Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCVII)

Sabato 30 maggio

Oggi è una giornata strana, al mattino minaccia pioggia ma poi viene un bel caldo; sul presto vado a trovare l’amico Giuseppe, l’edicolante, e lo metto al corrente che il ventilato bonus di 1000 euro per artigiani e commercianti non ci sarà, sostituito da un prestito a fondo perduto per chi ne avrà diritto, ovvero dimostrerà di aver perso almeno un 20% del fatturato, se non ho capito male. Sfortunatamente o fortunatamente per lui non è in queste condizioni, infatti come tutti sanno il 20% di zero è zero: non ho ancora capito come faccia a rimanere aperto ma evidentemente qualche entrata ce l’avrà.

Sul giornale una notizia tenera, qui a Como si sono sposati due clochard: si sono incontrati su una panchina, si sono innamorati, durante l’inverno hanno condiviso il dormitorio così come durante l’emergenza Covid: hanno deciso di convolare a nozze, ma ora che il dormitorio chiuderà torneranno per strada: speriamo che il Comune o chi per esso sia sensibile a questa bella storia ed almeno una stanzetta gliela trovi. Poi sul fatto che non debba esserci un dormitorio aperto e però si pretenda di non avere barboni per strada, ci sarebbe parecchio da discutere.

Mi accorgo, anche facendo cose stupide, che ci vorrà parecchio per tornare alla “normalità”: stamattina per esempio sono andato a cambiare il libro che avevo preso doppione, ed ero indeciso se prendere il bus, l’auto o andare a piedi: l’auto, dando un’occhiata al traffico e pensando al parcheggio l’ho scartata subito; per l’autobus ho fatto a metà: andata a piedi, ritorno col bus. Sul bus sono salito con diffidenza temendo un assembramento come lo scorso sabato ma invece è stata una corsa tranquilla; solo come informazione statistica gli italiani saranno stati il 10%, tutti gli altri delle nazioni più disparate. Dato che i guanti non si trovano li sto lavando, non so quanto resisteranno.

Oggi pomeriggio shopping moderato: odori per il balcone, ciabatte da casa che quelle usate in questi mesi sono da buttare, e puntata alla Coop perché, non so se lo sapete, si rinnovano gli organismi direttivi ed in occasione delle votazioni ai soci che partecipano viene dato un buono del valore di circa 10 euro. Olio, pasta, pesto, perché rinunciarci? A dire la verità questo è il primo anno che ne approfitto perché me ne dimentico sempre, e poi gli anni scorsi bisognava partecipare all’assemblea fisicamente, invece quest’anno basta la delega ed è molto più comodo. Non so di preciso per chi e cosa ho votato ma poco male, mi fido. Tra parentesi la tessera socio non costa niente, per chi volesse approfittarne: però per quest’anno ormai non vale.

Sembra che il prolungamento del blocco per le tre regioni di nord-ovest non ci sarà, la circolazione varrà per tutta Italia; secondo me se si aspettava un’altra quindicina di giorni non cadeva il mondo, io comunque da qua non mi sposterò, gli altri facciano come vogliono.

Stanno riaprendo i negozi cinesi! Il ristorante sushi ha già riaperto, passando ho visto che il parrucchiere sta pulendo e persino uno dei centri massaggi: specialmente in questi ultimi sarei curioso di sperimentare gli accorgimenti che useranno per il distanziamento, specialmente per i servizi “speciali”. Tra l’altro, forse l’ho già detto, ma il quartiere deve essere abitato da una torma di invasati, nel giro di un paio di chilometri ci sono quattro centri massaggi e due sexy shop, di cui in uno si entra (mi hanno detto) con la tesserina sanitaria, gli articoli li passerà la mutua?

Mi sto accorgendo di essere quasi afflitto dalla Sindrome di Stoccolma, sapete, quel fenomeno per cui il rapito si infatua dei rapitori. In fondo siamo stati un po’ tutti rapiti in questi due mesi: stasera ad esempio degli amici ci hanno invitato a fare una passeggiata e prendere un gelato, ma come si fa a rinunciare al rito di pizza, Ichnusa e filmetto? La passeggiata può attendere!

Con questo proposito, preoccupante me ne rendo conto, vi saluto amiche e amici; vedo se riesco a leggere un’oretta, sul tavolino c’è “La fine della storia” di Luis Sepùlveda, se mi addormento spero qualcuno mi svegli… a domani!

