Cronachette della fase tre (18 giugno)

Ormai sono diventato una scheggia a far spesa: 30 minuti netti dall’ingresso all’uscita, prendendo tutti gli articoli della lista. Ho dovuto protestare per far aggiungere qualche alimento salvavita come carne o affettato; la verdura come è noto mi è preclusa perché “non sono capace di sceglierla”, mentre bene o male al bancone della macelleria basta chiedere… niente alcool e niente guanti, ormai lo scrivo solo per la cronaca. Avete visto la nuova pubblicità della Coop in televisione, con quella parete di verde verticale? Ecco, quello è il nostro negozio. Bello, no? Però non c’è l’alcool, peccato.

L’altro giorno ha fatto notizia un articolo di un quotidiano spagnolo, tal Abc, di ambienti conservatori e monarchici (cosa sarà, una sorta di OP spagnolo?), che parlava di un finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro che nel 2010 Maduro, fino a prova contraria l’ultimo presidente venezuelano eletto dal popolo, avrebbe dato a Casaleggio per il sostegno al progetto 5S. Sinceramente non mi pare che i 5S siano ‘sti gran socialisti da meritare l’appoggio dei boliviani; strano che Abc non abbia tirato in ballo Fidel Castro o magari Kim Jong-un. Abbiamo già parlato dello stato della nostra informazione, ma mi chiedo ancora: ha senso rilanciare notizie così farlocche senza uno straccio di documento che le suffraghi? Non perché ci siano di mezzo i 5S, intendiamoci, per wuanto mi riguarda  se anche quei soldi li avessero presi avrebbero fatto bene, ma mi pare probabile quanto una sovvenzione di Bill Gates… intendiamoci, non è che sia appassionato delle vicende interne 5S nè dei loro travagli: hanno avuto un’opportunità storica ma in gran parte non erano all’altezza, né di destra né di sinistra non è un programma, è solo confusione: ci vuole tempo a costruire una classe dirigente… E se si è rivoluzionari bisogna far saltare le teste, con i clic si fa poco.

Iniziano ad arrivare mail e offerte per vacanze, viaggi e villeggiature; quest’anno confesso di non essere molto ispirato, magari qualche giretto in Italia in macchina, ma niente di che; tra l’altro sono in ballo con un impianto dentale (non mio) che mi costerà come una piccola utilitaria (avete sentito a proposito di quella catena spagnola che ha chiuso lasciando tanti pazienti senza denti e senza soldi? Si, perché spesso dato l’importo delle cure propongono un finanziamento con qualche società di prestiti: quindi, anche se loro scappano, le rate alla finanziaria bisogna comunque continuare a pagarle… se uno ha la possibilità è meglio pagare “a stato di avanzamento lavori” almeno se scappano non ci si rimette proprio tutto) perciò quest’anno faremo vacanze con impianto. Una volta non c’erano queste possibilità: una bella protesi e via… sembra che i croati siano specializzati in questi tipi di interventi, spesso offrono anche viaggio e soggiorno per andare a farsi rimettere i denti; io l’avrei anche fatto, dato che i denti non erano i miei, e tra l’altro la pubblicità metteva in mostra delle belle infermiere, ma alla fine abbiamo optato per lo studio di fiducia.

Vorrei parlare di statue abbattute ma servirebbe più spazio; posso capire che quando c’è un cambiamento turbolento di regime i simboli di quello vecchio vadano abbattuti, ma dopo anni o secoli mi sembra ridicolo. Ad esempio mi dispiacque molto quando un paio di anni fa a Budapest decisero di rimuovere la statua di Imre Nagy, comunista che si era opposto all’invasione sovietica nel 1958, e pagò con la vita (io ho fatto in tempo a vederla, per fortuna); dopo sessant’anni è stato ancora vittima, stavolta della furia iconoclasta di Orbàn, in nome di un anticomunismo fuori tempo e contesto; perché contestualizzare vorrebbe dire ammettere che l’Ungheria nella seconda guerra mondiale ha aiutato Hitler ad invadere l’Unione Sovietica, e dunque non ci si poteva aspettare molta comprensione dopo appena tredici anni dalla fine della guerra, con tante ferite ancora aperte…

Per la miseria, e gli Stati Generali? Non ne ho parlato nemmeno oggi. Sarà che sotto sotto non me ne frega niente perché mi aspetto già come andrà a finire? E a voi, amiche e amici? Va bè, vediamo domani cosa avranno combinato… buon pomeriggio!

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8 pensieri su “Cronachette della fase tre (18 giugno)

  1. L’argomento dell’abbattimento delle statue basterebbe per fare un post , ma chilometrico, sull’idiozia di certa specie umana.
    Se poi penso al caso Montanelli e peggio, agli argomenti a supporto dei danneggiatori e fiancheggiatori e dell’episodio originario che ha dato il via alle reazioni… No, non basta nemmeno più il sorriso invitante delle signorine in rosso…
    Alla prossima.

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    • La provocazione del gruppetto di studenti imbrattatori milanesi sembra fosse quello di richiamare l’attenzione sul rigurgito di razzismo e fascismo dell’epoca che stiamo vivendo, ed hanno individuato Montanelli come simbolo di un’epoca colonialista dove era normale comprarsi una moglie temporanea di dieci o dodici anni. L’intento però non è stato raggiunto perché il dibattito si è concentrato sul gesto in sé stesso, e dovevano aspettarselo mi pare vivendo nella società dell’immagine, così il commento quasi unanime, al quale mi associo, è stato di boiata pazzesca.

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