Cronachette della fase tre (3-9 giugno)

Ed è iniziata la fase tre, quella in cui bisogna convivere con il virus. Continuano ad esserci contagiati e morti, la maggior parte dei quali in Lombardia, ma la curva scende e soprattutto i reparti di terapia intensiva si svuotano, così possono tornare a riempirsi di vittime di incidenti d’auto o del lavoro o di infartuati o colpiti da ictus. E’ curioso che ieri sera, al TG di Raiuno, per una strana forma di censura non è stata nominata la Lombardia ma abbiano detto “tot decessi di cui oltre la metà nella regione più colpita”. Quale sarà, si chiederanno i più distratti? Comunque alcune regioni sono ormai apparentemente “pulite”, io le altre le avrei fatte aspettare ancora un paio di settimane ma the show must go on, la stagione estiva sta iniziando, bisogna far ripartire l’economia, se ci sarà qualche contagiato in più pazienza. Mi sarebbe piaciuto vedere se i contagiati per la maggior parte fossero stati, per dire, in Campania, se i “governatori” di Lombardia e Veneto avrebbero avuto così tanta fretta di riaprire. Non credo.

Il tempo era molto più bello quando si doveva rimanere chiusi in casa che ora: piogge torrenziali e grandinate, allagamenti e cadute di alberi. Sembra quasi che, visto che tanti hanno inteso l’allentamento come un “liberi tutti”, il meteo si sia incaricato di farci rimanere in casa. In questo periodo l’inquinamento (nel mondo) è sceso del 17%, secondo delle ricerche: che strano, di solito quando si fanno i blocchi delle auto c’è sempre chi dice che non servono a niente…

Personalmente rispetto alla fase due non mi è cambiato molto: di tornare al lavoro a Milano non se ne parla, se va bene andrà a settembre; in piscina non andrò anche perché qua di piscine funzionanti ne è rimasta una e basta e per andare fuori regione dato che di case al mare da raggiungere non ne ho aspetterò ancora almeno un mese. Anche i congiunti lontani dovranno aspettare. Sabato però sono andato a fare una passeggiata in città per rendermi conto di persona di come fosse la situazione: parecchia gente, tanti la mascherina la portano solo a passeggio ma in linea di massima abbastanza ordinati. Ci siamo incontrati con una coppia di amici e ci siamo presi una birretta in un bar di una bella piazzetta, vicino alla statua di Alessandro Volta; distanze rispettate anche se ho notato che i tavoli non venivano disinfettati dopo ogni cambio. La sera siamo tornati, dopo tre mesi, a mangiare da mia suocera: il rito della pizza è stato salvato e anzi c’è stata una gara tra mio figlio e mio nipote, che va a scuola di cuoco e quindi partiva avvantaggiato; sarà che il mio stomaco si è ormai abituato, sarà che la pasta di mio figlio era stata messa a lievitare fin dal mattino, per me ha vinto mio figlio. Ho anche rimpianto, devo dire la verità, i sabati da soli; sul divano, con un filmetto… Mia suocera però è stata contenta e si è anche un po’ commossa, tre mesi sono tre mesi; anch’io mi sono un po’ commosso, specialmente quando si è messo a grandinare e la mia auto era indifesa nel parcheggio.

A proposito di pizze, il mio forno non ce l’ha fatta. Sottoposto a tre mesi di stress continuo, dopo aver sfornato di tutto e di più ha alzato bandiera bianca. Qualche segnale c’era, il grill non funzionava più,  c’erano stati un paio di scatti al salvavita del contatore sospetti; infine non si è più acceso. Avevi solo tredici anni ma ti sei meritato il paradiso degli elettrodomestici, riposa in pace. Stamattina l’ho portato in discarica, che da questa settimana riapre senza limiti, sperando che ci fosse qualcuno che, come un mio amico congolese, porta via gli elettrodomestici più in buono stato e poi li manda con dei container al loro paese, dove sembra ci sia gente abilissima a resuscitare quello che noi buttiamo. Riuso non è solo uno slogan, insomma…

A breve prenderanno il via gli Stati Generali dell’economia, dove governo, imprese, sindacati, opposizione e chi più ne ha più ne metta cercheranno di definire degli obbiettivi per il rilancio, o meglio sul come spendere i soldi che arriveranno (quando arriveranno) dall’Europa. Secondo me sarebbe meglio che prima il governo si chiarisca al proprio interno, altrimenti si rischia solo di far confusione e perder tempo: mio timore, sia chiaro. Sinceramente non so cosa si possa concordare con Salvini e Meloni, ma questo forse è un mio pregiudizio. Sono comunque contento perché Conte, anche se in fondo a tutta la lista di cose da fare, ha messo anche il Ponte sullo Stretto. Bene! Io che sono un pontista della prima ora applaudo. Facciamolo, presidente, chi se ne frega del raddoppio dell’alta velocità, non vogliamo rilanciare il turismo? Quanti milioni di persone verranno a vedere quest’opera immortale? Ci pensi, il ponte Conte! (a Berlusconi verrà un attacco di invidia pazzesco, stavolta ci lascerà le cuoia. Tra l’altro forse sono rimbambito anch’io ma in questo momento mi sembra il più normale nel mazzo della destra nostrana: sono e siamo messi male!)