19 pensieri su “Vita quotidiana al tempo del coronavirus (XCVII)

  1. e mi sa che dopo la “ricca” manifestazione in piazza Duomo, la nostra amata regione resterà sotto campana di vetro ancora per un po’, caro Gio’.
    Ci si lamenta che i vertici non sappiano governare, ma certo che tra il popolo c’è gente irrispettosa oltre che davvero “str.upida”

    Senti ma, non è che Giuseppe resta ancora aperto per non dover stare tutto il giorno in casa con la moglie, vero? :-DD

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    • Le “razioni” abbondano ogni giorno di più, corredate da sorrisi sempre più ammiccanti! SIGH!
      Risalendo il post, ho l’impressione anch’io d’essere vittima di una Sindrome di Stoccolma, non c’è proposta allettante al mondo in grado ormai di sostituire i riti della sera, a cominciare dalla visione de I Soliti Ignoti, per quanto mutilata dei SIIII/NOOO del pubblico.

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      • Ah, ah, non siete molto lontani dalla verità… la moglie l’ha lasciato qualche anno fa, e la capisco, va bene essere duri e puri ma lavorare per la gloria non va bene… che male c’è a vendere gratta e vinci o figurine? E almeno prendere un computer… insomma obsoleto e anche cacacazzo. Se uno avesse il fisico di George Clooney, per dire, se lo potrebbe permettere, ma così non è e anche il barbiere lo vede di rado… c’è di buono che almeno non ha nemmeno alimenti da pagare, con i giornali guadagna giusto per la sopravvivenza (i margini sono davvero risicatissimi, una volta quell’edicola vendeva bene, quando tutti leggevano il giornale, ma ora… tra telefonini, giornale gratis, quelli che li comprano sono mosche bianche…

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    • Non sapevo niente della manifestazione, mi sono andato a vedere i filmati, questi sono fuori di testa.. “il coronavirus non esiste”… e ho intravisto il generale Pappalardo lì in mezzo, quello dei forconi. Una bella combriccola, non c’è che dire! Poveri noi, spero davvero ci tenga no chiusi, e qualcuno lo rinchiudano proprio, altro che “libertà libertà”…

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  2. bellissima la storia dei due clochard convolati a nozze, sarebbe una bella storia da trasporre in pellicola.
    un po’ meno bella la situazione generale, che sta sfuggendo di mano secondo me. C’è troppa gente che sta ritornando al giugno 2019, come se nulla fosse successo. Nonostante ci sia stata una delibera della regione piemonte per l’uso obbligatorio della mascherina da oggi sino alla sera del due giugno, oggi ho visto formicai di persone nelle piazze centrali e sotto i portici che la mascherina non l’avevano neppure sotto il mento per infilarsela all’occorrenza. Per di più in piccoli dehors gente che sicuramente non rispettava il distanziamento di legge…per non parlare di giovani accozzati su panchine e muretti…Per me è troppo presto per aprire i confini regionali, ma si sa che il buon senso ormai ce lo siamo abbondantemente giocati

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    • Sono d’accordo, passiamo da un estremo all’altro, la gente ha voluto intendere la fase due come un “liberi tutti”, adesso poi che il 3 giugno è a due passi, figuriamoci… le tre regioni del nord, se avessero un po’ di testa cosa che non sembra proprio, sarebbero loro per prime a chiedere di non riaprire ma la coerenza non è il forte dei loro governanti, ma nemmeno dei cittadini (ricordi quando prima strillavano per riaprire, dopo chiedevano che venisse assolutamente chiuso tutto, adesso non accettano che le regioni più contagiate aspettino qualche giorno in più…) . Spero davvero che il contagio non riparta perché se no va a finire male veramente, rimettere il lockdown non sarà proprio facile..

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  3. Io sono una di quelle che ha chiuso l’attività e al 99% non la riaprirà, cosa me ne faccio dei mille euro e soprattutto che senso ha riaprire cinema e discoteche e tenere chiusi i nidi.
    Stavo guardando le immagini della manifestazione di oggi è sono rimasta basita, non capisco come si possa dar credito ad un personaggio come Pappalardo, ma in ogni caso, noi Italiani non impariamo mai.

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    • Mi dispiace per la tua attività, spero davvero che dopo questa fase di comprensibile delusione e amarezza tu possa ripartire. Capisco che 1000 euro non risolvono se non si riparte, ma è meglio di niente quindi ti invito, se ne hai diritto, a farne richiesta. Non perdere la fiducia (in te soprattutto), i nidi riapriranno, magari non domani ma riapriranno, bisogna farsi trovare pronti…

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