Cronachette della fase tre (22-30 luglio)

Possiamo azzardarci a dire che l’emergenza è finita? Io direi di si, alla Coop sono tornati anche i guanti monouso ed anche per terra si vedono molte meno mascherine usate. Certo, ci sarebbero ancora quei 250-300 contagiati al giorno che se non sbaglio fanno 7500-9000 al mese, ma il telegiornale si premura di dirci che le terapie intensive sono libere, quindi perché preoccuparsi? Ieri sera Piero Angela su Superquark (ero stranamente sveglio dopo il documentario sugli animali) ci ha resi edotti che ogni 5 secondi in sudamerica sparisce una fetta di foresta grande come un campo di calcio: anche di questo ci preoccupiamo? Macché! Fatalismo o menefreghismo? O entrambi?

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque: l’Europa ci darà un sacco di soldi, il Governo avrà i poteri straordinari fino a ottobre per rinchiuderci di nuovo in casa se il virus dovesse riprendere forza; non ho ancora idea di quando potrò tornare a lavorare dall’ufficio e sto perdendo l’abitudine alla parola; sono preda di una sorta apatia, causata senz’altro anche dal caldo, che mi impedisce di pensare a qualsiasi cosa che non sia attinente al lavoro. Mi sono arrabbiato con il commercialista che mi ha fatto saltare il pagamento delle tasse di luglio: si è meravigliato che fossi così smanioso, di solito sono io quello che dice che a pagare e a morire c’è sempre tempo: ma è l’ora di stringerci a coorte, cari miei, non c’è spazio per furbetti e opportunisti. A proposito, dati Inps, più di un quarto delle ore di cassa integrazione è stato chiesto da aziende che non hanno avuto nessun danno dal Covid, e questo è uno scandalo; come scandalo sembra essere quello che coinvolge il presidente della regione Lombardia e i favoritismi al cognato (nonché la bazzecola di cinque milioni in Svizzera), e scandalo è il sequestro di una intera caserma a Piacenza dove alcuni carabinieri avevano pensato di arrotondare la paga spacciando la droga che sequestravano. Perché sprecarla, avranno pensato? Ci si è messo anche Bocelli a dire di non aver mai visto uno ammalato di Covid (ah, ah, che brutta battuta, me l’hanno rifilata). Ma caro maestro, non è lei che ha fatto il concerto tutto solo soletto nel Duomo di Milano, per le vittime del virus? Il fatto è che che con questi social onnipotenti uno non può dire una cavolata che subito lo impiccano: che mondo!

A proposito di social, nel mio piccolo un lettore mi ha omaggiato di un “grandissimo testa di cazzo” per un post in cui notavo uno sgomitare delle opposizioni, specialmente forzitaliote, per partecipare alla spartizione dei fondi europei. Immagino che nella scala del gentile lettore “grandissimo” sia un complimento, tipo le tre stelle Michelin, o i gamberi rossi, e lo accetto volentieri. Purtroppo il commento l’ho cancellato, del resto non era molto argomentato: tra l’altro insolentiva anche la gentile Poetella che solidarizzava con me. La poesia in questo paese non è più apprezzata!

Voglio chiudere con un ricordo di Gianrico Tedeschi, morto ieri a cento anni: era un grande attore che forse ha avuto meno successo di quel che avrebbe meritato, nel 1974 in televisione recitò in un memorabile “No, no, Nanette!” con Elisabetta Viviani, allora giovanissima, che ebbe una storia d’amore con Gianni Rivera, il calciatore, che allora fece scandalo: oggi sarebbe pubblicità per tutti…

Amiche e amici, avete provato a fare l’Isee per il bonus vacanze? Io si. Per puro gusto, tanto non ne avrei probabilmente avuto diritto e nemmeno l’avrei usato, dato che le vacanze in questo momento non occupano il primo posto nella lista dei miei pensieri. Non ce l’ho fatta!  Bisogna prendersi una mezza giornata ed avere tutti i dati a disposizione, propri e dei familiari, non è possibile salvare una domanda parziale, bisogna sempre ricominciare da capo… meglio così! Chi vuol andare in vacanza se la paghi, perdinci, che i soldi dei contribuenti servono per cose più importanti. A presto! (o no, dipende. Nonna Pina scalpita)

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16 pensieri su “Cronachette della fase tre (22-30 luglio)

  1. il caldo tramortisce ma non rincoglionisce, tutto straordinariamente sull’onda dello schifo che ci ha travolto da inizio anno e rende questa estate più odiosa di una zanzara tigre che ti ronza attorno mentre ti stai per addormentare dopo la terza camomilla. Ce n’è per tutti i gusti, non ci facciamo mancare nulla e la boccia di vetro della zingara non ci dice nulla di buono. Sto cercando un modo per scendere da questo mondo folle, anche se non si ferma, ma oltre le balle mi gira pure la testa, sarà la pressione o che m’è sparito l’appetito….boh…

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  2. Dovrei fare il “Copia e Incolla” del commento di Daniela, non fosse che sarò pignolo, ma al posto della terza camomilla, mi ostino nonostante il caldo col bicchier di vino, certo fresco di frigo, eh sì.
    Quanto agli squadristi che preferiscono l’offesa all’argomentare… hanno l’abilità di qualificarsi da soli.
    Nemmeno più funziona la prorompente bellezza esotica a chiusura del post, altro che la “bellezza ci salverà”… di fronte al potere nefasto delle cronache.

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