Stavolta non parlerò anch’io dell’assassinio di George Floyd, della ricorrenza delle notti magiche di Italia ’90 o persino di Messico ’70, mi riservo però di farlo presto. Oppure della bambina di 8 anni, in India, che faceva la baby sitter (!) ed è stata uccisa perché aveva lasciato aperta la porta della gabbia dei pappagallini. O del sindaco Lucano, di Riace, al quale ora la giustizia dà ragione anche se, come si dice dalle mie parti, la ragione si dà ai matti e nel frattempo quello che aveva costruito è stato distrutto (da Salvini, se qualcuno si fosse distratto. Mi piacerebbe sapere quanti dei suoi sostenitori però magari si sono indignati per la morte di Floyd, a proposito di razzismi).

Parlerò invece di un omicidio avvenuto in un paese del Guatemala, San Luis Petén, dove un uomo, un esperto di medicina naturale, un sacerdote maya, è stato bruciato vivo perché considerato uno stregone. Non sono stati dei ragazzi annoiati, come succede da noi con i barboni, ma un’intera comunità o quasi. Il medioevo è sempre dietro l’angolo…

Care amiche e amici, eccomi tornato, con calma e senza fretta. Vi aspetto qua tra una settimana? Buona fase tre, intanto.

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28 pensieri su “Cronachette della fase tre (3-9 giugno)

  1. Oh che bei capelli!!!! E tu dirai: Tutta la fatica a scrivere un post e poi uno viene colpito da dei capelli? Eh, sì, cosa ci posso fare se di colpo mi scopro con l’istinto del coiffeur? E poi si sa che un’immagine vale mille parole, che se poi le immagini sono di un certo tipo…
    Ben ritrovato. Sono certo di non essere il solo a rileggerti con piacere, questo tempo di pausa forzata è bastato a creare delle abitudini.
    Sarà dura, prevedo, mettere tutta una settimana in un post, le turpitudini o quanto meno incongruenze umane sono così tante e infinite… Già le vicende nazionali bastano, che le vicende del virus sono state utili a distrarre dalle miserie e pochezze politiche pre-esistenti. Adesso che la parola ripasserà dagli epidemiologi ai politici o pseudo tali…
    Alla prossima (signorina).

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    • In effetti comprimere una settimana in una paginetta non è facile, avevo un sacco di altre idee ma le ho messe da parte. I capelli hanno colpito molto anche me, erano in ballottaggio con un notevole lato b, hanno vinto i capelli (per stavolta).

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  2. per certi versi preferivo la fase due, adesso mi pare che ci sia un maggior filtro mediatico sulle notizie più importanti. Quello che conta infatti è fare in modo che la gente esca e torni a spendere…Il forno è morto evviva il forno! e ti auguro che duri altri tredici anni gloriosi come il primo, perchè la qualità degli elettrodomestici mi pare sia scesa a prescindere dal costo.
    Con tutti i problemi che ci sono da risolvere dovevano pure riesumare il progetto del ponte sullo stretto…evvai tanto siamo quelli che le situazioni le affrontano di petto, tant’è che il problema che il coronavirus a messo in ginocchio imigliaia di negozi medio piccoli non viene nemeno considerato…
    chi sopravviverà vedrà ulteriori carognate, tanto qui non cambia mai nulla, meteo a parte
    ciao Gio

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    • Pian piano (ma nemmeno tanto) il coronavirus viene relegato in secondo piano, è meglio non parlarne, i turisti si spaventano. Gli Stati Generali temo proprio che serviranno per startirsi la torta tra grandi (si risente parlare di Alitalia… ancora!) , il problema degli aiuti è che servono subito, non a babbo morto… e per far riprendere i piccoli ci vorrà un bel po’. Io ho avuto notizie positive da mio cognato, l’elettricista, al quale è stato riconosciuto il prestito garantito dallo Stato (sempre prestito è, però gli interessi sono veramente bassi), magari è un brodino ma qualcosa è; però visto che quello non arrivava ne ha dovuto chiedere un altro, così adesso con i soldi di uno pagherà le rate dell’altro… certo, alla fine quando si faranno i conti si scoprirà che ai piccoli è andata la minima parte, tanti chiuderanno per la felicità delle grandi catene o dell’e-commerce, che già i piccoli li ammazza anche senza Covid… sulla durata del forno non ci spero proprio, adesso se arrivano a dieci anni è grasso che cola… 🙂 il frigo mi si è rotto dopo 3 anni e 6 mesi (avevo prolungato guarda caso la garanzia a 3 anni invece dei 2…) lo fanno apposta ‘sti maledetti…

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    • Incredibile!!! Se lo fanno con un aereo, figurarsi con un forno… 🙂 è che qui da noi conviene comprarlo nuovo piuttosto che ripararlo, il consumismo ci porta a questa stortura… in più una volta le cose le facevano per durare, adesso invece per cambiarle dopo poco, altrimenti l’economia si ferma… la cosa che mi dispiace di più è che una volta gli elettrodomestici li facevamo in Italia e li vendevamo a tutto il mondo, adesso ci siamo venduti tutto e le poche ditte rimaste chiudono, tipo Whirlpool… la Merloni era una potenza, che c’è rimasto? Poi ci sono le crisi, e si accorgiamo che nemmeno le mascherine ci fabbrichiamo… è un po’ triste, a pensarci.

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    • Ah, ah, si, a quei due si è incantato il disco! Adesso che c’è da prendere miliardoni gli piacerebbe mettere le mani sul malloppo! Se proprio sono in crisi di astinenza a settembre si sfogheranno, comunali regionali e referendum, non gli basta? Qui avrò solo un misero referendum (che poi che si fa a fare, che erano quasi tutti d’accordo a diminuire i parlamentari? Bho), che peccato!

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