Cronachette della fase tre (23 giugno – 1 luglio)

Questa settimana non ho seguito molto le vicende del mondo, è morto mio padre e tanto mi è bastato; certo rispetto ai miei genitori sono stato molto più fortunato perché mia madre è rimasta orfana di sua madre a cinque anni e mio padre del suo a sedici;  come orfano sono abbastanza attempato dunque, e sono grato a mio padre di aver aspettato la fine dell’emergenza per mollare gli ormeggi, altrimenti non avrei potuto andare nemmeno al funerale.

Funerale con mascherine, distanziamento, ma non ho potuto né voluto evitare gli sbaciacchiamenti di parenti e amici… ero un po’ timoroso perché consapevole che erano loro a rischiare di più, sono io quello proveniente dalla regione ancora infetta! Abbiamo reso onore alla vecchia cerqua¹, se fossimo stati a New Orleans avremmo chiamato anche la banda comunque abbiamo passato due giorni a bisbocciare con i miei fratelli e qualche parente rimasto, più che un lutto è stato un bel rito di esorcizzazione. Il prete mi ha detto che in quest’ultimo periodo sono morti un sacco di anziani (e me ne ero accorto dalla quantità di manifesti appesi sui muri) ma non di Covid, perché mica si muore solo di quello, ma semplicemente di vecchiaia. Mio padre è morto in poltrona, buffo per uno che le comodità le ha sempre schifate: ci metterei la firma, ma non su questa poltrona da smart working che è scomoda, come sapete.

Comunque l’economia riparte: in autostrada per 550 chilometri una fila ininterrotta di camion e il prezzo della benzina sta pian piano ritornando ai livelli pre-Covid. Nessuno metterà mai un freno a questa deriva, possibile che andiamo su Marte e non siamo capaci di far viaggiare le merci su rotaia anziché su camion? A proposito di merci su rotaia, sono già passati 11 anni dalla strage della stazione di Viareggio… riporto dal Fatto Quotidiano dell’altro giorno: “La prescrizione ha già cancellato i reati di incendio e lesioni colpose gravi e gravissime. Gli unici capi d’imputazione rimasti, ovvero il disastro ferroviario e l’omicidio colposo plurimo, sono legati al filo dell’aggravante dell’incidente sul lavoro.” e non commento, ma mi chiedo come possa esistere prescrizione per certi reati. O ci sono o non ci sono, la prescrizione è solo una beffa per le vittime, ma nel paese dei cavilli e degli avvocati tutto è possibile.

Visto che il frigorifero era vuoto ho anticipato la visita alla Coop e ho constatato ancora una volta che non esiste più l’alcool. Purtroppo non mi sono ricordato di farmene una scorta al paese, perché lì si trova, ma tutto sommato meglio così perché non sarei stato troppo tranquillo a viaggiare con una tanica nel portabagagli, ricordo la fine che fece il povero Scirea in Polonia, quando venne tamponato…

Per il resto non mi sembra sia cambiato molto durante la mia assenza: Berlusconi (anzi, di più i suoi a dire la verità) strilla al complotto dei giudici politicizzati, l’Iran ha spiccato un mandato di arresto contro Trump per l’assassinio del generale Soleimani, oggi a Salerno sono state sequestrate 14 tonnellate (!) di droga per un valore di oltre un miliardo di euro. Roba da non credere… che fine farà? L’altro giorno dopo il funerale ho rivisto un pezzo di “Quelli della San Pablo” con Steve Mc Queen, dove gli americani per far sparire un carico di oppio lo bruciavano nelle caldaie della nave, creando una nuvoletta stupefacente. Succederà la stessa cosa agli 84 milioni di pasticche o con qualche cavillo dovremo restituire pure quelle e con tante scuse?  Tanto qua liberiamo tutti..

Amiche e amici, basta mugugni, basta reprimende: chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza; per farmi compagnia mi sono comprato un nano da balcone, l’ho nascosto tra le piante ed ho aspettato che la giardiniera se ne accorgesse; dopo qualche giorno l’ha scoperto ed ha guardato in alto, forse pensava fosse caduto dal cielo, volevo lasciarglielo credere ma purtroppo mi è scappato da ridere, mi ha sgamato e ha riguardato in alto scuotendo stavolta la testa. L’ho chiamato Pappolo, un po’ mi assomiglia, tiene le mani dietro la schiena e gli piace guardare chi lavora, e anche lui racconta pappole…

904full-joelle-kayembe

¹ Non è un errore: da noi la quercia si chiama così…

42 pensieri su “Cronachette della fase tre (23 giugno – 1 luglio)

  1. Mi ha intenetito la delicatezza, quasi pudore, con cui ci hai raccontato di tuo padre. Anche per me in questo lungo periodo in cui coronavirus l’ha fatta da padrone ho avuto la disgrazia di perdere due persone molto care per altra malattia la quale ancora non ci sono vaccini il cancro.

    Per il resto tutto come prima peggio di prima Il bello deve ancora arrivare la luce del tunnel che si vede non si vede non ti so dire sono molto ma molto scojnata.

