E per fortuna che siamo l’eccellenza!

Cronachette della fase tre 24-29 agosto

La dottoressa dice che somatizzo. Non ne sono molto convinto, fatto sta che al primo giorno di rientro al lavoro, peraltro da casa, il mal di stomaco si è rifatto vivo. Ingiustificato, a mio parere, data la dieta frugale a cui mi sono sottoposto durante le settimane di vacanza e della quale vi ho puntualmente ragguagliato. Nemmeno mi sento di dare la colpa alla zuppa inglese mangiata a casa di amici durante la visione di Paris Saint Germaine – Bayern Munich: il dessert che prediligo e che la nostra amica prepara appositamente per me. Secondo me sto diventando allergico al lavoro o alla lettura delle mail, dato che il male si è manifestato dopo una mezza giornata di visione di arretrati. Arriverà anche per me il giorno in cui potrò affrancarmi dalla condanna biblica? (che non è quella di sopportare Eva, preciso).

Comunque, giusto per tenermi buono e per confutare la autodiagnosi di colecistite, stilata dopo attenti studi dei sintomi su Internet (“lasci stare” è stato il laconico commento), la mia medico curante mi ha prescritto una gastroscopia. E finalmente! Ho subito chiamato il numero verde, che mi ha trovato la prima data utile per l’ospedale cittadino: il 4 marzo. Ho provato ad obiettare che siamo in agosto ma la data non è cambiata. Stranamente l’altro ospedale non era prenotabile dal numero verde unico, quindi non così unico, allora mi ci sono recato di persona e lì sì che ho avuto soddisfazione: appuntamento al 10 dicembre. Tornando a casa riflettevo sul fatto che se dovesse ripartire il Covid difficilmente in dicembre avrò voglia di farmi infilare un tubo in gola, ma vedremo a suo tempo.

La mia preoccupazione più grande non era tanto per la comparsa del dolore, che normalmente in una settimana di digiuno e continenza passa, ma del momento in cui si è presentato: venerdì infatti eravamo invitati al matrimonio della figlia di altri amici, cerimonia che si sarebbe dovuta svolgere in giugno ed è stata rimandata causa Covid, ed alla fine è stata fissata per venerdì non per scelta degli sposi ma perché era l’unica data rimasta libera al ristorante. Mi vedevo lì a chiedere pasta in bianco e patate lesse, con magari qualche carotina, mentre gli altri invitati si abbuffavano all’inverosimile, e la sofferenza si acuiva ulteriormente.

Dopo una settimana ho avuto comunque la soddisfazione di riuscire a rientrare senza troppi sforzi, grazie al chiletto perso, nel vestito che avevo indossato per l’ultima volta tre anni fa ad un altro matrimonio, che ancora mi va a pennello.

Appena arrivati al ristorante, in attesa degli sposi, un cameriere si avvicina con un vassoio ed offre l’aperitivo. A questo punto coraggiosamente mi sono detto “o la va o la spacca” e miracolosamente è andata. Credo che per questo tipo di disturbi la prescrizione di evitare il vino non sia opportuna, anzi trovo che come disinfettante e analgesico sia ottimo; fatto sta che ho mangiato tutto dall’antipasto al dolce, con tanto di caffè e limoncello, senza risentirne. Da dire che le porzioni non erano giganti e il menu rinfrescante: avrei personalmente evitato i tagliolini con ragù alla menta ma la qualità è stata decisamente di ottimo livello. L’unica cosa è che, trattandosi di una cascina nel vigevanese, all’avvicinarsi del tramonto si sono levati nugoli di zanzare ed hanno iniziato a banchettare con le banchettanti; io grazie ai peli sono quasi immune ma le signore e signorine hanno cominciato a schiaffeggiarsi senza ritegno.

Bellissima la scena del lancio del bouquet che mi dispiace di non aver ripreso: una donzella, evidentemente desiderosa di essere impalmata, si è addirittura gettata a pesce: chi ha orecchi per intendere intenda, sembrava voler dire…

Insomma amiche e amici, le feste come gli esami sembrano non finire mai; e non vi ho raccontato della puntatina che ho fatto la settimana prima in Val Chiavenna, ma magari un’altra volta, eh? Buon weekend!

wedding-dress-bride

p.s.: Questa NON è la figlia della nostra amica

30 pensieri su “E per fortuna che siamo l’eccellenza!

  1. La signorina si appoggia alla casa perchè non regge il peso dei capelli?
    Vedo di non “somatizzare”.
    A proposito del quale somatizzare (mi piace da matti questo verbo!)… non si capisce bene se a farti male siano state le concessioni di un intero agosto o la seguente pausa di penitenza (insalatina).
    Immagino già il resoconto della “puntatina”, caso mai non conoscessi le specialità della Val Chiavenna.
    Sì, temo proprio che credere nell’eccellenza della Sanità Lombarda sia di conforto e orgoglio a patto però di non dovervi ricorrere,

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    • Ti dirò, io ne ho già fatte due, senza nessun esito e già questo è stato rassicurante. Alla fine è più l’impressione… tra l’altro io le ho fatte alla vecchia maniera, con un po’ di spray anestetico spruzzato in gola e via: bisogna inghiottire mentre ti infilano il tubo e quello non è facilissimo ma si fa… ora invece fanno una sedatura leggera con il valium, infatti consigliano di farsi accompagnare. Certo sarebbe meglio evitare, ma se almeno serve a togliersi qualche dubbio… 😉 anche tu sei soggetta?

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    • Figurati, ho insistito per farmela prescrivere, se non la faccio la dottoressa non mi darà mai più retta… 🙂 Io ho un ricordo di fastidio si, ma non di dolore; mi sa che non avrò scelta perché adesso la fanno solo con l’anestesia blanda, io preferirei rimanere sveglio.

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