Cronachette della fase tre (2-3 luglio)

Somatizzo. Ormai è assodato, accumulo accumulo facendo finta di niente ma alla fine da qualche parte il malessere trova il modo di sfogare. Di solito mi becca nel punto più vulnerabile che non è quello a cui possono pensare i più maliziosi ma quello a cui tengo di più: lo stomaco.

E così eccomi qua, con la pancia rotonda e dura come un cocomerino sorretta da una pancerina di lana; immagine che definire deprimente è dir poco, tra l’altro per fortuna l’aria è un po’ rinfrescata altrimenti tener su la suddetta pancera sarebbe stato per niente piacevole.

Ieri comunque lui aveva provato a darmi qualche avvisaglia, specie nel primo pomeriggio dopo il risotto Scotti ed un vinello frizzante forse troppo freddo, ma io me ne sono impipato ed ho mantenuto fisso il programma che prevedeva, per la sera, la prima uscita post-Covid al ristorante per far fuori un buono degustazione che mi avevano regalato ad ottobre, al compleanno.

Dato che il ristorante non dista molto da casa avevamo pensato di fare una passeggiata anche in previsione dello smaltimento finale; purtroppo però al momento di uscire di casa delle nuvole minacciose ci hanno consigliato di prendere la macchina e così la passeggiata digestiva è saltata. Abbiamo comunque fatto bene perché ad certo punto il temporale si è scatenato per davvero, e tutti quelli seduti all’esterno sono dovuti rientrare precipitosamente, obbligando il ristoratore a calcoli millimetrici per rispettare il distanziamento. I tavoli erano quasi tutti occupati, e questo è sicuramente dovuto al fatto che si mangia molto bene, ma è un segnale che la gente sta riacquistando la fiducia (o perdendo la paura); ho notato molto rispetto per le regole, sia da parte dei ristoratori e dei camerieri che dei clienti; certo è un po’ buffo entrare con la mascherina per togliersela subito e rimettersela se si deve andare in bagno. Ho notato anche negli sguardi dei gestori una specie di riconoscenza, quasi un grazie per avergli dato fiducia: tenete conto che, dato anche che il locale non è molto grande, per prenotare un tavolo bisognava aspettare a volte delle settimane, stavolta invece non ho avuto problemi…

Il menu “degustazione” per due persone prevedeva: prosecco di benvenuto, 4 antipasti (affettati vari, polenta vuncia, nervetti in agrodolce, fiori di zucca fritti); 3 primi (ravioli ricotta e melanzane al pomodoro, pappardelle al ragù di cinghiale _ ho chiesto scherzando se erano a chilometro zero_ e tagliatelline di grano saraceno ai funghi porcini, e di funghi ce n’erano…); 3 secondi (tartare di fassona, stinco di maiale e brasato di cinghiale, con accompagnamento di polenta _non vuncia stavolta_ e patate al forno);  acqua vino dolce caffè e ammazzacaffè; come vino siamo stati “leggeri” con un Gutturnio dell’Oltrepò, e come dolce personalmente ho optato per un sorbetto al Braulio e alla fine ho dato la martellata finale con un Fernet Branca. Preciso che il buono era per due ma siamo andati in tre, per mio figlio ho ordinato un altro menu identico ma ci sarebbero abbondantemente bastati i due originari, per dare un’idea delle quantità; io diffido sempre dai posti dove danno troppa roba, abbinare qualità e quantità non è facile ma in questo caso devo dire che era difficile lasciare qualcosa nei piatti, e infatti la martellata finale a cui accennavo era oltremodo necessaria ma nel mio caso assolutamente inutile ed in ultima analisi la martellata me la sono data sullo stomaco per non parlare dei cabasisi.

Notte d’inferno! Per non svegliare i miei due congiunti che dormivano il sonno dei giusti mi sono aggirato dolorante al buio con una copertina sulle spalle come Toro Seduto, probabilmente avrei dovuto seguire l’esempio dei crapuloni romani ed infilarmi due dita in gola ma mi rincresceva sprecare tanta grazia di Dio.  Stamattina ho provato a chiamare la mia dottoressa; una volta bastava presentarsi allo studio ed aspettare, adesso bisogna prendere appuntamento manco si trattasse di un primario del San Raffaele; insomma il primo buco utile secondo l’infermiera-cerbero, una donna bella ma implacabile, pensate che l’ho vista sorridere solo quando al posto della dottoressa c’era un giovane sostituto iracheno,  c’era mercoledì alle 11. Mia moglie mi ha chiesto se non gli avessi fatto presente che il dolore ce l’avevo oggi e devo dire che in effetti non ci avevo pensato.

Stasera saremmo dovuti andare a mangiare la pizza con degli amici con i quali di solito ci incontriamo due-tre volte l’anno di cui una è San Valentino; non so come è possibile ma mi è capitato spesso di arrivare a queste cene di San Valentino con lo stomaco in disordine. Non saranno loro a portare rogna? Amiche e amici, domani vi aggiornerò sulle mie condizioni psico-fisiche che spero, dopo questa giornata di sofferenza e digiuno, molto ascetica, siano migliorate, intanto cercate di stare bene anche voi…

Sofia-Jamora36

Paul Newman

 

23 pensieri su “Cronachette della fase tre (2-3 luglio)

  1. Non faccia il candido,dopo tutto il ben di Dio, lei credeva di cavarsela con “il cincinin”della ammazzacaffe’.Con tutta la mensa, lei dava cibo ad una compagnia esplorante……!!!! Che lo spirito di Trimalcione le sia accanto.

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    • Ah, ah, ha ragione, le mie sono lacrime di coccodrillo… il posto merita, “Tira Mola e Meseda” si chiama, piatti della tradizione (certo non è nouvelle cuisine…). Il prezzo è giusto per quel che si mangia (il menu di mio figlio l’ho pagato 40 euro, per andare in pizzeria adesso come niente se ne spendono 20…). Se tornerò sceglierò alla carta, non ho più il fisico per tutta quell’abbondanza!

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  2. La signorina di chiusura stavolta l’hai scelta doppiamente giusta, sia per la fattezze e ok, ma sopratutto per l’espressione, eloquente: «Ma che ca… combini? È il modo di strafogarsi?».
    Io non sono la dottoressa, ma penso che la scienza ufficiale una settimana (minimo) di riso in bianco, verdura cotta e acqua e limone, ZERO ALCOOL te la assegni tutta. Ringraziando che non preveda dieci frustate prima di ogni pasto.
    Alla prossima (nel frattempo però… raccomando!)

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  3. che bel costume!!!

    ecco cosa ti è successo allo stomaco… dai dai che passa, Gio’ ^_^
    Ti confesso che dopo aver letto l’antipasto, nonostante abbia appena finito di pranzare, ho saltato le altre portate: mi era venuta un’acquolina che metà basta.

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