguino, avrei dovuto volare un po’ troppo alto. Per ora, di internazionale, mi accontenterò del cous cous in previsione stasera…

Miss-Universe-Nigeria-November-2013-BellaNaija-01

32 pensieri su “Salviamo i pigoscelidi antartici!

    • Nonna tripolina? Interessantissimo! Raccontacelo da te (magari l’hai già fatto?) Come lo fai il cous cous? Noi stasera con un misto di pesce, quello per i risotti; qualche volta invece con le verdurine tagliate a dadini e stufate, con il sughetto… però sono perverso e confesso che ci mangio anche il pane…

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      • Nonna preparava la semola lavorandola con le mani fino a che non diventava della dimensione voluta, bagnandola (ci spruzzava l’acqua con la mano e modellava con le mani i granelli “massaggiandoli” su una tovaglia di lino candido…)
        Poi preparaa il sugo. Una preparazione laboriosissima. Io ero piccola e non saprei dirti i passaggi, ma erano cotture diverse… e la pentola per cuocere il cous cous era particolare. I granelli cuocevano a vapore. Il risultato finale era di due tipi: i col pesce(cernia, di solito, e poche verdure, ma non saprei dirti quali… oppure con l’agnello e ceci, bietina, patate, e… boh, c’era un sacco di roba! Era divino! Ovviamente c’era una spezia particolare, credo il Kamun, ma non sono sicura…
        Ok, scusa l’approssimazione, ma ero davvero piccina!

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  1. Qui ho “trovato “un giovanotto Africano,che parla bolognese, ha appreso la cucina italiana,e “Fa’”tagliatelle alla bolognese e ragù alla “napoletana “!!!è proprio bravo… fa’solo incavolare una parte della ns tavolata perché è…. interista!!(io preferisco le Ninfe che lei riesce a pescare!!)stiamo cercando di convincerlo a fare la-Casselal!!saluti

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    • Ah ah ma come! Se è anche interista è perfetto, altroché! Lei sarà esperto di superstizioni africane, sto cercando di convincere la signora a fregarsene di quello che dicono i vicini ma mi sa che ha paura che le fanno il malocchio… ad essere onesti però anche qua c’è tanta gente che ci crede, quindi non me la sento di giudicarla troppo male… già di disgrazie ne ha avute abbastanza, non vorrei che gliene capitassero ancora per colpa di due casse d’acqua e un cartone di latte…

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      • Però non capisco il passaggio logico dall’invidia (di cui ha parlato lei) alla superstizione (di cui, almeno qui, hai parlato tu).
        L’una non conduce necessariamente all’altra, ed invidia e maldicenze bastano da sole a complicare la vita se non generare guai.
        Ma forse lei ti ha detto anche altro…

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        • Io credo che abbia paura che per invidia le facciano qualche rito tribale, tipo voodoo… ecco perché dico che per me è superstizione. In Nigeria tra l’altro non è strano. Ma c’è qualcosa di più grave, ovvero la nostra amica l’anno scorso ha perso un figlio di 25 anni morto all’improvviso senza motivo apparente: forse difetto congenito del cuore, ma l’autopsia non ha chiarito bene. Capisco che possa pensare che qualcuno le stia facendo del male per punirla di qualcosa, del lavoro, della casa che si è conquistata faticosamente lavorando davvero come una negra, delle persone che la stimano e le vogliono bene… quanti avrebbero dato la colpa al destino, o a Dio? Lei invece ha mantenuto una fede ferrea, e preferisce dare la colpa all’invidia degli uomini.

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            • Siamo nel campo delle congetture, certamente, sarà che a me dell’invidia poco mi importa; ogni tanto comunque mi collego a vanguardngr e di storie di malocchi presunti e pozioni ce n’è un bel po’; se si pensa a come alcune di quelle che vengono portate qua a prostituirsi sono tenute sotto minaccia dalle loro pappone, un certo substrato c’è… non mi meraviglia se penso a quanto qua in Italia credono a maghi e fattucchieri, e quanta gente viene plagiata e rovinata. Poi ognuno è liberissimo di credere quello che vuole, eh, siamo in democrazia… 🙂

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              • Beh, certo, in quella cultura c’è questo sistema di credenze, non lo mettevo in dubbio. Dico solo che di fronte ad una persona singola e specifica, tanto più se la si conosce direttamente, rifarsi ai caratteri della cultura di provenienza più che a quanto lei stessa ci dice è rischioso.

                E il punto centrale, sia che vi entri il malocchio oppure no, è che l’invidia – o la convinzione di terzi che del malocchio siamo preda, se è per questo – provoca atti ostili, molto concreti.
                Se la gente si limitasse ad invidiare e rodersi, anche a me non fregherebbe di meno. Ma spesso l’invidia porta a danneggiare materialmente l’altro (dalla calunnia all’aggressione, le conseguenze non sono astratte).

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  2. Quanti spunti deliziosamente attuali: sembra però che molti ritengano che la causa dei problemi non li riguardi personalmente perché il responsabile è un ipotetico colpevole che dovrebbe fare o non fare qualcosa. Per cui stanno a guardare e semmai criticano l’operato di chi si muove (e trova un bidet)

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  3. Il fatto che io legga tutti i giorni il giornale, quello di carta, non a flash online – non mi trova impreparato alle tue (più che condivisibili) considerazioni sulle varie tipologie umane e il nostro rapporto con natura e ambiente.
    Perciò passo tout court alla signorina di cui potrei limitarmi a dire: «Ma che bel sorriso smagliante, che magnifici candidi denti», ma sarei un ipocrita. Vero che Marcello Marchesi a suo tempo aveva coniato lo slogan riferito a un dentifricio: «Con quella bocca può dire ciò che vuole»….
    Avrei parecchie altre cose da dire, ma non vorrei privare dell’attenzione rivolta alla preparazione del cous cous…

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