    Sai quella barzelletta del “vai avanti tu che a me mi vien da ridere” ? detto al compagno di sventura sapendo che il primo che sarebbe passato si sarebbe preso una badilata sui denti…

    Vedremo, anzi che sopravvivera alla pioggia di miliardi vedrà.

    Sheta34grrradi ora

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  2. Tua moglie che ha scoperto il nano… guarda in alto?
    Domanda (ti è concesso di rifiutarti di rispondere): Da che parte avrebbe guardato tua moglie se al posto del nano ci avesse trovato la brunetta in posa tale e quale come tu l’hai messa a fine post?????
    Ponendo fine alle lepidezze, è un piacere ritrovarti, ormai sei un punto di riferimento, e di informazione, perchè no? Sapere per esempio che da te l’alcool insiste a mancare mentre qui a Milano alla mia Esselunga manca solo di trovarlo in botti, alla spina…. Che tu scrivessi da Mosca, ci sarebbe da pensare che lo saccheggiano per berselo al posto della vodka… Ma qui…
    sarà mica un complotto degli Svizzeri?
    Nell’attesa di sfogliare il suo prossimo “numero” … voglia gradire, signore, le mie più vive cordialità.

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    • Mia moglie ha delle incomprensibili tendenze all’omicidio per motivi passionali. Strano per una lombardo-veneta, ci si aspetterebbero più ampie vedute, macché. Tra l’altro maneggia le cesoie con una certa dimestichezza, preferisco non mettere alla prova la sua determinazione. A Milano l’alcool c’è? Ma allora è veramente un complotto! O sarà un boicottaggio alla Coop? È strano però… grazie delle belle parole, tra una pappola e l’altra infilo anche qualche notizia letta qua e là, ma forse sono più pappole quelle delle mie…

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  3. Anche mio fratello, più grande di me, è venuto a mancarmi. Pure lui non per Covid. Ma, essendo successo qualche settimana fa, lui risiedendo in una RSA, lo hanno trattato come Covid. E non mi è stato possibile dargli un ultimo saluto. Del resto si sa che lo sport nazionale è quello di chiudere le stalle quando i buoi sono già fuggiti. Condoglianze per il tuo papà

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    • Condoglianze anche a te Sal, adesso capisco meglio la tua poesia dell’altro giorno che mi aveva colpito molto, quella della gamba incastrata… nel lutto come dicevo sono stato fortunato, mio padre è morto a casa sua e non ci è stato impedito di dargli l’ultimo saluto, soprattutto per mia madre è stato importante. Un abbraccio.

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    • Grazie cara, per la parte burocratica in realtà non ho fatto niente, hanno fatto tutto i fratelli che sono al paese. Del resto non è che abbiamo grandi eredità da spartirci, mio padre ha lavorato una vita ma viveva in casa popolare con la pensione al minimo… quella che preoccupa in realtà è ora mia madre, capirai dopo sessantacinque anni di vita insieme.. non reagisce, sembra aver perso interesse per tutto, si sta lasciando andare…

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  4. Ciao Gio la tua “mistura è un po’ magica” . Scrivi con tanta discrezione le vicissitudini che toccano tutti i vivi. Condoglianze per il tuo babbo,anziano comunque è morto . Fortuna vuole come desidereremmo in tanti. Ben mescoli un po’ di sollievo istantaneo nel palcoscenico reale del tuo racconto riguardo al vostro viaggio . La tua mamma non può stare bene. Credo che qualcuno sarà presente per darle aiuto e affetto. Sortisce spesso l’effetto preposto, ma ci vuole tempo e tanta pazienza. Bravo ! Racconti con leggerezza, sento aria di serenità. Il nanetto ha fatto furore. Desta simpatia .pure a me grande di età, ma per certi aspetti ,molto piccola. Voto sempre per il vino ,un vino che soddisfi il palato, e non solo, non dia bruciori,né mal di testa. Buona vita sempre e comunque. Grazie

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    • Ti ringrazio per le condoglianze ed i molti complimenti; mia madre per fortuna ha vicino i miei fratelli rimasti al paese, ora purtroppo uno dei due è positivo e quindi deve rimanere in quarantena, e questo la colpisce molto. Io purtroppo abito a 550 chilometri, la sento tutti i giorni, percepisco che in quei pochi minuti di conversazione sta meglio, come dici ci vuole pazienza… Congedarsi dalla vita serenamente è una aspirazione di tutti, penso, almeno da quando si comincia, pur facendo gli scongiuri, a pensarci… Un buon bicchiere di vino, senza esagerare, è uno di quei piccoli piaceri che finché si può rende più piacevole la vita… e visto che è ora di cena, alzo il calice alla tua salute!

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  5. Caro Giorgio mi dispiace non essere stata qui a luglio per farti le condoglianze che ti faccio ora. Ma anch’io stavo in quel periodo soffrendo per mio nipote Ricky, morto l’ 11 agosto per tumore. Ricordo il tuo commento ad un mio post al riguardo. Brutto anno questo mio caro. Lo ricorderemo tutti, chi in un modo chi in un altro. Non vedo l’ ora che finisca questo anno bisestile maledetto. Baci. Isabella

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